martedì 8 gennaio 2019

Buon cammino!

UnBipedinone è ben avviato nella sua vita. Lo vedo un po' di meno, ora: nei fine settimana ha i suoi impegni, le vacanze inizia a farle da solo. Abbiamo passato qualche giorno a casa mia e dai miei, a cavallo di Natale. Facciamo cose semplici ormai, come cucinare, mangiare insieme, si confida un po', mi chiede cosa ne penso dei pezzi che scopre, come questo, tamarrate merikane e non solo (io gli dico così) ma anche altri  brani. E' da tempo che non andiamo più in montagna, da quel giorno dell'agosto 2016 nel quale iniziammo questo stesso giro interrotto poco dopo la malga, aveva un muso lungo così che gli strisciava il mento per terra. Camminare è un atto meditativo e ci vorrà del tempo prima che egli ritorni ad esso, ora è troppo introspettivo per un adolescente proiettato nella vita.
Giovedì 20 dicembre ha dato il suo primo esame di ingegneria, massimo dei voti, con lode. Scherzava, all'inizio: non riuscirò ad essere come te, papà (anch'io presi quel voto in quell'esame) ma è stato in gamba, meglio di me, lo ha dato alla sessione di dicembre, io lo detti a quella di febbraio. Un professore fantastico, Marino Palleschi, che ti portava con lui sulle ali delle strutture algebriche e della bellezza lucente della matematica. Anche UnBipedinone è arrivato a giocare con gli spazi vettoriali, con i teoremi, con gli autovettori (io mi ricordo più nulla che poco). All'inizio storceva la bocca, mugugnava, poi ha scoperto un metodo di studio, ha iniziato a camminare, poi a correre, a scoprire il piacere e la bellezza della conoscenza universale, a giocarci insieme, appunto.
Ha superato l'esame di teoria della patente, ora ci facciamo, quando possibile delle pratiche. La prima mi ha spaventato, m sono preso un vero e proprio spaghetto, vedevo già il mio ferro a tamponare l'auto del vicino, ora va molto meglio.
E' stato qualche giorno a Barcellona. Deve scoprire il mondo per capire il valore della terra nella quale ha le radici. Si confida con me ancora sulle questioni sessuali, sa che lo ascolto e si confida.Mi ha raccontato del groviglio xx-xy a San Silvestro con una compagna di vacanza, un guizzo durato una notte, poi nulla più.  Sta studiando il greco (moderno) perché quest'estate vuole andare a fare il barman allo Skorpios di Mykonos. Gli ho ricordato che ingegneria oltre ad essere un filino più importante è pure impegnativa. Già, il pelo di fica che tira più di una pariglia di buoi...
Penso alla sua vita, alle sue aspirazioni, come scrive Pablo Neruda, essi hanno già tutto scritto, tutto fatto, dovremmo lasciare spazio perché possano vivere, non preparare loro tutto pensato, tutto fatto.
Penso che è l'unico mio figlio. Questo ci rende fragili, mi rende fragile. Cosa succerebbe alla mia vita se egli morisse? Quale dolore insopportabile, sarebbe? Una volta la prole numerosa era un tentativo egoistico di migliorare la propria vita avendo braccia da lavoro che poi si sarebbero dovute dividere poderi già striminziti e anche un'assicurazione emotiva, un paracadute che nel caso di morte di un figlio. Non abbiamo tutto ciò, noi genitori di figli unici, siamo fragili rispetto alla Nera Sorella.
Buon cammino, figlio mio!

11 commenti:

  1. Accipicchia! Ha già dato il primo esame!complimenti

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  2. Che tu sia il suo riferimento per le "questioni di cuore" promette male. Secondo me ormai ha l'età per cui sarebbe meglio se tu ti astenessi.

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    1. Io l'ho ascoltato e non ho detto alcunche'.
      Piuttosto di dire delle fesserei, delle cose ipocrite o cazzate politicamente corrette, meglio stare zitto.

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    2. Io intendevo che, se il personaggio che racconti qui corrisponde al vero, per la mia opinione non sei la persona a cui rivolgersi in quanto ti pregi di "eccedere", di non seguire la "morale".

      E' come se uno che ha fatto il foglio rosa chiedesse come si guida a uno che salta con l'automobile sopra gli squali e la piscina piena di olio in fiamme.

      Cerco di non esprimere giudizi qui, descrivo un fenomeno, la meccanica.

      Il mio giudizio l'ho espresso altrove ed è ovviamente irrilevante.

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    3. Da sempore e sempre l'ho scritto che ritengo una forma di discernimento, capacita' di controllo, di volonta' quella di poter eccedere e poi tornare nella norma oppure nel luogo opposto, quello dell'astinenza.
      Il contrasto come dispositivo cognitivo massimo.
      Ci era arrivato anche Eraclito. :)

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    4. Si a parte che il piccolo dettaglio del "paradosso dell'osservatore".

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  3. Pensi da padre, ma non pensare troppo.
    ^_^

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    1. Rispondo a te e a arco Poli qui sotto.
      Penso che non si possa non pensare, almeno qualche volta, al fatto che, purtroppo, i figli muoiono, talvolta, prima dei loro padre e madre.
      Penso che meno numerosa sia la discendenza piu' doloroso deve essere questa tragedia.

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  4. Non si può imporre a una testa pensante come Uomo di non pensare.
    Ed è stolto chiederlo.

    Pur non essendo io padre, ogni tanto penso a questo schema del figlio unico ed implicazioni.
    Avendo amici padri, ogni tanto mi metto nei loro panni. E i figli di qualcuno sono pur sempre, in qualche misura, figli di tutti e quindi anche miei : intendo dire che noi adulti abbiamo l'implicita responsabilità dell'esempio attraverso le nostre gesta, responsabilità verso i piccoli.

    Guardandomi indietro, essendo io figlio unico, cosa capiterebbe ai miei vecchi se io tramutassi in altra materia e, forse, vita, prima di loro ?

    ===

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  5. { beh ...
    il duo The Blaze è decisamente magrebino (banlieue parigina) più che yankee }.

    ===

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    1. Si vede anche dai tamarroni arabi/magrebini che popolano i loro video.

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