lunedì 22 febbraio 2010

Il Concerto

Sabato sera ho visto Il Concerto, di Radu Mihaileanu.
Amo l'(auto)ironia yiddish, a tratti esilaranti - veramente - spirito e colori zigani, la filosofia del vivere attimo per attimo. Anche l'ironia., sempre fine, nel descrivere la fede, lo spirito di sacrificio che ha animato molte persone nei confronti di ciò che fu speranza e disumanità comunista.
C'è l'arte che sovverte tutti i ruoli, scommbussola le posizioni. L'arcano dei suoni e delle armonie, fanno fuori il cervello e vanno giù a core e panza.
In alcuni momenti l'ombra di qualche caricatura un po' greve. Ma si tratta di imperfezioni.
Delizioso.



sabato 13 febbraio 2010

Panmixismo utopico


  • Un egiziano di 19 anni è stato ucciso a coltellate in strada in via Padova a Milano. Oltre un centinaio di stranieri si sono raggruppati per nascondere alla polizia eventuali testimoni dell'omicidio. La tensione è salita col passare dei minuti. Dopo aver sfondato a sassate la vetrina di un ristorante, il gruppo di immigrati ha cominciato a ribaltare alcune auto parcheggiate e si è mosso in corteo verso il consolato egiziano al grido "italiani di merda, vi ammazziamo tutti"
    (la Repubblica.it)
Benvenuti. Avete appena varcato la soglia della macedonia sociale e culturale detta Pan di nitroglicerina.
Sarà  un viaggio avventuroso ed emozionante. Per voi accadimenti forti. Imprevisti e probabilità, picchi del petrolio e crisi alimentari, forniranno le scintille giuste, abbondanti e in quantità.
Mescolare bene prima dell'uso.

giovedì 11 febbraio 2010

L'insostenibile realtà della realtà


  • Non c'è cosa più irriti più le persone che riportarle alla realtà. Anzi no... Forse una cosa c'è ed è ricordare loro del libero arbitrio e del fatto che le proprie scelte comportano delle conseguenze.
    UnUomoInCammino

In lista civica anche solo l'accennare al problema della crescita demografica, il dire che se esiste una politica di sostegno alle famiglie numerose ci può anche essere una politica di contrasto alle famiglie numerose, il violare il tabù estremo (riproduzione, sessualità, piacere, credenze religiose, ecologia mente-corpo) ha provocato, dai parte di deisti, filoreligiosi e moralisti reazioni idrofobe e nevrasteniche.
Ricordare le altre metà della realtà, quelle omesse dalla morale, provoca shock anafilattici, reazioni violente da parte degli autodefinentisi pacifisti.
Potrebbe essere altrimenti, per persone che differiscono la gioia, il piacere per il regno dei cieli? Nulla di peggio che ricordare che sei respons-abile, tu sei dio e belzebù, se vuoi, qui e ora nella la tua vita, che ogni scelta comporta pro e contro.
Ah, l'insostenibile pesantezza della realtà.



domenica 7 febbraio 2010

Maria Gaia

Alleluia. Est Gaia in caelum, gaudet exercitus angelorum. Alleluia.




Alleluia. Assumpta est Maria in caelum, gaudet exercitus angelorum. Alleluia.




Alleluia. Est Gaia in caelum, gaudet exercitus angelorum. Alleluia.




Alleluia. Assumpta est Maria in caelum, gaudet exercitus angelorum. Alleluia.

mercoledì 3 febbraio 2010

lunedì 1 febbraio 2010

Il fiato

Siamo stati in un paradiso bianco, ieri. Un posto selvatico, molto, sull'appennino, già di per sé selvatico. Una giornata con le ciaspole, a sprofondare, anche fino a quasi un metro, in soffici cristalli bianchi, nella tormenta di neve.
Per metà del giro nel bianco intonso, non una traccia, nulla, solo le forme arrotondate, le stalattiti di ghiaccio, i faggi ma soprattutto pini neri e pecci e abeti bianchi imbacuccati. Bianco e freddo: i guanti di pile inumiditi dalle mani sudate di sforzo, si appiccicavano, per gelo, sui bastoncini in alluminio.
Gli unici.
Non una traccia di vita.
Solo noi, il battito del cuore, il fiato, il fiato della fatica che sentivamo ad ogni passo e il silenzio, il silenzio totale, completo.
Al ritorno, un paio di case, tetti sprofondati di curve bianche; spuntava un comignolo, che testimoniava, col capolino nero e il profumo di legno, il calore della vita, dentro, forse una coppia di vecchi contadini, ultimi fiati di eroiche retroguardie resistenti.
L'inverno, quando sfoggia la propria bellezza, mi destabilizza.
Anche stamane c'era un delirio di bellezza, da andare fuori di melone.
All'alba, tramonto lunare, cielo blu, alberi ricamati di neve, neve ghiaccio croccante sotto gli scarponi, le cime dei colli di fronte rosa per l'alba, poi sole.
Peccato infilarsi in un ufficio di una merdosa periferia.



venerdì 29 gennaio 2010

Non diversità

Non ho mancato di esprimere la mia contrarietà al pietismo buonista che si solleva in ambienti politicamente corretti da un caso in regione: il solito patriarca islamico che ha ingravidato scelleratamente  a ripetizione la sua (intendo sua di proprietà) serva sottomessa schiava oggetto scrofa sfornapargoli per la perpetuazione del patrimonio, in condizioni di migranza (è lavoratore ospite) e di precarietà (edilizia in crisi, cosa che spero si aggravi ulteriormente, considerato lo scempio a botte di 350k Ha di territorio distrutti all'anno).
La coglionaggine fomentata da "allah provvederà" e da altre scemenze del genere (corrispondenti al "dio vede e provvede", produzione de noantri) ha prodotto un altro dei suoi peggi.


Quando affermo che razzisti e antirazzisti sono la stessa cosa, ovevro persone che modificano il loro giudizio in bene o in male considerando la razza o la provenienza di una persona, parlo con fondamento.
Le piccole borghesia di massa (in Italia la pressione più alta, aggressiva è esercitata da quella islamica) è uguale, qui e là: la stessa robaccia consumista, falsipocrita, inquinatrice, nemica di Gaia. Il buonismo / cattivismo  moralista che vede il bene-vittime da una parte e il male-carnefici dall'altra è una adulterazione della verità: la realtà non è MAI in bianco e nero ma in toni di grigio. Avevo letto uno studio dell'ISTAT sulla composizione sociale dei migranti e la parte maggioritaria è costituita da borghesia piccola e media. Ovvio: un (sotto)proletario non ha alcun modo di procurarsi le migliaia di euri necessari per un viaggio. Dunque borghesia medio-piccola e non certo miseri poveretti morti di fame come buona parte dei moralisti-buonisti si incrania ad affermare, negando l'evidenza.

Ora, mi ricordo le foto de il manifesto di un black bloc che molotovava un merdonald, - multinazionale pessima come tutte, e fin qui andiamo bene - a Genova, con tanto di Nike ai piedi - e qui perdiamo ogni credibilità, non puoi opporti al consumismo USA&getta, agli yankee, alle multinazionali lucrative e plutocratiche, etc. acquistandone i prodotti, ovviamente.
Ora, guardando le foto della lotta dei palestinesi contro gli isareliani e relativo muro, osservo, ancora, che un di questi lottatori è vestito di tutto punto alla occidental-consumistica, con tanto di Nike ai piedi.
Insomma, il lottatore arabo-islamico-palestinese moralmente superiore si impegna con foga contro l'innesto imperioso di occidente in Palestina e i brutti cattivi che lo realizzano e lo impersonificano.

Ciò conferma una volta di più che non c'è, di fatto, alcuna differenza, anche mettendoci a livello morale - piano che non mi appartiene e che io confuto regolarmente, foss'anche solo per la stupidità indegna - alcuna differenza tra palestinesi e israeliani, tra masse arabe o islamiche e occidentali o non islamiche. Se i rapporti di forza fossero invertiti, i palestinesi infliggerebbero le peggiori angherie agli israeliani, non sarebbero certo una massa di agnellini sacrificali come certuni vorrebbero spacciare.


E' uno scontro di potere, il mio popolo in crescita scellerata contro il tuo, la mia religione contro la tua, la mia volontà di allargarmi a scapito e contro di te.
Non c'è alcuna autoflagellazione da imporsi, penso a certi tipi con pulsioni perverse, masochiste e autolesioniste che non sono finiti in psichiatria solo perché capi di uno stato teocratico - perché loro sono vittime e noi siamo i brutti cattivi consumisti. Sono le lagne che ascolto ricorrentemente tra molti compagni, specie tra i deisti ovvero cattocomunisti, molto catto e, di fatto, poco comunisti, se non a parole (delle parole di Karl Marx non c'è più traccia, delle lotte per ateismo dello stato neppure, tutti presi da zelo religiosista, mah).
Non ho alcun senso di colpa (interessanti sempre le considerazioni di Nietzsche su questa robba che è il senso di colpa ad origine morale) con la mia vita sobria e improntata all'ecologia ed alla spartanità.

Per me quel regaz palestinese è consumista come il corrispondente regaz di Tel Aviv o di Sabbioneta o Houston.
Non c'è alcun motivo per cui si debba accettare, subire, masochisticamente, l'invasione dell'immigrazione islamica che ai nostri peggio aggiunge la violenza religiosa, l'imperialismo demografico, la teocratizzazione della società, i più abominevoli - dal punto di vista etico - usi, credenze e costumi delle masse islamiche. Facciano pure, nei loro luoghi di provenienza, qui di ('sta) gente è già pieno.
Un par di palle ad accoglienza e tolleranza.
Respingimenti e intransigenza.

Alì e le sei vittime della sua scelleratezza, dovrebbero essere espulsi e reimpatriati in Tunisia non appena scaduto il permesso di soggiorno e, fosse per me, anche prima.