mercoledì 7 gennaio 2009

Demolizione in corso


  • La maggior parte di noi preferisce una sofferenza familiare a una beatitudine sconosciuta. La beatitudine va benissimo se rientra nel nostro schema ordinario di esperienze, altrimenti preferiamo la sofferenza.
    Rigdzin Shikpo
    (lameditazionecomevia.it)

Fare spazio, fare vuoto è sempre faticoso. Di sovente doloroso.
Ieri sono uscito, una passeggiata con _tta. Ho voluto raccontarle cosa voglio nella sessualità, esplorazione di tutti i luoghi sconosciuti, esotici ed avventurosi. Non ho alcuna intenzione di "fregare" nessuna, non mi interessa. Quella è la base di una coppia, deve essere solida e pulita.
Ma non ci sono. Sento che non mi piace. Seduti a bere un bicchiere, mi sono accorto che io le stavo lontano. La testa ed il cuore sono altrove. Paragono continuamente. E penso ad UnaDonna, che mi piaceva.
In effetti, è un gran casino. Era diventata UnaNonStoria, non ci siamo visti quasi niente quest'anno. Quindi, sospetto, che a livello mentale ci sia una costruzione priva di riscontro, una sorta di idea di innamoramento che non corrisponde alla realtà, a dati oggettivi. Nella vita e nella sessualità che ne è mappa fedele, c'era una zona di eccellenza uscendo dalla quale UnaStoria era un campo minato, saltavamo in aria come mortaretti a capodanno. Sono curioso ed esploratore, per natura. Mi sono reso conto che saltare in aria, fa male e demolisce anche i blindati.
Alcuni pensieri di sempre mi frullano per la testa. Sostengono e demoliscono. Il vuoto che avanza.
Ricordati di osare sempre.
Meglio rimorsi che rimpianti.
La maggior parte di noi preferisce una sofferenza familiare a una beatitudine sconosciuta.


3 commenti:

  1. Francesco0719667 gennaio 2009 23:37

    anche se il rimpianto si accompagna all'errore, che è dietro l'angolo.....

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  2. Mi piace il tuo parlar d'amore.

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  3. Vedi, aman perchè poi ti accusano di essere noioso?

    Perchè sfinisci di parole. L'amore è anche mistero, è forse più importante quello che non si dice di quello che si dice.

    Per quello, all'inizio, nell'innamoramento le cose funzionano meglio: c'è il mistero, l'aspettativa.

    Tu, aman/unuomoincammino, sei già pesante dai primi approcci: spacchi il capello in 4.

    Ma dai, ma un po' di leggerezza, di ironia, di spirito. Mi rendo conto che l'umorismo non è nelle tue corde, ma almeno sforzati.

    Capisco che ciò significherebbe magari sviluppare il senso del ridicolo e forse sarebbe la fine dei tuoi blog, ma ne guadagneresti nella vita reale.



    Vedi aman, tu dici di essere un portento con le donne, quante dici di averne avute? Facciamo 200? Di più? E le conquiste parlando subito di come dev'essere il vostro rapporto? Di come va impostato?

    Ma quando mai? Se tu hai conosciuto uomini che davvero ci sanno fare, avrai visto che la chiave è nella leggerezza dell'approccio.



    L'impressone aman/uuic è sempre la stessa: sei un teorico-retorico che esprime solo idee da rotocalco ma senza sperimentazione sul campo.



    Guarda, aman, si può essere anche dei grassoni pelati senza il minimo fascino, ma con l'intelligenza e la simpatia qualcuna si può perfino innamorare.

    Ma essere irrimediabilmente pesanti e tromboni no, non dà speranze. Anche se siamo dei modelli scolpiti da ore di palestra.



    Orsonibus

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.