lunedì 2 aprile 2012

Due fanali





Tra pensieri per il lavoro e sbalzi di orari per il tango, ho il ciclo sonno-veglia sottosopra di questi tempi. Dopo il giro nel meraviglioso orrido e la cena bbona in cinque sui sette scarpinatori (e col fuoco di nuovo acceso nel camino, siamo passati dalla savana calda alla savana un po' meno calda) alle quattro mi si sono aperti gli occhi come due fanali. Il resto della giornata poi rimani cotto-rincoglionito.

4 commenti:

  1. sapessi quante volte capita a me !

    RispondiElimina
  2. Il lavoro è, storicamente (spesso anche etimologicamente) connotato da fatica e dolore.
    Ci si rompeva le ossa e i muscoli, una volta, ora siamo ad anime, emozioni e menti che si rompono.
    Mh >:/

    RispondiElimina
  3. Alla fine di una giornata quando anche gli ultimi neuroni battono in ritirata, dove anche la più pallida emozione il più tenue dei sentimento e' stato soffocato deriso attaccato reciso io incontro sempre la mia vicina di casa che fa la panettiera .e a tratti le invidio quell'immagime un po' sbiadita dalla farina.

    RispondiElimina
  4. Che meraviglia, quasi lo sento il profumo della farina.
    :)

    RispondiElimina

Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.