venerdì 29 agosto 2014

Tafazzi furlani e italici



La quantità di risorse pubbliche dissipate per il trasporto su gomma (privato) in Italia è uno degli indici della follia demagogico antipolitica che, lustro dopo lustro, ha portato il paese alla rovina (avevo toccato, di recente, la dissipazione per inquinamento luminoso). Avete visto il programma di devastazione del territorio, del paesaggio, dell'economia, dei trasporti del cosiddetto Sblocca (la frana) Italia? Un alluvione di strade, autostrade, di TAV, sostanzialmente l'ennesima alluvione di edilizia spacciata come infrastrutture per tipi di immobilità di cui il paese è ammalato (decreto Più zucchero all'Italia diabetica!).
Sulla parte della linea ferroviaria che uso, hanno deciso di rimuovere, in una parte, tutti gli scambi per incroci, binari di servizio e altro. Per risparmiare.  Facendo due calcoli della serva, in treno, il mio amico scienziato ed io, abbiamo stimato che solo per ammortizzare i costi di demolizione dell'ingegneria ferroviaria con i risparmi della mancata manutenzione ci vorranno non meno di vent'anni. Nessuna persona sana di mente smantellerebbe qualcosa della propria casa, peggiorandone sensibilmente qualità e funzionalità, con costi elevati, per iniziare a risparmiare delle briciole tra vent'anni.

Da Gaia ho letto la perla, a Udine, del parcheggio in centro con pavimento riscaldato.... ihihi, siamo alla follia pura (non cito le nostre perle bolognesi perché verrebbe fuori 'na mappazza di pagina). Classico pattern di non soluzione che peggiora il problema della (im)mobilità e che ne introduce altri in cascata e porta il sistema ad uno stato di ulteriore degrado. E meno male che sarebbe il civile Friûl. Immaginatevi come è messo il resto del paese dell'amore, dei furbi, della pizza, della famiglia mia, del bunga bunga, dell'automobilina fin dentro la scuola e la spiaggia.

Io penso che un paese in difficoltà che spreca risorse per queste nefandezze, questi non sense che solo delle menti bacate di autossicodipendenti compulsivi possono produrre, è bene che collassi e che ciò avvenga prima possibile. Essi continuano ad addossare la colpa ai crucchi, all'Euro, ai russi, al pareggio di bilancio, alla zia Nora, e non si rendono conto che si tirano tafazzianamente delle teghe nei koglioni sempre più frequentemente e sempre più forti.

30 commenti:

  1. Come non concordare Uomo, trovo assurdo che si dica che fare nuove strade e varie opere pubbliche (sistemassero quelle che ci sono, sarebbe meglio!) per dare lavoro agli Italiani...come se fossero tutti li' ad aspettare di fare gli stradini e i muratori, e' un insulto e uno spreco. Che poi, che lavoro sarebbe...una volta finito, di nuovo tutti a casa di nuovo, senza garanzie. E noi con tonnellate di cemento e bitume in piu'. :/

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  2. Due osservazioni:
    Le Ferrovie sono la solita azienda che è privata sulla carta ma nei fatti di proprietà pubblica. La quantità di risorse che lo Stato spende per le Ferrovie è una delle tante informazioni che vengono accuratamente occultate perché altrimenti qualcuno potrebbe domandarsi cosa otteniamo in cambio di questa spesa.

    Seconda cosa, mi viene da ridere se penso che la pianificazione delle Ferrovie dovrebbe essere inserita nella pianificazione dei trasporti che a sua volta dovrebbe essere inserita nella pianificazione strategica degli obbiettivi e delle risorse nazionali. In Italia non si pianifica una beata mazza, non perché siamo un popolo di "creativi", scienziati distratti, poeti e zuzzerelloni ma semplicemente perché siamo cialtroni (cioè incompetenti e mediamente ignoranti) e lestofanti (cioè portati a delinquere in una logica di mero tornaconto personale).

    Faccio sempre il solito esempio: questa estate ha piovuto spesso e volentieri. Il padano che vede sempre grigio ad un certo punto dice voglio andare in vacanza dove c'è il sole. Va forse in vacanza in mezzo agli ulivi siciliani dove c'è il sole? No va a Creta se è moderato, altrimenti a Bali. A parte le considerazioni sul marketing e sul controllo delle masse, è anche evidente che andare in vacanza in Sicilia è abbastanza complicato, per diverse ragioni tra cui la carenza delle infrastrutture.

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  3. Iniziamo a trasferire i sussidi al trasporto pubblico su gomma alle ferrovie..Autobus e corriere non sono sostenibili...Meglio una car sharing e pooling point to point...Perchè non entri in questa questione ? forse perchè più spinosa ?

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    1. Le Ferrovie sono molto ma molto più "sussidiate" del trasporto su gomma e sono altrettanto insostenibili perché non hanno scopo.

      Prima di decidere l'allocazione di risorse bisognerebbe:
      1. definire gli obbiettivi
      2. definire il piano con i passi e i tempi per raggiungere questi obbiettivi
      I punti 1 e 2 includono il calcolo del rapporto costi/benefici
      3. definire come verranno reperite le risorse

      Poi Fra, faccio notare che il "trasposto su gomma" contro il "trasporto su rotaia" normalmente non prende in considerazione la mobilità personale che è interessata dal car sharing ma lo spostamento delle merci, che invece è interessato dalla movimentazione tramite autotreni. E sono due cose del tutto differenti.

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  4. Comunque usciremo dalla crisi solo producendo e inquinando

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    1. Non usciremo perché non è una crisi.

      La crisi presuppone un andamento ciclico di fasi di picco e fasi di minimo, nel nostro caso invece si tratta di declino, cioè una linea discendente che non ha possibilità di inversione. Più decliniamo, meno risorse abbiamo, quindi il declino si auto-alimenta.

      Potremo e dovremo invece abituarci a vivere con meno, con un livello medio di benessere inferiore o molto inferiore.

      Considerando che mentre noi ci impoveriamo altre aree del mondo si stanno avviando al benessere, quindi l'economia complessiva è in crescita.

      Hai ragione sul producendo e inquinando, solo che altri produrranno e altri inquineranno, non noi. Da noi negli spiazzi davanti le fabbriche cresceranno gli alberi.

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  5. Il declino del nostro paese nasce da noi stessi. L'italiano non ha più i canini aguzzi, ha poca voglia di sbattersi e sta ancora abbastanza bene. Il declino è lentissimo ma è ben più evidente di quanto non mostrino i dati sul PIL. la mia era una provocazione ma fino ad un certo punto perché solo un paese a vocazione industriale può crescere. Ma l'industria mal si sposa con l'ambiente. E non credo che col turismo potremo mai compensare ciò

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    1. Il declino nasce da noi stessi ma non per le ragioni che credi te.

      In realtà il problema è che ci siamo fatti inchiappettare da delle elite sovranazionali che guadagnano spostando merci e persone da una parte all'altra della Terra. In questa logica, mentre quando il mondo era diviso in blocchi separati l'Italia aveva una sua nicchia ecologica, nel momento che si sono abbattute le frontiere e si è dato il via alla "libera circolazione" l'Italia è diventata assolutamente periferica ed irrilevante. Per cui adesso stiamo pagando il fatto che gli Italiani hanno un tenore di vita medio che la posizione geo-politica ed economica dell'Italia non consente.

      Quello che ho descritto è un fenomeno che interessa tutti i Paesi ma alcuni se la cavano meglio di altri perché non sono bacati all'interno quanto noi. Noi abbiamo due bachi, la natura degli Italiani e le ideologie dominanti, entrambe le cose ci impediscono di fare fronte e difendere i nostri interessi collettivi.

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  6. x Spirita Libera:
    Economia da paesi straccioni basata su
    o - edilizia
    o - trasporto su gomma
    Sono settori che distruggono lavoro, produzione di ricchezza, beni, risorse, distruggono turismo e paesaggi, la salute, etc.
    Infatti, più sono straccioni più questi settori sono importanti e peggio essi vanno.

    x Fra:
    Lo stato a tutti i livelli si svena da decenni nella costruzione di migliaia di infrastrutture di ogni tipo per il traffico (privato) su gomma.
    La cosa avviene con il contemporaneo smantellamento delle infrastrutture per il traffico merci su ferro, una volta capillarmente diffuse su tutta la rete.
    Insieme con la diarrea edilizia speculativa el 'antiurbanistica intere settori artigianali e industriali anche vicino alla ferrovia costruiti senza scalo merci, chiusi quelli che funzionavano e che andavano anche bene (in regione Imola, ad esempio).
    Nella tua regione hanno chiuso la ferrovia che collegava la costa a Urbino, sulla ferrovia costa – Cagli hanno... costruito la nuova flaminia.
    Io conosco decine di casi del genere e ne conosco pochi.

    x Francesco:
    Io guardo paesi che in quanto ad industrializzazione sono in cima a tutto il mondo, come la... Krautlandia. Eccellono in tutto e inquinano un decimo di noi. I tedeschi e la loro siderurgia che non e' certo meno pesante della nostra non capiscono come sia stato possibile arrivare al caso di Taranto. Ci sono metodi, processi, pratiche e tecnologie per produrre tanto, bene senza inquinare.
    Insomma, possiamo anche copiare anche qualcosa che va bene, no!?

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  7. x Lorenzo:
    Come caso studio del paradigma aberrante dell'antipolitica dei trasporti ti invito a leggere il caso dello scalo di Dinazzano, un paio di chicche che ho aggiunto io (v.questo commento).

    > pianificazione dei trasporti che a sua volta dovrebbe essere inserita nella pianificazione strategica degli obbiettivi e delle risorse nazionali
    Giusta osservazione. Quale e' la politica dei trasporti in Italia?
    La non politica o antipolitica e' quella del trasporto su gomma e del taglio di quello ferroviario con interventi casuali, senza un disegno trasportistico complessivo.
    Essa, in effetti, permetta la massimizzazione delle spese statali per l'edilizia infrastrutturale. Con una fava pigli due piccioni: edilizia e trasporto su gomma.
    Questa politica va bene? è sensata? è economicamente sensata? trasportisticamente sensata? produce benefici e miglioramento economico nel medio e lungo termine ? Non fotte 'na cippa a nessuno.
    La strategia? La massimizzazione del consenso accontentando specifici gruppi di portatori di interessi e la demagogia diffusa.
    Andare in Sicilia non è piu' difficile che andare a Creta o andare a Bali.

    > Prima di decidere l'allocazione di risorse bisognerebbe:
    [...]
    Troppo intelligente, razionale, sensato per essere realizzato
    Noi abbiamo troppo trasporto merci su strada e questo sovraccarica e ostacola il traffico viaggiatori su gomma che a sua volta è abnorme per la mancanza (anche per avvenuta,ampia e capillare distruzione) del trasporto viaggiatori su ferro (locale). Roma è il caso paradigmatico. Intere municipalita' costruite da zero senza un cazzo di collegamento ferroviario metropolitano.
    Andranno in auto, chi se ne fotte, cazzi loro...
    > e altri inquineranno, non noi
    Io studio il paese dei magnacrauti che e' il primo paese industriale (per qualita', quantita' e intensita' ) del mondo ed essi sono decisamente meno inquinati e meno inquinanti di noi.
    Questa del devo produrre devo inquinare e' una scemenza completa.
    Scemenza.... e' una furbata di alcuni che scaricano su ambiente e comunita' i costi del produrre pulito, aumentando gli utili.
    Poi possiamo continuare a detestare chi va bene invece di copiarli. I fessi che si credono firbi hanno sempre buffe strategie.

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    1. La "politica" di qualsiasi cosa in Italia è solo quella di distribuire soldi e favori alla propria "famiglia" di riferimento. Non fa differenza se si parla di un Presidente di Regione o di un sindacalista. Gli Italiani sono questi.

      A livello astratto è ovvio che l'inquinamento è una questione di priorità, non di fattibilità tecnologica.

      Mi spiego, se il capoccia di una fabbrica di latte per bambini decide di fare profitto mettendo mischiando latte, acqua e melammina (composto usato per fabbricare resine sintetiche), capisci che l'idea di spendere un centesimo per inquinare meno non viene presa in considerazione, anzi, se si può guadagnare un centesimo inquinando 100 volte di più, si procede senza remore.

      Nei paesi emergenti si inquina perché manca la volontà e la possibilità di imporre standard e controlli e perché la priorità è quella di guadagnare il massimo a scapito della qualità della vita propria e altrui. Che poi è la stessa ragione per cui in Campania ci sono le discariche abusive. Cosa che chiude il cerchio posizionando la Campania e l'Italia.

      Per quanto riguarda l'Italia è inutile preoccuparsene tanto mano a meno che vengono dismesse le produzioni e gli Italiani riducono i consumi, diminuisce giocoforza l'inquinamento. Nello stesso tempo, produrre in Italia è già antieconomico, quindi è abbastanza velleitario imporre standard e controlli più restrittivi. Quando la UE bandisce le lampadine ad incandescenza in realtà sta dando le specifiche ai Cinesi (o agli Europei che producono in Cina) per il mercato europeo.

      Chi detesta i Tedeschi? Nessuno, è solo una delle tante manfrine della cosiddetta "sinistra" che vuole vendere ancora l'idea che se l'Italia è nella merda è per colpa delle politiche neo-liberiste e che se si adottassero politiche "sociali-keinesiane" (leggi espropriare la proprietà privata ed aumentare la spesa pubblica) l'Italia si risolleverebbe. I Tedeschi stanno in mezzo alle palle perché dimostrano il contrario e poi non vogliono finanziare il debito italiano.

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  8. Lorenzo: "Da noi negli spiazzi davanti le fabbriche cresceranno gli alberi."

    Non credo proprio, perché c'è e ci sarà vieppiù la fila di persone assai indaffarate a trasformarli in pellet per riscaldarsi d'inverno. Per poter avere alberi che crescono, occorre che non ci sia gente che li taglia, e siccome di gente in Italia (in particolare al Nord) ce n'è una quantità fuori da ogni sensatezza e che continua a crescere, non possiamo certo sperare in una "rinascita verde", anche se non soprattutto se vengono a mancare rifornimenti d'altro tipo.

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    1. Per fare il fuoco, ci vuole il legno...
      Per fare il legno, ci vuole l'albero...

      Io non ho nessuna visione idilliaca di "medioevi-rinascite verdi", ho la visione di un panorama post atomico di rovine industriali invase di sterpaglie e lamiere arrugginite.

      Che è un panorama che conosco bene, visto che è quello che vedo dalla mia finestra.

      La gente non taglia gli alberi per riscaldarsi per il semplice motivo che le case in città non hanno ne camino ne stufa. La stufa si potrebbe installare ma bisogna fare il buco in facciata. Forse ci arriveremo ma ci vuole un po'. Adesso come adesso se qualcuno taglia un albero poi vende il legno alle pizzerie.

      Ho visto i Cinesi raccogliere il dente di leone negli spartitraffico, presumo che si tornerà ad usare gli spazi urbani per coltivare degli orti e magari allevare galline e conigli, come era quando ero bambino.

      A proposito della sovrappopolazione, mi piacerebbe sapere come si concilia con il discorso della "accoglienza", del "fanno i lavori che gli Italiani non vogliono fare" e del "pagheranno le nostre pensioni". Chiedere alla CGIL.

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  9. e se avessimo un abbonamento, a prezzo modesto, per viaggiare ovunque, su treni, bus, etc, lasciando a casa le auto, non saremmo tutti più ricchi?

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    1. Solo se troviamo qualcuno che paga i treni, i bus, etc, poi paga la centrale elettrica per fare andare il treno e il gasolio per fare andare il bus, poi paga i meccanici che fanno la manutenzione, gli autisti che li guidano, gli impiegati che passano le carte.

      Anche io sarei più ricco se tu mi facessi la spesa, quando cominciamo?

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  10. In realtà il pavomento riscaldato riguarda solo una rampa troppo ripida a rischio ghiaccio...ma è comunque un'assurdità :)

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    1. Nel 2014 fare dei parcheggi nei centri delle citta' per favorire il traffico privato su gomma e' lascemenza che solo degli idioti, dei manigoldi, dei furbastri lestofanti 'gnoranti come le talpe (in realta' sono in malafede e autossidipendenti invasati di culto della quattroruote) possono fare con il sostegno de il_bobbolo autossicodipendente.
      La rampa riscaldata e' solo la ciliegia su quella torta di cacca.

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  11. Lorenzo: "Per fare il fuoco [...] alla CGIL."

    D'accordo su tutto, molto sensato. Guarda caso anche dalla mia finestra il panorama non è molto diverso, con una discarica consortile a 700 m, uno stabilimento chimico di primo piano a un paio di km, fabbriche di vernici e pneumatici di rilevanza internazionale nello stesso raggio, un'autostrada a poche centinaia di metri, capannoni, cantieri e "rumenta" come se piovesse... una gioia.

    Sull'impossibilità di conciliare le continue iniezioni di forestieri con la anche solo vaga possibilità di risanare un po' le cose sfondi una porta aperta, indipendentemente dalla provenienza dei forestieri (dalle mie parti, moltissimi sono italiani). La questione delle pensioni è stata una sonora presa per il culo che solo un cieco può continuare a non vedere, dopo vent'anni di riforme peggiorative.

    Ripeto: una gioia.

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  12. Lorenzo: "Non usciremo perché non è una crisi."

    Concordo, ma pare che pochi l'abbiano colto, a parte le dirigenze. Ti dirò di più: le schifezze che ci stanno infliggendo sono l'intenzionalissima predisposizione di meccanismi che permettano alle dirigenze di "mantenere la posizione" a spese degli altri. Non sono, come a molti piace pensare, degli sprovveduti, sanno quel che fanno e lo fanno bene (in vista del loro interesse). C'è una bassezza etica d'una profondità inaudita nelle dirigenze d'ogni tempo (a renderla più facilmente percepibile sono unicamente le ristrettezze). Eh, quanto ci sarebbe da aggiungere a corollario di questo enunciato!

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    1. Potremmo avere una leadership diversa SE e SOLO SE avessimo valori diversi. Ma non è una novità, è una cosa che si sapeva già al tempo della democrazia ateniese.

      La democrazie contengono in se il germe della loro fine perché inevitabilmente si reggono sul "voto di scambio" e quindi su una logica grettamente mercantile. Chi ha i soldi può fare tutto, che fa di tutto guadagna soldi e via cosi in una spirale.

      Anticamente esisteva il modello alternativo della aristocrazia terriera, la quale imponeva ai suoi appartenenti di conformarsi a determinati valori morali assoluti. Non perché fosse antropologicamente migliore ma in quanto questi valori erano connaturati al dominio di pochi sui molti e al vincolo etnico e topografico tipico della proprietà terriera.

      Ai nostri giorni questa opzione non ce l'abbiamo più.

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  13. Passata l'ubriacatura favolistica della storia "scolastica", direi che le dirigenze d'un tempo non erano per nulla migliori (né peggiori) di quelle attuali, e che quelle italiane attuali non sono peggiori (né migliori) di quelle di qualsiasi altro luogo. E' una questione etologica tipica della nostra specie (e ho il sospetto che non sia tipica solo della nostra specie). Non se ne esce. Forse si salva il mondo minerale. Forse.

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  14. x MrKeySmasher:
    x Lorenzo:
    Leggo (un po' attonito) il vostro scambio.
    Lorenzo, lo stato mette quantita' aberranti di denari nella rete stradale, con privatizzazioni criminali come quella della gallina dalle uova d'oro delle autostrade regalate, ora con la politica della defiscalizzazione delle nuove autostrade, con il project financing all'italiota.
    Secondo, a naso, me i soldi messi nelle strade rispetto alle ferrovie sono qualcosa tipo 10 a 1 o 20 a 1.
    Se poi prendi l'1 messo nelle ferrovie, 0.85 sono messi nell'edilizia ferroviaria, 0.14 nel TAV e 0.01 nel resto che trasporta il 93% dei passeggeri.

    x Sara:
    Il trasporto ferroviario, in tutte le aree densamente popolate, e' il trasporto piu' efficiente, di scala industriale, quello che garantisce economie di scala.
    Solo che richiede una politica urbanistica, trasportistica (ad esempio, aumenta del 100% la popolazione del comune di fascia metropolitana, NON realizzo un collegamento ferroviario suburbano e invece... tadaaaa, aggiungo la terza corsia alla strada che va verso il capoluogo... ecco l'induzione del traffico e... il sistema ferroviario non solo non riesce ad arrivare a volumi decenti ma... poi viene smantellato nelle tratte dopo averle fatte seccare (principio di evaporazione del traffico).

    Pensa che in questi giorni a FE arrivano centinaia di migliaia di persone e... sulla linea BO - PD non c'e'un cazzo uno di treno dopo le 22.30 per tornare a BO o dopo le 21:50 per tornare a PD.
    Ingorgi pazzeschi, mancanza di parcheggi... siamo alla follia pura.
    Io chiuderei la citta' al traffico e, ziagaleramarcialurida, venite solo in treno, navette su BO e su PD ogni 30' fino all'una per tutto il festival.
    Macche'.
    Forse il problema e' proprio che se molte persone viaggiassero in treno, le economie di scala a beneficio di tutti andrebbero a danneggiare alcuni portatori di interessi.
    Mi ricordo sempre quella barza in cui, all'inferno, davano l'organizzazione agli italiani.

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    1. Tutto questo solo perché non hai idea del bilancio delle Ferrovie e in questo bilancio quali voci dipendono dagli investimenti statali.

      Provvedi, documentati.

      Che poi mettano X in questo e Y in quell'altro, importa sega se sono soldi miei.

      Non è un problema delle Ferrovie, come ho scritto è un problema a monte. Cioè, per ogni centesimo dei miei soldi che lo Stato incamera io pretendo che mi venga dato il rendiconto di dove, perché e come questo centesimo viene speso. Invece non mi viene detto nulla. Non mi viene detto per ovvie ragioni.

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  15. Lorenzo, potremmo anche vedere il bilancio di RFI
    Ma dall'altra parte ci sono ANAS, le regioni, le province, i comuni. Una quantità innumerabile di risorse pubbliche messe sulla mobilità (privata) su gomma.
    Fosse per me i giochi sarebbero alla pari se
    o - si abolisse parte delle tasse sui carburanti
    o - si mettesse a pedaggio ogni metro di ogni strada.
    Vedi poi come salterebbe fuori il divario, la dissipazione non numerabile di denari pubblici a favore del trasporto (privato) su gomma.

    Allora, quando RFI si permette di intervenire con quelle costose demolizioni di costosa ingegneria ferroviaria perfettamente funzionante per "risparmiare", dovrebbe presentare l'operazione a cittadini e paesani.
    Ecco, io spendo tot, mi costa tot all'anno ogni scambio, perderemo questa e quella funzionalità, rientreremo tra xy anni.
    Probabilmente qualcuno alzerebbe la mano e direbbe: voi siete dei mentecatti, dei manigoldi.

    la trasparenza è molto pericolosa. Perché quando poi tu trovi gente che non ha messo il cervello all'ammasso, iniziano a smontarti la gestione degli affari.
    Così è successo in Val Susa dove persone che sono sveglie di destra, di sinistra, di sopra e di sotto, hanno demolito ogni parvenza di senso nell'opera.
    Il risultato? Nessuno.
    Il TAV in Val Susa si fa senza se e senza ma.
    Slogan vacui, posizioni ideologiche (il progresso, la democrazia, la crescita, l'Europa unita, san pancrazio... )
    Una pregiudiziale aprioristica. Infatti è una guerra di religione.
    E pensa che quelli sono solo 24G€.
    Ecco, pensa se sulle dichiarazioni dei redditi degli italiani ci fosse un versamento obbligarorio di 800€ per reddito (assumiamo il 50% della popolazione attiva).
    Poi altre centinaia di righe.
    1200€ TAV Brennero
    x1y1z1 Orte - Mestre
    x2y2z2 Expo 2015
    x3y3z3 BreBeMi
    x4y4z4 Passante Nord bolognese
    x5y5z5 Valdastico
    x6y6z6 ...

    Ecco il meglio (peggio) del capitalismo citronesco.
    La chiave per spremere come limoni i pochi contribuenti, gli schiavi del fiscogleba, rastrellarne risorse e accentrarle in poche mani, peggiorando ambiente, finanze pubbliche e la tua e loro vita.
    Buffo no!? C'è anche l'irrisione.
    Il tutto con la vaselina "democratica".

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  16. Ok, io ci ho messo due secondi a trovare questo:
    “La spesa pubblica ferroviaria dell’Italia nei 21 anni trascorsi dalla trasforma­zione di FS in società per azioni (1992-2102) è stata enorme: 207,7 miliardi di euro, di cui 84,8 di parte corrente e 122,8 in conto capitale”. Così inizia lo studio dell’Istituto Bruno Leoni a cura di Ugo Arrigo e Giacomo Di Foggia, che prosegue: ” Essi corrispondono a una media annua di 9,9 miliardi, valore che rappresenta una quota notevole del deficit pubblico annuale dell’Italia”. Paesi come Francia, Germania e Gran Bretagna presentano soglie di spesa molto inferiori pur superando l’Italia sia nelle dimensioni delle infrastrutture che ne numero di passeggeri. Guardando agli ultimi anni, invece, i dati disponibili relativi al 2012 mostrano un calo della spesa annuale, rispetto alla media degli ultimi 21 anni, passata a 7,6 miliardi su una media di 9,9 mld, ma in crescita rispetto a 2010 e 2011 (6,5 mld e 5,8 mld)."

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    1. Prego notare le parole "deficit pubblico annuale dell'Italia".

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    2. Guarda che io non dico che ci sia una dissipazione anche per le ferrovie.
      Dico che l'ammontare delle risorse da dissipare per le ferrovie è una frazione molto piccola dell'ammontare delle risorse da dissipare per la rete stradale.

      Leggevo oggi il caso di come hanno risolto, n Francia, a Besançon, la questione della mobilità in città. Per dimensione assolutamente paragonabile a Udine.
      Qui facciamo i parcheggi in centro per il traffico privato su gomma, lì recuperano una rete di tram che era stata dismessa 60 anni fa.
      Capisci l'abissale differenza?
      Soldi pubblici usati per risolvere una questione pubblica, la mobilità, la migliore a minor costo, etc. una risoluzione politica, per la polis, qui usati per un parcheggio per auto private che solo alcuni possono usare (sono esclusi, fin da subito, una parte rilevante della popolazione, diciamo la metà? che per varie ragioni non va in centro a Udine in auto personale).

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    3. No non capisco la differenza. Adesso mi documenterò sui soldi pubblici spesi per la rete stradale. Comunque, tanto per dirne una, io sulla strada ci vado col mio scooter, coi binari invece non ci faccio nulla. Non solo, se e quando mi capita di prendere un treno, ci sono buone possibilità di prendere anche una bella infezione.

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    4. Allora, la mobilità è una questione politica.
      Che si deve affrontare su molti fronti (come osservava Grillo o Pallante, invece di mandare i miei biscotti da te e tu i tuoi da me, scambiamoci le ricette).
      Allora la scelta di favorire il traffico privato su gomma costruendo parcheggi in centro è... la peggior scelta possibile (e la migliore per piccoli gruppi minoritari, non so neppure su livello temporale di sufficiente lunghezza).

      Può essere che tu abbia allergia per i mezzi pubblici, motivato o meno. La maggior parte degli italiani sono allergici ai mezzi pubblici, sei in grande compagnia.
      Del resto, la maggior parte della popolazione è allergica ad un sacco di buone pratiche di vita, quindi anche questo è un dato di fatto. E' allergica anche a buone politiche (poi si meravigliano che le cose all'estero funzionano bene e già qui io non capisco).

      Insomma, usi i soldi pubblici per fare il parcheggio in centro (per pochi) o usi i soldi pubblici per una rete efficiente di trasporti pubblici su ferro.
      A Milano, per quanto non molto sviluppata rispetto a città analoghe in Europa, avete la miglior rete italiana di trasporti pubblici siu ferro e - fortunatamente ! - oltre ad avere un successo grandioso (vedi metrò e numero elevato di milanesi che si sono affrancati dall'auto!!) è in costante espansione e miglioria.
      I milanesi, che non son poi così pirla, hanno capito che nella costipazione meneghina, muoversi coi mezzi è decisamente comodo. conveniente, veloce, etc.

      Ecco, a Besançon recuperano la rete tramviaria (spero in sede propria per parte maggioritaria del percorso), a Udine fanno... un parcheggio in centro per auto.

      Nel 2014!!!!!!

      Lo scooter... meno impattante dell'auto ma... ha dei limiti.
      Dovrei recuperare alcune foto che illustrano il collasso da scooter in posti come la Corea del Sud, se ricordo bene.
      Quando la popolazione aumenta, anche lo scooter si rivela improponiobile (nelle metropoli come NYC, Londra, Parigi, dove il problema di scala è massimo, è la metropolitana che garantisce una mobilità di buon livello "industriale", certamente nessun mezzo privato a due o quattro ruote).

      Per quanto riguarda le spese dello stato per la viabilità privata su gomma... è un'impresa titanica. E' necessario entrare nei bilanci di
      stato (ANAS)
      regioni
      province
      comunità montane
      aree metropolitane
      comuni

      Molto impegnativo!

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    5. Muoversi coi mezzi pubblici è una agonia, anche a Milano. Sono sovraffollati, spesso guasti, troppo caldi, troppo freddi, sporchi eccetera. Per andare da casa mia al lavoro coi mezzi ci mettevo un'ora e mezza per fare 15km in linea d'aria.

      Soluzione: comprato scooter. Preso più acqua ma molte meno malattie stagionali. Oltre al sollievo dallo stress, un bel giretto in moto è molto meglio che salire su un mezzo pubblico pigiando quelli che sono davanti ed essendo pigiato da quelli dietro.

      Per non parlare di un altro fatto evidente: una volta tutti lavoravano negli stessi posti, suonava la sirena, entravano gli operai. Adesso vai al lavoro in periferia nelle zone "riqualificate" dove non c'è un tubo e per arrivarci coi mezzi devi prendere il deltaplano e la diligenza coi cavalli, ore di viaggio e sbattimenti. Un mezzo che viaggia su rotaia non può deviare dal percorso. Una volta messi i binari, se a 3 km costruiscono venti palazzi di uffici, non c'è verso di collegare le due cose, tranne che coi famosi "bus-navetta" che te li raccomando e che ovviamente ci sono solo dalle ore X alle ore Y. E se esci dal lavoro alle 22?

      Per le spese ti farò sapere ma ovviamente non ha senso paragonare le spese dei Comuni a quelle delle Ferrovie.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.