lunedì 6 giugno 2016

Asessualità - 2 (sessantun mesi)

(Asessualità)

L'ultima trombata di coppia, con A-Woman, risaliva probabilmente a domenica 8 maggio 2011, l'ultima registrata a fine aprile 2011. Dunque cinque anni, un mese e qualche giorno. Una sola interruzione, una splendida e frizzante orgetta a gennaio 2013 (le ho già accennato a quel trio a _mlero, visto che in questo periodo a casa sua "sempre aperta ad artisti che vengono e vanno, come succede tra noi" ospita un famoso TJ portegno (di Buenos Aires), un bell'uomo che, peraltro, la sta un po' tampinando e un giorno l'ho presa in giro facendo il geloso ottenendo in risposta "ma allora tu ti sei immaginato che trombassimo in tre, tu, lui ed io").

Io non sono mai stato uno che ha apologizzato quella cazzata del vivere asessuale: più volte l'ho definita cast(r)ità, nessun sostegno ideologico ad una situazione di disequilibrio, sbilanciata. La mia onestà intellettuale non poteva non osservare che l'eros è la scintilla vitale di una persona adulta e questo non l'ho mai negato. Del resto, questi sessantun mesi sono passati velocemente, visto che, come osservava quel tale viennese, ho sublimato di brutto e così sono stati cinque anni di vita pazzissima, ricca, così straordinariamente creativa e felice.
Però non posso neppure non osservare che anche la mancanza di sesso relazionale (provo a indicare un sesso che non sia la masturbazione) ha dei lati positivi. Per me quello di tenermi acceso, mercuriale, propositivo, etc. . Ma io sono e rimango estremo, radicale, vivo bene negli eccessi. O tutto o niente. Del resto sono passati sessantun mesi e il testosterone è calato. Avrò messo la testa un po' a posto? Non lo so. Vivere all'estremo è fantastico, ma anche faticoso. Dal niente sesso a un erotic day estremo finito, come dicevo in due far l'amore letteralmente usuranti, da niente a migliaia (forse decine di migliaia) di baci.
Mah.
Comunque quel "Asexual and proud" continua a non andare bene. A meno di non amare gli eccessi.
Ora il pendolo ha accumulato cinque anni di energia ha l'energia potenziale massima ed ha appena invertito la direzione.


Ficcanaso - 2

(Ficcanaso)

In realtà queste sarebbero le immagini del giro di domenica 15 maggio, col gruppetto di sette (altre le trovate nella puntata precedente di questa colonna).
Ma sono, in parte, anche le immagini di cosa abbiamo visto e goduto _mlero ed io, sabato, visto che abbiamo calcato parte degli stessi luoghi. Arrivo con oltre due settimane di ritardo ma... meglio che mai.
Mi sono dimenticato di fotografare, sabato, un colossale e floridissimo cespuglio di rosmarino nel quale, _mlero che, come me adora quella pianta aromatica, essenziale, ha ficcato il naso e tutta la faccia per un bel po' di tempo. E pure, sabato, quelli di una pieve longobarda e delle immediate adiacenze su un poggio solatio con un panorama mozzafiato. C'erano, nelle case antiche adiacenti, così eccellentemente conservate e recuperate, pavoni (anche un maschio albino) che si pavoneggiavano di brutto, pergole e cespugli e gazebo di rose straripanti e strepitose. Ma non ho fotografato quell'angolo di paradiso, a pochi chilometri da casa.

















(unuomoincammino)

domenica 5 giugno 2016

Giorni lieti

Abbiamo fatto l'amore per due giorni. Che è un po' ambiguo e forse devo raccontare un po'.
Questo stropicciarci diffuso era partito sotto le lucciole, nella notte tiepida sui colli venerdì sera e poi è passato per prati, ginestre, querce secolari e fonti di acqua diaccia cristallina e pievi longobarde, un ripetersi di rose belle, obese aperte e minute in bocciolo, antiche e lievi e, talvolta, un po' puttane nel loro profumo e ancora caprioli e fiori, fieno grasso e sole, nuvoloni  cupi e squarci sereni, poiane a fischiare e alberi enormi di secoli.
E durante il camminare eravamo lì a combattere la nostra voglia di noi, a ridere come scemi di 'sta promessa assurda di aspettare.
Mah, le vie della mente seguono strani percorsi. I corpi sono stati aizzati da migliaia di baci piccoli e grandi, teneri e lascivi, ariosi e mozzafiato e ieri sera le dighe hanno ceduto ai flutti in risacca sempre più tempestosa.
Ieri sera abbiamo preparato cena insieme, dopo un giorno di bellezza grande appenninica, di borghetti piccini e panorami vasti e di natura a maggio che è florida fino all'eccesso.
Tutto complotta lì e io lo sapevo.
Così abbiamo fatto l'amore a lungo, ieri sera. E stamattina di nuovo.
Che io ho fatto il tantrico un po' del cazzo che mi ero trattenuto ma poi _mlero voleva sentirmi venire e allora bisogna essere in due a resistere e così ci siamo lasciati andare che ella avevo già preso il suo piacere.
Con patata e bucefalo usurati che ridevamo come scemi di mucose   e pelli arrossate. Perché è difficile dire che non è fare l'amore far appoggiare una lucciola sul palmo della mano e porgerle questo miracolo di luce a singhiozzo e poi erano baci piccoli e grandi come prima e come dopo.
Oppure tormentati dal trasporto seduti per il pranzo al sacco vicino all'abbeveratoio vicino al grande gelso.
Come vengono facili le cose quando le anime s'incontrano.
Stamattina le resistenze erano ancora più blande perché il fattaccio era già successo. Eravamo così presi e stravolti dalla foga che avevamo entrambi il ventre fradicio e sentivamo una sorta di sciabordio splic - sploc  (come si scrive?) nello scuotimento reciproco.
Ma non voglio renderla una pagina di narrazione sessuale perché non è ancora il tempo.
Era bella e con gli occhi ridenti e io felice di essere con lei ed ella felice di essere con me. Felici di noi e per i molti regali che ci eravamo fatti.
Ora sono qui dalla mamma, in questo ospedale lombardo e pur'ella sta andando meglio. Giorni lieti.

venerdì 3 giugno 2016

Una parola?

Definire con una parola _mlero? Trovare un termine, uno solo? Faccio fatica a pensare che una persona si possa mappare con una parola. Se fosse così, ella sarebbe sostituibile, omologa a qualsiasi altra donna caratterizzata e quindi mappata con/su quella parola.

Quel lunedì, a ballare col gruppetto dopo la lezione di tango, la incontrai, La vidi oltre un anno fa, in una milonga estiva del martedì e poi sparì. Questa volta, però, le ho carpito il numero, l'aggancio. Mi sono separata da due giorni che mi ha... messa fuori di casa. Uomo, battere il ferro finché è caldo!!

Mi piaceva il suo viso fine e mitteleuropeo, direi quasi austriaco, Tonicità e portamento, Poi le parole. Il fisico è condizione necessaria senza la quale nulla procede. Ma poi aveva parlato e scherzato. Ecco, io trovo massimamente sexy una donna quando è irriverente, impertinente, scherza, ha ironia, pizzicotta con le parole. E _mlero fu proprio così. Ridere dei nostri spiriti (humour)  che si incontravano.
Ho scoperto poi di fuggita che è artista, mi ha raccontato dei suoi giri per il mondo. Ma francamente non ha aggiunto nulla, è venuto dopo tutto il resto.
Domenica, in giro fidanzatinoso per quella città toscana, ci siamo detti che non ci interessa consumare, abbiamo percezione di due potenziali da portare al massimo, con tempo, fino che le scariche, le saette di noi, bucheranno il dielettrico. Occhi vispi e mani monelle, ecco altre due tessere.

Domani sera Stasera ci rivedremo e anche sabato (domenica tornerà nella sua regione per votare).
Sei attesa e desiderata. Così è lieto il tempo che ci separa. Anche un po' lungo. Ma le due cose vanno a braccetto.



giovedì 2 giugno 2016

Dov'è finita l'eroina? - 7

(Dov'è finita l'eroina? - 6)

Scappano refusi ed errori (anche se cerco di rileggere e correggere), perché  in stanza non siamo più soli mamma e io: c'è un'altra paziente anziana con la figlia che l'assiste (anch'ella "fa la notte") e quindi non posso tenere più quella lucina accesa e la tastiera del piccio portatile di mio fratello NON è retroilluninata, cerco di scrivere come posso.
Stamane sono arrivato a casa verso le otto e mezza, ero cotto e rinco dall'hosp leg ho dormito  parte della mattina e la maggior patte del pomeriggio e ora eccomi di nuovo qui, seconda notte in ospedale,  Ho fatto le undici ore e mezza della note chiudendo gli occhi un solo quarto d'ora: non avevo sonno, anche se la stanchezza poi è arrivata! A differenza di ieri, oggi sto usando la rete senza fili (wi-fi) dell'ospedale: in effetti per chi fa assistenza è una comodità notevole. Ieri, le prime otto ore sono volate, verso le quattro mi è arrivata la stanchezza, ho smesso col web e da quel momento, le tre ore e mezza rimanenti non sono passate più.
La mamma è tranquilla, sta benino, è iniziata la fase di guarigione che, data l'età e i tempi di recupero allungati, non sarà breve. Penso che la sua prima liberazione sia stata e dall'ansia dell'operazione e quindi di psicologia del proprio fisico, di percezione del proprio fisico, delle sue parti, come osservava Oliver Sacks a proposito dellincicdente occorso alla sua gamba in Norvegia: percepire o non percepire una parte de corpo. Insomma, ieri notte poi mamma lo ha detto:- Sono contenta che mi abbiamo portato via quel brutto male finalmente.
E' stoica, serena, dignitosa, silenziosa.
Io sono abituato a questa cultura austera, spartana, non ho mai sopportato  piagnistei, e il teatro che c'è spesso in zone del meridione, un approccio melodrammatico, teatrale, che poi arriva fino al chiagni e fotti,
Una volta mi sarei fatto degli scrupoli a osservare questa differenza. Solo che, penso, il razzismo (positivista) estremo dei sinistri mi ha un po' liberato e non capisco proprio perché sia figo e bello che essi da mane a sera la smenano su quanto siano bravi, colti, multiculturali, ellenici, simpatici, ritmici, musicali, etnici, colorati etc. questi e quelli a differenza di noi/voi [inferiori] e altre panzane del genere e io dovrei vergognarmi e nascondere affinità, preferenze e eccellenze della gente cui appartengo.

Gli ospedali, come le trincee a cui fa riferimento Lorenzo, sono posti dove il balletto tra vita e morte diventa vorticoso. Qui il politicamente corretto torna a contare zero, qui ci sono cose vere, crude, dure, quelle della vita, della morte,si passa dalla plastica alla carne, al sangue.
L'ospedale è un demolitore di ipocrisie,  di finzioni moralistoidi, plasticacee, riporta alla realtà, alla soavità e alla durezza che sono la dimensione dello spirito, del tempo che va e della vita morte.
Nel suo incatenarti alla realtà l'ospedale libera.

mercoledì 1 giugno 2016

Mamma li cunigli turchi


Quando  vedo le invasore velate coi loro codazzo di bambini, tre, quattro, a volte cinque, a me sale l'odio. Oltre al disprezzo massimo come ecologista e decrescitista, percepisco l'atto di violenta sottomissione a cui la comunità cui appartengo viene sottoposta, uno stupro sociale, culturale, oltre che ecologico. Se l'istinto sarebbe quelle di investirle con un TIR carico di cemento, so che queste pulsioni non sono realizzabili. Su un piano più razionale, etico, le sottoporrei ad un trattamento sterilizzatorio obbligatorio (ovviamente partendo dal macho proprietario) e il giorno dopo tutto il nucleo famigliare  sarebbe su un areo verso la madre patria, dopo avere schedato il DNA, espulsi per sempre, con minaccia di pena capitale in caso di rientro.

L'instabilità (eufemismo) del mondo islamico è figlio delle culle usurate.
Ovviamente i kompagni, i cattolici, masse plebee irregimentate di utili idioti al servizio di disegni sostituzionisti e turbocapitalisti, sono i falsi e ipocriti attuatori della sirianizzazione dell'Europa.
A questo mosaico nefasto appartiene anche l'ultima tesserona tripla azione del M Erdogan:
  • ricatto dell'Europa con l'arma massmigrazionista di alcuni megatoni di invasori;
  • il delirante disegno iper natalista;
  • la richiesta di abolizione dei visti per i turchi (dove li mettiamo 'ste milionate di nuovi turchi sennò?).

Un disegno evidente di conquista dell'Europa, per poter scaricare sull'Europa i risultati delle culle usurate dovute allo svuotamento testicolare dei turchi nelle femmine fattrici di loro proprietà. Del resto una lettura un minimo critica di corano e sunna rileva l'impianto egemone basato proprio sulla reificazione delle donne a fattrici per la zootecnia umana intensiva di conquista. La dimensione religiosa è la chiave di volta di questo piano di metastasi antropica di conquista.

L'esplosione demografica continuerà a presentare i suoi conti.
La faustissima opportunità di decrescita demografica europea annientata dalle invasioni.



Dov'è finita l'eroina? - 6

(Dov'è finita l'eroina? - 5)

Sotto i ferri.
Era tesa la mamma. L'attesa che precede un'intervento spesso mette alla prova le persone. Di sfuggita, in quella camera dell'ospedale, avevo intravisto una preghiera, molto semplice e per questo bella, che affronta il tema del tempo travagliato che precede la chirurgia. L'operazione è iniziata con oltre due ore di ritardo. Del resto, in quei luoghi, arrivano le urgenze o gli interventi precedenti hanno complicazioni.
Mentre stavamo aspettando è arrivato un diacono, un dottore delle anime come si è definito con ironia. Qualche pizzicotto mio su alcune questioni cattoliche a proposito di rapporti col corpo ma non era certo il luogo per polemizzare. Anche perché la conversazione è stata garbata ed è passata su questioni di questa umanità, delle sue paure, del dolore, insomma, questioni di umanità piuttosto che teologiche, di empatia, conforto, etc. che travalicano dottrine e religiosismi. Così alla fine, abbiamo pregato per la mamma. Devo dire che una volta mi sarei contorto, avrei provato molto più imbarazzo (qualcosa ancora c'è): devo essere diventato meno allergico alla religione cattolica.

Quindi non ci sono ancora notizie, visto che deve uscire ancora dalla fase di controllo postoperatorio che dura almeno un paio d'ore. Secondo me per le diciannove...
Ora è la mia sorella e io tra un'ora sarò a darle il cambio. Farò "la notte": veglia, assistenza nel senso di richiedere eventuali interventi di sostegno anestesico e il male dovesse aumentare, etc. .
Mi porterò in ospedale il piccio di mio fratello dal quale scrivo. Tanto saranno una buona dozzina di ore almeno, avrò tempo per il diario mio e quelli altrui (molto accumulatosi).