mercoledì 1 giugno 2016

Dov'è finita l'eroina? - 6

(Dov'è finita l'eroina? - 5)

Sotto i ferri.
Era tesa la mamma. L'attesa che precede un'intervento spesso mette alla prova le persone. Di sfuggita, in quella camera dell'ospedale, avevo intravisto una preghiera, molto semplice e per questo bella, che affronta il tema del tempo travagliato che precede la chirurgia. L'operazione è iniziata con oltre due ore di ritardo. Del resto, in quei luoghi, arrivano le urgenze o gli interventi precedenti hanno complicazioni.
Mentre stavamo aspettando è arrivato un diacono, un dottore delle anime come si è definito con ironia. Qualche pizzicotto mio su alcune questioni cattoliche a proposito di rapporti col corpo ma non era certo il luogo per polemizzare. Anche perché la conversazione è stata garbata ed è passata su questioni di questa umanità, delle sue paure, del dolore, insomma, questioni di umanità piuttosto che teologiche, di empatia, conforto, etc. che travalicano dottrine e religiosismi. Così alla fine, abbiamo pregato per la mamma. Devo dire che una volta mi sarei contorto, avrei provato molto più imbarazzo (qualcosa ancora c'è): devo essere diventato meno allergico alla religione cattolica.

Quindi non ci sono ancora notizie, visto che deve uscire ancora dalla fase di controllo postoperatorio che dura almeno un paio d'ore. Secondo me per le diciannove...
Ora è la mia sorella e io tra un'ora sarò a darle il cambio. Farò "la notte": veglia, assistenza nel senso di richiedere eventuali interventi di sostegno anestesico e il male dovesse aumentare, etc. .
Mi porterò in ospedale il piccio di mio fratello dal quale scrivo. Tanto saranno una buona dozzina di ore almeno, avrò tempo per il diario mio e quelli altrui (molto accumulatosi).

14 commenti:

  1. Ti sono vicina. Spero vada tutto bene per la tua mamma!

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  2. Non esistono atei in trincea.

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  3. L'intervento è andato bene: massa più grossa del previsto ma... tutto sommato, andato bene.
    Un poco dopo le venti ho dato il cambio a sorella e fratello e ora sono qui, accanto alla vecia che si vede che è stata dura. Pallida, provata da questi mesi di male, senza protesi, il musetto storto e fattosi piccolo, mi sono commosso quando l'ho vista.
    Sì, Lorenzo, non esistono atei in trincea. Quando la fine si avvicina ma anche in altre occasioni - a me succede quando al mio ameno paesello, di notte, scura, vedo il firmamento e percepisco il fatto di essere un epsilon in tempo e un epsilon in spazio - non si può non porsi delle domande che non hanno risposta sul piano oggettivo, razionale, fisico.
    Ospedali e trincee sono luoghi dove il balletto tra vita e morte si fa assai vorticoso, stretto, vicino.
    Matematicamente - sottolineo come agnostico scettico - NON è possibile dimostrare la non esistenza di enti in sistemi non chiusi: l'ateismo non è razionalmente sostenibile.

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    1. Premesso che c'è un limite alle toppe che puoi mettere, vedi bene che il concetto di "mesi di male" è abbastanza assurdo e conseguenza della disorganizzazione sistematica che secondo me è utilizzata anche nella Sanità per impiegare quanta più gente possibile.

      Oggi ho avuto la prova quando il Primario di un certo reparto (ne bloggherò a cose fatte) si scusava per non potermi fare operare domani e per una serie di motivi bisognava aspettare Lunedi.

      Sabato scorso al piano sotto dello stesso ospedale la dottoressa di un altro reparto di chirurgia mi proponeva lo stesso intervento a Luglio.

      Salendo due rampe di scale sono passato da due mesi a cinque giorni. Stesso intervento, stesse risorse necessarie.

      Viviamo in un'epoca di estrema automazione ma è impiegata solo in certi ambiti e non in altri perché c'è sempre il "fattore umano".

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  4. Coraggio a te e alla tua mamma.

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    1. Grazie Magnolia.
      Francamente esserle vicino, per quanto impressionante si sia fatto il suo viso e corpo, una volta forti, tonici, di eroina incrollabile, è assai meglio che stare lontano, a struggersi di impotenza.
      Grazie per il pensiero.

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  5. Spero che vada tutto bene e l'operazione consenta sollievo alla tua mamma.

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    1. Sono passate sei ore da quando sono qui e, per il momento, va tutto bene: controlli regolari da parte degli infermieri, un dispositivo di presidio che controlla battito e ossigeno nel sangue, no febbre, pressione va bene. colorito migliorato.
      ha detto qualche parola (Desidero solo dormire!) ed è tornata a dormire.
      Insomma, ora dovrà, piano, riprendersi, guarire.

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  6. Ho vissuto un'esperienza simile tanti anni fa con mio padre, se presi per tempo ci sono ottime possibilità di rimettersi da questi mali.

    I miei più sinceri auguri di pronta guarigione.

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  7. Bene dai.
    E' un bene che non abbiano dovuto farle la deviazione.
    Una carezza alla tua cara mamma, senza svegliarla.

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  8. Mi fa piacere che questo scoglio dell`intervento sia passato, Uomo. Sulla fede ti racconto un aneddoto su
    Oriana Fallaci. Lei era una nota miscredente ed anticlericale ma diceva che le dava pace stare dentro la cappella di famiglia nella sua casa in Toscana. ..lei che sparava a zero su tuttk, musulmani e cattolici comoresi. ...una volta disse `Piuttosto che farmi fare a pezzi dagli islamici mi butto con un salto dalle cascate del Niagara, ma prima mi faccio un segno di croce veloce, che non si sa mai. `^__^

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    1. Oriana, una Femminista con le contro ovaie.
      Non è mica come la femminista di plastica filoislamista, la collaborazionista kompagna Boldrini (non volevo cadere nella scatologia, torniamo a Oriana Fallaci).

      Mi ha fatto sorridere l'aneddoto che hai raccontato, Spirita. Grazie. :)

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  9. Penso molto a te e alla tua mamma.
    Sarà quel che sarà. Mi sono scoperta molto fatalista durante e con la malattia di mio padre. Che non significa accettazione apatica di quel che accade, ma semplicemente accettazione: dolorosa, disperata, schifosa ma a me ha dato molto conforto. Sapere che qualcosa, comunque, accadrà, che una direzione verrà presa mi ha aiutato molto. Ed è una forma di fede anche questa.

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