Ieri, nel corso del trasferimento, il tratto tra Oristanese e Nuorese è stato tra le 14:30 e le 17, siamo stati deliziati dal caldo infernale che caratterizzerà via via più questo pianeta. Abbiamo dovuto fare quattro soste. Dovuto perché avevamo raggiunto il nostro limite e quello dell'auto. Semplicemente, quando la temperatura è tra i cinquanta e i sessanta, nelle code per lavori di asfaltatura su manto stradale nero appena steso (ancora senza segnaletica orizzontale) o nei tratti in salita, anche l'auto, sia pur con il radiatore extra che la caratterizza, non riusciva a raffreddare, anche utilizzando la tecnica del riscaldamento con ventilazione, entrambi al massimo. A differenza di altri bacini ancora pieni, quello di Omodeo sensibilmente basso. Siamo solo all'inizio di luglio: come faranno!? Nella Sardegna visitata abbiamo visto qualche area distrutta dal fuoco, puzza di bruciato, nero, alberi mezzi combusti, quasi nulla rispetto a molte zone del Meridione dove la patologia e l'incultura criminale incendiarie sono pesantemente diffuse.
A casa, oggi, ho recuperato ill ventilatore, l'ho montato e messo in funzione. Da questa notte tornerò all'areazione notturna che abbatte le temperature per dispersione. Sento però, che il bosco è già arido, puzza di secco. Oggi forte garbino.
Continuo, anno dopo anno, ad odiare sempre più queste schifose estati africane. Di quel continente la roba che mi fa cagare aumenta di anno in anno.




























