mercoledì 7 luglio 2021

Caldoferoce

Ieri, nel corso del trasferimento, il tratto tra Oristanese e Nuorese è stato tra le 14:30 e le 17, siamo stati deliziati dal caldo infernale che caratterizzerà via via più questo pianeta. Abbiamo dovuto fare quattro soste. Dovuto perché avevamo raggiunto il nostro limite e quello dell'auto. Semplicemente, quando la temperatura è tra i cinquanta e i sessanta, nelle code per lavori di asfaltatura su manto stradale nero appena steso (ancora senza segnaletica orizzontale) o nei tratti in salita, anche l'auto, sia pur con il radiatore extra che la caratterizza, non riusciva a raffreddare, anche utilizzando la tecnica del riscaldamento con ventilazione, entrambi al massimo. A differenza di altri bacini ancora pieni, quello di Omodeo sensibilmente basso. Siamo solo all'inizio di luglio: come faranno!? Nella Sardegna visitata abbiamo visto qualche area distrutta dal fuoco, puzza di bruciato, nero, alberi mezzi combusti, quasi nulla rispetto a molte zone del  Meridione dove la patologia e l'incultura criminale incendiarie sono pesantemente diffuse.

A casa, oggi, ho recuperato ill ventilatore, l'ho montato e messo in funzione. Da questa notte tornerò all'areazione notturna che abbatte le temperature per dispersione. Sento però, che il bosco è già arido, puzza di secco. Oggi forte garbino.
Continuo, anno dopo anno, ad odiare sempre più queste schifose estati africane. Di quel continente la roba che mi fa cagare aumenta di anno in anno.

Sardìnnia: Carbonia, piazza Roma - 11

(Sardìnnia: Tratalias e Santa Maria di Monserrat - 10)

L'eleganza del centro di Carbonia, piazza Roma, una perla del razionalismo italiano (volgarmente noto come stile fascista) non ha eguali. Solo per il fatto di essere stata fatta dai fasci, essa viene negletta, rimossa, dimenticata dalla  sinistra pseudo cultura timasticolapappaetelafaccioingurgitare, guida rossa del TCI compresa, con la sua stitica menzione. Avevo avuto dei sospetti rispetto a questo scotòma e, non avendo la mente all'ammasso, ho iniziato ad andare in direzione contraria. Avevo ragione! Purtroppo, ancora una volta, il sole percuotente, mi tolse lucidità, non presi nota, tentando di leggere un paio di paline illustrative ben fatte, di quei valenti architetti.


Ho apprezzato questa citazione neorazionalista recente, delle due nuove torri a sud-ovest, in piazza Marmilla.


Interno della chiesa di San Ponziano, con gli stupendi archi parabolici a separare le navate laterali. Un ambiente elegante, specie considerando le vomitorie chiese "operaie" stile cementificio o petrolchimico costruite nei decenni successivi.



(unuomoincammino)

Sardìnnia: Tratalias e Santa Maria di Monserrat - 10


Niente rete in questi giorni sono in ritardo ero in ritardo, visto che non sono riuscito, via posta, a caricare questa pagina, ora scrivo da casa. La costruzione del vicino bacino di rivelò essere morte e vita di questo borgo medievale: morte perché la risalita della falda rese insalubri le piccole abitazioni, in gran parte abbattute con gli abitanti trasferiti in un nuovo borgo costruito ex-novo, vita perché alcune vennero salvate e con esse il borgo dalla solita speculazione modernista. Ora Tratalias vecchia è uno dei cantoni più belli della Sardegna.
Perché questo cattedrale in un posto sperduto!? Perché Sant'Antioco decadde a causa di... incursioni di pirati saraceni e la sede episcopale, la diocesi, fu trasferita a Tratalias e quindi a Iglesias.
La storia della Sardegna trabocca di predazioni dovute a pirati e corsari tunisini e algerini, fino al 1798. Ora, in questo periodo di tronfia e arrogante ignoranza arcobalenga progressista, si è cancellato tutto, si è rimossa la storia, riempendo la testa delle masse di accoglienze coercitive di coloro e di affabulazioni nefaste, allevamento in seno di massa di serpi nemici plurimillenari, dai tempi punici. Questa crassa ignoranza è degna di questi tempi di oscurantismo e progresso verso la barbarie.









La procession che, per un giorno, porta Santa Maria di Monserrat da Iglesias a Tratalias, in foto d'epoca. Interessante documentazione etnografica.




sabato 3 luglio 2021

Sardìnnia: Sant'Antioco - 9

(Sardìnnia: Gùspini e Montevecchio - 8)

Torre Cannais, propaggini settentrionali di Capo Teulada, sullo sfondo a destra.
A Vacca (dialetto tabarchino) La Vacca e il Vitello, a sinistra, O Tou (dialetto tabarchino), il Toro a destra.
La cala prescelta, dall'alto.
Una micro cala, dove ci siamo riparati dal sole. L'isola de Il Toro sullo sfondo.
Solo il suono del mare, la musica delle piccole onde che entravano.

Falesie del Nido dei Passeri, verso nord (Isola di San Pietro sullo sfondo).
Falesei del Nido dei Passeri, a sud. Sullo sfondo un contrasto cromatico netto tra la trachite rossa e rocce vulcaniche chiare policrome sotto.

(unuomoincammino)

Ecco il periplo, in senso orario, dell'isola di Sant'Antioco, di giovedì 1 luglio. Non ho fatto foto decenti a Calasetta, insediamento di liguri, a nord. Ero cotto dal sole.
Non aggiungo altre parole, sarebbero impotenti.

venerdì 2 luglio 2021

Sardìnnia: Gùspini e Montevecchio - 8

(Sardìnnia: L'Alguer - 7)


La Guida Rossa del TCI è una compagna di viaggio indispensabile. Un tributo anche ad essa, coricata per qualche istante sulla facciata di Santa Maria di Malta.
San Nicola di Mira: stupendi i volti con gorgiera, scolpiti in marmo bianco, a fare capolino, a ricordarci di quel XVII secolo.

Due splendide e vetuste colonnine di carburante, in centro a Montevecchio.


Nel trasferimento da Monteleone Rocca Doria a Tratalias abbiamo subito il trattamento termico diurno. Massacrati dal caldo le nostre velleità si sono ridimensionate drasticamente. La visita alla Costa Verde è svanita arrivati a Montevecchio, siamo crollati e all'ombra salvifica della direzione delle miniere, ci siamo addormentati in un sonno pesante. Neppure la sosta a Gùspini nelle ore più calde, seduti in una vecchia gelateria, ci ha permesso di riprenderci u n po'. Il sole è un martello pneumatico che ti percuote per ore. Non è la stagione migliore per le visite all'interno. Da Arbus a Montevecchio, in una frattura geologica, graniti a sinistra e rocce metallifere del paleozoico a destra, l'orgia dei colori dardeggianti di sole, non ha avuto uguali.

Sardìnnia: L'Alguer - 7

(Sardìnnia: il vuoto - 6)

(unuomoincammino)

Ancora un quinto dei suoi abitanti parla il catalano,ad Alghero. Fui un po' pigro, solo un paio di scatti. Volevamo godercela bighellonando, tra vicoli, carres, i momumenti di molteplici (tentativi di) bellezze, sovrappostisi nei secoli, certo, altri turisti come noi, ma sempre a misura. A ricordo solo questa abside con campanile e il suo gotico navarrese, gotico per cui io vado sempre in visibilio. Non metto qui le foto delle cale, solo noi, con le trachiti grigioverdi e quelle rosse, del giorno. Alla sera, l'appetito era mordace e trovò degna soddisfazione nel tempio dell'arte minore della gastronomia, da Lo Romani e quel bianco, sapido, Stria Vermentino, vigne Rada. Si sente il mare, il sale anche nel sangue di Bacco.

Sardìnnia: il vuoto - 6

(Sardìnnia: San Pietro in Sorres - 5)

(unuomoincammino)

Dal Logudoro al Sulcis: qui è forse un po' meno vuoto. Questa vuotezza stracolma di sensi, di bellezza, di luce, di profumi, di maestrale è così aliena per noi poveri costipati dello Stivale.

Questo comporta anche che, in agriturismo, non ci sia né campo né rete senza fili (wi-fi). Moto bene anche questo. Caro diario, ti aggiornerò un po' a singhiozzo. Ora sono seduto su una panchina all'ombra di un enorme e foltissimo Ficus Benjamina, in questa perla che è Tratalias, accanto alla pieve di Santa Maria in Monserato. Ora mi prendo qualche tempo per te.