venerdì 16 luglio 2021

Voglia matta

Dicevo della prima milonga dopo quasi quattordici mesi e rotti. Continuo a studiare con _ica, la mia cara e assai valente partneressa di studi. Ieri la lezione è stata superlativa: questo è merito di due Maestri e della loro didattica con la quale riescono a insegnare mirabilmente l'arte di muovere il corpo (nelle braccia del tango). Ieri, dopo qualche abbraccio, un paio di tande là in cima.
Un paio di ore fa ho ricevuto un invito all'ultimo per stasera: ho chiamato la persona organizzatrice, che mi ha spiegato le condizioni e mi ha fatto desistere :- "... saremo molti, quasi tutto abbiamo già affrontato il CoViD... una volta ci fu qualche tanghero/a colla mascherina, erano spaventati..."). Sui siti di previsione ho visto che stasera, da quelle parti, è prevista pioggia a tratti. Ho apprezzato chiarezza e nitore di quella persona. Ho una voglia matta di ballare ma ritengo fondamentale che si tratti di eventi all'aperto. Andrò, come previsto, domani in una milonga all'aperto, appunto.

Bisogna conciliare vita e rischio e questo mi sembra un approccio ragionevole, un rischio ragionato. In un luogo all'aperto la concentrazione di virus può essere presente ma in quantità moderata. Sarebbe il miglior metodo per esporre, progressivamente, gradualmente via via più  il corpo al virus corona, una sorta di "autovaccinazione" per esposizioni successive: il sistema immunitario impara la difesa. Il miglior metodo per evitare i vaccini (meno è  meglio!), la sociologia che ne dettermina la politica (conosco persone, del tango, che sono molto lontani dall'ideologia, si sono fatte vaccinare semplicemente per poter partecipare ad eventi in Europa che già si susseguono numerosi e che richiedono passaporto vaccinale, siamo tutti coinvolti, consapevolmente o meno) e le sperimentazioni in grande scala in corso (considerati i tempi estremamente brevi nei quali sono stati realizzati e messi in vendita questi vaccini sono realmente in fase sperimentale!).

Insomma, nonostante la voglia, ho rinunciato.

(diegobilli)

martedì 13 luglio 2021

Compromesso

Rosa Canina ha firmato, stamattina, il compromesso per l'acquisto di un'abitazione adiacente alla mia.
Sono felice. Mi piace tanto che ella sia, come me, rurarofila.
Sono stati giorni molto felici, anche in Sardegna, a casa, questo fine settimana con lei un po' a mezzo servizio per disturbi gastroentestiali.
Ora, vorrei, vorremmo sposarci prima che qualcuno dei nostri tre vecchi genitori se ne vada.

Sardìnnia: Carbonia, Serbariu - 15

(Sardìnnia: Porto Flavia - 14)

  • "... disponibilità di un appartamento, circa 50mq per gli operai, con luce, acqua corrente, 250mq di orto famigliare, salario del 30% superiore a quello medio di tecnici od operai equivalenti, ..."
    Guida, durante la visita
  • Coloro che io preferisco sono quelli che lavorano, duro, secco, sodo in obbedienza e possibilmente in silenzio.
    B. Mussolini
Dopo la visita mattutina all'ingegneria mineraria, siamo passati ad una visita alla... mineraria vera e propria: a Carbonia, Serbariu, la più grande miniera di carbone, in Italia, per alcuni lustri (si estraevano fino 1.6Mt di carbone, 5.1kt al giorno, 6 giorni lavorativi alla settimana, leggo ora che venne estratto solamente l'1% del giacimento).
Condizioni che oggi definiremmo da inferno dantesco. Non ha senso giudicare da una poltrona quando l'alternativa era la miseria. Ecco, quindi, le condizioni assai allettanti, specie considerando l'epoca: un'abitazione da signori! con acqua e luce corrente e.. spazio (le famiglie numerose vivevano in spazi assai ridotti, all'epoca, senza acqua, senza energia elettrica)!
Se si osservano e le condizioni dell'epoca e le condizioni di altri paesi, ad esempio leggendo storie come questa, emerge che la tanto precotta e scadente quanto ripetitiva retorica antifascista è storicamente rozza, malposta, considerando quanto succedeva, a quel tempo, in altre miniere in stati connotati diversamente ("liberisti", sotto regimi comunisti), una retorica che, volutamente, ignora l'essenza totalitaria industrialistica a cavallo tra XIX e XX secolo.
Con Rosa Canina osservavamo che, la frase di Mussolini, ha piuttosto senso: al lavoro noi siamo di poche parole, cerchiamo di lavorare sodo e bene. Cosa ci sarebbe di sbagliato? Io sarò tonto, non riesco a capirlo. Si può fare un gioco interessante e riformularla con gli opposti: 

Coloro che io preferisco sono quelli che lavorano, mollemente, umidamente, in antagonismo e possibilmente parlando molto.

Ora farei un gioco e, ai molti cretini falsipocriti compagneschi, direi di assumere e pagare, con i propri denari, degli artigiani, ad esempio per i lavori in casa e vorrei contare, personalmente, quanti di essi accetterebbero quelle condizioni e quanti, dei convinti, continuerebbero "gli ho detto di imbiancarmi la sala, mi ha spostato la tramezza!", già, l'obbedienza non va bene, no!?).
A me sembra di vivere via via più in un mondo di dissociati schizofrenici. Qui la visione della questione da un altro punto di vista che, in molti passi, è non so se sconcertante, bislacca, favolistica.
Il cottimo era una condizione di chiarezza e pulizia etica nel contratto tra le due parti.

Comunque, lavoro durissimo e infernale in squadre di quattro (demolitore, asportatore, montatore, smontatore): per un attimo la guida ha mosso una "marra" e dal mucchietto di ghiaietto di carbone sub-bituminoso si è alzata una brutta nuvola di polvere: 8h al giorno, 6 giorni alla settimana, ca. 2700 morti (vado a memoria, così disse la guida) di malattia professionale, famiglia delle pneumo-coniosi. L'inferno dantesco era qui. Molto dello sviluppo d'Italia fu grazie anche ai sacrifici di quelle persone che letteralmente, persero la vita o, se nn la vita, una condizione di vita salubre.

Sala degli argani.
Questi luoghi a dimensioni di ingegneria di potenza hanno dimensioni di una bellezza strepitosa.

Un castello, movimentazione verticale di minatori e carbone estratto.


Mostri meccanici nelle viscere della terra.



Uno strato alto basso tra i 70 e gli 80 cm, destinato ai minatori topi (chiamati letteralmente così).
 Condizioni così dure che il cottimo calava drasticamente; utilizzato anche come lavoro punitivo.

Coloro che io preferisco sono quelli che lavorano, duro, secco, sodo in obbedienza e possibilmente in silenzio.
Facciata dello stabile all'ingresso.

lunedì 12 luglio 2021

Non un grammo

Ieri mattina Rosa Canina ha controllato i melari delle due arnie: non un grammo di miele. Attraverso i canali dell'associazione aveva già letto gli sconsolati sfoghi degli apicoltori della valle. Primavera ventosa, in più con una dura gelata, estate siccitosa, risultato: niente miele. Sconcerta che sia un problema (localmente) così diffuso! Anche se _mozzi l'aveva già allertata è rimasta stupita lo stesso.
Oggi si vedranno e faranno il blocco di covata.
Per noi nessun danno ma per coloro che hanno tentato la via professionale sarà durissima, le annate cattive si susseguono. L'Italia importa circa il 50% del miele che consuma. Non contribuiremo, quest'anno, neppure ad un grammo di autonomia nazionale in più.

sabato 10 luglio 2021

Sardìnnia: Porto Flavia - 14

 (Sardìnnia: tutti i  sensi - 13)

Giornata "mineraria" quella di domenica 4 luglio. La mattina a Porto Flavia, un geniale porto minerario per le miniere di Masua escogitato dall'ingegner Cesare Vecelli per lo scarico delle rocce metallifere (piombo e zinco) direttamente su "grandi" piroscafi mercantili dell'epoca.
Come sarà stato quel contesto quando l'attività mineraria cessò? Un contrasto pazzesco tra la bellezza stordente della costa alta a faraglioni e la realtà infernale mineraria.
Le polveri, le rocce rosse infuocate prima e dopo, del forno estivo in cui ci siamo ficcati,ci hanno, forse, reso qualche vaga idea . 

Tra Nebida e Masua, i faraglioni a a sud di Porto Flavia.

L'affaccio superiore (livello silos), sul mare.
In basso a destra, i binari del cappio di inversione della ferrovia Decauville.

Queste polveri e rocce rossastre roventi e aride renderanno conto del contesto estivo?

Un olivastro dal quale fotografare, all'ombra, il Pan di Zucchero.

(unuomoincammino)

venerdì 9 luglio 2021

Sardìnnia: tutti i sensi - 13

(Sardìnnia: tra Capo Teulada e Capo Malfatano - 12)

Una regressione, ora, per tornare alla locanda dei primi giorni, in una palazzina liberty restaurata mirabilmente. Se volessimo cercare il pelo nell'uovo... solo il fatto che le splendide colazioni, assai curate, erano solo dolci (prodotti fatti in casa, torte, marmellate locali) mancavano di un contrasto salato: con qualche oliva, un assaggio di pecorino, sarebbero state perfette.
Non so se più valgono il silenzio, l'isolamento, lo spazio che giungeva a onde, la soavità di sera e mattina, prima e dopo il martellare impietoso, feroce del sole nelle ore centrali.
Un capolavoro estetico, nel senso di capolavoro per tutti i sensi, di stile, edonismo, cultura, cura, precisione, impegno degli osti.
Dicevo dei peli nell'uovo: eccellente ma non perfetto per qualche concessione a roba Ikea: bisognerebbe trovare qualche bravo artigiano locale e farlo lavorare!






giovedì 8 luglio 2021

Sardìnnia: tra Capo Teulada e Capo Malfatano - 12

 (Sardìnnia: Carbonia, piazza Roma - 11)

Sotto tortura, forse, potrei dire che questo, tra Porto Teulada e Capo Malfatano, parte della Costa del Sud, è il mare che più mi è piaciuto in questo giro della Sardegna (il precedente, nel '95 con la madre di mio figlio), vuoi per la geologia del granito rosso-rosa, vuoi per il fatto che la costa è ancora integra, vuoi per la scarsità antropica (che è, praticamente, la stessa cosa).

Ecco, se io avessi la bacchetta magica, applicherei del tritolo all'orrendo ecomostro incistato a ciò che furono le Rocce Rosse, un'economia marcia, parassitaria che non cessa nel suo essere deliquenziale .
Finché non verrà applicato l'unico rimedio possibile, demolizione e rinaturalizzazione, qualsiasi gruppetto di parassiti continuerà a deturpare la Bell'Italia lucrando ampiamente sul disastro comune, confidando nel prossimo condono, soldi a palate per pochi spiccioli. Nessuna persona si metterebbe a tentare questi tumori cementizi sapendo di avere la certezza dell'abbattimento con recupero dei costi.

Isola Rossa a sinistra, Porto di Teulada a destra, capo Teulada sullo sfondo.

Sguardo a sud-est verso capo Malfatano.

Isola di Campionna, cala Bianca e il golfetto di Porto Larboi 

|Torre Piscinnì

(unuomoincammino)