giovedì 11 luglio 2024

n. 14

Non solo luci, eh!?

Qui l'evasione fiscale è pazzesca: non c'è un cazzo di esercente che ti dia uno scontrino. È noto che il Meridione sia il grande evasore . Martedì sera prendiamo tre tranci di pizza (dimostrazione dell'esistenza di Dio e del paradiso). Come al solito scontrino manco per il cazzo. Lo chiediamo: alle 21 e rotti era lo scontrino n. 14, con file di mandibolatori, tutto il dì, a comprar quelle delizie sul lungomare.

Ahssì, scusi... ora accendo il registratore di cassa, mancava solo quello.

Evasione che viene supportata da tutti coloro che non chiedono lo scontrino. A me va anche bene, poi però ti paghi l'ospedale e la riasfaltatura della stradina sulla quale vuoi girare colla tua Mercedes. Impensabile in un paradigma così statalista.

Fine del problema evasione.

mercoledì 10 luglio 2024

Non un grammo

 (unuomoincammino)
 
La cosa stupefacente è che queste calette sono straordinariamente pulite, non un grammo di (macro)plastica.
In Italia mai vista una pulizia (di di spiagge e cale) così.

martedì 9 luglio 2024

Solo questione di tempo

  • Sdentati, miserabili... Le élite al potere disprezzano il popolo
    Michelle Houellebecque

La sinistra accozzaglia tutti contro tutti ce l'ha fatta, ancora una volta, ad escludere le forze popolari, sovraniste, in Francia. La gauche caviar (il videino a corredo che ripubblico dice più di mille parole) ce l'ha fatta  a farcela. Ma è solo questione di tempo:

  1. Per il fatto che mille faglie dividono, separano e mettono in conflitto i progressisti al peggio.
  2. Perché essere contro è SEMPRE una scelta fallimentare e questo vale pure per il potere, la politica.
  3. Perché questi cialtroni semicolti, questa stupidenzia sinistra e arrogante, non capisce niente (il fatto che abbiano la testa farcita di oppio, di sociologie fallimentari ostili alla realtà, è nel loro DNA, sono ebeti e cretini geneticamente). Non hanno capito un'emerita cippa, ad iniziare dalla guerra migratoria che essi apologizzano, supportano nel loro essere contro la loro cultura, contro le loro radici, contro l'Europa , contro la Francia.
Solamente sono riusciti, ancora una volta, ad evitare la scossa tellurica che, come tutti sappiamo, avrà magnitudo ancora maggiore, quando avverrà.
Solo questione di tempo. Intanto i sinisranti continueranno nel loro disegno masosadico.

San Severino di Centola

Castelli, fortezze (e borghi contigui) mi attirano come il miele per l'orso!
Eccoci, domenica, caldo afoso che "ci sudava pure la lingua in bocca", al borgo abbandonato di San Severino di Centola.
Ha resistito per secoli e, in pochi lustri, nel dopoguerra, si è spopolato, è morto. Considerate le condizioni comprensibile che nessuno abbia voluto proseguire con fatiche, sacrifici, stenti che ora non possiamo neppure concepire. Incappati quasi per caso. La Gola del Diavolo che esso domina(va) è una meraviglia in sé.
Visto che, di tanto in tanto, riporto in questo diario qualcosa delle mie visite ai borghi abbandonati, apro la colonna (categoria) relativa.




I palazzi baronali si distinguevano da quelli plebei anche per l'uso dell'arco invece che dell'architrave. La chave di volta ha una ricerca di bellezza, pietra rosa locale (c'è una vena che attraversa il borgo).



Qui e sopra i resti della chiesa di Santa Maria degli Angeli.
(unuomoincammino)

lunedì 8 luglio 2024

Imbronciatina

(unuomoincammino)

Rosa Canina, sempre così parsimonia e modesta, desiderava fare colazione sotto quell'ulivo.
E allora  andiamo a fare colazione là invece che a casa.
Per me uno dei peggiori capuccini e un trancio di pseudopizza che non saprei come definire, impastava la bocca senza alcun condimento e gusto. Fare una "pizza" così scarsa, qui, cogli ingredienti eccellenti di queste parti, richiede molto impegno.
Conferma la regola statistica che nei bei posti il resto è scarso.
Beh, la parte piena del bicchiere è la bellezza del posto, quell'ombra alla brezza di mare, l'olivo secolare con la diplefenia ad abbracciarlo.
Rosa Canina era imbronciata, alla fine  mi faceva sorridere. L'avrei sbaciucchiata per bene, la mia adorata!

Vita (cilentana)

Qui al mare, bello ma molto (eufemismo) più affollato delle nostre calette deserte della Sardegna, mi stufo. Anche per la mozzarellaggine bianchiccia, non c'ho più  voglia di abbrustolirmi; quando inizierò ad essere abbronzato, la vacanza sarà finita. Sabato a metà pomeriggio siamo scappati dalla costa e, per chilometri, ci siamo addentrati nella montagna cilentina.
Alla fine, rimango un montanaro e questi monti  coperti di boschi verdissimi, interrotti da splendidi uliveti, da ubertosi orti con dentro meraviglie e ben di Dio (fagioli, pomidoro, melanzane...), sono delizia per occhi e anima.
Questi luoghi fanno parte di quel Meridione che potrà essere una salvezza dell'Italia. Conobbi, in passato, quel distinguersi dei Salernitani dalle barbarie che caratterizzano altre parti della Campania (mi fa riflettere le origini lucane e non campane di questa parte d'Italia, come la toponomastica indica ancora chiaramente). Lo si vede, in primis, dalla cura per l'ambiente, boschi sani, paesini puliti, pochi rifiuti lungo le strade, nulla di paragonabile alle obbrobriose discariche lineari viste lungo il tratto terminale della A1, dell'A30 e quel po' di A2 percorso e, da tempo, purtroppo, anche a casa.
Ieri sera, alla festa per l'elezione del sindaco, a Rofrano (curiosità linguistiche qui), siamo incappati in padre Antonio, il parroco. Incredibilmente in tunica nera, col tricorno nero con fiocco nero da presbitero; mi è parso di essere tornato nel 1924. Ci ha introdotti alla storia di quel paesino, con secoli di problemi coi saraceni, fatti banditi dall'attuale furia ideologica woke accogliona, razzista anti, che vuole abolire storia e realtà.
Nella chiesa della Madonna di Grottaferrata, ecco una meraviglia, in abside, una pacioccona (longobarda nei lineamenti chiari) Madonna seduta, come nelle tradizioni di altre aree campane, e un retaggio e un sincretismo che riportano a culti pagani femminili precristiani.

Vedo un'Italia ancora sana, schietta, qui. Anche elegante, mi piace tanto la cadenza, il voi.
Giovani donne con figli, giovani uomini robusti, la cultura contadina ancora forte, un senso civico spiccato. Un'Italia ancora dritta, non al contrario come nelle nostre città storte, malate, di plastica, che pigliano problemi, malattie, incapacità, vizi e li riverniciano da valori, soluzioni, opportunità.

Scorcio di Castelruggero e monte Bulgheria sullo sfondo.
traffico... zero!



Sagrato della chiesa della Madonna di Grottaferrata, con capperi e fiori - Rofrano

domenica 7 luglio 2024

La casetta

(unuomoincammino)

  • Parva, a sed alta mihi
    (Casa piccola, ma adatta a me)
    Ludovico Ariosto
Ecco il vicoletto che separa la vecchia casetta marinara da un edificio più recente (a dx, ad intuito, potrei dire forse una vecchia scuola elementare o media).
Il nostro rifugio per qualche giorno su questo lembo incantevole del Tirreno.

martedì 2 luglio 2024

Un po'

Caro diario
Sono in un periodo di fiacca o  più precisamente, di disinteresse nei tuoi confronti.
Un po' i carichi di lavoro, un po' la vita quieta, senza grandi emozioni.
Il tango è ripreso bene: le lezioni  impegnative, portano discreti risultati.
Voglio tanto bene a Rosa Canina, siamo felici. Ma... saranno due mesi che non si tromba più, come se fossimo diventati cari amici: fortunatamente ci abbracciamo, carezziamo tanto, pure tanti sono i baci teneri e le risate.
Osservo i vari teatrini, le ipocrisie ovunque, società, lavoro, potere, politica, cultura: la mia reazione è di disinteressarmi via via più: veramente, non mi interessano queste farse.
I carichi di lavoro sono eccessivi: scelte che permisero di essere veloci, nel passato, ora diventano problemi sempre più gravi, resi peggio dal fatto che alcuni creatori di trucchi e furberie ora sono in pensione. Il solito "fretta e bene non vanno insieme": noi del privato siamo sotto la pioggia di fuoco della concorrenza mondiale, non puoi fermarti perché perdi il treno, molte persone non pensano neppure a fare le cose bene perché significa tempi impossibile se non portandoti a casa del lavoro, c9me ho fatto l'ultimo mese, sacrifici, ore senza conto.
Anche la stanchezza toglie energie, non ultimo distrae anche da questo diario.

martedì 25 giugno 2024

Astensionismo e contorno

 Caro diario, interrompo il lavoro matto e disperatissimo per riesumare queste righe scritte in occasione delle ultime elezioni europee, poi rimaste lì.

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Il sistema attuale di gestione del potere ha limiti evidenti.
Finché non si riesce a produrne uno migliore (critica facile, arte difficile) ce lo teniamo così.
Astensione è come il digiuno, non si può protrarre a lungo pena la morte (politica).
In fin dei conti è una di quelle forme che in PNL prende il nome di metastrategia “via da”, una delle migliori e più efficaci scelte per problemi, fallimenti, disastri.
In questa gara al peggio compete con l’antagonismo i vari anti che, fondamentalmente sono anti loro stessi, agitati e divorati nella lotta contro il demone interiore (e.g. antifascisti più violenti dei fasci [non un problema morale, per me, ma di ipocrisia e falso]).
C’è, ancora una volta, il problema di scala: l’unica democrazia possibile è quella su territori limitati, circoscritti nella quale le proprie scelte abbiano effetti (positivi o negativi) su coloro che le hanno compiute.
Infine, tutte le nazioni nelle quali meticciamento e islamizzazione sono più avanti nel compimento progettato e imposto hanno dato un segno di contrarietà.
Non è affatto un caso che Bardella venga da una banlieue, ovvero da una delle distopie, degli incubi quotidiani che il multiculturalismo ha martellato, incistato a forza in Europa. È uno dei sogni dei vari antifa al caviale, gli antagonisti per eccellenza (v. casi Salis, Rackete, Padoa-Schioppa e mariantoniette del genere).
Se li conosci fai di tutto per evitarli. Alcune persone non si sono dimenticate di Atocha, Bataclan, Kabobo, machete sui treni, Van Gogh, Molenbeek etc. .
Altri sì. Un po’ come alcuni colleghi e conoscenti progressisti che cianciano di questo progresso al peggio, di accoglienze e inclusioni, e non prenderebbero il 20, la linea verde la sera o il regionale a Brignole neppure sotto tortura.

domenica 9 giugno 2024

Loro simili

Tutte le forze politiche che non sono filoislamiche, xenofile, razziste anti, no-border, sarebbero di estrema destra.

Ebeti ideologici o cialtroni ignoranti? Quasi certamente entrambi.

Credono di avere a che fare, di comunicare con loro simili.

martedì 4 giugno 2024

Sorpresa

(unuomoincammino)

Non mi aspettavo di trovarli ai primi di giugno, domenica mattina. Così gialli, allegri, appena sbucati dall'humus, a lato del sentiero.
Ancor più sorprendente, per precocità maggiore, la presenza di un porcino.
Ho raccattato pure otto zecche.

venerdì 31 maggio 2024

Dai loro ai nostri

Cammina  davanti a me, una giovane donna (ragazza) nordafricana di 2a generazione, senza velo,  elegantemente vestita, fini pantaloni blu su uno splendido culo, la bella chioma corvina. Indossa cuffie (per isolarsi) con la musica,  fuma.
Passa dai problemi della sua cultura a quelli nostri.

Se Sparta piange, Atene non ride

Era nato, sabato mattina presto, come commento a "Tempi - Della Russia e dell'Occidente", me lo sono salvato e ora lo pubblico (refusi originali da spippolamento furbofonico da insonnia compresi) in questo diario. Nel frattempo esso ha avuto risposta.
Questo spiega, almeno per me, una certa simpatia per la Russia che pare resistere, in qualche modo, alla corruzione, alla liquefazione qui.

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l venerdì è il giorno in cui la stanchezza della settimana si è accumulata, non avevo certo bisogno di tornare con un treno orribile, colmo di teppa nordafricana, piedi sui sedili, ascolto il ciarpame o il mullah dal furbofono al massimo volume, non parlo ma urlo sguaiatamemte, con quel cazz di raschiare la gola che odio sempre di più. Controllori assenti, rischiano quotidianamente la vita. I compagni tendono un agguato alla Sardone, sono quelli che godono quando questi barbari islamici prendono il controllo della Università di Torino.

Dato ora una sbirciata, in rete le solite ripetizioni acritiche, psicopatica, di sinistrismi, di loro narrazioni completamente avulse dalla realtà, moltitudini di persone che citano nenie, invocano problemi li proclamano come soluzioni. Mi sembra di vedere dei matti, sguardi nel vuoto, che per la strada, urlano ossessivamente quanto gramscianamente loro inculcato. Decenni di ripetizioni di schemi assurdi.

Arrivo a casa e parte la ennesima cagnara, abbiamenti a catena e rimbalzo, a risacca, per mezze ore, ormai se non hai tre o quattro cani non sei di moda, li tieni chiusi dentro, si innervosisco , tornano dal lavoro, li cacciano fuori, parte la rumba.

Un po' di insonnia ora, do una sbirciata all'Arcobaleno Atlantico della Sera, è il baraccone-fiera delle cose al contrario, qualsiasi porcheria, qualsiasi peggio, qualsiasi perversione, la roba liberal, che viene dagli SUA presentata come non-plus ultra del Miglior Progresso.

Ieri sera ho visto sul voitubo una parte di un documentario di Cicalone, sulle guerre civili che ci sono, quotidianamente, nei pressi delle stazioni ferroviarie delle città.Mi fermo, scrivere da telefono è faticoso.Osservo e subisco una corruzione così rapida, una slavina di merda che più  scende e più s'ingrossa, che non avrei neppure potuto immaginare venti anni fa.In questa catasta enorme di problemi presentati come soluzione qui leggo di questo mondo arcaico, antitetico, a Oriente.Li vanno a morire in guerra fuori, qui implodiamo nella guerra dentro, sepolti da cacca spacciata come cioccolato.Se Sparta piange, Atene non ride.

lunedì 27 maggio 2024

Verde (e non solo)

Domenica siamo andati a camminare, qualcosa di semplice, questa volta non su, ma giù, in basso, dove l'acqua di questi giorni  splendidi di clima atlantico (mi sembra di essere tornato al meteo di quando ero piccolo) si riunisce in ruscelli e poi torrenti. Sì, anche il suono di ruscelli e cascatelle, sparito da lustri, ad accompagnarci. Fino ad un punto e un mulino con le prime cronache a citarli del XII secolo.
E' la bellezza profonda, selvaggia, dell'Appenino, verde come da molti anni (siccitosi) non si vedeva. Mi fa piacere che Rosa Canina, piano, riprende a camminare. Ancora cose semplici senza dislivelli importanti.
Tornando a casa per splendide, tortuose, lente vie minori, siamo incappati in un piccolo borgo che ci ha colpito per un suo cantone fiorito.





lunedì 20 maggio 2024

Non servono miglia e porti lontani

  •  Non servono miglia e porti lontani. Gli odori forti di spezie, di vita sono qui, dietro di te.
    UUiC
Sabato mattina avevo visto le ginestre iniziare a ben gialleggiare, su un calanco. Rosa Canina era partita per andare a trovare sua mamma. Faccio giro di messaggi, andiamo a vedere il giallo&verde&blu!?
Troppo tarti, la maggior parte delle persone già impegnata.
Ci siamo trovati in due, _gdeli ed io, quattro ore e rotte di cammino, incrociando solo tre altri camminatori, questo a pochi km dalla città, in un tripudio di fiori, di profumi, nell'esuberante rigoglio della primavera piovosa. Tre camminatori tre, e noi due, in senso opposto, in quattro ore, questo a pochi km dalla città!
_gdeli è un tanghero andato da poco in pensione che gira come una trottola per eventi di tango di tutta Europa (nel senso geografico, dal Portogallo agli... Urali). Insomma, mi fa una proposta: sto organizzando, un bell'evento, in Georgia, area montana, bla bal bla, guida per 800$ ci porta in giro, ci facciamo anche quel cinquemila, no difficoltà, solo un semplice ghiacciaio e campo "base" in un rifugio a 3mila e sei. Ascoltavo. Un programma molto allettante. Dopo la serata frizzante di sabato alla milonga  del mio cuore, la mia "fame" di tango è aumentata a dismisura. Ho arretrati di mesi, anzi di anni di mancati eventi, tra anca sbilenca e virus corona.
Ad un certo punto lo ringrazio :- "Grazie, _gdeli. Ma dopo il mio viaggio per danza a Cuba, nel 2003, dopo aver letto del pesantissimo impatto ecologico di quel viaggio, mi ripromisi e continuo a ripromettermi di prendere un aereo almeno ogni dieci anni. Andai in Sicilia nel 2016  (con _mlero), quindi, grazie, ma fino al 2026 no aerei. Tra l'altro Rosa Canina freme, visto che ama viaggiare, mi ha già espresso chiaramente che le piacerebbe molto andare in Argentina...". Se ci andremo, penso, cerchermo di starci almeno un paio di mesi, direi.
_gdeli ama viaggiare unendo tango e visite ai luoghi locali. Per il tango, come diceva ieri, alla fine della camminata, ad una coppia di amici contadini che ci hanno chiesto di fare una capatina a casa loro per qualche saluto, "Noi tangheri siamo alla ricerca della ballerina ideale, quella con cui ogni forma (estetica inutile, cit. Davide Sparti) avviene, accade" e allora giriamo, giriamo.
Eppure, sabato sera, ho incontrato un paio di ballerine con cui c'è stata grande intesa e l'estetica inutile ha avuto la sua epifania.
Forse non servono  miglia e porti lontani.
Ieri, camminando, la prima camminata non banale da dicembre 2022, l'Appennino verde è riuscito ad ammaliarci, accarezzando, attivando ogni senso. Dopo anni di inverni e primavere siccitose, essere tornati ad un tempo atlantico, ha rimesso in moto questa marmitta biologia straripante di germogli, butti, profumi, fiori, boccioli, verde. La Pentecoste ci ha permesso di iniziare trovando aperta una piccola, splendida, pieve romanica del XII secolo, di una bellezza poco apprezzata, sottovalutata pure dalla celeberrima Guida Rossa del TCI.
No, non servono miglia e porti lontani!

Quale grazia!

Prati (molti dei quali stanno diventando), boschi, ginestre (pioniere, contribuiscono al fatto!)

A pochi metri da un relitto di stalla, uno delle decine, in questa valle, che ci dicono che allevamento, zootecnia non ci sono più

Bella la mia Rosa Canina accanto alle ginestre!

Sabbie da degradazione di ofioliti rosse, per ampi tratti ci cresce 'n' tubo

venerdì 10 maggio 2024

Tante mancate

A "la zanzara" ascolto le ovvietà di un tale generale. Fatti, semplici osservazioni sulla realtà.

Ciò conferma che deve esserci qualcosa di profondamente bacato nelle irate, isteriche, rabbiose sinistre reazioni.

Insomma, se uno ricorda che l'acqua è bagnata ed è bene che da essa stiano lontani coloro che soffrono di micosi e ci fossero degli idrofobi che lo accusassero di, chessò, essere odiatore dell'acqua, schifoso nell'escludere le micosi, farei attenzione a quest'ultimo, noterei un coglione, penserei ad una povera cretina che avrebbe fatto meglio a contraccettivarsi.

Nel frattempo in questo mondo da incubo un invasore marocchino,  clandestino da ventidue anni (in cifre, 22 - sigh!) nocente, in una stazione ha affettato e messo a fine vita un poraccio di poliziotto, mandato al sacrificio colla camicia  di forza da questa feccia, da questa sinistra, nefasta Italia accogliona, cattosinistra. Tante mancate contraccezioni.

mercoledì 8 maggio 2024

Camogli - 5: grazia

(Camogli - 4)

Siamo tornati, domenica, in quel di Camogli, dopo un paio di anni, una giornata con una cara amica, _mnino che ci ha ospitati di nuovo per un giorno. Domenica una passeggiata: Rosa Canina ha camminato bene. Alla Madonna della Salute, a San Rocco, ho pregato per alcune persone che hanno bisogno di un aiuto, per la salute. Questa volta siamo scesi fino a San Niccolò e Ciro, il custode, ci ha raccontato alcune cose di questa piccola pieve recuperata e che ora egli anima e valorizza. Un personaggio interessante, è diventato l'anima custode di chiesa, sagrato, canonica. Ha l'eleganza della cadenza partenopea campana signorile - mi piace molto, tanto trovo greve e sgradevole quella cafona - e del narrarne la storia, le tradizioni popolari, anche per parti specifiche,  come il piccolo organo da processione, con i vecchi mantici manuali, a canne di peltro (e non del più economico stagno) , positivo perché veniva posato. È la chiesa dei pescatori, dei marinai, con un affresco (penultima immagine) in cui la Stella Maris interviene su una caravella genovese, che nella tempesta, ha perso un albero, con uomini a mare. Per grazia ricevuta?

La Liguria, qui, ha la cura, le attenzioni delle piccole cose fatte con attenzione che portano ad una grande bellezza... quasi paradossale in questo contrasto. C'era il profumo dei citrus (aranci, pompelmi, mandarini, limoni, ...) ancora in parte in fiore, con api che bottinavano la melata, sulle giovani foglie, ho notato.






domenica 5 maggio 2024

Garf - Luni - 2 : Cornelio e Cipriano

 (Garf - Luni - 1)

C'era, a monte dell'abside, un ruscello carico che accompagnava, col suono musica dell'acqua, il silenzio e la brezza. Santi, pellegrini, viandanti, possono avere un ristoro, dalla pace, armonia, serenità, affacciati sul corpo del tempo, un corpo di secoli, sulla potenza della natura in primavera.
Ieri pomeriggio.




Garf - Luni - 1

Per arrivare qui, ieri, siamo passati "dietro" le Alpi Apuane. La vista dei versanti nord innevati del monte Pisanino e la sua splendida prominenza hanno ben reso l'idea del perché le indichino col termine di "alpi". Magnifico!

Ieri ho incontrato, per la prima volta, o me ne sono reso conto per la prima volta  di un confine culturale tra Garfagnana lucchese e la Lunigiana. Se dovessi esprimerlo con due parole secche direi cura - sciatteria. Estetica e decoro dei paesini ma non solo. Ad esempio cura e manutenzione forestale. Da noi, in Appennino emiliano, è normale che al taglio ceduo segua una minima manutenzione delle matricine, ad esempio col taglio di vitalba ed edera. I boschi della parte di Garfagnana attraversata erano in stato di notevole debilitazione dovuta ad una inquietante diffusione della vitalba. Anche i tagli cedui hanno lasciato la matricine con i loro grovigli di canapi di vitalba intensi. Ma i forestali che controllano le attività economiche boschive e dovrebbero vigilare dove erano? Al bar a parlare della Carrarese, a prendere il caffè?

Mi resi conto di sciatteria  disordine e sporcizia quando, molti anni fa, con A-Woman (dovrei verificare su quel diario se annotai qualcosa) andai a visitare un remoto borghetto noto per essere sede di "assatanati" cavatori anarchici.

Rosa Canina mi dice: noi toscani conosciamo bene questa cosa: i lucchesi son dei signori. Non abbiamo proseguito, non le ho chiesto cosa intendesse, praticamente, con quel termine.

Un'altra prova della menzogna sesquipedale che a sinistra martellano dall'illuminismo con la cazzata delle uguaglianze. Uguali un bel paio di caxxi.

Aggiornamento
Aggiungo una foto, scattata oggi, domenica, al ritorno, poco prima di Matra, che non rende a sufficienza la magnificenza delle Apuane settentrionali.


venerdì 3 maggio 2024

Ritorno e mode

Mercoledì pomeriggio, sono tornato al tango per qualche ora consecutiva. Un evento (tardo) pomeridiano dai quali mancavo da molto tempo. Dopo un anno e mezzo di interruzione faccio fatica a ingranare di nuovo: ho perso la brillantezza di un tempo. Comunque, mercoledì ero talmente galvanizzato, euforico, gasato, dopato che, nonostante sia tornato a casa poco dopo le ventitre, sono riuscito ad addormentarmi solo verso le due e mezza.
Leggevo che ogni anno di sospensione, in qualsiasi disciplina, porta ad una regressione pari a due anni di apprendimento. Insomma, tra virus corona e anca, direi che sono stato fermo almeno tre anni. Ora è tutto un po' appannato, è capitato rimanessi a casa invece che andare ad una milonga che mi non mi garba(va) granché.

Nel frattempo le cose cambiano: parte rilevante delle milonghe, ora, sono su prenotazione. Un altro passo verso la strutturazione, la programmazione del tempo libero. A me non piace per nulla: il tempo libero organizzato è una contraddizione in termini. Ormai devo predendere appuntamento... anche con mio figlio. Quando ero piccolo, "scappavo" dalla casa della nonna, attraverso i campi andavo a trovare mia zia, era sempre a casa, nell'orto, nella legnaia, etc. come le "casalinghe di una volta". Era una piccola gioia del tutto improvvisa, inaspettata, libera. La zia poi mi appioppava una bella fetta di torta delle sue assai bbbone!

A proposito di cambiamenti: mercoledì il bravo musicalizador ha dedicato una tanda a Lucio De Mare, un direttore/musicista che adoro (v. qui e qui). Sembra incredibile ma... ci sono le mode anche nel tango, anche nelle scelte musicali: qualche anno fa era suonato sempre, ovunque, poi sparito, spa - ri - to!. Un po', mi faceva notare un tanghero, come Varela. Fueron tre años sparito, non si sente più.
Mode nella musica che va verso gli ottanta. Incredibile!

Qualche tempo addietro avevo scovato 'sto video, con un po' di ironia su questo filo rosso che ci lega a questi abbracci sulla musica, tanto amati, che ci porta a loro.

(giancarlopastonchi emanuelafilippelli)

giovedì 25 aprile 2024

Della disordinazione

Ascolto i racconti di mio figlio relativi a due sue recenti visite: poche parole per Berlino e lodi e narrazione stupita per Budapest. Percepisco, per la capitale sul Danubio, dalle sue parole e dal corpo che le racconta con enfasi, con anima, un senso di meraviglia per il senso di cura, bellezza, pulizia, ordine, senso generale di ben vivere, ordine, nitore, grazia, sicurezza.

È una nazione che non si piega ai diktat pro caos, degrado, violenza, invasione violenta che è di moda nel mondo progressista dal sessantotto in poi, mai con la intensità attuale.

Orban che dirige l'esecutivo dei magiari è dipinto, dagli accoglioni nostrani, come bruttocattivocaccadiavoloilmale, gli stessi che in questa provincia, oggi, hanno pensato di invitare alla loro festa il padre della brava personcina accompagnatasi nella capitale ungherese, con gli Hammerbände, gli antifà che girano a spaccare i krani di coloro che non sono sufficientemente puri antifà a colpi di martello.

Mille mila volte mi terrei i fasciomagiari e il loro senso civico al posto di queste masnade di fondamentalisti del peggio.

Questo spiega anche un senso di attrazione personale per quei paesi, Russia compresa (*), nei quali c'è ancora un senso e la necessaria disciplina relativa, per il bene, ordine, bellezza, pulizia, grazia, sanità, spirito, tutti termini che sono diventati tabù nelle nostre società della disordinazione al peggio.

lunedì 15 aprile 2024

Eppure è successo


Ha avuto un momento di scoramento e si ė lasciata andare ad un breve pianto liberatorio. Guarda, Orsone, sono qui come un'invalida che non si muove più.
Eppure, ieri, piano piano abbiamo lasciato l'auto alla strada e, qualche passo a piedi, ci siamo avvicinati alla chiesa romita e poi, per Ii sentierino, su per lo sperone roccioso, fino alla torre (da tempo campanaria).
Aveva paura di scivolare, in qualche passaggio più erto e i passi sono stati lenti e piccoli. Poi lo sfogo di Rosa Canina.
Eppure siamo ad una svolta, il sentiero continua dopo lo spigolo. Pochi passi neppure possibili fino a un paio di settimane fa. Certo, dell'alpinismo a quei piccoli passi. Il bicchiere si riempirà.
Non era neppure previsto, non avevamo neppure pensato ad una camminata così, non aveva scarpe tecniche. Eppure è successo. Di nuovo in cima, sia pure con pochi piccoli passi e qualche lacrima.

domenica 14 aprile 2024

Palline di polline

(unuomoincammino)

Le avevo detto :- "Rosa Canina  guarda che il lavoro per una o tre o quattro famiglie è lo stesso!".
Beh, non granché da non essere d'accordo.
Così venerdì pomeriggio sono arrivate le due nuove famiglie, ieri le abbiamo portate lassù, oggi con la vecchia batteria e i fogli cerei abbiamo preparato i telaietti, le abbiamo sistemate dalle arnie in polistirolo da "trasporto e vendita" nelle due arnie in legno con i nuovi telaietti.
Erano già  indaffarate, a sgobbare di brutto e a rientrate con enormi palline di polline giallo sulle zampine posteriori. Proteine per le covate, le famiglie devono crescere.
La prima famiglia è in ottima  esuberante salute. Rischio non trascurabile di sciamatura.

martedì 9 aprile 2024

Reti arancioni, francobolli verdi

Nel viaggio di Pasqua a trovare i veci per strade e stradine della Val Padana, specie all'andata, abbiamo visto cosa viene dopo il consumo di territorio per capannonizzazione: molti, moltissimi capannoni e stabilimenti e robaccia varia vuoti, in disuso, già ammalorati (vetri rotti, scritte colle bombolette, grondaie divelte, rovi, tetti colabrodo, rifiuti, etc.). Non che questo squallido degrado sia di lezione: la Val Padana è tutto un tumore di reti arancioni che indicano che il tumore dei capannoni è più vivace che mai, altro schifo in arrivo con altri "nuovi" ruderi dello USA&getta del territorio.

Qui nel capoluogo c'è  la solita resistenza vana al fatto che gli ultimi francobolli verdi non vengano ricoperti di asfalto e cemento: in questo caso un ampliamento e rifacimento di una scuola. Non si capisce perché non venga rifatto (anche ex-novo, via demolizione) quella esistente. Il fatto comico è che tutto questo viene spacciato come green.

Passano i lustri e questa follia distruttiva, questa metastasi, si rinvigorisce, rinnova, moltiplica.

lunedì 8 aprile 2024

Che se ne va

Così, a lezione, _maolo, la mora del profumo, mi ha detto che _polfi se n'è andata, circa un anno fa.

Sono stato lontano dal tango e la vita è corsa in avanti, precipitevolmente per lei. Non è stato sufficiente la sua simil giovinezza, che sembrava avesse dieci anni di meno, fece pure una bimba. Questa vita che se ne va.

Letizia e malinconia

Ieri ce ne siamo andati, felici, in montagna con amici, in un posticino sperduto (qui) a pranzare insieme.
Ore liete e... malinconiche.
Liete e spensierate per la compagnia, i frizzi e le risate che ci siamo fatti, il compleanno di un mio compagno di studi superiori, arrivato dalla Lombardia, a trovare la figlia che studia qui e poi, con lei, con noi. Poi con altre care persone, amici del cointegro, di anni fa, il mio istruttore... Proprio ore spensierate.
Malinconiche perché... avremmo dovuto andare a farci una camminata, sia pur breve e leggera. Ma Rosa Canina non sta ancora bene, non se l'è sentita.
Così abbiamo cambiato programma, passando dal camminare al pranzare, una cosa un po' da anziani o turismo da auto delle domenica, direi.
Ormai è da dicembre 2022 che non mi muovo e questo mi incupisce, direi: anche al fisico questo non fa bene. Non me la sento di lasciare Rosa Canina, a casa, il fine settimana, foss'anche non da sola, con le sue  compagnie, e di andarmene a camminare senza di lei. Del resto col carico di lavoro dovuto al fatto che ella non può fare ancora molte cose, il mio tempo libero è poco e quel poco è quello in cui possiamo fare qualcosa insieme
Questo volerci bene ci lega, nel bene , ma anche nel male nelle difficoltà. Così passano i mesi, le stagioni, gli anno, noi siamo felici ma al contempo, sento che i mesi, le stagioni fuggono via, la vita corre via.

lunedì 1 aprile 2024

Distopia alimentare

Da tempo, nel paesino di mamma, hanno smesso la produzione di un formaggio a latte crudo, uno dei miei preferiti. Il timore per cause milionarie che faccia chiudere produzioni, aziende, vite, è palpabile. La faccenda di Mattia ora è arrivata alla cronaca nazionale.
Il mio giudizio è drastico: un altro passo di fobia alimentare che porterà a più cibo industriale e scadente per tutti, a intolleranze alimentari, differenze, allergie... morti.
Mi ricorda il demenziale invito ad una potatura che un vicino fece al contadino "perché un ramo potrebbe cadere in testa ai bambini che vengono in visita alla fontana" risolto dal contadino con l'abbattimento della quercia centenaria e di tutto il resto (qui). La cosa migliore è abbattere il bosco pericoloso e farci un bel parco divertimenti controllato e sicuro!
Dato il fatto che esistono ambulanze che hanno incidenti con ferite o morte del paziente a bordo, perché la famiglia di Mattia non propone anche l'abolizione delle ambulanze!?
Un altro passo contro la propria identità, contro il mondo contadino colla pervicacia di un felice e orgoglione progresso verso una distopia sicura e di plastica per tutti.
Il danno che queste azioni procurano è enorme,  molto superiore agli eventuali benefici che tali azioni porteranno a questa o quella famiglia.
Poiché esistono persone che soffrono allergie mortali al lattosio, eliminiamo i caseifici.
Mi verrebbe uno "Sparatevi che è meglio!" (per noi).

sabato 30 marzo 2024

Gesso via

Ieri ho accompagnato Rosa Canina in ospedale: le hanno tolto il gesso che le teneva fermo il braccio sinistro. Riprendere il movimento, dopo una stasi di un mese, di quella parte del corpo è stato sia parziale che doloroso.
Mi piace molto prendermi cura di lei: una parte mia, femminile, che si manifesta in modo maschile, ovvero cercando di fare delle cose per lei che le risolvano dei (piccoli) problemi e che la facciano stare meglio. Devo dire che questo periodo di accidenti di salute per lei, alla fine, sono stati felici, paradossalmente, quasi felici per essere riusciti a stare bene insieme tra le varie difficoltà e imprevisti.
In un buco di tempo sono riuscito pure ad aggiornare il diario, ieri. Ora, piano, tornerà un po' operativa, tornerà a fare alcune cose delle quali mi sono occupato io, in questo periodo.

Domenica scorsa eravamo andati a farci un giretto in auto, avevamo voglia di luce, di sole, in medio Appennino, a ponente, pochi km da casa, un bel cantone che non avevamo mai visto. Verso sera era bella la luce, radente. Ecco, è il nostro panorama di questi mesi, dalla sua prima frattura di martedì 3 ottobre. Poi tutto si è rasserenato.
Domani partiremo e andremo, per due giorni, a trovare i miei veci, in Lombardia.

(unuomoincammino)


venerdì 29 marzo 2024

Orgogliona accogliona

Al giornale radio, stamani, la solita giornalista (catto)progressista che, nel suo servizio di qualche decina di secondi, avrà sottolineato quattro o cinque volte (cosa del tutto forzata e innaturale) la coincidenza del Venerdì Santo con il "venerdì del Ramadan" che non si sa bene cosa sia, come dire domenica d'Avvento o domenica di Quaresima, che ce ne sono quattro.
È quella parte di Italia tanto accogliona quanto autorazzista,  oicofobica.
Nel frattempo è diventato normale che una scuola decida di chiudere questo o quel giorno per il Ramadan degli invasori, lasciando a casa il 60% di inferiori, insignificanti studenti italiani.
L'islamizzazione d'Italia ed Europa procede a gonfie vele, con grande soddisfazione del sadomasochismo di molti cretini.

mercoledì 20 marzo 2024

Blu e api

Per lavoro mi sono recato in una cittadina costiera delle Marche, oggi.

In pausa pranzo ci siamo recati ad una trattoria a pochi metri dal mare. Un bel mare blu, con qualche onda. Rispetto all'ultima volta, in cui era liscio come l'olio, nelle orribili stasi alto-pressorie che funestano il clima europeo per mesi, c'era brezza e qualche onda, alcune si rompevano in un po' di spuma bianca, vicino a riva. C'era il suono, la musica delle onde.
Ci siamo seduti all'aperto, con un sole piacevole, ancora tiepido a scaldarci un po' dalla brezza ancora fresca. Mi sono goduto quest'aria aperta come raramente. E ciò è dovuto anche alla lontananza, dalla natura, ormai di mesi e mesi. Avevamo ripreso a camminare ma poi, Rosa Canina, si è rotta di nuovo, fermi di nuovo.

Meno tempo per me, ci sono le incombenze di casa a carico quasi solo mio, da quasi un mese, nessun tempo per passeggiate o camminate.
E' stato bello, quel mare blu, con qualche onda e la loro musica, il sole, l'aria buona e fresca, la luce, un cielo blu e terso.

Vista la impossibilità di Rosa Canina di seguire le api, domenica ho messo in opera io il primo melario.
La nostra famiglia è in strepitosa salute, con un'arnia che traboccava di api operose, già a portare molto polline.
Tra poco acquisteremo due altre famiglie. Il lavoro per seguirne una  o tre è praticamente lo stesso.

mercoledì 13 marzo 2024

Una virtù

Eccomi di nuovo, in attesa, in ospedale, paziente indirettamente, per le attese, Rosa Canina viene misurata per vari aspetti.
Venendo qui, nel viaggio dalla provincia "profonda", noto divieti e precetti, in gran parte estremamente stupidi, o se preferite, incongruenti. Siamo in una sorta di neo-puritanesimo in cui, lo spirito, è quello che sia tutto vietato a parte ciò che non è esplicitamente permesso.
Da limiti di velocità definiti sulle capacità di automobilisti minorati, ai divieti di fumo all'aperto, utilizzo di mascherine come cancelli per fermare il vento.
Quest'estate, in Svizzera, ho notato che essi hanno un ventesimo? un trentesimo? della segnaletica, rispetto alle  nostre strade per "minorati alla guida". Cosa dice la realtà: 241/8,703 = 27,7 morti / milione  (CH), rispetto a 3159/59,11 = 53,44 morti per milione (I). Notando questo macro misura, direi che la nostra caterva di norme pedisseque non serve ad un emerito cazzo.
Intorno agli ospedali, all'aperto, da una parte rimuovono ogni possibile albero, dall'altra predispongono divieti idioti di divieto di fumo. All'aperto!!
Sui treni ci sono ancora i distributori di veleni per mani che vengono ancora frequentemente usati da coloro che temono che la propria ombra sia infetta.
Finisco perché consumerei la tastiera nel tentativo di completare la lista.
Ora chiederò alla Bocconi che come normale non desidero essere discriminato dalle persone che credono di essere erbivori, oltre ai loro cessi no-gender, mi aprano dei cessi no-vegan.

E' proprio il neo-puritanesimo dei bigottoni arcobalenghi d'oltre Atlantico, cacca che viene pappagallata come oro colato da tutti i cretini progressisti oicofobici, razzisti anti, provincialoni colla sicumera di essere up-to-date, Sì, sì, aggiornati al peggio!

Provo un discreto gusto a fottermene di questi regolamenti per minus habens. Alla fine, la insofferenza anarcoide, arruffona degli italiani per questa pletora di robaccia vessatoria, si capisce appieno. Diventa, in sé, una virtù.

martedì 12 marzo 2024

Caro diario

Caro, diario, che richiami la mia attenzione.
Volevo salutarti.
È un periodo in cui sono sotto pressione.
La maggior parte dei lavori inerenti casa (legna, spesa, bucato, buona parte delle pulizie, cantina, ...) sono (solo) sulle mie spalle, ora. Rosa Canina ora ha almeno ripreso a muoversi, non più sulla sedia a rotelle, dopo la caduta, la frattura e la distorsione al ginocchio, ma resta con un braccio ingessato.
Arrivo ad essere senza tempo per me, sempre tardi.
Aggiungo che la accompagno alle numerose visite ed esami previsti dal suo lungo e complesso "piano clinico".
Aggiungo i miei esercizi di fisioterapia, così, oggi, arriverò al lavoro tardi, finirò tardi, eccetera eccetera.
In questa catasta di incombenze c'è ne sono alcune positive: ho ripreso, ieri, a studiare tango, sabato ho fatto un "saltone" alla mia milonga del cuore.
Queste sono piccole grandi gioie come, paradossalmente, prendermi cura della mia amata Rosa Canina, così fragile, mi intenerisce. Riusciamo a farci delle grandi risate, a casa, tra i nostri siparietti e il prenderci in giro.
Chiudo che devo scendere e incamminarmi verso l'ufficio.

domenica 3 marzo 2024

Pro-fumo

Fine settimana di riposo. Rosa Canina è bloccata in casa, sulla seggiola a rotelle, no giri. Io sono arrivato piallato, gli anni passano e i carichi di lavoro mi lasciano, il venerdì, sempre più stanco, esausto. Così il sabato lo si passa a ricaricare le batterie, la domenica va meglio ma la metà del tempo è già andata. Lo splendido tempo piovoso - acqua benedetta per le falde, i campi, il bosco!- da una parte si è notato per una dolenzia all'anca, dall'altra parte mi ha permesso di riposare, di piccole attività casalinghe.
Adorabile lo stare in casa, accanto alla cucina economica: quest'anno ho prevalenza di castagno e un po' di ciliegio nella legna: a volte, quando apri lo sportello, esce un po' di pro-fumo, un fumo profumato di fiori, di frutta, di primavera, agli antipodi dal fetore emanato dalla legna di robinia pseudoacacia.

Questo tempo da case fuoco e pro-fumo sono stati tempi per un po' di convivio, ieri a pranzo, oggi a pranzo. Così, ieri la squisita polenta di vecchio Marano bio, presa col GAS, tirata al paiolo per almeno un'ora e mezza, fatta alla moda come si usa qui, con un ragù sapido (ottimo, eh, ma io da piccolo ero abituato alla polenta collo spezzatino e quella è ancora la mia ancora emotiva). A metà marzo, dalla montagna, arriva la ciccia del bio vitellone del GAS e così ho fatto un po' di spazio, in congelatore,
Oggi le orecchiette colle cime di rapa, come mi ha insegnato _audis che poi non me la dette, quella bella figliola mora pugliese, e i fagioli cannellini all'uccelletto, ammollati da ieri, coi resti della polenta di ieri, oggi ancora migliore.

Mi son perso un po' ieri sera, con alcuni documentari sul tango (qui; in un altro, ad esempio uno sulle nuove forme di tango, mi ha fatto sorridere, a questo punto, un tanghero macho-tradizionale così caustico sulle nuove mode nel tango). Vediamo, se questo mese, riuscirò a riprendere a studiare, qualche livello sotto, per ripassare e riscaldarmi.

Ecco, cibo e tango, così arcaici, archetipici, vanno alle radici, dove le nostre anime si perdono nel liquido amniotico di piccoli paradisi in terra.

(via pulminocontadino)

giovedì 29 febbraio 2024

Effic & effic

Durante una lezione (si trattava di un corso che seguivo che era organizzato e tenuto dall'Università Cattolica, a Milano, direi intorno al 2004) mi colpì, per la prima volta, il rimarcare la netta distinzione tra efficienza ed efficacia.

Il mondo economico prima moderno e poi contemporaneo punta quasi esclusivamente sulla efficienza.
Media, rapporti economici, grafici, dirigenti, strumenti, tutto tende a puntare sulla efficienza massima, che asintoticamente tende orizzontalmente inferiormente ad un massimo (io ritengo che non sia un asintoto orizzontale ma una curva che, olre il massimo, cala ma lasciamo perdere, ora, la legge dei rendimenti descrescenti).
A quel tempo, per spiegare la differenza tra i due termini, il professore usò un'immagine molto chiara: se volete capire al volo la differenza, pensate al personale del pronto soccorso oppure ai Vigili del Fuoco che, per essere massimamente efficaci (intervenire con celerità in eventi non programmabili / imprevisti) sono molto inefficienti, passando gran parte del tempo in attività che esulano gli obiettivi  funzionali primari.

L'efficienza, strettamente legata a specializzazione e parcellizzazione dei processi e delle filiere, è solo un criterio secondo cui valutare un sistema.
L'efficienza è un criterio incompatibile con l'efficacia ma anche con altri criteri, in primis quello della resilienza ovvero la capacità di sistemi complessi di mantenere le funzioni primarie in un intervallo accettabile anche in occasioni di accidenti imprevisti.

  • Negli anni 2021 e 2022 in seguito agli anni della pandemia prima e della sindemia dopo dei 2019 e del 2020, era frequente avere la risposta "Spiacenti, ma non disponiamo del prodotto xyz in quanto i fornitori sono in grande ritardo con le consegne".
    Sistemi industriali (molto) efficienti non riuscivano a reggere e a recuperare le mancate produzione di molti mesi.

  • Ieri, un commento di Mr KeyMasher riportava l'attenzione sulla banca dei semi.
    Qui cambiamo contesto e passiamo a quello dell'agricolutra (a prima parte della filiera del cibo): è noto da molto tempo, a chi bazzica la pianura Padana e le (sempre meno) estese coltivazioni di mais, che quegli ibridi ad alta resa sono sterili, ovvero quei chicchi gialli, piantati in terra, quasi mai portano alla germinazione di una nuova pianta di mais.
    Se si spostiamo dal come al perché, si possono pensare a complotti, al catastrofismo, o ad altro.
    Io avevo pensato ad un sistema efficiente che vuole ottimizzare la produzione in quintali per ettaro, rinunciando alla germinabilità (resilienza) e delegando la produzione della semenza a fornitori specializzati di sementi.
    La fragilità del sistema non è solo nella filiera o nella dislocazione e accesso alle sementi, ma anche nella fase produttiva: gli ibridi sono spesso fragili, richiedono molte risorse (concimazione ed acqua), soffrono condiziobni anche solo subottimali (e.g. piovosità ridotta ancor prima della siccità), si allettano in caso di vento, richiedono uso massiccio di veleni per contrastare gli attacchi parassitari, fungini etc. dovuti anche alla propria fragilità.

  • Molte aziende hanno ruoli critici / importanti che sono affidati ad una sola persona.
    Semplicemente è troppo costoso, a breve termine, gestire una ridondanza nel ruolo.
    Questo si sta rivelando una vera e propria spada di Damocle, visto che nei prossimi otto, dieci anni, almeno il 30% di tecnici (fisici, ingegneri, informatici, chimici, etc.) aventi ruoli e importanti e unici, se ne andranno in pensione.
Anche in occasione delle alluvioni del maggio 2023 in Romagna, o quelle successive in Toscana settentrionale, il mio dubbio fu ed è: fu una scelta (visto che questi terreni sono fertili, decido di strappare altri 10m al fiume torrente, costruendo argini [di sabbia !] più alti, perché considero maggiore i benefici in 50 anni di rese agricole (o industriali) elevate rispetto ai danni, per quanto rilevanti, che mi capitano per l'alluvione per la piena cintuantennale) oppure una non-scelta, un seguire il solo criterio della massima utilità a breve termine trascurando ogni altra considerazione?

Nel video a corredo un'altro caso di presunta efficienza: la maggior parte delle persone crede che "i fiumi debbamo essere tenuti puliti in modo che l'acqua vada via velocemente".
Peccato che... sia la soluzione sia semplicemente bagliata, nella grande maggioranza dei contesti reali, visto che questo accelera i picchi di piena a valle e aumenta la capacità erosiva delle correnti, col quadrato della velocità. In qualche centinaia di metri a monte della rottura in sponda destra dell'argine, la aumentata velocità della corrente del fiume Idice letteramente distrusse gran parte degli argini.
Ecco, in questo caso mi chiedo se sia l'efficienza o l'efficacia ad essere incompatibile con la resilienza.

lunedì 26 febbraio 2024

Fragilità

Eravamo saliti al campo di Rosa Canina, per ritirare tre cassette di legna fine preparate in precedenza, controllare i piccoli alberi piantati l'anno scorso, tagliare un po' di ginestra e rovi infestanti. In poco tempo ce la siamo sbrigata. Poi, data la bella giornata, abbiamo deciso di fare qualche passo al sole, del quale abbiamo bisogno.
Ci siamo avviati verso un paio di borghetti, relitti di piccole comunità umane scomparse in pochi decenni, forse non più di quattro (diciamo 1960 - 2000). In pochi lustri dissoltasi la presenza umana di secoli. La cultura del castagno, anche, regredisce: castagni secolari, non più coltivati, seccatisi in piedi, scheletri lignei verso l'alto. Nutrirono generazioni, non sono più curati, se ne vanno (il castagno sta soffrendo le estati sempre più lunghe e secche, oltre che ondate di vari attacchi, dal mal d'inchiostro alla cosiddetta vespa cinese - non è affatto un imenottero).
Osservando le case con le molte finestre, ognuna era stanza, ricca di donne, uomini, bambini, stipati e anche in situazioni che oggi riteniamo promiscue (mi ricordo, la mia infanzia, dalla nonna materna, eravamo così tanti, i nipoti, che nelle allegre riunioni di famiglia, i bambini, i ragazzi, dormivano due per letto, le due teste ai lati opposti dello stesso letto) mi chiedo come diavolo potessero, così numerosi, con così poco!
Riflessione inevitabile: la presenza di così tante persone in territori avari di risorse è stata certezza di miseria più che di povertà, per secoli. L'emigrazione di massa, una vera e propria fuga lo ha testimoniato meglio di mille libri. Ora osservo, da troppi a nulla.
Così, la fugacità dell'essenza, la fragilità umana, non è stata solo il risultato di un esercizio spirituale camminato per un paio di quarti d'ora. Lungo un minuscola viottolo in discesa, Rosa Canina, è scivolata su una pietra bagnata (dalla pioggia della notte precedente) e si è accartocciata, di nuovo: ha appoggiato il braccio sinistro e ... patatrac, frattura a radio e ulna (avambraccio sx). La sua grave osteoporosi, dopo la frattura del femore, le ha imposto una presa di coscienza sulla fragilità. Personale, oltre che quella delle comunità umane montanare. 

La superfetazione a destra ha il tetto sfondato e se ne sta andando. Un castagno vigila il passare del tempo.

Quante finestre, passaggi, usci si affacciano su questa corte, un tempo assai vivace, ora silenziosa.

Stampella

Le stalle erano vicine al resto. Le finestre erano piccole, il vetro non c'era o era troppo costoso.

Sopra a tutto, un castagno secolare. Nutrì coloro che fecero e poi puntellarono.

Sul davanzale della finestra, cresce erba, ormai. Ma non è un buon segno.

Sopra all'uscio ormai sgangherato, una piccola inferriata in ferro battuto.
C'era comunque un anelito alla bellezza, anche in queste povere case.

(unuomoincammino)

venerdì 23 febbraio 2024

Batticuore

Sto per partire. Mi aspettano. Una milonga, il tango. Batticuore.

giovedì 22 febbraio 2024

Eversione (sbloccare la)

Dunque la compagna giudice Roberta Marra ha sbloccato la Ocean Viking.
Notare qui https://ilmanifesto.it/sospeso-il-fermo-della-ocean-viking-primo-colpo-al-decreto-piantedosi proprio i meccanismi da sempre usati dalla magistratura compagnesca per sovrordinarsi agli altri due poteri, annullandoli, de-facto.
Il diritto internazionale (la nave batte bandiera norvegese però la Norvegia non si assume l'onere dovuto di gestione dei trasportati/deportati), la costituzione presa solo per gli articoli che piacciono (la sovranità popolare e difesa dei confini contan un cazzo).
Magistratura eversiva, antipopolare, antidemocratica.

martedì 20 febbraio 2024

Rimozioni

Sono incappato nella ennesima censura, stasera due commenti, sì disadeguanti ma pacati, nei quali sollevavo questioni etiche su delocalizzazione e nimby.
Disprezzo i censori.
Dopo molti anni ho rimosso, qui a lato, un diario dai luoghi che reputo degni di attenzione.

lunedì 19 febbraio 2024

Lassù

Ieri prima camminata, una strada sentiero in crinale, in parte sopra calanchi  una buona ora e mezza. Le gambe vanno bene, ora.

All'orizzonte il cupo strato di inquinamento sulla val Padana, sopra un sole barbaro, ho rimpianto le braghe corte, aridità intorno.

Una stalla anni settanta chiusa e in via di diventare rudere, la copertura in eternit ceduta in molti punti. Suino o bovino, direi, ora nulla di buono viene più, solo prati e seminativo, per venderli, fieno e grani. Ecco, alcune torrette per la caccia al cervo. La fauna selvatica prende lo spazio abbandonato dagli umani: molte le tracce, sulle argille azzurrine, di lupi, caprioli, cervi, cinghiali. Pochi lustri e tutto cambia velocemente.

Lunghi tratti con roverella ritorte e basse, sofferte, ginepri, pini austriaci. Sono terreni alcalini, ostili, addirittura abiotici, a tratti, dove le sabbie offiolitiche emergono.

Camminare, in silenzio, lassù, un po' di brezze termiche nella stasi generale, piacere, gioia.

Dopo molto tempo sono tornato a vedere le guance di Rosa Canina un po' colorite: periodo di salute problematico per lei, la frattura fu epifania di altri problemi.

mercoledì 14 febbraio 2024

Cinque giorni dopo

Sono passati cinque giorni ma lo scrivo solo ora. Rosa Canina è appassionata di canto e... si guarda spesso il festival di San Remo. Così venerdì mi ha invitato e mi sono seduto accanto a lei. Penso che siano almeno trent'anni che non seguivo qualcosa del festival.
Le insofferenze per il kitsch nazional popolare, da caravanspettacolo, televisivo, sono notevolmente diminuite. Come profano ho notato alcune persone che sapevano cantare: cromia, estensione, pathos, capacità di passare tra registri (emotivi) diversi, ampio spettro in estensione (alti e bassi) e in volume. Poche ma esistevano: ora non ricordo i nomi, dovrei cercarli, ma tutto sommato, i nomi non hanno rilevanza.

Una parte rilevante di cantanti di partecipanti invece, incapaci di cantare. Non mi soffermo sui testi ma, supponiamo pure il testo sia valido, lo devi cantare, altrimenti siamo a teatro e diventa un festival di teatro.
In particolare una presenza nutrita di parlatori/sussurratori (t)rapper: non è canto, semplicemente come sciare non è calzare gli scarponi ed essere a divertirsi con dei calimero in rifugio. Mi ricorda la stessa solfa della nomina di alcune inchiavabili in concorsi di bellezza, nomine che derivano da scelte ideologiche e di lavaggio dei cervelli completamente e avulse dal contesto (spesso addirittura incompatibili col contesto).
Mi soffermo su sussurri, parlottii, cantilenie.

Ho notato un'altra cosa incomprensibile: il cambio pressoché continuo dei direttori di orchestra. Proprio così, non cambia l'orchestra e con essa il direttore, cambiava solo il direttore. Non può funzionare!! Esiste un rapporto fiduciario, di fine comunicazione tra un'orchestra ed il suo direttore, che si sviluppa in tempi lunghi, in innumerevoli prove. Come si fa a cambiare direttore ogni qualche minuto, mantenendo gli stessi musicisti?!
La logica non solo non è quella della musica ma è incompatibile con la musica.

Insofferenze diminuite ma non sparite: è l'esagerazione spettacolare (giacche con con colori pagliacceschi, trucchi eccessivi, uomini con la gonna e la blusa plissettata, scenografie da lunapark, capelli cotonati alla 380 trifase) che non mi piace. Oltre alla incapacità di cantare.

Inoltre: venerdì, la sera dei duetti, sono riapparsi alcuni cantanti in voga negli anni settanta e ottanta, orami decisamente anziani. La voce non c'è più e neppure i corpi, i volti, rifatti, conciati come quelli di un tempo. Un colossale tentativo di lotta contro il tempo che non si può non notare impietosamente. Ad un certo punto sarebbe bene ritirarsi a vita privata.

Il passare del tempo vale anche per me, divento meno severo, non so se più distaccato o bonario: a volte penso anche se questo piace a molte persone e le fa stare bene, allora... è bene sia così.


La scenografia (qui una parte di essa) mi ricorda alcune giostre di lunapark, uno stile tropposo, non se discotecaro o americano.