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domenica 20 aprile 2025

Primavera

  • La Corte suprema nega ai trans lo status legale di donne 
    Se ci vogliamo differenziare dalla cacca islamica e rimanere liberali e libertari, è bene che lasciamo alle persone la libertà di sentirsi e percepirsi come vogliono. Non si può imporre al vento i giri che deve fare. Schiacciapatate, maschio nei giorni pari e femmina in quelli dispari, bacheca, gatto, etc., la tua mente può credere ogni cosa e il suo contrario.
    Certo le persone che hanno questi problemi non possono né devono imporre le loro bizze come granitico assunto e il disprezzo per coloro che non si adeguano ai propri capricci o alle proprie fratture, patologie.
    Mi fa sorridere fa pensare: ci vogliono i parrucconi degli altri tribunali per rompere i miraggi imposti come verità del mondo al contrario.
    Infine, dal punto linguistico - In principio è(ra) il Verbo! - una donna è una donna, un quadrato è un quadrato, un daino è un daino, un trans è un trans.
    Mai capito questa smania di voler usare le parole con accezione diversa dalla propria. Anche questa, una follia dello ugualismo.
  • Il solito magistrato colle vite degli altri, le Silvia Albano, le Iolanda Apostolico, le Damiana Colla, le Luciana Breggia, non sono un cancro sinistrante solo in Italia ma pure negli SUA. Volere è potere. Ancora una volta si dimostra la demenzialità delle asserzioni "contro le immigrazioni di massa non si può fare nulla, le infinite complessità"... Ci sono decine di nazioni che da decenni hanno un controllo rigoroso ed efficace sull'ingresso di stranieri. Queste realtà sono regolarmente ignorate dai fanatici razzisti anti, xenofili, sinistrati sinistranti con la testa farcita di ideologie sceme e, quasi la totalità superlativamente ipocriti. Spero che l'esecutivo degli SUA abbia una reazione efficace e con costanza alla guerra migratoria.

  • La Birkin costa troppo? Te la vendono i produttori cinesi a un decimo del prezzo.
    Sì, proprio i produttori, le persone in carne e ossa che realizzano quei prodotti e poi li vendono agli adulteratori, contraffattori di massa che, ufficialmente, li spacciano come propri prodotti.
    Uno dei lati positivi dei tentativi statunitensi di agire contro il feticcio della globalizzazione senza se e senza ma è che alcune delle assurdità che la sostenevano sono venute a galla. Come se ce ne fosse bisogno. Una delle grandi inculate che da sempre qui indico è che la globalizzazione è stata nella maggior parte una frode a doppio disastro: da una parte la delocalizzazione 7 deindustrializzazione / deartigianalizzazione che ha distrutto la domanda di manodopera locale, con depressione di salari, disoccupazione, perdita di competenze, etc. . Dall'altra parte, a fronte di salari e stipendi in caduta, non è che i prodotti siano in alcun modo venuti a costare meno: sono mezzo disoccupato e le cose fatte in Cina, Vietnam, etc. costano quanto prima. Qui sono le masse di consumatori corresponsabili dello sfascio con il loro consumo non solo critico ma scemo e compulsivo.

  • L'accordo stipulato da Rosa Canina con un giovane contadino che si è trasferito dalla costipazione padana in montagna ha dato i primi segni: _muori è riuscito ad arare il campo, a riposo da decenni, della mia Rosellina :), primo passo verso la coltivazione di patate di montagna. Ci ha fatto tanto piacere. Siamo anche egoisti: come affitto ella riceverà un paio di sacchi di patate di montagna.  Bbbone!
Sono alcune notizie che danno il segno di qualche cambiamento e, alcune, pure di un principio di risveglio dalla colossale e nefasta corruzione progressistica-globalistica.  La primavera è periodo di cambiamento e di risveglio.


(_muori, il campo di rosa canina)

giovedì 5 settembre 2024

La betulla

(unomoincammino)

Vi dicevo dei problemi agli "artificiali" boschi di peccio (abete rosso) in parte del Alpi, evidenziati prima da Vaia poi dal bostrico.
Come dicevo anche, le politiche forestali sono cambiate: ecco una splendida betulla che, fino a qualche tempo fa, sarebbe stata tagliata.
Questa regressione a boschi e vegetazione varia, non monoculturale, è un bene.

domenica 25 agosto 2024

L'uomo che piantava gli alberi - 4

(L'uomo che piantava gli alberi - 3: ... e roverelle!)

Giovedì ho fatto un sopralluogo lungo una strada forestale lungo la quale avevo sparso delle ghiande: avevo valutato il rischio delle frese ma non così bene. Non solo frese lungo-strada che hanno operato molto in alto ma pure tagli a mano con decespugliatori: in quel tratto non si è salvata neppure una roverella. :(

Mi erano rimaste cinque roverelle in vasetto che ho deciso di impiantare inerpicandomi vari metri - fino ad una decina - sopra il limite delle fresature.
Versante a meridione con gli abeti rossi in sofferenza: è un ottimo posto per le roverelle.
Sperem!

(unuomoincammino)

domenica 18 agosto 2024

L'uomo che piantava gli alberi - 3: ... e roverelle!

 (L'uomo che piantava gli alberi - 2)

Ero così felice quando, venerdì pomeriggio, ho visto che la semina delle ghiande (ne raccolsi alcuni chili) che "deposi" a getto a dicembre 2022 ebbe successo.
Lungo quell'ex sentiero ho trovato alcune piccole quercine, direi una ventina. Così la quercia grande (Quercus Pubescens, roverella) che mi fa felice ogni giorno, quando la vedo dalla finestra a nord, a casa, quando ci passo sotto, andando al lavoro, mi fa compagnia anche qui, ora.
Ho dovuto scegliere con attenzione i luoghi: terreni luminosi, marginali, evitando quelle fasce massacrate dalle frese a strascico oppure falciate fino all'ultimo centimetro (prati qui gestiti a tre tagli all'anno, con molta attenzione e pure molta efficienza, i bordi spesso a mano, fino all'ultimo centimetro utile).

I boschi artificiali, pressoché monocolturali (con presenza di qualche larice, qualche raro pino silvestre) alle quote montane basse e medie è una forzatura che ha dimostrato, con Vaia, i propri limiti. A quella tempesta equinoziale segue da qualche tempo il disastro del bostrico che si manifesta, sulle pendici dei monti, specie quelle rivolte a meridione, in orribile ampie chiazze grigiastre di pecci rinsecchiti.
La sparizione delle latifoglie è uno degli innumerevoli casi di "economia della estinzione": le latifoglie sparirono proprio perché assai più pregiate e quindi abbattute e vennero sostituite con il peccio che cresce molto più velocemente.
Come reazionario al progresso al peggio, devo dire che anche il conservatorismo forestale basato sulla monocultura del peccio, ha mostrato i suoi limiti, specie ora che le estati sono diventate spaventosamente africane, ovvero calde, lunghe, siccitose.

Noto che qui, molto ligi alle direttive delle province autonome (Bolzano e Trento) e rispettive istituzioni forestali, hanno finalmente lasciato crescere latifoglie: faggi, aceri, frassini e... betulle. Ho sempre invidiato la splendida e folta presenza delle mie amate betulle nei boschi delle Alpi centro - occidentali. Ieri, nei tagli forestali intorno ad una malga, ho visto che ri-finalmente, iniziano ad esserci delle betulle che NON sono state tagliate. Lungo il cammino dove ho trovato le mie quercine c'è anche uno splendido faggio e pure molti piccoli faggi nell'area intorno ad esso. Finalmente!

Ora c'è qualche piccola roverella che, su alcune coste aride, calde ed esposte a meridione, ha iniziato la sua crescita e contribuisce a rendere il bosco un po' più naturale.
Sono proprio felice.





lunedì 7 giugno 2021

Abmonouso

Ho letto di 'sti bidoni del mare (seabin) che raccolgono plastica (macro e micro) con risultati promettenti. Come tutti i disastri e le peggiori cose che sono state ideate dal peggio della miopia cogliona, pigra, cialtrona dell'umanità è un regalo della peristalsi degli SUA, il concetto demente del monouso è uno di queste. L'abmonouso della plastica (il 95% dei suoi usi, praticamente) è uno di quei disastri coglioni praticamente assenti fino alla prima metà del secolo scorso, una delle chiari, innumerevoli evidenze che non c'è da inventare nulla, è sufficiente copiare dai nostri predecessori. Ero piccolo e riportavo le bottiglie di birra con cauzione in negozio, anche se non avevo furbofoni, app, monopattini, un'auto con condizionatore e altre gingilli un po' cretineschi.
Anche la sinistra sovranista (che è realmente sinistra, nazionale, no-global) impregnata di ideologia della plastica, strepita per il danno alle industrie nazionali, per le conseguenze occupazionali (stessa menata per l'altra industria dei disastri, l'edilizia su terreni non già cementificati). Ecco che rientra proprio questa pessima superfetazione sinistroide della parte sociale dell'ambientalismo. Come reazionario osservo che questi sono conservatori di plastica: conservatori nei giorni pari e progressisti al peggio nei giorni dispari. Non c'è nessuna intelligenza e una quantità incredibiledi  stupidità nel voler mantenere in vita questa economia del pessimo, dei disastri, da terzo mondo. Rimando a L'ecologia? anti egalitaria per una dimostrazione che degrado e disastri ambientali, per la parte fisica sono dovuti alle masse e ai loro usi e non ai riccastri (anche se i loro pessimi esempi la fanno da padrone a livello simbolico, inculturale). Apriti o cielo, sinistroidi e ugualisti di ogni risma, insorgeranno!
Abbiamo milioni di persone che mangiano in piatti di plastica, spesso quotidianamente, comprano plastica con dentro acqua da bere, usano sporte di plastica monouso, bevono il caffè  agli ftalati nei bicchierini di plastica (dovrei raccontare le sfinenti lotte di Rosa Canina con alcune colleghe campane e la loro pigra pervicacia nel bere caffè plasticato), hanno vestiti di plastica con bottoni di plastica, che hanno la plastica, dentro, che si erano infatuate per lenzuola di plastica (terital), mettono i fiori di plastica nei campisanti, nella loro mente ottusa e mediocre hanno la plastica. L'obsolescenza programmata usa molto efficacemente l'utilizzo di resine scadenti per ottenere guasti di intere grandi parti di manufatti complessi.
Sono passati vent'anni da quando non bazzico più  frequentemente ed assiduamente la Germania e già a quei tempi (venti e rotti anni fa!) nelle feste, nelle sagre, in Germania, utilizzavano stoviglie con pesanti cauzioni (ampiamenti superiori al costo degli oggetti) e utili e ingegnose lavastoviglie da campo (a volte i loro spazi erano organizzati e avevano punto luce, acqua e scarichi). Volere è potere.
Convertire l'industria a valore aggiunto più nullo che basso del plasticame con l'industria delle lavastoviglie, del confezionamento con carta/cartoncino (e.g pasta, legumi, tutti i prodotti secchi), con la logistica dei vuoti, sia fisica che informatica, etc. .
Il 95% della plastica è abuso e il 95% di questo è monouso. La prima forma di ecologia è quella della mente, restaurare le menti e riportarle al fatto che si può rinunciare al 95% del plasticame con vita migliore, qualità talmente superiore da non essere paragonabile, con decrescita drastica dell'orrore di bruttezza della plastica, della metastasti della plastica in ogni angolo del vivere, prima in forma di dozzinali e scadenti oggetti monouso poi con la dispersione cialtrona in ambiente, inalata tramite inceneritori, messa negli intonaci e nei calcestruzzi in forma di ceneri da essi prodotte, mangiata e bevuta come microplastiche. Producila, consumala, respirala, ingoiala, krepa!
Prima cosa intelligente, semplice, radicale, è evitare di creare, di produrre il problema senza soluzione.
Questa direttiva contro l'USA&getta della plastica è una delle poche cose di pregio che vengono da questa Europa, usualmente sempre così eccellente nei suoi progressi al peggio.

domenica 31 marzo 2019

L'uomo che piantava gli alberi - 2

(L'uomo che piantava gli alberi)

Questo è interessante anche per la ricerca agronomica sul micro o nanoclima e sulla fertilità dei suoli condotta da Anand Dhawai Negi.
Considerato che ampie zone del pianeta tendono alla desertificazione o sono già (sub)desertiche (qui intorno a me ormai c'è polvere anche nel sottobosco, i prati sono spelacchiati a causa dell'aridità) a causa della distruzione di boschi e foreste è un contributo assai di pregio a migliorare 'sto mondo.


domenica 24 marzo 2019

L'uomo che piantava gli alberi

Questa volta non parlo dell'allegorico Elzéard Bouffier di Jean Giono ma di Jadav Payeng, l'uomo che piantava gli alberi.
Che meraviglia!

venerdì 9 giugno 2017

Le note, commozione e odio

Ieri sera saggio della scuola di musica della valle (alta e media). Non mi piacciono i saggi, non di rado le esibizioni sono patetiche. Esitavo ieri; mio figlio però ci teneva; dato che la frequentazioni si sono rarefatte, considerata la sua maggior autonomia, ho vinto la mia ritrosia.
Sì, alcune esibizioni sono state di piccoli musicisti acerbi, alcuni proprio 'un gliela posso fa', premiamo la volontà. Altre no: ci sono stati ragazzi* che hanno suonato con maestria, flauto traverso, piano, clarinetto, voce, violino, ... in un bel repertorio jazz, popolare, classico, contemporaneo.
Io mi emozionavo, a tratti mi sono commosso. C'era maestria e un primo fiorire di capacità di interpretazione, colorare le suonate con la propria anima, oltre la tecnica andando allo spirito, primo segno di eccellenza.
Anche il fratellastro di UnBipede (non parlerò del mio prodotto qui) ha suonato al piano un pezzo di Bach con arte e interpretazione; poi una clarinettista accompagnata dal suo maestro al piano.
Che meraviglia!
E' stato un lungo bagno nell'acqua fresca e cristallina di un buon mondo che esiste ancora, che c'è e lavora con arte, disciplina, grazia, impegno.
Pensavo a questa somma arte della musica, al bel canto di una giovane ragazza  (un po' schiva mi ha detto, quando mi sono complimentato con lei, che non può studiare canto, mi ha un po' rattristito questo), all'arte che riceviamo dal passato e che abbiamo l'obbligo morale di tramandare.
I figli degli invasori che arrivano al il 40% in alcune classi  (dei quali una buona metà se non i due terzi islamici) non c'erano, non: uno.
Eppure non mancavano i ragazzi di alcune famiglie italiane modeste, certamente avranno fatto fatica a sostenere l'impegno economico. Ecco il segno della Cultura e l'abominio della barbarie, la Grazia che sposta le montagne e l'abrutimento.
La barbarie avanza, il merdame islamico, le masse di bruti obnubilati da quel libro scritto da un poveraccio problematico che avrebbe versato piombo fuso nelle orecchie di chi ascolta musica, la feccia barbara iconoclasta, articida cresce.
Cosa succederà alle nostre arti quando questo tumore avrà reso il nostro Giardino, Italia ed Europa belle, come gli orridi , squallidi inferni dai quali ci invadono? Questo è il destino (francamente la follia permea pure il Regno Unito, il caos, lo sbandamento crescono anche là).
L'odio per i sinistranti che apologizzano, sostengono la sirianizzazone cresce.

venerdì 19 agosto 2016

Settebello da impazzire

Io ho sempre amato i treni. Ma per questo treno io impazzii, le volte che lo vedevo passare in Lombardia come Freccia Atesina. Forse solo le vaporiere mi desta(ro)no più emozioni. E' di una bellezza straordinaria oltre che un capolavoro dell'ingegno, dell'opera e del gusto italiani (qui bel documento video d'epoca).
Sono felice che l'ultimo convoglio rimasto, verrà restaurato e portato agli antichi fasti. (qui una galleria di belle  immagini anche d'epoca).


martedì 14 giugno 2016

Lavaggio di cervello n° 2

Ho osservato l'isteria collettiva sul fatto che la popolazione residente, è, per la prima volta da novant'anni, calata. Dai comunisti di Rai Radio3 ai fascisti de Il Primato Nazionale, passando per quasi tutte le altre posizioni (ad esempio i più formidabili zootecnici intensivi che sono i cattolici, ohps, scusate, i secondi più formidabili... da tempo sono i merd islamici in testa alla peggiore classifica).
Pensate al grado di follia collettiva a cui si è arrivati: siete in 120 su un mini autobus da 20 e dopo novant'anni, una persona scende (in realtà la differenza tra persone salite e quelle scese e pari a -1). Pianti, svenimenti, si strappano i capelli, iniziano a pregare che salga qualcuno, simposi, convegni tra le sardine stipate che è necessario più uelfer per più nuove sardinine nella scatola.
Dementi che si comportano da Dementi.
In realtà c'è qualche fondamento: questi koglioni crescitisti invasati, demagoghi, fanatici, paladini dell'insostenibilità, hanno creato un sistema che reggerebbe solo se crescesse (esponenzialmente) all'infinito. Società che si basano su un principio tumorale non possono che collassare. Infatti.
Prima Malhus, poi il MIT con Donella Meadows e la sua squadra, Chefurka, Randers, il Club di Roma sono stati ferocemente attaccati da fanatici (idioti è pleonastico) invasati crescitisti e tecnoprogressisti.
Quando ero in lista civica alcuni kompagni davano del fascista (tanto per cambiare, quelli sono i più koglioni di tutti visto che i fascisti come tutti i nazionalisti sono, in demografia, crescitisti feroci) a Club di Roma e MIT.
Non esiste solo il lavaggio del cervello illuminista, progressista, diritti e marxista che ha sostituito, nella lobotomizzazione di massa le religioni tradizionali.
C'è anche il lavaggio del cervello crescitista, la crescita demografica senza se e senza ma.
  1. Non giova ricordare a chi è utile l'aumento dei valori assoluti dell'impronta umana, coloro che tengomo per mano la chiavetta della scatola e il convincere le sardine che devono crescere e stare più (stipate nella scatola è ovviamente omesso) numerose.
  2. Non serve, come ha fatto Jorgen Randers, ricordare che è la quantità pro capite di risorse e servizi che conta (caso Giappone, PIL stabile, decrescita demografica sensibile => aumento generale della qualità della vita).
  3. Inutile che Jared Diamonds ricordi che la iperdemografia è storicamente causa di crollo e scomparsa delle culture (uno dei cinque fattori fondamentali in questo processo autodistruttivo).

L'ottima notizia è che siamo un po' meno stipati, forse il mostruoso deficit ecologico itlaiano ha avuto una piccola diminuzione.
La parte pessima di questa notizia è che il piano di sostituzione sta procedendo: popolazione di xeno ulteriormente aumentata.
Piano!? Leggere qui un'altro "fortuito" caso di sostegno all'invasione e di smantellamento dei già precari sistemi immunitari da parte della ghenga della kompagna Mogherini degli scafisti di stato e delle ONG collaborazioniste.
Diminuire un tumore non serve se si viene aggrediti da un tumore (islamico) più violento.


giovedì 3 settembre 2015

Dall'inizio alla fine

Martedì ho avuto un duro scontro verbale con una giovane stronza nostrana coi piedi sul sedile, stamani treno in ritardo per due zingari ben vestiti che hanno viaggiato senza biglietto scappando dal controllore: tanto lo sanno benissimo che a loro non succede assolutamente nulla, i biglietti li pagano quei coglioni di gagi. Sempre più convinto della necessità, in questi casi, di una buona fraccata di manganellate, smetterebbero molto velocemente.
Ma non era di questo che volevo parlare ma di altro,  anche se con ritardo rispetto alla vacanza in Trentino, col bipedinone e i miei.
Due buone cose.
Mora di Rovo, mi raccontava che inizia ad esserci una parte di sudtirolesi e altoatesini battaglieri contro l'espansione della venefica, tossica monocultura delle mele fintoplasticate, cultivar mmerigane. La loro lotta ha portato allo stop alla crescita dell'area dedicata a questo mega chemiofrutteto spargiveleni.

La seconda positiva notizia è che nel remoto e recondito paesello tridentino, dopo anni, una coppia, ella sudtirolese, egli trentino locale, hanno avviato bene una coltivazione bio di ortaggi. Appena l'ho saputo mi sono precipitevolmente fiondato a fare la spesa. I contadini sono sempre piacevolmente sorpresi delle mie conoscenze, dell'entusiasmo che cerco di comunicare e infondere loro. _ris dopo essere andata nello splendido orto a raccattare alcun cose a ore_0 e metri_20 se la godeva dei miei complimenti e mi voleva pure affibbiare della roba gratis, con un sorriso grande così, cosa a cui mi sono opposto.
I miei erano perplessi dei prezzi, un po' più alti di quelli della Famiglia Cooperativa ma... quando hanno sbaffato i prodotti e sono finiti fuori strada capottati dalla gaudenzia, si sono ricreduti. Se sei abituato alle robe mediocri della GDO perdi perfino memoria delle leccornie e dei sapori d'infanzia o giovinezza.
Il maso è di proprietà della famiglia di lei (cognome tirolese)  e così i due giovani ci hanno dato dentro, ottenendo un buon successo. Avere la terra è conditio sine qua non: semplicemente i mutui fondiari sono troppo cari rispetto al reddito agricolo e non permettono di iniziare con l'agricoltura a chi non possiede la terra. La legge tanto sensata quanto politicamente scorretta del maso chiuso ha tenuto le genti tirolesi sui monti e con essa le conoscenze, i saperi di come lavorare la terra.
Io torno bambino, mi rallegro infinitamente di queste piccole e grandiose notizie di rinascimento rurale.

Come scrivevo da Silvia, adoro andare per cimiteri, quando sono belli. Così, un giorno, la prima uscita (che ho descritto qui) UnBipedinone ed io siamo andati a far visita anche alla "corte di pace" (Friedhof) del confinante ancor più remoto paesinello sudtirolese. Anche il bipedinone ha apprezzato molto. Del resto ha gusti eccellenti, ehehe. :) Qualcuno mi dica che i cimiteri non possono essere meravigliosi, se ha coraggio.
Ortaggi e fiori, dall'inizio alla fine. ;)




giovedì 16 luglio 2015

40 per cento!

Se avessimo datto retta ai nuclearosauri, saremo ancora lì a spendere miliardi di euri per realizzare le loro carrette "problema senza soluzione" (v. caso paradigmatico di Olkiluoto).

La realizzazione quasi subitanea di16.6 GW elettrici fotovoltaici (poco meno di 10 Olkiluoto) ha salvato in pochissimo tempo il paese dai rischi di interruzioni nelle forniture proprio in estate per le canicole sempre più gravi e frequenti e i relativi picchi di carico. I picchi ora sono eccellentemente gestiti proprio in seguito alla realizzazione di milioni di campi solari fotovoltaici - aberrazioni di campi fv a terra (su terreni biotici) a parte - che forniscono energia di massimo valore, ovvero quella necessaria proprio nei picchi, quando è necessaria e richiesta (di giorno).

Martedì 7 luglio record di consumi elettrici (56.9 GW) di cui il 40% prodotto a rinnovabili (*) e, date le previsioni meteo, domani potremmo superare ancora quel record storico.
Quante risorse abbiamo tenuto in Italia, invece di dissanguarci con l'importazione di carbone, petrolio, gas e uranio dall'estero? Quanti piccoli redditi mensili sono arrivati nelle tasche di centinaia di migliaia di famiglie invece che ad ingrassare patrimoni obesi di pochi capitalisti (esteri)?
Questo nonostante tutti i tentativi di mettere i bastoni nelle ruote e un mercato elettrico nazionale corrotto e criminale.
40% di energia elettrica da rinnovabili è una straordinaria, fantastica notizia.

(*)
un quarto? del consumo di picco specificamente da fotovoltaico



venerdì 3 luglio 2015

Va fatto ciò che si deve fare

Se vogliamo essere noi stessi, dobbiamo essere naturali; così come nella vita di tutti i giorni. Lo zen non è qualcosa per cui entusiasmarsi o eccitarsi, ma richiede costanza...E' come fare il pane: bisogna impastarlo a poco a poco, un passaggio per volta, e la temperatura deve essere mantenuta moderatamente costante. Pertanto non bisogna attaccarsi al raggiungimento di alcun risultato; semplicemente va fatto ciò che si deve fare e basta...non serve cercare qualcosa in particolare; non c'è niente ne da trovare, né da perdere: C'è solo la costante qualità della pratica svolta correttamente.
o Diario taoista, Daoist


Tempo addietro avevo parlato con un gasista che è riuscito a debellare l'ailanto da una scarpata vicino a casa sua. Con pazienza si vince tutto - mi diceva. Per alcuni anni ha sistematicamente rimosso i polloni. Alla fine egli ha vinto e quell'orribile infestante alloctono non c'è più su quella scarpata.
Io non sono così taoista, io so quali risultati in quali campi voglio raggiungere. Scrivevo di ciò che mi ha fatto ritrovare l'ambizione. Ma non c'è ambizione nel fatto che, settimanalmente, rimuovo la vitalba dai giovani alberi che crescono nei campi abbandonati vicini. Faccio cosa si deve fare e vedo, anno dopo anno, che essi crescono, c'è un piccolo nucleo di giovane bosco che si è fermato.
Solo la costante qualità della pratica svolta correttamente. A volte l'azione quotidiana è libera da risultati, a volte è sostenuta da risultati e ambizione.
Si ottengono risultati straordinari con la costanza.
Per quanto mi senta un tanghero poco più che principiante, mi darei 7 come voto, forse 7-, capisco che col tempo i risultati vengono quasi inaspettatamente. Nel senso che il miglioramento continuo è difficilmente percepibile. Ora ho cinque donne che vogliono studiare tango con me. Iniziano ad uscire con me, pure e il confine tra tango e il resto non è così definito, a volte sono io a volerlo rendere labile.
Guardo un po' stranito cosa succede. Eppure succede.
La mattina, scendendo per il sentiero, osservo giovani aceri, ciliegi pioppi e ontani, liberati dalla vitalba, stanno diventando alberi. Sono felice.

mercoledì 15 ottobre 2014

Per scelta, non per caso

"Ma c'è ancora un'altra sfida: trovare i contraccettivi. Moltissimi luoghi remoti sono raggiungibili solo su strade sterrate e quasi la metà delle strutture sanitarie sono in mano a gruppi religiosi di cui [tra cui, NdUUiC] la chiesa cattolica e queste strutture si rifiutano anche solo di tenere i contraccettivi nei loro magazzini. [...] Ci sono donne che camminano per 20 km fino alla clinica per poi scoprire che non ci sono contraccettivi."

Poi noti ancora una volta il pattern dell'inversione...
Anche in Uganda.

martedì 17 settembre 2013

Ingegno

Ingegno
o - Intelligenza intesa come principio di creatività o come capacità inventiva volta alla risoluzione di problemi pratici
(sabatini colletti)


Fin da piccino l'ingegneria navale mi ha sempre affascinato. L'odore di sale e di porto, le dimensioni ciclopiche, il fascino di prue che solcano mari lontani, la forma delle bitte, i canapi enormi, l'apparente immensità imperturbabile, l'estetica delle enormi superfici curve.

Ora c'è questa operazione di recupero del relitto della Costa Concordia che mi affascina. L'umanità qui esibisce un ingegno che cerca di recuperare i danni del naufragio (che i danni ai mari e alla loro vita di queste cittadine ambulanti sono enormi, sono solo colossali templi del modernismo consumista di massa, quelle navi sono degli efficienti devastatori ecologici).
Homo può compiere ancora opere in grande che siano ecologiche, che lascino il mondo un po' meglio di come era prima di esse.


(ap/medichini)

giovedì 15 agosto 2013

Dopo tredici anni

Oggi ho riabbracciato la madre di mio figlio dopo tredici anni. Circa nove dei quali di odi, rancori, dispetti e angherie subite, di tribunali, periti, querele e altro del genere.
Trento, ore diciassette e qualche minuto.
È una bella città, Trento. Per fare festa me la sono girata per circa 1h 20' da solo, col sapore dell'armonia e il sorriso di una foresta silenziosa e verde che cresce florida.

venerdì 2 agosto 2013

Non ancora, purtroppo

  • Dimmi con chi vai, ti dirò chi sei.

La magistratura è un'istituzione nei quali i mali del paese sono ben rappresentati. Qualche segno di dignità, di onore, di funzione c'è ancora, sebbene sia stata assurdamente clemente proprio sulla interdizione dei pubblici uffici che è il problema numero di questo corruttore eccellente, di questo delinquente nato. Probabilmente non sarebbe sufficiente decuplicare la capacità carceraria per contenere almeno i più delinquentoidi del Popolo dei Ladri, la ghenga saccheggiatrice e distruttrice del paese, della sua etica, del suo onore, della sua cultura, della sua economia, della sua estetica. Uno dei suoi lacchè lamentava ieri che con il capo della banda bassotti dovrebbero finire in galera forse dieci milioni di italiani; la stima, probabilmente;  è leggermente sovradimensionata.
E' sufficiente osservare la orribile corte di leccaculo, di servi, per osservare il paese: ipocriti, voltagabbana, mafiosi, meritocratici col culo degli altri, di ministre dell'istruzione meritocratiche con titoli acquisiti a Messina, di corrotti, scaltri, neoricchi, veline, mignotte contro le prostituzioni altrui, voltagabbana, fascistoidi da strapazzo, pedatori di palla, liberisti statalisti, di cementificatori, 'gnoranti incompetenti, saltasulcarrodelvincitoristi, clericali, fancazzisti, caposcala, saccheggiatori, cammorristi, vajasse, faziosi, forchettoni, magnaccia, parassiti, faccendieri.
Egli è questa italia cialtrona, mediocre, la rovina della nazione.
Ma qualche traccia di ecologia politica esiste ancora.
Berlusconi non è ancora morto, purtroppo. M Berlusconi.


(cicchittocapezzonesantanché, stiamofreschi)

giovedì 1 agosto 2013

Il figlio dell'altra

Ho visto lunedì, con amici, questa bel lavoro franco-palestinese-israeliano. Ritengo che i paradossi siano estremamente ecologici in quanto stimolano riflessioni e favoriscono il pensiero laterale e questa opera, Il Figlio dell'Altra, è maestra nel sollevarli in continuazione.
L'identità è parte fondamentale dell'esistenza e contribuisce essa stessa alle diversità. Ma quale identità? Le convenzioni etniche e religiose (due neonati di una coppia israeliana e di una coppia palestinese che vengono erroneamente scambiati nella concitazione dovuto ad un attacco di missili Scud nella prima guerra del golfo)  vengono messe in crisi quando lo scambio, dopo lustri, viene scoperto ed annunciato. Il paradosso mette in crisi il pensare e il credere che sono "normalmente" utilizzati. Joseph, ragazzo di sangue palestinese, non riesce a capire, dopo avergli ricordato di aver seguito con devozione e in modo partecipe tutte le cerimonie e i riti dell'ebraismo, come il rabbino gli risponda che debba compiere un processo ed un rito di  "conversione".
Il fratello di Yacine, scopre di aver in casa una persona dell'odiato sangue ebraico e va in crisi.
Ciò che emerge dalla pellicola, che rimane eccellentemente sobria (la realtà cruda del conflitto israelo-palestinese non viene ne occultata né enfatizzata, non c'è alcuna concessione da eccessi risultanti da obiettivi di speculazione ideologica) è l'umanità che torna a fluire una volta che il faticoso processo di elaborazione mentale ed intellettuale inizia a lasciar spazio al corpo e all'arte. E' la prima stretta di mani al termine del primo incontro tra le due madri che celebra l'umanità, la stretta di mani tra Bilal, il fratello palestinese di Yacine e Joseph quando va a trovarlo in ospedale. E' il cibo ("ti offro il cibo migliore perché tengo a che tu viva bene" è potente riconciliatore), è la musica (il canto di ringraziamento a inizio pasto, le vicinanze in  aspirazioni e attitudini del figlio/fratello ritrovato), è la comunanza negli intenti (vendere insieme gelati sulla spiaggia) che testimoniano un'umanità ritrovata con l'elaborazione dello sconvolgente e sovversivo paradosso. E' una possibile foresta che cresce in silenzio.

A margine mi concedo un'osservazione finale. Il conflitto (in primis demografico, 10k palestinesi e 10k ebrei potrebbero convivere felicemente in pace, in abbondanza e in un giardino di bellezza talvolta stupefacente) è il risultato di questo innesto coercitivo sionista e quindi della reazione palestinese (prima causa poi effetto). L'occupazione è violenta perché le migrazioni di massa sono sempre violente. La violenza è SEMPRE prima di tutto una violenza alla Terra Madre, come ho osservato  più volte qui dentro alla quale si adoperano israeliani alimentando e sostenendo l'immigrazione "di ritorno" dalla diaspora, distruggendo fisicamente i campi dei palestinesi, i loro ulivi, con il tumore edilizio delle colonie e i palestinesi con un tasso scellerato di crescita demografica ancora una volta arma bellica che si ritorce in primis contro loro stessi.



lunedì 11 febbraio 2013

Paolo il pescatore



Incontrammo (_zzz, _zzzino,UnRagazzo e io) Paolo Fanciulli.
Ecco, in questo contesto di nulla politico, di puttanate demagogico populiste e di ciarlieria gossipacea su come si è vestito questo, su cosa ha detto quella di quell'altro, di alleanze estemporante noiconloromanonconvoi, di partiti che condividono tutti il 95% dello stesso programma che ha portato a questa situazione di grave degrado, ogni tanto arriva un suono dalla foresta (di poseidonia) che cresce.

Tangoholic prima


Penso che abbia avuto una quasi ricaduta. Condizione fisica del cazzo. Domenica me ne sono uscito a mezzogiorno a pigliare un po' di sole. Beh, ho preso un sacco per la spazzatura e mi sono fatto metà circondario della frazione sotto a raccattare rifiuti a bordo strada e nella parte di campi adiacente, che 'sta plastica materiale di merda (ecco, proprio il materiale del modernismo, ogni epoca ha i materiali che si merita) che io inizio ad odiare sempre più e disturba oltre ogni limite il mio senso estetico. Se ci sarà anche solo una persona che vedendo un ambiente ancora integro desisterà di buttare i propri rifiuti in giro allora il mio egoismo avrà ottenuto un piccolo buon risultato. Ne ho raccattato quasi un sacco intero che poi ho in parte differenziato.
Giornata fredda, comunque; il terreno dei campi è gelato. Mi piaceva anche se mi dava fastidio e questo, insieme al sudare per sforzi del nulla era segno della catorcità. Poi a casa e mi sono preparato un buon pranzo; sto scoprendo le trote e un modo semplicissimo di prepararle. Risultato finale? Deliziosa. Mi godevo pure il fuoco scoppiettante alla mia destra. Piaceri casalinghi.
Poi è stato un dilemma: milonga TPO o non milonga TPO? Marcio catorcio, affaticato, con sensazione di caldo sui bronchi (principio di bronchite?) mi sentivo veramente giù di fisico. Mi sono messo a letto dopo pranzo e mi sono fatto una buona dormita, vedremo quando mi sarò svegliato mi ero detto.
Stavo conciato male ma la tentazione... Ah, le irresistibili tentazioni del superfluo. Non è poi così fisico poi il tango e potrei pure stare  in quel "salotto", al limite a godermi compagnia e vista di amori subitanei ballati senza esagerare. Si trovano le giustificazioni, per ogni cosa.
Che anche solo vedere alcune coppie amarsi delicatamente, appassionatamente e a volte così infinitamente uno è un miracolo stupefacente che mi emoziona.