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venerdì 21 agosto 2026

Pioggia e cibi etnici

 Stamattina se n'è andata Rosa Canina che, per un impegno con sua nipote, è scesa un paio di giorni prima. E' arrivato mio figlio. Qui sono due giorni che piove. Rii e torrenti sono tornati allegri, vivaci, i verdi, quello dei prati, più chiaro, come quello dei larici, quello più scuro dei péz e degli avèz, sono tornati brillanti. C'erano dieci gradi, alla piccola stazioncina, stamattina.
La pioggia, il suono, l'odore profumo della pioggia, dopo settimane di caldo e arsura, sono un sollievo anche per la nostra anima. Purtroppo lo stato vegetativo, alla partenza dall'Appennino e poi anche sui fianchi della grande valle che sbocca in pianura, era grave: per il caldo e la siccità molte latifoglie hanno già iniziato una notevole defoliazione, a metà agosto, terribile!!
Mio fratello è di sotto, sta cucinando sulla cucina economica accesa. La casa, col freddo e la pioggia fuori, è ancor più rifugio. Il focolare diventa il centro termico, affettivo, emotivo della casa. Nella lingua romanza (se vista da occidente) o ladina (se vista da oriente) locale il forlar indica la cucina economica, un assai ingegnoso dispositivo diffusosi tra ricchi e aristocratici (un castello, in zona, ricco delle suppellettili originali, esibisce una gloriosa serie di cucine economiche della seconda metà dell'Ottocento, una roba, al tempo, solo per poche persone agiate). Dispositivo talmente ingegnoso che l'aggettivo economica è insufficiente. Non solo per il fatto che la resa termica aumentò strepitosamente ma anche per la salubrità della nuova macchina termica che impediva ai fumi di disperdersi - anche solo in parte - nei locali, alle ceneri di contaminare i cibi.

Non solo a casa, in Appennino, ma anche qui, essa, la cucina economica, esso, il forlar, diventa un formidabile attrattore delle persone, specie quando i profumi di cibi deliziosi si mettono in combutta con il calore e la musica, lievemente percettibile, del fuoco in essa.
Ora sulla padella al centro cuociono i fagiuoli dello zio, per i quali non solo mio figlio ma tutti noi andiamo matti. A volte si arriva ad una sorta di gara sul numero di scatole di borlotti (mio fratello preferisce lavorare con quelli, su quella ricetta, io preferisco, in genere, quelli secchi messi in ammollo)  che i mandibolatori possano arrivare a sbaffare. I fagioli, 'gnoranti, demoniaci dello zio!
Penso che i due si siano già messi d'accordo per una polenta "conciata", tipica di una valle non molto lontana da qui, per domani sera, 'na roba da far venire appetito persino a una anoressica.
Volevo scrivere qualcosa su questo cibo etnico, delle radici ma di sotto chiamano perché è pronto.
Finirò di mettere a posto questa pagina più tardi.

venerdì 3 luglio 2026

Verde smeraldo

Il fresco dopo la calura, la pioggia dopo l'arsura, sono esperienze di piccola grande felicità. Sabato, fuggiti dal forno padano, abbiano passato gli ultimi chilometri prima del paesino natale di mia madre sotto l'acqua a catini di un temporale.
Per me, boreale, un sollievo senza pari.
Questo si è ripetuto un paio di giorni dopo. Abbiamo camminato in parte anche sotto la pioggia (nella prima immagine si vedono ancora i cerchi dei goccioloni che si affogano nell'acqua). Silenzio, il verde smeraldo dell'acqua, i piccoli ruscelli e le fonti che lo alimentavano, le piccole gocce brillanti sugli aghi dei pini silvestri, sulle estremità delle foglie degli aceri, il verde smeraldo delle foglie dei faggi, le chiome ancora tenere, di primavera, dei larici.
Gioia.




lunedì 21 aprile 2025

La grande acqua

Ecco l'Eridano, placido e maestoso, a Borgoforte.
Le golene sono colme, pioppi e salici tremolanti per la corrente calma e forte. Esso  ha raccolto tutte le piogge sull Alpi Occidentali e, con grande calma, le reca giù.
Tutti gli uccelli ripariali hanno fatto il loro saluto, al sole che tramonta.
Ora, che la prima oscurità ha preso il sopravvento, è rimasto il gracidare delle rane.
È così vasto e bello, qui.






(unuomoincammmino)


domenica 8 settembre 2024

More e tempo da lupi





Ieri siamo stati al campo di Rosa Canina, in montagna. L'obiettivo era... di raccogliere more. Siamo tornati a casa con ca. 1,7kg di more che, stamattina, sono diventati circa sei/sette barattoli(ni) di marmellata.
Sono tornato a casa con le mani massacrate, trafitte da mille punture di spine e là è stata una sofferenza, anche per i tafani e le zanzare.
Con Rosa Canina ci dicevamo che, alcune persone che conosciamo, che in passato sbaffarono sia le more che la marmellata a più non posso, proprio non ne vogliono sapere di raccoglierle. Fanno parte di quel folto insieme di persone che sono pigre, anche per quanto riguarda il cucinare. Direi che Esopo con le sue cicala e formica, è più attuale che mai.
Molto semplice il futuro: no raccolte more, no magna!

Oggi splendido tempo da lupi: siamo rimasti a casa, a sbrigare faccende che si erano accumulate nei mesi estivi. Pioggia copiosa, una manna dopo caldo e secco estremi di agosto. Quasi scuro anche di giorno per lo spessore e densità elevata delle nuvole, ora quasi freddino (ancora presto per accendere la cucina economica). Che tempo meraviglioso, lo adoro! Così ci siamo sbaffati un po' di lesso (il bio contadino del GAS ci ha fatto una consegna, di recente) di un po'  di carne da lesso (aveva disfatto una vecchia vacca da latte) con il bagnet verd. Delizia!

domenica 3 marzo 2024

Pro-fumo

Fine settimana di riposo. Rosa Canina è bloccata in casa, sulla seggiola a rotelle, no giri. Io sono arrivato piallato, gli anni passano e i carichi di lavoro mi lasciano, il venerdì, sempre più stanco, esausto. Così il sabato lo si passa a ricaricare le batterie, la domenica va meglio ma la metà del tempo è già andata. Lo splendido tempo piovoso - acqua benedetta per le falde, i campi, il bosco!- da una parte si è notato per una dolenzia all'anca, dall'altra parte mi ha permesso di riposare, di piccole attività casalinghe.
Adorabile lo stare in casa, accanto alla cucina economica: quest'anno ho prevalenza di castagno e un po' di ciliegio nella legna: a volte, quando apri lo sportello, esce un po' di pro-fumo, un fumo profumato di fiori, di frutta, di primavera, agli antipodi dal fetore emanato dalla legna di robinia pseudoacacia.

Questo tempo da case fuoco e pro-fumo sono stati tempi per un po' di convivio, ieri a pranzo, oggi a pranzo. Così, ieri la squisita polenta di vecchio Marano bio, presa col GAS, tirata al paiolo per almeno un'ora e mezza, fatta alla moda come si usa qui, con un ragù sapido (ottimo, eh, ma io da piccolo ero abituato alla polenta collo spezzatino e quella è ancora la mia ancora emotiva). A metà marzo, dalla montagna, arriva la ciccia del bio vitellone del GAS e così ho fatto un po' di spazio, in congelatore,
Oggi le orecchiette colle cime di rapa, come mi ha insegnato _audis che poi non me la dette, quella bella figliola mora pugliese, e i fagioli cannellini all'uccelletto, ammollati da ieri, coi resti della polenta di ieri, oggi ancora migliore.

Mi son perso un po' ieri sera, con alcuni documentari sul tango (qui; in un altro, ad esempio uno sulle nuove forme di tango, mi ha fatto sorridere, a questo punto, un tanghero macho-tradizionale così caustico sulle nuove mode nel tango). Vediamo, se questo mese, riuscirò a riprendere a studiare, qualche livello sotto, per ripassare e riscaldarmi.

Ecco, cibo e tango, così arcaici, archetipici, vanno alle radici, dove le nostre anime si perdono nel liquido amniotico di piccoli paradisi in terra.

(via pulminocontadino)

domenica 11 febbraio 2024

Contrasto

Dopo le vicissitudini della prima mattina, sono partito in auto con Rosa Canina verso sua madre, presso la si fermerà per un paio di giorni in visita. In questo febbraio tropicale, è arrivata la pioggia, finalmente. In febbraio, in montagna, una volta c'era la neve, ora invece piove. In crinale due giorni di pioggia. Così, attraversando l'Appennino nella stretta e ritorta strada lungo il torrente, ecco la meraviglia, per me, amante della pioggia. Da ogni valletta laterale, un ricco rio spumeggiante, scendere a precipizio, sul macigno e le sue fratture, verso il torrente.
Che meraviglia, quell'acqua fresca, spumeggiante, viva, zampillante, abbondante! Così raro, ormai.
Un po' strano il contrasto con le latifoglie, ancora nude e ancora senza gemme.
Più sotto, di qui e di là, l'impazzimento con le mimose in piena fioritura e già gemme obese, qualcuna lì sullo sbocciare. Le gelate di marzo e aprile si stanno sfregando le mani.

mercoledì 22 novembre 2023

1963 - 2023

Grazie a Dio ieri è piovuto un po'. Già temevo i soliti "quattro mesi senza 'na goccia" dopo i giorni passati, quelli dell'alluvione in Toscana settentrionale. Rosa Canina ed io ci eravamo detti della assurda, patologica, tumorale distruzione asfalto & cemento di quella parte d'Italia. Mi ricordo che con AWoman una volta la attraversai, per recarmi da Prato a Vinci: le lottizzazioni era stata così violenta che i nuovi asfalti tra i nuovi capannoni (vie in italiano) non avevano neppure un nome.
Già, la solita, stantia, arcaica, ritrita, vecchia questione del consumo di territorio che più passano gli anni e più peggiora, una metastasi senza freno.
Rosa Canina aveva scovato un articolo di Altra Economia che, una volta di più, osservava l'ovvia preparazione del disastro.

_zzz aveva risposto con tre immagini che aggiungono "acqua al diluvio delle ovvietà" che pure un idiota potrebbe capire eccetto tutti coloro che hanno ampi interessi personali a preparare questi disastri.
Sono decenni che vedo il tumore edilizio peggiorare; nella scatola di sardine italica dove il pochissimo territorio piano è alluvionale, costruirci il tumore-crosta non mi sembra un'idea particolarmente brillante. Io mi sarei anche rotto i coglioni, non ho altro da aggiungere.

Campi Bisenzio, 1963

Campi Bisenzio, 2023

Spiegazione per idioti

mercoledì 8 novembre 2023

La pioggia e la Martinella

Il bel tempo, dopo la pioggia, specie se intensa, è bello come null'altro. Ci siamo dovuti recare, domenica, in una città ai piedi delle Prealpi. La notte piogge intense, la mattina c'era Il Verde. Terra grassa, scura, bagnata, verde, verde e verde. Che meraviglia. Poi la corona delle (Pre)Alpi candide, la neve, ormai rara, a stupirci.
Il Po, dopo mesi, era colla sua bella corrente, un accenno di piena, non un rigagnolo con i due terzi di letto sabbioso.
La meraviglia della pioggia!
Poi la luce bassa, morbida, che prende i colori e li satura, anche i colori c'erano nel baccanale.
Al ritorno siamo incappati, per caso, in un'altra meraviglia. Avevamo cambiato programma, in tarda mattinata, all'ultimo per cause impreviste.  Come pranzare?
Rosa Canina ha fatto una buona dozzina di telefonate, tutto pieno, siamo al completo  etc.  . Il tempo libero tutto organizzato. È così.
Usciamo dal casello, dal palloso trasferirsi industriale per iniziare a viaggiare, più lentamente, nel cuore della val Padana, ripassiamo il Po. Adoro questi scorci di campagna meno antropizzata. Avevamo deciso di proseguire fino a casa, avremmo mangiato lì.
Ad un certo punto, sulla destra, vediamo una vecchia insegna, proprio una casina, vicino alla ex stalla, trattoria, si intravedono, dalla vetrina, alcune persone sedute, tavolo semplice, interni semplici. Ci sono delle galline, un gallo, che razzolano sotto il noce.
Forse forse qui...!?
Entro per chiedere se hanno posto per due. Sì, se volete aspettare qualche minuto, mi rispondono. Qualche tavolo, silenzio, profumo, semplicità che va a braccetto col menù semplice, di tortelli di zucca, tagliatelle al ragù di anatra, gli anoli in brodo, la lingua salmistrata, il cotechino, gli spinaci, la torta sbrisolona, in questo angolo, Bugno Martino, in un cantone tra mantovano, ferrarese, reggiano.
Ecco, così abbiamo iniziato a goire, coi profumi, i sapori, ascoltando il discorrere in dialetto, quel gradevole misto tra lombardo  ed emiliano basso padani, il lambrusco mantovano servito nel mezzo litro.
Il nostro film, di essere tornati, per un paio d'ore, nel 1978 o forse 1957 o forse 1963.
La pioggia e la trattoria Martinella, felicità di una domenica serena di inizio novembre.

lunedì 28 agosto 2023

Milleverdi

Grande gioia per la chiara, fresca, dolce acqua dopo giorni di caldo feroce.
Torna il verde, ora, mille verdi.
Sono felice.
Serabuona

lunedì 1 maggio 2023

Finalmente pioggia!

Finalmente pioggia!
Due giorni di attesa, poi, verso metà pomeriggio, oggi, è arrivata, benedetta!

martedì 22 novembre 2022

Bevute

E' da stanotte che piove, qualche ora, di pioggia decisa. Finalmente!
Vedo nella strada, in fondovalle, le autobotti dell'acqua che vanno a rifornire i comuni della collina, della montagna, tutti colle fonti secche da mesi, acquedotti a zero. Il risultato di un anno e mezzo di siccità, almeno. Per quanto robuste le piogge di oggi non possono colmare il debito idrico conseguente a mesi, anni di deficit idrico.
Noi andiamo avanti come se nulla fosse, letteralmente bevendoci, prosciugandoci le riserve di acqua fossile. Qualcuno dei politicanti si sarà fatto la domanda :- "Quando le acque di falda saranno finite che faremo?". In quanto a giulività cogliona o coglionaggine giuliva non ho ancora capito cosa sia peggio, se gli amministratori o gli amministrati.

Sempre a proposito di bere: l'altro giorno decido di aquistare, per sfizio, un liquore a base di anice (stellato). Nel piccolo negozio c'era solo la nota Sambuca Molinari. Vedo che ha una sorta di tappo enorme che... in realtà non era un tappo ma... (sigh!) un bicchiere allegato alla bottiglia con tanto di plasticaccia tutt'intorno.
Che stronzata! I bicchieri li prendo come piacciono a me, quando mi servono: non sono ancora così idiota da dover utilizzare un bicchiere propinatomi per l'attivismo cretino di qualche marketingaro da strapazzo che si è bevuto il cervello. La bottiglia è rimasta sullo scaffale. Fanculo!

Domenica, dopo la pioggia di sabato, siamo andati a fare un giro, su colline vicino a casa dove un amico  dei tempi della danza afrocubana/salsa ha comprato un piccolo podere per scappare dalla città e tornare al rurale al quale era abituato fino alla gioventù.
La luce, la campagna, dopo la pioggia, al tramonto, la fanno amare ancora di più. In basso a destra, qui sotto, si intravvede il piccolo bacino in cui, nel suo podere, accumula l'acqua. Speriamo che si colmi un po' dopo la cura dimagrante di questo anno e mezzo.

(unuomoincammino)

sabato 19 novembre 2022

Piccola sinfonia

  • Ascoltando la pioggia a tratti molto forte. In queste circostanze la casa è veramente isolata in un grigiore senza tempo che a me piace tantissimo. Ascolto la musica delle grondaie e qualche tuono poderoso che scuote i vetri; in una pausa dal maltempo esco fuori a bearmi dell'odore di bagnato, osservando le tegole lustre come specchi e le prime arance appena gialle dell'anno venturo - ognuna con la sua goccia in basso che stenta a staccarsi e cadere.
    LupoLibero

La prima volta, dopo mesi, dopo stagioni, di pioggia che non sia per pochi minuti. Deo gratias!
Finalmente il potersi godere il ticchettio delle gocce sul tetto prima che essa sparisca senza che tu abbia potuto ascoltare quella musica. Ogni tanto arriva uno scroscio più forte che si unisce al borbottare sommesso delle fiamme nella cucina economica, qui a sinistra. Due strumenti in sinfonia per la felicità.

domenica 4 settembre 2022

Affetti

UnBipedinone è passato alle 19, finito i suoi tre mesi e rotti di lavoro (riposo solo il sabato mattina). Pochi minuti dopo arrivato anche _zzz, una doccia e poi via per una milonga a pochi km da qui.
C'era Rosa Canina anche.
Un trio di brutte bestie :) alle quali voglio molto bene.
Ha pure piovuto in questa settimana: sta tornando il verde! C'è profumo di funghi e di bosco, dopo mesi e mesi! La notte è fresco, ora. 
Una piccola festa-incontro a sorpresa visto che gli orari avrebbero dovuto essere diversi. Un po' di buon cibo e poi son scappati! Siamo tornati in due, abbiamo cenato e quindi finito di preparare le cipolline.
Stanchi (settimana intensa alle spalle, altro giro di conserve, pomidoro, peperoni e cipolline borettane, appunto) e felici: la mia tana, il mio covo era con persone molto care.

sabato 7 maggio 2022

La firma

È il terzo giorno che c'è questa pioggerella minuta, fine.
Una manna per campi, falde, boschi, dopo due anni di siccità.
Esplode il verde. Ieri sera ho finito tardi al lavoro, sono arrivato a casa, pioveva bene, era fresco.
Ho acceso il fuoco  (cucina economica), ero felice.
È venuto _rio, abbiamo cenato insieme. Ho firmato i documenti della MAG per diventare finanziatore solidale alla nostra coppia di giovani biocontadini che ci danno la ciccia e pure la realtà  di un bel mondo. L'acqua è manna anche per loro, i loro campi, le loro bestie.

domenica 24 aprile 2022

I vortici cogli idranti dentro

Giovedì è tornata la pioggia. Finito il lavoro, andando a lezione di tango, pioggia fine e forte, dopo molti mesi, ho visto un copertura nuvolosa plumbea e uniforme: non c'erano buchi di sereno con nuvole grige, bianchicce, anoressiche intorno, c'era una coperta spesa, plumbea, grassa, scura verso nord. Fantastico! Come succedeva fino all'inizio del duemila, fino a quando ero in Lombardia.

Ieri, un'esperienza sensoriale, ambientale così rara (per me). In viaggio, per andare a trovare un'amica in quel di Camogli, tra lo spezzino e Sestri Levante, ho avuto, dopo anni (ero con A-Woman) l'esperienza de La Pioggia ligure.
Vento a  raffiche e vortici sui viadotti, con mille mila idranti dentro a eruttare acqua sulla nostra auto. Acqua sotto, sopra, a lato, avanti, dietro, a mare, a monte! Ero così felice che avrei guidato per ore, giorni.... i tergicristalli che si illudevano di spostare forsennatamente  il torrente che cascava sul parabrezza. Solo in Liguria ho vissuto piogge così intense.
Ieri mattina, a casa, ho aperto la finestra: verde rutilante, aria fresca, terra scura e bagnata sulla stradina che sale nel bosco, profumo di pioggia e acqua, erba e foglie verdi e grasse, milioni di fiori pronti a esplodere. Il profumo di flora e terra dissetate, turgide!
Dopo due anni di siccità è sollievo per anima, mente, corpo e piacere sommo per i sensi.
L'esperienza dei vortice cogli idranti dentro rimarrà a lungo: all'uscita di ogni galleria quel crepitare della cascata improvvisamente, subitanea, sul parabrezza.

Ora ci sono lampi e tuoni di questo temporale, il mare, sotto, il cielo sopra, sono grigi - ancora acqua! - sarà altra giornata di acqua benedetta!
Dopo due anni di siccità sono felice.
Sono disadattato anche su questo, felice per il comunemente detto "brutto" tempo.
_zzz, _mnino, Rosa Canina ancora dormono, io mi godo la sinfonia di tuoni.

giovedì 9 dicembre 2021

Frasche musicanti

Siamo andati a caccia della neve ieri. Tempo da lupi, con pioggia intensa, vento, incroci e cozzi di vento (bora e scirocco), non un fiocco di neve, neppure in alto.
È stato splendido lo stesso.
Ad un certo punto il vento forte ha aperto uno squarcio, con la musica dei rami di roverelle, frassini e carpini da esso sferzati.

(unuomoincammino)

mercoledì 17 novembre 2021

Benvenuta!

Ieri, dopo mesi e mesi, ho sentito lo scrosciare dell'acqua, laggiù alla briglia del fiume. Abbiamo avuto la grazia di qualche giorno di pioggia, a tratti intensa (in gran parte assorbita, già oggi il fiume non si sente più, il secco, sotto, è di quasi un anno. _rotti continua a venire col trattore e cisterna alla presa per caricare acqua per le sue bestie (maiali e vitelloni), la sua fonte è lungi dal riprendersi).
Questa pioggia è un grande sollievo per me, un grande piacere osservare il tornare del verde intenso.
La flora ha una vitalità incredibile, liberata dalla pene della siccità di mesi, ha strani comportamenti: stamani, ho visto un piccolo cespuglio di rosmarino, uno di malva, entrambi in piena fioritura, mercoledì 17 novembre!
Speriamo che continui. così, piano, piano. Benvenuta, pioggia!

giovedì 4 novembre 2021

Hai fatto bene!

Domenica è venuto _zzz a casa, fino a lunedì. Ha portato fortuna, lunedì, per la prima volta quest'anno, abbiamo avuto pioggia, un discreto accumulo, è stata intensa per un paio di ore.
Caro amico mio, ti ho visto stanco, provato e sentivo che ti avrebbe fatto bene, stare qui, La mia casa è aperta solo a poche persone care, alle quali voglio bene. Ti avevo promesso silenzio, fuoco acceso, buon cibo, ascolto e riposo, buon riposo e così è stato. Rosa Canina ed io siamo felici di averti avuto a casa.
Ti ho visto dormire profondamente.
Hai fatto bene a diminuire i tuoi impegni con quella associazione: il martirio (che io trovo, non di rado, il segno di stupidità ed ego ipertrofico iodevosalvareilmondo) elimina coloro che si sono dedicati ad una causa. Come ti dissi in passato, dai tempi del GAS, avevamo  iniziato a caricarci di tutti i problemi del mondo e quel peso è insopportabile. Al diavolo!

martedì 13 aprile 2021

Brutto?

Ultime precipitazioni significative,a casa, venerdì 22 e domenica 24 giugno. Sabato 11 aprile le prime piogge di una qualche consistenza. Oltre due mesi e mezzo senza acqua, solo vento, freddo, calco, mite, ma sempre secco e vento, fessure larghe due dita nel terreno, incendi boschivi. Finalmente un po' di pioggia!

Non mi capcacito come, nel linguaggio comune, non so se anacronistico o stupido, il tempo con precipitazioni venga indicato come brutto tempo. Forse cambierebbe se qualcuno iniziasse a non avere più acqua corrente quando, sotto la doccia si sta risciacquando lo shampoo o a metà della pentola in cui vuol cuocere la pasta.
Quel che mi preoccupa, nel mutamento climatico, più dell'aumento delle temperature, è la rarefazione e la concentrazione delle piogge in periodi sempre più ristretti, intensi se non eccessivi e rari.

lunedì 20 aprile 2020

Piove

Piove, Deo gratias!