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lunedì 3 agosto 2026

Dança

Le pietre, i legni, le lose qui, da generazioni, osservano, nel loro silenzio, passare suoni e danze della Occitania.
In disparte, mentre Rosa Canina partecipa al laboratorio di organetto, sono seduto all'ombra.
Con tempo.
Ecco, ora ho rallentato  tutto, mi con-cedo al tempo.
Per sentire gli organetti, qui sotto a sinistra, qui di fronte le gironde, principalmente su danze.

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domenica 5 maggio 2024

Garf - Luni - 1

Per arrivare qui, ieri, siamo passati "dietro" le Alpi Apuane. La vista dei versanti nord innevati del monte Pisanino e la sua splendida prominenza hanno ben reso l'idea del perché le indichino col termine di "alpi". Magnifico!

Ieri ho incontrato, per la prima volta, o me ne sono reso conto per la prima volta  di un confine culturale tra Garfagnana lucchese e la Lunigiana. Se dovessi esprimerlo con due parole secche direi cura - sciatteria. Estetica e decoro dei paesini ma non solo. Ad esempio cura e manutenzione forestale. Da noi, in Appennino emiliano, è normale che al taglio ceduo segua una minima manutenzione delle matricine, ad esempio col taglio di vitalba ed edera. I boschi della parte di Garfagnana attraversata erano in stato di notevole debilitazione dovuta ad una inquietante diffusione della vitalba. Anche i tagli cedui hanno lasciato la matricine con i loro grovigli di canapi di vitalba intensi. Ma i forestali che controllano le attività economiche boschive e dovrebbero vigilare dove erano? Al bar a parlare della Carrarese, a prendere il caffè?

Mi resi conto di sciatteria  disordine e sporcizia quando, molti anni fa, con A-Woman (dovrei verificare su quel diario se annotai qualcosa) andai a visitare un remoto borghetto noto per essere sede di "assatanati" cavatori anarchici.

Rosa Canina mi dice: noi toscani conosciamo bene questa cosa: i lucchesi son dei signori. Non abbiamo proseguito, non le ho chiesto cosa intendesse, praticamente, con quel termine.

Un'altra prova della menzogna sesquipedale che a sinistra martellano dall'illuminismo con la cazzata delle uguaglianze. Uguali un bel paio di caxxi.

Aggiornamento
Aggiungo una foto, scattata oggi, domenica, al ritorno, poco prima di Matra, che non rende a sufficienza la magnificenza delle Apuane settentrionali.


giovedì 12 gennaio 2023

Le ore oscure - 5

(Le ore oscure - 4)

Non solo è una battaglia persa (mi riferisco ad alcuni commenti letti da Gaia) ma, come scrissi qualche tempo fa, è pure una pecca culturale di noi latini: qualche giorno fa osservavo, per l'ennesima volta, i paesini sud-tirolesi al confine di quello trentino dove nacque mia madre: hanno un trentesimo, un cinquantesimo dei lampioni, essi, che meraviglia! Uno al municipio, uno alla chiesa, uno alle poste, uno alla caserma dei VdF volontari. Fine.

Col fatto che ora ci sono le luci LED che consumano meno di quelli a vapori di jodio, i paesi trentini ne hanno approfittato per illuminare intere strade di collegamento tra le frazioni, una orribile, abominevole sbrodolata luminosa che non serve ad un cazzo di nulla se a rendere schifosa, lattiginosa, la notte e ad aumentare ulteriormente i consumi energetici, inquinamento, deficit pubblico, della bilancia dei pagamenti. Ci sono più lampioni che abitanti!!

Non solo ci siamo fottuti l'inverno e le precipitazioni in generale, ci siamo fottuti i campi, i territori fotosintetici con colate di cemento e asfalto, da tempo ci siamo fottuti pure l'oscurità.

Siamo una (in)civiltà che si sta fottendo da sola.

sabato 5 settembre 2020

Le malghe di là

Mercoledì 19 agosto ce ne siamo andati in tre (oltre a Rosa Canina c'era un mio caro cugino, _uanti) al di là. Guardate, ogni volta che vado in Alto Adige - Sudtirolo mi rendo conto che quella NON è Italia ma un pezzo di Austria, anzi, di Tirolo, annesso. Vi parlavo della strabiliante differenza, in pochi chilometri, tra l'inquinamento luminoso italiano, nostrano, una dissipazione insensata di denari, di energia che ci caratterizza, in Europa, al peggio con la Spagna e il loro, fantastico, meraviglioso buio notturno (scrissi una pagina, a proposito).

Questa volte ce ne siamo andati a farci un giro per malghe di alta quota, quelle che si usano per l'alpeggio in piena estate, prima e dopo si usano i pascoli delle malghe più basse. La differenza culturale, tra Trentino e Alto-Adige è.. anche nelle malghe. Le loro malghe hanno ancora, in maggioranza, l'uso nordico (barbaro per i latini) della costruzione a tronchi incrociati, le malghe trentine, invece, ereditano la tradizione dei romani della costruzione in muratura, stallone compreso.

Comunque il malgaro che incontrammo, _jpät, era incazzato parecchio con l'Alpenrose (rododendro), con il Wacholder (ginepro) che gli stanno letteralmente facendo sparire i prati pascolivi di famiglia (pure con i Lärchen, i larici, ma quelli si sistemano facilmente, diceva). Tra il rassegnato e l'arrabbiato, il malgaro proprietario ci raccontava che anche in Sudtirolo ormai l'agricoltura tende ad essere sempre più residuale, un secondo lavoro, diceva che i contadini, i veri contadini, stanno semplicemente sparendo, i suoi figli ormai lavorano giù e tengono campi e altro come attività secondaria.

Nell'ultima malga ho ritrovato i miei simpatici maiali. lasciati, in genere, al pascolo. Potete immaginare quanto siano squisiti quando trasformati in speck!? Essi sono un anello importante della filiera, in quanto ad essi venivano dati gli scarti (latticello, sieri della ricotta) della lavorazione dei latticini. Un'economia fantastica che utilizzava, fino in fondo, ogni cosa.
A proposito: proprio in quel giro ho avuto conferma che anche in quella valle, in primavera, arriva fieno dall'Appennino emiliano. Una insensatezza specie perché, poi, in Emilia, non torna ai prati, neppure un chilo di letame. Un fantastico e geniale investimento in perdita di fertilità dei suoli dei nostri Appennini. Questo mondo non può che avere un pessimo futuro.

Rosa Canina al passo (o colle, come si dice nelle Alpi Occidentali)


Questo larice misurava ca. 90cm di diametro.
A quella quota (2 mm di accrescimento annui) sono circa 450 anni !

La prima malga col primigenio edificio antico(quello piccolo), risalente al XVIII secolo


Dire proprio... bioedilizia. Le travi passanti erano legate al resto della carpenteria con fini rami di larice.

Mio cugino a bordo della zona umida.
Stessa vegetazione (larici, qualche abete rosso, olmi) delle foreste dei climi freddi (boreali, Canada, Siberia, etc.)

Monti della Val Martello e della Venosta, in fondo

La seconda malga, un po' più in basso; questa meno ruvida della prima.
Aveva accesso alle auto, turismificata col solito più o meno finto ristorante di quota.

Casa di Heidi? No, la terza malga.
Sono proprio belle!


Simpatici da vivi e squisiti, come Speck e Kaminwurst, un poco più avanti.

Aufwiedersehen!


venerdì 8 maggio 2020

Reale e artificiale

  • It seems we grew up in totally different worlds.

Ieri sera ero incappato nel video a corredo. Si ripropone la frattura tra urbanismo progressista (o waltdisneyano, mi verrebbe da dire sarcasticamente) e il realismo di coloro che vivono nella realtà, in provincia, per dirla italianamente, ai confini oppure anche oltre.
Lavorando a casa da oltre due mesi e camminando e muovendomi assai meno, vivo in un ambiente artificiale che mi isola dalla realtà. C'è questa nefasta siccità ma, meno a contatto con la natura, verrebbe da non porsi minimamente il problema, acqua fresca e buona arriva da rubinetto, i supermercati hanno tutto... Ecco che stare nell'artificiale ti aliena. Questo è relativo non solo alle questioni ecologiche, agricole, ma anche quelle economiche, sociali, etc. .
A Tel Aviv si balloccano, nelle colonie o negli insediamenti vivono il conflitto con i palestinesi. Tel Aviv liberal-progressista, Hebron nazionalista, da una parte i diritti, dall'altra lottare conquistare. Anche in Italia si osserva questo jato tra coloro che vivono, lavorano, producono, portano avanti la baracca, risolvono problemi e una parte del paese progressista basata sui diritti, sugli antismi (antisessismi, antifascismi, anticapitalismi... qui il lessico diventa tanto colorito quanto rozzo, squinternato, plasticato). Osservi i colori della scelta degli elettori e hai una mappa di posti dove si risolvono problemi (con tutti gli errori del caso) e dei posti dove si creano i problemi.
Mi ricordo i colleghi progressisti, così giulivamente bonari con l'immigrazione di massa. Che problema c'è? Mi sposto in BMW, non devo attraversare il quartiere intorno alla stazione, di notte. Che problema c'è?
Le regressioni cognitive degli artificializzati urbanizzati sono evidenti: l'osservare la realtà  (e per farlo è indispensabile stare nella realtà) è fondamentale per vivere degnamente e bene e questa artificializzazione rincoglionente le masse procede con la crescita tumorale delle città, metropoli, megalopoli, con l'urbanismo tumorale (*).  Esiste un confine culturale tra ciò che è reale e ciô che è artificiale.
Il venerdì mi prendo la licenza e osservo che Moriya (da 5' 11") è una figa pazzesca con la quale mi accoppierei per diciassette ore di seguito! :)


venerdì 3 maggio 2019

Comitatus Molisii - 4: confine culturale

(Comitatus Molisii - 3)

C'è uno jato, una cesura, in pochi chilometri, tra il Molise a il Foggiano. La provincia di Foggia è una provincia problematica ed è diversa dal resto della Puglia e dal Molise da cui provenivamo. Insomma, i molisani dei quali eravamo ospiti in agriturismo ci avevano avvertito: là ci sono vari problemi.
I confini culturali, in pochi km, tra la maremma grossetana e quella viterbese, tra il Trentino e l'Alto Adige, tra il Basso Molise e il Foggiano. Mi chiedo come sia possibile che in pochi km le cose cambino così radicalmente.
Da Larino abbiamo visitato, martedì mattina, il tombolo della laguna del lago di Lesina e poi la spiaggia a turismo zero. La diffusione dei rifiuti e dei randagi sono due dei segni subito evidenti, nel Foggiano, di questo peggioramento così netto. Alla sera, a cena in agriturismo, una vittima arberesh (del vicino comune di Ururi) ci ha raccontato del "rapimento" dell'auto di sua madre, avvenuto in un paese al di là del confine. Hanno scherzato, ma neppure troppo, che siamo stati fortunati a ritrovare la mia auto.

Altro bottino di rifiuti raccattati.
Ma perché 'sta gente è così profondamente stupida da lordare ciò in cui ritorna? C'è una stupidità latente in questo guapismo che è sconcertante anche nella sua enormità.

Dopo le abbondanti piogge di lunedì 29, la macchia mediterranea è letteralmente esplosa di fiori, martedì 30.
Silenzio, solo Rosa Canina ed io.
Ci siamo infilati in un dedalo di piste, nel tombolo della laguna di Lesina, senza riuscire ad arrivare al mare. Dopo un'ora di cammino arrivati qui abbiamo desistito (*) e siamo tornati indietro.
A quello ci siamo andati poi, in auto.
Il passaggio del fronte perturbato ha esaltato la bellezza del cupo grigio plumbeo prima e di quello luminoso di blu e bianchi dopo.



Secondo giro di raccolta (avevamo già scaricato all'unico cassonetto incontrato, nella pineta lungo il cammino)



La costa settentrionale del promontorio del Gargano dal porto canale di Punta Pietre Nere.



mercoledì 5 ottobre 2016

Bomarzo e le mostruosità - 1

A Bomarzo, nei budelli sotto/dentro il castello Orsini, tufo scuro, gatti, puzza di piscio di gatti, puzza di piscia, muschio, croci, scalette di pietra storte, ho avuto il senso di cupo, di precarietà di vite medievali e rinascimentali. Spazi angusti, poca luce, condizioni igieniche e sanitarie "precarie", freddo, caldo, umido, promiscuità.
Gli antri di tufo bruno ti portano indietro di secoli.
Accanto a ciò il sublime, l'abbraccio tra Natura e arte, ingegno e creatività umane.
Pierfrancesco detto Vicino Orsini, a differenza dei riccastri solo parassitari attuali, col Bosco Sacro, ha lasciato un'eredità fantasmagorica alla comunità umana.
Il progresso umano è centinaia di chilometri di discariche diffuse a bordo strada con centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti, periferie caotiche orribili cresciute tumoralmente con l'unica logica della speculazione estemporanea (Viterbo).
L'intelletto della specie  utilizzato senza prospettiva, per il peggio.
Il contrasto tra la qualità del vivere tra campagna e eccellenza dei piccoli borghi e caos urbano alienante un contrasto nei contrasti.
Ancora, la tendenza all'urbanismo più viva che mai risulta difficilmente spiegabile. Stare coll'inferno, gli altri per dirla alla Sartre, come valore in sé?!?!
Io continuo a non capire non solo questo ma la fissazione psicotica, patologica  che la crescita (numerica, quantitativa sono pleonastici) di tutto ciò sia un "valore". Solo uno dei segni di impazzimento e sovvertimento  collettivi. I mostri di Bomarzo sono, in confronto, simpatiche fatine.









mercoledì 20 agosto 2014

Tiroler Dunkelheit

A proposito di confini linguistici e culturali, di ecologia ambientale, mentale e finanziaria che alimentano il mio filogermanesimo. In questo paesino ino trentino in pochi anni hanno piazzato centinaia di lampioni che illuminano a giorno (a norma!) il nulla ovvero tutte, dico tutte le strade che collegano le frazioni sparse per tutta la loro lunghezza (Italia e Spagna peggiori paesi in Europa per inquinamento luminoso). Nulla significa nulla. Nel corso di un anno le persone che dopo le 22 abbiano fatto 100m a piedi sono pari a zero. Alluvione di luce giallomerdognola schifosa, artificializzazione completa. Faccio pochi km, finisco di là, in Südtirol (e non Alto Adige e questo è uno dei mille perché) un settantesimo? centoventesimo? dei lampioni, due o tre nel centro abitato. Fine. Stop. Viaggio scoperchiato mi godo le stelle e l'oscurità. E... trovo perfino due che camminano nel buio, non il deserto di questa parte (questa incultura ostile all'oscurità meriterebbe qualche osservazione psicologica e filosofica).
Paese straccione con le casse vuote che dilapida quantità straordinarie di risorse per cose orribili, nefaste, paranoiche.
Viva il pareggio di bilancio, forse l'unica cosa che potrà ridurre queste dissennatezze. Vuoi la lucina diaroicogiallastra? Ti taglio la pensioncina furbastra. Vuoi il TAV distruttino (in casa d'altri)? Ti taglio il regionale per il bambino.
Tu scegli.
Si chiama discernimento. Quanto sono superiori con la loro eccellente oscurità tirolese! Prendere esempio!
Tirol über alles.