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giovedì 9 aprile 2026

Diradamenti

 Avevo accennato al distacco fisico. Purtroppo esso si è accentuato. Ci sono spiegazioni fisiche (menopausa) e di altra natura. Rosa Canina così amabile paga la sua abnegazione con la saturazione. Questo porta a malanimo e insofferenza. Quando si è in quelle condizioni i rapporti si diradano via via più.

Avremmo dovuto vederci domenica sera, è saltato. Questo è stato il motivo che ci ha indotto (eravamo in ferie entrambi martedì) a parlare dei problemi dopo che ho rotto il ghiaccio.

Abbiamo una lista di azioni-soluzioni che, purtroppo, vanno nella direzione di... allontanarci di più da ciò che ancora (non molto) facevamo insieme. Si pone la questione di cosa significhi essere una coppia. Certamente posso rinunciare al sesso - già saltuario da tempo - ma rinunciare a ciò che è avere un rapporto fisico sia pur  sublimato (prepararle il cibo, pasteggiare insieme, dormire in un letto insieme, potersi abbracciare con  piacere, etc.) pone la questione su cosa significhi stare insieme. Anche il tempo libero non va: nella fine settimana si accumula tutto quanto (specie sul mio lato) non fatto durante la settimana e questo non le va. Anch'ella invecchia, non andiamo più a camminare, ci faceva bene, ci univa. Ora non più.

Stare insieme come due conoscenti? È solo paura di non tornare soli?

È già molto tempo che la mia attenta percezione della realtà mi ha fatto cogliere questa solitudine de-facto in varie occasioni. Ad esempio, ho evitato di parlare di problemi, avendo, ella, espresso la saturazione per il supporto che molte persone le chiedono.

 Rosa Canina, per il momento, non accetta la mia proposta di separarci per due mesi per avere un principio di comprensione di cosa significhi tornare liberi e soli. Forse perché io sono più in avanti in questo cammino.

lunedì 5 gennaio 2026

Podere Riosecco, Babbo morto

 Sono molti mesi che Rosa Canina ha passato la vetta che caratterizza la vita biologica di una femmina, di una donna e, scendendo, si è incamminata in ciò che è la menopausa. Questo ha comportato l'annientamento della sua sessualità, del nostro eros. Riusciamo a scherzarci, ridiamo molto quando parliamo dei nostri Podere Rio Secco e Babbo Morto. La nostra ironia, tuttavia, distrae, alleggerisce ma non cambia di una virgola la realtà.
Anche io non sono più un testosteronico assatanato né un giovane, affascinante seduttore.
Da non molto a zero è dura. Il volersi così bene è raro. Questo è il nostro incenso, la nostra mirra. Stasera, Rosa Canina ha appoggiato una mano sulla mia coscia sinistra, mentre guidavo, poi a preso la mia destra nelle sue mani. Amo quando abbiamo questi teneri toccarci. Mi basta questo per essere felice.

Una volta scrivevo che la differenza tra una coppia di amanti ed altre coppie è proprio la dimensione erotica.
Ieri ero in una piccola milonga, molto colorata, assai animata, affollata e con molti giovani tangheri. La prima volta che andavo lì, nonostante i ripetuti inviti di Tecla.
Ho ballato prevalentemente con giovani donne. Il tango è così, per noi uomini è oggettivamente complicato, difficile. Alcuni di noi, i pochi che non lasciano, un po' alla volta migliorano. Così alcune giovani tanghere riescono a divertirsi con... uomini che hanno alcuni lustri in più.
Ecco, una volta che gli occhi si sono incrociati, che c'è stato il cenno ed il sorriso di assenso, inizia la sfida a due. Durata? Una tanda, una dozzina di minuti nei quali bisogna capirsi, avvicinarsi e tentare di combinare un'opera estetica inutile. Molto spesso accade. Cosa? Accade che l'abbraccio del tango e l'impresa insieme porta a questa pazzesca, subitanea intimità. Guancia su guancia, cuore contro cuore, le sue tette sul mio busto, i suoi occhi nei miei.
In questi anni ho sempre ignorato l'aspetto erotico del tango. Per me c'erano solo tentativi di arte in due. Ora sento quei corpi di (belle) giovani donne e, ... dal fondo, arrivano i suoni di risacche, cupi di eros che in fondo al granito, a montagne di roccia, tira dei colpi, sobbalzi tellurici lontani. Non c'è il nostro organico eros vivente col suo rumore di base a oscurare, a coprire altro. Non c'è più.
Io comprendo, ora, come certi uomini possano impazzire per donne giovani, venti, trent'anni più giovani.

Ecco che il tango diventa, ora, un esercizio spirituale nel momento che osservi, ego e scherzi, pulsioni e differenze anagrafiche, queste tenzoni. Basta allontanarsi un po', solo un po' e noti che non è che un altro scherzo dell'ego, uno scherzo intrigante, inebriante. Uno scherzo.
Perché per mille mila motivi è bene e giusto che una giovane donna stia con un giovane uomo e non con uno con venti o trent'anni di più.
Io sono sempre molto "pulito", seguo la tecnica, non strofino, non premo, non tocco. Nelle mie braccia ho una danzatrice. Sento le sue mani, il suo cuore. Sì, è una femmina. Ma è SBAGLIATO. C'è  una giovane donna che danza, che balla con me. Fa sorridere, ma io mi impegno a ballare con loro come se fosse mia figlia. Mi devo impegnare un po', perché non sono mie figlie.
Lisa, Ilaria, Agnese, Beatrice, , ... ecco, la nostra tanda, il nostro amore dodici minuti, è finito. In ciascuna di trovo qualcosa di speciale e le ringrazio, sinceramente, per le loro peculiarità. Esse percepiscono che non ho altri fini, io sento che si rallegrano.

E' un esercizio di osservazione del passare del tempo, di questo cammino che ha un numero di passi finito, un po' di meno, ora.
Balli tango con giovani donne e per comprendere, per renderti conto di invecchiare.
Rosa Canina, anima mia, ti voglio bene ed è giusto così, volersi bene, anche se non c'è più la passione. Perché quel tempo è passato, è passata quella parte della vita. Ci sono milion mila ragioni per essere, così, come è giusto e sano che sia. Andiamo avanti, amore mio, in questo nostro cammino.

domenica 20 aprile 2025

Primavera

  • La Corte suprema nega ai trans lo status legale di donne 
    Se ci vogliamo differenziare dalla cacca islamica e rimanere liberali e libertari, è bene che lasciamo alle persone la libertà di sentirsi e percepirsi come vogliono. Non si può imporre al vento i giri che deve fare. Schiacciapatate, maschio nei giorni pari e femmina in quelli dispari, bacheca, gatto, etc., la tua mente può credere ogni cosa e il suo contrario.
    Certo le persone che hanno questi problemi non possono né devono imporre le loro bizze come granitico assunto e il disprezzo per coloro che non si adeguano ai propri capricci o alle proprie fratture, patologie.
    Mi fa sorridere fa pensare: ci vogliono i parrucconi degli altri tribunali per rompere i miraggi imposti come verità del mondo al contrario.
    Infine, dal punto linguistico - In principio è(ra) il Verbo! - una donna è una donna, un quadrato è un quadrato, un daino è un daino, un trans è un trans.
    Mai capito questa smania di voler usare le parole con accezione diversa dalla propria. Anche questa, una follia dello ugualismo.
  • Il solito magistrato colle vite degli altri, le Silvia Albano, le Iolanda Apostolico, le Damiana Colla, le Luciana Breggia, non sono un cancro sinistrante solo in Italia ma pure negli SUA. Volere è potere. Ancora una volta si dimostra la demenzialità delle asserzioni "contro le immigrazioni di massa non si può fare nulla, le infinite complessità"... Ci sono decine di nazioni che da decenni hanno un controllo rigoroso ed efficace sull'ingresso di stranieri. Queste realtà sono regolarmente ignorate dai fanatici razzisti anti, xenofili, sinistrati sinistranti con la testa farcita di ideologie sceme e, quasi la totalità superlativamente ipocriti. Spero che l'esecutivo degli SUA abbia una reazione efficace e con costanza alla guerra migratoria.

  • La Birkin costa troppo? Te la vendono i produttori cinesi a un decimo del prezzo.
    Sì, proprio i produttori, le persone in carne e ossa che realizzano quei prodotti e poi li vendono agli adulteratori, contraffattori di massa che, ufficialmente, li spacciano come propri prodotti.
    Uno dei lati positivi dei tentativi statunitensi di agire contro il feticcio della globalizzazione senza se e senza ma è che alcune delle assurdità che la sostenevano sono venute a galla. Come se ce ne fosse bisogno. Una delle grandi inculate che da sempre qui indico è che la globalizzazione è stata nella maggior parte una frode a doppio disastro: da una parte la delocalizzazione 7 deindustrializzazione / deartigianalizzazione che ha distrutto la domanda di manodopera locale, con depressione di salari, disoccupazione, perdita di competenze, etc. . Dall'altra parte, a fronte di salari e stipendi in caduta, non è che i prodotti siano in alcun modo venuti a costare meno: sono mezzo disoccupato e le cose fatte in Cina, Vietnam, etc. costano quanto prima. Qui sono le masse di consumatori corresponsabili dello sfascio con il loro consumo non solo critico ma scemo e compulsivo.

  • L'accordo stipulato da Rosa Canina con un giovane contadino che si è trasferito dalla costipazione padana in montagna ha dato i primi segni: _muori è riuscito ad arare il campo, a riposo da decenni, della mia Rosellina :), primo passo verso la coltivazione di patate di montagna. Ci ha fatto tanto piacere. Siamo anche egoisti: come affitto ella riceverà un paio di sacchi di patate di montagna.  Bbbone!
Sono alcune notizie che danno il segno di qualche cambiamento e, alcune, pure di un principio di risveglio dalla colossale e nefasta corruzione progressistica-globalistica.  La primavera è periodo di cambiamento e di risveglio.


(_muori, il campo di rosa canina)

martedì 31 dicembre 2024

Lattico, stambecchina, gioia

(unuomoincammino)

Domenica 29 siamo andati a farci una piccola cima, dovrei dire in invernale ma... era così caldo al sole e secco che ad un certo punto mi son tolto la parte inferiore delle braghe e sono rimasto a gambe scoperte. Senza ciaspole, ghette, i ramponi nello zaino, in un paio di passaggi in neve di accumulo ho avuto la piacevole sensazione della neve su stinchi e polpacci.
Non una nuvola, traccia di umidità all'orizzonte. Come si vede dalla foto dalla cima, verso nord, nord-est, veramente poco bianco.

Allenamento prossimo allo zero, devo dire che ieri, nonostante la sgambata di un tre ore circa, alla sera sono stato assalito dai litrate di acido lattico in corpo, sembrava che avessi l'influenza. Quest'estate con non-allenamento analogo, dislivelli e lunghezze molto più impegnativi, zero problemi. Mah.
Rosa Canina ha camminato come una stambecchina e sono molto felice che sia tornata camminatrice e alpinista. Scherziamo sempre, vado all'assalto per baci, bacini e sbaciucchi, ella fa la brontolona, poi ridiamo tanto.

La montagna rimane una palestra e di vita e spirituale formidabile. Essa richiede la capacità di stringere i denti, di superare difficoltà e imprevisti, la capacità di rinunciare, di conoscere i propri limiti, di sapere che c'è un rischio e c'è un premio. La gioia della cima, del paesaggio, essere un po' più vicini al Signore delle Cime, di aver vinto la fatica e la resistenza della mente, danno una grande gioia.

Ecco, l'acido lattico oggi mi ha fatto rimanere a casa per ritmi un po' più lenti e sbrigare alcune faccende, annullata l'ascensione odierna, decisamente più impegnativa, causa stanchezza.
Ecco, potrei augurare a me, a Rosa Canina, a coloro che leggono, buone camminate e ascensioni, in montagna e nella vita, nel silenzio, con la felicità di essersi sacri-ficati per una cima, per un buon risultato che aiuti a migliorare questo mondo, a lasciarlo anche solo un poco meglio.

martedì 20 agosto 2024

PGR

(unuomoincammino)

Ho appena acceso il fuoco e lo scaldaacqua ci sta preparando l'acqua per la doccia.
Per la gioia di oggi, la prima vetta  con Rosa Canina  che ha tenuto il passo CAI, su un sentiero con passaggi del 2° grado, raggiante per la forma fisica e mentale ripresa.
L'ho molto amata, vederla silenziosa, salire e discendere un passo dopo l'altro, tenace, volitiva, con un sorriso di tanto in tanto.
In vetta abbiamo ascoltato Signore delle Cime, piango e singhiozzo sempre quando il canto di Bepi de' Marzi mi taglia in due.
Ho ringraziato la Signora della Neve  per la grazie ricevute.
  o UnOrsone, venerdì 1 dicembre 2023
  o o Rosa Canina, martedì 3 ottobre 2023, sabato 24 febbraio 2024

Così scelgo, per oggi, la foto alla testata di una malga sudtirolese il giro di sabato 17, e la sua sinfonia di fiori. C'erano anche delle cocche (galline), scure come quel legno, dietro quei fiori, salite per una piccola scala, a lato, che cooo-cooo cooo-ccodè, allegre, per l'uovo appena fatto.

lunedì 8 luglio 2024

Imbronciatina

(unuomoincammino)

Rosa Canina, sempre così parsimonia e modesta, desiderava fare colazione sotto quell'ulivo.
E allora  andiamo a fare colazione là invece che a casa.
Per me uno dei peggiori capuccini e un trancio di pseudopizza che non saprei come definire, impastava la bocca senza alcun condimento e gusto. Fare una "pizza" così scarsa, qui, cogli ingredienti eccellenti di queste parti, richiede molto impegno.
Conferma la regola statistica che nei bei posti il resto è scarso.
Beh, la parte piena del bicchiere è la bellezza del posto, quell'ombra alla brezza di mare, l'olivo secolare con la diplefenia ad abbracciarlo.
Rosa Canina era imbronciata, alla fine  mi faceva sorridere. L'avrei sbaciucchiata per bene, la mia adorata!

lunedì 15 aprile 2024

Eppure è successo


Ha avuto un momento di scoramento e si ė lasciata andare ad un breve pianto liberatorio. Guarda, Orsone, sono qui come un'invalida che non si muove più.
Eppure, ieri, piano piano abbiamo lasciato l'auto alla strada e, qualche passo a piedi, ci siamo avvicinati alla chiesa romita e poi, per Ii sentierino, su per lo sperone roccioso, fino alla torre (da tempo campanaria).
Aveva paura di scivolare, in qualche passaggio più erto e i passi sono stati lenti e piccoli. Poi lo sfogo di Rosa Canina.
Eppure siamo ad una svolta, il sentiero continua dopo lo spigolo. Pochi passi neppure possibili fino a un paio di settimane fa. Certo, dell'alpinismo a quei piccoli passi. Il bicchiere si riempirà.
Non era neppure previsto, non avevamo neppure pensato ad una camminata così, non aveva scarpe tecniche. Eppure è successo. Di nuovo in cima, sia pure con pochi piccoli passi e qualche lacrima.

sabato 30 marzo 2024

Gesso via

Ieri ho accompagnato Rosa Canina in ospedale: le hanno tolto il gesso che le teneva fermo il braccio sinistro. Riprendere il movimento, dopo una stasi di un mese, di quella parte del corpo è stato sia parziale che doloroso.
Mi piace molto prendermi cura di lei: una parte mia, femminile, che si manifesta in modo maschile, ovvero cercando di fare delle cose per lei che le risolvano dei (piccoli) problemi e che la facciano stare meglio. Devo dire che questo periodo di accidenti di salute per lei, alla fine, sono stati felici, paradossalmente, quasi felici per essere riusciti a stare bene insieme tra le varie difficoltà e imprevisti.
In un buco di tempo sono riuscito pure ad aggiornare il diario, ieri. Ora, piano, tornerà un po' operativa, tornerà a fare alcune cose delle quali mi sono occupato io, in questo periodo.

Domenica scorsa eravamo andati a farci un giretto in auto, avevamo voglia di luce, di sole, in medio Appennino, a ponente, pochi km da casa, un bel cantone che non avevamo mai visto. Verso sera era bella la luce, radente. Ecco, è il nostro panorama di questi mesi, dalla sua prima frattura di martedì 3 ottobre. Poi tutto si è rasserenato.
Domani partiremo e andremo, per due giorni, a trovare i miei veci, in Lombardia.

(unuomoincammino)


martedì 12 marzo 2024

Caro diario

Caro, diario, che richiami la mia attenzione.
Volevo salutarti.
È un periodo in cui sono sotto pressione.
La maggior parte dei lavori inerenti casa (legna, spesa, bucato, buona parte delle pulizie, cantina, ...) sono (solo) sulle mie spalle, ora. Rosa Canina ora ha almeno ripreso a muoversi, non più sulla sedia a rotelle, dopo la caduta, la frattura e la distorsione al ginocchio, ma resta con un braccio ingessato.
Arrivo ad essere senza tempo per me, sempre tardi.
Aggiungo che la accompagno alle numerose visite ed esami previsti dal suo lungo e complesso "piano clinico".
Aggiungo i miei esercizi di fisioterapia, così, oggi, arriverò al lavoro tardi, finirò tardi, eccetera eccetera.
In questa catasta di incombenze c'è ne sono alcune positive: ho ripreso, ieri, a studiare tango, sabato ho fatto un "saltone" alla mia milonga del cuore.
Queste sono piccole grandi gioie come, paradossalmente, prendermi cura della mia amata Rosa Canina, così fragile, mi intenerisce. Riusciamo a farci delle grandi risate, a casa, tra i nostri siparietti e il prenderci in giro.
Chiudo che devo scendere e incamminarmi verso l'ufficio.

lunedì 26 febbraio 2024

Fragilità

Eravamo saliti al campo di Rosa Canina, per ritirare tre cassette di legna fine preparate in precedenza, controllare i piccoli alberi piantati l'anno scorso, tagliare un po' di ginestra e rovi infestanti. In poco tempo ce la siamo sbrigata. Poi, data la bella giornata, abbiamo deciso di fare qualche passo al sole, del quale abbiamo bisogno.
Ci siamo avviati verso un paio di borghetti, relitti di piccole comunità umane scomparse in pochi decenni, forse non più di quattro (diciamo 1960 - 2000). In pochi lustri dissoltasi la presenza umana di secoli. La cultura del castagno, anche, regredisce: castagni secolari, non più coltivati, seccatisi in piedi, scheletri lignei verso l'alto. Nutrirono generazioni, non sono più curati, se ne vanno (il castagno sta soffrendo le estati sempre più lunghe e secche, oltre che ondate di vari attacchi, dal mal d'inchiostro alla cosiddetta vespa cinese - non è affatto un imenottero).
Osservando le case con le molte finestre, ognuna era stanza, ricca di donne, uomini, bambini, stipati e anche in situazioni che oggi riteniamo promiscue (mi ricordo, la mia infanzia, dalla nonna materna, eravamo così tanti, i nipoti, che nelle allegre riunioni di famiglia, i bambini, i ragazzi, dormivano due per letto, le due teste ai lati opposti dello stesso letto) mi chiedo come diavolo potessero, così numerosi, con così poco!
Riflessione inevitabile: la presenza di così tante persone in territori avari di risorse è stata certezza di miseria più che di povertà, per secoli. L'emigrazione di massa, una vera e propria fuga lo ha testimoniato meglio di mille libri. Ora osservo, da troppi a nulla.
Così, la fugacità dell'essenza, la fragilità umana, non è stata solo il risultato di un esercizio spirituale camminato per un paio di quarti d'ora. Lungo un minuscola viottolo in discesa, Rosa Canina, è scivolata su una pietra bagnata (dalla pioggia della notte precedente) e si è accartocciata, di nuovo: ha appoggiato il braccio sinistro e ... patatrac, frattura a radio e ulna (avambraccio sx). La sua grave osteoporosi, dopo la frattura del femore, le ha imposto una presa di coscienza sulla fragilità. Personale, oltre che quella delle comunità umane montanare. 

La superfetazione a destra ha il tetto sfondato e se ne sta andando. Un castagno vigila il passare del tempo.

Quante finestre, passaggi, usci si affacciano su questa corte, un tempo assai vivace, ora silenziosa.

Stampella

Le stalle erano vicine al resto. Le finestre erano piccole, il vetro non c'era o era troppo costoso.

Sopra a tutto, un castagno secolare. Nutrì coloro che fecero e poi puntellarono.

Sul davanzale della finestra, cresce erba, ormai. Ma non è un buon segno.

Sopra all'uscio ormai sgangherato, una piccola inferriata in ferro battuto.
C'era comunque un anelito alla bellezza, anche in queste povere case.

(unuomoincammino)

sabato 13 gennaio 2024

Meditazione fisica

Rosa Canina era rimasta su, a preparare l'impasto per la pizza. Prendere la farina, pesarla, impastarla con acqua e il lievito, con le mani. Poi un poco di sale. Le due bottigliette della nostra conserva sono già sul piano, per dopo.
Oggi c'è stata la seconda giornata di inverno (sigh!), una bella brinata, deve essere sceso di qualche grado sotto, stanotte e all'alba. C'era bianco al di la della quercia amata. Purtroppo freddo non sufficiente per alcuni nidi di processionaria che sono spuntati su un paio di pini neri.
Ci accompagna con il suo crepitare e il freddo diventa solo un amico che ti invita ad un ballo col fuoco.
Scendo a far legna, le ho detto, qualche cassetta! La beppa ha appetito, in questi giorni! Così si è dovuta occupare di alimentarela, la cucina economica. Ora l'impasto è in altro, sopra di essa, a lievitare, in un luogo tiepido (ho corretto l'immagine a corredo e qualche parola, refuso, e ora Rosa Canina sta preparando i biscotti all'arancia).

Prendere i pezzi piu grossi e spaccarli. Con la spaccona è abbastanza semplice, non ho ancora trovato un pezzo che le resista dopo qualche colpo. Alcuni di questi pezzi spaccati hanno sentori di rafano, di senape, un po' anche la catasta.  A questo giro essa contiene castagno, ciliegio, roverella, faggio, ciliegio, qualcosa di robinia, frassino. Spacchi, raduni nelle cassette di legna e porti su. Ti fermi, perché le fibre, i nodi, sono belli, potresti quasi leggere un po' di vita di quell'albero.
Nel silenzio. Senti solo gli scricchiolii dei ciocchi che tentano di resistere, ogni essenza a modo suo, al colpo di taglio. Ho fatto... passi da gigante con l'anca e ho portato su quattro cassette oggi, una alla volta.
Dopo molti mesi di scarsa (eufemismo) movimento, ecco di nuovo il cuore che batte, vene e arterie che pulsano. Gradino dopo gradino.

L'ultima cassetta era al suo posto. Di nuovo il silenzio. Ancora, un po' di crepitare, quando ho inserito due nuovi pezzi e ravvivato le braci. 
Avevamo sete, ho preso una bottiglietta di acqua tonica, mezzo limone e l'ho spremuto nei due bicchieri. Poi quasi il suono delle bollicine, sì, come quello delle pubblicità, certamente non così forte, pacchiano, artefatto,  quando ho versato l'acqua tonica. Noti le note azzurrine quasi del vetro che non è proprio neutro, trasparente. Quasi un Peccato metterla nel vetro da riciclare, da rifondere.

Adoriamo questi atti di meditazione fisica, mani che lavorano, corpo che si muove, spegni il cervello e ti immergi, piano, nel silenzio e nel corpo, nei suoni, odori, colori della vita, percependone.
Prendi i panni del bucato, senti l'umidità, le fibre diverse, cotone, canapa (Rosa Canina ha alcune lenzuola vecchie, antiche, di canapa, ancora) sulla pelle, le mollette di legno, le apri e pinzi sul filo dello stenditoio. Puoi percepire pure la tessitura, la fibra di ciascun capo lavato, che ti aggingi a stendere.
Percepisci, con ogni senso, tutto ciò che essa ci dà. Ora mi siedo, per un paio di quarti d'ora e lo scrivo sul diario, che siamo felici. Ella è di là, si sta facendo la doccia. Poi inizieremo a preparare la pizza e biscotti (due piccioni con un solo giro di forno).

(dettaglio, via myinteriordesign.it)

mercoledì 10 gennaio 2024

Soave, silenziosa.

Una volta scrivevo sulla meraviglia di questi giorni nei quali le notti sono così lunghe, la meraviglia delle ore oscure.
Da martedì 2 gennaio sono tornato a lavorare, in uno strano connubio di lavoro da casa, fisioterapia, convalescenza per il quale esco molto poco. Così passano i giorni e poi le settimane. L'altro giorno mi è venuta una voglina di tango. Quanto aspetterò ancora? Già ora la nuova anca al titanio ha funzioni sensibilmente superiori a quella vecchia, asportata; la massa muscolare è ancora decisamente minore di quella dei tempi migliori: un anno di inattività non può non avere effetti.
E' stato un periodo felice, a casa, con Rosa Canina. Ogni tanto va via per qualche giorno. Scherziamo perché io esagero sempre la lunghezza delle sue assenza :- "Durante la settimana che sei stata via dall'altro ieri...": ridiamo! Abbiamo fatto il 24 tra di noi, poi, il 25, ciascuno dai propri veci. E' stata una vigilia proprio lieta, di nostre attenzioni reciproche, di fare piccole cose insieme, di scherzare con i nostri buffi siparietti, lazzi, frizzi. Un 24 di volerci bene, di fuoco acceso, di sapidità, di silenzi, di appisolarci abbracciati.
E' la quotidianità soave, allegra che ho desiderato per tanti anni. La sua convalescenza e poi la mia si sono trovate bene.
Cosa vuoi scrivere di fuoco acceso, dell'alimentarlo? del sederci alla nostra tavola, coi buoni passatelli che ha preparato? del preparare i broccoli sulla cucina economica? o del portare la cenere alla quercia? Quotidianità soave, intima, silenziosa e così è pure per il diario.

Dopo molti anni, forse lustri, ho fatto il brindisi di mezzanotte, nel passaggio al nuovo anno. Un caro amico, _unna, col quale camminai, anche in Val Grande, nel 22013 (da qui, Betulle - 5 a ritroso) è vemuto colla sua famiglia da noi, San Silvestro e Capodanno. Hanno due bimbe e la più piccola ha problemi, non comunica, solo poche parole. La piccola tende a precettarli, a volerli, papà e mamma, per sé ma la loro vita è anche incombenze, lavoro, accudire la sorella più grande, potersi riposare. Hanno  un grande tormento che, insieme con una percezione di una impotenza via via maggiore, diventa dolore.

Così ho detto a _unna: venite a stare qui coccolati per  una giornata.  Ci siamo trovati così bene, per quel giorno e rotti. Anche questo stare bene è stato silenzioso e soave, animato dalle due piccole. Lo scrivo solo ora sul diario, passati dieci giorni. Prego la Madre e il Padre, per loro.

lunedì 13 novembre 2023

Venerdì pomeriggio e stamattina con Rosa Canina, ospedali e ambulatori. Gli esami conseguenti all'accidente del 3 ottobre hanno evidenziato osteoporosi e anemia. Dopodomani toccherà a me, per visite ed esami di preospedalizzazione.

Paziente: poche parole, in italiano, hanno significato più preciso ed evocazione più efficace. Aggiungo che ospedali e ambulatori sono, assai spesso, luoghi orribili anche dal punto di vista estetico: verde praticamente abolito, solo asfalto e cemento.

Finire nei gangli della mancanza di salute/sanità è una straordinaria perdita di tempo e rottura di coglioni. Il lato positivo è che posso prendermi cura di Rosa Canina, mi piace molto.

domenica 8 ottobre 2023

Frattura

Rosa Canina ha avuto un piccolo incidente al lavoro (frattura di una certa importanza) ed è ricoverata, in questi giorni.

Così  mi barcameno tra vita, lavoro e... ospedale, giù in città. Senza bici devo usare i mezzi pubblici che sono onerosi in termini di tempo e quelle due ore al giorno le sento.

La fragilità indebolisce e questo è un viatico efficace per osservare la dimensione del tempo. Vedo la mia Rosa appassita ed ella, fragile, mi intenerisce. Così discreta, silenziosa. Prendo la sua mano, un po' pallida, fredda ed ella mi invita a camminare con lei nella com-passione. In modo così discreto.

martedì 20 giugno 2023

Storti e felici

Sono riuscito a "portar" a casa, sabato_aceri, il mio amico ex tanghero che ebbe un ictus dal quale si è salvò, per un pelo sebbene uscendone malconcio.
Dopo i lunghi mesi di sfinenti lavori in casa sono riuscito a mantenere la promessa che gli avevo fatto. E' arrivato colla sua auto modificata ed è stato con noi per un'intera giornata. La sera abbiamo avuto una bella cena 

  • insalata mista fresca bbona guarnita con vinagretta salsina di aglio, balsamico e timo, un timo spettacolare che abbiamo che non ha mai profumato così
  • risotto al pomodoro, basilico e datterini dolci
    che questo è difficile che è semplice ma li ha mandati in visibilio
  • peperoni quadrati (qui ho peccato per il fuori stagione) con ripieno di sgombri e alici in salsa piccante
  • zucchine semplici con maggiorana, sempre al forno, due verdure con un piccione forno
  • panna cotta che Rosa Canina abbia lunga vita come l'ha fatta squisita, proprio colla panna fresca cotta e una composta fresca di duroni e marchigiani comprati dal contadino la mattina

Devo dire che siamo arrivati un po' stracchini a sederci, poi ci siamo ripresi.
Com-pagni anche con _rezza e _zia, la morosa/moglie, il mio caro istruttore della palestra del miglioramento personale. La cena si è affogata nella notte fonda: quando si sta bene, le ore volano.
Rosa Canina ha invitato una sua amica, così siamo stati bene in sei. La mia amata Rosa Canina, senza la quale tutto questo non sarebbe potuto succedere o sarebbe successo in misura minore (in effetti 'sti banchetti li preparavo pure da solo), la mia piccola quercia rigogliosa e forte che abbraccio e che mi dà gioia, mi prende, mi accoglie.

Per me ogni promessa è debito, sono felice di averla onorata. Il giorno dopo ce ne siamo andati, in tre, con _aceri, a fare un giro per minuscoli borghetti di montagna, colle casine storte e di pietra. Egli con il corpo in semiparesi a sinistra, io  con l'anca sempre più sbilenca. Questa lentezza obbligata ci ha permesso di goderci appieno quegli angoli di incanto e il loro straripare di ginestre, salvia, gelsomini, gerani, rosmarini, capperi rose, floridi.
Non posso aiutarti molto, caro. Però questo è stato un bel regalo che ci siamo fatti, storti e felici.

Qui eravamo seduti all'ombra, su una panchina di pietra, nel silenzio; la brezza muoveva il cipresso plurisecolare dall'altra parte. Felicità.

(unuomoincammino)

mercoledì 12 aprile 2023

Bianco

(unuomoincammino)

Indaffarato al lavoro (ho scoperto un problema in un sottosistema da me progettato, l'ho risolto in queste vacanze pasquali), ho trascurato questo diario.

Siccità, guerra migratoria, colculodaltrifrocismo, ipocrisia, vivere a deficit, tutto procede come al solito, a prescindere dalle osservazioni mie o di altri. Credenze, falsità, ipocrisie colossali dominano su tutto.

Ho tentato di riusare la bici, giovedì scorso, lapilli e fiamme all'anca, quasi una tortura, anche se di pochi minuti; al ritorno l'ho spinta a piedi. Sono proprio fermo, ora.

Sono molto felice con Rosa Canina: siamo due disadattati sociali.
Mi chiedo quanto possa durare questo stato dovuto al tenersi lontani da flussi di pensiero e persone guasti. Se non risolvi il problema, il problema ti raggiunge e risolve te.
Il tumore banlieue a pochi chilometri continua a crescere.

Rosa Canina, al ritorno dal paio di giorni passati colla sua mamma, mi ha portato ciò che è tra i miei fiori preferiti. Hanno il colore della Pasqua.

domenica 19 marzo 2023

Tango jazz

Visto che son fermo causa anca sinistra malconcia, ieri sera Rosa Canina ed io siamo andati ad un bel concerto di... mah, come definirlo il genere? diciamo tango jazz? una brano presentato come lavoro su tangovals non aveva alcunché, neppure lontanamente, di un tango vals. Diciamo di jazz.
Contrabbasso, clarinetto contralto, violino, piano (ancava il... bandoneon).
La musica colta / elaborata classica, jazz, può allontanarsi molto sia dalle semplici forme popolari che da quelle intermedie o primigenie: le orchestre di tango erano di grande livello ma... facevano danze (musica per il ballo), non musica da ascolto. Questo avviene anche nelle forme coreutiche ovvero nella danza tango: questo lavoro (video a corredo della pagina) è raffinato, richiede un sacco di studio, elaborazione, lavoro, è lontano dalle prime forme canyenguere, popolaresche (e.g. qui).

Ambiente piccolo, caldo, piacevole (nonostante si trattasse di un piccolo edificio "moderno" parrocchiale). A tratti mi pareva di essere in un altro luogo, come se fossimo stati nel 1958, a Buenos Aires (a corredo, ripubblico lo splendido cortometraggio di Marco Alvise, da una vecchia pagina. Piccolo bar, con un vecchio bancone, con il piano in pietra, gruppetti di persone sedute, in penombra, a conversare, luci soffuse. I saluti, tra alcuni che si conoscono, un piccolo salotto. Di là, la saletta, preparata per il concerto, poi riarrangiata per essere una piccola milonga.

A seguire piccola milonga. Rosa Canina ha avuto il primo invito da uno sconosciuto: prime due tande. Passi e ritmi incerti ma emozioni a straripare.
¡Tango querido!

sabato 31 dicembre 2022

San Vizili

Concludo quest'anno con un drastico peggioramento delle mie anche: devo dire che le ultime due ciaspolate (qui, qui) sono state foriere di un netto peggioramento. Desidero essere operato quanto prima, inizio ad avere problemi seri.

Sono tornato qui, in questo angolo di Alpi Retiche, con la mia amata Rosa Canina: sono obbligato a rallentare: riposo, accudire alla casa di mamma, il lavoro dei fuochi (riscaldarne parti, a legna, stufa a ole,  cucina economica, scaldaacqua a legna è un lavoro!), il cibo buono (ieri sera una tartara di spalla di giovenca, sublime! stasera una polenta tirata col paiolo sul fuoco come si deve e lenticchie in umido) il riposo, faccende domestiche.
Qui sotto, davanti alla porta della (ex)  stalla, c'è la vecchia Punto del babbo di Rosa Canina: vedere la sigla di un capoluogo toscano, qui, mi dà una piccola felicità. Ecco, parte del tempo lo passo pure a toccare, stringere, accarezzare, baciare, molestare, strizzare, cogliere le mani, annusare, mordicchiare, guardare, sfiorare, letettetoccare, abbracciare la mia brutta bestia.
Ieri pomeriggio, mi sono addormentato, col capo sulle cosce di Rosa Canina, stava lavorando a maglia, eravamo nella stube, al calduccio, con i secoli delle tavole di abete intorno a noi, i ricami a mano dei panni, la maiolica bianca e verde a diffondere il tepore.
Domani sera tornerà, dopo molti anni, UnBipedinone, colla sua morosa.
Martedì verrà su mio fratello.
In questi giorni sconcertanti (le amate ore oscure di fine dicembre con temperature autunnali) ecco il tempo per il focolare, il silenzio, il cucinare, per ascoltare le campane di San Vizili. Mi ricordano il passare della vita, lo metto insieme coll'invecchiare marcato imperiosamente dalle mie anche, Memento mori! assai concreto, e rendono soave, profonda la vita, gli affetti, la felicità che tutto ciò mi dà.

martedì 27 dicembre 2022

Pendolare degli affetti

Ho fatto il pendolare degli affetti, Natale in Lombardia, dai miei veci, Santo Stefano in Toscana, dalla vecia di Rosa Canina.
Ebbi il mio periodo di insofferenza per le famiglie (del mulino bianco). Sia la mia amata Rosa Canina che io abbiamo avuto la fortuna di avere dei nazi-eco-genitori (*) che ci hanno educato bene, spartanamente, ad affrontare con letizia, serenità le difficoltà della vita, a darle un senso, a trarre gioia da tutto questo.
Col senno di poi capisco la mia insofferenza giovanilistica, modernistica, per quel consesso finemente e duramente educativo. Dobbiamo a loro molta della nostra gioia di vivere.
Così mi son preso il tempo per curare quegli affetti, dedicare loro il tempo. Non faccio regali, da lustri, eccetto quello di prendermi del tempo per le persone care, preziose.

In questa epoca del male presentato come bene, della sciatteria cafona presentata come eccellenza, la famiglia è oggetto delle grandi distruzioni in corso.
Più o meno come rottamare una Bugatti Noir perché  ha i tappetini sporchi e farti credere che un ape marcio e sgangherato verniciato arcobalengo  sia meglio.
Tanti ebeti partecipano con entusiasmo.
Io voglio bene ai nostri veci nazi-eco.


lunedì 14 novembre 2022

Poesie camminate - 2: ciò che amo

(Poesie camminate - 1)


Questa abbuffata di gioia, vals, sguardi, opere estetiche inutili, è stata copiosa. Ieri mi son fatto prendere dalle soavità carnee di Rosa Canina, abbracciati a lungo in morbidi sensi a casa sua, quanti baci e scherzi e risate, il cibo buono, l'appisolarci, due passi, verso sera, in città,  qualche goccia di pioggia pure! Così raro, per me, per noi, abbandonarci al riposo, alla pigrizia.
Così oggi me ne vado al lavoro coi panni di ciò che amo.