Visualizzazione post con etichetta potature. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta potature. Mostra tutti i post

sabato 6 maggio 2023

Più potente

(unuomoincammino)

Anche qui abbiamo la motosega più potente della mente di colui che la maneggia.

lunedì 17 aprile 2023

Cilindrato

Ieri sera ho accompagnato a casa, in città, Rosa Canina: un po' avevo voglia di un giretto, un po' ... mi dispiaceva che se ne andasse, ho voluto stare con lei ancora un po'. Utilizzare l'auto, per quanto di rado (ormai che sono fermo col tango talmente di rado che devo farlo pena scaricare le batterie), significa entrare nel sistema auto e nel tumore che esso ha provocato e provoca, un tumore che ha distrutto, annientato paesaggi, bellezza, economia e, nella sua metastasi, ha prodotto centinaia di migliaia di indicibili bruttezze. La speculazione più becera continua, consumando sempre più territorio, aumentando il numero di orrori vuoti in questa diarrea antiurbanistica.

Non solo: gli orrori devono essere più evidenti e mostrati possibile.
Possibili ingressi della natura, di verde, non sono previsti, diminuiscono l'esibizione della bruttezza.
Dopo la capitozzatura che ha ucciso l'albero a sinistra, ecco l'ultima potatura barbara che ha cilindrato l'albero a destra.

Un coglione è un coglione, un coglione con una betoniera o con una motosega è un coglione peggiore che fa disastri peggiori.

(unuomoincammino)

sabato 30 aprile 2022

La madre dei

... capitozzatori è sempre incinta.
Date una motosega ad un qualsiasi coglione e i risultati vengono.
Questo bel pioppo nero che tentava di togliere un po' di indicibile bruttezza allo squallore del tumore betonico circostante non ha avuto fortuna.

mercoledì 16 giugno 2021

Bassità e un po' meno

Sabato abbiamo... saltato il mercato contadino (erano rimaste parecchie provviste, dalla settimana) e... ci siamo dati al piacere di un bel giro per... cantoni reconditi.
Attirano (sia me che Rosa Canina) le zone minori, cosiddette "depresse" (e il Polesine lo è letteralmente in senso di altimetrie, a poco meno di un'ottantina di chilometri dal mare le quote sono incredibnilmente basse, pochi metri- meno di dieci! - sul livello del mare, pendenze tendenti allo zero!). Il Polesine rodigino (o rovigotto) ebbe la batosta della drammatica alluvione del 51, che infierì su un territorio già povero, e dal quale risultò uno spopolamento che la contraddistingue tutt'oggi. Spopolamento!? => Interessante! (l'algoritmo non sbaglia quasi mai!).
Ciò significa spazi, silenzio, campagne ubertose, ben coltivate, un fantastico vuoto pieno di vita. Usciti dalla bolgia autostradale ad Occhiobello (al ritorno solo splendida e deserta viabilità minore) il contrasto è stato sconcertante.
La bassità, tra i placidi e grandi Po e Adige, tra canali, rogge, ponticelli, argini alberati, di gorghi, nel suo splendore, non fatica ad affascinare!

Ho notato, purtroppo, che meravigliose rimanenze del passato sono accompagnate da edilizia brutta, disordinata. Non solo: il verde è incredibilmente capace di mitigare la insuperabile bruttezza dei manufatti umani. Ecco, in quella parte di Polesine (come nella parte ferrarese di delta) la maggior parte degli orribili edifici, assai abbondanti, erano accuratamente, ingegneristicamente, precisamente privi persino di qualche filo d'erba spontanea. Sistematico e sconcertanti le potature barbare, le capitozzature brutali, e presenza diffusa di ridicoli mini alberi cotton-fioc (che siano il risultato di normative che impongono alberazioni, una normativa subita !?).
Quasi incomprensibile, considerati il nitore, la pulizia, l'ordine esemplari di queste genti venete. Com'è possibile questo contrasto!?
Nel passaggio al patavino, fino a Montagnana (la villa per Francesco Pisani, del Palladio, quasi sconcertante per la modernità, talmente contemporanea in volumi e minimalismo che, quasi, non mi è piaciuta), situazione un po' migliore, anche se la densità antropica è assai velocemente peggiorata.

Abbazia Vangadizza, Badia Polesine

Bel cantone, Montagnana

martedì 8 giugno 2021

Erano platani

Prelievo biomasse, ehm, scusate, accurato e preciso intervento di manutenzione arborea in quel di Goro.

(unuomoincammino)

giovedì 6 maggio 2021

Capitozzatura (acero, storia, intelligenza)

In questa regione, qualche giorno fa, ero passato davanti ad un sinistro circolo che nel nome ricorda coloro che meglio si sono distinti in torture, eccidi, stupri, epurazioni, sevizie seriali alla fine della (ultima) guerra.
Vedo l'acero a quattro tronchi brutalmente capitozzato orizzontalmente, due tronchi con ca. una trentina di centimetri di diametro gli altri due un po' meno. Emmenomalechesonoasinistraquesti!
Questi barbari sono quelli che vanno in piazza con la Gretina, a fare le prediche verdognolastre arcobalenghe agli altri, etc., a fare i convegni con Lega Ambiente, che si esaltano al cinema per Avatar e altri narrazioni melenso-ambientaloidi del genere. Che differenza c'è nelle loro potature brutali con coloro che essi disprezzano e indicano come trogloditi di destra? Nessuna.

Ancora una volta voglio tirare i puntini, collegare le cose: in una pagina recente piuttosto dibattuta avevo affermato che

  • ciò che i sinistranti imputano ai fascifascisti NON era specifico di questi ma spirito e sociologia dei tempi (sufficiente cambiare setta, dai neri ai rossi, andare ad oriente di qualche centinaia di km e le violenze su scala industriale, erano opera dei rossi).
  • noto sbalorditive (e preoccupanti) similitudini con quanto fatto in passato e questo vale più di narrazione, rimozioni, (de)formazione scolastica, archivi, adulterazioni, etc. . 
Una brutale capitozzatura rinforza le mie senzazioni, le mie conclusioni, sul fatto il grosso è l'etologia, la natura, rivestite da un sottile strato che è la società, usi, consuetudini contemporanei, sopra i quali poi c'è uno strato ancora più sottile e fragile, la verniciatura del colore/credo politico. Aggiungo che
  • se un fasciofassista mi dice chiaramente che ti pesto, ti riempio di manganellate etc. mi posso  difendere e agire in anticipo, se un rosso (ora arcobalengo cocomero) mi fa le moine sulla fratellanza, sulle uguaglianze, sulla inklusione, proclama l'infinito male dello odio, io abbasso le difese; poi scopro che tutte queste puttanate sono solo finzione, censurano più dei fasci, odiano più degli odiatori che odiano, sono razzisti anti, i più fenomenali razzisti, sono quelli che tolgono bambini alle famiglie più poracce, fragili, senza mezzi, alienano i bimbi a balocchi per egoici problematici diversamentesessuali. E' MOLTO più pericoloso! (furono meglio le fucilate che ore di sevizie, torture!)
Questa doppiezza ipocrita connaturata alla ferocia e aggravata dalla dissimulazione è tipica di tutte gli oppi mentali moralisticheggianti (sette fondamentalistiche), tipica di coloro che vogliono salvare il mondo e te (contro la tua volontà) e non saranno certo i rossi arcobalenghi a fare eccezione.
Sembra solo una rozza, brutale capitozzatura e invece è solo la punta di un ghiaccione (iceberg) così da sempre.

mercoledì 21 aprile 2021

Senza fioc

Poiché questo orribile ciarpame edilizio non è squallido a sufficienza, per far vedere tanta bellezza, hanno deciso di togliere il fioc alle potature cotton fioc.



martedì 6 aprile 2021

La forcella

Il proprietario mandante della "potatura" si sarà fatto qualche domanda sulla bontà dell'aver ridotto quella magnolia ad una forcella spelacchiata, magnolia poi ovviamente crepata!?
Forse è ancora al bar a raccontare che le potature "robuste" rafforzano gli alberi.


giovedì 1 aprile 2021

Tabula rasa - 4

(Tabula rasa - 3)

Qui intorno all'ufficio la galleria degli orrori ha sempre cose peggiori.
Cammino e scopro, di giorno in giorno, potature allucinanti in una gara senza fine alla barbarie.

Devono aver deciso che in questa facciata esposta a meridione l'ombra è una cosa negativa, tanto ci sono i condizionatori. Bisogna esporre quesa edilizia di gran  pregio, la sua bellezza stupefacente. A noi, poi, i rami bassi ci fanno proprio schifo. Ecco, che di anno in anno, le prodezze del maestro potatore aumentano, acquista scale via via più alte e riesce a togliere nuovi rami, nel processo inarrestabile di cottonfiocchizzazione:: siamo ad un 60% di tronco privo di rami: aaah, proprio bello!
Essi hanno anche estro, sono creativi: uno dei rami degnati di attenzione, non è stato potato a tronco, è stato lasciato un moncone di un'ottantina di centimetri. E' bello esprimere la propria creatività.

mercoledì 10 marzo 2021

Tabula rasa - 1

 "Gli ho detto [a _rotti] che qui le maestre dell'asilo portano a far passeggiate i bambini. Gli ho chiesto solo di potarle un po' che se dovesse cascare un ramo in testa ad un bambino...".

All'origine di questo scempio ci sono molte ragioni (i grandi problemi sono sempre il risultato di più sottoproblemi). Non ultimo, come dissi in passato, la psicosi tra il fantasmatico e il securitario dei possibili rischi. Con il ragionamento che dei rami di alberi potrebbero cadere in testa ai bambini durante le passeggiate in un bosco, dovremmo cottonfioccare tutti gli alberi di tutti i possibili boschi attraversabili da bambini.
_daw aveva messo, in un vecchio abbeveratoio, dei pesci rossi (affinché non proliferassero le zanzare) e _rotti, la prima cosa che fece, una volta acquistati quei campi, glieli fece togliere. Ci fu qualche frizione.

Il regolamento del verde (del comune limitrofo) stabilisce chiaramente, all'articolo 1, che un albero sano e in buoni condizioni NON deve né può essere potato. L'agronoma interpellata da UnBipedinone ci ha consegnato la sua perizia: potatura [alla quercia amata] non solo non necessaria, pesante, ma fatta male e dannosa in termini di sicurezza e stabilità della pianta.

Cosa ha fatto _rotti? Ah sì!? _daw, mi mi fai pressione? Potature? Mi parli di rischi così? Io rado al suolo tutto [che mi stai pure sui coglioni, all'Orsone che non mi sta così sui coglioni quella gliela lascio in piedi ma comunque... ].
Detto, fatto.
Non ho certezze su questo ma una forte intuizione sia di Rosa Canina che mia. Ho sempre trascurato e negato le mie intuizioni perché non immediatamente supportate da riscontri oggettivi; col tempo si sono rivelate, quasi sempre, essere corrette.
Questa è solo una delle cause.
Il primo rimedio sarebbe la Legge Arborea.

lunedì 30 giugno 2014

Legge arborea

Ecco, se io fossi dio, la prima cosa che farei è quello di un nuovo articolo 1 della costituzione.

Articolo 1
L'Italia è una repubblica fondata sulla sostenibilità ecologica ed estetica. L'ecologia e la biologia determinano i limiti dell'agire umano.

Una delle prime leggi è la Legge Arborea, un solo articolo (una legge di decrescita del tumore normativo).

Articolo 1
Ogni legge e ogni articolo di legge che determina la responsabilità civile e penale da danni da alberi, relativi risarcimenti o pene decade.

Perché, porca puttana, io vedo ovunque le potature barbare, alberi trasformati in  orribili cotton fioc. Vedo ovunque alberi fatti fuori che lasciano orribili coacervi di edilizia dozzinale nella loro ributtante bruttezza.
L'accanimento contro gli alberi è alimentato dal contenzioso civile e penale da parte de il_bobbolo che cerca di spolpare altri personalità fisiche o giuridiche pretendendo risarcimenti prendendo spunto da presunti o reali danni da alberi. Poi mi racconta, il mio amico scienziato, di campagne televisive per la programmazione gregaria de il_bobbolo già parecchio ostile agli alberi, per i fatti recenti successi a Firenze. Tutti i danni che gli alberi fatti qui e là. Ovviamente stuole di amministratori, assessori, piccoli e grandi proprietari e genti varie ora si accaniranno con magna insipienza contro questo e quell'albero. Vai con la potura e l'abbattimento barbari.

Allora, tu, piccola mente scadente ingorda e disonesta, apri bene le orecchie, supposto che lo spazio che hai dentro la crapa sia riempito da qualcosa.

Lo vedi quel robo verde che è fermo, piantato con le radici per terra? Vedi che è fermo? Devi sapere che quel robo si chiama albero (non è neppure solo 12 quintali di legna biomassa come pensi).
Allora, se tu c'hai paura che ti possa cascare un ramo in testa, o sulla tua autina di merda puzzolente, visto che l'albero è lì fermo, tu, pigli e stai alla larga.
Vai col tuo bimbetto a passeggiare a luglio con 38° sotto il sole nell'area asfaltata apposita.
Metti la tua autina di cui sei appendice sul marciapiede lato quinoombradaalberibrutticattivichesonostatirimossi.
Tu, proprietario  che c'hai problemi con la vita, non puoi più accampare giustificazioni per il tuo accanimento contro gli alberi. Se ti becco a fare questo e quello, ti poto prima il banano, così evitiamo che tu possa riprodurre la tua genia di cacca, poi se insisti, prima una gamba, poi un'altra etc. Da idiota ti rendiamo idiota cotton fioc.

L'albero è lì, è un essere vivente che da la vita, senza gli alberi non ci sarebbe la vita, e forse neppure la tua, piccolo citrullo 'gnorante e questo non sarebbe neppure male, devo dire. E' lì e, notoriamente, è fermo. Se non ti va l'albero e i rischi che comporta, smammi e camporelli, parcheggi, passeggi, passegineggi, slinguazzisullapanchina da altre parti.
Se accetti i pro, accetti i contro. Ogni tanto, come ogni essere vivente, un albero può avere problemi.
Non ti piace? Là in fondo non ce n'è pure uno e non rompere il cazzo. Grazie.