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domenica 24 dicembre 2023

L'ultima notte

Era la notte bianca di Natale
ed era l’ultima notte degli alpini;
silenzioso come frullo d’ale
c’era il fuoco grande nei camini.

Nella pianura grande e sconfinata
e lungo il fiume - parea come un lamento -
una nenia triste e desolata
che piangeva sull’alito del vento.

Cammina cammina
la casa è lontana
la morte è vicina
e c’è una campana
che suona, che suona:
Din don, dan...
Che suona, che suona:
Din don, dan...

(Recitato)
Mormorando, stremata, centomila
voci stanche di un coro che si perde
fino al cielo, avanzava in lunga fila
la marcia dei fantasmi in grigioverde.
Non è il sole che illumina gli stanchi
gigli di neve sulla terra rossa.
Gli alpini vanno come angeli bianchi
e ad ogni passo coprono una fossa.


(Cantato)
Tutto ora tace. A illuminar la neve
neppure s’alza l’ombra di una voce
lo zaino è divenuto un peso greve;
ora l’arma s’è mutata in croce.

Lungo le piste sporche e insanguinate
son mille e mille croci degli alpini,
cantate piano, non li disturbate,
ora dormono il sonno dei bambini.

Cammina cammina
la guerra è lontana
la casa è vicina
e c’è una campana
che suona, ma piano:
Din, don, dan...
Che suona, ma piano:
Din, don, dan...


(bepidemarzi carlogeminiani)

sabato 5 agosto 2023

Love Parade Berlin 1997

Me lo son visto tutto, questo.

https://youtu.be/CxwWDx-KPY8

Che meraviglia!
Bisogna entrarci un po' alla volta, in questi baccanali, con un crescendo che ha solo qualche pausa per ricaricare e renderti percepibile il crescendo.
Vivi l'esperienza di vetta e poi essa rimarrà con te, in te, per sempre.

Alla fine ho pure ballato un po', solo un po', quel poco che posso.
:)
Buonanotte

martedì 20 giugno 2023

Heart of glass

Sono passati molti anni e questa me_mi piace sempre tanto. Arrivai un poco più tardi (ero piccolo :) a questa new wave molto morbida che... ballai tanto.

venerdì 28 gennaio 2022

Canti primordiali

  • Ma tu gradisci la sincerità nel mio intimo,
    nel segreto del cuore mi insegni la sapienza.
    Aspergimi con rami d'issòpo e sarò puro;
    lavami e sarò più bianco della neve.
    Fammi sentire gioia e letizia:
    esulteranno le ossa che hai spezzato.
    Salmo 50

Oggi sono così, coll'anima che si immerge in questi canti, trova conforto, sollievo, si abbandona. Come sono profondi, antichi, primordiali e fini, sottili, potenti!
Essere sempre così efficiente, programmato, i ritmi sono assillanti, veloci. Vorrei fermami, solo un po', arrestare il tempo precipitante!
Questi canti sono ciò che è inesprimibile, oltre i tempi, oltre il tempo.


(ensemblemusicale kukuzel,lubomirgeorgiew & dimitardimitrov)

mercoledì 22 dicembre 2021

Le piccole morti

Ecco il sole invitto che, oggi, riprende la sua risalita sul nostro orizzonte. Col passare degli anni questi cicli che si completano diventano sempre più piccole morti.

Sono giorni  un po' cupi e di preoccupazioni: un collega nonché Maestro per me, ha finito oggi il suo ultimo giorno di lavoro, qualche giorno di ferie e poi la pensione. Io dovrò subentrargli in alcune aree e sento il peso della responsabilità e il fatto che il passaggio di competenze non ha potuto che essere incompleto. Egli era ideatore, architetto e muratore di quelle parti, molte cose sono solo in lui e con lui se ne vanno. Infine, io non sono al suo livello. 
Egoisticamente, non avrò più possibilità di imparare da un Maestro: bello per ciò che fu e terribile per ciò che non sarà, allo stesso tempo.
E' una piccola morte, oggi.
Il mio amato Inno dei Cherubini dice ciò che le mie parole non possono.

sabato 2 gennaio 2021

Tutto il mio folle amore - 1

Volevo scrivere qualcosa del lavoro di Salvatores che ogni pellicola che vedo di lui mi piace sempre di più, dopo L'educazione siberiana, Come dio comanda, Il ragazzo invisibile.
Riascoltando, ora, Domenico Modugno, Cosa sono le nuvole, sulle parole di Pasolini sulle parole di Shakespeare mi è venuto un groppo in gola, gli occhi umidi e pianto qui.

Che io possa esser dannato
se non ti amo
e se così non fosse
non capirei più niente
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

Ah malerba soavemente delicata
di un profumo che dà gli spasimi
ah tu non fossi mai nata
tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così

Il derubato che sorride
ruba qualcosa al ladro
ma il derubato che piange
ruba qualcosa a se stesso
perciò io vi dico
finché sorriderò
tu non sarai perduta

Ma queste son parole
e non ho mai sentito
che un cuore, un cuore affranto
si cura con l'udito
e tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo
così


mercoledì 2 dicembre 2020

Fiocchi, signore e madonna

Un paio di giorni che sono a casa da solo, senza UnBipedinone che si era fermato qui cinque giorni e senza Rosa Canina, ascolto queste belle danze medievali, Chansonnier du Roi.
Allora, un po' per curiosità un po' per tornare alle vecchie spartane abitudini, ieri e oggi sono stato in casa senza riscaldare. Riesco anche a lavorare (doppi pantaloni, coperta, zoccoli di legno olandesi e borsa dell'acqua calda, a me il freddo piace, mi fa stare bene, non mi dà problemi). Durerà poco, per sera arriverà Rosa Canina e le voglio far trovare la casa calda meno fredda, più tardi accenderò la cucina economica.

Un dito di neve stanotte, poi si è sciolta, ora ha ripreso a fioccare bene, ha già rismesso. Mi dà sempre gioia questo evento sempre più raro. Torno un po' fanciullo, a quando ero piccolo e sognavo di essere nel mediovevo, nel Duecento o nel Trecento gotici. Certo, mica sognavo di essere un povero servo della gleba, sognavo di essere signore, marchese De Ursis, nel suo castello, ancora con l'armatura rientrato dalla tenzone, con la neve fuori, il fuoco nel caminetto, mi aspetta, per il desinare la mia madonna. Poi ci sarà qualche danza.
Scrivo da casa acceddendo alla rete del mondo, quanto più lontano da quel tempo, i fiocchi e la musica ti portano a trastullarsi con medioevo del Trecento. Accenderò il fuoco e arriverà la mia amata, Rosa Canina.


giovedì 23 luglio 2020

Heimta Thurs

C'è un che di arcaico, pagano, silvestre, freddo, boreale, ipnotico che mi affascina in questo brano e in altri dei Wardruna.

lunedì 26 marzo 2018

Heilung

Essi la definiscono dell'età del ferro, vichinga.
Io la trovo primordiale, viscerale. E' come se risvegliasse, in me, ricordi di foreste verdi antiche, di fiordi dell'eternità, sento il profumo di pecci, querce e dei mughi. E' la cultura animista, pagana alle nostre radici.
Quando danzavo, in transe, la goa, ero alla ricerca di questa musica, ne avevo trovato un surrogato, sintetico, più eclettico ma anche meno profondo, meno ancestrale - così è la musica elettronica che ci vizia. Ad orecchio direi che le 140 BPM che caratterizza tutte le danze transe, caratterizzino molti pezzi. Sono le stesse sonorità che io ho sempre amato in molte danze (musica) dei nativi americani.
Mi ipnotizza, la danzerei per ore.
Questa è dell'anima, dei boschi, delle rune, degli avi.