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venerdì 2 ottobre 2026

Pace e silenzio

 Ieri ci hanno scaricato alcuni quintali di rottami di lavorazione di pez e avez. Domani li dovremo spaccare e impilare. Abbiamo acceso lo scaldaacqua a legna  per il bagno, poi il forlar, la cucina economica. Rosa Canina ed io abbiamo preparato  una cena "povera" trentina: una buona polenta al paiolo, cotta a lungo, insalata di cavolo cappuccio, fagioli e cipolla. Che delizia 'sta cena povera.

Avevano suonato la messa, sotto, alla chiesina della Madonna della Neve. Siamo di passaggio, raminghi, pellegrini, in questo mondo. Le campane mi portano, tra queste vette e coste erte, a questo mistero, del nascere, crescere, vivere, invecchiare e poi andarcene per lasciare posto agli altri.

In camera è già freddino, ho appena aggiunto  una coperta, Rosa Canina si è preparata una borsa dell'acqua calda presa dalla vaschetta della cucina economica. Il clima, nelle Alpi, è decisamente  più  fresco/freddo.

C'è pace e silenzio in questo paesino . Pace, silenzio, qualche campana che porta via, con sé, la tua anima.

venerdì 21 agosto 2026

Pioggia e cibi etnici

 Stamattina se n'è andata Rosa Canina che, per un impegno con sua nipote, è scesa un paio di giorni prima. E' arrivato mio figlio. Qui sono due giorni che piove. Rii e torrenti sono tornati allegri, vivaci, i verdi, quello dei prati, più chiaro, come quello dei larici, quello più scuro dei péz e degli avèz, sono tornati brillanti. C'erano dieci gradi, alla piccola stazioncina, stamattina.
La pioggia, il suono, l'odore profumo della pioggia, dopo settimane di caldo e arsura, sono un sollievo anche per la nostra anima. Purtroppo lo stato vegetativo, alla partenza dall'Appennino e poi anche sui fianchi della grande valle che sbocca in pianura, era grave: per il caldo e la siccità molte latifoglie hanno già iniziato una notevole defoliazione, a metà agosto, terribile!!
Mio fratello è di sotto, sta cucinando sulla cucina economica accesa. La casa, col freddo e la pioggia fuori, è ancor più rifugio. Il focolare diventa il centro termico, affettivo, emotivo della casa. Nella lingua romanza (se vista da occidente) o ladina (se vista da oriente) locale il forlar indica la cucina economica, un assai ingegnoso dispositivo diffusosi tra ricchi e aristocratici (un castello, in zona, ricco delle suppellettili originali, esibisce una gloriosa serie di cucine economiche della seconda metà dell'Ottocento, una roba, al tempo, solo per poche persone agiate). Dispositivo talmente ingegnoso che l'aggettivo economica è insufficiente. Non solo per il fatto che la resa termica aumentò strepitosamente ma anche per la salubrità della nuova macchina termica che impediva ai fumi di disperdersi - anche solo in parte - nei locali, alle ceneri di contaminare i cibi.

Non solo a casa, in Appennino, ma anche qui, essa, la cucina economica, esso, il forlar, diventa un formidabile attrattore delle persone, specie quando i profumi di cibi deliziosi si mettono in combutta con il calore e la musica, lievemente percettibile, del fuoco in essa.
Ora sulla padella al centro cuociono i fagiuoli dello zio, per i quali non solo mio figlio ma tutti noi andiamo matti. A volte si arriva ad una sorta di gara sul numero di scatole di borlotti (mio fratello preferisce lavorare con quelli, su quella ricetta, io preferisco, in genere, quelli secchi messi in ammollo)  che i mandibolatori possano arrivare a sbaffare. I fagioli, 'gnoranti, demoniaci dello zio!
Penso che i due si siano già messi d'accordo per una polenta "conciata", tipica di una valle non molto lontana da qui, per domani sera, 'na roba da far venire appetito persino a una anoressica.
Volevo scrivere qualcosa su questo cibo etnico, delle radici ma di sotto chiamano perché è pronto.
Finirò di mettere a posto questa pagina più tardi.

venerdì 12 giugno 2026

_ddova

 Questo periodo complicato forse è alle spalle: abbiamo trovato una badante (neppure sotto tortura userò quell'anglismo ora di moda nell'inglesano che dilaga), una cara persona che ora si è aggiunta alla famiglia dei miei due veci e di mio fratello che vive (praticamente quando non è al lavoro o via) con loro.

I miei veci sono tornati quasi bimbi. Mio padre fa i capricci come un bambino e mette i bastoni tra le ruote: la fine di settimana scorsa gli ho dato una forte lavata di capo, visto che coi suoi capricci da bambino viziato cercava di imporre un suo sgarbo cercando di girare la frittata. Brillante intellettualmente, ora non ha più la capacità di manipolare gli interlocutori, la dialettica girafrittatistica. Così passo dopo passo, usando fatti e logica, l'ho portato davanti alla evidenza del suo errore. E' stato energicamente molto intenso. Anche se ha passato da tempo i novanta, vorrebbe fare il "patriarca": solo che un patriarca deve essere il primo a dare i buoni esempi, rifuggire da essere bullo in casa. Dopo la strigliata pesante mi faceva quasi pena, così inerme, forse (forse!) resosi conto dei gravi sbaglio e peccato commessi.
Mio padre,con _ddova, perde parte del suo potere "immaginario" (immaginario perché da tempo non è autonomo su molte cose) e così mette, appena può, i bastoni nelle ruote. Pare essere un motivo ricorrente, quello di noi vecchi uomini, ostili a coloro che devono prendersi cura di loro.
Perdere autonomia e avere estranei in casa non è facile per nessuno, capisco. Eppure, questi esercizi spirituali molto grevi - lo è l'invecchiare, lo è stato per me entrare nel mondo rallentato che precede l'arrivo al capolinea (usando la metafora di papà) valgono per me, per i miei fratelli, per mia mamma che si è letteralmente, fisicamente, massacrata la schiena nel tentare di assistere e "manovrare" mio padre infermo a letto.

Non è affatto facile neppure per queste donne entrare nelle famiglie. Cambiare modi di vita, essere ospiti, a tempo, dover far proprie abitudini, usi, alimentazioni, orari non propri. Facile un bel ciuffolo (mio padre, ostativo, si arrabbiò quando cercai di farglielo capire ma, come egli dice sempre, impossibile far capire qualcosa a coloro che non vogliono capire).

Ad esempio, i miei ora, per vari motivi, non possono quasi più mangiare verdura e frutta: questo non aiuta _ddova che ha molta verdura nella sua alimentazione.
Così quando mi ha raccontato un po' di lei, della sua solitudine (veramente essere sola in questo mondo, con tutti i suoi cari già morti, una figlia in Francia e il figlio in mezzo alla guerra russo-ucraina che non vede da molto tempo, morti i genitori, morte le amiche) dei sacrifici, della povertà da cui viene, dalla miseria del tirar su da sola due figli, divorziatasi da un marito alcolista con tutti i gravi problemi che quella tossicodipendenza comportava.

I miei cercano, si impegnano molto per cercare di fare quel che possono fare ancora da soli: questo aiuta _ddova ad avere meno incombenze ma, come tutto, ha i suoi contro. I miei hanno orari dei pasti posticipati di circa quattro ore rispetto alla norma. Così _ddova, si è sfogata un po' con me, dice che per lei è faticoso pasteggiare da sola. Considerando la solitudine che mi ha descritto, comprensibile.

Io ho colto questi segni e ho cercato di assecondarla un po', in casa, di pasteggiare con lei in quei tre giorni.
Ha avuto una piccola felicità quando le ho chiesto di prepararci il borsch, piatto che desideravo gustare (e preparare, ora devo risolvere il problema dell'aneto introvabile qui in Appennino) da anni. Ho notato che ella ha certamente una tecnica molto valida, in cucina e attenzione agli ingredienti (sia pur con la nota, continua, dell'attenzione al loro costo): insomma, nonostante sabato della fine settimana scorsa (sabato 30 maggio) facesse un caldo orribile, mi mangiai quasi quattro piatti di quella squisita minestra di verdure.

Borsch zuppa ucraina ma, comune in tutta l'Europa orientale. Le ho chiesto da quale parte venisse. Le sue parole furono :- "Ufficialmente sono ucraina, ma io parlo russo, sono russa di cuore, di famiglia, di tradizioni, la mia famiglia da sempre tra il Donbass e Belgorod". Era molto accorata quando diceva che spera solo che la sua terra torni Russia.
La ascoltati in silenzio, attentamente. Il mio cuore vorrebbe che Ucraini e Russi smettano di massacrarsi, che addivengano alla realtà delle molte cose comuni, ai valori che condividono. Del resto capisco che siano alle vaghezze sentimentali, considerando i secoli di inimicizie.
Ecco, _ddova è una di quelle persone povere ma con grande dignità, sobrietà, eleganza che, per quanto dimessa, rimane fine e unica. Mi ricorda, quasi, i nostri cari nonni, quelli che con dignità e spirito di sacrificio, superarono mille difficoltà rimanendo persone dignitose, con una eleganza, la eleganza sia formale che della dignità.

lunedì 31 marzo 2025

Canti di primavera

 
Dopo anni e anni nei quali non ho più pedalato "seriamente' causa anca sbilenka, ieri, prima uscita con Rosa Canina. Prima che diventi caldo, in un gradevole saliscendi lungo una nuova ciclabile in regione. Panorami splendidi, di verde e ubertoso Appennino. Per discreti tratti lontani da strade e relativo traffico, silenzio e canti di uccelli e... acque. Sì, canti di acque.
Magnifici la mille fonti, rii, ruscelli, torrenti, rivoli, cascatelle col loro canto sí e un verde parossistico. Dopo nefasti lustri di siccità africane, i risultati di un inverno e un principio di primavera ricchi di piogge si vedono. Fiori ovunque, prati bianchi gialli di margherite, tarassaci e primi bottondoro; cessata la prima dei prunus cerasifera, ora i biancospino e olmi in fioritura (il polline della così cromaticamente insulsa verdognola fioritura degli olmi è.... rosso, mi diceva Rosa Canina). Medicai, prati, campi di favino e cereali in stato strepitoso. C'è  ancora qualche campo coltivato, grazie a Dio!

Gambe molto meglio del.previsto, non i sederi traumatizzati dai sellini rigidi per pedalatori seri come er(avam)o una volta. Pochi pedalatori, questa meraviglia a costo zero non attrae moltitudini, la fatica (un po', neppure tanta, forse più per il vento, al ritorno) tiene lontani i più.
 
Siamo riusciti a tornare a casa in tempo, col nostro ricco bottino di tarassaco, fiori e foglie, per cucinarli per una buona cenetta in otto. Rosa Canina ha raccolto un po' di fiori di biancospino per le sue tisane.

domenica 8 settembre 2024

More e tempo da lupi





Ieri siamo stati al campo di Rosa Canina, in montagna. L'obiettivo era... di raccogliere more. Siamo tornati a casa con ca. 1,7kg di more che, stamattina, sono diventati circa sei/sette barattoli(ni) di marmellata.
Sono tornato a casa con le mani massacrate, trafitte da mille punture di spine e là è stata una sofferenza, anche per i tafani e le zanzare.
Con Rosa Canina ci dicevamo che, alcune persone che conosciamo, che in passato sbaffarono sia le more che la marmellata a più non posso, proprio non ne vogliono sapere di raccoglierle. Fanno parte di quel folto insieme di persone che sono pigre, anche per quanto riguarda il cucinare. Direi che Esopo con le sue cicala e formica, è più attuale che mai.
Molto semplice il futuro: no raccolte more, no magna!

Oggi splendido tempo da lupi: siamo rimasti a casa, a sbrigare faccende che si erano accumulate nei mesi estivi. Pioggia copiosa, una manna dopo caldo e secco estremi di agosto. Quasi scuro anche di giorno per lo spessore e densità elevata delle nuvole, ora quasi freddino (ancora presto per accendere la cucina economica). Che tempo meraviglioso, lo adoro! Così ci siamo sbaffati un po' di lesso (il bio contadino del GAS ci ha fatto una consegna, di recente) di un po'  di carne da lesso (aveva disfatto una vecchia vacca da latte) con il bagnet verd. Delizia!

lunedì 8 luglio 2024

Imbronciatina

(unuomoincammino)

Rosa Canina, sempre così parsimonia e modesta, desiderava fare colazione sotto quell'ulivo.
E allora  andiamo a fare colazione là invece che a casa.
Per me uno dei peggiori capuccini e un trancio di pseudopizza che non saprei come definire, impastava la bocca senza alcun condimento e gusto. Fare una "pizza" così scarsa, qui, cogli ingredienti eccellenti di queste parti, richiede molto impegno.
Conferma la regola statistica che nei bei posti il resto è scarso.
Beh, la parte piena del bicchiere è la bellezza del posto, quell'ombra alla brezza di mare, l'olivo secolare con la diplefenia ad abbracciarlo.
Rosa Canina era imbronciata, alla fine  mi faceva sorridere. L'avrei sbaciucchiata per bene, la mia adorata!

lunedì 1 aprile 2024

Distopia alimentare

Da tempo, nel paesino di mamma, hanno smesso la produzione di un formaggio a latte crudo, uno dei miei preferiti. Il timore per cause milionarie che faccia chiudere produzioni, aziende, vite, è palpabile. La faccenda di Mattia ora è arrivata alla cronaca nazionale.
Il mio giudizio è drastico: un altro passo di fobia alimentare che porterà a più cibo industriale e scadente per tutti, a intolleranze alimentari, differenze, allergie... morti.
Mi ricorda il demenziale invito ad una potatura che un vicino fece al contadino "perché un ramo potrebbe cadere in testa ai bambini che vengono in visita alla fontana" risolto dal contadino con l'abbattimento della quercia centenaria e di tutto il resto (qui). La cosa migliore è abbattere il bosco pericoloso e farci un bel parco divertimenti controllato e sicuro!
Dato il fatto che esistono ambulanze che hanno incidenti con ferite o morte del paziente a bordo, perché la famiglia di Mattia non propone anche l'abolizione delle ambulanze!?
Un altro passo contro la propria identità, contro il mondo contadino colla pervicacia di un felice e orgoglione progresso verso una distopia sicura e di plastica per tutti.
Il danno che queste azioni procurano è enorme,  molto superiore agli eventuali benefici che tali azioni porteranno a questa o quella famiglia.
Poiché esistono persone che soffrono allergie mortali al lattosio, eliminiamo i caseifici.
Mi verrebbe uno "Sparatevi che è meglio!" (per noi).

domenica 3 marzo 2024

Pro-fumo

Fine settimana di riposo. Rosa Canina è bloccata in casa, sulla seggiola a rotelle, no giri. Io sono arrivato piallato, gli anni passano e i carichi di lavoro mi lasciano, il venerdì, sempre più stanco, esausto. Così il sabato lo si passa a ricaricare le batterie, la domenica va meglio ma la metà del tempo è già andata. Lo splendido tempo piovoso - acqua benedetta per le falde, i campi, il bosco!- da una parte si è notato per una dolenzia all'anca, dall'altra parte mi ha permesso di riposare, di piccole attività casalinghe.
Adorabile lo stare in casa, accanto alla cucina economica: quest'anno ho prevalenza di castagno e un po' di ciliegio nella legna: a volte, quando apri lo sportello, esce un po' di pro-fumo, un fumo profumato di fiori, di frutta, di primavera, agli antipodi dal fetore emanato dalla legna di robinia pseudoacacia.

Questo tempo da case fuoco e pro-fumo sono stati tempi per un po' di convivio, ieri a pranzo, oggi a pranzo. Così, ieri la squisita polenta di vecchio Marano bio, presa col GAS, tirata al paiolo per almeno un'ora e mezza, fatta alla moda come si usa qui, con un ragù sapido (ottimo, eh, ma io da piccolo ero abituato alla polenta collo spezzatino e quella è ancora la mia ancora emotiva). A metà marzo, dalla montagna, arriva la ciccia del bio vitellone del GAS e così ho fatto un po' di spazio, in congelatore,
Oggi le orecchiette colle cime di rapa, come mi ha insegnato _audis che poi non me la dette, quella bella figliola mora pugliese, e i fagioli cannellini all'uccelletto, ammollati da ieri, coi resti della polenta di ieri, oggi ancora migliore.

Mi son perso un po' ieri sera, con alcuni documentari sul tango (qui; in un altro, ad esempio uno sulle nuove forme di tango, mi ha fatto sorridere, a questo punto, un tanghero macho-tradizionale così caustico sulle nuove mode nel tango). Vediamo, se questo mese, riuscirò a riprendere a studiare, qualche livello sotto, per ripassare e riscaldarmi.

Ecco, cibo e tango, così arcaici, archetipici, vanno alle radici, dove le nostre anime si perdono nel liquido amniotico di piccoli paradisi in terra.

(via pulminocontadino)

martedì 26 dicembre 2023

il tacchino

A dicembre c'è la tradizionale consegna della ciccia bioetica per il GAS. Avevamo saltato l'ultima, questa non ce la siamo fatta perdere. _aneri mi aveva chiamato e mi aveva annunciato che... non ci sarebbero state le anatre (germani reali) in quanto il cane del vicino ne aveva uccise sei o sette. Problemi con l'allevamento allo stato semibrado, in montagna. Gli ho detto che gli avrei pagato mezza anatra, mi co-incarico del rischio, non ha voluto.
Porcacciaa miseria, era tanto che avremmo voluto. Fanculo al merdoso cane del vicino!
Insomma, col vitellone abbiamo preso... un quarto di tacchino. Mah: ero scettico, il tacchino, mai riuscito ad entusiasmarmi. Beh, devo dire che... quel tacchino era semplicemente su un altro livello.
L'ho in parte congelato, in parte preparato in arrosto, domenica 24, con cipolle e salvia, secondo una ricetta de La Cucina Italiana.
SPET TA CO LA RE! L'abbiamo spazzolato in tre a pranzo, la sera, col resto del fondo, abbiamo condito degli gnocchi di patate.
Avrei voluto rinforzare ma... _aneri mi ha detto che per evitare le predazioni invernali (faine, donnole, volpi) ripartiranno a primavera. Penso che, come co-produttore, ne prenoterò uno. Ecco, io adoro questi giovani ragazzi e la loro ingegnosità e li sostengo come posso!
Oltre ad aspettare le anatre (_aneri pensa che passerà  alla Pechino, ancora migliori).

(tacchini con polli - carlodomenici)

mercoledì 8 novembre 2023

La pioggia e la Martinella

Il bel tempo, dopo la pioggia, specie se intensa, è bello come null'altro. Ci siamo dovuti recare, domenica, in una città ai piedi delle Prealpi. La notte piogge intense, la mattina c'era Il Verde. Terra grassa, scura, bagnata, verde, verde e verde. Che meraviglia. Poi la corona delle (Pre)Alpi candide, la neve, ormai rara, a stupirci.
Il Po, dopo mesi, era colla sua bella corrente, un accenno di piena, non un rigagnolo con i due terzi di letto sabbioso.
La meraviglia della pioggia!
Poi la luce bassa, morbida, che prende i colori e li satura, anche i colori c'erano nel baccanale.
Al ritorno siamo incappati, per caso, in un'altra meraviglia. Avevamo cambiato programma, in tarda mattinata, all'ultimo per cause impreviste.  Come pranzare?
Rosa Canina ha fatto una buona dozzina di telefonate, tutto pieno, siamo al completo  etc.  . Il tempo libero tutto organizzato. È così.
Usciamo dal casello, dal palloso trasferirsi industriale per iniziare a viaggiare, più lentamente, nel cuore della val Padana, ripassiamo il Po. Adoro questi scorci di campagna meno antropizzata. Avevamo deciso di proseguire fino a casa, avremmo mangiato lì.
Ad un certo punto, sulla destra, vediamo una vecchia insegna, proprio una casina, vicino alla ex stalla, trattoria, si intravedono, dalla vetrina, alcune persone sedute, tavolo semplice, interni semplici. Ci sono delle galline, un gallo, che razzolano sotto il noce.
Forse forse qui...!?
Entro per chiedere se hanno posto per due. Sì, se volete aspettare qualche minuto, mi rispondono. Qualche tavolo, silenzio, profumo, semplicità che va a braccetto col menù semplice, di tortelli di zucca, tagliatelle al ragù di anatra, gli anoli in brodo, la lingua salmistrata, il cotechino, gli spinaci, la torta sbrisolona, in questo angolo, Bugno Martino, in un cantone tra mantovano, ferrarese, reggiano.
Ecco, così abbiamo iniziato a goire, coi profumi, i sapori, ascoltando il discorrere in dialetto, quel gradevole misto tra lombardo  ed emiliano basso padani, il lambrusco mantovano servito nel mezzo litro.
Il nostro film, di essere tornati, per un paio d'ore, nel 1978 o forse 1957 o forse 1963.
La pioggia e la trattoria Martinella, felicità di una domenica serena di inizio novembre.

martedì 20 giugno 2023

Storti e felici

Sono riuscito a "portar" a casa, sabato_aceri, il mio amico ex tanghero che ebbe un ictus dal quale si è salvò, per un pelo sebbene uscendone malconcio.
Dopo i lunghi mesi di sfinenti lavori in casa sono riuscito a mantenere la promessa che gli avevo fatto. E' arrivato colla sua auto modificata ed è stato con noi per un'intera giornata. La sera abbiamo avuto una bella cena 

  • insalata mista fresca bbona guarnita con vinagretta salsina di aglio, balsamico e timo, un timo spettacolare che abbiamo che non ha mai profumato così
  • risotto al pomodoro, basilico e datterini dolci
    che questo è difficile che è semplice ma li ha mandati in visibilio
  • peperoni quadrati (qui ho peccato per il fuori stagione) con ripieno di sgombri e alici in salsa piccante
  • zucchine semplici con maggiorana, sempre al forno, due verdure con un piccione forno
  • panna cotta che Rosa Canina abbia lunga vita come l'ha fatta squisita, proprio colla panna fresca cotta e una composta fresca di duroni e marchigiani comprati dal contadino la mattina

Devo dire che siamo arrivati un po' stracchini a sederci, poi ci siamo ripresi.
Com-pagni anche con _rezza e _zia, la morosa/moglie, il mio caro istruttore della palestra del miglioramento personale. La cena si è affogata nella notte fonda: quando si sta bene, le ore volano.
Rosa Canina ha invitato una sua amica, così siamo stati bene in sei. La mia amata Rosa Canina, senza la quale tutto questo non sarebbe potuto succedere o sarebbe successo in misura minore (in effetti 'sti banchetti li preparavo pure da solo), la mia piccola quercia rigogliosa e forte che abbraccio e che mi dà gioia, mi prende, mi accoglie.

Per me ogni promessa è debito, sono felice di averla onorata. Il giorno dopo ce ne siamo andati, in tre, con _aceri, a fare un giro per minuscoli borghetti di montagna, colle casine storte e di pietra. Egli con il corpo in semiparesi a sinistra, io  con l'anca sempre più sbilenca. Questa lentezza obbligata ci ha permesso di goderci appieno quegli angoli di incanto e il loro straripare di ginestre, salvia, gelsomini, gerani, rosmarini, capperi rose, floridi.
Non posso aiutarti molto, caro. Però questo è stato un bel regalo che ci siamo fatti, storti e felici.

Qui eravamo seduti all'ombra, su una panchina di pietra, nel silenzio; la brezza muoveva il cipresso plurisecolare dall'altra parte. Felicità.

(unuomoincammino)

domenica 16 aprile 2023

Piccole cose

Questi mesi di stasi mi permettono di dedicarmi alla cucina e agli affetti più intimi.
Dunque, stamani, visto che il mio bipedinone ci aveva detto chiaramente che avrebbe voluto cucinare e sbaffare le polpette alla fiorentina (quelle vere, col lesso bono! - sono almeno tre anni che... non friggevo più a casa), ci siamo dedicati in tre alla preparazione del bel pranzetto, dalle dieci alla una.

  • tartara di carciofi
  • risotto ai fiori di tarassaco
  • polpette bbone e 'gnoranti alla fiorentina
  • patate al forno
  • fragole con panna fresca montata
Nel frattempo ho preparato anche una pentola di ragù alla bolognese visto che le scorte sono agli sgoccioli.
All'una è arrivata la morosa del mio prodotto, e poi, via col banchetto!
UnBipedinone sta diventando bravo, ai fornelli: venerdì sera ha invitato Rosa Canina e me (oltre alla morosa) sempre qui da noi ad una super carbonara spettacolare (non l'abominio open proposto di recente, gia' il nome in inglesano mi fa cacare!)
Ecco, le polpette alla fiorentina sono relativamente povere come ingredienti ma, come gran parte della cucina povera, richiedono un fracasso di lavoro.
Vento freddo tra tramontana e bora, abbiamo cucinato con le finestre aperte, specie durante la frittura. Devo dire che adoro questo freddo solatio, cielo blu di nuvole bianche correnti.
Poi acceso un bel fuoco, perché per mangiare bene, sia il cibo che l'ambiente devono essere caldi.
Ah, che meraviglia!
Felicità di piccole cose.

martedì 21 marzo 2023

Zero cibo

ineccepibile, di Gaia Baracetti.
Se volessi trovare il pelo nell'uovo (non si adirino i vegani per la citazione di questo cibaccio mefistofelico) avrei qualche obiezione sul rimarcare una sorta di tridimensionalità di ciò che invece, a mio avviso, è il dualismo inscindibile vita-morte. Lo zero è sull'asse vita-morte, non fuori di esso: l'opposto della morte è la vita e viceversa, dell'odio l'amore, lo zero è il nulla.
Non è un caso che una frase (evito aggettivi dispregiativi) di una certa "sinistra" è "Mettere al centro!" ovvero la ugualizzazione geometrica che collassa tutte le infinite diversità  dei punti di un cerchio al suo centro.
Peraltro questa ugualizzazione è proprio nello spazio del problema: negare la diversità è negare anche il dualismo vita-morte.
Ritengo che queste patologie del pensiero, dell'anima tendenti allo zero siano effetto e causa dell'urbanismo e dell'alienazione che ne deriva (non è affatto un caso che le zone rurali siano in gran parte sane ovvero senza queste patologie del progressismo - urbano è pleonastico). Vivere tendenti allo zero (avete presente tutti privativi usati nel marketing, "Questo prodotto è senza ...") sempre più  stipati (i commenti sono disarmanti e vanno tutti al dito, non c'è alcuna enfasi sulla luna, il problema principale, la terribile sovrappopolazione), di persone malate che credono di essere un erbivoro (mucca pazza, poi umano pazzo!), come se persone con un problema così grave potessero aiutare a risolvere altri problemi, in sterminate conurbazioni plastica-asfalto-cemento biocide a vita biologica zero, persone spesso con altri destabilizzanti problemi di identità. .
Persone sempre più zero, che mangiano non-cibo, vivono nella plastica, nella bruttezza (Italia culla di Arte e Bellezza!), nel non piacere - dolore, negando ogni propria identità, la propria natura.

Questa robaccia dei non-cibi viene propinata come progresso da nazioni che più sono malate e avanti in questa distopia.

Infine uno spunto polemico: la psicosi della sindemia da virus Corona e dei folkloristici e scientificih rimedi imposti coattivamente è pure una manifestazione di questo zero vivere-morire.

martedì 21 febbraio 2023

Assai alta bassa

Visto che non posso fare camminate che non siano brevi, niente tango, no uscite. Domenica ce ne siamo andati per l'Appennino, approfittando della bella giornata, in giro scoperchiati. Uno dei lati positivi della desertificazione umana dei nostri monti è l'assenza di traffico: una meraviglia!

Siamo usciti tardi e... così avevo adocchiato le recensioni di una trattoria in un minuscolo borghetto. Già arrivarci è un'impresa in sé, il capoluogo più vicino è ad almeno un'ora di stradina tortuosa di montagna. Luogo interessante, pensavo.

Così Rosa Canina ha chiamato (era comunque domenica)  e si è assicurata che ci fosse ancora posto per due.
A me piace molto questo perdersi per i monti di Appennino: a differenza degli accessi alle Alpi, che avvengono per gran parte attraverso grandi, ampie valli glaciali, l'Appennino ha valli scorbutiche, strette e, nella zona del macigno, spesso cupe, aspre, assai selvatiche (ora non è certo un'iperbole!).
Arriviamo a dieci all'una in questo borghetto, a km di boschi dal centro abitato "significativo" più vicino, un misto tra bicocche piccole e storte in pietra, presepio e villaggio collodiano: fa freddo (manca poco che il sole basso tramonti a sud-sud-ovest nascosto dal monte) ci sono ancora tracce di neve qui e là. Prima di entrare facciano due passi: le quattro casine affastellate sono storte, si tengon su una con l'altra. Però vediamo che alcune di esse sono "vive", con le imposte aperte. Sui quattro tetti ci sono tre comignoli che fumano. Ecco, io ho un debole per i comignoli che fumano: non c'è segno di vita più efficace di quei tubi di scarico di caminetti, cucine economiche, stufe con calore, sapidità e gioia di sensi intorno. Le folate bizzose portavano via il fumo che si ostinava a ribadire la vita lì sotto.
Entriamo nel bar-trattoria. Proprio bar-trattoria come molti posti in questi angoli sperduti e, come spesso accade, con rivendita di qualche genere alimentare, sia pure dismesso, mi pare. E' tutto storto (non c'è un vano rettangolare uno!), basso (la prima difesa contro il freddo) a finestre piccole, su più livelli, con qualche gradino tra un locale e l'altro.
La sala da pranzo è un luogo felliniano, costruita sopra un rio, che è stato tombato, con le vetrate tutto intorno, un paio di casse di amplificazione della musica (si ballava, un tempo, intuisco). Una quarantina di coperti, quelli con le tovaglie ancora in cotone robusto, piatti di ceramica bianca spessi, bicchieri semplici, un po' segnati dall'uso e riuso, le caraffe tondotte per il vino rosso della casa, alcuni commensali sono anziani, antiche coppie che mangiano in silenzio.
La favella è tipicamente quella dell'alta Toscana, le consonanti tra le vocali che si sentono appena accennate o addirittura rimosse e anche questo ci stranisce piacevolmente: come siamo lontani, qui!
In cucina ci sono tre signore, più larghe che alte e un signore, eta media oltre i settanta.
In sala ci raccontano a voce i tre primi tre secondi tre contorni: buon segno, penso.
Poi arrivano le delizie di queste assai alta bassa cucina popolare. Rosa Canina ed io ci accordiamo e facciamo metà piatto per ciascuno:
  • tagliatelle a mano col ragù di ciniale
  • tortelloni ricotta ed erbette burro e salvia
  • spezzatino di cervo con patate frittalforno
  • arrotolato di tacchino con ripieno e fagioli cannellini
  • arrotolato al mascarpone
  • semifreddo all'amaretto
Siamo passati da uno stupore all'altro: nessuna presentazione altisonante, nessun ghirigoro, nessuna narrazione, solo sapori, consistenza, profumo.
Mi chiedo, col deserto umano che avanza, quanto potranno resistere ancora queste meraviglie della seconda cultura (la gastronomia figlia della prima, agricultura, caccia, allevamento, orticultura).

lunedì 30 gennaio 2023

La nuova roba

Ieri Rosa Canina leggicchiava qui e là e mi riportava della nuova moda / diktat della farina di grilli. La nuova puttanata escogitata da quelle castalie di oligarchi progressisti,  non di rado provenienti da paesi nei quali la cultura del cibo è stata annientata da decenni, che sono la prima causa di questa nuovo orrore.
A cosa servirebbe la farina di grilli? A risolvere la questione de "la fame" e, in particolare, l'aspetto principale di essa che, storicamente, è quello della scarsità di proteine animali (*).
Nessuno di questi oligarchi importanti si pone la questione numero zero: la "fame" perché esiste (ovvero perché esiste la zootecnia intensiva e relativo impatto ecologico)?
L'ovvietà del "esistono troppe mandibole" viene ovviamente accuratamente rimossa.
Non solo, questi oligarchi progressisti sono i primi che apologizzano, realizzano e impongono l'importazione di masse sterminate di nuovi consumatori famelici e lavoratori schiavili di profughi, di pagatori di pensione, di portatori di nuovi, superiori stili di vita, di vittime di guerre blablabla bla verso la sovrappopolata Europa per i loro piani di crescita dei loro profitti e potere, per la loro hybris di salvatori e comandanti traghettatori verso il Nuovo Mondo.
Le Grandi Zecche sono peraltro pontefici del tecnoteismo più scemo (o fanatico, scegliete pure, tanto è lo stesso) una intellighenzia (? :) che si rifiuta di osservare la storia ovvero che le nuove tecnosoluzioni, quasi sempre, spostano i problemi su un piano di complessità, estensione e magnitudo ancora più  gravi.

Sono i guru alla Attali, alla Schwab, che nei loro consessi sbaffano Castelmagno riserva, ostriche con Ca' del Bosco,  cervo con composta di mirtillo rosso o lepre in salmì, non certo crocchette di lombrichi o purea di blatte.
Più o meno come con le banlieue applicate agli inferiori con lavaggi del cervello predicati da Portofino.

Personalmente boicotterò ogni prodotto e azienda che proporrà la nuova roba per inferiori da liquefare ulteriormente.
Ieri siamo saliti in montagna, a comprarci del grana squisito e qualche costina di maiale, che la sera sono state tanto 'gnoranti quanto bbbone. Mi dispiace per la vostra roba.

Siete ciò che mangiare ed essi vi vogliono come insetti, a miliardi, insulsi, manipolabili, sfruttabili, in modo che abbiate la consapevolezza da insetto. Nel caso non vi adeguiate vi sostituiranno con altri.

mercoledì 21 dicembre 2022

Bleah skif puah!

Sono rare le occasioni nelle quali butto del cibo: ieri sono incappato in una di queste. Il bio contadino del GAS ci ha portato la ciccia bovina, il fine settimana: ieri abbiamo fatto spazio e Rosa Canina ha cucinato un coniglio che il bio contadino ci portò il 6 dicembre 2021.
Carni ancora sane ma... rovinate dal pessimo rancido delle poche parti grasse, un boccone delle quali mi è finito in bocca alla fine impestandomela per buona parte della serata.
Bleah skif puah!
Mangiamo relativamente poca carne, abbiamo sopravvalutato il congelatore: i canoni vorrebbero che per il coniglio non si superassero i sei mesi in congelatore. Sapevo della deperibilità delle carni suine anche in congelatore, pensavo che il coniglio, in quanto erbivoro si conservasse più a lungo. Macché!

sabato 11 giugno 2022

Idrococche


Due sabati fa ritirai un paio di quintali di prodotti (sono referente del GAS per quell'azienda) ad un mercato contadino giù "in città" per l'ordine estivo alla bancarella del produttore. Nell'occasione feci anche un po' di spesa di fresco a quel mercato contadino.
Una bancarella di un'azienda dei colli a oriente della provincia propone le albicocche (quest'anno ci sono!! niente gelate!) due chili cinque euri.
Cosa me ne faccio di due chili? penso.
Arriva uno di fretta " sono così buone che ne prendo ancora!".
Vabbè, sono mature (sono in offerta!), dicono, c'è siccità, saranno dolci... prendiamone due chili.

Mi ricordo il disprezzo degli ex suoceri tedeschi (nonostante fossero luterani e con un approccio a volte severo al cibo) per gli holländischen Wassertomaten.
Le albicocche all'acqua, non aspre, non dolci, non mature, non acerbe, non saporite, non succose, non farinose, non profumate: erano talmente scarse che non riuscivano ad essere neppure cattive. Peggio di quelle della GDO.
Col senno di poi penso che... fu un acquisto sbagliato rispetto alla stagione: ci sono varietà (cultivar) selezionate per essere precoci che, in genere, hanno vari limiti e producono... robaccia!
Non butto via il cibo, me le sono mangiate tutte. >:/

mercoledì 29 dicembre 2021

Disadattati sociali - 2

(Disadattati sociali)

Di tanto in tanto apro una finestra sul mondo e... non capisco. Mi rendo conto, ogni volta di più, di essere disadattato, sociopatico, (es)stran(e)o. Ieri sera a Radio 24, al posto de La Zanzara, un tale coi suoi argomenti natalizi. Si arriva allo spreco del cibo. Considerando la filiera completa, da studi che facemmo al GAS, un terzo del cibo prodotto viene gettato. Iniziative varie più o meno caritatevoli per ridurre il danno.
Io, semplicemente, non capisco. Non capisco cose e ogni anno che passa sono sempre di più.
Non capisco quelli che entrano al bar per il cappuccino e il cornetto, per giocare il superenalotto, per leggere la gazza e lasciano fuori benna, o camion o furgone accesi. Non capisco neppure perché le persone gettino il cibo.
Ci saranno due o tre volte in un anno in cui, per motivi disparati, mi va a male un piccolo resto di cibo che non sono riuscito a finire. Cos'è gettare il cibo?
Non so cosa pensare. Forse è cibo di scarsa qualità, scadente, di plastica. Tanta roba che poi finisci per buttare, tanto è robaccia. Forse costa troppo poco. Avevo un collega di Benevento che mi diceva che giù è quasi un vanto preparare e quindi gettare grosse quantità di cibo, specie quando ci sono ospiti. Una conoscente statunitense raccontava di questi tacchini mammuth nel giorno del ringraziamento, più erano grossi e peggiori erano, pigliavano a tavola, un boccone, poi buttavano via il moloch mediocre e tutta la sua farcitura. Il buttare via il cibo di plastica sarà uno degli altri peggio ai quali noi colonia degli SUA siamo stati ammansiti.
A me sembra una cosa proprio scema. Anche qui la sciatteria e i comportamenti gregari così fan tutti hanno una incredibile potenza nell'ottenere il peggio dalle persone, come se ce ne fosse bisogno!

Vivere da disadattati sociali comporta lo stare sistematico ben lontani dai flussi di massa. Ha molti lati positivi, richiede una buona organizzazione e forza di volontà. Ha alcuni lati negativi. Come reazionario io ho preparato l'albero di Natale l'8 dicembre e non ho fatto alcun bagordo fino a Natale. Come edonista ho sempre curato il digiuno prima dei banchetti, l'astinenza prima della lussuria, il ritiro prima della festa, il silenzio prima della musica.
Così anche quest'anno non ho neppure assaggiato un boccone di pandoro, solo il 25 mattina, nonostante ne sia molto ghiotto. Anche se, per questi flussi di consumi massificati e cretini, il pandoro era ormai vecchio di almeno un paio di mesi, i primi sono apparsi nei supermercati all'inizio di novembre. Cazzo centra il pandoro con novembre!? Ma perché questo scemi arrivano a Natale con il dolce vecchio e con molte minori proprietà organolettiche., con la nausea per essersene abbuffati prima? Boh. Non capisco.
Fa parte della tendenza al cibo di massa  sempre più scadente. Quello che alla fine, viene pure buttato.

Io ringrazio i miei severi, genitori per la loro educazione non so se "prussiana"  o arcaica o cattolica, semplicemente, intelligente, per cui il cibo è sacro e non si getta. Mi obbligavano a finire il piatto quando non avevo più fame. Bastava un occhiata severa e finivi e dovevi pure pulire il piatto, altrimenti sarebbe stato peggio, doloroso! Com'erano fasciofassisti! La prossima volta ne prendi di meno, solo gli stupidi hanno gli occhi più grandi della pancia!
Ecco, la buona educazione borghese, si fa con la severità intelligente, fin dalla più tenera età. Ti rende un disadattato sociale, con tutti i pro e qualche contro.

(via ansa.it)

mercoledì 24 novembre 2021

Cucina andata bene

Antipasto: tartara di carciofi, riuscita bene. Quindi...
Capretto alla Gambellara e purè di patate "come Dio comanda".
Frollatura e due ore di forno hanno prodotto il migliore (cosciotto di) capretto che io abbia mai cucinato.
Il purè anche ottimo.
Ieri sera la cucina è andata bene.

(unuomoincammino)

martedì 26 ottobre 2021

Scottadito mutante

Ho scoperto che l'olio di lino (che uso da qualche tempo per le sue proprietà salutari) ha il  sapore del pesce azzurro. In realtà hanno il sapore degli omega 3 e 6 dei quali sono ricchi. Le insalate escono un po' ... pesciose. Se avessi conosciuto prima l'olio avrei detto che il pesce azzurro avrebbe qualcosa di linoleicoso.

Sabato ho visto sarde fresche a... 2,50€/kg. Penso che neppure i legumi costino così poco. Trovo la cosa al limite dell'immorale. Rosa Canina mi ha detto che una sua conoscente le acquista fresche per i suoi gatti perché costano di meno di crocchette e scatolette.

Ne ho presi sei etti e le abbiamo fatte "alla scottadito", ricetta schietta e rustica romagnola, al forno, belle croccanti. La percezione è mutata: molto buone, poi buone, poi decenti, poi... basta!
Il sapore di mare è molto forte, tanto forte (o greve) che al diminuire dell'appetito diviene meno gradevole, più sgradevole. Questo probabilmente, ne spiega il prezzo così basso.