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venerdì 12 giugno 2026

_ddova

 Questo periodo complicato forse è alle spalle: abbiamo trovato una badante (neppure sotto tortura userò quell'anglismo ora di moda nell'inglesano che dilaga), una cara persona che ora si è aggiunta alla famiglia dei miei due veci e di mio fratello che vive (praticamente quando non è al lavoro o via) con loro.

I miei veci sono tornati quasi bimbi. Mio padre fa i capricci come un bambino e mette i bastoni tra le ruote: la fine di settimana scorsa gli ho dato una forte lavata di capo, visto che coi suoi capricci da bambino viziato cercava di imporre un suo sgarbo cercando di girare la frittata. Brillante intellettualmente, ora non ha più la capacità di manipolare gli interlocutori, la dialettica girafrittatistica. Così passo dopo passo, usando fatti e logica, l'ho portato davanti alla evidenza del suo errore. E' stato energicamente molto intenso. Anche se ha passato da tempo i novanta, vorrebbe fare il "patriarca": solo che un patriarca deve essere il primo a dare i buoni esempi, rifuggire da essere bullo in casa. Dopo la strigliata pesante mi faceva quasi pena, così inerme, forse (forse!) resosi conto dei gravi sbaglio e peccato commessi.
Mio padre,con _ddova, perde parte del suo potere "immaginario" (immaginario perché da tempo non è autonomo su molte cose) e così mette, appena può, i bastoni nelle ruote. Pare essere un motivo ricorrente, quello di noi vecchi uomini, ostili a coloro che devono prendersi cura di loro.
Perdere autonomia e avere estranei in casa non è facile per nessuno, capisco. Eppure, questi esercizi spirituali molto grevi - lo è l'invecchiare, lo è stato per me entrare nel mondo rallentato che precede l'arrivo al capolinea (usando la metafora di papà) valgono per me, per i miei fratelli, per mia mamma che si è letteralmente, fisicamente, massacrata la schiena nel tentare di assistere e "manovrare" mio padre infermo a letto.

Non è affatto facile neppure per queste donne entrare nelle famiglie. Cambiare modi di vita, essere ospiti, a tempo, dover far proprie abitudini, usi, alimentazioni, orari non propri. Facile un bel ciuffolo (mio padre, ostativo, si arrabbiò quando cercai di farglielo capire ma, come egli dice sempre, impossibile far capire qualcosa a coloro che non vogliono capire).

Ad esempio, i miei ora, per vari motivi, non possono quasi più mangiare verdura e frutta: questo non aiuta _ddova che ha molta verdura nella sua alimentazione.
Così quando mi ha raccontato un po' di lei, della sua solitudine (veramente essere sola in questo mondo, con tutti i suoi cari già morti, una figlia in Francia e il figlio in mezzo alla guerra russo-ucraina che non vede da molto tempo, morti i genitori, morte le amiche) dei sacrifici, della povertà da cui viene, dalla miseria del tirar su da sola due figli, divorziatasi da un marito alcolista con tutti i gravi problemi che quella tossicodipendenza comportava.

I miei cercano, si impegnano molto per cercare di fare quel che possono fare ancora da soli: questo aiuta _ddova ad avere meno incombenze ma, come tutto, ha i suoi contro. I miei hanno orari dei pasti posticipati di circa quattro ore rispetto alla norma. Così _ddova, si è sfogata un po' con me, dice che per lei è faticoso pasteggiare da sola. Considerando la solitudine che mi ha descritto, comprensibile.

Io ho colto questi segni e ho cercato di assecondarla un po', in casa, di pasteggiare con lei in quei tre giorni.
Ha avuto una piccola felicità quando le ho chiesto di prepararci il borsch, piatto che desideravo gustare (e preparare, ora devo risolvere il problema dell'aneto introvabile qui in Appennino) da anni. Ho notato che ella ha certamente una tecnica molto valida, in cucina e attenzione agli ingredienti (sia pur con la nota, continua, dell'attenzione al loro costo): insomma, nonostante sabato della fine settimana scorsa (sabato 30 maggio) facesse un caldo orribile, mi mangiai quasi quattro piatti di quella squisita minestra di verdure.

Borsch zuppa ucraina ma, comune in tutta l'Europa orientale. Le ho chiesto da quale parte venisse. Le sue parole furono :- "Ufficialmente sono ucraina, ma io parlo russo, sono russa di cuore, di famiglia, di tradizioni, la mia famiglia da sempre tra il Donbass e Belgorod". Era molto accorata quando diceva che spera solo che la sua terra torni Russia.
La ascoltati in silenzio, attentamente. Il mio cuore vorrebbe che Ucraini e Russi smettano di massacrarsi, che addivengano alla realtà delle molte cose comuni, ai valori che condividono. Del resto capisco che siano alle vaghezze sentimentali, considerando i secoli di inimicizie.
Ecco, _ddova è una di quelle persone povere ma con grande dignità, sobrietà, eleganza che, per quanto dimessa, rimane fine e unica. Mi ricorda, quasi, i nostri cari nonni, quelli che con dignità e spirito di sacrificio, superarono mille difficoltà rimanendo persone dignitose, con una eleganza, la eleganza sia formale che della dignità.

martedì 19 maggio 2026

Perdere velocità

 I tempi sono dilatati, qui a casa dei veci. Tutto è lento, lungo, sempre più rallentato qui.

Lungo, lento, rallentato.

Si arriva alla morte calando la velocità, fino a ché essa diventa nulla.

Vedo il tempo che smonta le mie radici. Alcuni segni nel quotidiano mi portano mestizia: non riescono più a manutenere le loro cose, una casa una volta ordinata e pulita ora invecchia con loro.

La recente perdita di autonomia che significa potersi muovere in città, fare la spesa, prendere aria e sole è l'ultimo dei gradini, della scala in discesa, sul quale sono passati.

È tutto lento, lungo, rallentato. I miei cari veci stanno arrivando al capolinea.

Per quanto possa essere un esercizio spirituale pesante, quello del Memento Morì!, il poterli aiutare e accudire, a fini settimane alterne, mi dà senso, senso di unità, di essere parte di quella ruota, restituire le cure e attenzioni che ricevetti. Fa parte di me, quando mia mamma prese la nonna Angela, in casa, colpita da ictus, per alcuni anni. Per me è semplicemente incompatibile mandarli in una casa di riposo.

Però è pesante. Le cose importanti sono sempre faticose.

Onora il padre e la madre.

martedì 13 gennaio 2026

Relitti d'inciampo

(unuomoincammino)

Così inciampi in questi relitti di borgo, di
vite umane e di bestie. Leggi il segno del tempo che fugge, le speranze, in vite aspre, nei Santi, nella Madonna.
Istruzione per i piccini, numerosi a quei tempi, seconda metà dell'Ottocento, parte della poderosa crescita demografica certezza per fame, miseria ed emigrazione, guerra,  preghiere per ciò, spesso gramo, che li aspettava.
Anche se domenica era giornata di sole, colla bellezza straripante dell'Appennino a circondarci nella nostra camminata, quell'inciampo mi ha lasciato pensieroso, a meditare.
Le porte sono chiuse, i comignoli non hanno più  il loro pennacchio di fumo.

lunedì 5 gennaio 2026

Podere Riosecco, Babbo morto

 Sono molti mesi che Rosa Canina ha passato la vetta che caratterizza la vita biologica di una femmina, di una donna e, scendendo, si è incamminata in ciò che è la menopausa. Questo ha comportato l'annientamento della sua sessualità, del nostro eros. Riusciamo a scherzarci, ridiamo molto quando parliamo dei nostri Podere Rio Secco e Babbo Morto. La nostra ironia, tuttavia, distrae, alleggerisce ma non cambia di una virgola la realtà.
Anche io non sono più un testosteronico assatanato né un giovane, affascinante seduttore.
Da non molto a zero è dura. Il volersi così bene è raro. Questo è il nostro incenso, la nostra mirra. Stasera, Rosa Canina ha appoggiato una mano sulla mia coscia sinistra, mentre guidavo, poi a preso la mia destra nelle sue mani. Amo quando abbiamo questi teneri toccarci. Mi basta questo per essere felice.

Una volta scrivevo che la differenza tra una coppia di amanti ed altre coppie è proprio la dimensione erotica.
Ieri ero in una piccola milonga, molto colorata, assai animata, affollata e con molti giovani tangheri. La prima volta che andavo lì, nonostante i ripetuti inviti di Tecla.
Ho ballato prevalentemente con giovani donne. Il tango è così, per noi uomini è oggettivamente complicato, difficile. Alcuni di noi, i pochi che non lasciano, un po' alla volta migliorano. Così alcune giovani tanghere riescono a divertirsi con... uomini che hanno alcuni lustri in più.
Ecco, una volta che gli occhi si sono incrociati, che c'è stato il cenno ed il sorriso di assenso, inizia la sfida a due. Durata? Una tanda, una dozzina di minuti nei quali bisogna capirsi, avvicinarsi e tentare di combinare un'opera estetica inutile. Molto spesso accade. Cosa? Accade che l'abbraccio del tango e l'impresa insieme porta a questa pazzesca, subitanea intimità. Guancia su guancia, cuore contro cuore, le sue tette sul mio busto, i suoi occhi nei miei.
In questi anni ho sempre ignorato l'aspetto erotico del tango. Per me c'erano solo tentativi di arte in due. Ora sento quei corpi di (belle) giovani donne e, ... dal fondo, arrivano i suoni di risacche, cupi di eros che in fondo al granito, a montagne di roccia, tira dei colpi, sobbalzi tellurici lontani. Non c'è il nostro organico eros vivente col suo rumore di base a oscurare, a coprire altro. Non c'è più.
Io comprendo, ora, come certi uomini possano impazzire per donne giovani, venti, trent'anni più giovani.

Ecco che il tango diventa, ora, un esercizio spirituale nel momento che osservi, ego e scherzi, pulsioni e differenze anagrafiche, queste tenzoni. Basta allontanarsi un po', solo un po' e noti che non è che un altro scherzo dell'ego, uno scherzo intrigante, inebriante. Uno scherzo.
Perché per mille mila motivi è bene e giusto che una giovane donna stia con un giovane uomo e non con uno con venti o trent'anni di più.
Io sono sempre molto "pulito", seguo la tecnica, non strofino, non premo, non tocco. Nelle mie braccia ho una danzatrice. Sento le sue mani, il suo cuore. Sì, è una femmina. Ma è SBAGLIATO. C'è  una giovane donna che danza, che balla con me. Fa sorridere, ma io mi impegno a ballare con loro come se fosse mia figlia. Mi devo impegnare un po', perché non sono mie figlie.
Lisa, Ilaria, Agnese, Beatrice, , ... ecco, la nostra tanda, il nostro amore dodici minuti, è finito. In ciascuna di trovo qualcosa di speciale e le ringrazio, sinceramente, per le loro peculiarità. Esse percepiscono che non ho altri fini, io sento che si rallegrano.

E' un esercizio di osservazione del passare del tempo, di questo cammino che ha un numero di passi finito, un po' di meno, ora.
Balli tango con giovani donne e per comprendere, per renderti conto di invecchiare.
Rosa Canina, anima mia, ti voglio bene ed è giusto così, volersi bene, anche se non c'è più la passione. Perché quel tempo è passato, è passata quella parte della vita. Ci sono milion mila ragioni per essere, così, come è giusto e sano che sia. Andiamo avanti, amore mio, in questo nostro cammino.

sabato 18 ottobre 2025

Ultima volta

 C'erano  tre generazioni attorno al pane, al cibo buono, al fuoco. Così, dopo una dozzina di anni i miei veci son giunti fin a questo cantone di Appennino, da lontano.

Mio papà ha trovato orecchie attente ai suoi racconti  alle citazioni della storia. Mia madre ha fatto comunella con Rosa Canina e ha visto ora, la sua casa unita alla mia.

Cari veci, ho pianto un po' quando, dopo ore di letizia, vecchie mie radici, siete saliti in auto. Si son chiuse le porte e siete andati via.

La letizia dell'ultima volta. Mi commuove, porta lacrime. Questa è la vita che si muore e ce ne andiamo.

giovedì 9 ottobre 2025

Pace dei forti

Il volere la pace può essere sentire autentico solo per i forti, per i violenti, i prevaricatori. Non per i deboli e coloro che subiscono. Anche se nel pensiero comune è quasi blasfemo, sono i forti che possono avere discernimento per fermarsi, per scegliere tra odio e violenza e pietas, possono volere la pace. Non c'è volontà senza possibilità di scelta, discernimento.
Un motivo in più per uscire dalla lagna apologetica, molto in voga nei mondi al contrario, che esalta i deboli e criminalizza i forti.

Ora, dopo la lezione ad Hamas, bisognerebbe impartire una lezione ai tumori coloni che si espandono a danno dei contadini indigeni palestinesi.

In ogni caso, i due bubboni demografici sono destinati solo a terribili disastri e nefaste conseguenze. 

venerdì 18 luglio 2025

Delle pippe, della morte, della natura

Dopo essermi spaccato la testa per cinque giorni, e l'anima, così duro questo lavoro, sono tornato da loro. Rosa Canina ed io li seguiamo da qualche tempo, sporadicamente, vorrei di più. Cercavo, stasera, un po' di sollievo, demoralizzato per lo schianto, per complessità e gazzarra, un fottuto, merdoso casino.
Quando parlo di patologie degli artificializzati urbani ho in mente anche la salubrità, la sanità in pensiero, corpo, mente e spirito di coloro che sono nella natura. Vi lascio alle parole di Leonardo, molto semplici e che vanno al senso, adamantino, di vita, morte e natura.
Ecco, dopo fatica, durezza, di lavoro di questi giorni, spappolato, ho trovato conforto in loro, Nina e Leonardo.
Sono stanco.

Quanto tempo è(ra) che non condividevo un video?

martedì 31 dicembre 2024

Lattico, stambecchina, gioia

(unuomoincammino)

Domenica 29 siamo andati a farci una piccola cima, dovrei dire in invernale ma... era così caldo al sole e secco che ad un certo punto mi son tolto la parte inferiore delle braghe e sono rimasto a gambe scoperte. Senza ciaspole, ghette, i ramponi nello zaino, in un paio di passaggi in neve di accumulo ho avuto la piacevole sensazione della neve su stinchi e polpacci.
Non una nuvola, traccia di umidità all'orizzonte. Come si vede dalla foto dalla cima, verso nord, nord-est, veramente poco bianco.

Allenamento prossimo allo zero, devo dire che ieri, nonostante la sgambata di un tre ore circa, alla sera sono stato assalito dai litrate di acido lattico in corpo, sembrava che avessi l'influenza. Quest'estate con non-allenamento analogo, dislivelli e lunghezze molto più impegnativi, zero problemi. Mah.
Rosa Canina ha camminato come una stambecchina e sono molto felice che sia tornata camminatrice e alpinista. Scherziamo sempre, vado all'assalto per baci, bacini e sbaciucchi, ella fa la brontolona, poi ridiamo tanto.

La montagna rimane una palestra e di vita e spirituale formidabile. Essa richiede la capacità di stringere i denti, di superare difficoltà e imprevisti, la capacità di rinunciare, di conoscere i propri limiti, di sapere che c'è un rischio e c'è un premio. La gioia della cima, del paesaggio, essere un po' più vicini al Signore delle Cime, di aver vinto la fatica e la resistenza della mente, danno una grande gioia.

Ecco, l'acido lattico oggi mi ha fatto rimanere a casa per ritmi un po' più lenti e sbrigare alcune faccende, annullata l'ascensione odierna, decisamente più impegnativa, causa stanchezza.
Ecco, potrei augurare a me, a Rosa Canina, a coloro che leggono, buone camminate e ascensioni, in montagna e nella vita, nel silenzio, con la felicità di essersi sacri-ficati per una cima, per un buon risultato che aiuti a migliorare questo mondo, a lasciarlo anche solo un poco meglio.

sabato 27 luglio 2024

Se ne va

Notavo la carrozza relativamente nuova e già vandalizzata, con le prese rotte, proprio da coloro che le utilizzano, le guarnizioni dei finestrini strappate. C'era una giovane donna nordafricana (senza velo, qualcosa di positivo!) con i piedi sui sedili. Le ho detto :- "I piedi sui sedili... si sporcano! Poi domani troverai il treno su cui ti siederai sporco!".
Mi ha guardato, contrariata, allibita, come se avessi detto una cosa assurda, da un altro mondo. Sì, da un altro mondo.

Vado a trovare i miei veci, oggi è il compleanno di mio papà. Passati i novanta, arranca sempre più, mia mamma mi fa presente i segni di perdita di lucidità.
Ecco, questo passare del tempo, dai treni vandalizzati ai corpi e menti che perdono funzionalità, vanno verso il disfacimento, mi mettono mestizia.
Anche il mio zaino, nonostante le attenzioni, la cura, la manutenzione regolare, mostra i segni del tempo.
Ecco, questo tempo che se ne va, mi lascia malinconico.

lunedì 8 aprile 2024

Che se ne va

Così, a lezione, _maolo, la mora del profumo, mi ha detto che _polfi se n'è andata, circa un anno fa.

Sono stato lontano dal tango e la vita è corsa in avanti, precipitevolmente per lei. Non è stato sufficiente la sua simil giovinezza, che sembrava avesse dieci anni di meno, fece pure una bimba. Questa vita che se ne va.

giovedì 30 novembre 2023

Tanatogramma

Sono seduto, in attesa che mi ricevano.
Era arrivata, trafelata, una signora  che aveva chiesto di entrare dalla madre. Le avevano detto che al momento, purtroppo, non era possibile, di attendere. Dopo qualche minuto è uscito un signore che le ha comunicato il decesso della mamma avvenuto da qualche secondo.
La mamma, 91enne, era stata ricoverata l'altro ieri, una polmonite fulminante. La figlia ha tentato il ricovero, che la medicina potesse salvarle la mamma. Purtroppo questo le ha impedito di essere vicino alla sua Anna al momento  del trapasso.
Mi ha fatto pena, questo non essere presenti, essere lontani, per qualche attimo di ritardo o anticipo ed essere troppo vicini per essere lontani. Un ultimo bisticcio tra tecnica e com-passione.

"Ora dobbiamo completare il tanatogramma."

Mi ha toccato, questo.

domenica 23 luglio 2023

La reunione

Giovanni e Maria, Simone e Maria.
Sono i miei bisnonni materni, Giovanni e Maria babbo e mamma di nonna materna Angela, Simone e Maria,  babbo e mamma di nonno materno Alessandro.

Ora dovrei lavorare un po' sull'algebra parentale per esprimere, sempre che sia possibile, la topologia con Glenda, bis ter pro cis arci cugina che dall'Ohio è risalita alle radici, per organizzare la reunione,

Oggi così, con Rosa Canina - così felice di averla al mio fianco! - sono stato avviluppato dal ricostruire relazioni, transitive, risalendo da rami e ramoscelli al tronco e poi, indietro, nel tempo, verso la base, poi alle prime radici.

Così ho ascoltato le testimonianze del fare sacro, il sacrificio di gente operosa, intraprendente, sveglia. Noi non saremmo capaci di superare tutte le traversie che essi affrontarono.
Sono rimasto costernato e poi pensieroso, meditativo su queste vite asperrime delle quali siamo i frutti. Forse solo un breve affacciarsi sulla ruota, enorme, della vita-morte, della quale siamo solo un attimo.

Angela e Alessandro

lunedì 6 marzo 2023

La fatica che se ne va

Siamo saliti al campo di Rosa Canina, ieri, a prendere alcune cassette di legna fine, per accendere il fuoco, che preparammo alcune settimane fa. Bella coltre nevosa, una grazia di Dio per le falde, dopo anni di siccità. Dal fondovalle, fin lassù, non un'anima viva. Abbiamo lavoricchiato un po' sotto al sole, anche come scusa per... fermarci e prendere un po' di sole, appunto.
Anca messa decisamente male, mi ha fatto anche molto male quando ho spalato qualcosa per poter aprire il cancellaccio sbilenco anch'esso, per accedere. Alla fine, passate le due, abbiamo chiuso baracca e burattini e per stare ancora un po' all'aperto, abbiamo fatto due passi, fino ad un piccolo borgo, vicino.

Le nevicate recenti hanno sfondato il tetto di due edifici. La fine, per essi, già in cattive condizioni, sarà assai veloce, ora: senza tetto si ammalora tutto molto rapidamente.
Pensavamo agli enormi sacrifici per tirar su quelle case, le dolci case come rifugio per vite spesso austere se non grame! Tutto, dico tutto, fatto a fatica, a spaccarsi braccia, mani, schiene a tirar su, tutto a mano, pietre, cemento, travi, malta, coppi, mattoni.
Tutta quella fatica di coloro che speravano di lasciare un mondo migliore (ci sarebbe da discutere qui) si sta sfasciando, si sfascerà su se stessa, col lavoro, coll'oblio lenti, implacabili di piogge, acqua, gelo.
Bella la vita, che se ne va!

(unuomoincammino)

venerdì 6 gennaio 2023

Ora quindicesima, venerdì

È appena tramontato il sole, la temperatura è già iniziata a scendere, e in questa Epifania che cade di venerdì, le campane di San Vizili hanno suonato il lutto dell'ora quindicesima del venerdì.

"Queste di fine dicembre sono le notti più lunghe, e così nel silenzio della casa ascolti gli scatti dei secondi sull'orologio che da soli riempiono lo spazio che ti è attorno. (...) Attraverso le finestre guardi le stelle che vanno per il cielo, come i tuoi ricordi, o le tue fantasie. Paesi lontani, amici, cose vissute o lette, poesie che ricerchi. I giorni di ieri, lontani, e quelli di oggi. La morte. Il tempo va via lento o frettoloso; non sai se sono passate ore o pochi minuti. L'alba non rischiara. Vorresti uscire dal letto, rivestirti e affrontare il freddo, la notte stellata e la montagna per incontrare le persone care, le fanciulle amate, i compagni. Una lunga fila di volti."
Mario Rigoni Stern

Grazie, caro _zzz, per il pensiero di Stern.

giovedì 2 giugno 2022

Come una raffica

(unuomoincammino)

Passano gli anni: 2019, 1988, 2004, 2020, ..
Questi luoghi alti, in cui il limite fisico tra terra e cosmo si protende un epsilon in quest'ultimo, sono un dispositivo emozionale, sono esercitatori spirituali. Su questa croce che resiste al vento, sole, neve, su una  piccola vetta  dell'Appennino, alcune persone hanno infisso pensieri su affetti cari che sono passati di là, che hanno compiuto il loro passaggio in questo mondo fisico.
Spesso morti precoci di coloro che se ne vanno presto perché son cari agli dei, la cui fine ha lasciato molto dolore e buchi e ferite nelle vite degli altri.
Camminare in silenzio in montagna, specie per cantoni deserti di questi monti spopolati, è un camminare anche nel mistero di questa vita che passa, scorre va via, come una raffica solitaria di questo libeccio ancora temperato, arriva, la senti, e già non c'è più. Arrivi in vetta, senti il vento, le onde di verde e azzurro, già  devi scendere.

venerdì 28 gennaio 2022

Canti primordiali

  • Ma tu gradisci la sincerità nel mio intimo,
    nel segreto del cuore mi insegni la sapienza.
    Aspergimi con rami d'issòpo e sarò puro;
    lavami e sarò più bianco della neve.
    Fammi sentire gioia e letizia:
    esulteranno le ossa che hai spezzato.
    Salmo 50

Oggi sono così, coll'anima che si immerge in questi canti, trova conforto, sollievo, si abbandona. Come sono profondi, antichi, primordiali e fini, sottili, potenti!
Essere sempre così efficiente, programmato, i ritmi sono assillanti, veloci. Vorrei fermami, solo un po', arrestare il tempo precipitante!
Questi canti sono ciò che è inesprimibile, oltre i tempi, oltre il tempo.


(ensemblemusicale kukuzel,lubomirgeorgiew & dimitardimitrov)

mercoledì 22 dicembre 2021

Le piccole morti

Ecco il sole invitto che, oggi, riprende la sua risalita sul nostro orizzonte. Col passare degli anni questi cicli che si completano diventano sempre più piccole morti.

Sono giorni  un po' cupi e di preoccupazioni: un collega nonché Maestro per me, ha finito oggi il suo ultimo giorno di lavoro, qualche giorno di ferie e poi la pensione. Io dovrò subentrargli in alcune aree e sento il peso della responsabilità e il fatto che il passaggio di competenze non ha potuto che essere incompleto. Egli era ideatore, architetto e muratore di quelle parti, molte cose sono solo in lui e con lui se ne vanno. Infine, io non sono al suo livello. 
Egoisticamente, non avrò più possibilità di imparare da un Maestro: bello per ciò che fu e terribile per ciò che non sarà, allo stesso tempo.
E' una piccola morte, oggi.
Il mio amato Inno dei Cherubini dice ciò che le mie parole non possono.

Una maratona

Ieri avrei voluto fotografare la posizione del sole al tramonto sostiziale ma... per il secondo anno di seguito c'era nuvolaglia.

In questo periodo rifuggo ancor più  dalle bolge massificate del consumismo, la reclusione per i non vaccinati ha anche aspetti positivi. Non solo positivi: dopo quasi due anni sabato è tornata la milonga del cuore, la Milonga Sì. Non ho il mega arci iper ultra super lasciapassare vaccinale, non ho potuto neppure fare richiesta di partecipazione.

Mi pare, una volta di più,  che tutto lo strombazzamento, la narrazione fideistica sì-vax, dimostri ciò che è, una sorta di infatuazione collettiva isterica che ha trasformato uno strumento utile in alcuni casi, con dei limiti, nel nuovo vitello d'oro del tecnoteismo. Omicron, dicevano molte settimane fa dal Sudafrica, è più contagiosa  e meno aggressiva (in biologia è nota questa tendenza evolutiva dei virus). Dei due aspetti il primo è stato ripetuto psicoticamente alla nausea, il secondo è stato sistematicamente rimosso. 
Ora essi sono terrorizzati dalla cortocircuitazione: tamponi ai vaccinati sì ma non si deve dire perché temono le reazioni. Pure la caramella per invogliare alla vaccinazione diventa più  piccola e meno buona.
La narrazione "a fin di bene" sta esplodendo in bocca ai narratori. Pure i fedeli trasognanti prima o poi torneranno alla realtà.  Questi movimenti collettivi isterici, di massa e ondivaghi sono una delle conseguenze della socialità da nostra etologia. Ciò non significa che non possano essere pericolosi.
Anche la terminologia inglesana, il boost, il razzo, evidenzia il "tutto e subito" tipico della psicosi liquidità. Il "tutto e subito" è l'annientamento della dimensione temporale del vivere, ovvero della dimensione spirituale. La vita è una maratona, non cento metri.

sabato 4 dicembre 2021

Dilettante

  • Nei prossimi dieci anni il trenta per cento degli ingegneri europei andrà in pensione.
    (convegno aziendale, autunno 2019)

Riflettevo sul vituperato concetto di dilettante e su quanto, osservo invece nella realtà.
Di tanto in tanto incappo in lamentele da parte di alcune persone per il fatto che il figlio o la figlia sia in situazione precaria di lavoro. Sai, Massimiliano è al quarto master, questo alla uni di Vattelapensky in Relazioni Internazionali Psicoavanzate... Oppure la tal signora che scrive poesie come mai nessuno ha fatto in tutta la storia della letteratura... vive cazzabubolicamente, piglia il reddito di fancazzanza, sempre in ritardo colle rate delle spese condominiali e l'amministratrice che la deve sollecitare.

Persone che credono in professioni assurde: farò il direttore d'orchestra solo Scala o Bolscioj, perché, solo quelli sono sufficienti per il mio livello, l'ambasciatore italiano in Canada, l'attaccante al Chelsea o al Real Madrid, la poetessa a Rai Radio3, fotografo come Jean Lup Sieff, solo per Cosmopolitan e Vogue. A livelli meno ... glamour le cose non migliorano (qui , applicare un fattore 0.25 per despettacolarizzare, detelevizionizzare). Credenze e comodanze. Iscriversi a università dove molti esami li prepari in pochi giorni di studio, non ho voglia di alzarmi alle sei..., non mi va di fare le ferie a giugno... .

Ho avuto la grande fortuna di avere due Genitori, mamma e papà, che mi hanno insegnato il valore e dovere del sapersi mantenere col proprio lavoro, col sudore della propria fronte e lo spremere le proprie meningi, il valore dell'indipendenza che consegue da un lavoro con un reddito dignitoso o anche buono.
Anche mio figlio ebbe uno sbandamento, aveva visto un po' di filmoni merikani con i super avvocati staaars, ad un certo punto si era incraniato nel volersi iscriversi a giurisprudenza per difendere gli sfigati del mondo... anni di lavoro a pochi spiccioli al mese come praticante in qualche studio assicurati! Una scelta... massimamente sfigata! Osservo un'altra cosa: persone che intraprendono queste professioni dei mulini a vento "uno su centomila" poi, di tanto in tanto, sbuffano: devo fare il fotografo per le nozze, devo insegnare il ballo del qua qua ai pensio, du palle, faccio pubblicità per degli yogurt... Si trovano a dover costringere i loro ego di potenza creativa e artistica con la banalità non solo quotidiana ma pure dozzinale => il diletto sparisce.

Il diletto dell'eccellenza richiede da una parte la disciplina dell'essere umili per innalzarsi nel livello, dall'altra la libertà del non dover parlare a muggiti e gemiti se vuoi comunicare con la tua "poesia".
Diletto.
Il diletto è fondamentale, senza di quello diventa 'na broda grigia e se la fai otto ore al giorno, capirai che meraviglia! Dilettante . E' una parola che è liberatrice, il viatico per l'eccellenza (pensa ai novantanovemilanovecentonovantanove, dimenticati quell'uno su centomila, geni, stelle!). Richiede di stringere i denti e sapersi impegnare, costanza, superare difficoltà, le cose importanti richiedono impegno e sacrificio nel tempo!

Inizia ad avere una professione con le contropalle, mastro fornaio, fisico dei nuovi materiali, perito elettrotecnico, sarta, ingegnere aereospaziale, operaio specializzato mecatronico, ostetrica, casaro, etc. . In molti di questi casi dovrai resistere  per finire gli studi o il praticantato perché avrai già proposte molto allettanti ancora prima di finire gli studi, Poi, nel tempo libero, ti potrai laureare in psicologia dei diritti umani (sigh!), in letteratura poi master in scrittura creativa, potrai fare lo yoga per minorati e difendere i poracci. Potrai dilettarti  alla grande nel tempo libero, vivendo dignitosamente  e pure bene adempiendo al dovere morale di non pesare sulla fatica altrui.