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giovedì 30 luglio 2026

Se Atene piange

 Se Atene piange, Sparta non ride.

Osservare attentamente il disastro in Germania. Non molto diverso dalla banlieuzzazione del Belpaese. La disinformazione è incontrastata, sulle lavatrici industriali per cervelli del mondo progressistico, arcobalengo, alfieri della superiore, unica, illuminata ortodossia tutto questo viene censurato (questo diario esploderebbe se si iniziassi a riportare la violenza e i reati degli invasori, avevo riportato solo un caso avvenuto in Germania di controllore ucciso su un treno a pugni sul cranio). Notare che qualcuno si salva ancora dalla incultura radioattiva del debito (cosa che permea la nostra sinistra populista non-arcobalenga, non-marxistica).
E' il motivo per cui mi sono rapidamente allontanato dalle lotte in Val Susa contro il TAV, visto quel mondo si alleò colla feccia islamica, feccia che ha ammazzato una persona, di recente, al corteo dei diversamente cososessuali (detto pride) a Berlino. Non è un caso che Alice Weidel sia lesbica. Non è affatto un caso.

Da Europeista penso che solo insieme gli Europei potranno iniziare un contenimento prima, una riduzione poi.

venerdì 12 giugno 2026

_ddova

 Questo periodo complicato forse è alle spalle: abbiamo trovato una badante (neppure sotto tortura userò quell'anglismo ora di moda nell'inglesano che dilaga), una cara persona che ora si è aggiunta alla famiglia dei miei due veci e di mio fratello che vive (praticamente quando non è al lavoro o via) con loro.

I miei veci sono tornati quasi bimbi. Mio padre fa i capricci come un bambino e mette i bastoni tra le ruote: la fine di settimana scorsa gli ho dato una forte lavata di capo, visto che coi suoi capricci da bambino viziato cercava di imporre un suo sgarbo cercando di girare la frittata. Brillante intellettualmente, ora non ha più la capacità di manipolare gli interlocutori, la dialettica girafrittatistica. Così passo dopo passo, usando fatti e logica, l'ho portato davanti alla evidenza del suo errore. E' stato energicamente molto intenso. Anche se ha passato da tempo i novanta, vorrebbe fare il "patriarca": solo che un patriarca deve essere il primo a dare i buoni esempi, rifuggire da essere bullo in casa. Dopo la strigliata pesante mi faceva quasi pena, così inerme, forse (forse!) resosi conto dei gravi sbaglio e peccato commessi.
Mio padre,con _ddova, perde parte del suo potere "immaginario" (immaginario perché da tempo non è autonomo su molte cose) e così mette, appena può, i bastoni nelle ruote. Pare essere un motivo ricorrente, quello di noi vecchi uomini, ostili a coloro che devono prendersi cura di loro.
Perdere autonomia e avere estranei in casa non è facile per nessuno, capisco. Eppure, questi esercizi spirituali molto grevi - lo è l'invecchiare, lo è stato per me entrare nel mondo rallentato che precede l'arrivo al capolinea (usando la metafora di papà) valgono per me, per i miei fratelli, per mia mamma che si è letteralmente, fisicamente, massacrata la schiena nel tentare di assistere e "manovrare" mio padre infermo a letto.

Non è affatto facile neppure per queste donne entrare nelle famiglie. Cambiare modi di vita, essere ospiti, a tempo, dover far proprie abitudini, usi, alimentazioni, orari non propri. Facile un bel ciuffolo (mio padre, ostativo, si arrabbiò quando cercai di farglielo capire ma, come egli dice sempre, impossibile far capire qualcosa a coloro che non vogliono capire).

Ad esempio, i miei ora, per vari motivi, non possono quasi più mangiare verdura e frutta: questo non aiuta _ddova che ha molta verdura nella sua alimentazione.
Così quando mi ha raccontato un po' di lei, della sua solitudine (veramente essere sola in questo mondo, con tutti i suoi cari già morti, una figlia in Francia e il figlio in mezzo alla guerra russo-ucraina che non vede da molto tempo, morti i genitori, morte le amiche) dei sacrifici, della povertà da cui viene, dalla miseria del tirar su da sola due figli, divorziatasi da un marito alcolista con tutti i gravi problemi che quella tossicodipendenza comportava.

I miei cercano, si impegnano molto per cercare di fare quel che possono fare ancora da soli: questo aiuta _ddova ad avere meno incombenze ma, come tutto, ha i suoi contro. I miei hanno orari dei pasti posticipati di circa quattro ore rispetto alla norma. Così _ddova, si è sfogata un po' con me, dice che per lei è faticoso pasteggiare da sola. Considerando la solitudine che mi ha descritto, comprensibile.

Io ho colto questi segni e ho cercato di assecondarla un po', in casa, di pasteggiare con lei in quei tre giorni.
Ha avuto una piccola felicità quando le ho chiesto di prepararci il borsch, piatto che desideravo gustare (e preparare, ora devo risolvere il problema dell'aneto introvabile qui in Appennino) da anni. Ho notato che ella ha certamente una tecnica molto valida, in cucina e attenzione agli ingredienti (sia pur con la nota, continua, dell'attenzione al loro costo): insomma, nonostante sabato della fine settimana scorsa (sabato 30 maggio) facesse un caldo orribile, mi mangiai quasi quattro piatti di quella squisita minestra di verdure.

Borsch zuppa ucraina ma, comune in tutta l'Europa orientale. Le ho chiesto da quale parte venisse. Le sue parole furono :- "Ufficialmente sono ucraina, ma io parlo russo, sono russa di cuore, di famiglia, di tradizioni, la mia famiglia da sempre tra il Donbass e Belgorod". Era molto accorata quando diceva che spera solo che la sua terra torni Russia.
La ascoltati in silenzio, attentamente. Il mio cuore vorrebbe che Ucraini e Russi smettano di massacrarsi, che addivengano alla realtà delle molte cose comuni, ai valori che condividono. Del resto capisco che siano alle vaghezze sentimentali, considerando i secoli di inimicizie.
Ecco, _ddova è una di quelle persone povere ma con grande dignità, sobrietà, eleganza che, per quanto dimessa, rimane fine e unica. Mi ricorda, quasi, i nostri cari nonni, quelli che con dignità e spirito di sacrificio, superarono mille difficoltà rimanendo persone dignitose, con una eleganza, la eleganza sia formale che della dignità.

venerdì 6 marzo 2026

Deles et impera

 Gli SUA possono fare molti disastri ma non vincere l'Iran.

Non riuscirono a vincere in Afganistan, non ci riusciranno in Iran.
I Persiani sono molto più organizzati, hanno capacità tecniche, uno stuolo di giovani ingegneri, spirito e anima di "nazione" plurisecolare. Certamente hanno una frattura interna, hanno il problema di una tensione, una quasi guerra civile (perché  qui no? i traditori, antitaliani, antieuropei, è dal bienno rosso che cercano di sfasciare lo stato civile, ora usando le armi biologiche migratorie umane e la magistratura antidemocratica per imporre le loro follie). La loro fragilità  rispetto alle azioni di "intelligenza" israeliane è possibile siano dovute anche a questa frattura, a Iraniani che collaborano col nemico.
Nel caso gli Statunitensi passassero alla fase "scarponi sul terreno persiano", essi rischiano molto. La guerra può diventare lunga, un nuovo Afganistan. Impossibile pensare a Israele, con 9M di Israeliani, esteso come la Sicilia, invadere una nazione con 92M di persone, grande cinque volte l'Italia.

La questione finale è: cosa significherebbe vincere?
La "democrazia", il "progresso" non si ottengono coi bombardamenti.

Quindi gli obiettivi sono altri, direi, "Deles, divide et impera".
Continuare a insegnare che è bene avere paura se non terrore dell'impero.
Ragionevole pure la lettura di Uriel Fanelli, metterlo energeticamente nel culo all'Europa, un'altra volta (già hanno usato l'Ucraina per logorare la Russia e... metterlo nel culo all'Europa).
Usare, distruggere, dividere, comandare. Avevano già  usato i curdi contro Assad ora vogliono tornare ad usarli contro gli Iraniani. Quando non hai granché  da perdere puoi anche decidere di venire manipolato e usato, esiste qualche probabilità che alla fine si possa ottenere un qualche miglioramento.

Alla fine l'impero fa ciò che può fare e fa un impero.

giovedì 15 gennaio 2026

Lontani dal progresso

 Come reazionario non posso non osservare il tentativo persiano di resistere alla liquefazione. Tuttavia, quando sei così lontano dal progresso esso affascina i più. Come tutto, il progresso ha pro e contro. Nei contro le follie arcobalenghe (v. colonna idiozie politicamente corrette). Tra i pro l'emancipazione delle femmine/donne che significa sensibile decrescita demografica, una delle poche cose che può salvare la vita umana nel pianeta scatola di sardine che ha deficit ecologici terribili che aumentano di giorno in giorno. Deficit ecologico che caratterizza pure gli SUA che hanno impronta oltre 5 volte il sostenibile (8,1 gha pro capite rispetto a 1,6 gha disponibili pro capite). Nonostante l'abbondanza di territorio, gli incredibili inefficienza, consumismo e sprechi statunitensi li spingono spingono a voler arraffare altri territori (Groenlandia).

Il mondo è in tensione perché... le fette di torta sono sempre più piccole mentre popolazione e ingordigia crescono.

Inevitabile che in Iran abbiano fame di consumismo. La stessa fame di consumismo estremo e scemo che vedo nella feccia dei nordafricani e arabi islamici di generazione n >= 2 che impesta l'Europa e l'Italia. Alla faccia delle stronzate della signora Boldrini che, da grandissima razzista, strepitava che essi ci avrebbero portato superiori valori e stili di vita.

mercoledì 25 giugno 2025

Sgomento

Passano gli anni, si diventa un po' più  consapevoli della vita e della morte. Forse sarà il motivo per cui gli scenari di guerra, Ucraina e Russia, Vicino Oriente,  Palestina e Israele, ora in Medio Oriente tra Israele e Iran, senza considerare le mattanze che avvengono tribalmente in Africa, mi lasciano sgomento.

Non riesco a tifare, non riesco a vedere alcun bianco&nero, vorrei il suo conforto, la semplicità che  esso erca seco, semplificando e alleggerendo.

Invece ho faglie che mi fendono, simpatie e antipatie assenti o collidenti o collidenti con principi e valori.

La guerra è un ritorno all'ecologia brutale del migliore/peggiore che vince, se ne strabatte di queste congetture. Questo alimenta lo sgomento.

mercoledì 18 giugno 2025

Tumori

 Raro leggere osservazioni (Jacopo Simonetta in Apocalittismo)  sulla insostenibilità di Israele. Del resto, per dirla come la dicevamo al GAS, il più sano c’ha la rogna.

La notizia recente della pediatra palestinese (donna con qualche strumento culturale) con dieci (10!) figli dimostra la follia che il tumore rende normalità, uso comune, prassi. Solo una famiglia di decerebrati può mettere al mondo dieci figli in contesto del genere.
Siria, Egitto, Pachistan etc. è una gara a chi è più tumore degli altri.
Ovvio che i cari vicini odino Israele che sta surclassandoli su ciò che i vari ultraprolifici islamici hanno sempre fatto a danno delle comunità locali, “altre”, seppellite demograficamente.

Diciamo che l’Iran si distingue in meglio: purtroppo la teocrazia sciita mantiene il potere anche con il propellente ideologico dato dalla volontà di distruggere Israele espressa sempre chiaramente.
Questa però NON è la tradizione geopolitica che vedeva Tel Aviv e Teheran alleate prima della rivoluzione islamica.
Il dividi e impera usato da Israele, che sostenne Hamas contro la OLP e ora i vari fondamentalisti sunniti contro gli sciiti è una scelta che introduce inquinamento e caos, energia in un catino già esplosivo.

 Non è uno spettacolo, è la realtà.

venerdì 16 maggio 2025

Solo temporaneamente

Quando martedì son andato a trovare la ex-suocera, ho preso la metropolitana e un autobus per alcune fermate.

Sono subito saliti sull'autobus tre controllori di evidente origine straniera. Mi dicono: qui controlli capillari, frequenti.

Questa cosa mi ha rincuorato: esistono posti dove il rispetto delle regole e della convivenza civile  è rinforzato da controlli e da repressione. Esattamente agli antipodi della legge della jungla (fascista, nel linguaggio degli ebeti per ebeti) che i sinistranti italici realizzano, considendo, peggio ancora, la loro apologia del pestare i controllori.

Purtroppo dalla fisica termodinamica e dalla storia sappiamo che son le mele marce a guastare quelle sane e non il viceversa: la Germania, l'Italia e l'Europa non possono sfuggire dalla realtà, possono essere eccezioni solo temporaneamente.

In questo treno regionale verso la Baviera nordoccidentale non manca il suq, però c'è, almeno, silenzio.

venerdì 4 aprile 2025

LFdDFiC

 La farina del diavolo finisce in crusca.

venerdì 28 marzo 2025

Pro e contro

 Ascoltavo alla radio, ieri mattina, l'incredulità arrabbiata per i dazi programmati da Donaldo Trump. "Nessun dazio per le auto fabbricate negli SUA". Ritengo una decisione razionale, anche se in un contesto messo male (prodotti dell'industria manifatturiera statunitense sono, generalmente, di qualità scarsa). Finalmente un qualche passo in direzione di una qualche minore interdipendenza.

Sempre il signor Donaldo Trump ha ripetuto, con enfasi, che si prenderanno la Groenlandia. Non si tratta affatto di indipendenza ma di impero che si prende quel che vuole nelle colonie, più o meno ciò che fanno o faranno la Russia, la Cina con le loro colonie attuali o future.

Tutto ciò che ha pro ha dei contro. Più passa il tempo e più questa realtà emerge come assioma granitico del vivere.

domenica 23 marzo 2025

Dipendenza sudditanza

 Potrebbe apparire come una pagina senza capo né coda. Partiamo dal folklore: la morosa del figlio di Rosa Canina aveva udito che non avevo mai visto Pretty Woman e... un paio di settimane dopo ce l'ha portato in forma di DVD. Una sera ce lo siamo visto su questo mio vecchio piccio che ha ancora il lettore per DVD. Una sorta di Cenerentola in salsa fine anni ottanta. Non mi soffermerò sulla trama per quanto riguarda il sentimentale. Devo dire che essendo entrambi sottoesposti, Rosa Canina ed io, siamo molto attenti alle immagini. Così, entrambi, siamo rimasti colpiti da quella infatuazione collettiva e yuppie (a quel tempo si usava quell'anglismo per indicare giovani rampanti) per il principio di globalizzazione, con alcuni passaggi che mostrano il ricco giovane protagonista impegnato con appuntamenti o telefonate con uomini di affari nipponici per investimenti o borsa nel/del Sol Levante. Faceva fico!

Ora penso ai dazi incombenti. Ripropongo, dopo oltre dieci anni, la questione di un punto sempre trascurato nel mercatismo: la grave fragilità sistemica. Qui interi territori diventati monoculturali Prosecco, province emiliano-lombarde del parmigiano reggiano, Anaunia colle sue mele non-trentine, o prodotti frankestein come i semifinti speck altoatesini o bresaole valtellinesi. Assurdità ultraspecializzate che tolgono ogni senso al resto che concerne il vivere in quei distretti: una volta che hai riempito i bicchieri con presuntamente squisiti  Chianti o Prosecco, cosa succede a tutto il resto che dovrebbe essere sulla tavola!? Mediocre robaccia importata, null'altro.  Poi di là chiudono l'export e tu rimani solo coi tuoi litri di bianco e rosso. Mica male, eh!?
Quindi il pesante impatto sull'aziende italiane potrebbe essere un'occasione per considerare non solo il profitto a medio e breve ma anche la questione, negletta, da decenni, di resilienza e, non oso dire autonomia, ma anche solo minor dipendenza dallo Altrove. Ha senso che le stalle nella montagna parmense, modenese, etc. stiano aperte solo se in Cina o negli SUA comprano il Parmigiano Reggiano!? Se nel 2025 arrivasse un problema alle viti, in Prosecco, si azzera la produzione e reddito di tutte e sole  le aziende del prosecco!? E' già successo in Salento col problema dell'agricoltura quasi solo olearia annientata dalla xilella. Una follia purtroppo reale.
E' bene ridurre in maniera ampia e diffuse queste pericolose monoculture monoprodotto e tornare ad avere una discreta varietà economica, agricola, produttiva.

Ieri, alla Milonga Sì, ho ballato anche con una giapponese e una statunitense di Seattle: con quest'ultima ho scambiato due parole due nel chamuyo, le micro conversazioni tra un brano e il successivo di una tanda: ella e il moroso erano in visita in Italia per sei giorni. Ma ha senso questo turismo sì-global, mordi e fuggi, 12h 30' di andata, 12h 30' al ritorno, un giorno di viaggio in aereo, per stare quattro giorni!? Un impatto energetico devastante per qualche giorno di spasso!?

Sono proprio i rapporti con gli SUA, ampiamente patologici per molti aspetti, che stanno cambiando drasticamente in poco tempo. Compresa ciò che ipocritamente viene chiamata alleanza militare - evidente sudditanza militare non andava bene.
Avere n basi piene di armi atomiche e di distruzione di massa da parte degli "alleati" (invasori non si può scrivere) pare non sia un problema. Ora dice pure, ad alcuni alleati-sudditi, come i danesi, che vuole pigliare intere parti del loro territorio. Anche quella della difesa europea dovrà essere questione sulla quale fare qualche riflessione. In caso di arraffamento della Groenlandia o di altre parti europee, come si risponde? Coi fiori di bach? con i girotondi? Col peperoncino appeso allo specchietto retrovisore?

Queste modifiche radicali e subitanee nelle geopolitica sono reali ed è poco saggio illudersi che tutto possa continuare (come quando il sistema è(ra) drogato) come se esse non esistano.
Uscire da una dipendenza è tanto importante quanto essa è grave e consolidata, la terapia non è banale.

(blind, pawelkuczynski)

domenica 2 marzo 2025

Dalla brace alla padella

Le "città stato" europee in balia degli imperi.
Gli SUA hanno usato l'Ucraina contro la Russia, poi l'hanno "tradita", lasciata lì  come una lattina di Pepsi vuota.
L'unica cosa forse positiva è la rozza franchezza di Trump, lontana 1000 miglia dalle nauseabonde ipocrisie radical scem bigottarcobalenghe dei liberal stelleestrisce.
Pur di scappare da quello russo gli Ucraini si sono cacciati in quello statunitense. Dalla cottura alla brace a quella in padella. Pagano assai caro la loro voglia di indipendenza, in una delle innumerevoli eterogenesi dei fini che contraddistingue la storia. Abbiamo Camp Darby, Ghedi, Sigonella, Aviano da quasi ottant'anni, come le zecche non c'è li toglieremo mai di dosso.

domenica 16 febbraio 2025

Dell'opulenza e della senescenza

Riporto qui un commento postato in "Il Vice Presidente degli USA".

La possibilità che un [...] tedesco venga ammazzato

Non posso scrivere "solo questione di tempo" in quanto questo avviene già  da anni e molto frequentemente ai piani bassi della società, in un tripudio di accoltellamenti, attentati e nocenza criminale da parte dei portatori di pensioni, valori e stili di vita superiori (cit. Boldrini). Il meticciamento ricordatici dallo Scalfari si traduce in acquisti e reclusioni di cretine e poracce che si fanno abbindolare dal maranza di turno e, quando questo non avviene, direttamente collo stupro delle malcapitate (non può che avvenire tramite gli uteri delle Europee).

Il paradiso multiculturale è uno dei rifiuti, del ciarpame ideologico, politico e fattuale arrivato qui in provincia, dell'impero SUA e dalle forze occulte che agiscono in esso (le élite apolidi, massoniche, secondo il Vs. punto di vista).

Esternamente osservo codesto cambio di posizione: fino alla gestione Biden e relativi "dem, liberal" che supportava gli Ucraini, gli SUA erano, nonostante tutto, ciò che garantisce tenore e libertà sufficiente rispetto ai "trogloditi sdentati" del nuovo Reich russo.

Ora che la gestione degli SUA è passata a Trump e relativi "maga" che vogliono un accordo colla Russia , anche a discapito delle richieste ucraine, le Vs. critiche sono tornate ad essere pesanti, come quelle di un tempo.

Alcuni purtroppo.

1 - purtroppo siamo provincia dell'impero e come colonie né subiamo le vicende, con scarsa o nulla capacità di determinare qualche evento.

2 - purtroppo decenni di agio ci hanno reso incapaci di qualche tenacia, volontà nell'affrontare tutto quanto di positivo che non sia pacifico rilassamento, comodità, vita signorile di massa e i disastri, i vizi che questo porta seco. Gli accoltellatori, i maranza delle banlieue, gli accarezzatori con auto su folle, non sono altro che (i figli di) coloro che fanno "i lavori" che i signori non vogliono più fare alle condizioni attuali, quelli che portano il cibo frankenstein merdfusion quando piove a casa tua, troppo pigro per fare la spesa, incapace di cucinare e che sei troppo impegnato colla nuova serie Cazzflix.

3 - purtroppo, più in alto, i riccastri hanno interesse a lavoratori a basso salario consumatori famelici e ad aumentare il volume degli affari e relativi utili (v. imprenditori leghisti con esotici in fabbrica).

Anche negli SUA, inoltre, esiste una rottura sempre più ampia tra la provincia conservatrice e l'urbe con il suo progresso verso il peggio artificializzato di persone in panne da ozio e seghe mentali.

Forse il primo problema è proprio l'agio pluridecennale delle società opulente e la senescenza che ne deriva (manca la garra, Voi scriveste).

Considerate le distopie realizzate dai progressisti masosadici, scambierei trentamila Fratoianni, Salis, Manconi, Saviano, Gentiloni e compagnanza varia anche solo per una metà di Orban!

P.S.
Considerato che praticate la rimozione/non pubblicazione di ciò che Vi urta, lo pubblico anche a casa mia.

venerdì 15 novembre 2024

Bacchettate e complimenti

Ho tirato troppo al lavoro, sistema immunitario giù, mi sono ammalato.
Avevo preso un giorno di ferie, oggi, per andare a sistemare la legna, in casa di mamma, saltato tutto, sono a casa malconcio.

Noto che i sinistranti, campioni insuperabili di oikofobia, xenofilia e autorazzismo, dopo averci sfracellato lo scroto per anni colle lezioncine impartite dai loro compagni barcelloneti, dal Guardian, da ministri francesi sui pericoli di fasciofascismo, dai professori woke di UCLA o Berkeley, dal commissario EU progressista Pinco Pallo, dai comitati LGBQWerty londinesi, ora strepitano per un commento di un tale signor Elon Musk.

Peraltro, non riesco a partecipare a questa dicotomia "ora arriva il paradiso!" - "ora arriva l'inferno!" seguita alle elezioni presidenziali statunitensi.
Non capisco questa esterofilia, il sottolineare le bacchettate provenienti dall'estero, o gongolare per i complimenti, da Pinchi Palli, stranieri. Mah.
Il signor Musk mi pare che, dopo scelte orribili, demenziali (i nomi dei figli dicono molto) forse ha avuto un rigetto rispetto al wokismo di cui fu preda.

In ogni caso, prendere lezioni da freak / problematici  di quella nazione frankenstein stelle e strisce, fonte inestinguibile di tutti i maggiori problemi della contemporaneità, oppure da sinistranti arcobalenghi al caviale e cavolini di Bruxelles, mi sembra proprio una sciocchezza, anche se trova grande seguito.

venerdì 13 settembre 2024

Povera piccola retroguardia

Di questi due giorni di trasferta in Algovia, porto a casa rafforzata la mia germanofilia. Qui, su questi verdissimi colli, a pochi chilometri dalle montagne austriache, la mia illusione di un'Europa, linda, ordinata, con la loro positività di essere calati nella realtà e di risolverne al meglio possibile i problemi.
Solo un'illusione, la Germania è messa molto peggio in questo progresso al peggio del  multiculturalismo. La Germania subisce ancora le pesantissime conseguenze del suo collasso militare e culturale del 1945, il definitivo annientamento di una ultima resistenza al sinistro ugualismo, un'altra jattura ereditata dall'illuminismo. La sua rinascita economica del dopoguerra ha attirato milioni di persone, alcune in gamba, molte criminali. La strage ndranghetista di Duisburg è solo una delle pene che hanno bastonato le spalle dei tedeschi, poco rispetto alla orribile, nefasta islamizzazione che essi subiscono e la guerra civile che essa diffonde. La prima catastrofe è aver subito, ad oriente, il supplizio comunistico-sovietico fino al 1989. Tuttavia, in prospettiva direi ancora peggio, la imposizione - li accomuna a gran parte d'Europa - di multiculturalismo, meticciamento, frammentazione culturale, identitaria, il modello frankenstein, delle società plurifrantumate, panesplodenti, imposto dagli invasori SUA e dal paradigma dell'impero, dalle scuole di pensiero del progressismo d'Oltreatlantico. Molto più  grave, in prospettiva e per le conseguenze, del piano Morgenthau. Un enorme cassetta di mele sane nella quale vengono inficcate a forza migliaia di mele marce. Anche qui con abbondanti pulsioni distruttive, madosadiche degli accoglioni, razzisti anti, tedeschi.
I loro, dei Tedeschi, terribili sensi di colpa sono solo potenti catalizzatori che accelerano e amplificano il degrado verso questo peggio da incubo.
Povera Europa.
Qui ho visto ancora la potenza del civismo, del bene comune, dell'ordine, della bellezza e cura, il piacere delle cose fatte bene.
Una povera, piccola retroguardia.

sabato 3 agosto 2024

Neoplasie


Leggendo Aspettando la Guerra non ho potuto che pensare, ancora una volta, che nuvole sempre più cupe si addensano sul Vicino Oriente.

Tento inutilmente di lasciare da parte la mia intolleranza per l'islam e la metastasi planetaria con cui si manifesta.

Ritorno a portare l'attenzione al fatto che in Israele si manifesta una realtà che è stata bandita, in questi lustri di ubriacatura e progressismo, crescitismo, politicamente corretto: i giochi a somma zero.

Israele è IL problema per il mondo islamico (al punto tale da riuscire temporaneamente a "rimuovere" la faglia - faida tra emisfera sunnita e quella sciita) perché è il primo caso in cui il tumore +2% islamico ha trovato una tenace, inaffrontabile resistenza che, paradossalmente, è della stessa natura, una incontenibile crescita numerica a danno dei tessuti, della popolazione, della terra ospite.

La condanna di Israele è che non può assolutamente modificare la propria strategia, proprio per la realtà dei giochi a somma zero: ciò che combatte la nazione israeliana non ha altra aspirazione che  annichilirla.

Il problema dello "Occidente" progressista  è che esso è in preda ad una senescenza autodistruttiva al punto tale di incistare decine di milioni di islamici nei propri organi vitali e di considerarne la neoplasia come segno di progresso, di civiltà.

Le tensioni in Vicino Oriente sono solo una delle manifestazioni di un problema molto più grande, profondo e vasto che è la sovrappolazione. Se consideriamo le motivazioni ideologiche, religiose, culturali come una vernice, sotto, il problema, è proprio il conflitto "mors tua vita mea" per la prima risorsa finita, non aumentabile, non importabile, squisitamente esclusiva che è il territorio.

(immagine: via tumorefegato.it)

domenica 9 giugno 2024

Loro simili

Tutte le forze politiche che non sono filoislamiche, xenofile, razziste anti, no-border, sarebbero di estrema destra.

Ebeti ideologici o cialtroni ignoranti? Quasi certamente entrambi.

Credono di avere a che fare, di comunicare con loro simili.

venerdì 31 maggio 2024

Se Sparta piange, Atene non ride

Era nato, sabato mattina presto, come commento a "Tempi - Della Russia e dell'Occidente", me lo sono salvato e ora lo pubblico (refusi originali da spippolamento furbofonico da insonnia compresi) in questo diario. Nel frattempo esso ha avuto risposta.
Questo spiega, almeno per me, una certa simpatia per la Russia che pare resistere, in qualche modo, alla corruzione, alla liquefazione qui.

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l venerdì è il giorno in cui la stanchezza della settimana si è accumulata, non avevo certo bisogno di tornare con un treno orribile, colmo di teppa nordafricana, piedi sui sedili, ascolto il ciarpame o il mullah dal furbofono al massimo volume, non parlo ma urlo sguaiatamemte, con quel cazz di raschiare la gola che odio sempre di più. Controllori assenti, rischiano quotidianamente la vita. I compagni tendono un agguato alla Sardone, sono quelli che godono quando questi barbari islamici prendono il controllo della Università di Torino.

Dato ora una sbirciata, in rete le solite ripetizioni acritiche, psicopatica, di sinistrismi, di loro narrazioni completamente avulse dalla realtà, moltitudini di persone che citano nenie, invocano problemi li proclamano come soluzioni. Mi sembra di vedere dei matti, sguardi nel vuoto, che per la strada, urlano ossessivamente quanto gramscianamente loro inculcato. Decenni di ripetizioni di schemi assurdi.

Arrivo a casa e parte la ennesima cagnara, abbiamenti a catena e rimbalzo, a risacca, per mezze ore, ormai se non hai tre o quattro cani non sei di moda, li tieni chiusi dentro, si innervosisco , tornano dal lavoro, li cacciano fuori, parte la rumba.

Un po' di insonnia ora, do una sbirciata all'Arcobaleno Atlantico della Sera, è il baraccone-fiera delle cose al contrario, qualsiasi porcheria, qualsiasi peggio, qualsiasi perversione, la roba liberal, che viene dagli SUA presentata come non-plus ultra del Miglior Progresso.

Ieri sera ho visto sul voitubo una parte di un documentario di Cicalone, sulle guerre civili che ci sono, quotidianamente, nei pressi delle stazioni ferroviarie delle città.Mi fermo, scrivere da telefono è faticoso.Osservo e subisco una corruzione così rapida, una slavina di merda che più  scende e più s'ingrossa, che non avrei neppure potuto immaginare venti anni fa.In questa catasta enorme di problemi presentati come soluzione qui leggo di questo mondo arcaico, antitetico, a Oriente.Li vanno a morire in guerra fuori, qui implodiamo nella guerra dentro, sepolti da cacca spacciata come cioccolato.Se Sparta piange, Atene non ride.

giovedì 25 aprile 2024

Della disordinazione

Ascolto i racconti di mio figlio relativi a due sue recenti visite: poche parole per Berlino e lodi e narrazione stupita per Budapest. Percepisco, per la capitale sul Danubio, dalle sue parole e dal corpo che le racconta con enfasi, con anima, un senso di meraviglia per il senso di cura, bellezza, pulizia, ordine, senso generale di ben vivere, ordine, nitore, grazia, sicurezza.

È una nazione che non si piega ai diktat pro caos, degrado, violenza, invasione violenta che è di moda nel mondo progressista dal sessantotto in poi, mai con la intensità attuale.

Orban che dirige l'esecutivo dei magiari è dipinto, dagli accoglioni nostrani, come bruttocattivocaccadiavoloilmale, gli stessi che in questa provincia, oggi, hanno pensato di invitare alla loro festa il padre della brava personcina accompagnatasi nella capitale ungherese, con gli Hammerbände, gli antifà che girano a spaccare i krani di coloro che non sono sufficientemente puri antifà a colpi di martello.

Mille mila volte mi terrei i fasciomagiari e il loro senso civico al posto di queste masnade di fondamentalisti del peggio.

Questo spiega anche un senso di attrazione personale per quei paesi, Russia compresa (*), nei quali c'è ancora un senso e la necessaria disciplina relativa, per il bene, ordine, bellezza, pulizia, grazia, sanità, spirito, tutti termini che sono diventati tabù nelle nostre società della disordinazione al peggio.

mercoledì 20 dicembre 2023

Assad: alternativa? La propaganda

Avevo volto una frecciata e avevo risposto.
Nel 2023 è incredibile come si  continui con l'apologia delle primavere arabe, il banale artificio retorico per i creduloni per sdoganare e la instabilità nelle nazioni arabe e ottenere il benestare dalle masse occidentali per azioni imperialistiche di arraffamento risorse (gas, territorio, idrocarburi, metterla nel culo all'Italia da parte dei francesi etc.) e di lotta ai multilateralismo (tutto ciò che non sia SUA e RU ovvero far fuori i russi).

Armi di distruzioni di massa in Iraq, lo ricordate? Poi il malefico, antidemocratico Gheddafi, poi ancora Assad brutto cattivo cacca diavolo, i persiani impero del male e tutta questa serie di stupidaggini. Nel caso della Siria la volontà di fa fuori la Russia e di impossessarsi di quei territori da parte di SUA e RU. All'anglosfera è andata male (me ne compiaccio!) e quindi hanno ripreso colla merda nel ventilatore.

La signora Baracetti è crollata sul punto fondamentale ovvero l'alternativa ad Assad che non è  la "democrazia" occidentale della civile Carinzia o della Zelanda danese ma la barbarie islamica che ha utilizzato metodi peggiori di quelli governativi siriani (stupri torture, esecuzioni pubbliche, lapidazioni,  sharia, decapitazioni su donne, uomini e bambini, contro governativi e curdi) documentati con orgoglio per la propaganda ISIS da migliaia di video sul tubo. La implosione di Libia, Iraq, parte della Siria, sempre latente in Egitto, non sono state sufficienti: ancora con 'sta menata per utili idioti!?

Che si prenda la parte in causa ovvero il sistema massmediatico progressista di una parte in causa, l'anglosfera, è già limite oggettivo, fonti che hanno diffuso bufale e falsi colossali per mesi (campagna de La Repubblica,  basata sulla patacca del cosiddetto osservatorio siriano di tale Abdel Rahman pappa e ciccia con l'iracheno Rafid al-Janabi ideatore della narrazione antiirachena).

Non mi meraviglio, che la signora Baracetti non abbia mai preso le distanze da OSF e da Soros che sono tra i grandi propulsori di questo progresso verso la barbarie.

Commento censurato che mi ero salvato (ho corretto il nominativo del mandante ideologico dell'assassinio di Gheddafi e un paio di refusi, lo avevo spippolato da furbofono).
Non mi ero salvato un secondo commento censurato. Anche discutibile che si lancino provocazioni censurando le risposte.

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Ritorniamo alla finzione delle primavere arabe: sovversione ordite dalla anglosfera, dai francesi, per destabilizzare i paesi arabi, buttar fuori la Russia, arraffare le risorse.
Non parliamo ora di ciò che fu ordito da progressisti statunitensi e francesi in Libia e averla rigettata nell'oscurantismo e nella barbarie islamiche e Italia ed Europa nella guerra migratoria.
Parliamo della Siria dove SUA e RU hanno fomentato i tagliatori di teste dello stato islamico per far fuori Assad.
Signora Baracetti, forse non avete capito che l'alternativa non è tra il barbaro Assad e la civile Austria ma tra Assad e la barbarie islamica.
Peraltro tutta la comunità cristiana in Siria è stata difesa da questo signore ed è tra i suoi  più fervidi sostenitori.
Serve qualche videino sul livello di civiltà di coloro che SUA e RU usavano in Siria contro Assad e russi?
Peraltro la fonte, i progressisti del Guardian, sono proprio ideologicamente nello spazio del problema, più o meno lo steso livello di quanto fatto da Bernard-Henry Levy per la Libia.
Insomma l'oste che canta quanto è buono e superiore il vino che vi vende.

(via thnkclrly)

martedì 17 ottobre 2023

Spaccato - 5: il torto

(Spaccato - 4: topi e gatti)

La narrazione è solo il racconto di una parte il cui scopo, da autocelebrativo, diventa quasi sempre manipolativo.

Il conflitto israelo-palestinese ha un'origine sconosciuta ai più ovvero la decisione di creare una nazione ebraica nella terra dei Palestinesi, alla fine del XIX secolo. Solo che non c'era una terra nullius ma una terra con villaggi e campi che sono stati distrutti. Decenni di guerra spietata quotidiana: non cambia molto se la casa dei tuoi cari viene bombardata o demolita colla gente dentro. Paolo Barnard illustra, molto bene, qui sotto tutto ciò che è stato omesso nella narrazione "occidentale": il torto, il primo grande torto che dura da fine ottocento subito dagli invasi palestinesi nella loro terra.

La mattanza subita sabato 8 ottobre dagli israeliani è solo una delle tempesta preparate dalla loro semina, lunga, molto lunga, di molto vento.

Sarà la fine degli europei, tra qualche generazione. Gli islamici non vedono l'ora di restituire pan per focaccia.