Dopo qualche ora dopo aver pubblicato
questo, prendo il treno per tornare a casa. I treni del ritorno sono silenziosi, si percepisce la stanchezza di coloro che hanno lavorato.
Ecco che, in tale silenzio, un tale brizzolato sedicente calabrese sbrocca, inizia a imprecare a voce sempre più alta, una serie di frasi sconclusionate "emiliani razzisti di merda", "pachistrani e marocchini sfruttati e noi morti di fame a 1300 euro al mese buttati fuori", "emilia di merda", "salvini del cazzo", "sindacati morti, sfruttamento di pachistani e noi italiani morti de fame", "emilia di merda, leghisti emiliani fottuti cornuti vi fottono le mogli su Badoo". Chiama una parente, continua con le frasi inconsulte, "ho dato pugni e calci a quel cane che morde", "ora sistemo anche questi emiliani cornuti di merda". Smette la chiamata con la parente, riprende il discorso a voce alta. Un miscuglio di frasi qualunquiste strampalate e contraddittorie.
Ovviamente piedi ben appoggiati sui sedili.
Se l'è presa anche con me che avevo detto "Non è che dobbiamo subirti per ore, visto che siamo stanchi". Poi mi sono zittito, non sono più in condizioni di fare alcunché, con 'sta anca in sofferenza. Mi sono subito in silenzio questa violenza verbale come gli altri passeggeri.
I treni sono diventati la fogna sociale (*) locale e, non bastassero i nostri problemi, mondiale.
Li manda Salvini per diffondere l'incultura della paura. Sì sì.
(*)
Scopro ora i risultati delle ricerche di un etologo statunitense John Calhoun noti come "
fogna del comportamento"- E' sconcertante l'attinenza alle condizioni sociali attuali.