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mercoledì 22 gennaio 2020

Treno saltato



Saltato per guasto uno dei treni che saliva, stamani (mi ha informato Rosa Canina, scesa in città prima di me) ⇒ treno mio saltato.
A casa ho consultato viaggiatreno e ho preso quello successivo. Il treno ha accumulato un po' di ritardo per i nodi, le mappazzone nei pressi delle porte, con difficoltà di discesa e salita, in quanto stipato come una scatola di sardine.
A me ' sta parola continua a significarmi cose sgradite.
Essere in compagnia (v. qui, qui, ad esempio) non mi reca granché conforto.

giovedì 2 gennaio 2020

Fossa Clodia - 1: Chioggia

Sveglia puntata alle alle 5:50, alle 7 eravamo in treno, qualche minuto prima delle 8 in stazione centrale. Treno per Venezia con... ottanta minuti di ritardo. Andiamo all'ufficio informazioni :- Ci dispiace, abbiamo un treno che si è fermato in linea blablablabla. Il treno successivo a Rovigo, per Chioggia, dopo quattro ore. Biglietto rimborsato, abbiamo girato i tacchi, quaranta minuti di attesa per il primo treno verso casa (con il solito bollettino cantilenante treni annullati e ritatrdi) e siamo tornati a casa, per prendere l'auto. Siamo arrivati a Chioggia proprio per il pranzo che avevamo prenotato alle 13. Parte di turismo ferroviario della proposta 30 e 31 per Rosa Canina e Orsone bye-bye! La stazione di Chioggia è un edificio semnza più alcun locale aperto, senza gli orari di arrivo. Io temo la scure su questa linea ferroviaria di una bellezza sconcertante.
Il sistema pubblico delle ferrovie fa acqua: non è affatto un caso (come ci dicevano allo sportello) che ci sia questo_e_quel problema: quei bollettini di treni cancellati e di ritardi NON sono affatto una rarità. La nostra volontà di sostenere le splendide linee secondarie a rischio di chiusura è stata frantumata da ritardi colossali sulle linee non-secondarie.
Il M5S fa bene a non voler rinnovare le concessioni autostradali ai predoni di Atlantia, i kompagni diversamente proletari Benetton, culo_e_camicia con alcuni compagni settori del PD - ItaliaViva (suonare al campanello del kompagno D'Alema per le privatizzazioni dei beni degli Italiani). Uno dei pochi sussulti di politica decente di ciò che ormao è un partito in toto con ben poco di innovativo e di intelligente. Ma se l'alternativa è quella di passare la rete autostradaler al carrozzone ANAS, si passerebbe dalla padella alle braci (ritengo che l'ANAS sia uno dei peggiori enti pubblici, in Italia, per corruzione, inefficienza, dissipazione di risorse, etc.).
Il pubblico, in Italia, è una pietra merdosofale, che rovina mandando in cacca ogni cosa che tocca.
Lascio spazio all'incanto e alla bellezza della Piccola Venezia che NON raggiunge l'incanto di Venezia solo per il fatto che le auto sono presenti praticamente ovunque. Il nuovo furbofono fa foto decisamente migliori!

Canale di San Domenico, verso sud







Madonna col Bambino - Refugium Peccatorum
Balaustrata lato sud del Duomo, sul canale Perottolo



Canale Lombardo interno (qui e sopra) in serale



Qui e ospra alcuni scorci del canale Vena, in serale

Palazzo Lisatti - Mascheroni

domenica 14 luglio 2019

Leucos - 3: TAL del Sud Est

(Leucos - 2: il dolore degli ulivi)

Gran parte delle persone si stupivano quando dicevamo loro che
  1. saremmo andati a Lecce in treno
  2. nonostante avessimo l'auto qui.
Dopo l'incidente tra Andria e Corato le linee delle Ferrovie del Sud Est hanno avuto imposizioni sulla velocità massima limitata a 50km/h. Siamo riusciti a chiudere un anello: all'andata, lungo la Gagliano - Novoli, due ore e venti minuti, al ritorno lungo la Lecce - Maglie (- Otranto) e la Maglie - Gagliano, due ore, poi diventate due ore e cinquanta per un nubifragio con violente fulminazioni che hanno creato problemi al sistema semaforico (50' di attesa a Tricase).

I Treni ad Alta Lentezza sulle linee secondarie ti permettono di
  • godere della assenza (mancanza totale) di problemi dovuti al traffico (congestionato è quasi pleonastico nella maggior parte d'Italia per la maggior parte del tempo, no sbattimento per parcheggi, no spennature da autovelox sadici, no incidenti, ...);
  • osservare splendidi paesaggi ancora relativamente integri (a differenza della rete stradale nessuno speculerebbe un soldo di cacio per costruire un merdoso centro commerciale accanto ad una ferrovia) o squallide edilizie improbabili-orribili-torturatrici (temperature interne in 'ste robe in CA d'estate?);
  • di goderti il bel paesaggio con lentezza, appunto;
  • goderti - a metà luglio! - due ore di rovescio molto intenso con spettacolo di fulminazioni parossistiche, al ritorno in mezzo a campi assetati e la sinfonia di profumi che ne viene quando piove.
Certamente stiamo parlando da turisti.
Come pendolari, utilizzatori non cazzabubolici che necessitano di un servizio e non di un baloccamento ottocentesco, queste linee potrebbero servire a fuggire dal traffico piuttosto pesante e congestionato (con un numero esagerato di mercedesoni frutto dell'evasione che qui al Sud ha tassi aberranti, come faccio a esibire il SUVone collo stellone andando in treno!?) ma, come sapete bene, è di moda da decenni dilapidare miliardi e miliardi nel tumore catramitico, lasciare le ferrovie come nel XIX secolo, baloccarsi con buchi chilometrici Sì TAx per trasportare il nulla, lasciando soffocare tutto il resto.
Nulla di nuovo nell'avversione italica per bilanci in ordine, cosa e trasporto pubblico e ferrovie.

Stazioncina di partenza (ed arrivo) Gagliano del Capo / Leuca

Interni della "gloriosa" ALn 668.

Ricordi di trasporti merci



Archeologia ferroviaria e industriale (v. antiche fornaci sullo sfondo)

Ecco a Lecce la ALn 668 che ci aveva trasportati

Al ritorno, un'idea (vaga) delle due ore di rovescio.
Di fatto siamo stati col treno dentro il nucleo temporalesco che si muoveva verso sud
(alias Nuvola di Fantozzi sopra la ns. ALn 668).

giovedì 6 giugno 2019

Fogne sociali

Dopo qualche ora dopo aver pubblicato questo, prendo il treno per tornare a casa. I treni del ritorno sono silenziosi, si percepisce la stanchezza di coloro che hanno lavorato.
Ecco che, in tale silenzio, un tale brizzolato sedicente calabrese sbrocca, inizia a imprecare a voce sempre più alta, una serie di frasi sconclusionate "emiliani razzisti di merda", "pachistrani e marocchini sfruttati e noi morti di fame a 1300 euro al mese buttati fuori", "emilia di merda", "salvini del cazzo", "sindacati morti, sfruttamento di pachistani e noi italiani morti de fame", "emilia di merda, leghisti emiliani fottuti cornuti vi fottono le mogli su Badoo". Chiama una parente, continua con le frasi inconsulte, "ho dato  pugni e calci a quel cane che morde", "ora sistemo anche questi emiliani cornuti di merda". Smette la chiamata con la parente, riprende il discorso a voce alta. Un miscuglio di frasi qualunquiste strampalate e contraddittorie.
Ovviamente piedi ben appoggiati sui sedili.
Se l'è presa anche con me che avevo detto "Non è che dobbiamo subirti per ore, visto che siamo stanchi". Poi mi sono zittito, non sono più in condizioni di fare alcunché, con 'sta anca in sofferenza. Mi sono subito in silenzio questa violenza verbale come gli altri passeggeri.
I treni sono diventati la fogna sociale (*) locale e, non bastassero i nostri problemi, mondiale.

Li manda Salvini per diffondere l'incultura della paura. Sì sì.

(*)
Scopro ora i risultati delle ricerche di un etologo statunitense John Calhoun noti come "fogna del comportamento"- E' sconcertante l'attinenza alle condizioni sociali attuali.

mercoledì 5 giugno 2019

Flussy Opp - 2: Luciana Breggia

(Flussy Opp)
  • Il popolo non vuole viaggiave sui tveni da incubo? Date lovo delle Mevcedes.

Sulla linea che utilizzo quotidianamente e dalla quale scriv(ev)o ad ogni corsa c'è il controllo dei "titoli di viaggio".
Cinque ore e cinque treni, non si era vista anima viva di controllore/controllatrice. Sull'ultimo treno appare il controllore, finalmente. Gli chiediamo il perché dell'assenza di controlli. Tergiversa un po' e poi si apre.
Non solo rischio di incolumità personale ma anche altro: te li ritrovi due giorni dopo perché il/la giudice l'ha rilasciato, te li ritrovi fuori, vicino all'auto, quando passeggi con la famiglia.
Non pochi islamici non riconoscono autorità/ruolo alle/delle controllatrici in quanto femmine. Alcune di queste sono giovani donne che non si avventurano in carrozze sulle quali viaggiano quasi solo energumeni alloctoni senza documenti [e traboccanti di testosterone]. [...] Può succedere di tutto. La violenza è frequente anche con poliziotti e carabinieri che hanno le mani legate.
Non hanno alcun documento, sono tutti "Mohammed Alì", le multe sono dei pezzi di carta da stracciare.

A pranzo mi ero cucito la bocca: un fratello di Rosa Canina aveva apprezzato l'intervento di una giudice "contro la barbarie giuridica, [Decreto sicurezza] una  brava giudice della Corte di Appello di Firenze".

Pakistano violentatore, la giudice pro Ong lo aveva protetto perché lui dichiarava di essere gay


Lo scollamento dalla realtà è sempre maggiore e la narrazione sempre più metafisica, i salotti, le aule di tribunale diventano luoghi dove poter sfogare le proprie pulsioni sadiche e i propri fondamentalismi di ferocia politicamente corretta razzista contro Italiani ed Europei.
La giudice Luciana Breggia & C. col loro bon ton giuridico, lavorano quotidianamente, contro noi sue vittime, meschini , vozzi e infeviori italioti, la magistratura si arroga potere esecutivo e normativo (nell'accezione di interpretazioni autoreferenziali delle leggi, fino a stravolgerle, annullarle o a renderle operativamente opposte).

martedì 4 giugno 2019

Sei treni per cinque

Domenica abbiamo preso il treno (sei treni a dire il vero, tre ad andare e tre a tornare) e per le  linee minori maggiori di Grande Bellezza in mezzo a monti, boschi, pietre, acque di cristallo, pievi, ville, oliveti, cipressi, tigli, torri e campanili siamo andati nella sua città natale, a pranzo da sua madre, con i suoi due fratelli.
Sorridevamo beffardi, al ritorno, quando il treno ha accostato  l'autostrada colma di traffico già lento per obesità.
E' bello tornare qui! mi disse, risalendo verso casa. Mi sembra di essere ancora in vacanza, come se domani partissimo per un altro giro.
Ero un po' stanco forse per le troppe leccornie o la leggera tensione di un convivio con poco più che sconosciuti o per l'esserci svegliati passate da poco le cinque.

lunedì 24 dicembre 2018

Da Bergen a Oslo

Venerdì sera ero stanco, sono rimasto a casa, nessuna uscita, né con vecchi amici salseri, né per il tango. Mi sono seduto e per un paio di ore mi sono lasciato cullare da questa magia, il fascino del treno, il mio mezzo preferito, che attraversa, in inverno, le Alpi Scandinave, da Bergen verso Oslo, da Voss ad Ål, nel candore, nel silenzio, nel vuoto pieno di natura.
Sono andato a leggermi la storia della linea Bergen - Oslo. Ho visto quanto belle siano queste stazioncine in quota, alcuni villaggi raggiungibili dal resto del mondo sono con la ferrovia! La latitudine le rende omologhe di luoghi delle nostre Alpi 1500 metri più in alto, sul livello del mare.

(hinducowgirl)