(Usi e genti - 1)
Non è che mi abbia entusiasmato arrivare nel borghetto con un concerto in corso di jazz. Sinatra, Anka, Armstrong, etc. . Queste valli occitane hanno la loro musica, non necessitano la patina lucido-plasticata del colonialismo statunitense, anglofono, radical chic. Perché il gies e non la musica coreana? quella bulgara? La classica indiana col sitar? Se proprio devi esotizzare, hai mille mila possibilità che non sia il solito stereotipo. Scrivi canti suoni ascolti gies e fa fico: funziona così ma io non capisco, non mi adatto.
Cerchiamo di evitare il piccolo assembramento, andiamo verso la chiesa. Entro nel cimitero, leggo le vecchie tombe a terra, alcune piegate, leggo i cognomi. In Piemonte un po' come il Veneto e il Meridione, molti cognomi sono al singolare.
L'oblio sconfigge pure la geometria delle lapidi. Pensi sempre a 'sti poveri cristi che ci precedettero, spesso vite grame, di sacrifici.
Avevo notato un tizio in piedi a lato della chiesa, pensavo dovesse smaltire la birra servita nei gonfiabili accanto al concerto gies.
Entro nel tempo, scrigno non minore di secoli, devozione. Eppure i mostriciattoli ancora romanici e la piccola decorazione a stilemi longobardi, di pietà scura precedono nel tempo l'arco gotico a sesto acuto, pure le iscrizioni in gotico.
Qui c'è il silenzio che subisce il bullismo dal gies esterno e la bellezza un po' storta, asimmetrica, a gobbe, delle pievi montane.
Noto il piccolo atlante colle braccia incrociate, si appoggiano sui quadricipiti, il peso da sorreggere è tanto.
Esco e il tizio è ancora lì, a farsi 'na sega.
Sacro, profano, umano.
Insonnia da montagna, scrivo da furbofono, metterò in ordine domani.
(unuomoincammino)

Nessun commento:
Posta un commento
Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.