Mi sono tenuto da parte questa immagine, scattata in Occitania, l'esterno di un museo etnografico visitato mercoledì 5 agosto u.s. . Perché, emotivamente, mi porta proprio al piccolo borghetto e alle sue architetture pietre, fiori, legni scuriti dal sole, che vissi nella mia infanzia, quando passavo buona parte dell'estate dalla nonna materna. Mi strugge quella bellezza povera. Lo struggimento, peraltro, rafforzato dalla contiguità linguistica romanza (ladina) per me sorprendente.
E la contiguità negli usi, strumenti, architetture delle genti Alpine, specificatamente di quelle romanze, neo-latine, colla caratteristica della scatola dell'edificio in muratura, a differenza degli antichi usi germanici nei quali parte rilevante era a tronchi (di conifera) intrecciati.
Oggi, qui nel paesino della nonna e della mamma, schiantati dal caldo, pigrizia, letture, no ascensioni.
Borbotta, qualche nuvola scura, ha fatto qualche goccia. Ancora non un temporale che oltre alla dolce fresca sorella acqua, mi tolga dalla mente, questa persistente, implacabile orribile alta pressione africana e le nefasta siccità colle conseguenze su campi, boschi, falde, rii, prati.

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