venerdì 15 aprile 2016

La frattura

  • Ca ta 'n venga fori 'n'ernia, ma va a lavurér 'n miniera! (*)
    _zzz

La risposta di _zzz mi ha fatto muorire dal ridere. Solo la lingua locale può essere così dissacrante.
Stasera ho un appuntamento con _dralia in Romagna. Seconda uscita. La cosa paradossale è che mi ci devo impegnare visto che non so quanto mi piaccia fisicamente. Il pre-intellettuale... già!
L'intesa viene strada facendo?
Mah.
Poi ho la testa verso quella milanese che però mi fila il giusto ovvero come amico, per il momento.

I problemi della vita, eh!? Poi _zzz mi ha risposto e ho riso. _dralia è persona interessante, con una buona testa. Ma sono io che ho la frattura tra il biologico e la cultura.

Un lavoro importante



Lo vedevo spazzare la strada, con la sua divisa. Pulirla dai rifiuti che il merdame umano egoico caccia in giro da mane a sera, specie quello che ci  sta invadendo, una massa abominevole di invasori spargirifiuti quello che io raccatto ogni giorno, ovunque, in giro.

Lo avvicino.

Volevo ringraziarla. Lei sta facendo un lavoro molto importante, sta pulendo il mondo.

Mi ha quasi spaventato!mi ha risposto. Poi ha sorriso.
Sì, importante davvero. Grazie.
Ha sorriso.

Sì, un lavoro importante, di un esteta ecologico.

Referendum? Sì grazie!

Come anticipavo io voterò e voterò sì per il referendum. Anche se ciò è una scelta ponderata, non così lineare. Purtroppo non ho il tempo per citare una letteratura direi sterminata (qui e qui potete trovare decine di documenti, ad esempio) fatta anche sul campo, vista la mia partecipazione, in passato, ad una lotta contro una centrale fossile che il PD aveva tentato di imporre dall'alto sul territorio (dove vivo, già con un notevole surplus di produzione energetica).

Perché votare
  1. Ogni meccanismo che tolga potere ai centralismi (anti)democratici e vada in direzione di un qualche embrione di democrazia diretta è positivo in sé. Da sempre i governi e le oligarchie parassitarie la vedono come fumo negli occhi.
Perché votare no
  1. Ogni territorio deve tendere all'autarchia compresa quella energetica.
  2. Il quesito è troppo tecnico, riguarda un aspetto minimale e specifico, direi quasi amministrativo della questione del problema dell'estrazione di idrocarburi (v,. punto 5 sotto).
Perché votare sì
  1. I sistemi 6 e il teratoma antropico si nutrono di energia. Meno energia è meglio se serve ad affamare il leviatano.
  2. Il sistema di franchigie aberranti e di royalties ridicole da paese del quarto mondo sono una delle caratterizzazioni di questa espressione di citrocapitalismo. Utili per i pochi amici degli amici e danni collettivi.
  3. Il paradigma delle energie fossili è una dei molti punti regressivi del modernismo progressista, crescitista e consumista.
  4. L'industria energetica è tra le più grandi distruttrici economiche e di posti di lavoro, superata forse solo dall'edilizia. Si osservi cosa è successo nella valle dell'Agri, ad esempio.
  5. Il quesito è troppo tecnico, perché le varie castalie del sistema antidemocratico hanno eliminato altri quesiti, scarnificando il progetto politico referendario.
  6. Napolitano apologeta dell'invasione sostitutiva e dell'astensione, il peggior presidente comunistoide della repubblica è il miglior e più efficace pubblicitario per il sì.
  7. Vista l'invasione in corso, ritengo giusto delocalizzare i problemi energetici.
  8. Altri problemi dovuti all'industria estrattiva energetico sono poco rilevanti da un punto di vista politico e comunque postulati e corollari di un paradigma che è un problema in sé.
  9. Le grandi industrie e opere sono funzionali al sistema corruttivo del paese (inutile stare qui ad elencare il marcio che va dalle autostrade nefaste, al TAx Val Susa, ai sistemi Perotti, Incalza etc., Merdpo, fino agli amici in Basilicata de Il Partito).

giovedì 14 aprile 2016

Fritto misto

  1. A proposito, io sono povero.
    La prima versione dell'articolo appariva in prima pagina col solo riferimento alla scatola degli inquinamenti di massa. Mi chiedo quale mente marcia possa concepire il televisore come uno dei requisiti fondamentali per una vita dignitosa.
  2. I collaborazionisti, a partire dal loro presidente Scafistarella che predica da mane a sera, ridacchiavano per le previsioni degli austriaci di un raddoppio dell'invasione. In base a quali dati? Questa sarebbe l'intelligence austriaca eccetera eccetera. Insomma, nei primi mesi del 2016 l'invasione dell'Italia è raddoppiata. Però essi (gli austriaci) sono scemi cattivi eccetera eccetera.
    Non fanno bene, fanno benisssimo a chiudere. Noi italiani siamo sempre i furbi che facciamo gli accoglienti con le invasioni degli altri oltre che la nostra. Ma quelli non sono mica scemi. Io vomito di odio per ogni operazione di Mare Lorum che sbarca migliaia di invasori al giorno.
    Io non partecipo all'antigermanesimo anche destroide (come in questo quotidiano, deportazioni, parlano come i scafisti bianchi e rossi, si chiamano rimpatri) che scambia coloro da cui prendere esempio, da quelli che sono sempre stati i babbei da fottere chiagnendo (in un certo senso col mondo germanico si ripete il pattern interno italiano tra sud e nord) quando i nemici sono i collaborazionisti, gli scafisti e sostituzioni cattolici e comunisti.
  3. Dall'ufficio non riesco più ad aprire il diario forse un paio di volte al giorno. Ho alcune idee sul perché e una sensazione ovvero, al fatto che io nazifascioleghista non appartenga alla loro setta (v. punto precedente). Oggi sono riuscito a lasciare un solo commento (uno solo) da Marco (pagina sui migranti, ora non riesco ad aprire il suo diario).
  4. Ho chiamato _rroli ieri. Venerdì uscirò con _dralia ma io ho la testa verso _rroli. Ecco, una telefonata brillante sì ma di seduttivo un cazzo. A me non piace telefonare e meno per sedurre. Io amo il viso a viso, occhi a occhi ma quando l'interlocutrice è lontana... Proprio una telefonata seduzione zero. Mah. Del resto è saputo che a noi maschi quando piace uno perdiamo capacità intellettive. Veramente una telefonata brillante priva di senso.
  5. Il traffico è impazzito, fino a ieri in questo edificio il riscaldamento era acceso, una pendolare in treno si lamentava della mancanza di aria condizionata il tredici di aprile che mi viene da bestemmiare. Più energia significa più idioti che la sprecano e la usano per fare le peggiori cose. Affamare il leviatano! Uno solo dei mei sì la cui somma è superiore ai mei no sul come rapportarmi al referendum no triv,


martedì 12 aprile 2016

In morte di Gianroberto Casaleggio

E' morto Gianroberto Casaleggio. Nel leggere una raccolta di alcuni suoi pensieri trovo uno scuotimento personale. Molti punti politici del movimento erano e sono punti dell'unico programma sensato, razionale che io condivisi con entusiasmo.
Con l'avvento dei grandi numeri ecco che alcune buone (il razionali è pleonastico) idee sono state affiancate dalla demagogia che la quantità porta séco: dirittismo, un pensiero crescitista, debitista, istanze interessanti di decrescita ed ecologia via via scemate, diluite, sempre un tecnoteismo progressista oppiaceo.
Infine il grande silenzio, quello sulla crescita demografica dovuta in Italia solo all'invasione violenta di milioni di alloctoni (anche se su questo tema, assolutamente tabù, Casaleggio e Grillo avevano dato cenni  di razionalità, cenni timidi, visto che parte rilevante del movimento ha la testa inquinata da fanfaluche e strampalate credenze sinistre, cattoliche, terzomondiste filo massmigrazioniste peraltro in qualche modo sostenute da un certo sìglobalismo del movimento).
Così io mi sono trovato ad essere via via più critico e lontano anche se riconosco che il formidabile motore di idee e proposte aveva lavorato, per molti temi, molto meglio rispetto a cose orribili, sciagurate che costituiscono quel angusto sgabuzzino di mediocri se non pessime idee problema stantie condivise da una catasta di forze politiche che si distinguono su particolari stupidi o insignificanti.
Non so se Casaleggio sia stato un grande e non mi interessa né ha rilevanza ecologica o politica. Certamente emerse rispetto alla moltitudine di ingombranti politicastri problema.

lunedì 11 aprile 2016

Il paradosso del benvivere

Come scrivevo da John Barish, sabato ho avuto un "buco di tempo" prima di incontrare _dralia e sono passato in libreria, ho preso un saggio di Slavoj Zizek (l'ortografia non è corretta ma ignoro lo sloveno) e il successo di Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi che sono mesi e mesi, forse due anni che lo volevo leggere, non sapendo null'altro che il titolo. Io non sapevo nulla  di quel libro, non ho letto neppure in copertina, io so che mi chiamava da molto tempo.
_lcino che ieri ha camminato con noi e stasera sostituirà _polfi a lezione di tango, mi diceva che lo ha letto in una notte, che è un libro di un dolore estremo che poi ha pianto che non finiva più.
Le prime settanta pagine che mi hanno divorato, mi hanno riportato brutalmente alla questione del male, della sofferenza, del dolore, la parte oscura del dipolo bene-male. Siamo sguarniti, io lo sono, in una vita in cui le grandi  sofferenze sono lontane di anni. Ritengo che il ben-vivere ci rende fragili, sensibili al male e insensibili al ben-essere.



domenica 10 aprile 2016

A cavalcioni del razzo

Ho il viso arrossato dal sole. Che io non capisco come al dieci di aprile ci possa essere la temperatura del dieci di giugno e questa cosa mi inquieta molto.
Eravamo in dieci oggi, una prima uscita dopo tempo, molto facile, molto piacevole. Io dico che il camminare, il trekking in natura giù per 'sto orrido così fiorito che era assai poco orrido è un razzo sul quale io salgo a cavalcioni e poi parte e mi porta in giro per alcuni giorni.
Oggi non posso  non osservare che non ho comunicato con _dralia. Mentre salivamo a piedi verso il centro del paese di partenza mi ha chiamato _rroli, abbiamo parlato per qualche minuto. Io ho letteralmente dimenticato per quel tempo il gruppo di nove. Ecco, _rroli mi prende. Mi aveva detto che sarebbe andata a trovare i suoi in quel di Piacenza. E' stata un demone, mi ha iniziato a ballare in testa. Le ho scritto che se avesse avuto voglia l'avrei raggiunta,una volta finito con il gruppo a Piacenza per un boccone. Niet, due di picche mi ha risposto dopo una mezzora dicendomi che aveva un impegno per cena.
La differenza del mio comportamento con _dralia e _rroli dice più di mille parole.
Così abbiamo finito con calma e passate le diciotto da poco siamo arrivati (in quattro) a casa mia. Mi sono messo a preparare una cenetta sfiziosa in fretta e abbiamo passato una serata meravigliosa in loggetta, in compagnia, a bere, mangiare e ridere, la loggetta fiorita, la temperatura mite, il sole a tramonto, poi il rosa kitsch coll'azurro, il rosato di merlot e il buon cibo che ci hanno reso felici in quattro.
Io non so se questa dolce vita che io faccio a prescindere dalle donne faccia bene nei rapporti con le donne. Perché vivere bene rende meno impellente l'impegnarsi con lo stare con loro, ti rende volubile, capriccioso, schizzinoso.