martedì 23 settembre 2014

L'insostenibile leggerezza dell'essere

Per il figlio di Stalin la vita non era stata facile. Il padre l'aveva avuto da una donna che tutto lascia supporre abbia poi fucilato. Il giovane Stalin era quindi allo stesso tempo figlio di Dio (perché suo padre era venerato come un Dio) e dannato da lui. […]
Subito dopo la guerra fu fatto prigioniero dai tedeschi, e altri prigionieri […] l'avevano accusato di essere sporco. Lui che porta sulle spalle il dramma più sublime che si possa immaginare (era allo stesso tempo figlio di Dio e angelo caduto) deve forse adesso essere giudicato non per cose elevate (che abbiano a che fare con Dio e gli angeli) ma per della merda? Sono dunque così vicini il dramma più eccelso e quello più infimo?
p. 250-251

Da ciò deriva che l'ideale estetico dell'accordo categorico con l'essere è un mondo dove la merda è negata e dove tutti si comportano come se non esistesse. Questo ideale estetico si chiama Kitsch. […] Il Kitsch è la negazione assoluta della merda, in senso tanto letterario quanto figurato: il Kitsch elimina dal proprio campo visivo tutto ciò che nell'esistenza umana è essenzialmente inaccettabile.
p. 254

Dieci anni più tardi (viveva già in America) un amico di amici, un senatore americano, la portò a fare un giro nella sua enorme macchina personale. Sul sedile posteriore si stringevano quattro bambini. Il senatore si fermò; i bambini scesero e corsero sull'ampio spazio erboso verso l'edificio dello stadio dove c'era una pista di pattinaggio artificiale. Il senatore vedeva al volante e guardava con aria sognante le quattro figurine che correvano,poi si risolve a Sabina :- Li guardi – disse, e con la mano descrisse un cerchio che doveva contenere lo stadio, il prato e i bambini :- Questo è ciò che io chiamo felicità.
Dietro quelle parole non c'era soltanto la gioia perché i bambini correvano e l'erba cresceva, ma anche una manifestazione di comprensione nei confronti di una donna che veniva da un paese comunista dove, il senatore ne era convinto, l'erba non cresceva e i bambini non correvano.
Ma proprio in quel momento Sabina si immaginò il senatore su una tribuna in qualche piazza di Praga. Sul suo viso c'era lo stesso identico sorriso che gli uomini di stato comunisti rivolgevano dall'alto della loro tribuna ai cittadini che sorridevano nello stesso identico modo giù nel corteo.
p. 255-256


Sulla prima pagina c'è ancora la dedica della madre di mio figlio.

Natale 1990.
Felicità è amore, nient'altro. Chi può amare è felice. (Hesse)
… come noi.

Sono dovuti passare ventiquattro anni prima che leggessi quel libro. Ora lo riapro, rileggo la dedica, sorrido. Eravamo nel pieno del nostro innamoramento. L'innamoramento è quello stato di grazia che ti mette su nell'olimpo, un po' lontano dalle imperfezioni umane. Se non fosse per la sua caratterizzazione divina e divinatoria l'innamoramento sarebbe... kitsch.
La trattazione del kitsch di Kundera è una delle pagine più belle della letteratura che ho letto.
Venticinque anni passati dall'avvio del collasso in grande del kitsch sovietico-comunista permettono di osservare il contesto di Kundera con un po' di distacco. Lo scrittore cieco si accorse che la sua tensione intellettuale, morale, andava a trattare la dimensione convenzionale della rimozione dell'inaccettabile che travalica le culture, i sistemi di potere, i sistemi acritici (religiosi), il tempo.
Kundera lavora sul piano della struttura e delle persone. Le storie di amore, di vita, di morte, Franz e Sabina, Tomas e Tereza, il loro intrecciarsi, istantanee in fuga in avanti e indietro nel tempo e le strutture, i contenitori geopolitici che contengono queste persone e le loro vite.
E queste vite sono, nella loro umanità descritta realisticamente, paure, fobie, convenzioni, le coazioni a ripetere della formazione (imprinting) biologico, opposti al kitsch. Il travagliato amore tra Tereza e Tomas supera le difficoltà e diventa un viaggio a due nella vita, nel mondo. Sabina (il personaggio che più mi assomiglia) lo compie da sola, insofferente alle convenzioni fino al punto di tradire, di violare tutti i sistemi di accordi che incontra. Franz è il borghese con i strumenti ma... fragile, sostanzialmente inetto: per l'autore Kundera la metafora inversa della necessità che aguzza l'ingegno, vivifica, tempra, l'agio che ottunde, che appiattisce, che ti rende "eroe" di slogan in cortei, in marce ridicole  di egoici radical-chic (nella parte finale del romanzo, la Grande Marcia degli intellettuali occidentali dalla Tailandia verso il confine con la Cambogia, nell'ecologia della dissacrazione degli ego fatui e del kitsch politicamente corretti, è un altro capolavoro nel romanzo e della letteratura).

L'autore ceco non aveva ancora assistito però al duale del kitsch, ovvero la rappresentazione a scopi commerciali, di ciò che nell'esistenza umana è essenzialmente inaccettabile.
In effetti il trash caratterizzò il duale del blocco comunista, ovvero i paesi socialconsumisti capitalisti proprio a partire da quegli anni. In Italia l'inquinamento sociale e la devastazione culturale da parte del sistema commercial-berlusconiano, il fintoplasticato patinato, divenne un ventennio che suggellò lo sfascio del paese promuovendolo in tutte le forme possibili.
Perché i sistemi di potere moralisti come l'utopia-distopia comunista soccombettero? Perché essi furono battuti nell'eccellenza del peggio.
Il loro kitsch moralista fu superato dal kitsch and trash della liquidità capitalisticosocialconsumista.

L’idea dell’eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi nell’imbarazzo: pensare che un giorno ogni cosa si ripeterà così come l’abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all’infinito! Che significato ha questo folle mito?
p. 1

L'incipit del romanzo si compie ancora una volta, l'eterno ritorno della rimozione dell'inaccettabile si sposa con la rappresentazione ossessiva dell'inaccettabile. La realtà ciclica, la condanna esistenziale circolare dell'evoluzione umana si compie. Il trash si compie usando il kitsch, la lacrimetta per l'emozione e i sentimenti e la seconda lacrimetta che si compiace dell'essere buoni e di avere avuto una prima lacrimetta. C'è sempre un momento kitsch nel trash, un tentativo di redenzione.

Alcune pecche linguistiche in italiano da parte dei traduttori, Giuseppe Dierna e Antonio Barbato.


L'insostenibile leggerezza dell'essere
Milan Kundera
Adelphi



12 commenti:

  1. L'ho letto tanti e tanti anni fa. Questo è uno di quei romanzi che vanno riletti a distanza di anni, in piena maturità.

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  2. Eh no. Quella dedica non aveva niente di kitsch... :)

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  3. Passano i secoli ma del "buon selvaggio" non riusciamo a liberarci.

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  4. Effettivamente...visto da fuori l'innamoramento (speciale altrui) può risultare terribilmente kitsch...
    Poiche' sono attualmente sono innamorata quando scrivo mi sembra di dire cose stupende, poi se provo a rileggermi staccando la spina emotiva mi sento un'idiota.. :) Da fuori due innamorati sembrano drogati o poco stabili mentalmente. Non a caso nldurante l'nnamoramento avviene una delle tempeste chimiche più straordinarie nel nostro cervello.
    Cmq...la dedica della tua ex moglie è molto bella, affatto kitsch...anzi. Peccato che gli amori a volte finiscano.

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  5. x nottebuia:
    Detto tedesco e l'incipit nietschiano.
    Le cose che non si ripetono non.. esistono.
    Perche' hai riportato il detto tedesco?

    x John Barish:
    Ho dovuto aspettare una pausa nello studio del tango, 24 anni dopo averlo ricevuto, per leggerlo.
    Libro giusto al momento giusto nel posto giusto.
    Un po' come il partner in amore.

    x gioia:
    Non ho mica scritto che la dedica fosse kitsch.
    Eh!

    x Lorenzo:
    Il buon selvaggio e' kitschissimo.
    Non esiste il buon selvaggio se non nella testa dei moralisti.
    Come antimodernista posso sollevare tutte le critiche che vuoi sul fatto che progresso, tecnologia ed energia abbiano peggiorato drammaticamente gli effetti nefasti delle masse umane, ma non mi sogno neppure per l-anticamera della mia crapa di pensare a idillii edenici selvaticiti.

    x Spirito Libero:
    Ehehe
    Spirita, la leggo osservatrice attenta e disincantata.
    Bene. Voi state migliorando. :)

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    1. E tu non sei moralista, ovviamente.
      Rileggendo quello che scrivi mi permetto di avanzare l'ipotesi che tu ti sia contraddetto per la miliardesima volta.
      :)

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    2. Io ero un moralista fondamentalista.
      Ora mi accontento di essere cinico.
      Visto che e' moralistico pensare di risolvere i problemi, mi limito ad osservarli e a farli presente.
      In questo caso non so quale contraddizione tu abbia rilevato, non ho capacita di telelettura della mente.
      La mia posizione e' che gli homo sono homo e non sono cambiati nel tempo.
      Solo che oggi hanno Il Problema e del numero in cui sono e dei mezzi (tecnologia e energia) disponibili alle masse per cui fanno danni sempre maggiori.
      E' moralistico?

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    3. Non ti serve la capacità di leggere nella mia mente, ti serve la capacità di rileggere quello che scrivi.

      Per ora non è mio compito quello di portarti alla luce col metodo della levatrice.

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  6. Ciò che esiste per una sola volta è come se non fosse mai esistito.
    E, dunque, anche la vita e tutte le sue decisioni: in questo paradosso si racchiude l'insostenibile leggerezza dell'essere...

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