giovedì 6 settembre 2012

Buffalo tango

Ieri sono uscito con la cricca tanghera dei colli. Dopo due mesi di uscite scarse, di pochi passi argentini eravamo tutti in uno stato prossimo alla bramosia. La milonga e il mondo del tango è fatto di molte cose: di relazioni, di flirtare, di preparativi, di espressione artistica, di comunanza, di competizione, di smalltalk e gossip, di tresche, di amori di tre minuti, di musica, di espressione artistica, di moda, di bellezza, di ritualità prima, durante e dopo, di ricerca coreutico, di esibizione, d'amore, di eros .
E' difficile esprimere a parole gli stimoli ed il piacere caleidoscopici che tutto ciò comporta. Spesso questo piacere diventa anche una sottile forma di dipendenza, Flora lo mette là a mo' di battuta, ogni tanto :- "non gestisco una milonga ma un gruppo di drogati".
A dispetto del luogo assolutamente demodè, - a Buenos Aires ci sono alcune milonghe che sono tanto frequentate quanto brutte, ieri sembrava una di quelle - in un improbabile ristorante emiliano stile anni ottanta di un tiro a volo, così improbabile che erano appesi numerose corna di bufalo e altri macabri trofei venatori, in un'orrenda e squallida zona non-luogo della periferia padana, matriosche innestate di bruttezza, ecco che il rito e il suo incanto, la liquefazione delle anime e dei kernel emotivi di san gennaro delle arie buone- si è ripetuto.
Le vie della gioia sono molteplici e si presentano talvolta del tutto inaspettatamente in forme goffe, brutte.

martedì 4 settembre 2012

Se sarà il momento







_ica, la mora del profumo è già un po' che è lì a mezzaria nei mei desideri. L'ho invitata a vederci finito il lavoro; mi ha risposto che domani mi farà sapere anche se appena tornata dalle ferie è incasinata. Avevamo fatto il corso con Fausto Carpino e Stephanie Fesneau, poi qualche  incontro in Milonga Sì. Mi aveva mandato qualche pensiero carino ricambiato quest'estate, ho atteso che tornasse.
Deve essere di un mondo assai diverso ma vedremo, sono curioso.

_rio domenica mi ha dato dei buoni spunti, di semplificare e di rimanere naturale. Mi riporta un po' all'approccio di Stephane Hemon basato su naturalezza, empatia, desiderio genuino, seguire una propria linea lasciando a parte ostacoli e contrarietà; se sarà il momento giusto potrà succedere altrimenti, pazienza, avanti la prossima, le donne di fascino non mancano. _rio mi dice che ci mettro troppa energia prima, diventa faticosa la seduzione così faticosa che poi arrivi a pensare "ma chi me lo fa fare".
Non ha alcun senso forzare, se non è il momento non ha senso, se è  il momento non ha senso.

Due diviso due

Mentre andavo ero quasi convinto di volerla sedurre, di volerla ribaciare, di fermarmi prima di un passo oltre, così anche dopo lo scambio di messaggi.
Sui passi del ritorno a casa sentivo l'agrodolce nell'anima, come se la mano fosse passata su un vecchio tavolo, le fibre del legno primaverile scavate, quelle estive nervi duri scoperti delle asperità quasi ti possono spinare se calchi un po'di più o se sei più veloce. E il dolce del sentire che è ancora lì nel cuore e leggerezza, come se un sospeso se ne fosse un po'andato, come l'elio di un palloncino ormai scolorito dal sole; forse è bene che sgonfi tutto e si posi a terra ormai così piccolo, raggrinzito e sbiadito.

Sono contento che non è riuscita a vendere la sua casa, non voglio che se ne vada. Perché, mi conosco, sarebbe come la morte reciproca, non ho mai cercato le mie ex lontane e non più riviste, spariremmo per sempre.

Temevo in passato questo incontro e invece è stato così semplice. Certo che rimane l'amarezza di un amore che non è riuscito a passare alla fase adulta e forse una disillusione o, come già scritto, La Disillusione.
Sento che questo incontro libererà un po' di energie e lascerà libere akune cose; in fin dei conti è stato un commiato del cuore informale, a dirci le cose belle che furno, quelle brutte e ad abbracciarci, ecco, forse non ci siamo detti grazie, non ancora, per quello che fu..
Anche gli occhi sono diventati umani e mi commuove un po' di averla vista così, umana, tenera bella, ma non era più la mia Regina di Beltà, come se l'amore che sta lì nascosto sotto fosse stato un faretto di mille milioni di lumen sul centro bello dell'Universo, poi l'amore sfuma e il faretto si spegne.

C'è questo contrasto pazzesco tra le femmine meravigliose delle milonga, solo mele belleperfette delle quali non conosco il sapore e la consistenza e la piccola mela scura "antica" e succosa per la quale impazzivo. A proposito, aveva le unghie pintate, proprio come le tanghere, però su di lei non so se mi piacciono, non mi piacevano prima.Vabbè dettagli tecnici a livello biologico, la biologia che ci riporta al suo livello terragno, fisico, anatomico. Avrei dovuto scrivere altro ma ora non vien sù, un'atra volta.

Non capii molto. Non fu possibile, ancora una volta, capire. L'amore non è che la vita e ciascuno di noi ha la propria, unica per cammino, diversa e singolare, forse solo per qualche passo può coincidere questo mistero.
Tornato dai monti ero tornato a controllare la posta in LeClubPrive dopo mesi.

Ogni secondo







Che gioia per sorella Acqua che è arrivata copiosa finalmente ieri dopo mesi di spaventosa siccità, molto peggio, qui in Emilia, del 2003.
La Terra spaccata, pietre e polvere ha bevuto ogni goccia: il [...] è ancora  striminzito e pacifico, altri rii laterali ancora completamente asciutti. Ciò che era andato via ora torna nelle viscere di Pacha Mama che si disseta e beve tutto, beve e beve.
Ho fatto due passi nel bosco, ancora morto di bruni, di giallo, di marroni, di frassini liofilizzati e castani seccati, di sottobosco ed arbusti orami privi di foglie o con i loro cadaveri gialli ancora appesi, al ritorno dal lavoro ieri, proprio sotto gli scrosci per godermi ogni secondo di pioggia il profumo  di umido e la musica dei piccoli ruscelli che si originavano nelle canaline e venivano assorbiti pochi metri a lato. Ogni secondo di pioggia.
Che goduriosa gioia di vita e sensi!

lunedì 3 settembre 2012

Essere contagiosi

Bodhisattva (बोधिसत्त्व)
o - Essere illuminazione
(wikipedia.it)

Caro amico mio
Ieri mi hai fatto un bel regalo.
E' vero: anche se ci sono innumerevoli comportamenti che distruggono, inquinano, il nostro esempio virtuoso, benefico, il nostro agire positivo riesce a diffondersi. Con il nostro agire possiamo portare un po' di luce, fare la nostra parte ed essere contagiosi con coloro che ci sono prossimi.
Grazie.


sabato 1 settembre 2012

Melercia

Cicchitto





Scrivevo del fatto che gli italici di specie tridentina non sono esenti dal ciarpame che io cerco di riassumere in "artificializzazione modernista orgogliona dell'ambiente". Anche l'agrochimica (la chimica dei veleni per la produzione industriale di cibo plasticato e tossico, impropriamente definita come agricoltura convenzionale che invece, fino agli anni 60 è stata per almeno 20.000 anni assolutamente biologica) fa parte del ciarpame tossico ed orgoglione modernista. Nel centro di un paesino anaune (leggo sempre quando riesco i bollettini e gli annunci della comunità, forniscono un sacco di notizie inportanti) sulla parte superiore di una bacheca (o forse della bacheca) è presente una sfilza di annunci dell'associazione frutticoltori locali, uno accanto all'altro ciascuno ricoprente gran parte del precedente. Leggo l'ultimo:

Entro questa settimana trattamento della Renetta:
50g/hl di Megathion o in alternativa
50g/hl di Zeonix S Plus
...
Rispettare rigorosamente i tempi di carenza!!

(i nomi sono di fantasia, non me li sono annotati). Qualche giorno prima con UnBambino al rafting in val di Sole, quando il capogommone (?) ci mostrava i meleti a riva, alle mie osservazioni che eseguono da 20 a 26 trattamenti velenosi all'anno (v. qui ad esempio), mi aveva raccontato che un'indagine epidemiologica che era stata fatta velocemente sparire aveva evidenziato pesantissime anomalie in fatto di tumori. I meleti arrivano anche a uno o due metri dalle case: un'amica sudtirolese mi aveva raccontato che prima dei trattamenti chimici a base di veleni, vengono affissi dei manifesti che invitano i residenti a chiudere bene i serramenti e a non affacciarsi il giorno tal dei tali dalle alle. Del resto vederli scafandrati alla guida dei trattori con diffusore non mi è che faccia presagire granché di buono.
Marlene e Melinda dunque sono belle (? 'sti pomoni pompati di plastica per me sono orrendi  ma per i più, plagiati dal marketing e dalla grande distr(ib)uzione organizzata, belle) mele avvelenate. Mela linda? no assai lercia! Si salvano alcuni coraggiosi che tentano la via biologica, segni di speranza, per quanto ancora assai sparuti, ma spesso che non tornano ancora alle eccellenti varietà autoctone che sono per selezione robuste e adatte alla coltivazione bio. La colossale truffa è che esse vengono spacciate come mela locale e alla sofisticazione agroalimentare e alla distruzione ambientale e paesistica si aggiunge la frode ideologica: le cultivar sempre più spinte su piante sempre più deboli - si arriva ad alberi che devono essere sostenuti perché hanno decine di chili di mele e poche radici, siamo alla perversione - sono spesso (il solito merdame) USA e non hanno nulla a che fare con le varietà locali tradizionali, "antiche", estremamente robuste e con caratteristiche nettamente superiori.
La mia amica sudtirolese mi ha confermato che in Alto Adige l'industria fruttochimica è anche peggio.
Ci sono tentativi di ridurre l'impatto peantissimo (cercando di diminuire la deriva) ma non si va alla radice del problema che è un modello di agricoltura per fare più bajocchi nel minor tempo possibile, producendo più tanta robba finta possiile, insulsa, tumorifica, cercando di artificializzare e industrializzare tutta la filiera..
Nulla che non sapessimo al gas, anche se giovedì abbiamo rifatto questa analisi osservando ancora una volta questa miscela nefasta di stupidità, ingordigia, arroganza, fideismo, tecnofilia, distruzione, sfruttamento.

Con tanta bua

Sono stato fortunato.
Al ritorno dalla milonga, ieri, erano circa le tre e mezza, sono andato a cozzare contro la barriera laterale (guard rail) di sinistra. Se non ci fosse stata sarei finito giù per dirupi, se fosse transitato qualcuno in senso opposto avrei fatto un frontale (anche se a quell'ora non circolava anima viva): direi che mi è andata bene! Fiancata sinistra e parte del muso da rifare.
Ero stanco e la prima metà della serata l'avevo passata abbastanza lesso, a parlare con amici, solo qualche sporadica tanda. E così quando la sala si è liberata un po' mi sono preso il gusto di ballare con alcune tanghere di.. "segmento superiore". :) Si, finalmente tango a mille, sono riuscito a coronare la serata con vals, tango e milonga come si deve (compresa l'ultima del mio preferito, Hugo Diaz) ma ore ancora più piccole purtroppo.
Poi la sequenza di piccoli colpi di sonno affrontati con varie tecniche. Ero a pochi minuti da casa, evidentemente la mente si era lasciata ad andare e l'ultimo mi ha tirato un brutto scherzo.
Francamente avrei preferito  non spolpare il mio conto (peraltro per nulla ingrassato negli ultimi anni) né di aumentare il PIL del carrozziere. E' già là la mia ciccetta con tanta bua. Mh. >:/