venerdì 31 luglio 2026

Ceuta e i giochini

  •  “Non trovano vie legali. la loro unica possibilità è buttarsi in mare ed entrare a Ceuta”, racconta Ismail El Makdoubi, immigrato e presidente dell’associazione Exmenas. Secondo l’attivista, la recente sentenza del Tribunale Supremo spagnolo, che esclude i respingimenti immediati per chi raggiunge l’enclave a nuoto ha alimentato, insieme alle reti dei trafficanti e al tam-tam in Rete, la convinzione che attraversare il confine sia ora più facile. "
    (ilgiornale.it)

Questa parte dei fatti, delle cause dei fatti, rimane, mi sembra in disparte,  non è enfatizzata o riportata con la importanza che merita. Non è affatto casuale quello che sta succedendo in Europa, una pura, casuale sequenza di fatti indipendenti.

Ancora una volta è una castalia, quella della magistratura, questa volta quella iberica, che si balocca coi giochini delle perle di vetro, dalla torre di avorio, causando disastri sempre più gravi, delle catastrofi.
Solo degli irresponsabili completi possono non curarsi delle conseguenze dei loro giochini da bamboccioni viziati.
La irresponsabilità dei giudici è un problema: come scritto spesso qui, quando togli la responsabilità da persone e organizzazioni, ottieni, velocemente, il peggio da esse.
E' possibile affidare a degli irresponsabili la gestione della giustizia?
Cosa succede in una nazione in cui degli irresponsabili prendono eversivamente il potere mandando a patrasso lo stato liberale e la democrazia? Succede quel che è successo a Ceuta.

Diranno: ma è la costituzione. Chi sono coloro che difendono  e impediscono la modifica di costituzioni sempre più anacronistiche, nocive? I compagni dei magistrati e i compagni magistrati, il braccio eversivo nelle democrazie europee che si impone sugli altri poteri e che viene usato dai compagni per ovviare al fatto che non hanno potere in quanto netta minoranza.
Uno dei cinque fattori di collasso è l'anacronismo di credenze e valori.
Un grande passo orgoglione di progresso verso il collasso.


(ansa via skytg24)


giovedì 30 luglio 2026

Se Atene piange

 Se Atene piange, Sparta non ride.

Osservare attentamente il disastro in Germania. Non molto diverso dalla banlieuzzazione del Belpaese. La disinformazione è incontrastata, sulle lavatrici industriali per cervelli del mondo progressistico, arcobalengo, alfieri della superiore, unica, illuminata ortodossia tutto questo viene censurato (questo diario esploderebbe se si iniziassi a riportare la violenza e i reati degli invasori, avevo riportato solo un caso avvenuto in Germania di controllore ucciso su un treno a pugni sul cranio). Notare che qualcuno si salva ancora dalla incultura radioattiva del debito (cosa che permea la nostra sinistra populista non-arcobalenga, non-marxistica).
E' il motivo per cui mi sono rapidamente allontanato dalle lotte in Val Susa contro il TAV, visto quel mondo si alleò colla feccia islamica, feccia che ha ammazzato una persona, di recente, al corteo dei diversamente cososessuali (detto pride) a Berlino. Non è un caso che Alice Weidel sia lesbica. Non è affatto un caso.

Da Europeista penso che solo insieme gli Europei potranno iniziare un contenimento prima, una riduzione poi.

domenica 19 luglio 2026

Due cacche

"debolezza di fondo che una persona sappia cosa sia meglio per un’altra"

(VaporeSodo, Parole sante)


Stamani, a Radio 24, parlava un'insegnante patavina: la compagna cercava di dimostrare come fosse giusta la censura nei confronti di quegli studenti che avevano osato esporre uno striscione "Italia agli Italiani".

Paradossalmente criticava "slogan", pensieri unici, pensieri escludenti.

Come se la "inklusione senza se e senza ma" (lessico scemo e rozzo della sinistra) non fosse escludente.

La signora pretendeva di avere la verità in corpo e che fosse giusto agire con forza per il "bene assoluto", compreso quello degli studenti blasfemi che, poveri, non capiscono "a priori".

Radical scicchisssima, la giovin signora mi risultava persino patetica, logica e raziocinio mesi all'ammasso. Una un po' scema, obnubilata dal proprio oppio più  o meno woke, una fondamentalista che predicava agli altri.

Intanto hanno trovato la diciassettenne islamica,  una giovane serpe allevata in seno, che preparava un attentato, con appunti e altro per preparare una cintura esplosiva. Più  o meno sono la stessa cacca che vuole imporre il proprio bene agli altri  inconsapevoli.

La prima lavora alacremente per l'avvento della seconda.

domenica 12 luglio 2026

Attriti

 Così  quando vengo qui, a casa di mamma e papà - sono in uno stato di salute decisamente migliore ora - mi rendo conto di come sia difficile, per loro  per _ddova. È una convivenza.

Qui ho un po' di tempo, ascolto _ddova. La sua storia di russa ucraina, la guerra, sedici anni che non torna, le speranze di poter tornare quando il Donbass sarà sotto la "serenità russa". Della sua solitudine già scrissi. Il tempo mi permette di ascoltarla ed ella si confida. Vite molto dure, con uomini con alcolismo, galere, padri fuggiti dai figli, povertà se non miseria. Tempi duri che hanno schiantato molte persone. _ddova ha fatto molti sacrifici.

Forza di volontà. Da sola con due bambini era riuscita a laurearsi in ingegneria elettronica, quando ancora in URSS esistevano le università serali. Chi sopravvive ai tempi duri ha buone probabilità di essere una persona di valore, degna.

Ella non è un elettrodomestico; i miei non possono pensare che possano pigiare un pulsante, girare una manopola e che tutto funzioni senza null'altro. Non che lo pensino a livello oggettivo, seguono quella prospettiva emotivamente.

D'altra parte tra i miei veci e lei ci sono problemi di comunicazione, di comprensione verbale, paraverbale, corporale, tra la cultura russa e quella italiana. Non è facile neppure per me, comprendere, figuratevi per i miei vecchietti. _ddova è molto rispettosa, accomodante. Anche questo, a volte, crea problemi. Un no che sia no o un sì che sia sì potrebbero apparire scorbutici ma sgombrerebbero da molte incomprensioni e conseguenti attriti.

venerdì 3 luglio 2026

Verde smeraldo

Il fresco dopo la calura, la pioggia dopo l'arsura, sono esperienze di piccola grande felicità. Sabato, fuggiti dal forno padano, abbiano passato gli ultimi chilometri prima del paesino natale di mia madre sotto l'acqua a catini di un temporale.
Per me, boreale, un sollievo senza pari.
Questo si è ripetuto un paio di giorni dopo. Abbiamo camminato in parte anche sotto la pioggia (nella prima immagine si vedono ancora i cerchi dei goccioloni che si affogano nell'acqua). Silenzio, il verde smeraldo dell'acqua, i piccoli ruscelli e le fonti che lo alimentavano, le piccole gocce brillanti sugli aghi dei pini silvestri, sulle estremità delle foglie degli aceri, il verde smeraldo delle foglie dei faggi, le chiome ancora tenere, di primavera, dei larici.
Gioia.