giovedì 3 ottobre 2013

Cartoccio medio di tortura



Sentivo ogni palpito. Bum bum, bum bum.
A distanza piccola, il sangue arrivava là sotto e ogni fiotto era un ferro rovente che compiva una rotazione di 40 o 50 gradi in senso antiorario conficcandosi più in fondo con l'uncino.
Pensavo che il peggio fosse passato ma non ero ancora arrivato alla tortura del mangiare. Intanto prendi questi, due volte al giorno, a stomaco pieno. Ad ogni pedalata di ritorno dallo studio dentistico verso la stazione, sentivo il pulsare, ma quello non era ancora nulla. Devo mangiare qualcosa o esplodo, non posso aspettare ancora unoraeventi... Non avevo fame, nulla, troppo male; era stato un peregrinare avanti-indietro dal bagno per scaricarmi cinque o sei volte dal dolore. Non so perché il corpo reagisce così, quasi volesse espellere tutte le scorie per resistere meglio all'attacco frontale, alla distruzione intraossea.
Entro da Merdonald e acquisto un cartoccio medio di tortura. Patatinemediedueeuroventicinque. Osservavo la manageressa che non sapeva che avevo la torre di Sauron che proiettava lapilli sul mondo dal centro midollare di una mandibola. Le ho dato treeuroecinquanta di moneta, non c'ero molto, ero in quel punto pulsante nella mandibola, nell'osso infetto, non davanti a lei. Ma già cosiì era stato di giorno, fatica nello stare nel qui e ora, nell'esprimere concetti, più  volte i miei interlocutori non avevano capito.
Sentivo ogni pezzetto ancora tenacemente resistente ad essere ridotto in poltiglia, finirmi come pezzo di acciaio indomabile tra l'incudine infetta inferiore e il maglio superiore che si abbatteva su di essa. Ogni colpo erano scintille e il rosso incandescente dell'uncino rovente farsi più vivo in mezzo al sangue e al pus, ai batteri, e l'uncino rovente girare_dentro.
Alle ore ventieventi circa sono riuscito a ingollare l'ultima patatina, poi ad aprire quella confezione di amoxicillina acido clavulanico e rimanevaancoramoltoneltrenoinfinito nella notte rombantepulsantelancinante. Ogni passo in salita, fin su al sentiero con il puzzo nauseabondo di selvatico di caprioli era un passo intimo nella dimensione del dolore, un passo di filosofia, di distruzione dell'ego attraverso il dolore estremo.

5 commenti:

  1. neanche un girone infernale.....

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  2. Sei un efficace narratore, Uuic ... ( e capisco cosa provi Bis, ovviamente non te ne fregherà un cazzo e penserai “Sì ? Ma vaffanculo ! ... adesso ci sto sotto io ! )”.

    “Entro da Merdonald e acquisto un cartoccio medio di tortura.
    Patatinemediedueeuroventicinque.”

    Hai scelto proprio il Peggio di McDonald's.
    Io non prendo mai i menu del Mc proprio perchè le butterei sempre via ...
    e mi ripugna buttare via il cibo.

    Coraggio.
    L'allucinazione conduce al Tempio della Saggezza, come diceva il cantante&poeta ...
    vedrai la Luce ...

    *_____*

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  3. x Francesco:
    Mi verrebbe da dire che... l'inferno è interessante, stimolante.
    Sì, fino ad unc erto punto. Ora posso scrivere e vivere, senza essere Il Dolore che riduce al minimo ogni altra dimensione dell'esistenza, del vivere.
    Eppure, cercare di osservarlo, con un minimo di distacco, e anche fare mente locale che dolore -piacere sono aspetti duali, non c'è l'uno senza l'altro, può aiutare per lo meno a superarlo.
    Se c'è l'inferno allora... c'è pure il paradiso.

    x Marco Poli:
    No, non ho pensato quello, non ti ho sfanculato. Uno degli effetti del dolore e del viverlo è che si diventa meno incazzuti, più sereni e comprensivi.

    Io andrò da Merdonald due o tre volte in un paio di anni. Ieri cercavo di capire cosa cazzo mangiare nella mia riluttanza per il cibo. Forse avrei fatto melgio a prendemi un grosso gelato, penso ora.
    Ma non ero moto in grado di ragionare alle ore diciannoveecinquantasei.
    Oggi va meglio. Ora mi posso permettere lo sfizio di sentire lo stomaco soffire gli effeti dell'amoxicillina. Anche 'na roba del genere e' una figata rispetto ai colpi di maglio e uncino rovente di ieri.

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  4. A te Omero come scrittore ti faceva una pippa, guarda qua d aun mal di denti cos'hai tirato fuori. Certo che se tutti gli orsi dei boschi per un mal di denti facessero tutte ste storie ;-) Guarisci presto e per un paio di giorni panada e pa trit

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  5. Se ricordo bene era Marcel Proust il letterato che fece delle cinestesia arte.
    Quando seguii alcuni corsi di PNL et discipline affini, appresi il concetto di submodalita' overo la descrizione evocativa di un particolare stato "generatore di emozioni" (emoveogenetico si puo' dire?).
    Sono a casa, dolore ridotto del 95%, sono piuttosto straccio.
    Ieri ci sarebbe stata la prima lezione di tango col maestro "dei colli" ma mi sono limitato ad un paio di tango, gia' avevo il fiatone.

    ciao Baffus! :)

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