domenica 27 ottobre 2013

Cocomeriani

Al gas giovedì sera siamo arrivati al limite  di una discussione rovente perché sono stati un filino disadeguante e ho confutato la demagogia del "diritto" alle case per gli immigrati (clandestini).
Passare dal "Più case per tutti!" bluazzurro a quello anguriesco (verde fuori, rosso dentro) non lo trasforma da cacca in altra cosa.
A volte mi chiedo quali sono le prospettive di vita nel gas (e in lista civica) nelle quali alcune mie posizioni "non allineate" sono (sempre più) note.
Ma... ricordare la filosofia aiuta. La diversità costa, è faticosa, è pure sgradevole.
Sono degli sgarrupati colorati, menti deliziose e genialoidi, anni avanti nella sperimentazione reale, vissuta della decrescita parecchio serena, libera, arguta (non sempre) ed edonista della quale sono esempi, non blablateratori. Sono comunque esseri umani, non dei.
A volte cadono nella religione del cocomero.


21 commenti:

  1. forse sarebbe meglio limitarsi a un consorzio solo per fare acquisti convenienti, no?

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  2. Non e' che essere "iscritto" ad un GAS ti trasforma in automatico nell'essere umano perfetto. Poi sai, ormai e' da anni che in mezzo a noglobal, ragazzotti dei centri sociali, frikkettoni pseudo-alternativi si celano in realta' tantissimi pezzi di merda

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  3. x Sara:
    I Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) a differenza dei GA (Gruppi di Acquisto) non solo non perseguono il prezzo più conveniente/minore ma lo osteggiano (stamani ho commentato a proposito da Marco Poli).
    Il prezzo equo (e quindi superiore, anche sensibilmente) è uno delle caratteristiche dei ns. acquisti.
    Quello della destinazione del tuo reddito è la prima e più efficace Politica dal basso.

    x Francesco:
    > noglobal
    Ehm
    Il problema è che io sono PIU' noglobal di loro, in quanto sono contrario anche al globalismo delle migrazioni di masse delle persone oltre a quello delle risorse.
    Sarò cinico ma in altri contesti i pezzi di merda sono molti di più.

    x Marco Poli:
    Esso ha incuriosito pure altri ma il contesto porcospinesco li ha fatti desistere. Solo per duri&puri.
    Ahah. =:)

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  4. Si, presumevo che ci fosse anche una ricerca di tipo qualitativo e etico, tuttavia sono in una fase da cui rifuggo l'associazionismo e le consorterie in generale, anche se sarebbe utile e buono unire le forze.

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  5. ..Guardavo un documentario sulla lunigiana in cui alcuni coltivatori eroici si ostinano a piantare su terreni scoscesi ad 800 metri di quota una varietà di farro locale che non necessità di concimazione di alcun tipo ed è molto resistente alla variabilità metereologica...Ovviamente la produzione per ettaro è 1/3 di quella nelle pianure dopate dagli idrocarburi..Questo è quello che ci aspetta.

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  6. x Sara:
    Le relazioni sono le cose più difficili e la complessità n  (n – 1 ) in gruppi, associazioni e consorterie non le rende certo meno difficili. Anzi...
    Al questo costo corrisponde(rebbe) una forza spaventosa: nessuna multinazionale, nessuna società distruttrice, sfruttatrice, ecocida, lucrativa potrebbe resistere più di qualche giorno al trasferimento dei consumi di massa delle masse da quella antieconomia ad una locale, ecologica, equa.
    Solo che ciò richiede
    o - impegno personale
    o - destinare più reddito ai consumi necessari perché i prezzi equi sono maggiori dei prezzi minimi e quindi di
    o - DIMINUIRE la parte di reddito da destinare a sprechi, consumismi, acquisti inutili se non dannosi.
    Quindi le masse NON passano all'acquisto etico, ecologico in filiera corta. E' MOLTO più facile dare la colpa agli altri, all'euro, ai padroni, ai sindacati, ai comunisti, ai fascisti, a Berlusconi, alla CEE, al capitalismo, alla società, allo stato.
    Transfer/delega/deresponsabilizzazione/inizia prima tu a fare la cosa giusta.
    Nulla di nuovo.

    x Francesco:
    Il ns. produttore di risi bio della bassa emiliana usa varietà antiche, originali, di Vialone Nano e Carnaroli che rendono il 40% in meno delle varietà recenti ultrapompate (che secondo la sua opinione non potrebbero pure chiamarsi Vialone Nano e Carnaroli).
    Resa in cucina straordinariamente superiore.
    Annullato il costo energetico, ambientale e sanitario di pesticidi e diserbanti.
    Necessario utilizzare tecniche agronomiche più intelligenti (come la semina tardiva e la falsa semina, concimazione per sovescio e uso dei resti di melassa da barbabietola bio, ricca di magnesio e potassio e povera di azoto... sono referente per il coordinamento dei gas) meno brutali della chimica agronomica (impropriamente detta agricoltura convenzionale).
    Più lavoro.
    Quindi costi maggiori.
    Come si fa? Se lavorasse sul “mercato” finirebbe per chiudere perché il ricarico va a grossisti e GDO. Invece lavora con molti gas delle province di MO, BO, FE, RA e riesce a tirare avanti.
    Il prezzo del loro riso bio eccellente in acquisto diretto è minore di quello chimico in GDO.
    Certo è che tu sollevi la questione delle rese.
    La fine del petrolitico porterà il problema della fine (non sarà mai troppo presto) del processo lineare (aperto) in cui si tenta (senza successo) di mantenere la fertilità dei suoli con la chimica, veleni e fertilizzanti di sintesi.
    Perché la portanza antropica del pianeta è [1, 2]G homo? Perché l'agricoltura e la produzione di cibo sono utilizzatori spaventosi di energia fossile e senza di quella e la chimica relativa semplicemente le rese quantitative cadranno anche fino al 50%.
    E' come se avessimo fatto correre un cavallo fino a sfinirlo, a farlo crollare. Ai segni di affaticamente lo abbiamo ulteriormente drogato di peggiori intruglioni, invece di diminuire il ritmo. Ora la situazione è peggio.
    Non solo molti terreni sono esausti se non sterili, ma anche le varietà robuste e che davano buone produzioni senza chimica sono spesso sparite, ora sono rimaste cultivar che senza chimica sono fallimentari o, semplicemente, non riescono neppure ad arrivare a fine ciclo vegetativo tanto sono fragili.
    E ora si pensa di risolvere questo colossale disastro con gli OGM e altre puttanate tecnoteiste del genere che hanno risultati semplicemente fallimentari (vedere qui cosa successo con la diabrotica, ora le rese e il problema sono peggio di prima).
    Del resto il 90% della rincorsa tecnologica-lucrativa si basa sul fatto che ciascuna tecnologia tenta di risolvere i problemi introdotti dalle tecnologie precedenti creandone di nuovi e peggiori e porta il sistema ad un stato di degrado più avanzato.

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  7. Sono d'accordo. Di recente anche gli studenti in protesta hanno chiesto "piu' case per tutti"....un bisogno sicuramente forte e importante e' ma anche irrealistico pensare che si possa avere qualcosa di cosi' importante compeltamente "agratis"...voglio dire...i nostri genitori, i nostri nonni si sono dovuti fare un mazzo cosi' per avere le loro 4 mura, mio nonno e' morto in fabbrica con 4 figli e mia nonna per poter riscattare il suo alloggio dell'INA casa e' andata a lavorare nei campi come una negra, ma sempre con dignita', ed e' riuscita a portare i figli al diploma e poi a possedere la sua casa....insomma....prima di rivendicare la casa, e' meglio pensare a come fare per potersela guadagnare....

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    1. > .i nostri genitori, i nostri nonni si sono dovuti fare un mazzo cosi' per avere le loro 4 mura

      Ecco, non dirlo però ai demagoghi soprattutto quelli di sinistra (in questo caso) e alle loro sciocchezze di categoria "più diritti per tutti".
      E i doveri? Ad ogni diritto corrisponde un dovere.
      I doveri sono stati rimossi dal gergo della sinistra almeno dal 1968.
      A proposito di cazzate moraliste storpie.

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  8. "Purtroppo" anche su questo tema ho qualcosa da dire.
    1. Prima di pensare all'acquisto solidale o non solidale occorrerebbe pensare all'acquisto in sè: mi serve, non mi serve? DEVO comprare o posso evitare? QUANTO devo comprare? Già con questo genere di approccio si può ridurre, e parecchio, il proprio "impatto".
    2. Ho risocontrato in prima persona che chi si propone per la vendita "solidale" tante volte solidale non è, anzi, è un furbone che vuole lucrare in prima persona alle spalle dei solidali, talvolta oltre il limite della truffa. Uno dei furboni, permettetemelo, è mio zio, morto nell'estate suo malgrado: acquistava ortaggi al mercato dell'ingrosso per venderli come "produzione propria genuina che più genuina non si può" a dei poveracci che faceva passare pure per gonzi. Una bella persona che ha trovato il suo contrappasso (nonostante sia morto ben oltre i 90 anni).
    3. Se si può, piuttosto che acquistare in modo solidale, che è comunque un "acquistare", ovvero un alimentare il commercio che è poi una forma di protocapitalismo, conviene FAR DA SE', vuoi nella forma del coltivare un orto, o del costruire qualsiasi cosa con le proprie mani. Un altro modo per evitare l'acquisto è LO SCAMBIO, fino ad arrivare alla DONAZIONE. Scegliendo con cura le persone con le quali scambiare (con le quali si devono condividere intenzioni e specchiata onestà), si finisce SEMPRE per non rimetterci. Basta non ragionare sul valore in euro, ma sul valore in utilità a livello soggettivo - a volte capita che quel che non vale niente per te vale molto per me, o capita che io possa indirizzarti verso qualcuno per il quale quel niente vale qualcosa. Non so se mi spiego. Triangolazioni. L'importante è non allargare troppo il giro, perché includendo "sconosciuti" non "sperimentati" si finisce per includere dei bidonatori. Potrà sembrarvi settario, infatti lo è.
    4. Nel mio giro ammetto solo persone con le quali condivido l'assetto culturale, il che esclude (con buona pace dei benpensanti) la stragrande maggioranza delle "risorse" di nuova acquisizione, e pure la maggioranza delle "risorse" di acquisizione meno recente, alcune delle quali italiane.
    Se son stato troppo criptico, posso approfondire.

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    1. ...leggo tanto buon senso, che pero' se diffuso alle masse fungerebbe da feedback positivo per la fine dello stato dei servizi alla persona e creerebbe spartiacque di civlta' e sopravvivenza fral e giungle urbne stile yena plinski e le campagne e la provincia parecchio meno insostenibili

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    2. Quello che denunci è la conseguenza dell'aver figliato in modo insensato per decenni, moltiplicando per sei o sette volte la popolazione che potrebbe stare in Italia contando su quello che il territorio può dare. Nell'ultima decina d'anni abbiamo aggiunto al danno già gravissimo ulteriore danno ammettendo (anzi, richiamando) sul nostro territorio cinque/sei milioni di forestieri. Il danno è ancor più grave di quello già gravissimo determinato figliando sconsideratamente, perché unisce al fattore numerico quello dell'incongruenza culturale.
      Chi ha deciso di favorire se non addirittura di indurre le due condotte (il baby boom degli anni '60 e l'immigrazione di massa dell'ultima decina d'anni) sta lavorando scientemente contro di noi. E' di fatto un'accolita di genocidi che solo nelle forme agisce con meno crudezza di quel che fece il male assoluto contro gli Ebrei.
      Almeno, questo è quel che io vedo e penso. Poco importa che siano punti di vista e pensieri poco "confortevoli" e, per qualcuno, addirittura "antisociali".

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    3. Mi rendo conto d'essere stato poco chiaro: il baby boom degli anni '60 non ha ovviamente moltiplicato per sei o sette volte la popolazione presente in Italia. Quello è stato il risultato di due secoli di storia. In effetti il baby boom degli anni '60 ha portato un incremento che si può stimare tra il 30 e il 40% della popolazione precedente. E' comunque stata un'azione assurda e oltremodo dannosa.

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    4. Mi ha mangiato il commento.
      Dunque sono obbligato a tagliar corto.

      x Francesco:
      I servizi non sono il belzebu'. Tu stesso, come medico, fai un lavoro ecologico. Il problma e' quando vuoi la botte piena e i servizi tanto da ubriacarti. Destinare ai servizi importanti parte del reddito che DEVE essere sottratto a consumismi e spese e sprechi inutili se non dannosi.

      x MrKeySmasher:
      Aveo affrontato il probelma delle quattro italie.
      Non solo non staim calando verso i 10/15M ma stiamo venendo affogati da immigrazioni di massa a rimto di 350k arrivi all'anno di gente con tassi di prolificita' spaventosi.
      E' ill peggior scenario che si puo' configurare: risorse in diminuzione, (bio)sistema degradato e l'antipattern assalto alla scialuppa.
      Spolverare con abbondante masochismo buonista in salsa politicamente corretta e guarnitua moralista.
      Siamo alla parodia dell'assurdo.

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  9. Oh, quale musica per le mie orecchie! :)

    1
    Primo criterio è chiedersi: mi serve questo acquisto?
    Giustamente.
    Diciamo che i miei acquisti col gas riguardano, al 97% prodotti di consumo.
    Per il resto io tendo al riuso, all'acquisto di capi possibilmente eccellenti, a volte fatti a mano, che durino e siano riparabili.
    Per me l'acquisto (io odio quella parola di merda che è sciopping è una rottura di coglioni che soccombo solo quando necessario. Ho molto di meglio da fare nella mia vita.
    Io non capisco come mai così tante persone adorino sprecare la loro vita acquisteggiando. Mah.

    2
    Noi visitiamo ogni azienda.
    Il nostro gas è rimasto piccolino in quanto formato anche da agronomi ed esperti che hanno una conoscenza sterminata anche sul biologico.
    Essi sgamano subito i furbastri, anche se noi li odoriamo lontani un miglio. Ad esempio una volta ci arrivò una proposta da un'azienda zootecnica bio che nella scheda che le facemmo compilare aveva segnato mais e soia bio.
    Ma di fatto mais e soa bio non esistono più, sono foraggere che non sono prodotte localmente, la scartammo.
    C'è l'esperienza bellissima, a BO, RM e NA (forse anche a MI) di Campi Aperti in cui i contadini produttori si controllano reciprocamente (hanno già sgamato dei furbastri ed espulsi).
    Filiera cortissima e domande e controlli sono indispensabili.
    3.
    L'autoproduzione è decisamente meglio dell'acquisto critico e solidale. Il baratto ecologico.
    Le monete locali (tipo SCEC o anche la sterlina di Bristol, v. ultima pagina di Gaia) un forma di compromesso che lega il denaro all'economia locale, come deve essere.
    Considerare il valore d'uso e non il prezzo.
    Guarda, il ns. gas è proprio piccolino in quanto NON ha MAI ceduto sui principi radicali che elenchi.
    4
    Sull'assetto culturale...
    Qui abbiamo un po' di difficoltà in quanto io sono l'unico ecologista di formazione varia, diciamo radical-libertaria, mentre i compagni del gas sono tutti di formazione comunista (o cattoverde, come il contadino verdecattolico e ben prolifico, zio cane, gli (altri) cattocomunisti in quanto siamo tutti agnostici/atei e molti di noi andrebbero più d'accordo con un fascista che con un religioso, cattolico con i quali, semplicemente, non puoi dialogare).

    Grazie per il contributo, MrKeySmasher.

    .

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  10. Vorrei darne un altro, di contributo.

    Qual è uno dei Paesi più spesso citati come sinonimo di sovrappopolazione? La Cina. Bene. Ovviamente alcune zone della Cina sono ben più sovrappopolate delle altre. Ad esempio, questa. Interessante, ma quella è la Cina, una nazione sovrappopolata. Da noi non è così. E allora...
    ...facciamo una ricerchina su Wikipedia e scopriamo che, colà, la densità di popolazione è di 383 abitanti per km2. Eh, accidenti, ma sono tanti! Da noi, per fortuna, sono "solo" poco più di 200! Calma...
    Nell'articolo non si parla de "la Cina", ma di una provincia della Cina particolarmente sovrappopolata nel contesto del Paese. Dunque, per poter fare una comparazione sensata, dobbiamo prendere in considerazione non "l'Italia", ma un'area dell'Italia particolarmente sovrappopolata nel contesto del Paese...
    ...tipo la Pianura Padana. Sempre da Wikipedia apprendiamo che quell'area ha una superficie di 47820 km2, per una popolazione "che conta circa 20 milioni di abitanti". Calcolatrice alla mano, 20000000:47820=418 e rotti abitanti per km2. Quanti erano nella sovrappopolatissima area della già sovrappopolata Cina? 383.

    Ma... quello della Pianura Padana sarà un caso isolato, occorre vedere l'Italia nel suo contesto. Va bene. Allarghiamo la visuale. Regione Campania, comprendendo dunque anche tutte le aree rurali e montane: 424 abitanti per km2. Regione Lazio, sempre comprendendo nel conteggio anche le aree rurali e montane: 323 abitanti per km2. Ragionare per province anziché per regioni darebbe risultati ancor più sconfortanti. Provincia di Milano: 1952 (!); provincia di Napoli: 2610(!!); provincia di Roma: 754.

    Eppure "allarme! la Cina è sovrappopolata!" ma, nel contempo, "l'Italia ha bisogno di immigrazione, o rischia l'estinzione" e, sulla stessa linea, "non possiamo prescindere dall'accoglienza" e, declinato in mille e mille modi, "c'è posto per tutti".

    Siamo una massa di fottuti imbecilli, aritmeticamente illetterati, incapaci di cogliere la realtà e le sue implicazioni anche quando le abbiamo sotto agli occhi. Sotto il controllo di gruppi di criminali perfettamente informati e pienamente consapevoli ma, in quanto criminali, votati a infliggere danno per il proprio tornaconto personale.

    Ora che mi si venga a parlare di "operare per conseguire l'indipendenza energetica" e di "favorire il patrimonio agroalimentare italiano". Subito dopo si attacchino le solite filippiche sulla disponibilità idrica o sulla "questione rifiuti" o sulla "necessità di rivedere l'assetto viario per risolvere i problemi di congestione". Ripeto: questi sanno, ma mentono e commettono crimini contro l'umanità in piena consapevolezza.

    Non so se sono fuori tema, ma ci tenevo a sfogarmi. Almeno una volta tanto. Non che serva a qualcosa...

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  11. Sono tornato qui da agobit e... scopro ora questo interessante commento che mi ero ... perso.
    Ieri ho discusso in maniera vivace simpatica con una assai bella figliola di origine pugliesi con cui ci fu qualche momento intimo sul perché non andai ad una manifestazione a Roma organizzata tempo addietro da una parte della sinistra (beh, in effetti, visto che il Partito Democristiano è di centro centrista, direi dalla sinistra).
    Una delle cose sulle quali abbiamo appunto bisticciato era che io ho affermato non esiste alcun diritto né alla casa né al migrare verso posti costipati.

    Ieri discusso anche qualche minuto al gas ieri prima di andare a lezione di tango. Solo qualche minuto perché ero di fretta e sono passato solo per ritirare i prodotti.
    Sulla questione dell'import di cibo avevo accennato al problema demografico... apriti cielo.

    Questa della crescita demografica importata è una delle più grandi jatture che l'Italia deve affrontare.
    Da sempre povere, la torta è (sempre più) piccolina e le fette da fare aumentano, aumentano...

    Alla radio continuo a sentire delle colossali stronzate sul contributo economico etc dell'immigrazione.
    A volte penso che sono talmente invasati di crescita, di qualsiasi crescita che forse ci credono veramente.

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    1. Certo che ci credono veramente. Sono rimbambiti dal pensiero unico dominante che porta a far riportare come sacrosanti diritti quelli rivendicati dagli artefici delle famiglie numerose.

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  12. Qualche tempo fa avevo fatto due conti su una cattofamiglia criminale con sedici figli, quanto essa grava sulla comunità. Sostenere le famiglie numerose invece di vietarle è una "politica" ecocida, una vera e propria idiozia immorale.
    I coconeriani a volte sono contrari alla zootecnia cattonostrana ma (quasi) sempre favorevoli alle immigrazioni di massa e quindi alla crescita demigrafica che ne consegue.
    Mah.

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