mercoledì 4 ottobre 2017

La legna e il tumore

Domenica _zzzino e UnBipedinone stavano raccattando (scarti di) legna a terra su nel bosco dietro casa (_zzz e io stavamo segando quella secca precedente a casa) quando è passato il contadino del podere in là rimbrottandoli. Per farla breve: da un anno/anno e mezzo ha acquistato dai proprietari precedenti (mi risultava uno speculatore immobiliare o la società di speculazione immobiliare di cui faceva parte con altri due) quelle terre e "ora non si brucia più gratis".

La casa di A-Woman non ha più esposto il cartello Vendesi, avrà venduto? Sono dozzine gli appartamenti in vendita o nuovi invenduti. Gli anni della grande catastrofe, fino al 2009, videro la più bieca e becera devastazione edilizia in quella valle e in Italia, un vero e proprio tumore che ha distrutto per sempre 8,5 milioni di ettari della migliore (e scarsa) superficie agricola.
La crisi - evviva! - ha fermato lo scempio, la distruzione economica, urbanistica, paesaggistica perpretata dall'edilizia speculativa.
Per me ora fine dell'autoproduzione per spigolatura di legna da ardere. Era una cosa che mi piaceva, un archetipico piacere residuale, un piccolo scampolo di autonomia.
Almeno a questa mia piccola rinuncia corrisponde che il tumore si è, almeno per ora, fermato. Rimangono scempi e danni ma almeno non procedono ulteriormente. Terra ai contadini, non ai palazzinari!

45 commenti:

  1. Dove "bruciare gratis" si traduce in "entrare in casa d'altri e rubare la legna", operazione di "autoproduzione" un po' come quella con cui hanno "autoprodotto" la mia bicicletta forzando la serratura del box e che è "morale" ipso facto perché "piacere".

    Segno dei tempi.

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    1. Ah scusa, ho scritto "morale", che qui è come la bestemmia in chiesa.

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    2. Ora che so non prenderò più un grammo di quella legna.
      Francamente, prima, di quei tre speculatori immobiliari, non me ne fotteva un pipo, anzi...

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    3. A me sembra una cosa ben diversa rubare una bici o raccogliere della legna lasciata lì. Ora che anche la legna ha un padrone che se ne occupa, è diverso.

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    4. Sara, scusa se te lo dico ma anche te sei il segno dei tempi.

      Non mi stupisco più della auto-assoluzione di UCoso che decide lui, giudice, giuria e boia a chi è lecito rubare (speculatori) e chi no (contadino), in memoria di certe guardie rosse che buttavano nelle fosse comuni i "nemici del popolo".

      Invece mi terrorizza constatare che la differenza tra "mio" e "tuo" sta tutta nel "lasciato li", ergo siccome la mia bicicletta era "lasciata li" nel box, non c'ero seduto sopra, allora l'esproprio proletario era autorizzato.

      Prego notare che questo pensare aberrante sta dietro sia la famosa "tassa patrimoniale" che le reiterate proposte di requisizione degli "immobili sfitti", una volta per favorire la "classe lavoratrice", ora in nome della "accoglienza".

      Bah, per vostra fortuna io conto come un peto in mezzo ad una tempesta.

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    5. Ah, per il "segno dei tempi", significa che ormai viviamo in una dimensione onirica che ha perso completamente il contatto col passato. Cent'anni fa volavano roncolate per molto meno. Adesso si assume per definizione come sotto e sopra che la roba altrui sia "superflua" o "di tutti perché nessuno se ne occupa".

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    6. Certamente volavano roncolate. Perché le persone ci vivevano, della campagna e non erano speculatori.
      Ora non ci sono, non tiravano alcuna roncolata, non facevano nulla (neppure le cose che avrebbero dovuto fare).

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    7. Quindi, siccome non c'è il gendarme, diventa roba tua. Se io fossi il contadino, replicherei allo stesso modo, quando sei fuori casa porterei via qualcosa.

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    8. Ci sono le osservabili.
      Il contadino sa che entra in casa e sa che è vissuta, ci sono dentro le suppellettili, le lenzuola, etc. .
      Se la casa fosse abbandonata, senza porte, in rovina, senza più una persona che la possiede, e così fosse per anni e anni, potresti diventarne persino proprietario per usucapione.

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    9. Ma certo, tu sei proprietario di qualsiasi cosa trovi in giro che non sia presidiata. Manicomio. Manicomio coi soliti echi e controechi di "la terra a chi la coltiva" o "la fabbrica a chi ci lavora", eccetera eccetera.

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    10. Guarda caso, i Centri Sociali fanno esattamente come descritto sopra, trovano un edificio "abbandonato" e lo reclamano come proprio.

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    11. "Il termine necessario per il compimento dell'usucapione può essere interrotto: ciò, più nel dettaglio, avviene quando il proprietario del bene pone in essere degli atti idonei ad affermare il proprio diritto e a contestare quello altrui."

      Il marxismo non c'entra nulla qui, Lorenzo, visto che questo modo di acquisizione della proprietà risale ai latini.
      In ogni caso non c'entra nulla con la spigolatura di legna, visto che questa era la mia intenzione e non di diventare proprietario del fondo, di espropriarlo o altre sparate del genere.

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    12. No la tua intenzione era di disporre di beni altrui. A me hanno "spigolato" la bicicletta. Tra un tot tempo potranno usufruire dello usocapione.

      Ripeto, UCoso, nella condizione in cui siamo la tua assenza di morale o morale relativistica è irrilevante. Certo, più scrivi e peggio diventa ma comunque non fa differenza.

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    13. A proposito dei "latini", Roma viene fondata con un fraticidio, dipoi tutto un rapinare cose e sbudellare o schiavizzare popoli e persone, compresi gli intermezzi di alcune guerre civili.

      La ragione per cui la cittadinanza romana era ambita era che ti trasformava da vittima a carnefice ipso facto. Bell'esempio davvero. Si rientra nel caso del diritto della roncola.

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    14. Io non ho citato i latini assumendo un giudizio implicito, positivo o negativo, di alcun tipo. Li ho citati per smentire la tua assunzione in lettura (anti) marxista/sessantottina.

      > Prego notare che questo pensare aberrante sta dietro sia la famosa "tassa patrimoniale" che le reiterate proposte di requisizione degli "immobili sfitti",
      > una volta per favorire la "classe lavoratrice", ora in nome della "accoglienza".

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  2. Alcuni decenni fa, quando immaginare a voce alta la cronaca attuale esponeva al rischio di passare per pazzi paranoici, mi ritrovai a discutere con mio padre della possibilità di "vivere ai margini" in caso di necessità e ricordo che espressi la convinzione che "vivere ai margini" è relativamente facile a due condizioni: 1. a "vivere ai margini" si è relativamente in pochi e 2. quei pochi lo fanno nel contesto di una comunità nella quale i più si possono permettere il superfluo. Ricordo che espressi il timore che la "scialuppa" rappresentata dalla capacità che cercavo di acquisire di sviluppare tecniche (non delinquenziali) di automantenimento "a costo zero" sarebbero divenute impraticabili in caso di impoverimento generale. Eccoci qui, fatto. Hai appena avuto la dimostrazione che, come mi è poi accaduto in ripetute altre occasioni, mi beccai del paranoico da chi in realtà dimostrava d'avere poca immaginazione e d'essere cieco nell'osservare la realtà all'intorno.

    Oggi, di fatto, la scialuppa di una "vita ai margini" non è più disponibile per eccesso di concorrenza e per erosione del superfluo altrui al quale attingere con un sorriso contando sull'altrui benevolenza. Nel tuo caso si tratta d'uno sfizio, in altre situazioni potrebbe essere una necessità che non potrebbe più avere una soddisfazione altrimenti relativamente agevole.

    Potrei ricamare, argomentare, dimostrare, esporre aneddoti. So che con te non serve, perché ormai penso tu sia in grado di immaginare da te a cosa mi riferisco. Non vedo luci in fondo al tunnel. Anzi, ne sento scricchiolare il soffitto. Auguri!

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    1. IL contadino ci campa di quella terra e pure della legna.
      Quella legna è residuale, visto che sono scarti (non ho mai abbattuto un solo albero per portarmelo a casa), non commerciale, in quanto di diametri e pesi troppo piccoli.
      Quando avrò occasione io parlerà col contadino e gli chiederò se potrò spigolarla ancora, eventualmente pagandogli qualche decina di euro, a titolo di pagamento.

      Malthus diceva che c'è un ricco banchetto dal quale cascano scarti e bocconi per quelli sotto. Se quelli sopra e/o quelli sotto aumentano troppo, ecco che anche gli scarti diminuiscono e quindi i bocconi.
      La vita ai margini assume la possibilità di recuperare alcune risorse dall'ambiente: se ci sono troppi marginali, va tutto a patrasso.
      Un esempio interessante è Haiti, un luogo inferno dove la sovrappopolazione produce miseria, abrutimento e degrado che produce sovrappopolazione. Lì non c'è più nulla, come ciò che rimane dopo il passaggio di miliardi di locuste.

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    2. Il contadino probabilmente (non sono nella sua testa) è colto da ansie territoriali e teme che il tuo accesso sia il primo passo di una più "corposa" invasione e spremitura. Del resto, con quel che si sente in continuazione, dagli torto! Vedo i risultati di questi stati d'animo anche dalle mie parti, dove stanno proliferando recinzioni che hanno l'unico scopo di tenere fuori i passanti. Un po' sono timori a vuoto, un po' sono sottolineature del proprio status, un po' la semplice esigenza d'un effetto placebo, un po' chissà che altro. Il risultato osservabile è che se non sei proprietario e non sei disposto a delinquere il tuo spazio vitale si riduce. E ancora si ridurrà. Ripeto: auguri (anche a me stesso) -- quando la stia si "restringe", i polli spintonano e cominciano a beccarsi sempre più furiosamente. Togli loro il becchime e vedrai che inizieranno pure a divorarsi a vicenda. (mica solo i polli, nè)

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    3. Bello, non volere gente estranea in casa propria si chiama "ansia territoriale".

      MrCoso, tieni presente un fatto elementare della vita, se pretendi che gli altri non pestino i tuoi piedi è necessario che tu non pesti i piedi degli altri.

      Viceversa, il "superfluo altrui" è un concetto estremamente pericoloso se consideri che ti può essere rivolto contro e sono io che decido cosa ti è superfluo.

      Mi cadono le braccia, non posso nemmeno arrabbiarmi con voi perché non siete responsabili di quello che scrivete, non siete responsabili.

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    4. Lorenzo, rileggi e ripensaci, perché (magari perché mi son spiegato male) non hai inteso quel che io intendevo. La tua osservazione non ha nulla a che fare con le mie. Parlo di mele, commenti pere.

      P.S. L'ansia è uno stato d'animo molto serio, un fattore di malessere destabilizzante, potenzialmente invalidante, e da non prendere sottogamba.

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    5. Lorenzo,non pestavo proprio i piedi di nessuno, visto che il o i proprietari precedenti non si sono mai visti.

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    6. Non ci siamo in entrambi i casi. Voi due partite dal solito presupposto che siete delle GIUSTE eccezioni in un mondo di regole, oppure che avete la divina facoltà di scrivervi le vostre stesse regole. Siete due piccoli Übermensch.

      MrCoso, io non ho bisogno di rileggere.
      "stanno proliferando recinzioni che hanno l'unico scopo di tenere fuori i passanti."
      Guarda un po', le antiche civiltà sono nate esattamente cosi. Quando si riuscì a produrre un surplus alimentare da conservare in un granaio, fu necessario inventare anche le fortezze per difendere i granai da quelli come te. Infatti...

      "Il risultato osservabile è che se non sei proprietario e non sei disposto a delinquere il tuo spazio vitale si riduce."
      Questa idea presuppone che il tuo "spazio vitale" sia parzialmente sovrapposto ALLA ROBA DEGLI ALTRI, ovvero che per te è perfettamente normale passare a fianco di un albero da frutta e cogliere quello che ti serve. Questo in una condizione in cui tu lo fai per divertimento, se fosse questione di fame, troveresti perfettamente normale allargare il tuo "spazio vitale" con le stesse modalità degli antichi vichinghi, che per inciso è un gerundio e significa "quelli che vanno in giro ad allargare lo spazio vitale con la razzia". La faccenda del "disposto a delinquere" secondo me non ti è affatto chiara, io la tradurrei in "rischiare di essere beccato mentre delinqui".

      UCoso, mi piacerebbe sapere dove, quando, chi e perché ti ha autorizzato a stabilire che puoi fare quello che ti pare delle cose che "trovi" in giro perché non vedi i proprietari.

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    7. Lorenzo, ogni tanto perdi il controllo delle tue parole (non oso dire dei tuoi pensieri) e "interpreti" alla tua maniera le parola altrui, giusto per attribuire a destra e a manca nefandezze di tua invenzione. Comunque va bene così, fa parte del personaggio (che fortunatamente ha anche lati positivi).

      Ora parti pure con un altro pippolotto, magari cominciando con "mi fai ridere", "straparli" o altre piacevolezze caratteristiche del tuo stile.

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    8. Io mi ricordo che qualcuno si lamentava che le case coi rispettivi muri gli impedivano di orinare liberamente per strada. Mi ricordo anche certe idee di campeggio libero. In sostanza si gira sempre attorno alla stessa idea ovvero si vorrebbe essere conte duca con tenute sconfinate dove fare come ci pare e siccome non si possiedono i mezzi, si pretende di farlo "liberamente" in casa d'altri. La prateria senza recinti.

      Io invece sono della idea che si entra in casa d'altri bussando e chiedendo permesso altrimenti hanno ragione i "no borders" quando affermano che i "borders" sono una "ingiustizia" perché limitano lo "spazio vitale" di esseri umani che invece hanno "diritto" di andare e venire come gli pare e, in subordine, cagare dove gli pare.

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    9. Sei talmente abituato a vivere in un pollaio stipato da non riuscire nemmeno più a concepire che può esistere altro, e che in quell'"altro" ci possono perfino essere zone di libero accesso. Se così non è, le "regole" c'entrano come i cavoli a merenda: è che scelte precise e ripetute ci hanno portato a dover (soprav)vivere in un ambiente patologicamente degenerato. Il conte duca non c'entra assolutamente nulla.

      Comunque sono certo che la situazione migliorerà con gli immancabili baby bonus prossimi venturi e col continuare a iniettare nella stia ulteriori centinaia di migliaia di "risorse" all'anno. Sarà divertente vedere fin dove si spingerà la stretta delle "regole". Ma è per il nostro bene, eh!

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    10. Io sarò senz'altro un cretino ma continuo a non capire il senso di volere soprapporre un mondo di fantasia dove esistono "zone di libero accesso" ad un mondo dove l'unica area "libera" in virtù di trattati internazionali è l'Antartide.

      La faccenda del conte duca c'entra eccome, perché solo una qualche forma di follia può cancellare il fatto che ho già scritto, ovvero che i "confini" delle "proprietà" esistono da quando esiste la civiltà. La gente si è presa a roncolate per migliaia di anni proprio per stabilire che le "zone" non erano di "libero accesso".

      Casomai non c'entra niente il "baby bonus", se anche in Italia vivessero 10 milioni di persone, ogni angolo del Paese continuerebbe a non essere "libero" ma di proprietà di qualcuno. Faccio presente che le "zone" che non sono di proprietà privata sono di proprietà pubblica e lo Stato decide con che modalità possono essere accedute. Molti, troppi Italiani pensano che appena fuori dalla porta di casa loro sia terra di nessuno, ovvero "zona di libero accesso" dove potere cacapisciare liberamente. Non è affatto vero.

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    11. Se interessa:
      Regolamento Regionale 20 luglio 2007 , n. 5 - Norme forestali regionali

      Cito un divieto a caso:
      "La raccolta di materiale di propagazione forestale, quali sementi, plantule, talee e piantine è vietata salvo autorizzazione dell'ente forestale rilasciata secondo le modalità di cui all'articolo 7; nella richiesta sono specificate le specie oggetto della raccolta, il loro numero approssimativo o la superficie interessata, il luogo, i metodi e le finalità della raccolta."
      In altre parole, se io vado in montagna non posso portare a casa nemmeno un rametto da usare come talea. Per dire quanto sono "libere" le "zone".

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    12. > se anche in Italia vivessero 10 milioni di persone,

      Ahh, che sogno!!

      > ogni angolo del Paese continuerebbe a non essere "libero" ma di proprietà di qualcuno

      In Svezia, dove erano pochi gatti e civili prima che diventasse Sverigstan, ovvero prima dell'invasione della feccia barbara islamica, esisteva un giorno del libero accesso: era (e forse in alcune zone lo è ancora) possibile andare a visitare vicini e sconosciuti entrando nei loro appezzamenti, terreni, campi, etc. .
      Erano talmente pochi che la visita di una persona civile era un fatto fausto, non di rado era festeggiata, benvenuta, etc. .
      Così in pochi significa che hai tante di quelle risorse a disposizione che... è impossibile controllarle.
      Ovvero, se il vicino più vicino è a 30km di distanza e entra a pigliare funghi o un fagiano nel tuo campo a 15km da te, non succede nulla prima di tutto perché ci sono 15 tonnellate di funghi e 800 fagiani che rimangono, secondo, non te ne puoi accorgere fisicamente.

      La costipazione massima e intensiva degrada l'etologia. E' un fatto.
      Le leggi diventano sempre più severe, perché anche muovere il gomito per afferrare la maniglia dell'autobus può nuocere a qualcuno.

      Lorenzo, però, nega in maniera ideologica l'ovvia esistenza dei limiti - la portanza del sistema è finita anche in fatto di umani - asserendo che la tecnica e la tecnologia permetteranno di superare i limiti attuali (era la stessa affermazione fideistica di Friedrich Engels, il capostipite del tecnoprogressismo, non per niente l'inquinamento progressista, crescitista, tecnoteista che ammorba la stragrande maggioranza dell'area sinistra e sinistrante).

      Insomma, per Lorenzo, invece di 10M nella costipazione padabna ce ne saranno 174 di milioni, tanto la storia e la tecnica lo consentiranno.

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    13. Lorenzo, non ti ho mai dato del cretino. Del pignolo petulante sì, dell'ostinato bastian contrario anche, del cretino mai. Anche perché è palese che cretino non sei. Diciamo piuttosto che per te fare un passettino indietro è vissuto come un'onta in causa di chissà quale ragione che non riesco neppure a immaginare.

      UUIC, qui sopra, ti ha spiegato con molta chiarezza cosa significhi "libero accesso". Il libero accesso può esistere, ma solo in ambienti sani a partire dalla densità delle persone che li abitano. In Italia, fino a qualche decennio fa "sano" era difficile da ottenere; da allora, anno per anno, diventa sempre più impossibile. Anche questo fa parte del piano, se ci pensi bene: se non puoi aver quel che ti serve in altro modo che acquistandolo entro i limiti di regole sempre più ferree e cogenti (anche in virtù dei sempre più efficienti mezzi di controllo e costrizione), dove va a finire la tua indipendenza, la tua possibilità di essere libero? Sempre più sei pollo d'allevamento -- deponi il tuo uovo finché il ventre te lo consente, poi levati di torno, che al fattore non servi più.

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    14. Leggo qui la seguente frase: "Come si vede già la legge odierna sulla Cittadinanza crea italiani di carta. Duecentomila l’anno." Ora, non so che attendibilità possa avere quel sito, che troppo spesso si dimostra un po' più "sopra le righe" e tendenzioso di quanto sarebbe auspicabile, però la cosa lascia intendere che se gli stranieri residenti in Italia sono cinque e passa milioni, sicuramente molti di più sono i forestieri dimoranti. A me interessano questi ultimi, perché lo status giuridico di un gruppo di persone non ne riduce certo il peso ambientale e costoro sono un gravame messo d'imperio sulle spalle d'un ambiente/territorio che è anche mio da gente che anziché rappresentarmi mi usa e mi abusa ormai da troppo tempo. Le parole corrette aiutano a capire, quelle ufficiali assai meno.

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    15. Guarda che nel mio universo quello che spiega UCoso si chiama "introdursi in proprietà altrui e commettere un furto". Il furto non è meno furto se nessuno reclama, perché non è li a vedere. UCoso ha colpevolmente citato il diritto di usocapione. Sai quali sono i casi tipici? Per esempio gli emigrati che lasciavano le case al paese e qualcuno vi si stabiliva, siccome questi emigrati non erano in condizione ne di sapere dell'esproprio subito ne di opporsi, dopo tot anni si regolarizzava la situazione con l'usocapione. Ora, se quelli che UCoso definisce "speculatori" non erano fisicamente li a sorvegliare il proprio terreno, come capita a tutte le famiglie italiane che magari hanno una seconda casa lasciata dai nonni al paese, l'UCoso di turno SECONDO QUESTA LOGICA IMMORALE si auto-attribuisce il diritto, rinforzato da una ipotetica accusa (speculatore può essere qualsiasi cosa, tipo fascista) di requisire tutto o parte del bene altrui.

      Io rifiuto il gioco della "morale relativa" o peggio della "assenza di morale". Ma siccome io conto come il due di X quando briscola è Y, la mia opinione non conta.

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    16. Ma gli echi delle cose che ho scritto sono palesi.

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  3. Io penso che ci siano cose utili, che giovano a tutti, altre neutre, altre che hanno sono a somma zero.
    Nei boschi dietro casa, ho personalmente devitalbizzato decine di alberi, ho raccattato rifiuti di ogni sorta, specie dopo il taglio da parte dei taglialegna dell'europa orientale, ho curato e ripulito le scoline.
    Sono cose positive e utili.
    Cosa faccio: sono di proprietà privata e non muovo un dito?
    Certamente prima erano terre impresenziate, ora c'è un contadino che del loro uso trae reddito, le cura.
    Ora cosa dovrò fare, con le scoline, ad esempio?
    Le devo lasciar riempire in modo che ci venga giù una mezza frana, visto che ora hanno cambiato proprietà?

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    1. No, facciamo che il proprietario ti spara appena metti piede nella sua terra, come fanno nel Kentucky. Questo ti leva dal dilemma esistenziale.

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    2. Quell'approccio prevede anche che io e altri gli dovremmo fare causa quando dalle sue proprietà, in seguito a scoline non pulite e a nubifragi, invade di fango e detriti le nostre proprietà.
      Poi per eventuali rami dei suoi alberi caduti sulle auto parcheggiate.
      Se si prende il paradigma, lo si prende per tutto, onori ed oneri.
      Prima, semplicemente, non c'era nessuno.
      Nessuno chiedeva, nessuno offriva.
      Ora c'è una persona.
      Non ugualizzare gli speculatori ad un contadino, Lorenzo.
      Se fingi di non capire, possiamo portare il ragionamento un po' più in là, assumiamo che le terre vengano acquistate da un possidente taiwanese, ad esempio.
      Poi, ad esempio, proviamo a vedere i danni che i "teleproprietari" speculatori fanno al resto.
      Ad esempio di avermi impestato di case la collina sotto casa. A quel punto chiedo loro i danni per la rovina del paesaggio, sul fatto che le fogne scoppiano perché hanno edificato troppo e poi il comune mi aumenta le tasse locali, etc. .
      O tutto o niente.

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    3. Esattamente, ci sono due alternative, il mondo dove ognuno per se e quindi i "diritti" si regolano a roncolate oppure il mondo "civile" dove i rispettivi diritti e doveri sono regolati dalle norme.

      Prima semplicemente a te faceva comodo fare finta di vivere nel West. Adesso che c'è un tizio che reclama la finzione non sussiste.

      Io non ugualizzo niente, osservo i fatti che sono che tu ti arroghi il diritto di decidere le prerogative di altri. Sei tu che stabilisci chi è "speculatore", sei tu che stabilisci se questo "speculatore" deve essere espropriato a tuo beneficio.

      Ti rendo edotto di due piccoli dettagli:
      1. non sei re Luigi XIV.
      2. se io vengo li, chiedo al Comune il permesso di piantare una discarica accanto casa tua e il Comune mi autorizza, tu ti attacchi con la "rovina del paesaggio".

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    4. Infatti. Ora che c'è un tizio che reclama, le cose sono cambiate.

      Col punto 2 evidenzi un noto problema di interpretazione e applicazione delle norme.
      Devo chiarirti come sono usate le norme?
      Basta oliare alcune persone e puoi realizzare i più grandi scempi, collettivizzando perdite, danni, costi e privatizzando gli utili.
      Tutto a norma, tutto in regola, eh!?

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    5. Parliamo di cose serie:
      sempre più vicini alla dittatura.

      Riguardo le norme, UCoso, non sei tu che decidi. Non sei tu che scrivi, approvi e imponi le norme. Non sei nemmeno in condizione di decidere quali norme seguire e quali no. Visto che viviamo in una Repubblica Parlamentare, esiste un potere legislativo (Parlamento), esiste un potere giudiziario (Magistratura), esiste un potere esecutivo (Governo) ed esiste un potere militare (Forze dell'Ordine).

      Puoi lavorare in tre direzioni:
      - fare in modo che i Poteri dello Stato legiferino nel senso che tu approvi e che amministrino nel modo che tu approvi.
      - abbattere lo Stato per instaurare la dittatura di UCoso, a quanto pare devi prendere il numerino e fare la fila, ci sono altri che stanno facendo lo stesso.
      - abbattere lo Stato e cancellare almeno mille anni di Storia, tornare all'alto Medio Evo e quindi regolare ogni aspetto del vivere a roncolate.

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    6. Ah, vorrei sottolineare un fatto:
      "Ora che c'è un tizio che reclama, le cose sono cambiate."

      Questo mi fa venire in mente il celebre aforisma dell'albero che cade nella foresta e nessuno lo sente.

      Ovvero, se nessuno ti vede mentre lo fai, significa che puoi fare qualsiasi cosa? Oppure significa che non c'è differenza se fai una cosa o il suo contrario?

      Oppure una azione è sbagliata a prescindere dal giudizio/punizione di altri e tu dovresti avere la "virtù" sufficiente a regolarti da te stesso anche quando/se nessuno ti vede?

      Per me è tutto banalmente evidente. Lo "spessore" dei qui presenti è insufficiente, come ennesima triste conseguenza della applicazione del Piano.

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  4. Alla voce cose serie, stasera sono stato ad un incontro col sindaco che mi spiegava il solito rifacimento del solito giardinetto che sarà demolito dai soliti tamarri dopo un mese e la solita ciclabile che finisce nel nulla.

    Questi lavoretti per un milione sono parte di un bottino di oltre sessanta milioni che il Comune incasserà a seguito di il centro commerciale più grande d'Italia sito in una terra di nessuno spaventosa tra Cinisello B. e Monza.

    La faccenda del centro commerciale megagalattico si affianca ad una enorme speculazione immobiliare scatenata a seguito del piano di prolungamento della metropolitana 1 (linea rossa) da Sesto F.S. (dove seccarono il terrorista) fino appunto a Monza, passando sotto viale Fulvio Testi. Le aree a destra e sinistra del viale sono da sempre periferia dura e capannoni con officine, gommisti, mediaworld, decathlon, vendite di mobili, praticamente uguale alla sua continuazione che è la Valassina. Lungo questa direttrice si postula di costruire nuovi insediamenti residenziali che nelle intenzioni dovrebbero essere "di pregio" e quindi "riqualificare" la summenzionata periferia dura.

    Io vorrei prendere il sindaco da parte e dirle che io vado in giro a piedi e in bicicletta e conosco la città palmo a palmo, è sostanzialmente invivibile proprio perché nessuno tranne me va in giro a piedi e in bicicletta. I quartieri residenziali nuovi saranno città satellite isolate dal contesto, con attorno i soliti parchetti abbandonati e pericolosi, da cui la gente uscirà solo in macchina per fare code sui vialoni. I negozi nell'area urbana non chiudono perché la gente ama i centri commerciali, chiudono perché nessuno li vede, dato che nessuno ci passa davanti camminando. Anche volendo, non ci si può fermare nemmeno in macchina.

    Insomma, mentre qui parliamo della legna e del contadino, immagine bucolica una volta di più estranea alla realtà, io vivo nel Mondo Nuovo, sono "n" anni avanti a tutti voi.

    Chiudo dicendo che il sindaco, vetero sinistro, stasera ha detto che abbiamo bisogno di attirare gente coi soldi altrimenti il Comune si trasforma in un ghetto di immigrati. Non so se è chiaro a che punto siamo, se qualcuno non mi crede quando dico che esco di casa e non incontro un italiano. Per inciso, un terzo dei cittadini non paga le tasse comunali.

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    1. > dai soliti tamarri

      Ai nostri essi hanno aggiunto molti doni e risorse così.

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    2. > il centro commerciale più grande d'Italia

      L'immagine da rendering è un vero e proprio incubo che si aggiunge ad un incubo precedente.

      > si affianca ad una enorme speculazione immobiliar
      Mah va!?

      > e quindi "riqualificare"
      E' la buzzword che indica esattamente il contrario, il degrado urbanistico, la cementificazione.
      Come l'ecologia del fare, le risorse, la crescita sostenibile, il diritto alla casa, l'aumento del PIL, lo ius soli, la grin iconomi, la democrazia raprpesentativa, l'uguaglianza ...
      Sono parole lievi, leggere, sofisticate, edulcorate che indicano un disastro dopo l'altro.
      Già, le riqualificazioni.

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    3. > attirare gente coi soldi altrimenti il Comune si trasforma in un ghetto di immigrati

      Gli invasori vanno proprio lì dove ci sono denari.
      In montagna o in Maremma, grazie a dio, non ne vedo.
      Quindi arriveranno anche loro.

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    4. Il Mondo Nuovo è la nuova costipazione aumentata con l'innesto forzato di milioni di alloctoni dei quali, parte rilevante barbari, nocivi e criminali.
      La distopia che supera ogni peggiore incubo.
      Il progresso orgoglione verso il peggio.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.