domenica 29 ottobre 2017

Oip

Questa siccità è sempre più grave.
E praticamente nessuno ha qualche percezione della gravità.
Come sto io, amante del clima atlantico, delle piogge e del verde, di rii e ruscelli che scendono dai monti? Ormai è un anno e mezzo che non piove. Settembre andato, ottobre è stato il più siccitoso dal ... .
Orribile, infausto, pessimo.

46 commenti:

  1. Qui in Lombardia stanno bruciando boschi in parecchie province. È un clima assurdo e nessuno fa niente! Che rabbia!!

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    1. Cosa proponi di fare, la danza della pioggia?

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    2. Ah, dimenticavo che i "boschi" bruciano perché qualche deficiente accende il fuoco.

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    3. Categoria ampia che ogni giorno annovera nuovi esemplari!

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    4. Non è vero che nessuno fa niente. Ad esempio, da oltre quindici anni c'è chi si adopera attivamente per iniettare ogni anno qualche centinaio di migliaia di persone in più sul nostro territorio (in massima parte al Nord). Ormai sono diversi milioni. Non sembra, ma in caso di degrado ambientale essere più stipati aiuta a superare le difficoltà, perché ci si può sostenere a vicenda.

      Qualora non fosse chiaro, il tono è sarcastico.

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    5. In merito a chi incendia di qua e di là, la definizione giusta non è deficienti, bensì criminali. Gente che non sarebbe male freddare a fucilate dagli elicotteri. Peraltro, pare che paghiamo fior di specialisti in grado di farlo, solo che poi li mandiamo a giocare al peace keeping (cioè a fare la guerra sotto altro nome) in qualche altrove. Così almeno prendono pure la trasferta (e questo è sarcasmo).

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    6. Allora, MrCoso, caliamo le carte.
      Qui siamo sul blog di UCoso, un sedicente "ecologista" di quelli che concimano l'orto con la propria merda.
      Se tu gli dicessi "guarda, Ucoso, per ridurre l'inquinamento e quindi il riscaldamento globale, niente balera vestito da gangster anni trenta", lui ti risponderebbe "ma io sono un ecologista, strappo i rampicanti, raccolgo le bottiglie di plastica, mi vuoi togliere anche questa piccola soddisfazione?"

      Ecco, immaginati che al mondo la maggior parte è "n" volte peggio, gente che si mette col SUV da cento tonnellate fuori dalla porta della scuola del figlio e non c'è la neve e non abita a 20km, è che col SUV si vive. Cosi come si vive con tutto il resto, dal mango a pranzo coi gamberoni del sud-est asiatico, alla TV con tre abbonamenti per vedere la "ciampions", e via via. E il maledettissimo cane-figlio.

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    7. Un giorno mi piacerebbe fare un video dove mostro il traffico la mattina alle 8.30 sulle principali vie attorno casa mia. Solo quello dovrebbe bastare a fare concludere una persona razionale che siamo alla follia generale. Ma siccome siamo alla follia generale, è tutto normale.

      Normale come tutta la propaganda illogica, paradossale, riguardo qualsiasi aspetto del vivere quotidiano, inclusa la faccenda della immigrazione.

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    8. Per esempio stasera mi hanno detto che gli immigrati sono una cosa buona e giusta perché gli Italiani bruciano i vagabondi.

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    9. Questa volta non posso replicare niente, perché... è tutto vero. Anch'io lo vedo, anche se fortunatamente non sto a Milano.

      Rimane un fatto innegabile: perché una qualsiasi persona possa acquistare un qualsiasi macchinone (o anche un bici) e usarlo più o meno a sproposito deve per prima cosa esistere. E lì emergono responsabilità specifiche che stanno a monte del tutto. Per dirla alla UUIC: il problema n. 0. Vedendola in un'ottica più locale ovvero, a mio avviso, in un'ottica più sensata, le persone che "premono" per "premere" devono esistere in un certo luogo, il che ci porta a osservare che possono esistere in quel luogo perché qualcuno le ha intenzionalmente generate o perché qualcuno ha deciso di lasciarle arrivare da qualche altrove o perché qualcuno si è dato un gran da fare per fare in modo che arrivassero da quell'altrove. Volendo rimanere in ambito milanese, giustamenti osservi che i Milanesi sono una frazione ormai risibile di coloro che vivono in Milano. Ergo, Milano sarebbe tutta un'altra cosa, assai meno infernale, se non si fosse fatto in modo di inzupparla di forestieri provenienti prima da altre parti d'Italia, poi da altre parti del mondo.

      Impegnarsi per vedere le responsabilità grandi e piccole aiuta a capire dove sta la massa principale del tumore da eradicare e qual è la sua natura. Che poi si abbiano o non si abbiano i mezzi per eradicarlo è tutta un'altra storia.

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    10. Bè, l'Italia ha una sua storia che risale, senza andare troppo indietro, alla fine della guerra con l'Italia divisa in due, occupata, le uniche due istituzioni a cui gli Americani si potevano appoggiare erano la Chiesa e la Mafia, contrapposte all'altra istituzione, il PCI.

      Il "boom economico" che fu pianificato e sostenuto in quel contesto serviva ad "americanizzare" e mettere in sicurezza l'Italia che allora si affacciava sulla "cortina di ferro".

      E' stato un esperimento riuscito di "esportazione della democrazia", a cui infatti gli Americani pensano quando ragionano di altri luoghi e continenti, senza però capire bene le differenze sostanziali.

      Comunque, il fatto è che non è un caso che oggi gli "intellettuali" ci vendano l'idea degli "Stati Uniti d'Europa", dello smantellamento delle Nazioni europee e del "meticciato" multirazziale e multiculturale. E' il proseguimento del Piano o la fase successiva.

      Il presupposto è che agli Italiani venga lavato il cervello e che vengano condizionati in modo che qualsiasi cosa gli sembri "naturale", "inevitabile", quindi intrinsecamente buona e giusta.

      Non abbiamo i mezzi per percepirlo, figurati per fare qualsiasi cosa.

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    11. Ripeto, quando vedi una signora in giro col passeggino e dentro c'è il cane capisci a che punto siamo con la manipolazione delle menti.

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    12. Voglio infierire sul cadavere, tò! Lo scorso anno, in un centro commerciale della catena "Iper", mi sono imbattuto in una signorina sicuramente sotto i trent'anni che portava il suo cagnetto non in un passeggino, bensì in una specie di "zaino frontale", tipo quelli che alcuni impiegano per portare in giro i bimbi di pochi mesi. Siccome non so se ne hai mai visti, una cosa tipo questa, solo un po' meno barocca.

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    13. Una volta le persone erano attente e parsimoniose. Non per superiorità morale nel DNA. Semplicemente perché
      1 - non avevano energia e tecnologia per fare danni grandi;
      2 - perché se rovinavano il proprio ambiente finivano per crepare (o per stenti o per la repressione - giusta! - dovuta al conflitto di interessi col resto della comunità).

      Ora le masse hanno avuto il loro cordone omeblicale con la terra, con i limiti, con i cicli reciso
      o - dalla GDO
      o - dalla apparente disponibilità illimitata di risorse
      o - dal rincoglionimento dirittista propinato loro da mane a sera.

      Possono avere comportamenti evidentemente folli, distruttivi senza pagarne le conseguenze.

      Ad esempio, la con-fusione, la codipendenza con animali da compagnia e la regressione infantile sono una delle cause - effetto di questa demenza che procede.

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    14. > Cosa proponi di fare, la danza della pioggia?

      No.
      In ambienti con poca acqua bisogna essere in pochi.
      E' l'unico modo per avere dei margini di sicurezza che riducono il rischio di crisi gravi.
      Ho già spiegato di quella siccità mostruosa che colpì il Trentino Alto Adige nell'inverno 2015 - 2016 (se ricordo).
      Nel paesino di mia madre le fonti erano allo stremo.
      Però si sono spopolati al punto che... c'era comunque acqua per gli usi quotidiani, commerciali, artigianali.
      E' molto semplice:
      La fonte produce non più 5000l di acqua al giorno ma 500l di acqua al giorno.
      Una persona consuma, di media, 50l acqua al giorno.
      Quante persone possono vivere nei pressi di quella fonte?

      Direi... seconda o terza elementare.

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    15. In ambienti con poco (X) bisogna farsi venire in mente dei modi per aumentare (X) o trovare un succedaneo (Y). Eccoti un esempio di tecnologia concepita per portare l'acqua potabile dai monti ad una grande città distante decine di chilometri.

      Voi ecocosi non sapete di cosa parlate, perché nel vostro immaginario fantastico l'acqua "capita", è un "dato di fatto". Non è cosi, non sono le risorse naturali a porre un limite, in questo caso quanta acqua esce dalla fonte ma le risorse umane. Il paese del Trentino che non ha abbastanza braccia non ha le risorse per costruire un sistema di condotte per convogliare l'acqua da fonti eterogenee verso il paese. Come dicevo a proposito di quel film per cretino Capitan Fantastic, quando una comunità umana si riduce sotto un certo numero di individui diminuiscono drasticamente le possibilità di sopravvivenza.

      Per inciso, nel mio Comune negli ultimi anni la popolazione aumenta ma il consumo diminuisce (con un rapporto 1:3), il consumo procapite nel 2017 è di 198 litri al giorno. Come saprai, si tratta di acqua pompata da oltre cento metri sottoterra perché quella sopra è inquinata.

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    16. Io invece penso che la via meno complessa sia la più sensata: farsi bastare quel che c'è, riducendo (contenendo, ovvero non lasciando aumentare, secondo il principio di precauzione) la quantità di chi ne abbisogna.

      E' un fatto che ci sia in giro un sacco di gente che di fronte al lemma ridurre e ai suoi derivati viene preso da patemi pseudoreligiosi -- infrange un dogma, anatema!

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    17. Un bilancio deve essere sostenibile e in pareggio a medio e lungo termine: il taglio dei consumi è altrettanto aritmeticamente sensato dell'aumento delle produzioni.

      Voi crescitisti, Lorenzo, avete sempre e solo in mente il secondo.

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    18. No, UCoso, come ti ho detto e ridetto, tu sei condizionato a vivere nello "istante presente", come se non esistesse ne passato ne futuro.

      Siccome sappiamo da oltre duemila anni che il "mondo" è in divenire, ovvero che le cose "scorrono" in un flusso incostante, sappiamo che domani potrebbe cadere l'asteroide che ci spazza via oppure potremmo inventare una fonte energetica di grande capacità, il tuo concetto di "bilancio" NON HA NESSUN SENSO.

      Quello che succede nei fatti è che se si presenta un cambiamento climatico, cosi come una qualsiasi catastrofe, come E' SUCCESSO PIU VOLTE nella antichità, o i noi o i nostri discendenti ci adatteremo. Ci adatteremo applicando il massimo dell'ingegno e quindi della tecnologia di cui saremo capaci, non certo sdraiandoci ad aspettare la morte.

      Non è mai esistita un'epoca in cui gli antenati si sono "adeguati" accettando il "dato di fatto" e mai esisterà in futuro.

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    19. Il bisogno aguzza l'ingegno, UCoso, non lo sopprime perché c'è il "bilancio".

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    20. Quando si parla di adattamento non bisogna mai dimenticarsi che è qualcosa che nel mondo biologico avviene per selezione, non per modifica. Il mondo umano non è esente da questa situazione, per cui puntare all'adattamento come soluzione equivale in massima parte a puntare su uno sterminio degli inadatti. O dei sovrannumero. E' una prospettiva che non mi alletta per niente.

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    21. Eh no.

      La ragione per cui io sono qui a cazzeggiare è che mi hanno inoculato certe sostanze prodotte industrialmente e mi hanno impiantato delle protesi. Se fossi stato sottoposto alla semplice selezione naturale sarei morto di fame e/o di qualche infezione. Non basta, le mie facoltà fisiche sono quasi illimitate, mi basta muovere pochi passi e fare semplici gesti per evocare i poteri di Zeus, grazie al fatto che sono circondato da macchinari.

      La selezione naturale ha smesso di avere effetto sugli esseri umani da tantissimo tempo. Anche ai tempi della peste, che era una catastrofe immane, i nostri antenati si affannavano a cercare modi per controbatterla, dal costruire cattedrali dal costo esorbitante per invocare la protezione divina al costruire ospedali e lazzaretti dove operare quel poco di medicina empirica che conoscevano. Nel mentre mica si dedicavano alla gozzoviglia del Decamerone come idealizza un decadente alla UCoso, continuavano a sfacchinare per coltivare la terra, forgiare il ferro, segare alberi e montare navi, facevano girare mulini e picchiavano magli, eccetera. Morivano come le mosche ma si ribellavano comunque al fato. In un modo o nell'altro riuscirono a scoprire nuovi continenti e preparare quella che poi sarebbe stata nota come la "rivoluzione industriale".

      Ci sono stati periodi ancora peggiori nella Storia, per esempio ripetute ere glaciali. Anche li, in condizioni che oggi sono inimmaginabili, i nostri avi si sono ingegnati per superare le difficoltà, non si sono limitati a "adattarsi" nel senso della selezione naturale. Un esempio vivente ce l'abbiamo negli Inuit che vivono all'estremo nord e invece di sviluppare la pelliccia ammazzano orsi e foche per prendere la loro, una volta con armi d'osso e oggi col fucile.

      E' certamente possibile una crisi demografica. Ma il punto è che l'umanità non accetta le cose per come sono. Prima di cedere faremo la qualunque, se manca l'acqua dissaleremo il mare con dei reattori nucleari.

      Che poi è la causa del problema "ecologico", ovvero che siamo capacissimi di devastare la Terra proprio perché non ci adeguiamo.

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  2. Dai UCoso desasparecido ecco una buona notizia, sempre ringraziare il PD e amici suoi:
    La Manovra spegne il vecchio digitale terrestre: il 90% dei tv da cambiare entro 5 anni.

    Cosa vuoi che sia una montagna di rifiuti RAEE rispetto alla "crescita"? Viva Renzi, viva Gentiloni, via Mao Ze Tung.

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    1. Ah la ragione per cui BISOGNA creare una montagna coi televisori e con gli inevitabili decoder, la seconda montagna, è che devono liberare le frequenze per fare posto allo standard 5G per la "banda ultralarga" dei furbofoni.

      Ah le matte risate, io non ho ne TV ne furbofono. Per me è un mondo di pazzi.

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    2. Questa mi mancava. Ripeto, non pazzi, criminali. Siamo praticamente all'obbligo d'acquisto, e non solo per quel che riguarda i televisori.

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    3. Sarà mica una novità, è come il meccanismo degli incentivi per il mercato dell'auto a cui seguono regolamenti punitivi per chi usa l'auto.

      Mi diceva l'altro giorno mio cugino che va in ufficio in macchina e un'altra la usa la moglie per venire nello stesso ufficio e potere poi andare a fare commissioni per conto suo (due macchine) che non capisce perché poi gli mettono una zona a traffico limitato per i veicoli sotto il livello "Euro X", costringendolo a cambiare auto. Io gli ho detto "si che lo capisci, dai".

      E' tutto un teatrino.
      Seconda scena, sono nel rifugio in montagna dove suonano musica country e mi serve una signorina rumena vestita da cowgirl, il mio compagno di escursione tira fuori DUE furbofoni e fa alla rumena "mi può dire la password del wifi?", poi si mette a spippolare.

      Ho già scritto teatrino?

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    4. Prego osservare gli isterismi di massa per il nuovo melafonino per tecnoinomani.
      E' un teatro di pazzi sradicati dalla natura, dai cicli, dalla terra.

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  3. Veramente anche qui in Emilia Romagna non vediamo piovere da parecchio e la cosa se ci si ferma a pensare bene: fa spavento!

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    1. Uno dei bacini che dà acqua al capoluogo è mezzo vuoto.
      Sarebbe interessante vedere come questa società ultracomplessa e ultrapesante (in termini di impronta ecologica) si affloscia dopo due o tre anni di siccità così.
      Beh, è quello che sta succedendo in California da qualche anno.

      Prego leggere, in Collasso di Jared Diamond, cap. 4, come collassò la cultura degli Anasazi, nella parte meridionale dell'America settentrionale.

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  4. Non solo non piove. Ma quando piove ci sono inondazioni, stile sud est asiatico.

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    1. Dal tempo atlantico a quello tropicale. Orribile, nefasto!

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  5. Questa notte, FINALMENTE!, un po' d'acqua. L'era ura!

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    1. Pensavo a te, messer Pigiatasti.
      Finalmente un po' di acqua anche da voi, ho visto!
      :)

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    2. Oggi ho verificato, anche se con un metodo un po' "alla buona" -- nel mio orto sono circa otto centimetri d'acqua in tre giorni. Considerata la siccità precedente è un'ottima cosa, che spero si ripeta tra un paio di settimane e non di più.

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  6. Oggi sono molto felice perché, qui, è piovuto. Ieri un paio di ore, poi stamani ancora un po'. Poi altra pioggia qui in città, oggi.
    Incredibile come un evento semplice come la pioggia mi dia, dopo un anno e tre quarti di merdoso tempo siccitoso, così grande gioia.

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    1. Ti da gioia perché per fortuna non abiti in un seminterrato sopra/vicino un torrente tombato da solerte ufficio tecnico comunale e poi "messo in sicurezza" da altrettanto solerte progetto provinciale/regionale con tanto di consulenti esperti alla bisogna.

      Non per via di questioni apocalittiche ma per il semplice fatto che siamo in Italia e il "pubblico" serve a distribuire pensioncine e stipendietti a gente che altrimenti non saprebbe come campare.

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    2. Barzelletta. Come se il "privato" fosse meglio... oh, già!

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    3. Il privato è meglio e infatti la prima volta che dovrai farti visitare con urgenza andrai da un medico "privatamente" invece che farti assistere dal servizio pubblico pro-forma. Oppure, facciamo il caso di tutte le aziende pubbliche che sono state "privatizzate" perché fallite e strafallite, tipo Alitalia.

      E visto che sei te che ne scrivi, vedi un po' il confronto tra scuole e università "private" e quelle pubbliche.

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    4. La maggior parte delle scuole private e nella città lombarda in cui ho vissuto per molti anni sia qui, erano dei diplomifici a pagamento dai quali uscivano con un pezzo di carta i figli 'gnoranti, bamboccioni, viziati e somari di famiglie riccastre.
      Scuole penose nei quali c'erano i miracoli dei "due anni in uno" e pure i "tre anni in uno".

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    5. UCoso, uno dei problemi della contemporaneità è che la gente vive con la testa infilata nel culo a causa del lavaggio del cervello. Tutti i figli dei capoccioni della "sinistra" vanno nelle scuole private, cosa che include soggiorni più o meno lunghi all'estero. Non lo fanno per il "diploma" che a loro non serve, vedi il Ministro dell'Istruzione che non ha nemmeno un diploma di scuola superiore, lo fanno perché frequentare certe scuole fa parte del "curriculum" di chi è ben inserito in certi giri "che contano".

      Detto questo, sopra si legge "come se il privato fosse meglio". Ripeto, questa fandonia l'hanno ficcata in testa alle prime due categorie, gli idioti assistiti e i mai cresciuti per consentire alla terza, quella dei furbastri, di metterlo nel didietro a tutti gli altri, oltre ovviamente ad edificare la macchina enorme delle "tutele" ovvero stipendietti e pensioncine ai servi.

      Adesso che siamo ad un passo dal fallimento dello Stato a causa della spesa esorbitante, cominciamo a toccare con mano che i bambini vanno a scuola, non imparano a leggere o a contare però si devono portare la carta igienica da casa. Cominciamo a toccare con mano che le visite all'ospedale si prenotano due anni prima, quando si può. Tocchiamo con mano anche il collasso del sistema pensionistico. Eccetera eccetera.

      E qui, NOTA BENE: non è che il "privato" funzioni meglio, è che qualsiasi cosa funzionerebbe meglio di una macchina concepita apposta per fare più danno possibile.

      Ma non si può dire, sopratutto perché come all'inizio del secolo c'era almeno un caduto nella Grande Guerra in ogni famiglia, oggi c'è almeno uno statale in ogni famiglia. Tutta gente, servitori dello Stato (notare la sottile ironia), che pensa che il mondo gli sia in debito.

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    6. Di questa cosa tu sei convinto, io no. Il privato è de-privato e, in massima parte, non meno depravato del pubblico, anzi. Il problema grosso è che a dirigere, tanto da una parte quanto dall'altra, ci sono delle emerite teste di quiz, personaggi che starebbero bene con una svastica tatuata sul petto (giusto per usare uno dei simboli più usati nella propaganda contemporanea per indicare il male assoluto, quello che in realtà coincide da sempre con chi si arroga il diritto di stare lassù e dettar legge, indipendentemente dal colore della casacca che indossa e dall'ambiente nel quale esercita il propria quizzaggine).

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    7. Eppure è li da vedere.

      Il "pubblico" per funzionare necessita della massima morale da parte dei cittadini.

      Il "privato" per funzionare richiede solo quel minimo di morale che impedisce ai cittadini di ammazzarsi a vicenda.

      Questa è la ragione per cui il "pubblico" non solo non funziona ma è una menzogna, perché i cittadini non hanno una "morale" sufficiente a farlo funzionare.

      E' anche la ragione per cui il "privato" è chiamato ad sostituire il "pubblico", vedi alla voce "privatizzazioni". Dove il "pubblico" fallisce nel mantenere le promesse di "giustizia sociale", il "privato" riesce a mantenere un sistema competitivo, più o meno mitigato, contenuto, dalle leggi e dalla "morale".

      Non ci capiamo. Non esiste una legge universale che impedisce che il "pubblico" possa funzionare, è semplicemente la conseguenza del fatto che gli Italiani sono mediamente gentaglia. La stessa ragione fa si che il "privato" italiano sia invece abbastanza efficace, il "difetto" diventa un "pregio".

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    8. Il privato sarebbe abbastanza efficace? Tipo quando fanno carte false per incamerare risorse pubbliche e deviarle nelle tasche di questo e di quello, ovviamente curando con amici e amici degli amici che nessuno finisca mai per essere responsabile e risarcire? Per la serie, privatizziamo gli utili, ma non dimentichiamoci di rendere pubbliche le perdite (costruite ad arte) sulle quali si basano quegli utili privati.

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    9. Non ci capiamo.
      Tempo fa, in una galassia lontana lontana, dicevo a UCoso che è meglio avere a che fare con un delinquente che con uno che ti vuole salvare. Il delinquente ragiona con una logica di utilità, una logica economica, una logica che presuppone un rapporto di forze e una qualche "dialettica" tra le parti. Invece il sacerdote della setta non ha alcun vincolo pragmatico, concreto, non ci puoi trattare, non esiste dialettica. Il "fine" è spostato fuori dal "mondo reale" e quindi qualsiasi evento è possibile e giustificato dal "fine superiore".

      Ora, venendo al rapporto "pubblico/privato".
      Il contadino coltiva le mele poi le porta al mercato e te le vende. Tu vuoi le mele e lui vuole un profitto. Quello che può succedere è che il contadino imbroglio sul peso o proponga uno scambio troppo vantaggioso per lui o che le mele siano poco buone.
      Ecco che arriva il "pubblico" e ti promette le mele come "diritto". Quello che succede è che tu paghi sempre di più per avere sempre meno mele fino che un giorno hai nessuna mela in cambio di tutti i tuoi averi. Nel frattempo sei tornato a comprare le mele dal contadino vendendo gli ori della nonna.

      Il concetto di "efficacia" dipende dallo scopo. A quanto pare te vuoi che ti si menta, che ti si prometta il paradiso delle 77 vergini. Quindi ti sembra che il "pubblico" sia efficace. Senz'altro vero. Invece siccome io voglio pagare X per aver Y mele, preferisco andare a comprarle da uno che cerca di fregarmi invece di uno che mi promette il paradiso.

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    10. "Pubblico" può essere anche qualcosa di maneggevolmente sotto controllo diretto di un piccolo gruppo di persone, nel quale ognuno tiene ben d'occhio cosa fa l'altro e tutti usufruiscono del bene comune con l'equilibrio che deriva dalla consapevolezza che se fai il furbo qualcuno potrebbe decidere di darti una mazzata nel sonno, così, per rimettere le cose in equilibrio. Diventa un abominio quando la scala si fa disumana. Come è oggi (e già da un pezzo, direi alcune migliaia d'anni come minimo).

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