sabato 17 febbraio 2018

Da 40 a 65 e viceversa - 2

(Da 40 a 65 e viceversa)

Giovedì sera siamo stati al telefono quasi quaranta minuti. _zzz, si è preso del tempo per me. Voleva parlare un po' con me delle mie riflessioni, dei miei sfoghi di martedì.
In sintetisi le sue osservazioni:

  • Sono rigido.
  • Egli teme che io mi stia isolando, che mi piaccia stare da solo (a prescindere da _civa).
  • L'incontro con una donna e con altre persone non può che comprendere anche fatica, scontro, rotture di coglioni (mia espressione da egli mutuata e sottolineata) per crescere.
  • Avere una compagna è anche donarsi [la parola chiesastica mi fa venire l'orticaria]; ciò comporta avere aspettative e, necessariamente, rimuove paletti  ed è un modo per vivere intensamente. 
  • La sua storia con _ura è stato anche andare ai limiti e oltrepassarli, è stato anche scontro/conflitto ma questo gli ha permesso di vivere intensamente. Perché io non lo voglio fare?
  • Io affermermo di voler cacciare ma prima che ci fosse _civa non è che io abbia fatto lo sciupafemmine.

Sono affermazioni abbastanza precise. Nella vita però bisogna scegliere e tutto ha pro e contro.
Mi sono impegnato anche troppo in alcune relazioni (cavalier servente) e ora non ho più voglia di rotture di coglioni.
_mlero si lamentava che stavo con gli amici più che con lei, non sono un eremita e mi piace curare amicizie, poche, seleazionate, mi piace uno delle realtà più sociali che io conosco che è quella del ballo/danza. Amare la socialità E la solitudine. Ho questa fortuna. Né eremita né gregario.
Con _civa sto abbastanza bene, è vispa di testa, ricca di interessi, ha un insieme buono e sano di valori che non sono l'inquinamento progressista/politicamente coretto/ugualista e altra cacca del genere che costituisce il corpo del pensiero unico ortodosso. Solo che... quando non sta bene, diventa vecchia e brutta. Anche _zzz chiuse con _ura perché... non gli piaceva. Non bisogna intellettualizzare troppo, altrimenti una persona finisce nelle spirali di una serie di convoluzioni psicologiche che si autoalimentano e diventano il fine invece che il mezzo.
Donarsi verso utilitarismo. Ora, come scrivevo, il termine lo trovo chiesastico, ipocrita, fasullo, irritante: come osservava lo zio Osho, ci sono moltitudini di persone che donano i … propri problemi e mancanze; si donano per appoggiarsi e trovare un sostegno. Francamente io sarò grettamente egocentrico ma sono avulso da questi egocentrismi molto più egoici anche se camuffati da altruismo. Sì sì, l'altruismo dei propri problemi.
E dal punto di vista dell'economia esistenziale? Sono felice,  e, non di rado, ho... mmh, lo dico scherzosamente, i miei s'cioponi di gioia.
Cerco di ragionare: da questo stato esistenziale è facile peggiorare e difficile, improbabile, migliorare. Quando vivi bene cambiare è difficile e questa inerzia è anche sensata, lo è almeno anche solo dal punto di vista probabilistico.
Sono gli ultimi anni in cui posso ancora .. cacciare. Era proprio con _civa che dicevo che in questo periodo non sono agricoltore, non mi impegno nell'orto ma preferisco vagare per boschi e lande a raccogliere, a cercare, a trovare. Sì, non sono stato sciupafemmine ma sia con _mlero che con _civa non sto curando rapporti con altre, non chiedo numeri di telefono, non esco a bere qualcosa con altre nuove. Anche ieri, in milonga, una graziosa pugliese poi è venuta a sedersi vicino a me, un po' dopo che avevamo finito una tanda. Giovedì mi ha messaggiato _ina un messaggio carinoso che... mi voleva andare in milonga  con me e mi pensava. E' una scelta. Poi si torna alla questione della gradevolezza, se una femmina non mi piace fisicamente, non mi interessa o mi spengo. Sono anche onesto intellettualmente, non sono fiche a sufficienza per i costi del perturbare l'equilibrio attuale.
Infine c'è la questione  della vecchiaia, del costruire per tempo un legame affettivo per le sinergie di aiuto e sostegno reciproci. Ecco, su questo io non ho alcuna argomentazione a mia sostegno.

Però, _zzz, amico mio, ti sei preso del tempo per me e mi hai rotto un po' i coglioni. Ahaha.
Ti voglio bene.

40 commenti:

  1. Il tradimento e vivere più vite allo stesso tempo permette di risolvere il dilemma esposto, che è valido per tutti.
    MA. il tradimento consuma. Ha un suo prezzo, fisico e psicologico.

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    1. La parola "tradire" se non ricordo male significa "portare un parente, un amico, un compagno, legato al suo carnefice".

      Mi fa ridere che qui sopra si rifletta sul "costo" del tradimento per chi lo compie e si salti a piè pari il "costo" per chi lo subisce.

      Direi che la dice lunga sulla percezione di sé e del mondo, con tutto quello che ne consegue.

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    2. Bsogna essere robusti per sostenere la dissociazione del tradimento: come sottolinei, Max, le emozioni e la passione che lo accompagnano hanno un prezzo, fisico, psicologico, esistenziale.
      Io non ne sarei capace, fatico a dire che non ho messo uno paio di spicchi di aglio nella zuppa di borlotti al mio bipede nel suo periodo di talebanismo olfattivamente corretto, figuriamoci a sostenere le domande "ma dove sei stato giovedì sera che non rispondevi al cellulare" e la finzione necessaria per una risposta credibile.

      Quindi mi limito al più semplice una storia alla volta, finché dura. Sarei ancora attratto dal sesso in tre o più, la promiscuità vissuta come patto nella coppia ma il tango mi sottrae tempo, risorse, intenzioni.

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    3. L'etimologia del tradire (il consegnare/consegnarsi a) in italiano mi affascina. Tradimento, tradire e tradizione hanno la stessa radice. In effetti, anche nell'eros, non puoi tradire se non conservi la tradizione del consegnarsi al(la) partner. Una persona libera che ha tante storie non può tradire perché, semplicemente, non si è consegnata a nessuno.
      Se il tradimento è fatto bene, paradossalmente, ha costi e benefici solo per colui/colei che tradisce, il/la tradita non ha modo di osservare alcunché (diciamo che si sarebbe il problema della MST Malattie Sessualmente Trasmissibili ma supponiamo ora che si usino tutte le precauzioni e accorgimenti del caso).
      Se invece il tradimento non è fatto bene impatta pesantemente sulla persona che lo subisce. Del resto, le cose fatte male hanno sempre dei costi su coloro che le subiscono.

      Lorenzo, il mondo non è la morale, per quanto quella nobile che tu fai tua. Ci sono coppie che... in seguito ad un tradimento traggono nuova linfa. Anzi, alcune lo fanno proprio, lo incorporano nel loro patto.
      La letteratura sugli effetti libidici del tradimento, negativi ma anche positivi, all'interno della coppia "istituzionale" è ormai infinita.

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    4. Assolutamente NO.
      Non accetto che tu mi venga a dire cosa è o cosa non è il "mondo".

      Non lo accetto perché il significato di "tradire" è quello dell'atto PEGGIORE POSSIBILE che un uomo posa commettere. Peggiore di un crimine qualsiasi, perché non solo contiene la parte dell'inganno abbietto, per futili motivi ma anche la parte in cui viene violata la fiducia di chi si mette nelle tue mani. Per questa ragione il "tradimento" si punisce con particolare severità e i "traditori" diventano figure proverbiali come il già citato Efialte.

      Ora, nel contesto delle relazioni sentimentali, distinguiamo il fatto di andare con un'altra persona che non sia il "partner" dall'inganno e dalla fiducia violata. Sono due cose distinte e differenti. Per esempio, ai tempi del nonno gli uomini andavano nel "casino" e a volte con le serve, più o meno alla luce del sole e le consorti se ne facevano una ragione. I re avevano le regine e poi avevano una o più "favorite" tra le cortigiane, spesso e volentieri consorti di qualche nobiluomo che usava la circostanza per ottenere a sua volta qualche avanzamento di posizione.

      Ora la domanda che ti farei io è questa: se tu vai con tua moglie in un club di scambisti e tu e lei o uno dei due si concede ad altri, quello è tradimento? Io direi di no, perché non c'è inganno e non c'è violazione di fiducia.

      Ma qui siamo su un altro piano. Tu arrivi a teorizzare come "fatto bene" il tradimento che non viene scoperto ne confessato. Ovvero, quello più laido. Di più, arrivi a farne una specie di "farmaco", un toccasana. E qui secondo me siamo alla vera PERVERSIONE, siamo un giro oltre quella del guardone e/o dell'esibizionista.

      Senza contare che tu ti metti sempre nella condizione di chi lo fa e non di chi lo subisce. Questo significa che, come sotto, agli altri/e non vuoi o non puoi dare nulla se non apparenza.

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    5. Se io devo immaginare una persona per cui esiste il concetto di "tradimento fatto bene", da questa persona vorrei stare più lontano possibile.

      Non solo perché mi venderebbe alla prima occasione per i dieci euro di francescana memoria ma perché godrebbe perversamente nel farlo.

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    6. > ti metti sempre nella condizione di chi lo fa e non di chi lo subisce

      Ahaha, patacca! Non ho mai tradito una volta una nella mia vita.

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    7. > arrivi a farne una specie di "farmaco"

      Ancora, ti rifiuti di prendere atto come va il mondo.
      Ci sono coppie che, dopo un tradimento, un'avventura o cose simili, tornano a funzionare bene. Questo è così anche se a te non piace.
      Aggiungo una cosa: come scrissi più volte in AWoman-AMan, è noto che, a medio e lungo termine, il tradimento "sistematico" ha un bilancio deficitario. Per quanto fatto bene, se sistematico, è un fatto male.

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    8. Preciso che io uso il termine tradire per semplificare.
      Premetto che purtroppo io sono un erotomane, per tutta una serie di ragioni legate alla mia infanzia (che mi ha formato una vivida fantasia sessuale che tutt ora perdura immutata se non amplificata dalla esperienza), per essere uno sportivo (immagino che le voglie continue siano dovute anche a questo testosterone), e ad avere da per me una voglia di conoscermi e raccontarmi che cresce nonostante l esperienza.
      Ecco, a partire dall aver situato il mio contesto - unica maniera di spiegare il perche e percome della mia opinione - io dico tradire.
      Tuttavia, come definiamo tradire? Se vuoi andare all etimo non facciamo una attivita sufficiente. Parliamo di omettere di dichiarare la nostra attivita sessuale con un altro corpo, che non sia quello della attuale compagna.
      Io, pero, che faccio sesso con molte compagne allo stesso tempo, non sento di tradire. Il sesso è sesso, e l'amore non significa nulla se non accompagnato da una serie di corollati che tu, uomo, hai definito: un legame pratico. E lo dice mia moglie: la firma sulla carta con Max fa la differenza. La casa e l impresa che gestiamo anche insieme fa la differenza. Una relazione si cementa su altro che non sia sesso. Mia moglie sa che le sono fedele al punto che due ore mi ha suggerito di prendrrmi vacanze e andare a fare la mia ginnastica da letto altrove, che lei ne ha le palle piene del mio nobile attrezzo. E ha ragione.

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    9. "Mia moglie sa che le sono fedele al punto che due ore mi ha suggerito di prendrrmi vacanze e andare a fare la mia ginnastica da letto altrove, che lei ne ha le palle piene del mio nobile attrezzo. E ha ragione."

      Oppure possiamo dire che tu e tua moglie vi rotolate dentro le vostre perversioni.

      La cosa divertente è che la perversione non è affatto questione solo "privata" e scevra di conseguenze pratiche, infatti:

      "L'art. 559 del Codice Penale del 1930 stabiliva che:
      « La moglie adultera è punita con la reclusione fino a un anno. Con la stessa pena è punito il correo dell'adultera. La pena è della reclusione fino a due anni nel caso di relazione adulterina. Il delitto è punibile a querela del marito. » "

      Se vogliamo andare più indietro:
      "Nel diritto romano l'adulterio della moglie era previsto come reato ed era punibile, in età regia, con la pena di morte per mano del marito o dei familiari maschi.

      In seguito, si hanno controverse interpretazioni delle previsioni in età repubblicana, mentre con Augusto fu emanata la Lex Iulia de adulteriis coercendis (18 a.C.) per la quale il marito adultero era punito con sanzioni pecuniarie, comportanti la restituzione della dote, se dal fatto derivava il divorzio.

      Per la moglie adultera invece, la prospettiva era assai diversa. Se colta in flagrante adulterio dal padre, questi poteva ucciderla insieme all'amante, qualunque fosse il suo lignaggio o carica pubblica. Il marito poteva uccidere solo l'amante e solo in flagranza, mentre al padre non era consentito uccidere l'amante senza uccidere contemporaneamente anche la figlia fedifraga. Per la flagranza, il marito aveva l'obbligo del divorzio, in caso contrario sarebbe stato accusato di crimen lenocinii, con attribuzione di presunta complicità e favoreggiamento in adulterio.

      Entro due mesi dal divorzio, il marito poteva richiedere che si aprisse un giudizio penale (quaestio) dinanzi a giurati (accusatio adulterii iure mariti). Dopo i 60 giorni il diritto a proporre l'azione spettava al padre dell'adultera (accusatio adulterii iure patris) e decorso un termine ulteriore, chiunque purché cittadino poteva proporre l'accusa (accusatio publica adulterii iure extranei). La pena prevista sarebbe stata (sono stati sollevati dubbi) esclusivamente monetaria e avrebbe riguardato la confisca di parte della dote e dei parafernalia, mentre all'amante era confiscata la metà del suo patrimonio.

      In età successive fu ripristinata la condanna a morte, confermata da Giustiniano, mentre il diritto ad agire fu ristretto ai soli familiari. "

      E quindi arriviamo agli anni '68 e '69, guarda caso, in cui la Corte Costituzionale sanciva l'illegittimità dei commi 1, 2, 3 e 4. Possiamo dire che siamo AVANTI rispetto ad allora, oppure possiamo dire che fa tutto parte della solita "liquidità".

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    10. Farei presente che tra i 5 o 6 milioni di "nuovi italiani", molti non hanno visto passare gli anni '70 e non leggono ne Repubblica ne il Manifesto. Per cui ci troviamo nella condizione del triplo salto mortale. Coi primi due abbiamo realizzato la "liquidità" nella quale sguazziamo e col terzo ci tocca trovare qualche barbatrucco per buttarci dentro gente che non ne vuole sapere.

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    11. Francamente considero l'islam uno dei massimi pericoli perché ancora incorpora le crudezze e iniquità che hai elencato con dovizia sopra.
      Lo stato NON deve entrare in camera da letto e, neppure, nelle decisioni che riguardano i coniugi o amanti.
      Perché se si vuol vivere come Augusto, Giustiniano o come ai tempi di Giolitti, uno non piglia certo il frigorifero, il motore a scoppio, gli antibiotici e gli antiinfiammatori, l'energia elettrica in casa, etc.
      A meno di non usare la tecnica e la tecnologia ovvero con quella nefandezza che io indico come "antibiotico sì e pillola no" che ha poi portato Africa e Asia alla deflagrazione demografica nefasta in corso dal secolo scorso.
      Femmine di proprietà di padre, fratello o marito? No grazie. Se a qualcuno piace così può andare in uno dei paesi islamici e pure rimanervici.

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    12. Una cosa però non afferri UCoso:
      Lo ISLAM non conosce separazione tra Dio e Cesare, tra religione (non esiste una Chiesa) e Stato (aggiungiamo che lo Stato è qualcosa di recente, imposto dagli Europei del post-colonialismo). Quindi i precetti religiosi per il credente sono leggi della comunità.

      Ora, la separazione tra Chiesa e Stato significa che la Chiesa non dovrebbe interferire nella Cosa Pubblica e limitarsi alla dottrina (che poi definisce la "morale", cioè come si deve vivere). Significa anche che lo Stato non dovrebbe interferire con la Chiesa, ovvero sui contenuti della dottrina.

      Come sai benissimo, non funziona.
      In nessuno dei due sensi. Infatti la Chiesa interferisce di continuo, arriviamo al punto che il Papa dice "non importa che leggi fa lo Stato, tanto il "fenomeno X" non può essere regolamentato". Nello stesso tempo lo Stato richiede alla Chiesa (qualunque) di sottoscrivere un trattato (vedi "concordato") che regola i rapporti "diplomatici" tra le due entità, da cui procede la possibilità per la Chiesa di operare il proprio culto in pubblico, cosa che altrimenti viene ostacolata.

      Veniamo alla tua affermazione "lo Stato non deve entrare in camera da letto".

      Non funziona, più o meno per la stessa ragione di cui sopra. Oggi leggevo il solito articolo di gossip che racconta di un signore ucciso in un incidente e il tribunale condanna il responsabile a risarcire la moglie e l'amante (qui intesa come vice-moglie e non come fai te "una qualsiasi anche una prostituta").

      Vedi bene che il "letto" non inizia e non finisce dentro le quattro mura ma si estende ben oltre.

      Faccio un altro esempio banale: se tuo fratello o tua sorella generano un figlio, i tuoi genitori e anche TU siete chiamati dalla Legge a risponderne, qualora il fratello o la sorella per qualsiasi ragione siano assenti.

      Che poi è la logica pragmatica per cui nell'Antico Testamento se non ricordo male si sanciva l'obbligo per il fratello di sposare la cognata vedova.

      Gli anni '70, con quella che per te è la "liberazione sessuale" non hanno fatto le cose a caso. La "liberazione sessuale" non è esplosa dentro la camera da letto, è esplosa fuori.

      Infatti, negli USA la società è disgregata, la "famiglia del mulino bianco" è una mosca bianca e anche noi ci avviamo con i pifferi in testa in quella direzione.

      Ovvero, all'individuo viene instillata l'idea che qualsiasi voglia e pulsione debba essere soddisfatta e che sia intrinsecamente "buona", il risultato è che gli individui sono monadi isolate e che la "società", col suo insieme di scatole di legami, vincoli, diritti e doveri, cessa di esistere per diventare la "liquidità" di cui sopra.

      Adesso, tu sei il fine o sei lo strumento?

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    13. Nota a margine: non di solo "sesso" si tratta. Sempre nello stesso racconto, pare che in questi giorni ci sia una strage negli USA causata da medicinali anti-dolorifici di varia natura, che la gente assume a secchiate al posto delle droghe semplicemente per rendere "migliore" la propria giornata.

      Esiste tutta una polemica sul fatto che questi medicinali siano disponibili nelle farmacie e che, oltre i medici che li prescrivono a capocchia, esiste anche un mercato nero che però non può essere perseguito perché il medicinale in sé non è illegale.

      Le cose sono tutte collegate. L'uso e l'abuso di qualsiasi cosa diventa ABITUDINE o peggio NORMA perché esiste una PROPAGANDA che "educa" la gente in un modo o nell'altro.

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    14. A ver, ci crogioliamo nelle nostre perversioni...vamos a ver...io dico che il perverso è chi non ha perversioni. Sarebbe sufficiente leggere il rapporto kinsey. Ma che cosa è la vita, seguire le regole altrui. Per di più nell'intimo. Ma per favore!

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    15. Mi piace questa logica. Sarebbe sufficiente leggere Il Capitale per realizzare il paradiso sulla terra.

      Senza contare che, torno a ripetere, le galere sono piene di gente che sostiene proprio questo, che è perverso chi non ha perversioni. Di conseguenza, NON A CASO, tra le tante "spinte" della contemporaneità, oltre a quella di soddisfare immediatamente e senza alcun filtro "morale" le pulsioni, c'è quella di DEPENALIZZARE qualsiasi cosa. Tra un po' per un triplice omicidio ti daranno una contravvenzione o qualche mese ai servizi sociali.

      La cosa che trovo poi massimamente divertente è che ogni fenomeno che si vanta di NON SEGUIRE LE REGOLE ALTRUI in realtà fa esattamente quello che fanno tutti, ovvero NON SEGUIRE LE REGOLE, come ironicamente e paradossalmente dimostrerebbe il "rapporto" di cui sopra.

      Ergo, caro Emilio, ti vanti di essere un conformista. Oh signore, io nell'Emilia Romagna ci fare un poligono nucleare.

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    16. Nota: non basta vantarsi di fare quello che fanno tutti, è anche la cosa più semplice, perché ci si conforma a cani, gatti, rane, eccetera. Ed eccoci ad un'altra spassosissima "spinta" contemporanea, quella dello "anti-specismo". Cosa siamo noi se non maiali coi vestiti?

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    17. Lo so vado fuori tema: ho pensato alla frase "Come regola, io non seguo regole". Come in "Vita di Socrate" di Achille Campanile, che Socrate dovette modificare la sua affermazione "Io so una cosa sola, di nulla sapere" in "Io so una cosa sola, di sapere solo questa" visto che gli fecero l'obiezione "Ma se sai di nulla sapere, allora, una cosa la sai!".

      Va beh, scusate.

      Invece, Lorenzo, dai, l'Emilia Romagna poligono nucleare no, dai... troppo vicino casa mia. Anche se i ferraresi in provincia sono noti per guidare da cani (anzi, da ferraresi!) :D

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    18. Oh, per me ci puoi fare un poligono nucleare, solo aspetta 10/20 anni che abbia rogitato le proprieta di famiglia. Io vivo fuori danni, caro coglionazzo!

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    19. Come se mi importasse di te, erotomane. Non ho scritto "emilio", ho scritto Emilia. Per te basta aspettare, come tutti ti estinguerai naturalmente. Invece, per citare Trump, certi posti sono "shitholes" che andrebbero cauterizzati.

      BuluCosa, il dubbio socratico è espresso male. Bisogna considerare che Socrate non ha lasciato niente, quel poco che si sa viene da quello che hanno riferito i suoi posteri. Poi bisogna considerare che, anche senza contare che la frase potrebbe essere un travisamento dell'idea/espressione originaria di Socrate, il linguaggio che usava (e ancora usa) la maggior parte della gente era molto semplificato rispetto alle necessità della filosofia.

      La frase corretta dovrebbe essere "conosco solo verità locali e temporanee". Infatti è ovvio che Socrate qualcosa sa ma, qualsiasi cosa sia, può essere sostituita da qualcos'altro un momento dopo o un metro oltre. Si potrebbe dire che questo sposta ma non risolve il paradosso, infatti il fatto che le verità sono temporanee e/o locali potrebbe essere una verità permanente (o assoluta), una (l'unica?) costante. Però, stante che, come dicevo ad emilio, siamo tutti temporanei, il fatto che "panta rei" tranne il "panta rei", è una questione metafisica, la possiamo ignorare.

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    20. Comunque, NON E' VERO che la persona X non si adegua alla regole!

      In questo discorso si teorizza la "anti-morale" o la "assenza di morale" e lo si fa non inventando qualcosa di nuovo ma oscillando tra i due STEREOTIPI dello "ultrauomo" di Nietzsche e degli hippie di Woodstock.

      Che sono cose che possono solleticare lo pseudo-intellettuale provinciale, il figlio della borghesia di un piccolo centro.

      In realtà si tratta di qualcosa di drammaticamente MEDIOCRE, ovvero gente con grandi appetiti e ambizioni, che si risolve nella massima semplificazione, ovvero che l'uomo è una bestia.

      Perché? Perché è la cosa più comoda. Nello stesso tempo, per quelli che tirano le fila, lo "spontaneismo" dell'uomo-bestia è utile perché incrementa il caos e diminuisce l'ordine.

      Una umanità di padreterni senza padre, i quali sono condizionati a pensare che QUALSIASI loro voglia debba essere come la Parola, "Sia luce! E luce fu". Con due corollari, che la "luce" si risolve nelle gonadi e che quando non funziona, il padreterno senza padre va fuori di cotenna.

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    21. Un'altra cosa demenziale è che lo "spontaneismo" cancella la distanza tra idea e azione. Ovvero, non c'è mediazione tra farsi balenare una idea in mente e compiere il gesto. Non esiste, anzi non deve esistere, l'atto di volontà del NON compiere un gesto che concretizza una idea. L'intelletto DEVE essere come il dotto digerente, le cose si muovono dall'interno all'esterno con una contrazione involontaria. Ti scappa e la fai.

      Quindi chi applica l'ideale antico della moderazione allo stato attuale è il più deviante dei devianti, il più perverso dei perversi.

      Perché, come teorizza UCoso in questo blog, quello che da un senso all'esistenza DEVE essere l'eccesso. Puramente quantitativo eh, perché se fosse qualitativo si ritornerebbe al discernimento e quindi ai freni.

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    22. Nuvoletta, noto un accenno di campanilismo tra estensi e rovigotti. :) (spero di non aver sbagliato italiano per questi ultimi).
      La regola d'oro nell'eros è che non esistono regole.
      Sa molto e più di tutti chi dubita (Leopardi).
      Il paradosso.
      Lorenzo mette insieme i fricchettoni e Nietzsche: il fatto di uscire dal centro non significa affatto essere nello stesso luogo: stessa direzione (centrifuga) verso opposto, direbbero i fisici.
      La gaussiana ha due estremità opposte.

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    23. L'uso e l'abuso diventa abitudine.
      Vero.
      È per questo che come epicureo/edonista sottolineo che l'eccesso deve:
      o - essere extra-ordinario (quindi a frequenza sufficientemente bassa) e
      o - duale ovvero coronato dal contrasto (massimo catalizzatore cognitivo, estetico).
      Vince chi si vince!
      Il banchetto luculliano può essere goduto solo alle feste e solo se anticipato e seguito dal digiuno.
      La media è anche quella tra qualità opposte, non è necessario affatto (anzi...) che il pendolo stia fermo.

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    24. Emilia paranoica canrava Giovanni Lindo Ferretti.
      Fantastica l'Italia, basta un fiume o un crinale e territori contigui son ben diversi.
      Emiliani diversi da liguri, tiscani, marchigian (, romagnoli), veneti, lombardi e piemontesi.
      Le affermazioni statistiche... già, il paradosso delle misure statistiche è che sono statisticamente vere e matematicanente false.
      Passando da Lombardia a Emilia ho notato, dopo i peimi anni, che sono più le simulitudini delle differenze.
      Si passa dal leghista con la colf rumena al cattocomunista in mercedes, dalla distruzione del territoria per l'ingordifia a quella per i diritti e lo stato sociale.
      I compagni reggiani con le vie del partigiano con il consumismo delle multinazionali a via delle foibe o delle incisioni rupestri con i SUV bavaresi o le trattorie di merdfusion ciaino spacciato per giapponese.

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    25. Si ma UCoso, al momento le "bombe" sono mirate la dove BISOGNA fare più danno.

      Per forza passando da un luogo all'altro vedi la fottuta "similitudine". Anche io la vedo. La differenza è che io RICORDO che prima la similitudine non c'era, mentre tu tendi a rispondere meglio al condizionamento del "dato di fatto" o dello "eterno presente".

      "La regola d'oro nell'eros è che non esistono regole."

      "Lorenzo mette insieme i fricchettoni e Nietzsche: il fatto di uscire dal centro non significa affatto essere nello stesso luogo"

      Mi fai ridere, con te non riesco ad incazzarmi sul serio come con gli automi compagni. Ti ho detto e ridetto che TUTTO quello che tu assumi come "dato di fatto" in realtà è stato progettato a tavolino e applicato nel corso di cent'anni per portare le masse dove sono ora, INCLUSI noi due.

      Tu ricadi senza nemmeno un attimo di esitazione negli stereotipi perché non li percepisci come tali, sono più dati biologici tipo la respirazione o la peristalsi. Ma io ricordo i tempi in cui andavi a scuola con le tue clark e il tascapane dove mettere libri e molotov e sul muro, sotto la citazione di Mao c'era "vietato vietare".

      Poi oh, io lo capisco che TI FA COMODO pensare ed agire in maniera incoerente, cosi puoi affermare che in certi casi bisogna essere fermi, eroici, andare contro corrente e in altri casi non ci devono essere regole. Lo capisco, lo perdono ma ovviamente NON LO AMMETTO come "dato di fatto".

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    26. Comunque, ripeto, NON E' UN CASO che nella antichità la VIRTU (ovvero la "forza" dell'uomo) coincideva con la capacità di moderarsi, ovvero di sottomettere l'istinto, le pulsioni, alla volontà mentre oggi la virtù non esiste, dobbiamo essere uomo, donna, stato intermedio, cane, gatto, ammasso cellulare in provetta e NON DOBBIAMO AVERE REGOLE.

      Quando emilio viene qui a vantarsi, non dice "sono libero perché sono padrone di me stesso", dice "sono libero perché quando mi scappa la faccio, ovunque, comunque, su/con chiunque".

      Viene qui a vantarsi perché tu a tua volta ti vai a vantare della stessa cosa. Lui non lo conosco, nel tuo caso abbiamo accertato che sei un po' esibizionista e vabè, niente di male finché non esageri. Ergo, con la tua solita contraddizione, esageri ma non troppo.

      Eheheh.

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  2. UCoso, io non ti telefonerei MAI per discutere delle tue relazioni sentimentali. E' una cosa un po' gaia.

    Riguardo il "donarsi", secondo me devi generalizzare. Lo dico sempre, il significato dell'amicizia non sta nel godere, sta nel fatto che quando arriva il mammuth che ti vuole schiacciare, io lo distraggo a rischio della pelle perché tu ti possa scansare in tempo. O quando arriva la punta li lancia persiana, io ti riparo col mio scudo. L'amicizia ovviamente ha senso se è reciproca, ovvero quando tu puoi contare sul mio scudo e tu sul mio, altrimenti non è amicizia, può essere un rapporto parassitario (chi ti cerca perché vuole qualcosa e quando non ha motivo, ti ignora) oppure di subordinazione canina.

    Io fatico a capire come si possa infilare qualche parte del corpo dentro gli orifizi di qualcun altro e questo non implichi necessariamente COME MINIMO il rapporto di reciproco obbligo dello scudo. Infatti, a rafforzare l'obbligo dello scudo, anticamente esisteva il concetto della "falange degli amanti" (che in quel caso erano gai).

    Certo, puoi benissimo affermare di non volere alcun impegno. Questo vuol dire che non puoi chiedere alcun impegno ad altri.

    In termini concreti, potrebbe anzi dovrebbe capitare che _Tizia ti risponda "no stasera trombo con Lorenzo, ti chiamo io".

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    1. Sottolineo il "potrebbe anzi dovrebbe".

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    2. L'amicizia ovviamente ha senso se è reciproca... e tutto quello che ne segue: parole sante!

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    3. Beh, Lorenzo, _zzz ha voluto avvisarmi del mammuth che potrebbe schiacciarmi, che p quello dello stare isolato, a suo avviso.

      > non volere alcun impegno. Questo vuol dire che non puoi chiedere alcun impegno ad altri.
      Onesto, vero e giusto.

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    4. Nuvola, simmetria è, forse, il criterio estetico più importante universalmente. Ma è un criterio etico fondamentale (per il quale ritengo ecologico e sano il Do ut des!).
      Amicia e relazione erotica sono su piani ortogonali:
      o - amici e amanti: innamorati
      o - non amici e amanti: ad esempio il rapporto tra una brava prostituta e il suo cliente
      o - amici e non amanti: potrei fare l'esempio di _mtan, la mia cara compagna di studi milonga, o anche _lcino, con la quale ballo da dio e che non mi attizza neppure per un pelo,
      o - né amici né amanti (sono circa 3,75G di femmine di questo mondo, per me).

      Certamente ci sono sfumature, non abbiamo vite in zero-uno, il cliente e una brava professionista del sesso possono avere un forte rapporto empatico.

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    5. Devo dirlo, UCoso, premesso che io sono l'ultima persona che te lo dovrebbe dire, comincio a sospettare che qualche ingranaggio nella tua testa si sia staccato.

      Per esempio, non distingui il concetto di "amante" dal concetto di "prostituta". Ci sono due ragioni ovvie perché sono cose diverse. La parola "amante" ha la radice di "amore" ma invece del significato moderno-romantico dello "amore cortese", cioè della affinità di spirito, si rifà al concetto di "amore" come passione erotica dell'età classica. Gli "amanti" sono come Patroclo e Achille. Quando Patroclo viene ucciso, Achille impazzisce e va a fare strage di Troiani. La "prostituta" non è oggetto di "passione", è solo oggetto animato, non a caso nei racconti di fantascienza uno dei primi utilizzi degli androidi è proprio quello. In secondo luogo, ovviamente, "amante" non si traduce in "un individuo adulto qualsiasi", è una persona con cui hai una relazione "more uxorio", di solito parallela a quella "uxoria". Se tu frequentassi abitualmente i bordelli, a nessuno sano di mente verrebbe in mente di dire che hai decine di "amanti".

      Riguardo l'amicizia, che esempi fai? Secondo te ballare "da dio" con una donna, dove per ballare significa che ti serve una donna per poterti esibire, come al cowboy serve il cavallo per il rodeo, significa essere amici?

      Deve essere bello per una donna che "si fa onorare da te", per usare il tuo lessico strampalato, sapere che è meno di una prostituta, che "onoreresti" allo stesso modo e in più dovresti pagarla. Adesso nella tua logica "dare/avere" mi dirai che la non-prostituta ti costa di più in termini di "attenzioni" e "tempo". Si ma lo sai quanto ti costerebbe una "escort" che ti porti in giro e che è disponibile tutto il tempo, invece di una del viale che ti fa il tariffario a singola prestazione, calcolato al minuto?

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    6. Ergo, a queste donne CONVIENE che tu le tenga a distanza. Il guaio è che tu non lo fai davvero, sono sicuro ma mantieni in vita l'inganno che le induce a credere che la vostra relazione abbia un "futuro". Sono sicuro per quello che ho scritto sopra, se tu dicessi alla tua "amante" le cose che scrivi qui, dovrebbe essere masochista a livello di "mi da fuoco perché mi ama".

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    7. > non distingui il concetto di "amante" dal concetto di "prostituta"

      Mi sono dimenticato di scrivere, questa volta (lo dovrei mettere in qualche angolo bene in vista) che per amanti intendo due persone che hanno un rapporto erotico, sessuale, che si amano eroticamente (con "passione erotica").
      Purtroppo la nostra lingua subisce i risultati di una morale ipocrita e sessuofoba e ha un lessico sessuale povero se non misero.
      Se amanti non ti piace inventiamo un termine: trombatori? erotori? sozzetti? fornicatori? eropassionisti?

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    8. > se tu dicessi alla tua "amante" le cose che scrivi qui

      successo anche ieri notte, sostanzialmente.
      Ho ricordato che sull'insegna della mia bottega c'è "amante" ("passione erotica") ed è scritto ben chiaro, illuminato, fin dall'inizio.

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  3. "Ahaha, patacca! Non ho mai tradito una volta una nella mia vita."

    Questo dimostra, se ce ne fosse bisogno, che sei massimamente incoerente. In questo caso volevo dire che in questo blog, in questo discorso, esamini solo (come fa "emilio") la posizione di chi compie il "tradimento".

    "Ancora, ti rifiuti di prendere atto come va il mondo."

    No, mi rifiuto di "prendere atto" DI QUALSIASI COSA. La mia/nostra esistenza ha senso SOLO se vista nella logica del "fatti non foste a viver come bruti,
    ma per seguir virtute e canoscenza" (Dante, c.26). Prego notare che qui si affermano due concetti, la "virtute", ovvero la forza di scegliere e di pagare il prezzo delle proprie scelte e la "canoscenza", ovvero l'ingegno umano che supera i limiti fisici. Vediamola in un altro modo, si dice che "la speranza è l'ultima a morire", significa che non si "prende atto" fintanto che esiste la scintilla della vita.

    "Ci sono coppie che, dopo un tradimento, un'avventura o cose simili, tornano a funzionare bene. Questo è così anche se a te non piace."

    C'è gente che ruba e ammazza. C'è ogni forma di perversione al mondo. Tornando sopra, io SCELGO di non farne parte e SCELGO di non avere a che fare con chi ne vuole fare parte. Riguardo il "giudizio", l'ho detto sopra, che l'idea che "tradire" sia un comportamento ammissibile è uno dei tanti segni del tempo.

    "Aggiungo una cosa: come scrissi più volte in AWoman-AMan, è noto che, a medio e lungo termine, il tradimento "sistematico" ha un bilancio deficitario. Per quanto fatto bene, se sistematico, è un fatto male."

    Come dire, la cosa che hai scritto qui sopra per me è un giro di parole privo di un qualsiasi significato. La sola associazione tra "tradimento" e "bene" è un paradosso di perversione.

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  4. "per amanti intendo due persone che hanno un rapporto erotico, sessuale, che si amano eroticamente (con "passione erotica")"

    Hai riscritto la stessa cosa. Non distingui l'atto sessuale dal coinvolgimento emotivo. A questo punto mi domando se ci sei o ci fai. Ovvero se per te compiere atti sessuali con una perfetta sconosciuta è effettivamente la stessa cosa che compierli con una donna che è nei tuoi pensieri o nelle tue brame (cosa che ovviamente non coincide con lo "amore romantico"). Guarda che, tranne i casi delle escort di alto profilo, la "prostituta" non si sceglie per "passione", è più come avere fame e prendere una mela da una cassetta di mele.

    Cerco di spiegarmi: nell'età antica si distinguevano tre possibilità. Chi imponeva l'atto sessuale, chi subiva l'atto sessuale per scelta e chi lo subiva perché schiavo. Dei tre, il secondo, ovvero chi lo subiva per scelta, era considerato abbietto. Da cui non contava se lo si faceva per il gusto o per convenienza, se era un vizio o un mestiere. Il fatto di sottomettersi alle voglie altrui volontariamente era considerato esecrabile.

    La differenza tra una donna che "si fa onorare" e una prostituta, IN TEORIA consiste nel fatto che la prima ti sceglie come tu la scegli. Qui arriviamo al concetto di "amante" che deriva dal concetto di "amore" (nella accezione passionale). Mentre la prostituta non sceglie di regola il cliente, anzi, la premessa sta proprio nel fatto che il pagamento IMPONE alla prostituta di compiere gli atti richiesti CON CHIUNQUE, senza condizioni.

    "Purtroppo la nostra lingua subisce i risultati di una morale ipocrita e sessuofoba e ha un lessico sessuale povero se non misero."

    Io direi che la lingua è uno strumento preciso e in più ha delle basi storiche e sociologiche mentre tu sei sempre in confusione e/o sostieni tesi contraddittorie.

    "Se amanti non ti piace inventiamo un termine: trombatori? erotori? sozzetti? fornicatori? eropassionisti?"

    Va bene anche macachi. Non c'è niente di male ad andare in calore e copulare, dagli insetti a salire, lo fanno tutti. Però, non so te, io non fui fatto a viver come bruto.

    "Ho ricordato che sull'insegna della mia bottega c'è "amante" ("passione erotica") ed è scritto ben chiaro, illuminato, fin dall'inizio."

    Allora delle due l'una: o la poveretta non capisce, non ci arriva, oppure rientra nel caso descritto sopra di una persona che si sottomette volontariamente perché masochista.

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    1. Precisazione: lo "amore cortese", ovvero "romantico", consiste nella modifica delle tre "classi" di cui sopra per cui mentre nella antichità imporre l'atto sessuale era visto come prerogativa dell'uomo "virtuoso", dopo il medioevo si aggiunge la pre-condizione per cui questa imposizione deve essere "santificata" dall'amore, ovvero avvenire nella cornice di un "rapporto amoroso prestabilito". A quel punto il "cavaliere" sa che violentare contadinelle, per quanto divertente, non è una cosa da mettere nel curriculum.

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    2. Prego notare che questa aggiunta fu fatta solo nell'ambito del medioevo europeo. Ergo, altre culture non hanno questo "filtro" e l'unico limite che concepiscono è che le contadinelle abbiano padri e fratelli armati di roncola.

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