martedì 13 febbraio 2018

Da 40 a 65 e viceversa

_civa è un po' cagionevole di salute. Ha questa caratteristica che quando non sta bene invecchia di dieci o quindici anni, quando invece sta bene (ad esempio dopo un energico e prolungato trattamento tantrico) sembra averne dieci di meno, passa da 40 a 65 e viceversa.
Io le dico, spesso, che andrà avanti fino a che saremo amanti, due persone che si amano fisicamente, che non mi interessa l'amicizia esclusiva o, usando l'espressione coniata di , un duo, un duo neppure amici perché gli amici sono liberi e non c'è esclusività, possesso, duo di persone che stanno insieme per mille motivi ma ormai non più per l'eros.
Le ho detto che riusciamo ad andare avanti perché... non rompe troppo, abbiamo riso.
Solo che quando è così, un po' catorcia, io non so granché che farci. In qualche maniera penso che... in alcune occasioni voglia un sostegno, voglia sentirsi amata, curata. Disincantata ha riflettuto e detto che è solo lei che può amarsi. Non è affatto raro che le persone sprofondino in questo egoismo, in questo egocentrismo stellare, infinito, sostanzialmente poco intelligente, per il quale dovrebbero essere altri ad amarle, a voler bene loro, a prendersi cura di loro incondizionatamente. Penso che una delle chiavi della mia felicità è che io non ho neppure un milionesimo di queste cazzate colossali in testa e non mi aspetto nulla, N U L L A dagli altri, sono un sano ed ecologico Do ut des! fino a quando dura.
Perché uno dovrebbe stare con una donna, a questa età? Mah, io non riesco a trovare delle gran risposte. Per quanto intelligente, brillante, etc. non è meglio di altre amiche. Certo, ora facciamo ancora del buon sesso. Ma è sufficiente? Prima o poi verrà a noia pure quello, il buon sesso lo possono fare anche altre femmine. Vivere il qui e ora. Io penso, alla fine, che sia bene così.
Autonomia e indipendenza, per me due valori sommi, hanno, come tutte le cose, anche dei contro, in questo caso di ostacolare i legami.

14 commenti:

  1. Questo è un post che si colloca tra il tristissimo e il patologico.

    Vi si afferma che nelle relazioni tra persone e quindi anche quelle tra uomini e donne, ci si regola sulla base della legge della domanda e dell'offerta, sono solo transazioni commerciali, dare e avere.

    Vi si nega che debba esistere un rapporto di... dai per semplicità chiamiamolo "amore" (filiale, amicale, romantico, etc) INCONDIZIONATO. Ovvero che si possa frequentare una persona anche senza che questa ci dia qualcosa in cambio, commisurata al "valore" del nostro tempo/dare.

    Per fortuna non ci credi nemmeno tu alle cose che scrivi, è solo una delle tue pose.

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  2. L'amore degli altri non è dovuto, ma di sicuro fa stare molto bene.
    Per questo è bello anche donarlo ad altri, l'amore/attenzione/affetto/cure, senza aspettarsi in cambio nulla. Non c'è obbligo nemmeno a donarlo, eh... ma in certe occasioni io lo faccio.
    Incondizionato, appunto, come dice Lorenzo.

    Mi fa tristezza leggere "Perché uno dovrebbe stare con una donna, a questa età?"
    Lo stesso, sappilo, vale per gli uomini (i maschi).
    Credo che la risposta al "perché stare con qualcuno, anche quando questo invecchia" non sia necessariamente razionale. Ma è proprio il legame che si instaura tra due persone che vivono insieme da tempo, il legame affettivo. Vivere insieme da tempo, rispettandosi, tenendo al proprio legame.
    Il sesso è importante ma non è tutto... il sesso contribuisce a consolidare un legame, per esempio. Ma è triste se, una volta esaurito il bisogno sessuale, non ci si cura dell'altro. Io lo trovo infinitamente triste.

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  3. E' un mondo strano. C'è gente che ogni giorno raccoglie con le mani la merda appena cacata dal cane e, guarda un po', tutto quello che da il cane in cambio è la manifestazione di "affetto".

    Comunque, analizzando lo UCoso-pensiero, in realtà il concetto chiave è che, qualsiasi sia la ragione per cui lui "sta con una donna", questo "stare" DEVE essere temporaneo, transitorio. Ogni volta che "sta" resetta il timer verso il successivo "stare".

    Mi azzardo a dire che questa "temporaneità" deriva da una idea del "divenire" abbastanza centripeta, rivolta verso se stesso, un se stesso che a quanto pare non ha bisogno di prendere qualcosa dall'esterno, dagli altri, ma "si basta e si avanza".

    Se sovrappongo questa interpretazione di UCoso a me stesso, devo concludere che per me è il contrario, ovvero per me la ragione per "stare con" qualcuno è lo stimolo intellettuale e il resto è relativamente secondario.

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    1. Interessante notare che siccome ci muoviamo, tutti i tipi di "stare" cambiano mentre noi cambiamo. Quindi il "timer" di UCoso interrompe il cambiamento in una certa direzione, a priori, per qualche ragione.

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    2. Sì, come se ci fosse un temporizzatore.
      Faccio fatica a vedere _civa vecchia quando non sta bene, ciò fa partire un processo di perdita di empatia.

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  4. Quando sono sotto carico divento poco incline alle relazioni, a volte scorbutico, cinico.
    Anche a me non piace questo utilitarismo. Noto che il sesso e l'ossitocina che ne deriva non riescono a creare un legame affettivo, come se si fosse rotto quel meccanismo.
    No, non piace neanche a me.
    Mi aspetto un qualcosa che vada in direzione dell'innamoramento, anche parziale, ma non arriva.

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  5. Lascia perdere l'innamoramento, che è cosa da ragazzotti. Prova a giocarti la carta della costruzione d'una qualche forma di complicità. Magari funziona.

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    1. Sempre discreto, con la tua presenza fine, educata.
      Grazie Messer Pigiatasti.

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  6. Secondo me, MrCoso, non hai capito il nucleo del discorso, ovvero UCoso non ha BISOGNO di questa relazione.

    E' una cosa in più, una cosa che inizia e finisce all'interno del sollazzo che gli può dare, se e quando e come glielo può dare.

    La parola "complicità" significa "qualcosa che è piegato insieme a qualcos'altro", due cose piegate insieme, che costituiscono un unico involto.

    Che è esattamente l'opposto di quello che ci racconta UCoso, ovvero che lui rifugge l'idea che due persone vadano a costituire una qualsiasi forma di "unità". Nel suo modo di vedere le cose invece sono come due corpi celesti su orbite differenti che occasionalmente si incrociano, intersecano le orbite e poi, esaurito il tempo/scopo, si allontanano.

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    1. Finché mi riesce, cerco di trovare aspetti positivi nelle cose.

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    2. La complicità... ovvero vogliamo chiamarla "progettualità".
      Ma a questa età, le progettualità fondamentali della coppia giovane finalizzate, sostanzialmente, alla riproduzione, non ci sono più.
      Perché matrimonio, la casa comune sono, di fatto, corollari della riproduzione.
      Ci potrebbe essere il tango (ma non balliamo così bene insieme) o altri tipi di progetti (professionali, ad esempio) attualmente assenti.

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  7. Allora, cambiando discorso, eccovi le bellezze della Milano meticcia, quella che secondo certi illuminati deve ancora colmare il divario col meticciato di Londra.

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    1. Preferisci la diversamente intelligente che si è messa col gioioso fratello spacciatore nigeriano squarta(cadaveri_delle)_clienti e poi si è fatta ingravidare?
      A proposito di cretine.

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