domenica 4 marzo 2018

L'orso (non siberiano) e il voto

Siamo andati su in montagna, oggi. Cinque ore di ciaspolata. Dure per le condizioni del manto e anche lo scarso allenamento. Però li io ritrovo fatica, impegno, silenzio. _civa ci ha provato poi, troppo duro per lei data la sua scarsa forma fisica, è tornata a valle e mi ha aspettato là.  Ho apprezzato questa sua autonomia silenziosa, composta, degna.
Poi anche una silenziosa soddisfazione di aver tirato il gruppo; al nostro poi se né è aggiunto un altro di cinque, Li ho portati in giro per il secondo e il terzo terzo della proposta. In silenzio, assumendomi la fatica, la piccola responsabilità e anche il sommo piacere di tirare la via: fatica bestia ma anche il piacere di fendere la neve vergine, intonsa. Notavo che nonostante fossi abbastanza schivo e silenzioso, mi trattavano un po' come ... il capo. :)
Mi è piaciuto andare al seggio ancora con gli scarponi e le ghette, la mia "divisa" da montanaro, da alpinista, almeno per il poco che riesco.
Ho ragionato un po' su come votare. Non c'è il mio partito quindi con una sorta di valutazione pro e contro. Considerando anche che le radicalità che mi piacciono avrebbero potuto correre il rischio di non diventate forze di governo. Allora una scelta per una proposta che ha qualche etica, un po' di radicalità e qualche probabilità per cambiare questo sfascio, questo abominevole progresso al peggio, la frantumazione sociale e la delinquenza sempre più grave diffusa da questi sinistranti pazzi invasati.
_civa mi aveva presentato il video a corredo, qualche giorno fa.
Ecco, io vorrei che questa grottesca finzione, questa cacca ricoperta di glassa del politicamente corretto, dopodomani venisse ridimensionata del 90%.
Da idee bacate in testa segue tutto quanto bacato.
In direzione uguale e contraria: indietro tutta!

8 commenti:

  1. UCoso, ci sei o ci fai?
    Tu vorresti che la "finzione" venisse ridimensionata. Dimmi, come pensi che possa succedere quando per (quasi) tutti la finzione non è percepita come tale ma come la "norma", la "realtà, il "dato di fatto".

    Questa è la Nazione che vuole suicidarsi in cui la capitale, quando vengono giù tre centimetri di neve, si blocca completamente, dove nessuno va al lavoro e si taglia in due l'Italia, passata la buriana si deve votare, si scopre che mille dipendenti dell'ATAC (azienda pubblica per per inciso ha tipo un miliardo e mezzo di debito) sono scrutatori o presidenti di seggio quindi non andranno al lavoro, ribloccando tutto un'altra volta. E va bene cosi, a nessuno sembra strano, che ci sia qualcosa che non va.

    Nel tuo blogroll c'è un elenco di imbecilli farneticanti da monumento in piazza e questi sono gli "intellettuali", perché gli altri "non perdono tempo con un blog", come mi disse un conoscente tempo fa ma si mandano l'un l'altro fotografie della minchia e della patata col furbofono.

    Infine, il voto. Guardavo cinque minuti fa la "mappa" dell'Italia, che è divisa in tre parti, come da manuale. Anche questa tripartizione senza speranza è "norma", "realtà", "dato di fatto".

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    1. Comunque, voglio ricordarlo cosi.
      Icona di una Italia supponente e provinciale.

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    2. Mappa del voto.
      Nota che ingrandendo l'immagine, Milano risulta "disomogenea" rispetto al circondario. IN MEGLIO, come puoi immaginare.

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    3. Sulla mappa del voto ci sarebbe un trattato di politologia regionale, da fare.
      Comunque anche le fedi pià ottuse e incrollabili, come quella cattocomunista in Emilia Romagna, hanno preso una scoppola, l'elettorato è sceso dai peri, dai fichi della metafisica e si è accorto delle menzogne catechizzate per anni. Qui è una batosta per i razzisti anti, per i cattocomunisti.

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    1. Cosa sarebbero senza il fantasma che li anima e che li perseguita?

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    2. Sarebbero fascisti, come i loro bisnonni.

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