sabato 31 marzo 2018

Un mio amico mi ha parlato di acqua vegana senza batteri

Sono salito da _cchia, mio coetaneo, uno di questi contadini, eroi quotidiani di un'agricoltura di montagna di eccellenza, biologica, sempre più ruotobastonata da ipernormazioni psicotiche, da mercati globali, da cibi di plastica, da mode cretine.
Un collega ed io abbiamo acquistato un capretto che ci ha preparato in due metà.
I vari ismi si combinano e ne esce un mondo sempre più grottesco, storto. I fondamentalismi anti si alleano e ne escono cose tossiche, orribili.
Ancora una volta, la destinazione del reddito è un atto politico o antipolitico, civile, o incivile, naturale, ecologico o artificializzante, di sofisticazione. Questi babbei 'gnoranti e invasati non sanno che in un gregge non ci può essere più di un becco o di un ariete. Ci dobbiamo riempire di questi scemi, come se di stupidità non ce ne fosse in giro già abbastanza.
Sono così felice di sostenere queste piccole, grandissime eccellenze, questi saperi, questa civiltà. Egli era felice di sapere che c'è qualcuno che apprezza quel lavoro, che lo considera importante quanto esso è.
Se fossimo nati erbivori saremmo manzi o capre o conigli.

67 commenti:

  1. Non puoi paragonare il capretto che acquisti tu, a quello che si vende nella GDA.
    Comunque Veronesi era vegetariano.

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    1. Infatti è morto di cancro. Molti non lo sanno.

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    2. Nelle zone radical chic nelle quali i due cretinismi "accoglienza senza se e senza ma" e "veganesimo" convivono giulivamente, non mi pare che le piccole menti scadenti si siano poste il problema elementare di come nutrire i donirisorsericchezzemulticulturalismifratelligioiosidellislamreliogionedipacescappanodalleguerrecipaganolepensioni considerato che questi non sono affatto vegetariani e tanto meno vegani.
      Evidentemente l'aritmetica della terza elementare sfugge, per difficoltà a questi stupidi invasati.
      Le masse xeno ovviamente poi si appecoronano ai templi del consumismo di massa, compresa la GDO, mica vanno a prendere il capretto bio dal cuntadein bio di montagna.

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    3. Larissa, Tiziano Terzani ricordava una ovvietà che nei tempi di oscurantismi e di vagolamenti ideologici è una grande saggezza: NON è che moriamo perché abbiamo l'infarto o il tumore, MA abbiamo l'infarto, il tumore e il coccolone perché dobbiamo morire.

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    4. Moriamo perché qualcuno con nome e cognome ha deciso di farci nascere, pur sapendo come va sempre a finire.

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    5. Noto un pessimismo profondo, MKS.

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    6. Non è pessimismo, è osservazione della realtà. Direi che l'affermazione che ho fatto non si può negare se non arrampicandosi sugli specchi di sofismi inconsistenti.

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    7. Grazie MKS.
      Splendida musica e bel canto.
      Se i genitori di Stefano Landi, nel 1587, e degli interpreti, non avessero commesso il fattaccio ;) ci saremmmo persi 'sto ben di Dio.

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    8. > Non puoi paragonare il capretto che acquisti tu, a quello che si vende nella GDA.

      Mangiare molta carne non è affatto necessario.
      Mangiare un po' di carne ecologica ed etica (e quindi più costosa) è certamente più necessario e utile, benefico del 98% degli oggetti e servizi posizionali di massa.

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    9. Io la penso alla maniera diametralmente opposta ai vegani. Ovvero, non mi importa il mangiare la carne ma fosse per me bisognerebbe cacciare gli animali con le proprie mani (o ucciderli se allevati) per conoscere le cose e metterle in prospettiva.

      Lo stesso vale per il tofu, per inciso, bisognerebbe dissodare il campo, seminare la soja, raccogliere, immagazzinare, preparare, fermentare, eccetera e poi mangiare il tofu.

      Per me il problema tanto dei "carnivori" che dei "vegani" è che (quasi) nessuno tocca con mano da dove vengono le cose.

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    10. Mio padre è morto di cancro ai polmoni. Fumava molto. Il medico che lo curo' mi disse: suo padre era un predestinato a morire di cancro. Il fumo gli ha abbreviato la vita. Tutto qui.
      So bene che è destino. Ma forse avrebbe vissuto qualche anno in più
      Se Senna non sarebbe stato un pilota di formula uno sarebbe morto giovane? Per me no. Quello che è successo a Schumacher è stata sfortuna, fatalità o il destino? Non lo sapremo mai. A volte il destino lo creiamo noi.

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    11. Moriamo di cancro perché dobbiamo morire e non moriamo perché abbiamo il cancro.
      Era Terzani che sottolineava questo fatto (ovvio) oggettivo, Larissa.

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    12. Non è vero. Si muore quasi sempre per qualcosa, cancro o meno, certamente per qualche motivo di salute. È scientificamente provato. Le autopsie lo dimostrano. Solo sulla morte non ci sono dubbi....Ovviamente. :)

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    13. Larissa, forse non mi sono spiegato bene.
      Supponi che tu riesca a curare la patologia abc: vai avanti ancora due anni, poi ti arriva il problema def: nel frattempo il tuo corpo-mente è ancora invecchiato due anni. Passa del tempo e arriva il morbo ghi oppure, semplicemente, caschi uscendo di casa, sulla brina della notte e una costola fora il polmone...
      Insomma, la morte ci aspetta e si manifesta in una perdita delle capacità funzionali, in un mancato o più lento rinnovo di intere classi di cellule, di tessuti relativi.
      Abbiamo un tempo finito e questo si manifesta con alcuni problemi via via più gravi. Alla fine ciascuno di noi morirà.
      Supposto di curare le infezioni batteriche, ecco che appaiono i morbi neurologici, curi i morbi neurologici, perdi la respirazione e così via in un peggioramento continuo.
      Sono segni di senescenza, di anzianità che indicano che l'apice funzionale è da tempo passato e si consuma, minuto dopo minuto, il numero finito di minuti che ciascuno di noi ha a disposizione.
      Come scrivi, sulla morte non ci sono dubbi.
      Quindi abbiamo dei morbi, dei problemi perché... sono gli strumenti a disposizione del mondo per farci morire.

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    14. Cosa significa "Anche un DNA"?
      A cosa si riferisce lo "anche"?

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    15. Leggi attentamente. Non far finta di non aver capito. Non sei un biologo?😁

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    16. Non sono un biologo. Continuo a non capire.

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  2. UCoso, il "veganesimo" e lo "anti-specismo" sono stati concepiti sempre negli anni '70, sempre negli stessi ambiti, come parte della strategia generale di scardinamento e annientamento di cui scrivo sempre.

    Ti correggo, non è solo che nel gregge ci può essere un solo ariete, è che tutto il gregge NON ESISTE se non c'è l'uomo che lo sviluppa tramite eugenetica partendo da ruminanti selvatici e poi fabbrica gli ovini come materia prima e prodotto di consumo. Ovvero, se le pecore e le capre non fossero usate come risorsa alimentare CESSEREBBERO DI ESISTERE.

    Il "vegano" continua ad ignorare che la "natura" non solo è ostile ma che quello in cui viviamo noi è un contesto del tutto artificiale e artificiali sono tutti gli animali domestici e anche molti di quelli pseudo-selvatici (es, selvaggina introdotta).

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    1. A proposito del "se fossimo nati..."

      Mi viene in mente un altro solito discorso stereotipato, quello del "te sei fortunato ad essere nato in Italia, se fossi nato da un'altra parte saresti profugo anche te".

      La mia risposta vale tanto per le capre che per le persone. Io sono quello che sono perché ho ereditato, nel bene e nel male, dagli avi.

      I miei avi arcaici erano scimmie che andavano in giro a raccogliere insetti e noci da terra per metterseli in bocca. Non erano tanto diversi dalle capre. Per qualche motivo però col tempo hanno sviluppato capacità mentali di astrazione e capacità manuali per fabbricare strumenti. Cosi facendo sono riusciti a sottomettere l'ambiente alle proprie necessità ed ambizioni.

      Lo stesso vale per l'Italia. I miei avi antichi vivevano nelle capanne come gli antenati dei "profughi". Ma col tempo hanno sviluppato conoscenze e capacità con le quali hanno sottomesso (a volte sono stati sottomessi) altri popoli. Se oggi il "vegano" va al centro commerciale col SUV a comprare il tofu mentre il "profugo" mangia il pappone con le mani seduto nella polvere, non è questione di fortuna, la differenza sta nelle imprese, nei successi e nei fallimenti ereditati dai rispettivi avi.

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    2. Sì, Lorenzo: essi nn ammettono neppure le greggi dispositivi di barbaro sfruttamento e violenza degli assassini umani nei confronti di pecore e capre blablablablabla ma allo stesso tempo vorrebbero salvare i capretti e gli agnellini bellini pucci pucci cicci cicci cuoricini. Mah.

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  3. Ecco un video che dovrebbe mettere in prospettiva tanti discorsi eco-ambientalisti ma che non lo farà sempre per la solita ragione ovvero che la gente è inadeguata all'argomento.

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  5. Segnatevi in agenda che il primo di settembre si celebrerà la festa musulmana del sacrificio e migliaia di capretti verranno sgozzati in nome di allah. E come tutti gli anni i vegani si gireranno dall'altra parte..

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    1. Sarebbe interessare misurare il tasso di incidenza del veganesimo in quelle associazioni non governative scafiste. Potrei non sbagliare a pensare che sia superiore alla media,

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  6. In verità ti dico che la macellazione secondo i precetti dei Musulmani prevede che l'animale sia dissanguato da sveglio. Non in occcasione delle feste, sempre.

    Come puoi leggere qui.

    Se tanto mi da tanto, il legislatore ha approvato un regolamento che consente ai Musulmani di fare come gli pare in loro stabilimenti appositi, perché i primi tempi capitava che sgozzassero animali sul balcone di casa, considerando "impura" la carne venduta nei nostri negozi.

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    1. Le uguaglianze disuguagliativem eh!?
      Ma per i sinistranti razzisti anti non dovremmo essere tutti ugualizzati? Ma poi ci sono le leggi in deroga per i mussulmani, per i vegani, per gli lgbt, per i pastafariani, per gli adoratori della lippa muppa.

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    2. Pensa che la prima volta che siamo andati in giro qui, dove ci sono "i leoni", era il Kurban Bayram (la festa del sacrificio). Nel posto dove eravamo (Cappadocia, bellissima, tra l'altro) siamo scesi dalla macchina e lì vicino c'era una pozzanghera di sangue, che avevano appena macellato una pecora (si poteva vedere l'animale esangue in terra)...

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    3. Sembra l'inizio di un film americano tipo "The Hurt Locker".

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  7. A proposito dell'acqua vegana.
    Anni fa ogni tanto andavo a pranzo presso una palestra "per fighi" dotata di bar. Tralasciamo il fatto che la palestra aveva la funzione di luogo di incontro come la milonga UCosica. Mi ricordo che vendevano bottigliette d'acqua con su scritto "acqua delle isole Hawaii". Di recente alla Coop mi sono imbattuto nel "sale dell'Himalaya" (quello rosa).

    Per i lettori vegani, ecco dove si trovano le Hawaii rispetto all'Italia.

    Ed ecco dove si trova l'Himalaya.

    Pare che nessuno si faccia venire in mente il dubbio sul senso che può avere portare l'acqua "minerale" e il sale, due risorse che fortunatamente non ci mancano, dall'altra parte del mondo SOLO PERCHE' FA FIGO. Il tutto mentre a questo mondo ci sono bambini che raschiano lo zolfo con le unghiette dall'interno dei vulcani per rivenderlo e compare il pane.

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    1. Il dubbio richiede discernimento e il discernimento non è compatibile con i dogmi, con le mode.

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    2. Qui vendono l'acqua delle Fiji. Va beh, anche il sale dell'Himalaya... Ma è che siamo nella capitale. Se vai nelle zone rurali dell'entroterra, ovviamente trovi quasi solo prodotti locali. E osservi gli schemi di vita tradizionali (donne col fazzoletto a zappare nei campi, uomini in giro a fare non so cosa e bere il thè).
      Però, nell'entroterra, credo che comunque antenna parabolica e cellulare li abbiano in molti.

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    3. Praticamente come il Veneto, solo a ruoli invertiti.

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    4. bulutn, anche il paese in cui vivi si trova in un bel pentolone in cui bollono molte cose contrastanti.
      Consumismo e moralismo, tradizione e modernità, tendenza alla secolarizzazione e restauro islamico.

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  8. A proposito delle "mode", che non sono affatto "spontanee", sul mio blog scrive un commentatore chiedendo se ho letto un libro di Juval Harari.

    Ho dovuto cancellare la mia prima risposta che era un po' inconsulta. La persona in questione è uno "storico" (virgolette) famoso in certi giri.

    Uno dice vabè, sarà come Yoram Gutgeld, il consigliere economico di Renzi, uno che sfruttando un certo tipo di mafia etnica si fa strada nei giri che contano. O uno come Saviano, che filosofeggia delle tragedie italiche da un attico a Central Park.

    Eppure no, la persona in questione, oltre ad essere "storico" di fama, oltre ad appartenere ad una certa etnia, sempre la stessa, guarda caso è anche "vegano" e "sposato" con un uomo.

    Adesso, si potrebbe correlare l'altro mio post dove si racconta di come la "maria" sia diventata "chic" e che faccia parte dello "stile di vita in continuo crossover".

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    1. Fa un po' specie dirlo in questa maniera, ma, se c'è una cosa che apprezzo di qui, è che certe "mode" non casuali sono meno radicate, o addirittura ostacolate. Ovvio, dipende dall'ambiente in cui si è. Per esempio nei circoli internazionali tutto si fa meno che andare contro tali tendenze (e io qui ne vedo un sacco di persone di tali organizzazioni internazionali, che tra l'altro mandano i loro figli alla stessa scuola dei miei e l'organizzazione sostiene il 75% delle spese... con che soldi? dico io... scuole da 1000 Euro al mese a bambino).
      È interessante come i più spinti nell'ideologia sono gli anglosassoni che vedo. Ma anche l'elite internazionale dell'Asia centrale. Però, quando non sono elite diplomatica ma solo uomini d'affari il discorso pare cambiare (dai dati sperimentali che ho, chissà se sono rappresentativi).
      Della serie che, dal punto di vista della sensatezza, quasi quasi l'ambiente qui sembra più sano che quanto vedo ogni anno tornando in Italia...
      Anche se ovviamente è solo uno degli aspetti della realtà di vivere qui.

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    2. Lo dico sempre a UCoso che gli USA sono il Primo Esperimento delle elite apolidi. Le elite apolidi che hanno realizzato il Primo Esperimento venivano dall'impero britannico, di cui gli USA sono una colonia.

      I casi recenti sono persone come Soros, uno che si è arricchito affossando la Sterlina inglese.
      I casi precedenti sono gente come I Rothschild.

      E questi sono nomi che conosco perché arci-noti, chissa quanti ne esistono di cui non ho mai sentito parlare.

      Poi mi rendo anche conto che quando si uniscono i puntini esce un disegno che ricorda certi eventi del primo Novecento. Quindi lascio al lettore unire i suoi puntini.

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    3. Riguardo ai "circoli internazionali", se chi ci vuole male sono le "elite apolidi", è ovvio che siamo contesti contigui se non sovrapponibili.

      Non mi sembra una soluzione al problema andare a vivere in mezzo ai tagliatori di teste, i quali non si limitano ad ostacolare le mode, sono l'immagine speculare del problema delle elite apolidi, lo stesso problema col meno davanti.

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    4. > un sacco di persone di tali organizzazioni internazionali, che tra l'altro mandano

      Alcune di queste organizzazioni parassitarie internazionali arrivano a consumare il 75% delle risorse per esse stesse.
      Manco 'n'euro!

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  9. A parte che ignoravo l'acqua vegana, dato che da decenni bevo quella del rubinetto, dimostrando forse più sale in zucca, almeno su questo aspetto di tanti carnivori che salgono sul pulpito qua come altrove. Questa acredine contro i vegani è parimenti una moda, perchè altrimenti tutti quanti voi soloni, se vi stesse realmente caro il buonsenso vi dedichereste a criticare gli interventi dei bracconieri,dei selezionatori a rimborso spese, delle categorie di animali selvatici impropriamente messi in ambienti dove non hanno antagonisti o di quelle comunità che prima prendono i finanziamenti per avere gli orsi, poi scoprono che non gli piacciono più e li fanno abbattere.

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    1. Caspita, ecco che bere l'acqua del rubinetto (da decenni eh, mica pizza e fichi) è impresa da "eroe del socialismo".

      Sai perché io bevo l'acqua del rubinetto? Perché sono troppo pigro per qualsiasi altra soluzione ma essendo io scemo, non mi è mai passato per l'anticamera del cervello che fosse una cosa di cui vantarsi.

      Acredine contro i vegani, dici...
      Vediamo se ho capito, i vegani sono personcine umili che stanno per conto proprio e vivono coerentemente coi propri principi ma noi "soloni" nazifascisti li perseguitiamo andandoli a scovare nelle catacombe dove i poverini si nascondono.

      Praticamente lo stesso per tutte le "mode" sventagliate in giro negli anni '70, come che ne so, l'uso ricreativo della droga o la scuola "politica" da cui devono uscire robot semi-analfabeti o la anti-morale sessuale di cui anche UCoso qui fa sfoggio.

      Fatta la tara dei "vegani" che sono solo gente che esegue un programma come una macchina, il punto facilmente verificabile è che noi viviamo in un ambiente completamente artificiale e gli animali che ci vivono insieme a noi sono altrettanto artificiali. La pratica di eliminare specie viventi e introdurne altre non è recente, risale alla preistoria ed è stato il mezzo con cui gli esseri umani si sono diffusi su tutto il pianeta.

      Ora, il "vegano" si vergogna di essere umano cosi come si vergogna di essere italiano. La reazione psicotica è la stessa, ovvero la cancellazione degli esseri umani cosi come la cancellazione degli Italiani. Per sostituirli con creature di fantasia, nel primo caso gli "animali" o la "natura", nel secondo caso i "profughi" o "i buoni selvaggi".

      Quello che non funziona è la stessa obiezione che faccio a UCoso quando tira fuori la analoga tiritera, di cui non è consapevole, sulla demografia. Il "vegano", se fosse coerente, si dovrebbe suicidare, liberando spazio per la "natura" e cessando di imprimere la sua "impronta" sul mondo. Perché non esiste un "vegano" che viva raccogliendo le noci da terra, non è mai esistito, anche i nostri antenati scimmieschi avevano una dieta onnivora, basta guardare i denti. Quindi il "vegano" che favoleggia di diete basate sui legumi ed altre prelibatezze, non si fa venire il dubbio di come si fa a produrre quelle cose. Tipo che bisogna disboscare, irrigare, concimare, irrorare con pesticidi, raccogliere (con gli schiavi o con le macchine), conservare, trasportare, distribuire, tutte cose che in "natura" non sono possibili.

      Riguardo gli orsi, è un bel giochino. Dove abito io ci sono 420 persone per km quadrato. Ovvero siamo molto ma molto oltre la possibilità di sostenerci anche con l'agricoltura intensiva. Figurati se possiamo avere gli orsi in giro. Non c'è spazio nemmeno per la gente a meno di non disporsi in strati ordinati.

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    2. Oh ma io bevo l'acqua del rubinetto!

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    3. Lorenzo vai a spigolare!

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    4. Attività che sarebbe ammirevole, ovvero raccogliere i semi caduti in terra durante la mietitura. Eviterebbe lo spreco alimentare alla radice.

      Peccato che i campi che vedevo dalla finestra da bambino non ci siano più da molti anni. Sono anche io un "ragazzo della via Gluck".

      Però Sara, non sarebbe bello se un giorno tu fossi baciata da un principe azzurro metaforico e ti svegliassi dal sonno della Bella Addormetata?

      Ti do un indizio, leggi qui:
      « Se non c'è giustificazione morale all'ignorare la sofferenza quando è presente – ed essa è presente nelle altre specie – che cosa dire del nostro atteggiamento nei confronti di queste altre specie? Richard Ryder […] usa il termine speciesism («specismo») per definire la nostra convinzione di aver diritto a trattare i membri di altre specie in una maniera che non sarebbe ammessa per i membri della nostra stessa specie. Il termine […] rende bene le analogie tra questo atteggiamento e il razzismo. Il non razzista farà bene a tenerle presenti quando è portato a difendere il comportamento umano nei confronti dei non umani. «Non dobbiamo preoccuparci della condizione della nostra stessa specie prima di occuparci delle altre?» si chiederà, magari, il non razzista. Se sostituiamo «razza» a «specie» vediamo che si tratta di una domanda che è meglio non porsi. «È adeguata, dal punto di vista della nutrizione, una dieta esclusivamente vegetariana?» è una domanda che richiama alla mente l'argomento del proprietario di schiavi secondo cui lui e tutta l'economia del Sud sarebbero andati in rovina senza il sostegno della manodopera schiava. C'è perfino un parallelo con gli scetticismi e i dubbi circa le sofferenze degli animali, perché secondo alcuni schiavisti c'era da dubitare che i negri soffrissero nella stessa misura dei bianchi.»
      Peter Singer, Le sofferenze inflitte agli animali (The sufferings of the Animals, Oxford, 1973).

      Da cui "no borders" in tutti i sensi, frontiere tra Stati, barriere tra persone, differenze tra persone e animali. Siamo tutti uguali.

      Non che io mi illuda che qualcuno qui riesca ad unire i puntini, eh...

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    5. sara, gli esseri umani non possono che essere onnivori.
      Non possono essere erbivori (vegetivori/vegani) e nemmeno carnivori.

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  10. Avrei voluto/dovuto scrivere una pagina.
    _civa, un po' stufa degli auguri pucci puccini pucciosi che giravano via What's App, nel a inviato una sorta di auguri antipuccipucci in cui (non l'ho visto) con qualcosa tipo cucciolo o pulcino che viene spiaccicato.
    Peccato che... i due maestri di tango del lunedì siano vegani apparentemente non così fondamentalisti.
    Si sono ritenuti offesi e l'hanno espulsa dal corso.

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    1. > che giravano via What's App, nel
      -> che giravano via What's App, nel gruppo di tango,

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    3. Lorenzo4 aprile 2018 10:43

      Ma va? Che strano che ci siano i "vegani" al tango, eppure sono tutti li a scimmiottare tagliagole sudamericani... Per dire, l'asado.

      Che mondo di pagliacci.

      Comunque, indovina un po' come mai io non ricevo auguri pucciosi via uazap. Gli storici inglesi diranno che è perché sono antipatico invece dipende dal fatto che non ho uno scemofono e non uso uazap.

      Errata corrige: "ma invece".

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    4. > Per dire, l'asado.

      Beh, 'spetta: non è che per ascoltare un pezzo di Mozart non devi lavarti e coprire i tuoi olezzi con dei profumi e il tuo capo con un parruccone.

      Ahaha, pure io sono proprio contento di non essere su uozap e di girare, il 95% del mio tempo con il cipollo Nokia rudimentale, minimale. :)

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    5. Per ascoltare un "pezzo" di Mozart SENZA SAPERE O CAPIRE qualcosa, no, non serve sapere o capire o ricordare niente.

      Che è parte del Piano, gli Scozzesi che mangiano il pollo al curry o le tortillas, vestiti con pantaloni sbracaloni e mutande in vista da "rapper".

      Uno che va alla "milonga" per giocare alla mite pastorella non è interessato alla pastorizia. Ma non è un "dato di fatto", è un comportamento condizionato.

      Viceversa, io quando studio una cosa cerco di imparare quanto più posso sul contesto, per abbracciarne quanti più aspetti possibile. Idealmente dovresti studiare il tango in Argentina (?), il Karate in Giappone, Mozart in Austria, eccetera.

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    6. A proposito dei pantaloni sbracaloni e le mutande a vista, come capita con le bretelle del tango, in origine era l'abbigliamento dei carcerati, ai quali venivano tolte stringhe e cinture. Da li la moda "da duro" è passata prima alla "comunità nera" americana, che se non era il carcerato era il pappone con cappello con le piume. Dalla "comunità nera" è passata alla "moda" per via del solito riflesso condizionato del "buon selvaggio" per cui il nero del ghetto è intrinsecamente superiore, fisicamente, mentalmente e moralmente al comune ragioniere e il tamburo tribale a Mozart.

      E questo ci riporta al gioco della mite pastorella e al fatto che si debba conoscere una cosa invece che "fruirne" semplicemente.

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    7. > tagliagole sudamericani

      Il tango si sviluppò sulle coste dell'estuario del Rio de la Plata, principalmente a Montevideo e a Buenos Aires, in un contesto di popolazione immigrata da poco, eterogenea, spesso ai margini della società o nei suoi settori più disagiati.
      Oltre alla criminalità che certamente caratterizzò questi segmenti sociali e ai fatti di violenza relativi (tra i quali accoltellamenti, ad esempio) non ci fu alcuna ritualizzazione né ideologicizzazione come è successo per i barbari islamici sunniti (wahabiti, salafiti, etc.) di riti o metodi di combattimento consistenti nello sgozzamento /tagli di gola di massa.
      Perché associ il termine "tagliagole" ai primi ambienti tangheri?

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    8. Il tango è una danza "carnale" che per sua natura non appartiene alla "società bene" dell'epoca ma chiaramente ai bassifondi. Un po', se vuoi fare un paragone, come il primo jazz negli USA, che non si suonava certo nei salotti e ai ricevimenti del jet set di Boston ma nelle bettole del sud riservate ai neri.

      Non è questione di "violenza" concreta ma di "modelli". Ovvero, se tu sei un giovinotto che vuole incontrare giovinotte in un barrio malfamato, non ti atteggerai a skipper di uno yacht col golfino sulle spalle ma ti atteggerai a guappo. Idem, la giovinotta non si atteggerà a "figlia di maria" ma a sciupamaschi. Il fatto che poi uno sia "guappo 'e cartone" non cambia rispetto al simbolismo.

      Apro una parentesi su quello che ti chiami "ritualizzazione". Ti serve una prospettiva storica. L'Islam esiste SOLO in funzione della sottomissione dei popoli e quindi non è solo religione ma anche manuale militare, in un contesto di conflitto tribale, è un contesto completamente differente da quello che noi ereditiamo dalla tradizione romana del SPQR, che da quella ebraica e cristiana, dove ebrei si nasce e cristiani si diventa col comandamento di amare il prossimo come se stessi. L'Islam "sofisticato" o "filosofico" è una delle tante fantasie "progressiste" che più che avere un senso positivo ha un senso negativo, ovvero quello di sminuire il MedioEvo europeo, contrapponendo le corti islamiche sofisticate della Spagna con la rozzezza dei Franchi e genti analoghe.

      Ora, i nostri tagliatori di teste islamici non fanno riferimento alle corti spagnole, che erano decadenti ma fanno riferimento alla prima fase di espansione araba, tornano indietro come fai te con la tua FINTA musica "nordica", verso un passato leggendario che per loro incarna insieme "virtù guerriera" e "purezza ideologica".

      La ragione è che guardandosi intorno vedono che l'Islam è controproducente, ovvero che le società islamiche non riescono a stare al passo coi tempi. Hanno due opzioni, guardare avanti ammettendo che ci sono certi problemi strutturali, oppure guardare abbastanza indietro da semplificare cosi tanto che c'è una soluzione facile ed immediata per qualsiasi cosa, ovvero se sei abbastanza "fedele", erediti la Terra, passando sul cadavere di tutti i nemici.

      In questo schema i "nemici" sono obbligati, sono tutti i non-islamici, come ai tempi di Maometto e in particolare gli eredi di quelle culture, imperi, potenze che si opposero nella antichità all'espansionismo arabo. Erdogan in Tuchia continua a festeggiare la Presa di Costantinopoli con tanto di figuranti in costume e gli altri rimettono in scena episodi più arcaici tipo la caduta dei regni visigoti o della Siria, oppure la parentesi delle Crociate (che è un termine moderno ma sorvoliamo).

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    9. Tornando a bomba, l'impiegato vegano e depilato che scimmiotta il giovinotto del barrio che a sua volta scimmiottava il guappo locale, secondo me fa abbastanza ridere. Perché è tutta una commedia, via via più grottesca mano a mano che aumentano i livelli di separazione.

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    10. Beh, il tango non è così caricaturale, Lorenzo ovvero non lo è in molte milonghe (in alcune trovi alcune caricature estetiche).
      Per il resto posso convenire su un atteggiarsi e alcune osservazioni che caratterizza tutti gli ambienti caratterizzati da una forte passione.

      Tornando a bomba, non (mi) hai spiegato perché associ il termine "tagliagole" ai primi ambienti tangheri.

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    11. Si che l'ho spiegato solo che tu non l'hai letto e/o capito.

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  11. Lorenzo tu sei acido, non sei antipatico.

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    1. Sara, se credi mi puoi dire quando e perché mi sbaglio. Il resto mi è indifferente.

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  12. Non male anche la figlia vegana che, non sopportando la madre che cucina il ragù, la minaccia di ammazzarla col coltello in pancia.

    Lorenzo ha ragione quando osserva che è uno scardinamento così estensivo che va ad impattare la cultura del cucinare il cibo, che è la seconda più importante dopo la cultura di come produrre il cibo (l'agricoltura, pastorizia, etc.).

    http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2018/04/06/news/fa-il-ragu-minacciata-dalla-figlia-vegana-1.16675773?ref=hfmomoea-1

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    1. UCoso, cito l'articolo che hai collegato sopra:

      "Una donna disoccupata che vive ancora con la madre ma che nel corso degli anni ha sviluppato una sua consapevolezza alimentare e verso il mondo animale".

      Qui siamo di fronte a molteplici livelli di perversione, quelli relativi al "sociale" e quelli relativi allo "individuale".

      Cito un caso di qualche tempo fa, letterina pubblicata da Concita scritta da una laureata che non trova altra occupazione che fare la "operatrice culturale" in un "centro di accoglienza". La signora in questione è innamorata di un migrante-profugo-rifugiato-risorsa-nuovo italiano che la fa sentire amata e protetta ma la famiglia avversa questo amore. Si scopre poi che la madre è un sindaco del PD la quale, intervistata alla Zanzara, afferma che il "dovere di madre" viene prima dell'impegno politico. Tradotto, il "meticciato" è fico solo quando si tratta delle figlie degli altri.

      Un altro caso clinico da manuale è la famosa insegnante (?) No-TAV e AntiFA che viene ripresa mentre insulta la Polizia urlando come una pazza, da cui poi si scopre che ce ne sono tante altre come lei, insegnanti (?) che rivendicano non solo il dovere di "militare ideologicamente" a scuola ma di "militare concretamente" nel "privato", perché la resistenza ce l'ha insegnato, uccidere un fascista non è reato (anzi, è un dovere, come la Jihad per i Musulmani).

      E qui, guardando in questa finestrella, vedo te coi tuoi "eccessi", vedo Sara renziana e "mamma del gatto", vedo un Francesco che cerca di zittirmi con la storia della pensione di mia mamma (ovvero, non sei "uomo di successo"), eccetera eccetera.

      TUTTE le cose che ho scritto non sono "fenomeni spontanei" ma il risultato di un progetto disegnato a tavolino e che ha come scopo la riduzione dell'essere umano al minimo comune denominatore (uguali) e a monade isolata (liberi).

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    2. Siamo davanti alla evidenza che la gente è condizionata in modo che non abbia memoria, che non abbia competenze, che non abbia la percezione dei paradossi, che non riesca a mettere in fila un ragionamento logico, che soffra per centomila perversioni imposte e che cerchi sollievo nella "appartenenza" e/o nel rifugiarsi in comportamenti meccanici e stereotipati, ovvero rituali.

      Voglio dire, chi ha scritto l'articolo sulla "vegana che minaccia la madre col coltello" non riesce a mantenere una sintassi accettabile (ha sviluppato... e verso) e usa un lessico privo di qualsiasi significato (mondo animale), esattamente come fa, che ne so, una signora Boldrini quando dice "bisogna riportare tutto al centro, a 360 gradi".

      Se manca la lingua non è un caso, serve per impedire che si formi il pensiero e viceversa, manca il pensiero e quindi non si padroneggia la lingua.

      Ma al "popolo unico, meticcio, integrato", non serve una vera lingua, non servono i congiuntivi, non serve Platone. Basta la lingua franca degli angiporti, quella che, tornando all'altro post, parlano i personaggi degli show televisivi, che sono "simili" ai ragazzi.

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  13. A proposito del Piano, ecco una foto del sito CNN che rappresenta Saint Moritz, 1800 metri sul mare, in Svizzera. Sullo sfondo ci sono le alpi e la neve. In primo piano due piatti di pesce, che per inciso secondo me non è nemmeno del Mediterraneo.

    A me farebbe ridere se non fosse che la signora del rifugio la settimana scorsa mi diceva che la gente non si accontenta nemmeno dei sette secondi domenicali ma vuole cose più "fusion".

    Sono cose che vengono introdotte in maniera prima sottile e poi a colpi di mazza, un po' come l'articolaccio di oggi di Repubblica che racconta di una bimba che si mette le scarpe di spiderman del fratello e che cosi combatte la società patriarcale coi suoi ruoli di genere "sessisti". Se penso che mia nipote ha voluto la bicicletta rosa confetto, quasi quasi corro a denunciare i suoi genitori fascisti.

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    1. La cultura del preparare il cibo è, come osservavo sopra, seconda solo a quella di produrlo.
      Io sono più pessimista di te: ritengo che le elite sfruttino il conformismo appiattente delle masse per poterle tenere appecoronate e sfruttabili. Ma, d'altra parte, c'è una tendenza diffusa cialtrona, pigra, di sciatteria anche sull'alimentazione.
      Insomma, molte persone scialano ore e ore nelle reti sociali e poi non dedicano che pochi, esigui minuti al cibo.
      Se fosse solo questione di vertici parassitari e manipolanti, sarebbe facile: butti via i vertici e tutto torna perfetto.
      Invece l'abbrutimento dipende anche da altri fattori, non ultimo l'artificializzazione da inurbati, masse sempre più grandi che anelano alla merda fusion e lo considerano fico.
      Mah.

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    2. > una bimba che si mette le scarpe di spiderman del fratello
      > e che cosi combatte la società patriarcale coi suoi ruoli di genere "sessisti"

      Qui il ruolo di plagio della cacca progressista è evidente. Anche qui, però, c'è una sorta di entropia di base: essere ugualizzati, conformi, mediocri, indistinti è odiato e desiderato più di ogni altra cosa: puoi spegnere discernimento, responsabilità e respons-abilità.
      Ecco le teorie ugualiste, dei radical chic progressistoidi di Repubblica: mode e baloccamenti ideologici da pseduo intellettuali da salotti di fuori dal mondo propinate come cose buone e giuste.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.