giovedì 5 aprile 2018

Emigratis

UnBipedinone ha voluto vedere, lunedì sera con _zzino, via web, una puntata di Emigratis.
_zzz ed io eravamo dietro di loro.
Una sorta di iperbole picaresca contemporanea: due giovanotti foggiani (se ho capito bene buona parte delle gesta avvengono all'estero) che si atteggiano a buzzurri  in modo tanto esagerato da diventare mostri (soggetti/oggetti da essere in mostra).
Una miscela molto attraente per dei ragazzi (diverte la rappresentazione di ciò che è simile):
  • pochi soldi (scroccare tutto)
  • belle fighe
  • discoteche, musica
  • frequentazione di VIPpastri vari
  • buon cibo e ristoranti sciccosi
  • rutti e versi
  • battute volgari, sessiste e politicamente scorrette
  • vestiario e accessori eccessivi
  • gergo giovane/ilistico
  • seduzioni grottesche, goliardiche.
Mmh, sono perplesso. Certamente è un modello basato sull'abrutimento e non è che abbiamo proprio bisogno di abrutimento. Dall'altra mi chiedo se non sia peggio isolarli da questo. Intervenire con dei prediconi? Stasera, semplicemente, gli dirò che è estremamente esagerato e rozzo da essere interessante ma che il  mondo non è così e l'eccellenza è molto più difficile e assai meno spettacolare.
Poche parole, perché il predicone risulterebbe controproducente.


30 commenti:

  1. Secondo me, visto che tempo fa festeggiavi il fatto che UCosino era diventato "uomo", i buoi sono scappati dalla stalla da un pezzo.

    La frase più devastante di questo post è:
    "diverte la rappresentazione di ciò che è simile".

    In vita mia non ho mai frequentato qualcuno, giovane o vecchio, che fosse vagamente "simile" ai personaggi del sopracitato show. Significa che non conosco nessuno, ne figli di nessuno, che sono "simili". Ergo, torniamo al "dato di fatto" che in realtà è un progetto.

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    1. Ah, per la cronaca, in gioventù sono stato "saccopelista" ovvero giravo con gli amici all'estero con lo zaino e due lire in tasca. Giravo esattamete come giro adesso, scusi permesso, grazie prego, buongiorno buonasera e nello zaino avevo pantaloni lunghi e camicia, non solo mutande e canotta.

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    2. > La frase più devastante di questo post è:
      > "diverte la rappresentazione di ciò che è simile".

      Forse non posso scrivere "Mi meraviglio della tua meraviglia"...
      Mi devasta la tua devastazione.
      Veramente nulla di nuovo sotto il sole, Lorenzo.
      Anche se non fa piacere, è così da sempre in ciò che attiene "il circo".

      Devo dire che anche io ero molto più discreto di mio figlio, nonostante egli sia abbastanza discreto, anche se con qualche svarione picaresco, di tanto in tanto, un paio li riportai in questo diario.

      IO sono stato meno severo/austero nell'educazione di mio figlio di quanto fossero stati i miei con me. E anche mio figlio è meno riservato/educato di quanto fossi io.
      Purtroppo. O per fortuna.

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    3. No, non ci capiamo.
      Qui tu stai dicendo che tuo figlio è assomiglia ai subumani del video.

      Io non sono mai stato cosi da ragazzo, nessuno dei miei amici, eppure vivevamo tutti accatastati nella periferia infame, nessuno dei figli dei miei amici è cosi ancora oggi.

      Quindi, delle due l'una. O non è vero che tuo figlio somiglia ai subumani (come mi auguro) oppure è vero. Se è vero, non è qualcosa di "normale" o che "succede", è qualcosa che viene fatto succedere.

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    4. > Qui tu stai dicendo che tuo figlio è assomiglia ai subumani del video.

      Questo lo hai scritto tu.

      Io ho scritto che in (per quel che ne so io) rare occasioni (io ne ricordo una nella sua vita, tornando dalle vacanze al mare, l'anno scorso, non ho trovato la pagina, forse ne avevo accennato/discusso nei commenti) ma io vivo relativamente poco con lui) UnBipedinone ha fatto il goliarda / buzzurro / guascone.

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    5. Questo mi conferma che a volte disponi le parole a caso. Secondo te cosa vuol dire questo pezzo:

      "Una miscela molto attraente per dei ragazzi (diverte la rappresentazione di ciò che è simile):"

      Siamo stati tutti ragazzi, da adulti vediamo ragazzi tutti attorno. Io non sono mai stato "simile" e non ho mai trovato quel tipo di "commedia" sullo stile "pierino e la supplente" oppure "la dottoressa del distretto militare" MOLTO ATTRAENTE. Anzi, l'ho sempre trovata insopportabile nella sua eccessiva semplicità.

      Epporcocane!
      Poi la "goliardia" non coincide con "buzzurro" ma SOPRATTUTTO con "guascone". Nella letteratura il "guascone", abitante della Guascogna, è D'Artagnan, personaggio storico che ispira quello de I Tre Moschettieri. Chi non è stato allevato in una grotta dovrebbe avere impressa la scena del D'Artagnan di Dumas che arriva in città col cavallo rognoso e, recandosi con la lettera di raccomandazione per essere arruolato nei Moschettieri, si trova a sfidare a duello Artos, Portos e Aramis. A cui segue intervento delle Guardie del Cardinale eccetera eccetera.

      Non mi risulta che il "modello" proposto dallo show in oggetto sia quello di un ragazzo che si fa largo con incoscienza, coraggio, lealtà e abilità di spadaccino. Viceversa propone i personaggi fissi della Commedia Atellana, cito:

      "Quattro erano i personaggi fissi dell'atellana: Maccus (mangione sciocco), Pappus (vecchio stupido), Bucco (il fanfarone e parlatore petulante) e Dossennus (gobbo astuto)." Parliamo di un due o tre secoli prima di Cristo, eh. Siamo nel 2018.

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    6. > Una miscela molto attraente per dei ragazzi (diverte la rappresentazione di ciò che è simile):

      UnBipedinone è un ragazzo e quindi alcune di queste cose lo attirano, sono sue: non ha soldi, ormoni a manetta, esuberanza.

      La buzzurraggine non è essere guasconi che non è essere smargiassi, che non è essere bulli che non è essere volgari che non è essere monelli che non è essere ribelli che non è...
      Le caratterizzazione dell'adolescenza e della giovinezza in questo filone sono molteplici: non significa che non quell'età non sia caratterizzata anche da queste cose.

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    7. Ripeto, siamo stati tutti ragazzi. Io non sono mai stato come tuo figlio e parimenti nessuno dei miei amici.

      Noi si studiava, si giocava a pallone e di quando in quando si ballava il "lento" a qualche festa, qualcuno magari suonava la chitarra.

      Sono abbastanza sicuro che tuo figlio ha disponibilità economiche che sono "n" volte quelle che avevo io, che mio padre voleva vedere le biro esaurite per darmi i soldi per comprare quelle nuove. Sugli ormoni non so dire ma la differenza evidente è che la mia "esuberanza" incontrava l'ira del Dio della Bibbia mentre quella di tuo figlio incontra la tua complicità e quella di tutto il contesto.

      Insisto sul punto: è tutto programmato.

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  2. La tv oggi vuole gli spettatori, lo share e per questo farebbe di tutto.

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    1. Come lo zucchero filato, 'na roba orribile , insana e disgustosa che attira i marmocchi.

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  3. Penso che abbiamo toccato il fondo assoluto con il bidet in diretta di Cecilia Rodriguez...

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    1. Viene esibito ciò che una volta era censurato oppure neppure oggetto di comunicazione. Ma non è che non esistesse, una volta: semplicemente rimaneva circoscritto.

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    2. Assolutamente falso, UCoso. Tu in questo blog mostri degli esempi e non so se lo fai consapevolmente o meno. Per esempio, nel caso sopra tu scrivi che tuo figlio è un maleducato e/o un cretino. Una volta un padre si sarebbe vergognato mentre tu lo prendi come il famoso "dato di fatto", qualcosa che succede "spontaneamente", un "fenomeno epocale".

      I maleducati e i cretini sono sempre esistiti e una volta erano "circoscritti" dal fatto che erano percepiti come una disgrazia mentre a quanto pare oggi è una benedizione.

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    3. > nel caso sopra tu scrivi che tuo figlio è un maleducato e/o un cretino

      Vedi commento sopra.

      > Una volta un padre si sarebbe vergognato
      Dell'unica volta che successe io scrissi che ero decisamente imbarazzato.

      > qualcosa che succede "spontaneamente"
      E' spontaneo come scoreggiare o ruttare o grattarsi/toccarsi il pacco, no c'è un'ideologia ma una mancanza di contegno.
      Ciò che può essere ideologico è la mancanza di intervento educativo e/o repressivo: su questo sono d'accordo.

      Io penso che sia tutt'altro che una benedizione.
      Ma penso che lascairsi andare ad essere gauscone/goliarda/eccessivo sia accettabile in qualche rara occasione.

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    4. Ma cosa cazzo dici UCoso? E' "spontaneo" scorreggiare o ruttare o grattarsi l'uccello? Questo è esattamente il nocciolo della questione. Ovvero la imposizione del "modello" del MINIMO COMUNE DENOMINATORE, ovvero la riduzione dell'essere umano A BESTIA. Senza contare che la bestia IN NATURA, ovvero non quelle fabbricate dall'uomo a cui anzi, si impone un campanaccio, di solito evita di fare rumore e/o di produrre odori che attirino l'attenzione, per ovvie ragioni.

      Sul concetto di "eccessivo", torno a dire, si eccede, cioè si supera un limite, ergo mentre eccedi affermi il limite. Tu non lo vuoi o non lo puoi capire ma non significa che non sia vero. La cosa divertente è che per te "eccedere" è una azione eroica, mentre in realtà è l'esatto opposto perché, come ho detto, è una affermazione-negazione.

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    5. Ah, prego notare la differenza tra il tuo concetto di "eccesso" e questo:

      "La locuzione latina Semel in anno licet insanire, tradotta letteralmente, significa una volta all'anno è lecito impazzire ("uscire da se stessi").

      Il concetto fu espresso, con leggere varianti, da vari autori: Seneca, Sant'Agostino (Tolerabile est semel anno insanire, De Civitate Dei, VI.10), ecc. Orazio la fece propria nella sostanza cambiandone la forma: "Dulce est desipere in loco" (è cosa dolce ammattire a tempo opportuno). L'espressione nella forma "semel in anno licet insanire" divenne proverbiale nel Medioevo.

      Questa locuzione è legata ad una sorta di rito collettivo che ricorre in molte culture, soprattutto occidentali. In un ben definito periodo di ogni anno tutti sono autorizzati a non rispettare le convenzioni religiose e sociali, a comportarsi quasi come se fossero altre persone. Questa tradizione è spesso legata alla celebrazione del carnevale.

      Si tratta di un rito liberatorio che permette ad una comunità di prepararsi in modo gioioso all'adempimento dei propri normali doveri sociali."

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  4. Prendere nota della cadenza nel parlare dei "personaggi" di quella specie di trasmissione, quindi chiedersi il perché di quella scelta e non di altre. Stai constatando le delizie d'una ben precisa opera di colonizzazione culturale ormai portata a compimento, nell'attesa che ottenga i suoi risultati anche quella tutt'ora in corso d'opera (ancor peggiore, in quanto "ampliamento" e "potenziamento" di quella precedente).

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    1. Ci sono alcune aree nel paese (e.g. alcune zone depresse del Veneto, come il Polesine, il Foggiano) in cui ci sono strane commistioni di arretratezza e peggiore becera contemporaneità e quindi i relativi buzzurri.
      Non penso che ci sia qualcuno che sostenga o apologizzi una presunta superiorità della cafonaggine di questa o quella provincia, sia anche del Meridione.
      In genere le genti del Meridione sono assai più teatrali, eccessive, in alcuni comportamenti, rispetto ai silenziosi, taciturni polentoni. Quindi "il circo" mediatico seleziona persone con atteggiamenti eccessivi di più da quelle zone d'Italia.

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    2. E' fuori strada perché palesa dei suoi limiti. Se non fossimo piallati dal lavaggio del cervello, ci dovremmo ricordare Arlecchino, con tutto quello che c'era prima e dopo.

      Non ce lo ricordiamo perché siamo andati oltre la "toscanizzazione" imposta dall'Unità d'Italia, a colpi di Dante e Boccaccio, in anni recenti si è di fatto cancellato tutto per imporre il Piano.

      Il Piano prevede la "globalizzazione" di qualsiasi cosa. Da una parte i "media" ripetono "format" tutti uguali (es. "grande fratello"), dall'altra si impone in ogni Nazione la forma più bassa possibile e più funzionale alla disgregazione della "identità nazionale". Nel nostro caso con la "meridionalizzazione" dell'Italia viene tutto il bagaglio del "familismo amorale", oltre alle solite questioni che ripeto sempre riguardo il famoso "analfabetismo funzionale" che introduce ai concorsi nella P.A.

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    3. In un altro blog è venuto fuori, in una discussione, il nome di tal Sacconi, prefetto di Torino, in merito alla questione del recente sconfinamento dei militi francesi. La discussione ha preso una piega per la quale sono stato stuzzicato a "indagare" sull'origine di quel prefetto. Dopo averlo fatto ed avere rilevato l'ovvio, m'è venuto il ghiribizzo di procedere a verifica dell'origine del cognome di ciascuno dei prefetti dei capoluoghi di provincia piemontesi, usando questo servizio. Ecco le risultanze, come da copia e incolla dall'altro blog:

      A Torino, come già visto, Renato Saccone (nato a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta; per inciso, a Caserta è in carica un tale Raffaele Ruberto, nato a Bari).
      Ad Alessandria, Romilda Tafuri (di Salerno), mentre a Salerno Salvatore Malfi (campano).
      Ad Asti, Paolo Formicola (nato a Roma, ma di origini campane; giovi sapere che a Roma è in carica tal Paola Basilone, del tutto casualmente nata a Napoli).
      A Novara, Paolo Castaldi (anche lui di Salerno che si trova... aspetta... in Campania).
      A Vercelli, Michele Tortora (nato a Trieste, ma di origini, guarda un po', campane).
      A Verbania, Iginio Olita (nato a Brindisi; il cognome risulta avere origini lucane).
      A Biella, Annunziata Gallo (nata a Matera; il cognome risulta avere massima presenza in Campania, il che è strano).
      A Cuneo, Giovanni Russo (nato a Scisciano, in provincia di Napoli).


      Non so cosa ci leggiate voi. Io ci leggo un'operazione di invasione e conquista. La domanda che mi sono posto, in conseguenza di ciò è: c'è da stupirsi se degli invasori (questi prefetti) non si oppongono o addirittura favoriscono altri invasori loro pari? Il detto recita cane non morde cane...

      Ovviamente sono illazioni, perché non posso provare nulla. Però... l'apparenza...

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    4. Arlecchino.

      Lorenzo, scrissi tempo addietro

      "Mi ha accennato alle tradizioni pagane carnascialesche, al Püst, leggo alla pagina che ella mi ha indicato e mi sovviene il Mascher, un altro carnevale, quello bagosso, scopro strabilianti affinità etnologiche, cromatiche, archetipiche."

      http://unuomoincammino.blogspot.it/2016/06/ven-ca-che-tadopri.html

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    5. Messer Pigiatasti
      Osservazioni pertinenti e precise: le persone che lavorano negli apparati dello Stato sono in maggioranza meridionali.
      Vero.
      Del resto qui si vuole stabilire un mondo globalizzato senza nazioni. Allora, tracciamo un confine per una nazione. Quale?
      Se l'Italia non va bene, le province? O i comuni?
      Considera che alle scuole elementari già si insegna che le città stato sono sempre state sconfitte da regni e imperi.

      Vogliamo che al posto di Annunziata Gallo ci sia Aziza Houdini Al Cairi?

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    6. Non hai colto.

      Punto primo, non sono genericamente meridionali, sono in massima parte campani. Mentre la Campania fa parte del meridione, ll meridione non è esclusivamente la Campania. Una selezione tanto mirata è quanto meno inopportuna (sospetta?).

      Punto secondo. Mentre i capoluoghi piemontesi sono tutti soggetti a prefetti campani (generalizza, se vuoi, con "meridionali"), non mi sono imbattuto in un capoluogo campano che sia soggetto a prefetti non dico piemontesi, ma quanto meno del nord. Se davvero fossimo di fronte a una forma di "globalizzazione in casa propria" avremmo forme di reciprocità non dico esattamente simmetriche, ma almeno rilevabili. Non le rilevo.

      Vorrei avere il tempo e la pazienza per estendere la ricerca. Probabilmente potrei agevolmente dimostrare che è stata implementata una vera e propria "colonizzazione occulta" (mica tanto occulta), insomma, un'invasione che se è rilevabile in termini percentuali sulla popolazione complessivamente presente sui nostri territori, è ancor più rilevabile negli organismi dirigenziali dello Stato. L'Italia unita non è più l'Italia unita, è l'Italia assoggettata al suo meridione. Alcune culture italiane sono state, di fatto, annichilite.

      Ora stiamo assistendo ad un ampliamento "internazionale" dello stesso procedimento (casuale? non credo), che farà ancora più danni.

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    7. UCoso, il carnevale, che poi è la versione nostrana de Halloween, non c'entra una beata fava, infatti, cito:

      "La carriera teatrale di Arlecchino nasce a metà del cinquecento con l'attore di origine milanese Alberto Naselli (o probabilmente Alberto Gavazzi) noto come Zan Ganassa che porta la commedia dell'arte in Spagna e Francia, sebbene fino al 1600 - con la comparsa del mantovano Tristano Martinelli - la figura di Arlecchino non si possa legare specificatamente a nessun attore. "

      Qui si parla di letteratura e di teatro. Tutte cose che sono state sostituite con la "cafonaggine" che secondo te sarebbe "spontanea" e, in quanto tale, una cosa che rende tutti gli esseri umani LIBERI E UGUALI.

      Alla fine facciamo un grande giro e torniamo sempre alla base di partenza. Senza nemmeno rendercene conto.

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    8. Messer Pigiatasti
      Ci sono molte aziende private e molti lavoratori che lavorano per il meridione. E' meno evidente perché non lavorano in meridione ma lavorano al nord per prodotti e servizi che vengono "esportati" giù.
      Poi, aggiungo ancora una volta, che io sono per uno stato e per un'Europa basati su province non dico autarchiche ma... quasi!
      Beh, tornare da un 70% globale e 30% locale ad un 70% locale e 30% globale sarebbe sensato, secondo me.
      Ma si tratta di utopie, come la decrescita.

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    9. Non ho capito il senso della prima parte della tua risposta.

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    10. Intendo che
      o - molte persone del Meridione lavorano nella pubblica amministrazione per il/al nord
      o - molte persone del Settentrione e di parte del Centro lavorano per i resto d'Italia.
      Certamente c'è un'asimmetria: i secondi sono rimasti più in loco, nei territori di origine dei primi.

      In Italia ci sono molte differenze e, come successo da parte della Germania verso di noi, c'è stato lo sfruttamento del ciclo di Minsky - Frenkel.

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    11. Intendo da parte della parte economica forte (il Nord e parte del Cento) rispetto a quella debole (il resto d'Italia).

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