lunedì 8 luglio 2024

Imbronciatina

(unuomoincammino)

Rosa Canina, sempre così parsimonia e modesta, desiderava fare colazione sotto quell'ulivo.
E allora  andiamo a fare colazione là invece che a casa.
Per me uno dei peggiori capuccini e un trancio di pseudopizza che non saprei come definire, impastava la bocca senza alcun condimento e gusto. Fare una "pizza" così scarsa, qui, cogli ingredienti eccellenti di queste parti, richiede molto impegno.
Conferma la regola statistica che nei bei posti il resto è scarso.
Beh, la parte piena del bicchiere è la bellezza del posto, quell'ombra alla brezza di mare, l'olivo secolare con la diplefenia ad abbracciarlo.
Rosa Canina era imbronciata, alla fine  mi faceva sorridere. L'avrei sbaciucchiata per bene, la mia adorata!

Vita (cilentana)

Qui al mare, bello ma molto (eufemismo) più affollato delle nostre calette deserte della Sardegna, mi stufo. Anche per la mozzarellaggine bianchiccia, non c'ho più  voglia di abbrustolirmi; quando inizierò ad essere abbronzato, la vacanza sarà finita. Sabato a metà pomeriggio siamo scappati dalla costa e, per chilometri, ci siamo addentrati nella montagna cilentina.
Alla fine, rimango un montanaro e questi monti  coperti di boschi verdissimi, interrotti da splendidi uliveti, da ubertosi orti con dentro meraviglie e ben di Dio (fagioli, pomidoro, melanzane...), sono delizia per occhi e anima.
Questi luoghi fanno parte di quel Meridione che potrà essere una salvezza dell'Italia. Conobbi, in passato, quel distinguersi dei Salernitani dalle barbarie che caratterizzano altre parti della Campania (mi fa riflettere le origini lucane e non campane di questa parte d'Italia, come la toponomastica indica ancora chiaramente). Lo si vede, in primis, dalla cura per l'ambiente, boschi sani, paesini puliti, pochi rifiuti lungo le strade, nulla di paragonabile alle obbrobriose discariche lineari viste lungo il tratto terminale della A1, dell'A30 e quel po' di A2 percorso e, da tempo, purtroppo, anche a casa.
Ieri sera, alla festa per l'elezione del sindaco, a Rofrano (curiosità linguistiche qui), siamo incappati in padre Antonio, il parroco. Incredibilmente in tunica nera, col tricorno nero con fiocco nero da presbitero; mi è parso di essere tornato nel 1924. Ci ha introdotti alla storia di quel paesino, con secoli di problemi coi saraceni, fatti banditi dall'attuale furia ideologica woke accogliona, razzista anti, che vuole abolire storia e realtà.
Nella chiesa della Madonna di Grottaferrata, ecco una meraviglia, in abside, una pacioccona (longobarda nei lineamenti chiari) Madonna seduta, come nelle tradizioni di altre aree campane, e un retaggio e un sincretismo che riportano a culti pagani femminili precristiani.

Vedo un'Italia ancora sana, schietta, qui. Anche elegante, mi piace tanto la cadenza, il voi.
Giovani donne con figli, giovani uomini robusti, la cultura contadina ancora forte, un senso civico spiccato. Un'Italia ancora dritta, non al contrario come nelle nostre città storte, malate, di plastica, che pigliano problemi, malattie, incapacità, vizi e li riverniciano da valori, soluzioni, opportunità.

Scorcio di Castelruggero e monte Bulgheria sullo sfondo.
traffico... zero!



Sagrato della chiesa della Madonna di Grottaferrata, con capperi e fiori - Rofrano

domenica 7 luglio 2024

La casetta

(unuomoincammino)

  • Parva, a sed alta mihi
    (Casa piccola, ma adatta a me)
    Ludovico Ariosto
Ecco il vicoletto che separa la vecchia casetta marinara da un edificio più recente (a dx, ad intuito, potrei dire forse una vecchia scuola elementare o media).
Il nostro rifugio per qualche giorno su questo lembo incantevole del Tirreno.

martedì 2 luglio 2024

Un po'

Caro diario
Sono in un periodo di fiacca o  più precisamente, di disinteresse nei tuoi confronti.
Un po' i carichi di lavoro, un po' la vita quieta, senza grandi emozioni.
Il tango è ripreso bene: le lezioni  impegnative, portano discreti risultati.
Voglio tanto bene a Rosa Canina, siamo felici. Ma... saranno due mesi che non si tromba più, come se fossimo diventati cari amici: fortunatamente ci abbracciamo, carezziamo tanto, pure tanti sono i baci teneri e le risate.
Osservo i vari teatrini, le ipocrisie ovunque, società, lavoro, potere, politica, cultura: la mia reazione è di disinteressarmi via via più: veramente, non mi interessano queste farse.
I carichi di lavoro sono eccessivi: scelte che permisero di essere veloci, nel passato, ora diventano problemi sempre più gravi, resi peggio dal fatto che alcuni creatori di trucchi e furberie ora sono in pensione. Il solito "fretta e bene non vanno insieme": noi del privato siamo sotto la pioggia di fuoco della concorrenza mondiale, non puoi fermarti perché perdi il treno, molte persone non pensano neppure a fare le cose bene perché significa tempi impossibile se non portandoti a casa del lavoro, c9me ho fatto l'ultimo mese, sacrifici, ore senza conto.
Anche la stanchezza toglie energie, non ultimo distrae anche da questo diario.

martedì 25 giugno 2024

Astensionismo e contorno

 Caro diario, interrompo il lavoro matto e disperatissimo per riesumare queste righe scritte in occasione delle ultime elezioni europee, poi rimaste lì.

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Il sistema attuale di gestione del potere ha limiti evidenti.
Finché non si riesce a produrne uno migliore (critica facile, arte difficile) ce lo teniamo così.
Astensione è come il digiuno, non si può protrarre a lungo pena la morte (politica).
In fin dei conti è una di quelle forme che in PNL prende il nome di metastrategia “via da”, una delle migliori e più efficaci scelte per problemi, fallimenti, disastri.
In questa gara al peggio compete con l’antagonismo i vari anti che, fondamentalmente sono anti loro stessi, agitati e divorati nella lotta contro il demone interiore (e.g. antifascisti più violenti dei fasci [non un problema morale, per me, ma di ipocrisia e falso]).
C’è, ancora una volta, il problema di scala: l’unica democrazia possibile è quella su territori limitati, circoscritti nella quale le proprie scelte abbiano effetti (positivi o negativi) su coloro che le hanno compiute.
Infine, tutte le nazioni nelle quali meticciamento e islamizzazione sono più avanti nel compimento progettato e imposto hanno dato un segno di contrarietà.
Non è affatto un caso che Bardella venga da una banlieue, ovvero da una delle distopie, degli incubi quotidiani che il multiculturalismo ha martellato, incistato a forza in Europa. È uno dei sogni dei vari antifa al caviale, gli antagonisti per eccellenza (v. casi Salis, Rackete, Padoa-Schioppa e mariantoniette del genere).
Se li conosci fai di tutto per evitarli. Alcune persone non si sono dimenticate di Atocha, Bataclan, Kabobo, machete sui treni, Van Gogh, Molenbeek etc. .
Altri sì. Un po’ come alcuni colleghi e conoscenti progressisti che cianciano di questo progresso al peggio, di accoglienze e inclusioni, e non prenderebbero il 20, la linea verde la sera o il regionale a Brignole neppure sotto tortura.

domenica 9 giugno 2024

Loro simili

Tutte le forze politiche che non sono filoislamiche, xenofile, razziste anti, no-border, sarebbero di estrema destra.

Ebeti ideologici o cialtroni ignoranti? Quasi certamente entrambi.

Credono di avere a che fare, di comunicare con loro simili.

martedì 4 giugno 2024

Sorpresa

(unuomoincammino)

Non mi aspettavo di trovarli ai primi di giugno, domenica mattina. Così gialli, allegri, appena sbucati dall'humus, a lato del sentiero.
Ancor più sorprendente, per precocità maggiore, la presenza di un porcino.
Ho raccattato pure otto zecche.