giovedì 15 gennaio 2026

Lontani dal progresso

 Come reazionario non posso non osservare il tentativo persiano di resistere alla liquefazione. Tuttavia, quando sei così lontano dal progresso esso affascina i più. Come tutto, il progresso ha pro e contro. Nei contro le follie arcobalenghe (v. colonna idiozie politicamente corrette). Tra i pro l'emancipazione delle femmine/donne che significa sensibile decrescita demografica, una delle poche cose che può salvare la vita umana nel pianeta scatola di sardine che ha deficit ecologici terribili che aumentano di giorno in giorno. Deficit ecologico che caratterizza pure gli SUA che hanno impronta oltre 5 volte il sostenibile (8,1 gha pro capite rispetto a 1,6 gha disponibili pro capite). Nonostante l'abbondanza di territorio, gli incredibili inefficienza, consumismo e sprechi statunitensi li spingono spingono a voler arraffare altri territori (Groenlandia).

Il mondo è in tensione perché... le fette di torta sono sempre più piccole mentre popolazione e ingordigia crescono.

Inevitabile che in Iran abbiano fame di consumismo. La stessa fame di consumismo estremo e scemo che vedo nella feccia dei nordafricani e arabi islamici di generazione n >= 2 che impesta l'Europa e l'Italia. Alla faccia delle stronzate della signora Boldrini che, da grandissima razzista, strepitava che essi ci avrebbero portato superiori valori e stili di vita.

martedì 13 gennaio 2026

Relitti d'inciampo

(unuomoincammino)

Così inciampi in questi relitti di borgo, di
vite umane e di bestie. Leggi il segno del tempo che fugge, le speranze, in vite aspre, nei Santi, nella Madonna.
Istruzione per i piccini, numerosi a quei tempi, seconda metà dell'Ottocento, parte della poderosa crescita demografica certezza per fame, miseria ed emigrazione, guerra,  preghiere per ciò, spesso gramo, che li aspettava.
Anche se domenica era giornata di sole, colla bellezza straripante dell'Appennino a circondarci nella nostra camminata, quell'inciampo mi ha lasciato pensieroso, a meditare.
Le porte sono chiuse, i comignoli non hanno più  il loro pennacchio di fumo.

mercoledì 7 gennaio 2026

Capolino

 Ieri ha fatto capolino.
Più è rara, più è magica! Ne bastano solo tre dita.

lunedì 5 gennaio 2026

Podere Riosecco, Babbo morto

 Sono molti mesi che Rosa Canina ha passato la vetta che caratterizza la vita biologica di una femmina, di una donna e, scendendo, si è incamminata in ciò che è la menopausa. Questo ha comportato l'annientamento della sua sessualità, del nostro eros. Riusciamo a scherzarci, ridiamo molto quando parliamo dei nostri Podere Rio Secco e Babbo Morto. La nostra ironia, tuttavia, distrae, alleggerisce ma non cambia di una virgola la realtà.
Anche io non sono più un testosteronico assatanato né un giovane, affascinante seduttore.
Da non molto a zero è dura. Il volersi così bene è raro. Questo è il nostro incenso, la nostra mirra. Stasera, Rosa Canina ha appoggiato una mano sulla mia coscia sinistra, mentre guidavo, poi a preso la mia destra nelle sue mani. Amo quando abbiamo questi teneri toccarci. Mi basta questo per essere felice.

Una volta scrivevo che la differenza tra una coppia di amanti ed altre coppie è proprio la dimensione erotica.
Ieri ero in una piccola milonga, molto colorata, assai animata, affollata e con molti giovani tangheri. La prima volta che andavo lì, nonostante i ripetuti inviti di Tecla.
Ho ballato prevalentemente con giovani donne. Il tango è così, per noi uomini è oggettivamente complicato, difficile. Alcuni di noi, i pochi che non lasciano, un po' alla volta migliorano. Così alcune giovani tanghere riescono a divertirsi con... uomini che hanno alcuni lustri in più.
Ecco, una volta che gli occhi si sono incrociati, che c'è stato il cenno ed il sorriso di assenso, inizia la sfida a due. Durata? Una tanda, una dozzina di minuti nei quali bisogna capirsi, avvicinarsi e tentare di combinare un'opera estetica inutile. Molto spesso accade. Cosa? Accade che l'abbraccio del tango e l'impresa insieme porta a questa pazzesca, subitanea intimità. Guancia su guancia, cuore contro cuore, le sue tette sul mio busto, i suoi occhi nei miei.
In questi anni ho sempre ignorato l'aspetto erotico del tango. Per me c'erano solo tentativi di arte in due. Ora sento quei corpi di (belle) giovani donne e, ... dal fondo, arrivano i suoni di risacche, cupi di eros che in fondo al granito, a montagne di roccia, tira dei colpi, sobbalzi tellurici lontani. Non c'è il nostro organico eros vivente col suo rumore di base a oscurare, a coprire altro. Non c'è più.
Io comprendo, ora, come certi uomini possano impazzire per donne giovani, venti, trent'anni più giovani.

Ecco che il tango diventa, ora, un esercizio spirituale nel momento che osservi, ego e scherzi, pulsioni e differenze anagrafiche, queste tenzoni. Basta allontanarsi un po', solo un po' e noti che non è che un altro scherzo dell'ego, uno scherzo intrigante, inebriante. Uno scherzo.
Perché per mille mila motivi è bene e giusto che una giovane donna stia con un giovane uomo e non con uno con venti o trent'anni di più.
Io sono sempre molto "pulito", seguo la tecnica, non strofino, non premo, non tocco. Nelle mie braccia ho una danzatrice. Sento le sue mani, il suo cuore. Sì, è una femmina. Ma è SBAGLIATO. C'è  una giovane donna che danza, che balla con me. Fa sorridere, ma io mi impegno a ballare con loro come se fosse mia figlia. Mi devo impegnare un po', perché non sono mie figlie.
Lisa, Ilaria, Agnese, Beatrice, , ... ecco, la nostra tanda, il nostro amore dodici minuti, è finito. In ciascuna di trovo qualcosa di speciale e le ringrazio, sinceramente, per le loro peculiarità. Esse percepiscono che non ho altri fini, io sento che si rallegrano.

E' un esercizio di osservazione del passare del tempo, di questo cammino che ha un numero di passi finito, un po' di meno, ora.
Balli tango con giovani donne e per comprendere, per renderti conto di invecchiare.
Rosa Canina, anima mia, ti voglio bene ed è giusto così, volersi bene, anche se non c'è più la passione. Perché quel tempo è passato, è passata quella parte della vita. Ci sono milion mila ragioni per essere, così, come è giusto e sano che sia. Andiamo avanti, amore mio, in questo nostro cammino.

giovedì 1 gennaio 2026

Il ghiaccio

 Due giorni, ieri ed oggi, di un poco di freddo. Le minime sono scese un poco, oggi, qui, non è mai andata sopra zero, la temperatura, oggi. Quando ero piccolo, qui, temperature così erano la norma, c'erano molte settimane di giornate così, con minime inferiori a -10, massime sotto lo zero.
A me_mi piace.
Così, camminare nel bosco, sentire, nei tratti all'ombra, il freddo pungente sulle dita, vedere il fiato, la neve croccare, nei brevi tratti all'ombra nei quali resiste quel sottile spessore.
Oggi, osservavo le varie forme del ghiaccio, nelle piccole fonti, nei ruscelli, nelle fontanelle. Ormai è così rara la forma solida dell'acqua, in natura.
Sentivamo la brezza tagliente, verso fine camminata. A me piaceva questo pizzicare, ormai raro, del freddo. Notavo i masi, isolati, con i comignoli dai quali usciva un filo di fumo. C'era un fuoco, una stufa, una cucina economica, il loro calore per i corpi, per i cuori in quelle stanze.
C'era un abbeveratoio, in quel tratto dove trovo spesso una piccola comunità di poiane, coi prati coi larici a monte, la bella sella pratosa dall'altra parte. Osservavo i fini ghiaccioli pendere dal braccio, fini stalattiti di acqua cristallina solida. Dal braccio-rubinetto usciva un filo di acqua, ancora. Anche nel tronco scavato il ghiaccio era spesso.
_zzz ha sollevato un pezzo di ghiaccio rotto, brillante, incorporava anche parti di muschio ingiallito.
Una piccola opera d'arte della natura. Il sole, a pochi minuti dal tramonto, lo attraversava, il ghiaccio era brillante, quasi cristallo al piombo tanto trasparente e brillante.
Basta avere gli occhi per notare la bellezza del ghiaccio, la voglia di camminare e andarle incontro.