martedì 19 maggio 2026

Perdere velocità

 I tempi sono dilatati, qui a casa dei veci. Tutto è lento, lungo, sempre più rallentato qui.

Lungo, lento, rallentato.

Si arriva alla morte calando la velocità, fino a ché essa diventa nulla.

Vedo il tempo che smonta le mie radici. Alcuni segni nel quotidiano mi portano mestizia: non riescono più a manutenere le loro cose, una casa una volta ordinata e pulita ora invecchia con loro.

La recente perdita di autonomia che significa potersi muovere in città, fare la spesa, prendere aria e sole è l'ultimo dei gradini, della scala in discesa, sul quale sono passati.

È tutto lento, lungo, rallentato. I miei cari veci stanno arrivando al capolinea.

Per quanto possa essere un esercizio spirituale pesante, quello del Memento Morì!, il poterli aiutare e accudire, a fini settimane alterne, mi dà senso, senso di unità, di essere parte di quella ruota, restituire le cure e attenzioni che ricevetti. Fa parte di me, quando mia mamma prese la nonna Angela, in casa, colpita da ictus, per alcuni anni. Per me è semplicemente incompatibile mandarli in una casa di riposo.

Però è pesante. Le cose importanti sono sempre faticose.

Onora il padre e la madre.

10 commenti:

  1. bravo, forse la tua è l'ultima generazione a farlo, perchè ancora fa parte dell'educazione rivevuts, le successive generazioni dei mortidifame hanno avuto educazione come i figli dei caporioni però senza il conforto nel conto corrente.

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    1. Questo prendersi cura degli anziani e' faticoso per molteplici ragioni. Non ultima quella che e' un esercizio sprituale pesante sulla caducita', sul fatto che moriremo, che le nostre vite sono finite.
      La cosa si rimuove, temporaneamente, mettendo i veci "altrove".
      Questo per dire solo una delle cause della gestione corrente dei vecchi.

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  2. Comprendo benissimo,ci sono passato prima con il papà poi la mamma.
    Un saluto

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    1. Forse noi nati da quegli anziani abbiamo ancora una memoria di un'anzianita' in casa.
      Questi uso che si perde e' dovuto in parte anche alla demografia: prendersi cura di entrambi i veci per un figlio unico puo' essere quasi impossibile, considerati i vincoli dovuti a carici e ritmi di lavoro.
      Cambiano anche i veci, eh!? Alcuni di loro non ne vogliono sapere di essere in casa (dei figli)!
      Un caro saluto, signor Blogredire.

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  3. Mi sento di dissentire sul dovere di cura verso i genitori: i genitori impongono l'esistenza ai figli con una decisione unilaterale, dal che deriva che i figli non hanno alcun dovere verso di loro.
    Ciò non toglie che se LIBERAMENTE ti senti di essere GENEROSO fai qualcosa che non è assolutamente deprecabile.

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    1. Mmh, interessante posizione, messer Pigiatasti.
      Si', non ci sono obblighi. Ovvero la nuova etica liquida li ha liquefatti, gli obblighi, sono finiti in qualche tombino e via.

      Come scritto nella pagina odierna - v. la pediatra Alaa al-Najjar (la pediatra che ha prodotto dieci armi contro gli occupanti israeliani, arsenale da questi distrutto al 90%) nel figliare esistono disparati aspetti, anche poco nobili, anche molto speculativi.
      Io preferisco pensare che sia un atto di affetto o, per lo meno, cosi' e' stato per i miei. Ho ricevuto da loro, restituisco da loro. Mi piace pensarlo come gioco a somma positiva.

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  4. è stata tutta corpa de Adamo, che s'annojava

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    1. Chissa' se nel paradiso primordiale, pre-morso-della-mela, i veci morivano!?

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  5. Gentile Andrea, Gainluigi, etc.
    Forse sono meno buono di quanto mi descriviate. Seplicemente sono in una sorta di automatismo morale per il quale, neppure ci penso.
    La lentezza, anche solo seguirli con i loro ritmi lunghissimi, anche solo quello, e' veramente impegnativo.
    Vi ringrazio per il bel pensiero.
    Oggi, domenica 31 maggio, sono qui, a scrivere da casa loro. I ritmi lumghissimi lasciano anche ... del tempo.
    Anche tutto questo, come ogni cosa, ha dei pro!
    :)

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  6. Sei in errore pensando di conoscermi come Andrea , Gianluigi ,etc.
    Forse il mio scrivere ti fa intuire che io possa essere la persona che pensi , magari abbiamo in comune una veduta simile ,ma non siamo la stessa persona .

    Oggi è festa e tu sei con i tuoi veci ,non aggiungiamo altro ,non serve,almeno a me :)

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