Quest'anno Rosa Canina ha tentato di raddoppiare l'unica famiglia che l'era rimasta. E' un passaggio di zootecnia apistica impegnativo. Aveva notato alcune celle reali, temeva una sciamatura, aveva spostato circa metà dei telaietti / della famiglia in una nuova arnia. Purtroppo la nuova regina non arrivò. Secondo intervento, supplettivo, con l'acquisto di una nuova regina.
Sempre rigorosa nei controlli contro la varroa, blocco di covata, nutrimento integrativo, acido ossalico. Ehssì, perche da metà luglio a metà ottobre, qui, non è piovuto: steppa, zero fioriture, vita magra anche per le api, no polline (proteine indispensabili per la deposizione delle uova).
Nulla da fare: seconda famiglia morta.
Non solo: presenza di calabroni nelle varie trappole piene. La predazione è facile su famiglie deboli.
Così domenica, al controllo periodico, ha constatato che anche l'unica famiglia rimasta se n'è andata.
La corruzione del tempo, della morte, è cruda, dura, anche quando interessa le api: telaietti disfatti, le camole in stadio di bruchi, anche un alveare decade velocemente. Ero uscito a raccogliere ghiande di roverella da portare a semina in Trentino, ero passato da loro, c'è una giovane possente roverella vicino alle arnie. Che brutta scena!
Stava lavorando con mio figlio, hanno portato a casa le due arnie. Faremo manutenzione, con la terza.
C'e' un detto “Per fare un contadino servono tre generazioni”.
Penso che questo valga anche per gli apicoltori. Rosa Canina non ha una persona vicina (un padre, una zia, un fratello) da cui apprendere l'arte: le riunioni degli apicoltori sono importanti ma... il passaggio di esperienza diretto, ad arnie aperte, è altra cosa.
La tecnica dello sdoppiamento per divisione è “redditizia”, difficile per le molte variabili non controllabili, rischiosa.
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