mercoledì 4 gennaio 2017

Passo dopo passo - 2

(Passo dopo passo - 1)

Ecco alcune foto (*) della nostra uscita, con ferrata, alla Pietra di Bismantova.

Appennino tosco-emiliano, versante emiliano verso est-sud-est (Cimone).

La Pietra con un orribile "bagaglio" ai suoi piedi (datemi un po' di tritolo, per favore!)




Strato nerastro di inquinamento in Val Padana e piccolo focolaio di incendio
(terreno in medio appennino decisamente arido)

Bel passaggio, in parete, con piccoli tetto e campanile.

_zzz e _zzzino

UnBipede all'inizio della salita principale.


Zampe di UnOrsone mentre, arragnato alla parete, scatta la foto a _zzz e _zzzino sotto.

Cimone e Libro Aperto, a est-sud-est, dalla parete.

Gli altri tre un po' più sotto.

Balcone sull'Appennino emiliano. Il Ventasso a destra.


martedì 3 gennaio 2017

st_zo, autistico, egoista

Al ritorno _mlero era silenziosa e mesta. Con qualche difficoltà logistica eravamo arrivati a casa con _zzz e la sua amicompagna. Era balenata l'idea che le lasciassimo da sole andandoci a prendere qualcosa noi due. Ma la stanchezza per la camminata di ore sulle spiaggia, per l'emotività della rottura era notevole: avevo chiuso gli occhi per qualche istante anche sulla strada di ritorno, nonostante lo sballottamento per curve e dossi ed ero imbambolato, anche lì, seduto sul divano vicino alla stufa.
_zzz mi fa: :- Dai che andiamo a prenderci qualcosa [sottinteso: le lasciamo sole]!
L'ho guardato "perso" e gli ho risposto in modo apatico (_zzz dice come se fossi isolato in una bolla, quasi autistico) "No, ora no, non ho voglia, sono stanco". Dopo qualche minuto _mlero si è vestita ed è uscita.
L'indomani, ieri mattina, _zzz e più energicamente_ura, con la sua schiettezza, mi hanno dato dello [stronzo] egoista.
Guarda, tu non sei stato in alcun modo empatico, avresti dovuto telare e lasciare _mlero in casa sua, con la sua necessità di solitudine.
Ho riflettuto su quella spazzolata, su quella reprimenda. _ura, buddista, mi ha fatto notare la mia mancanza di empatia e come essa sia importante per le relazioni umane e anche personalmente, per evolvere.
_mlero, garbata e sempre (troppo) disponibile, era rimasta nel suo silenzio (quanto può far male quel silenzio di grande dignità) non aveva espresso alcuna necessità di stare sola e io non lo avevo capito da solo, Non sempre bisogna dire, alcune persone, in alcuni stati/momenti potrebbero essere anche solo incapaci di esprimerlo.
Con la mia rottura a Capodanno avevo reso le cose complicate, avevo distribuito tensione. Poi ero rimasto, come un orso, nella casa della "lasciata", obbligandola di fatto ad uscire, per stare da sola / senza di me.
Ieri mattina ho anticipato la partenza, anche per le difficoltà logistiche alle quali accennavo, e appena possibile ho tagliato la corda. _zzz e _ura mi hanno raggiunto più tardi, per il viaggio di ritorno insieme.
E' bene essere grati agli Amici anche per la loro critica robusta, affilata, pesante.

lunedì 2 gennaio 2017

Fuga dai doveri

Ho da attendere un'ora e mezza per il primo treno utile. In questa deserta stazioncina della Maremma sento i rumori del paese là dietro, quelli dell'Aurelia più lontana. Prima i gabbiani. Ecco, per me terragno non c'è suono più marino del canto dei gabbiani.
Giornata mesta oggi. Sta arrivando il dolore anche per me. Non posso ignorare che c'è qualcosa su cui meditare, questo paradosso della stima massima e della passione, del trasporto assenti. Vorrei scrivere la volontà di recalcitrare, un sottile ma non meno efficace antagonismo relazionale. Ma non è ragionato, per posa. Io le voglio veramente bene, mi fa male l'idea di non poterla più fare felice con la mia cucina o darle una mano per qualche incombenza ancora più adatta per gli uomini, scoprire qualche remoto angolo di questa bella Terra Madre insieme. La lascio sola colla sua solitudine per la fuga nella mia. Ma quando mi voleva baciare con trasporto, che ci isolassimo per un po' di intimità per farmi l'amore, io mi sentivo di tradirla per assenza. Sempre invidiato coloro che riescono a fare sesso senza tante menate. Coloro che ci precedettero si limitavano al vero :- "Ti voglio bene." Non era imbevuti di questo ideale per romantici con energie e tempo da perdere che è l'innamoramento.
Ti voglio bene! e il lato pelvico di questo volersi bene che erano i doveri coniugali.
Non sento più i gabbiani. Forse il pensiero dell'umanità reale delle relazioni ha allontanato Jonathan Livingston e i suoi accoliti.
Stai fuggendo dai doveri, dalla realtà relazionale, Uomo.
E' rimasto il rumore del traffico, la campanella che squilla per il regionale per Roma in arrivo.
Sono tornato solo.

domenica 1 gennaio 2017

Manca reciprocità

Neppure un sì o un no?
Ne parleremo.

_zzz era tornato indietro per andare a prendere la sua amica, ci saremmo rivisti da lì a poco. Era già un'ora che stavamo camminando sulla spiaggia deserta. Oggi proprio nessuno, blu, il sole, l'aria fredda pungente all'inizio, solo noi tre, ora solo noi due; era giunto il momento.

Non sono innamorato. Tu metti molto in questa storia, io non ci sono. Non posso dare granché, non voglio farti perdere del tempo.

Non ci sono state molte parole. La gente della sua terra è sobria anche nell'uso delle parole, io pure.
In effetti... non c'è reciprocità. _mlero veva tentato di dire qualcosa, poi aveva espresso la diagnosi. Non ha fatto discorsi, tentativi di convincimento, domande o altro. Ero stato recalcitrante, in parte assente, io penso che i fatti parlino più di mille parole. In pochi minuti dai suoi assalti per dare baci - mi guardava cogli occhi interrogativi  perché non mi lasciavo andare - al camminare più lontani, in silenzio.

Allora staremo il 6 e il 7 insieme, tu ed io? Quando mi fece quella domanda e io pensai che se fosse nevicato avrei preferito andare a ciaspolare, mi dissi anche che ero del tutto inadeguato in questa relazione. Essere sincero e il rispetto, questo nome può MAI mancare.

L'ha presa male.
Fa male. Anch'io ho con-passione, vorrei vederla felice e vivace come prima. Ma ogni settimana in più sarebbe stato ampliare il fossato, il malinteso.  Vedo i miei che sono anni che vivono questo malinteso, questa non reciprocità. Ogni mese che passa e tutto diventa più complicato, intricato, peggio. Ma cosa vuol dire sono innamorato? Aver voglia di stare con l'altro. La sua risposta era ineccepibile, sintetica, pratica. Allora io non sono innamorato, non così innamorato,

Dignitosa e silenziosa, sento che le fa male. Ora siamo più in là nella vita e ogni fine ha meno inizi che la seguono, i segni sull'anima rimangono sensibili.
Io stesso non posso non pensare a questa stima sempre più grande, ad una donna così discreta, vivace e concreta e rispettosa che non ce ne saranno più così discrete.
Ma non c'era in me passione, trasporto.
Non può avere un amico quando vuole un compagno, sostegno, amante, consigliere.

Ti scrivo la lista dei miei oggetti da te.
Vorresti sdrammatizzare, indicare prospettive diverse. Ma non è possibile.

Passo dopo passo - 1

Questa pagina l'avevo scritta ieri verso le 11. Poi non ho avuto il tempo di pubblicarla.
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Se ne va questa settimana passata con UnBipede. Siamo stati molto bene, insieme. Gli ultimi due giorni passati con _zzz e _zzzino, quattro maschi, un po' selvatici, è stata una gran bella esperienza.
Ieri ce ne siamo andati alla Pietra di Bismantova. La prima volta che una ferrata non mi ha annoiato. Devo dire che scattare foto in parete, con l'aria gelida che trafiggeva di spilli i polpastrelli che uscivano dai guanti "tre quarti" tecnici, in qualche modo arragnato agli appoggi, con 'na settantina di metri strapiombanti, sotto le mie zampe, è stato emozionante. Quel posto, quel tacco tra la terra e il cielo non può lasciarti indifferente, fosse solo per il paesaggio sul due terzi dell'intero Appennino emiliano.

Un po' sono tornato al mio avatar che, passati molti anni, mi piace ancora tanto.

Auguri di finire bene e di eccellenze, eccessi, di conoscenza e superamento dei propri limiti, di miglioramento personale, di radicalità per l'anno che arriva a tutti noi.
Ecco l'oltre, terre così vicine e inesplorate. Passo dopo passo.

giovedì 29 dicembre 2016

Gusto cento volte

E' quasi finita l'oretta che avevo a disposizione dopo pranzo. Tra poco UnBipede e io torneremo a far legna, prima nel bosco, poi nella piccola legnaia. Questa della legna è una delle poche cose nelle quali vivo un senso di autonomia quasi completa: la raccolgo (*), la trasporto e la taglio a mano e mi dà una soddisfazione incredibile. La considero come una piacevole uscita nel bosco, a sentire profumo di terra e humus, a respirtare aria buona, poi un bel po' di lavoro e impegno fisico preludio per il piacere del fuoco vispo nel caminetto. Farmi portare a casa un tot di quintali di legna non avrebbe neppure un centesimo del gusto.
Stasera un bel fuoco allegro farà compagnia a _zzz, _zzzino e noi (andremo in montagna, a farci una ferrata sulla Rupe di Bismantova, domani), davanti ad una bella polenta col maiale che è un animale molto buono e la verza. Arrivano ore oscure e liete!


Mi manchi!

Sento un po' l'uscita di ieri nel corpo, anche questo è molto piacevole. Ieri sera sarei andato in milonga, vista l'assenza di mio figlio. In tutta la regione c'era...una sola milonga, a Parma. Direi troppi chilometri per la splendida  stanchezza fisica che avevo. Da una parte non posso che rallegrarmi perché vivo in una provincia/città tanghera, nella quale ogni giorno ci sono almeno due o tre milonghe tra le quali scegliere, dall'altra questo mi ha viziato. Il tango resta comunque una nicchia e in molte città/province, anche importanti, spesso durante la settimana c'è poco o nulla. Il fatto è che la fauna tanghera è cosmpopolita e, abbastanza frequentemente, con un censo medio alto. Questo significa che molti tangheri se ne vanno via per diporto/vacanza e  molti professionisti del settore (io penso che conotare un settore artistico economicamente in modo cosi' forte crei molti problemi) sono in ferie/vacanza oppure sono impegnati con eventi altrove, ad esempio in località turistiche.
Il lavoro folle di questi mesi e gli altri impegni, il fatto che una donna sia apparsa nella mia vita, mi hanno distratto non poco dal tango. Il lato positivo è l'aumento della tensione, della carica libidica, scintille quando tornerò nell'arte relazionale. D'altra parte, per la sua difficoltà, a non studiare, a non praticare, o a fartlo poco, si va indietro.

L'ultima volta uno dei brani programmati in una tanda di vals fu Bailando me diste un beso, di Francisco Canaro (bella l'interpretazione sotto di Gianpiero Galdi e Maria Filali). Rimasi fulminato. Ci sono citazioni di danze castigliane li dentro che io adoro e mi commuovono.
Tango amore mio, mi manchi!



(franciscocanaro, gianpierogaldi, mariafilali)