mercoledì 3 dicembre 2014

Ariadna e Fernando - 2

(Ariadna e Fernando - 1)

  • Molti movimenti del tango sono innaturali. Solo il lavoro li rende movimenti naturali.
    Fernando Sanchez
    laboratorio alla Milonga Sì, martedì 2 dicembre 2014

Sono arrivato a casa alle due e mezza, stamani, felice, stravolto, esausto e con una fame da carestia.
Ma cosa devo scrivere di tre giorni di tango in uno, perché alla fine, è stata vita milonghera per quasi otto ore?
_zzz è l'unico dei miei amici e tangheri conoscenti che sa, legge, penso che entusiasmo l'abbia alluvionato, sia traboccato in forma di qualche commento.
Ma cosa puoi scrivere di una serata così? Per quale interlocutore?
Di tecnica di tango?
Di questi artisti giovani (oggi c'è Zotto e la Duspero a Bologna, ieri e oggi ancora (lezioni private) Sanchez e Naveira, Bologna per qualche dozzina d'ore olimpo tanghero del mondo) che è come se tu fossi appassionato di pittura e andassi all'arte alla bottega di Degas, di Modigliani, di Caravaggio?
Del luccichio sfavillante della dolce vita mondana? Delle donne bellissime, radianti, incontenibili che c'erano?
Dell'energia? Del piacere? Della fatica?
Della Milonga Sì, ancora tempio edonista ed estetico in cui c'è l'arte e la vivi? Dei suoi contrasti caravaggeschi nella luce? Del suo antico e morbido e suadente che contrasta col metalmeccanico, elettrotecnico, barocco dorato e silicio?
Di questo rito della bellezza, dell'esibirla noi narcisi?
Della gioia, di scoprire con _ela, anima di seta, che da rospi a inizio serata siamo diventati, su quel giro, un po' cigni, alla fine?
Dell'apologia di Ariadna dell'errore? L'errore e la ripetizione come via per imparare, per migliorare?
Della filosofia del tango? Dell'intenzione del movimento (giro) che tiene insieme le sue parti? Dove vuoi  andare con lei?
Di un abbraccio lungo e forte, con _zzz, alla fine, amico mio, così stanco, esausto ma ci sei stato anche tu alla festa?
Del fatto che eravamo felici e cotti lessi dopo quelle tre ore e mezza e che... ahaha, una tanghera mi ha detto che quasi tutti quelli che avevano partecipato al laboratorio erano esausti, alla fine. Il tango è un amante esigente, ti dà e ti toglie tutto.
Ma è tango o è yoga? Quanta relazione ieri tra corpo e mente  e poi emozioni, in quasi tre ore e mezzo di laboratorio?
Cosa puoi dire di otto ore di vita gaia, amara, di burro e uova, salata, di mare, di terra, di girasoli, di rose  e di spine, aspra, dolce?
Sono un po' dopato di gioia, oggi.


(milongasì via milongasi)

martedì 2 dicembre 2014

Ariadna e Fernando - 1

  • Se sai ballare il tango, puoi ballare ogni cosa.
    _ias, maestro di tango

Ieri è stata una lezione molto impegnativa, sono uscito affaticato e... ben spazzolato. Sempre lo stesso mio maestro della frase di apertura, mi diceva che... se la lezione è impegnativa, ogni volta torni alla frustrazione di un principiante, ti rendi conto di sapere di non sapere. Già, tango socratico. C'è un linguaggio complesso fatto di assi, di angoli, di abbracci, di ginocchia tese invece che un po' meno tese, di torsioni del busto (dissociazioni), di passi al centimetro, di connessione al respiro, al batticuore, di essere uno con lei. Il tango è una sorta di orologeria svizzera della danza: se non sei preciso perdi colpi, semplicemente non va. E quando sei preciso, armonico tu lo deve essere anche lei, altrimenti... non va. E' anche possibile riuscire a realizzare un orologio che perda cinque minuti al giorno, realizzarne uno che perda cinque minuti in cinque anni è un'altra cosa. Certamente questo inizi a capirlo e ad apprezzarlo con l'addentrarti in esso. C'è la musicalità, l'interpretazione e la comunicazione artistica evocativa ed emotiva, non so se esistano emozioni che non possano essere vissute e comunicate col tango, col tango ad un certo livello. Ad esempio l'ironia.

Stasera avrò tre ore di laboratorio con Ariadna Naveira (figlia d'arte di Gustavo Naveira ovvero di colui che ha "inventato" il tango "moderno", il maestro dei maestri diceva ieri uno dei miei maestri) e Fernando Sanchez. Secondo alcuni ella è forse la migliora tanghera al mondo ma sono classifiche molto opinabili e insieme sono al vertice del tango mondiale. Insomma, è come se foste appassionati di scultura e aveste l'occasione di andare a bottega da Michelangelo Buonarroti. :) Poi la dolce vita milonghera, sono sempre eventi mondani questi e già ho amici che vengono da lontano e so che Flora ne avrà combinata un'altra delle sue meravigliose. Sono molto felice di questo.

Torno alla frase di apertura. Una dei piatti forti del loro repertorio NON è affatto un brano di tango ma...  Lazzarella di Modugno e Pazzaglia  (non sono musicista, altrove ho letto questo brano avrebbe la struttura musicale di un foxtrot o di un quick step, beh, siamo sempre su danze su 4/4).
C'è un intero linguaggio corporale che ha una struttura semantica molto complessa, articolata. Per avere senso di quanta informazione veicoli il linguaggio tango, immaginate quante parole sarebbero necessarie per descrivere questo pezzo danzato e la sua interpretazione: libri interi!
Io sono completamente perso in questa sesta arte, mi prende anima e corpo. Questo fine settimana non ho ballato nulla, per qualche attimo ho avuto la sensazione di un velo di angoscia, ieri, come se quest'arte mi scappasse via. 'spetta: stasera un altro piccolo passo in avanti!



Forse così normale

Mi accorgo spesso come quasi tutti siamo lontani dal qui e ora, dall'osservazione attenta della realtà. Non è affatto banale il vivere il qui e ora e intere culture e correnti di pensiero hanno perseguito questo obiettivo.
Insomma, ieri ho messo un titolo incomprensibile ad una pagina. Nessuno mi ha chiesto cosa diavolo volesse dire, cosa c'entrasse con il contenuto. Strano, no!?
No, forse non così strano, forse è solo così normale.

lunedì 1 dicembre 2014

Mostruosità (Alimuri e non solo)

Più volte ho affrontato la questione dei problemi italiani, dei problemi italiani della crescita, dell'insostenibilità. Uno scienziato ricordava che l'insostenibilità non è... sostenibile. Mi viene da ridere solo a scriverlo, siamo arrivati ad una idiozia generale (assumere come scontato che si possa essere insostenibili e di continuare non solo a farlo ma ad aumentarlo in gravità e diffusione) talmente diffusa che .. ci vuole uno scienziato a ricordare queste ovvietà.
Sebbene abbia già accennato alla Legge di Tainter, ai costi della complessità che si autoalimenta, ritorno sulla questione delle decrescite, questa volta, un esempio di decrescita cementizia. Un paese che necessita di 50 anni di battaglie legali per abbattere un ecomostro è un paese in agonia che merita il collasso, merita la giustizia della fine. Un paese in cui la illegalità è... diventata la norma non è un paese, è il chaos.
Sono mille le decrescite indispensabili, non certo solo quelle della popolazione, delle risorse fisiche e dell'energia consumate, dissipate. La decrescita dell'impunità, ad esempio, la decrescita delle irresponsabilità.
Abbattono una escrescenza del tumore edilizio,  una e... ne rimangono altre voluminose, mostruose,  altra orribile edilizia sicuramente abusiva (a destra nella immagine), forse condonata, come se qualche carta e qualche euro versato permettessero di sanare l'insanabile.
Ed è sempre dalla Campania e dai suoi deputati del centro destra che arrivano, con pervicacia, le richieste di altri condoni, di sanatorie. Ci vorrebbero decine di anni di demolizioni di massa per riportare la legalità, per iniziare a ricostruire legalità, economia, paesaggio, turismo, agricoltura.

State in una stanza con dieci o venti zanzare, dopo quattro ore di battaglie legali ne spiaccicate una, fate qualche foto, ascoltate la banda paraponziponzipo' e il sindaco, il ministro e poi tornate beatamente a dormire, soddisfatti.
Buona fortuna.


Ivda

Stavo tornando dall'aver accompagnato UnBipedinone al ritrovo per la partita della pedata (poi semi annullata ovvero trasformata in amichevole informale per impraticabilità del campo) quando... non ho retto alla orribile vista di distesa di rifiuti lato strada nei pressi del ponticello sopra la ferrovia. Una roba orribile, disgustosa.
Cazzo è una cosa pazzesca, devo fare qualcosa. Messo l'auto a lato, sono sceso, ho preso la sportona per la spesa grande e ho recuperato in alcuni minuti, una caterva di lattine, bottiglie di vetro, di plastica plastichette, alluminio, estathe, tetreapakini per succhi di frutta, pacchetti di sigarette, lembi di plastica che poi ho differenziato alle campane.
C'è una legge sociologica famosa, la teoria dei vetri rotti che osserva come funzionano le masse: il degrado attira degrado (sarebbe bello dire che l'armonia produce armonia, ma questa forma di entalpia sociale è assai rara, debole). Io spero che... qualcuno ci pensi prima di gettare rifiuti dall'auto.
Mi rendo conto sia una pia illusione. allora riformulo: egoisticamente quel pezzo di strada è meno orribile ora.
Quando scendevo lungo le scarpate a raccogliere il bottigliame superficiale, sentivo che sotto lo strato di humus scricchiolavano decine, di altre bottiglie di plastica. Una cosa orribile, angosciante.
I danni che ha fatto questa società del più becero consumismo sociale di massa USA&getta sono oltre ogni immaginazione, altro che fascismo, come osservava Pierpaolo Pasolini.

Io non capisco questa roba chiesastica dell'incensare la specie, di considerarla divina, il centro dell'universo, trovo orribili i deliri bergoglioni (non si possono trovare altre parole che descrivano vaniloqui dove tutto e il suo contrario vengono messi assieme e propinati al gregge) sul fatto che ci sia cibo per tutti, i suoi patetici tentativi di ecumenismo cogli altri due terzi del peggio, quello ebraico e quello islamico. Non c'è alcuna necessità di aumentare la massa (del parassita apicale), non c'è mai stato diritto al cibo, diritto alla casa, diritto alla salute e queste stupidaggini che neppure un bambino oserebbe pensare. Cazzo, uno guarda la storia, guarda la realtà e capisce che 'ste robe non cascano dal cielo, no!? Eppure le idiozie dell'inshallah, del diovedeeprovvede sono il pattume con cui si riempono le menti da millenni.
La dimensione numerica travolta di giorno in giorno da una crescita tumorale non solo al di fuori di ogni controllo  ma continuamente apologizzata e la disponibilità alla massa delle armi ecocide definitive, tecnologia ed energia, stanno realizzando il più grande progetto del male nella storia del pianeta, la Grande Thanatos ben celebrata dai suoi sacerdoti.

Avrei voluto scrivere qualche parola sul l'ultimo libro che ho finito... questo è un prologo tutt'altro che scorrelato.



domenica 30 novembre 2014

SdA vs. LH

Stavo riflettendo sul perché la trilogia de Lo Hobbit (questo fine settimana UnBipedinone ha portato qui La Desolazione di Smaug in versione estesa) ci acchiappi di meno rispetto alla trilogia de Il Signore degli Anelli.
E' sorprendente come la percezione degli aspetti sottili sia... molto sottile e colga non poche variazioni tra quelle descritte qui.
La mia tesi è la seguente
  • i combattimenti sono stati kungfupandati spesso fino all'eccessivo, al ridicolo;
  • la drammaticità è stata ridotta e in particolare i nani sono spesso troppo caricaturali, eccessivamente buffi. Certamente Gimli era, a volte, grottesco ma lo era in modo accennato.
I nani ne Lo Hobbit (almeno i primi due che abbiamo visto fino ad'ora) sono molto spesso, troppo spesso caricaturali, ridicoli. Così l pathos alza la manina, fa ciao ciao e toglie il disturbo.
Perché la fantascienzastoria de Il Signore degli Anelli aveva realismo e pathos straordinari? Anche perché era poco... fantastico. Avete presente i migliori dolci che sono... poco dolci? E' come se Lo Hobbit fosse stato un po' merikanizzato.
Io guardo la foto sotto e...mi viene da ridere. UnBipedinone mi dice ora che nel libro di Tolkien i nani non erano affatto ridicoli.



venerdì 28 novembre 2014

Il salame senza soluzione - 2

(Il salame senza soluzione)

Settore primario che se non c'è quello non ci può essere il secondario e poi il terziario. Non c'è il piano due e il terzo se non c'è il primo. Si capisce?
Sei ciò che mangi, sostenibilità dell'impronta ecologica, localismo, economia ecologica, acquisto solidale, etc. quante volte ne ho scritto? Parola alle immagini questa volta. Altri fatti, altre parole le trovate qui.