martedì 30 agosto 2016

Quaranta per seimilacinquecento

  • Il ministro accusa le forze dell'Ypg di fare "pulizia etnica"
    (repubblica.it)

Stamani sentivo alla radio, "in quaranta operazioni coordinate, salvate seimilacinquecento persone, solo ieri". Quaranta!?!? Operazioni semplicemente coordinate!?!? Così, accade, si manifesta, avviene per magia. Poi non ditemi che non esiste la Grande Sostituzione. Profughe che si fanno costose 
operazioni di chirurgia estetica prima di importi di "accoglierle". Per il resto ha già scritto Lorenzo, per mancanza di tempo arrivo tardi.
Ieri sera ho visto quasi tre ore di documentari sulla guerra in Siria di tutte le forze in campo (Syrian Free Army, goverantivi, curdi YPG, Al Nusra etc.) e in quelli dei democratici ribelli, dei ratti neri, in questo caso ripetizioni demenziaoli di Allahu Akbar ad ogni scoppio. Se ci fosse una soluzione definitiva per questo tumore islamico io sarei solo contento. Noto il civismo dei curdi, gente con due palle così che dà filo da torcere a tutti. Sono combattenti, donne e uomini, fieri che hanno tutti contro. Donne fiere e belle che hanno l'onore di far fuori 'ste canaglie islamiche in modo che non possano andare in paradiso, perché non succede per coloro che muoiono ammazzati da mano femminile (ecco, noi ci riempiamo di merda che ragiona e agisce così).
Nelle interviste alle combattenti curde esse dicevano che non possono che ammazzare i barbuti islamici catturati perché altrimenti ne va della loro sopravvivenza come successo in passato: serpi in seno che appena possono ti mettono sotto e ti ammazzano.
Per ciò separatezza (apartheid) e pulizia etnica, in questi contesti, sono ecologici, sono fattori di pace (esattamente il contrario di quello che la catechesi al pensiero unico ortodosso caccia nella testa della gente da lustri da mane a sera).

Ma non tutti sono proni: un ristoratore francese è stato molto franco con due invaditrici velate. genti e genia che sono oggettivamente malvenute. Prego notare i commenti di alcuni lobotomizzati sulla francesità delle innestate. Siamo sempre alla follia delle lenticchie fagiolate per legge. Potremmo soffermarci su un piccolo errore di logica del ristoratore, ma nella sostanza non cambia nulla: stranieri che entrano a forza comunità, territori, violandone le leggi, quindi la popolazione e che se protesti ti danno del razzista, dello xenofobo. Ihihi, verrebbe da ridere se non fosse che 'sti idioti sinistri sono una delle parti principali della frantumazione sociale in corso.
Allora io mi dichiaro, con sempre e maggiore convincimento, raziocinio, e gaudio intollerante, nazirazzista, xenofobo, fascioleghista [lunga serie di scleri demenziali tipici dei sinistri lobotomizzati].
La sostituzione prosegue.

lunedì 29 agosto 2016

C'era una volta

Sabato in tarda mattina eravamo quasi in cima a via Raffaello Sanzio, a Urbino. Seduti in quel covo "resisto tutte meno che alle tentazioni". Così, meravigliati dall'arte delle mani, del mangiar ben, la conoscenza del lavorare il cibo sano e renderlo buono, squisito, dal sapere delle mani dell'artigiano Leonardo Cartolari. Le nostre occhiaie di ore di tango, gioia e sonno poco volevano un ristoro, un po'  di dolce per la vita. Avevamo iniziato a colloquiare con lui, _mlero, _zzz e io ed egli ci ha raccontato la sua storia quando seppe, giovane lavorante apprendista a bottega di pasticceria a Pesaro che a Urbino ne mancava una, aveva detto e ci ha ripetuto :- Ci penso io! Sorrido ancora: forza, costanza, intento.
Volontario con la Croce Rossa, andò in Friuli, tre giorni senza nulla a scavare nelle macerie. Robusto, con un sorriso solare, con la sua parlata romagnola così schietta e musicale. Si era commosso, parlando di quelle persone, come lo abbracciarono quando riuscì a estrarne un paio ancora vive. Un fiotto di commozione che, passati quarant'anni, non riusciva a trattenere. L'abbraccio della vita che ti prende e non ti lascia.
Lo ascoltavamo, costernati, in silenzio.
Nel girare per Urbino, abbiamo trovato il sagrato del Duomo, e la sua chiara facciata barocca in pietra bianca, transennato. Erano cascati alcuni pugni di calcinacci dopo lo scossone che si era avvertito forte anche lì.
E prima, per le vie, avevo osservato quei muri poveri, di mattoni antichi, alcuni sfarinanti, altri tratti in cui mancava il legante, povere malte. E quell'arco a sesto acuto di una casa patrizia medievale, in via Saffi, già rappezzato secoli fa, con il cedimento dello stipite destro, i due capitelli belli di semplice arte, quello destro era più basso di trenta centimetri, l'arco acuto modificato e allungato con un concio. Le fondazioni? cosa sono?!
E i muri a pance, gobbe, sghembi dietro Santa Chiara e ancora, chiavarde che trattengono ciò che si spancia, qualche squarcio e osservi come, oltre ai mattoni esterni, dentro c'era tutto, il caos con malta povera.
Leonardo Cartolari, Maestro pasticcere a Urbino, diceva :- Se un giorno si attiverà una faglia, qui sotto, verrà giù tutto, anche il palazzo Ducale.
L'impotenza è sempre dolore. Sentivo la fragilità dei secoli, la gloria del rinascimento, la bellezza di muri e architravi e loggette e tamponature di questo contesto unico, di bellezza diffusa e stupefacente, in cui sono incastonate, come in una corona di platino e oro, le gioie, le pietre maggiori.
Queste bomboniere fragili di secoli, figlie di secoli. Nessun intervento è possibile su quel tipo di edifici, bisognerebbe tirarli giù e rifarli. Ma nessun rifacimento, neppure quelli delle città tedesche rase al suolo dai bombardamenti dei criminali di guerra alleati con intere popolazioni dentro, riescono a riportare la non linearità, le curve, le ampie sinusoidi, le rientranze, le sghembature di quella architettura originale. Cosa vuoi rinforzare castelli e casine storti di ciottoli, paglia e terra?
Lì verrebbe giù tutto. Eravamo seduti a prendere un caffè in un vicolo erto, con l'aria fresca che giungeva da monte - che meraviglia quei sistemi di condizionamento naturale! - e qualche secondo, una frazione di accelerazione G e saremmo rimasti lì sotto con quei cappuccini, quei caffè.
Erano anni che pensavo di andare in quell'angolo tra Abruzzo, Lazio e Marche.
Vedete, c'è uno strumento di straordinario valore, una di quegli strumenti che verranno distrutti dalla rete, da Google Maps in questo caso, che sono gli atlanti cartografici del Touring Club Italiano. Se non avete una guida, consultate con attenzione quelle mappe anche stradali e vi diranno dell'Italia bella, unica. Urbino evidenziato con un rettangolo verde "pieno", quelli sono le città "devo" di un potenziale Gran Tour. Amatrice evidenziata con un rettangolo verde vuoto. Accumoli sottolineato.
Da anni che mi ripromettevo: devo andare lì, dove la sapienza contadina, l'arte del cibo, l'arte di secoli, i paesaggi, i boschi, monti si abbracciano in una scenografia unica, nello Spettacolo del Belpaese. Uno scrigno: di borghi di grande bellezza ce ne sono così tanti che neppure l'atlante del Touring ce la fa a farcela: Montefabbri e Montegridolfo vicino a Mondaino, lo stesso Mondaino. Belli da impazzire, neppure in qualche modo evidenziati.

Ora non c'è più nulla. Non si può più, per anni non potremo tornare ad Amatrice, dicevo a _mlero. E' andata per sempre.
Questa bellezza così fragile, ti crolla addosso, ti riporta al tempo che fugge.

C'era una volta Pescara del Tronto

venerdì 26 agosto 2016

Arrivederci

Sarà un intero fine settimana di tango agli Imboscati a cui ritorno (con _mlero, _zzz e altri). Arrivederci a lunedì.
Buon fine settimana.

giovedì 25 agosto 2016

Al ristorante con un panino



Allora, come stai?
Avbevo aspettato qualche secondo e poi... ho pensato che non fosse più il caso di nascondere la realtà.
Andare in milonga con il partner è come andare al ristorante con un panino. No, stasera non mi sono divertito con te, in milonga.

Martedì ho un po' strapazzato _mlero. Ci è rimasta male. Arriviamo al punto da due posizioni agli antipodi: ella, da quando balla tango e specie nell'ultimo anno, in milonga quasi sempre in coppia col partner, io, da cinque anni, in milonga da solo o con amici, qualche volta con un'amica.

Cosa vuol dire che ti rompi?
Che ci sono interazioni sottili che mi pesano.
Cosa cazzo stai dicendo... impossibile. Fammi qualche esempio.
Ci ho pensato su un po' prima di risponderle.

Con gli amici parlo di femmine, di come è o sarebbe quella o quell'altra, quella che fica e quell'altra che sesso.
Arrivo  con te e poi c'è 'sta cosa che la prima coppia di tanda la "dobbiamo" ballare noi due o no?
Eri seduta da sola, avevi freddo, io avevo voglia di ballare con quella ma poi mica la posso lasciare te al freddo da sola e altre pare del genere.
Non sto seduto, scelgo, ballo, se ho voglia con chi ho voglia.

Certo, ognuna di queste tessere del mosaico sembra possa avere una soluzione ma il mosaico non mi piace.
A pranzo siamo stati bene pochi minuti fa, in quella mensa lavorativa a conduzione famigliare così emiliana e saporita, con il menù che varia per giorno settimanale e rimane quello con piccole variazioni di stagione. Sorrisi e baci.

Ti devo far vedere una vignetta (Charlie e Mafalda)
C - Voi donne avete una memoria fenomenale
M - No siete voi maschi che fate della cazzate indimenticabili.

Beh, _mlero, io non ti ho scelto perché eri una tanghera ma per tutto il resto. Ci sono migliaia di tanghere meglio di te ma io non sono con loro, sono con te. Tango e coppia sono due cose diverse. Come sono diverse le percezioni! Durante la discussione di martedì notte s mercoledì mi aveva detto - sì, avevo pensato di studiare a settembre con te visto che siamo insieme.

mercoledì 24 agosto 2016

Padoan, sinistra al caviale



Ecco un'altra della sinistra al caviale, la figlia di Padoan, una rampolla di banchieri che protesta a fianco degli invasori. fa l'accoglientista con le vite degli altri, volendo innestare nei quartieri di non milionari moltitudini di xeno incompatibili e aggressivi con l'organismo innestato, accoglientizzato. Ecco, un'altra delle castalie sinistranti che stanno lavorando allo sfascio italiano ed europeo.

Non serve essere strateghi di qualche istitutone di internescional intelligens per capire che tutto ciò sta portando e porterà a conflitti sempre più estesi e gravi. Guerra civile è vecchio e improprio, guerra etnica è politicamente scorretto.
Ma, gentili tranquillisti, non sono io a essere pessimista: ora è la Germania (solo ieri 12000 invasori arrivati in un sol giorno a Monaco di Baviera, al collasso) che sta istruendo cittadini e paesani a preparare vettovaglie e altro di sopravvivenza a breve termine, alcuni giorni, per una guerra "ibrida".

Pochi giorni fa la gerarca Merkel aveva promesso (senza alcun mandato, di imporre ai territori tedeschi altre moltitudini di invasori, contro le proprie genti, nei territori di quelle genti) dopo l'accordo col gerarca Renzi e il gerarca Hollande.

martedì 23 agosto 2016

Passata perfetta



Sabato _mlero mi ha dato una mano e abbiamo fatto i pommarolari, ovvero abbiamo messo in conserva (in forma di passata integrale) quattordici chili di pomidoro biologici a km 7 (più o  meno la metà dell'anno scorso, che un quarto è rimasto).
L'anno scorso avevo, in tre tappe, (la prima qui) sprovvedutamente, seguito il consiglio della contadina fornitrice per una lavorazione veloce  (scottare velocemente in pentola a pressione e poi scolare per ottenere velocemente un prodotto meno liquido) ma la qualità ne aveva sofferto non poco: il sapore se n'era andato col sugo scolato.
Alla fine mi ero accorto della cazzata e avevo salvato alcune bottiglie di sugo di scolatura: era talmente saporito di pomodoro che era possibile preparare zuppe o un risotto con un forte sapore di pomodoro bianche o rosa - quasi bianco. Sono quindi tornato alla tecnica tradizionale, bollitura sì più lunga ma tutto il sapore "dentro".
E' uscita una passata perfetta frullata perfetta, (pomidoro perfettamente maturi, in gastronomia, tecnicamente e teoricamente veniva considerato come frutto invece che ortaggio) talmente buona da risultare quasi... un ketchup, altro che aggiunta di zucchero. Alla fine ce ne siamo sbaffati alcune cucchiaiate, così, senza nulla e poi ho preparato un risotto rosso da festa e festa è stata.
Passata così saporita e completo, dolce, tondo il gusto che essa sarebbe già pronta per condire una pasta asciutta (se forse con uno spicchio d'aglio e un po' di basilico, una spolverata di peperoncino.
I pomidoro bio hanno permesso di non buttare via neppure un grammo di prodotto: buccia e semi contengono licopene che è un potente antitumorale (della prostata). I cibi sani (bio) più sono completi, integri e più sono sani (principio praticamente generale in alimentazione, questo). Mai capito perché la gente cacci via tutto quel popo' di prodotto (forse perché chimico e inquinanti e veleni stanno nella buccia, come le vitamine e altri oligonutrienti) per ottenere una roba raffinata, meno saporita, senza consistenza o con meno consistenza al tatto, insalubre.

_mlero lavorava al tagliere in modo femminile, ciacolando e pensando e facendo altre cose e si è tagliata tre volte: un pezzo di pollice lo abbiamo riattaccato subito al volo.
Pommarola sì, ragù no!

lunedì 22 agosto 2016

Grugniti, intraprendere, limiti

Stanotte, svegliato dal temporale che ha portato un po' di acqua, finalmente, nell'Appennino di mezzo così siccitoso, riflettevo. Un po' l'ansia, non solo il vento, che mi teneva sveglio. Pensavo al giovane uomo contadino che ci ha mostrato la sua azienda, ieri, nei colli e monti della provincia di là: ha lasciato perdere il lavoro come meccanico in un'officina di una paesino non lontano da quello dove abito e, con la sua compagna, è andato là. Ad iniziare tutto da capo.
Un podere in una posizione non delle più fortunate ché quando si parte senza denari... Qualche ettaro, tutto da fare, dalla casina storta con i piccoli scuri verdi, a tornare a iniziare a lavorare i campi, il recinto per le mucche libere e poi anche quello, meno ampio, per i maiali, gli attrezzi... Io non ho quella forza di intraprendere, di buttarsi nelle novità a capo basso.
Eppure, quelle difficoltà superate, il sacrificio quotidiano e un lavoro ampio - secondo me fare il contadino è uno dei lavori più difficili, devi essere un po' fabbro, un po' veterinario, agronomo e poi ragioniere, un po' ricercatore botanico, chimico e falegname, un po' meccanico e poi commerciante ai mercatini bio di Campi Aperti e anche economo e muratore, saldatore e tante cose, quante conoscenze e abilità servono ! - li portano ad una grande felicità, ossa stanche la sera, cuore allegro, calli e pochi soldi e la sensualità e la gioia di lavorare con la vita, nella natura.
Vedevo gli occhi di _aneri brillare,  quando raccontava che il nonno suo, della bassa emiliana, riuscì a vivere a sufficienza, egli strappato dalla miseria dalla terra e operaizzato nell'industria, per vedere il nipote che tornava alla terra. Mio nonno - diceva - sprizzava di gioia quando riuscì a venire qui e a vedere quello che avevo fatto, gli animali, tutto, prima di morire. Ieri c'era anche una camminatrice, israeliana, che nei kibbutz aveva vissuto, anche se in forme diverse, quel movimento nascente - così ben descritto da Andrea De Carlo in Due di due - di una nuova impresa contadina. Sereno, _aneri, diceva che se le figlie non vorranno continuare in quel contesto, prenderà su tutta la famiglie e inizierà qualcos'altro altrove.
Io che sono restio a iniziare, che resisto al nuovo, dopo quelle ore nella terra odorosa di maiali, di prugne, col cantare delle galline-ho-fatto-l'uovo, stanotte sentivo un po' il dolore dei miei limiti. La paura del gettarmi in un'impresa, nello sconosciuto. Saranno giorni di cambiamento al lavoro: ho ansia e paura, opporre resistenza che senso ha!? Eppure è così facile per altre persone ciò che per te è invalicabile o forra orrida e oscura.
Penso ai maiali di ieri - adoro quegli simpatici cotechini semoventi - nel boschetto di roverelle, azzurrini di fanghi nelle loro pozze spa - son proprio cinghiali domestici! -  i loro grugniti allegri, il giocare dei piccoli e dei giovincelli e osservo quel loro vivere felice breve (ma non come i colleghi dei maialifici) e inconsapevole.