giovedì 14 novembre 2013

Made in Italy - 1

In Emilia e in Lombardia osservo sempre con cinico sarcasmo il consumismo del pecorame de il_bobbolo dei livelli superiori della piramide sociale. Borghesotti che appena hanno due palanche due in più, acquistano il macchinone tedesco a costi spropositati. Nel paesello lo squallido capetto del Pidimenoelle, un viscido pensionato ex ferroviere impegnato in tutti i comitati possibili della commemorazionedellaresistenza da un paio di mesi gira con un Mercedes nuovo di trinca (non è un modello base! vorrei capire con quali soldi, peraltro). Se non fosse dentro nella retorica propartito della resistenza ma in sindacato, andrebbe sicuramente con quelle auto alle lotteerivendicazioniperl'occupazionenellefabbricheemilianecontrolosfruttamentodeipadroni controlausteritàeperilrilanciodeiconsumi(smiedell'import).
Noto che coloro che sono cresciuti educati (?) alla sobrietà morale del maoismo cinese e gli altri immigrati sono consumisti PIU' consumisti degli italici (per assenza di anticorpi, un motivo in più per impegnarsi a che rimangano o rimpatriarli coercitivamente nelle loro terre natie in modo che non aggravino il pessimo bilancio ecologico e globale dei paesi consumisti iperpopolati) appena c'hanno due palanche in più comprano il mercedesone, il suvone alemanno (una lunga scena immortala in una banlieu dei tamarri spacciatori maghrebini su SUV Mercedes anche in questa pellicola) etc. L'abbruttimento pecoreccio al consumismo più becero è assolutamente egalitario e democratico, rinforzato nelle masse a base di porzioni giornaliere di programmazione inquinante mediatica.

Ora, paraponziponzipo', si sta aprendo una procedura di infrazione contro i crucchi per export eccessivo.
Mi piacerebbe capire in cosa consisterà.
Divieto di pubblicità ai prodotti tedeschi? chiusura per tre giorni alla settimana degli spaccaprezzi Lidl? controllo delle conversazioni e dei contatti commerciali: dopo la seconda macchina TAC della Siemens venduta, fine delle transazioni e tutti a casa? bandite le matite Staedtler a scuola?

Questo sistema si avvita sulle sue contraddizioni. Capi della b.anda di saccheggio,  Operai, tecnici, borghesi, benestanti e proletari, pecorame italico tutto insieme senza distinzione che compra pure la cacca se di moda e tedesca, la bresaola sassone i pomidoro (olandesi, quelli) oltre che l'auto di Ingolstadt o di Stoccarda. Un sistema di coglionesca dilagante imbecillità di massa che comporta la distruzione di tutte le economie locali, uno spaventoso dissanguamento di capitali, conoscenze, industria verso i tedeschi, perdita di saperi e posti di lavoro. I tedeschi che sono dentro in questo sistema fino alla punta dei capelli e che sono campioni del mondo nel far sistema e nell'ingegnarsi, ci danno dentro.
Sono le masse italiote, ogni volta che privilegiano Zeiss a Galileo, BMW ad Alfa Romeo, Birkenstock al sandalo marchigiano, müßli sassone a cereali umbri, lo yogurt Müller a quello del caseificio di casa a essere i PRIMI responsabili dello sfascio economico, della bilancia dei pagamenti, della distruzione della loro economia e del loro impoverimento.
Consumo critico e locale? Perle ai porci!

Io leggo esterrefatto Grillo dare la colpa all'euro o accusare i dirigenti del paese di essere peggio delle masse, osservo incredulo la demagogia di 'sti dirigentastri europei che cavalcavano giulivi il consumismo accrescitivo fino a che non è sfuggito loro di mano.
Ma te_che_leggi, ma chi cazzo ti obbliga a comprare 'sto tedescame? Ancora colpa dei nazi brutti cattivi che ti spingono con i loro mitra in concessionaria o da Lidl?

Limportante è dare la colpa a qualcun'altro. Questa è una delle eccellenze del Made in Italy.


26 commenti:

  1. sai che io, oggi come oggi, non ho la benché minima idea di che macchina mi potrei comprare?

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  2. Prima di tutto riparare e manutenere bene l'auto che possiedi cercando di usarla il meno possibile.
    Poi, se proprio devi, compra un'auto italiana.
    Hanno rapporto qualità prezzo migliore delle tedesche e, anche se sono fatte in parte all'estero, almeno la progettazione e il design rimangono in Italia.

    Tutto, ripeto, tutto deve tornare a rinforzare l'economia locale e per questo è bene che TUTTI si impegnino personalmente.
    Nel caso di prodotti posizionali come le berline di segmento medio superiore ottieni anche una diminuzione di prezzo,. Per altri prodotti, come quelli alimentari, il prezzo in più mantiene i contadini italiani che lavorano in condizioni agronomiche e orografiche meno favorevoli sulla terra, e con essi l'eccellenza e la tipicità.
    Le cose importanti hanno dei costi e un prezzo che è saggio pagare. Con quella piccola differenza puoi fare moltissime cose per la TUA economia.

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    1. Una cosa che non mi spiego se non attribuendo le responsabilità del caso alla stupidità degli interessati o a pressioni pseudo-mafiose alle quali potrebbero essere sottoposti a mia insaputa...

      Si dice che a chi ha allevamenti da latte in Italia il latte costi circa 40 centesimi al litro (vedi qui). Contemporaneamente si dice che il prezzo di vendita copra a malapena le spese. Mettiamoci pure in conto la tendenza a lamentarsi a prescindere tipica degli esseri umani, e diciamo che il prezzo di vendita al litro del latte alla stalla si aggiri sui 50 centesimi al litro. Il latte fresco al punto vendita costa mediamente tra 1,40 e 1,80 euro al litro.

      Orbene... a poche centinaia di metri da casa mia, una nota stalla locale di proporzioni medio grandi ha aperto uno spaccio. Non vende il proprio latte, ma solo i derivati. Sui derivati pratica prezzi comparabili a quelli di qualsiasi supermercato di zona, pur se in assenza di intermediari e di spese di trasporto.

      Personalmente leggo questo stato di cose come una forma di speculazione da parte di chi gestisce lo spaccio, perché sicuramente potrebbe essere assicurata una redditività molto superiore alla vendita all'ingrosso con un prezzo che si collochi almeno a metà strada tra il prezzo all'ingrosso e il prezzo al dettaglio. Invece, vogliono la botte piena e la moglie ubriaca. Ovviamente questo modo di agire allontana i potenziali clienti, o almeno li riduce. Inoltre, perché non vendere anche il latte? Il latte fresco a 80-90 centesimi al litro attirerebbe l'intero paese presso quello spaccio. Stesso discorso per il formaggio, se adeguatamente prezzato. Parliamo di 1400-1500 persone. Invece, niente, smercio marginale e del tutto occasionale. Ma la responsabilità non riesco ad attribuirla del tutto a chi sceglie altre forme di distribuzione.

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    2. Ci sono politiche del prezzo spesso incomprensibili. A volte lo sono perché manca la trasparenza sulla formazione del prezzo. Alcuni produttori particolarmente in gamba nel circuito dell'eco-nomia "critica" forniscono con il prodotto anche di come si è arrivati a quel prezzo.

      Io penso che anche l'ingordigia sia egalitaria e non trovo ragioni particolari per cui debbano esserne esenti i contadini.

      Resta il fatto che moltissime (piccole) aziende agricole siano fallite e abbiano chiuso (specie in territori in cui le produzioni sono più qualitative che quantitative) perché strozzate dai prezzi che non coprono i costi.

      Latte: da 0.40€ a 1.40-1.80 scrivi. Io lo trovo indegno: presso più che quadruplicato e solo le briciole a chi si fa il culo in campagna. Non puo funzionare. Quando non ci saranno più stalle poi essi si accorgeranno... Chiederemo loro dove erano e come spesero il loro soldi quando i contadini fallivano.

      Latte (crudo) in vendita diretta: so che i macchinari sono abbastanza costosi.
      Purtroppo (e per fortuna) il latte fresco è un prodotto che non consumo più, non so dirti quali siano qui i prezzi al litro sulla vendita diretta.

      Ci son molte considerazioni poi sulle produzioni agricole di qualità (biologiche e biodinamiche). Quelle sono economie ad alta intensità di lavoro e a minor sfruttamento (anche di animali, suoli, specie) e quindi i loro prodotti, proprio perché contengono più lavoro locale, costano di più.

      Considera che l'operazione chiave del consumismo è stato di comprimere patologicamente la parte di reddito destinato dalle masse a quanto di importante per la sussistenza (cibo in primis) per destinare quel reddito a prodotti inutili/posizionali/voluttuari/a rapida obsolescenza/USA&getta etc.

      La prima operazione anticonsumistica è quindi tornare ad attribuire il giusto prezzo alle cose importanti, vitali.

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    3. Beh, una volta sarebbe interessante andare a fare un piccolo acquisto e mettere lì alcune delle tue osservazioni.
      I contadini, in genere, sono molto attenti. Magari chiusi su certe cose ma, se percepiscono un approccio sincero e intelligente, si aprono e ascoltano.
      Ho una lunga esperienza di conversazioni con i contadini che è una delle cose che adoro di più. Forse lo capiscono e anche per questo poi parlano, si aprono e si confidano.

      Prova a porre loro le tue osservazioni, mettendo in luce lo straordinario potenziale che si perdono a prezzi che sono allineati a quelli della vendita al dettaglio.

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    4. Ho guardato un po i prezzi su internet.
      Per comprare una macchina nuova dovrei comunque spendere intorno ai 20k €.
      Va a finire che mi ricompro la mia aziendale e me la tengo per i prossimi 5 anni almeno

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    5. Charlie Brown
      Io non ho ovviamente elementi sufficienti per consigliarti alcunché se non sottolineare l'importanza di alcuni principi.

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  3. ...Secondo me questo post mette assieme parecchie cose che fanno fatica a stare vicine..Cmq, quanto all'auto, dico solo che le giapponesi, nell'ordine Honda, mazda, toyota e nissan, sono di gran lunga le macchine più affidabili e le migliori da tenere per venti anni o più come capiterà a molti di noi...

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  4. > parecchie cose che fanno fatica a stare vicine
    Intuisco che... tu non sia d'accordo.
    Ma non ho la capacità di teleleggerti la mente e quindi non so a cosa tu ti riferisca.

    Io ho due fiat, rispettivamente di 18 e di 17 anni. La prima va (con la dovuta poca manutenzione) come un gioiellino; la seconda più fighetta che uso solo d'estate ha problemi di componentistica.
    Mi ricordo di vari articoli di Quattroruote che riportavano che nel rapporto qualità / prezzo primeggiavano.

    In ogni caso io ritengo la qualità (da misurare) solo uno dei fattori. Se per assurdo comprassimo solo auto giappomesi, con quali soldi lo potremmo fare, visto che chiuderebbe tutto il comparto dell'industria automobilistica e indotto italiane?

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  5. l'infrazione contro i crucchi è ridicola

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  6. Calzante, non c'è che dire.
    Baci.

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  7. Non prenderei una Fiat nemmeno se mi pagassero loro, figuriamoci. Nella maggior parte dei casi stanno su con il fil di ferro, hanno una elettronica che fa acqua da tutte le parti e problemi a non finire.
    Le tedesche, e anni di lavoro come responsabile clienti officina in un concessionario qualcosa mi hanno insegnato, vanno decisamente meglio.
    Dopo due VW, abbiamo preso la Toyota Prius, e siamo stracontenti della scelta, anche se, e questo va detto per correttezza, da nuova costa decisamente troppo.

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  8. x Francesco:
    E' tutto così assurdo e l'infrazione dei burocrati tromboni europei ridicola.

    x Astrolabia:
    Calzante?

    x Alahambra:
    Esterofila senza se e senza ma.
    Eh!?

    > costa decisamente troppo
    Le auto italiane hanno un rapporto qualità/prezzo vincente (anche se mi riferisco ad articoli di 4R di qualche tempo fa).
    In ogni caso nella valutazione di un prodotto ci sono più fattori, non solo qualità e/o prezzo, moda.
    Ma tu, in maniera provocatoria, sottolinei che del resto non ti importa.
    Sostanzialmente non di approccio basato su mode ma di approccio consumeristico.
    Bene, fate tutti così e rimarrete a casa senza lavoro con le vostre belle automobiline fichine (o presunte tali) estere. :>)

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    1. Hai ragione, ci sono diversi fattori, solo che tu, evidentemente, non sai di cosa parli e sei pregiudizievole all'ennesima potenza.
      La Prius è una macchina ibrida elettrica/benzina. Ci facciamo 1000 km con un pieno, paghiamo meno di assicurazione dal momento che si calcolano i cavalli del motore meccanico e non di quello elettrico, i primi 3 anni non si paga il bollo e per i 4 successivi il bollo è comunque ridotto, esperienze di chi l'ha avuta (anche quelle su 4R visto che sembri tenerci) dicono che ci si fanno 500.000 km con un solo cambio del pacco batterie e nessun'altra manutenzione se non quella ordinaria...
      Ma pensa, c'è della gente che si informa prima di fare dlle scelte e usa il cervello senza barriere, che buffo!

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    2. Diciamo che tu non vuoi capire...
      Si chiama pattern dello spostamento del carico.
      Su un natante alcuni passeggeri si spostano da uno dei due lati dell'imbarcazione e ciò attira altri passeggeri in un processo in crescendo, fino a che l'inclinazione si fa tale che anche altri vengono trascinati sul lato in sbandamento, la situazione diventa fuori controllo, il natante sbanda sotto linea di galleggiamento, imbarca acqua e poi affonda.
      Così si capisce?
      Immagina che tutti gli italiani comprino solo auto straniere (anche Prius): cosa succederebbe all'industria automobilistica italiana?
      Molti di essi perderebbero il lavoro e non avrebbero più le risorse neppure per guidare la Prius ecologica appena acquistata.
      E' così difficile da capire?

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    3. Detto questo aggiungo che il futuro della mobilità NON è nelle auto elettriche o ibride (questa è una credenza che pensa di riformare il problema auto rendendolo un pochettino meno pessimo, apparentemente meno pessimo, andiamo a vedere i limiti energetici del piano) ma in una efficiente rete di mezzi pubblici (centrati sulla ferrovia, che è di gran lunga il più efficiente, confortevole, industriale dei sistemi di trasporto).
      Mezzi pubblici che sarebbe bene venissero progettati, prodotti e manutenuti in Italia. Tanto per rimanere a tema.

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    4. E' inutile che cambi discorso: non stavamo parlando del futuro della mobilità, stavamo parlando di acquisti di auto italiane e straniere.
      Per esperienza di lavoro e di vita personali e di tanti, ma tanti attorno a me, sostengo con convinzione che acquistare una macchina italiana, allo stato attuale delle cose comporti una serie di svantaggi rispetto ad acquistarne una straniera, in termini di sicurezza, di efficenza e di durata.
      Per altro, il pc di cui fai il tuo pulpito è italiano? Il tuo smartphone è italiano? Lo sai che il materiale da cui è composto il monitor (tutti i monitori di tutti gli smartphone) viene da un unico posto sottopagato e sfruttato?
      E non ultimo, il meraviglioso ballo a cui tanto sei legato è italiano?

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    5. Ah ridaje...
      Tu ragioni in termini consumeristici (supposto che tu abbia ragione - non ho dati recenti per smentirti, dato che fino a qualche tempo fa riviste specializzate del settore ritenevano vincente il rapporto qualità/prezzo delle auto italiane). Io dico che non è escluso che uno dei motivi per i quali le auto italiane possano avere dei limiti è anche quello del fatto che, come per molte altre cose, gli italiani sono spesso aprioristicamente esterofili (sufficiente osservare come deturpano la nostra lingua con mille mila termini stranieri del tutto inutili, lingua che è una delle più belle del mondo).

      Il mio pc, il mio furbofono...
      Ascoltavo qualche giorno fa uno speciale su Rai Radio 3 sulla storia di Adriano Olivetti.
      Uno dei motivi della decadenza economica attuale è che dopo alcuni contrasti interni dell'azionariato di quella societa' in parte contrario alla visione umanista, illuminata basata sull'etica del bene comune, della sinergia e della cooperazione ad obiettivi comuni di quell'imprenditore (detestato da destra e sinistra, quasi sempre segno di eccellenza!) fu quello di uscire dall'elettronica.
      Anche per quel settore ormai dobbiamo importare tutto.
      Anche se a te non piace, questa colossale emorragia di risorse, ingegno, capacità industriale non migliora di un milionesimo con tutte le giustificazioni specifiche se non ultraspecifiche che rappresentano, quando va bene, una visione del problema del "millimetro quadrato", più spesso solo uno dei molti modi di deresposabilizzazione, disimpegno, di attesa che siano gli altri a fare qualcosa che è assai diffuso in Italia e per il quale noi come altri paesi mediterranei soccomberemo sempre alla forza di fare squadra, di fare sistema dei paesi del nord Europa.
      Prego, continua(te) così.

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    6. Tesoro mio bello, quando faccio un acquisto lo faccio perchè duri nel tempo, a maggior ragione se si tratta di un acquisto importante in termini economici.
      Se la Fiat, e nomino quella perchè di macchine si sta parlando, non sa fare il suo mestiere, ovvero produrre delle macchine efficenti ed affidabili, è più che giusto che non venda, indipendentemente che sia italiana, coreana, norvegese o statunitense.
      E ci mancherebbe altro.

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    7. Molto bene.
      Continuate così...
      Eccellenti macchine straniere ferme perche' non hai piu' so stipendio perche' la azienda in cui lavori ha perso il principale cliente, fornitore di fanaleria per il gruppo fiat ha chiuso...
      E, soprattutto, fatelo tutti e fatelo di piu'.
      E' una saggissima decisione collettiva che non puoi' che migliorare le cose.
      Grazie Alahambra.
      :)

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    8. Ah no, hai ragione, è meglio acquistare dei beni che causano problemi, che non sono affidabili, che si guastano di più, che si devono cambiare più spesso e incentivare così la mediocrità. Logico.
      Alla faccia dell'eccellenza.

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    9. L'eccellenza nel consumare è facile nell'eccellenza del sistema, nel suo complesso (come quella di alcuni paesi del nord europa) e' complessa e - a volte - incompatibile con l'eccellenza del consumare prodotti e servizi di altri paesi.
      La visione del "millimetro quadrato" non e' la visione del complesso.

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  9. Ciao Aman, è un bel po' che non ti seguivo. Ho capito male, o stai disilludendoti anche di Grillo?

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    1. Buonasera Roberto.
      (Ri)Benvenuto.
      Sai che..., non mi ricordo di te? Chiedo scusa.

      Grillo e Casaleggio hanno una proposta politica che ha degli elementi di novità e un qualche accenno di radicalismo che ritengo indispensabile (non è che puoi curare uno che è finito sotto un treno con dei cerotti e l'aspirina).
      Come scritto più volte essi dovrebbero avere il compito di essere garanti sul metodo ed applicare il pugno di acciaio con gli eletti che sono rappresentanti non di Marte o Venere ma di questa societa' in cui l'etica pubblica e' spesso semplicemente assente.
      Come in tutte le democrazie essi si trovano di fronte alla questione di come recuperare ed aumentare il consenso: sarebbe del tutto puerile pensare che il M5S non possa cadere nel problema democrazia demagogica che è strutturale e riguarda TUTTI i paesi e i loro tentativi di democrazia.

      Trovo interessanti molti punti della loro proposta
      Trovo orribili alcuni altri.

      Io non so se abbia mai votato a due elezioni politiche lo stessa forza politica.
      Io osservo e valuto.
      Non è una fede, non è l'adesione “di sangue” di un senese al suo rione, di un tifoso alla sua squadra, di un religioso alla sua roba. E' una valutazione dei pro e dei contro, considera il contesto e il materiale umano a disposizione e prende atto che non è il movimento politico di UUiC.
      D'altra parte leggo in diari di una ex lettrice del qualunquismo popolaresco che mi fa ritenere che le capacita' e del sistema democratico (mah) e di questo paese di migliorare sono esigue.
      La maggior parte delle persone si lamenta del piatto in cui è servita la ribollita, la ribalta sul tavolo e torna a mangiare per terra con le mani il cibo marcio cui è abituata.

      Se il M5S ha qualche brufolo, direi che è sufficiente osservare i bubboni maleodoranti e la lebbra dei partiti per consolarsi.
      E tu che obiezioni avresti sul M5S?

      Comunque ben tornato. :)

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    2. Non ti ricordi di me perché mi conoscevi come "Dati & Fatti". Ma non importa.
      Le mie obiezioni sul M5S?

      Prima parlerei di ciò che trovo positivo.
      La rottura, in termini di polemica col vecchio sistema. La voglia radicale di pulizia. Questo sì.
      Ma poi, finisce lì. Non capisco le proposte, ci sono? O sono slogan?
      Faccio un esempio. La democrazia diretta, dal basso, via Web:un tentativo secondo me puerile di proporre un superamento della democrazia rappresentativa. Quella diretta on funziona nelle assemblee di condominio, figuriamoci...

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    3. Ohhh :-O
      In effetti ci sono ancora i commenti tuoi sul diario della ex-coppia e alcuni pure qui dentro.

      :)

      Le proposte esistono,sono in programma.
      Ad esempio sul problema delle carceri affollate e tutta la serie di serie di slogan vuoti se non di colossali cazzate dei partiti dei politicastri che hanno fortemente contribuito a creare prima e ad aumentare poi il problema, il M5S ha presentato, un'analisi abbastanza precisa e proposte interessanti.

      Democrazia diretta...
      Ho già scritto
      che la prospettiva è agghiacciante ma che contiene dei lati positivi che è rompere il meccanismo perverso, aberrante di transfer-delega che costituisce lo spirito di questa oligarchia travisata da pseudo democrazia rappresentativa.
      Cinicamente: se non ci va bene il ghiaccio della democrazia diretta possiamo pure rimanere nelle fiamme del sistema attuale.

      Poi, intendiamoci: il paese non è messo bene e l'antipolitica che lo ha contraddistinto da decenni NON è un problema politico ma prima di ecologia, di cultura, di valori, di psicologia, di etica.
      In questo contesto anche il M5S si trova a fare nozze con i fichi secchi.

      Poi se vuoi ci mettiamo a fare i qualunquisti "sono tutti uguali agli altri" col quale si riempe la bocca il_bobbolo.

      Con tutte le mie contrarietà ad alcune scelte del M5S che qui registro e continuare a registrare continuo a preferire la minestra così così che la cacca servita a palate.

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