mercoledì 15 aprile 2015

Per sempre? No prego!



Vitalìzio
agg. e s. m. [dal lat. mediev. vitalicius, vitalicium, der. del lat. vitalis «vitale»]
o – 1. agg. Che dura per tutta la vita, che si conserva vita natural durante.


Stavo leggendo le considerazioni di Zagrebelsky sui vitalizi ai parlamentari condannati.
Mi sono dovuto impegnare per il senso di fastidio: dover ribadire elementari considerazioni di giustizia (marci e criminali in parlamento che godono a vita di privilegi già assolutamente anacronistici per i "dipendenti" non condannati) indica il grado di manigoldo ingarbugliamento dirittistico cui è arrivato il paese pur di mantenere status quo aberranti.

C'è, d'altra parte, una buona notizia: l'ex coniuge che si rifà una famiglia perde il "diritto" (?) di assegno di mantenimento.
Che io non ho capito che cazzo c'entri l'assegno di mantenimento all'ex-coniuge, cazzo di diritto storto è? Gli assegni devono essere solo per i figli. Anzi, fosse per me i figli dovrebbero possibilmente stare, da una certa età, diciamo dai tre anni, una settimana con papà e una con mamma. Dai tre anni in poi , in questo caso, nessun assegno. Fine. Stop.

Neppure così indirettamente sono forme diverse di furto e rapina intergenerazionali: come quella pensionistica (ancora, ferrovieri che prendono molto di più di quanto versato), quella delle famiglie (rurali) numerose, dei falsi invalidi, ex-coniugi e conclamati criminali parlamentari privilegiati a vita a spesa delle vite degli altri e altre manifestazioni del dirittismo.

Insomma, adulterate forme di pseudo giustizia che non sono altro che forme di parassitosi croniche, di sfruttamento travisato. Il politicamente corretto che diventa il politicamente ingiusto.
Serve una mannaja, anche usata brutalmente, per recidere questa matassa sofista funzionale a ingiustizie croniche.

48 commenti:

  1. Se i marci sono maggioranza sono loro che usano la mannaia

    Essendo parte interessata, sui ferrovieri magari ci tornerò

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    1. Basta fare una legge in cui si legalizzano certi finanziamenti e non si chiamano più bustarelle, ma sponsorizzazioni (come avviene in molti paesi). E' solo una questione di etichette.

      Ci sono poi paesi in cui non è nemmeno necessario corrompere, perchè tanto le lobby che governano sono poche e si spartiscono il potere.

      Ma tu non preoccuparti, lascia sognare i moralizzatori. I giornali che fanno queste inchieste lavorano certamente per il_bobbolo che raglia: Corruzioneeeeee, Falsi_Invalidiiiiii....

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  2. Casta, cricca e corruzione.

    Il giorno che capirete che questa mistica (che peraltro è giusta, per carità) sta servendo a ridurvi con le pezze al culo sarà già troppo tardi.

    Continuate a ragliare: il vitalizzzioooo, la pensioneeee, la bustarellaaaaa, l'Italiettaaaaa

    Ragliate, ragliate.

    :-)

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    1. Sei strutturalista, nottebuia.
      Stai dicendo che non bisogna criticare i mattoni di fango se la torre non sta in piedi.

      Infatti, il caso dell'assegno di mantenimento parassitario non c'entra nulla con le tue macrotesi economiche, sociologiche, geopolitche.
      Solo che dimostra che i mattoni di fango sono ovunque.
      Un po' come la vita in condominio e i casi di assurdità che la contraddistingue, patologie nelle quali i partiti, le lobby, le multinazionali, i tedeschi, l'euro non c'entrano una mazza.
      Solo che questo "non voglio considerare minimamente i mattoni di fango" è funzionale a rimuove il tuo alibi che scarica, trasferisce sulle strutture in grande.
      E' consolatorio ma fa parte del problema, non della sua soluzione.

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    2. Si, ma io ti ho sempre detto: è giustissimo combattere la corruzione, il malcostume, la cattiva politica e tutto il resto.

      Ma qui siamo arrivati a livelli della presa per in giro. Se non è chiaro questo punto, continuiamo pure con la retorica del taglio al vitalizio.

      Ti ripeto: non lo fanno per te, non lo fanno per costruirti un mondo ecologico.

      Son complottista? E va beh, son complottista. Tanto giornali e TV da chi son pagate? Secondo te "moralizzano" per regalarti un mondo più giusto?

      Non ti piacciono le religioni ma ti piace il moralismo (occhio che in passato le religioni servivano proprio per fare moralismo...)

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    3. Macché moralismo di mio nonno.
      Il moralismo è quello dei "principi di giustizia" e altre fregnacce del genere che sostengono questi meccanismi di sfruttamento.
      Anche se è vero che discostarsi dalla realtà è in qualche modo morale, allora, se si prendesse questo e lo si portasse agli estremi, gli unici non moralisti sarebbero i conservatori assoluti dell'esistente e moralisti tutti gli altri.

      La prima ecologia è quella del non-sfruttamento e dell'autonomia e sostenibilità. Un* che vive parassitando in mille modi gli altri è ovviamente parte dell'ambiente ma nell'ambiente, nel reale, i parassiti si combattono, si eliminano, non li si riveste di presunti diritti alquanto storti.

      Infine, dal punto di vista sociologico, i vitalizi per i criminali parlamentari e quella di un ex-coniuge, dimostrano che il problema attraversa tutta la piramide, dai vertici alla base.
      Dal punto di della dinamica sociale, della pedagogia, l'eliminazione dei privilegi castali, sebbene ridicolo dal punto di vista economico, è di MASSIMA IMPORTANZA se lo consideriamo dal punto di vista della pedagogia sociale.
      Se togli ai vertici i privilegi togli al resto della piramide l'alibi "noi no sacrifici perché quelli sopra mantengono i privilegi".
      E questo è molto importante, massimamente importante.
      E' il famoso "dare l'esempio" che ho citato molte volte.
      Un comandante autorevole non può gozzovigliare chiedendo alla ciurma sacrifici e di tirare la cinghia. Sai cosa succede in un vascello così caratterizzato?!

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    4. Man ma come fai tu, in età adulta, a pensare ancora che chi stia al vertice di una piramide non si ritagli dei privilegi?

      Io non capisco come si possa essere così ingenui, dai, perdonami...Io un discorso del genere lo accetto solo da un ragazzo sotto i vent'anni...

      Il comandante del vascello non guadagna quanto lo sguattero. Dopodicchè, se è un professionista ed è pagato bene, può far finta di darti il buon esempio, così sei contento.

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    5. > Man ma come fai tu, in età adulta, a pensare ancora che chi stia al vertice di una piramide non si ritagli dei privilegi?

      Ma io non discuto questo.
      Discuto un sistema in cui ciò è consentito e lo riveste di moralismi da strapazzo.

      > Il comandante del vascello non guadagna quanto lo sguattero
      Ancora, io non ho scritto questo.
      Probabilmente in un sistema sano il comandante guadagna 10 o 15 volte lo sguattero.
      Io ho scritto che NON ha alcun senso che lo sguattero venga tassato a vita per garantire il vitalizio al comandante.
      Al termine della missione, il comandante va dall'armatore, incassa e poi arrivederci. Fine. Punto.
      Lo sguattero da una parte il comandante dall'altra.
      C'è una ingenuità anche nel pensare che le distorsioni attuali siano l'unica realtà possibile e che siano inmodificabili.
      Simile alla mistica dell'inettitudine, alla stupidaggine dei diritti acquisiti e altro.

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    6. E va beh, dai. Si vede che a te piace di più un sistema in cui si istituiscono dei fondi pensione che mantengono i comandanti di vascello attraverso la finanza.
      Preferisci essere un diversamente pagante, così si salvano le apparenze.

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    7. Ancora: dove ho scritto che mi piacerebbero fondi pensione organizzati attraverso la finanza?
      Il sistema pensionistico di bieco sfruttamento attuale per me, se fosse abolito, sarebbe solo meglio: gli sconquassi che si genererebbero sarebbero inferiori a quelli futuri e alla loro intrinseca ingiustizia "perenne".

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    8. "il sistema pensionistico" ...se fosse ABOLITO

      Uomo, io direi di togliere la pensione a chi la ruba, NON abolire tutto il sistema pensionistico. Cogli la differenza?
      Vedi: rimbalzare l'idea di togliere il sistema pensionistico (pubblico) significa aprire la strada a quello privato. Certo, tu non l'hai detto perché non lo sai o fai finta di sapere che non sia così. Ma te lo dico io.

      Nel momento in cui si riversa una enorme massa di fondi pensione privati sul mercato azionario, poi è chiaro che le pensioni dei vecchietti dovranno essere pompate dai ricavi sui mercati finanziari.
      Riesci a dipingerti lo scenario oppure sei uno di quello che ha piena fiducia nei MERCATI, perché i mercati investono solo in attività profittevoli e quindi nelle imprese sane, bla bla bla, e tutto quel genere di balle ?

      Guarda che lo scopo non è quello di abolire i privilegi, ma è quello di abolire le legislazioni europee per rendere omogenei mercato europeo e americano, e farne un'area unica, con il TTIP.

      Tu pensi veramente che tutti i media mainstream al servizio delle multinazionali parlino male delle pensioni pubbliche e del "dirittismo" per fare il tuo discorso ecologico di società proba, bilancio in pareggio, casette e formaggio a groviera?

      Man, chiamiamo le cose con il loro nome, altrimenti facciamo i barattoli di lenticchie verniciate di verde e fingiamo di chiamarle piselli. Tu me lo insegni, no?

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    9. Certe volte io leggo e fatico a credere che una persona razionale possa scrivere dei nonsensi del genere.

      Il "sistema pensionistico (pubblico)" è una delle tante fandonie italiane. La fandonia consiste nella inesistente corrispondenza tra contribuzione e vitalizio. In realtà, dato che la concessione del vitalizio, del suo ammontare e le scadenze sono del tutto arbitrarie, il "pubblico" potrebbe benissimo erogare pensioni senza alcuna contribuzione e in tanti casi è esattamente quello che è successo. Oppure potrebbe incassare cent'anni di contribuzione e non erogare nessuna pensione e questo è quello che prima o poi succederà. In mezzo ci sono tanti zig zag, per esempio contributi incamerati senza erogare nessuna pensione perché non è ancora maturato il "diritto" (cosa assurda visto che è tutto arbitrario).

      Se vogliamo straparlare di "fondi pensione privati", se io sottoscrivo un contratto con una azienda per cui io corrispondo una certa somma e l'azienda si impegna a restituirmi quando ho versato più un corrispettivo, normalmente succede che entrambe le parti sono tenute a rispettare i termini del contratto e quindi, salvo apocalissi tipo il fallimento della azienda in questione, il contratto viene rispettato. Non serve ipotizzare "fondi pensione" di Topolino, basta una normale polizza assicurativa.

      La differenza è che non solo tutta la faccenda del "sistema pensionistico" è una menzogna ma lo Stato non è tenuto a rispettare nessun contratto, che per altro non può esistere visto che come ho scritto sopra, si tratta di menzogna e concessioni o sopraffazioni arbitrarie.

      Quindi prima di essere non funzionale, il "sistema pensionistico (pubblico)" è ancora non-etico, come descritto in un altro commento. Due immagini speculari, una è lo "pseudo-diritto" e l'altra è la aberrazione che si crea in funzione dello (cioè per rendere possibile lo) "pseudo-diritto". Si può leggere al contrario, lo "pseudo-diritto" si crea in funzione della (cioè per rendere possibile la) aberrazione.

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    10. E prima che qualcuno lo scriva, no, non è "normale" mentire e imbrogliare.

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    11. Ah, piccolo dettaglio: se io sottoscrivo una polizza assicurativa e vengo a mancare, l'azienda mica incamera i miei versamenti, il contratto viene trasferito ai miei eredi. Cosa che ovviamente non succede con la eventuale contribuzione del "sistema pensionistico (pubblico)", a parte l'ennesima farloccata della reversibilità.

      La ragione è che mentre il capitale che io verso in funzione della polizza è di mia proprietà, secondo i termini del contratto e la proprietà viene trasferita ai miei eredi, la eventuale contribuzione è semplicemente una imposta arbitraria, come il canone RAI. A perdere, cioè.

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    12. Certo, Lorenzo. Nessuno qui (a parte Uomo) pensa che i soldi che io verso per la pensione sono quelli che mi verranno restituiti.

      La pensione pubblica è semplicemente un patto sociale tra generazioni. Oggi io mantengo i vecchi e domani i giovani manterranno me (forse).

      E' anche chiaro che il sistema deve essere sostenibile, per poter funzionare. La sostenibilità è data dalla famosa "crescita".
      Se occorrevano 100 persone per produrre 1 pomodoro, oggi basta 1 persona a produrre 100 casse di pomodori.
      Fino a dove mi posso spingere in questo ragionamento? Ripeto (e sottolineo): fino a dove il sistema è sostenibile, diversamente non può funzionare.

      Ciò detto, anche il fondo privato deve essere sostenibile. L'unica differenza è che si riversa sui mercati finanziari e inizia a cacciare profitti nelle borse.
      Sai cosa vuol dire avere in mano i fondi pensione del Nord America e muovere una tale massa di capitali sui mercati?
      E se le banche sbagliano a fare investimenti e i soldi si perdono?
      Negli ultimi 10 anni sono praticamente fallite le banche di mezza Europa. Cosa andiamo a raccontare ai pensionati americani che (a loro insaputa) avevano investito qui?

      Lo capisci adesso (anche) perché gli Stati stanno intervenendo a salvare i buchi finanziari delle banche?
      Se non lo facessero succederebbe un casino. Le banche "giocano" con i capitali perchè sanno che non possono essere lasciate fallire. Paga sempre Pantalone Pubblico.

      Quindi...visto che alla fine son sempre io a dover mettere le mani in tasca, allora scelgo il sistema pubblico. Ma ripeto: il sistema deve essere sostenibile, ed è chiaro che non si possono regalare pensioni a destra e a manca.

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    13. > Certo, Lorenzo. Nessuno qui (a parte Uomo) pensa che i soldi che io verso per la pensione sono quelli che mi verranno restituiti.

      Né lo penso né lo credo.
      Infatti, il problema è proprio il sistema "furtivo" intergenerazionale, altro che patto sociale.
      Non c'è alcun patto in una costrizione. Nessuno mi chiede di versare soldi per i baby pensionati che son in giro n bici ora. Semplicemente me li prendono. Un patto senza scelta e coercitivo che cazzo di patto è?

      > La sostenibilità è data dalla famosa "crescita".

      Sostenibilità e crescita sono opposti.
      Dire "crescita sostenibile" è come dire "tumore positivo" oppure "sfruttamento gentile" o "violenza affettuosa" o "miseria allegra".

      Il fatto che sia stato progettato un sistema che si basa sulla crescita esponenziale illimitata e delle transazioni economiche e dei servidelfiscoglebainps sfruttati dalle generazioni precedenti la dice tutta sul nichilismo, sulla patologia criminale di questo piano.

      pubblico - privato ovvero ingordigia rapinatrice o inefficienza dissipatrice [rapinatrice]?
      Cambiare la titolarià serve poco a risolvere il problema se non si interviene sulla struttura del problema.

      Del resto il colossale e non numerabil debito creatosi viene proprio alla fine di decenni di crescita.
      E il debito consiste anche nella rapina intergeneazionale.
      Pensare di risolvere il problema debito-rapina previdenziale con la "crescita" che l'ha contraddistinta?

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    14. Ma cosa cazzo vuol dire Sostenibilità e crescita sono opposti ????

      Tu, Man, conduci una vita che 100 anni fa NON ERA SOSTENIBILE.

      Non era sostenibile lavorare a chilometri di distanza dal posto in cui vai a dormire, poi andare a tango a divertirti, quindi parlare con me che sono a centinaia di chilometri di distanza (questo comporta spese ENERGETICHE, non è gratis)

      Fai una vita che oggi può essere sostenibile perché è cresciuto il livello di produttività.

      Altro è dire che non puoi cresce all'infinito, e qui sfondiamo l'ovvio. Ma non ripetermi slogan cazzuti, perché finisci solo per confonderti da solo e avvitarti in una serie di concetti strampalati.

      Poi, dopo, dovresti fare delle proposte per darti un assegno mensile tra una ventina d'anni. Accredito, Man. Accredito, non chiacchiere.

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    15. Lìimpronta ecologica di un italiano attuale è circa 600 volte l'impronta ecologica di un italiano del medioevo.
      Inoltre ora siamo diciamo 6 volte quel tempo.
      Quindi ora abbiamo una impronta ecologica 36000 volte di quella dell'Itlalia nel medioevo.
      Risultati della crescita, della tecnologia, etc.
      Prego.

      Ah, dimenticavo.
      L'impronta ecologica attuale, sia pur calcolata con i criteri all'acquina di rose di Wackernagel e Rees, è circa 5 volte la biocapacità (se consideriamo gli alloctoni anche peggio, forse 6 volte).

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    16. Nel medioevo alla tua età saresti senza denti, gobbo, distrutto dalla fatica e dal lavoro nei campi (sempre che non fossi morto in una qualche guerra o per una banale dissenteria).

      La ferrovia Milano - Bologna di cui magari ti servi per andare a lavorare non è stata scoperta sotto al fogliame della pianura Padana. Qualcuno ha dovuto fare investimenti, lavoro, crescita. Prima non c'era, poi è stata fatta.
      Qualcuno ha dovuto lavorare sulle macchine elettriche per costruirti il locomotore, eccetera.

      E' la crescita che ti consente di andare a lavorare, mantenere tuo figlio agli studi (che altrimenti starebbe già zappando il suo piatto di lenticchie) e poi andare anche a divertirti.

      Attento: altro è però dire che possiamo sfruttare la Natura come ci pare e che le risorse sono infinite. Questo NON è vero.
      Però, è vero che se vuoi osare di più, devi CRESCERE in maniera SOSTENIBILE, altrimenti non puoi permetterti di vivere a un tenore di vita superiore.


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    17. Tu guardi al tenore di vita degli degli umani, Insomma, alla qualità del veicolo, della strada, al fatto che ora gli homo hanno le loro auto, le autostrade, etc.
      Io guardo alla sostenibilità di ciò che garantisce la vita agli umani.
      Ti dico che l'ambiente non sostiene, se sotto frana, le tue robe automobilistiche PA - CT crollano e questo avviene fottendosene altamente del fatto che nel medioevo non ci fosse alcuna autostrada PA - CT, del diritto alla mobilità scritto in costituzione e altre teoriche affermazioni di principio campate per aria anzi no sulle frane.
      Ancora, confondi, ideologicamente, crescita e sviluppo che NON sono la stessa cosa nonostante i vostri sforzi di inquinamento lessicale.

      L'accezione comune di crescita riportata da vari dizionari ad iniziare dal Treccani è l'aumento delle quantità, dei numeri.
      Ho già dedicato una pagina a questo fondamentalismo ideologico asimmetrico della crescita monca, che si vuole che crescano solo alcune quantità ma non altre.

      Se tu accresci il numero delle fette deve diminuire la quantità (e la quantità)
      Se tu aumenti la dimensione delle fette e/o la loro qualità deve diminuire il numero.
      La sostenibilità è che l'hanno prossimo hai campi e mulino e forno ed energia per fare una torta simile.
      Si capisce?

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    18. tempo perso. all'uomo interessa il medioevo per e degli altri, lui col cazzo che lo vuole

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    19. Se tu mi dici che il livello di CO2 è pericolosamente in aumento, che abbiamo problemi di risorse idriche, problemi di cementificazione, io condivido con te tutte queste preoccupazioni.

      Ogni volta mi pare che tu voglia invece ridurre tutto alla stupidità del concetto secondo il quale "crescere=consumare tutti di più per aumentare le vendite, in un loop assurdo".
      Questa non è crescita ma è follia, e ho provato a spiegartelo.

      Dopodicchè, se a te interessa fare un discorso ideologico, fallo pure. Ma che senso ha? Serve a non intaccare alcune tue convinzioni radicate?

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    20. x Francesco:
      Il medioevo che sta avvenendo in Siria, quello in Iraq è dovuto al crollo da crescita di un organismo sociale diventato troppo pesante.
      Come sempre quelli che vogliono lastricare le vie di buone crescite preparano ottime strade per l'inferno.

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    21. x nottebuia:
      Il livello di CO2 è solo uno dei rifiuti non biodegradabili o non più biodegradabili (se mancano gli alberi sostituitii da cemento e asfalto la CO2 diventa non biodegradabile, lo sapevate?) in aumento. Ridurre la crisi ecologica alla CO2 è come pensare che il problema di ebola o di un mesoelioma sia il livello della febbre o la pressione il problema unico di una ipercolesterolemia.

      "crescere=consumare tutti di più per aumentare le vendite, in un loop assurdo" è l'accezione del 98% delle persone.

      Infatti, il lessico indica proprio l'aumento delle quantità e dei numeri in gioco che nell'economia sono le transazioni in numero e volume acquisto - consumo (da cui sono omesse il devo produrre (se possibile) e devo smaltire i rifiuti (se possibile) in demografia sono la crescita del numero di homo, in sociologia e in politica sono l'unifomazione verso l'alto di consumismo e servizismi.

      Allora, se tu che hai qualche strumento culturale non inizi a fare un lavoro di precisione sul livello lessicale, distinguendo come è (perché se tu ti inventi l'italiano che cazzo stiamo qui a discutere, hai mai parlato con un indio che parla un dialetto yanomani dioporco?) tra crescita e sviluppo si inizia veramente uno rozzo scontro ideologico che a me non interessa.
      I talebani col corano in mano, quelli col libretto rosso, quelli con la crescita e i report trimestrali su fatturato, quelli con la nuova inutiie e complicata tecnologia.
      Questi non ammetto che il mondo è preciso e fine, esiste la crescita, lo sviluppo, la crescita negativa, la decrescita e NON SONO LA STESSA COSA:

      In principio è il Verbo.
      Se avete un linguaggio rozzo e impreciso rimanete rozzi e imprecisi.
      Cheppalle.

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    22. io però voglio vederti lontano da tutti i paradigmi del crescitismo, parlo di stile di vita. quando lo vedrò, allora abbasso il cappello. fino ad allora, c'è incoerenza.

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    23. Io sono un decrescitista non un pauperista ovvero un decrescistia radicale.
      La mia tesi è che la popolazione deve calare così il numero delle fette della torta cali e la quantità e qualità rimangano più che sufficienti.

      Incoerenza di cosa?
      In cosa sarei incoerente?
      E poi la questione per te deve essere la tua (in)coerenza, non la mia.
      Quando vai in banca pensi a me? quando scopi? le tue vacanze le fai decidere a me?

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    24. @Uomo

      Certo, Man, però mi sembra che io questo lavoro ho provato e non stia provando a farlo. Del resto non starei qui a parlare con te se non ritenessi che le tue preoccupazioni sono più che importanti, direi fondamentali.

      Purtroppo sai anche tu che molte risposte che ti senti dare sono strumentalizzate.
      Prendono un personaggio a caso, gli danno il famoso stipendio che non gli consente di capire certe cose, poi lo mettono su un trespolo in TV e questo inizia a ripeterti a disco rotto una serie di cose tipo PIL, crescita, 2%, 3%, e via discorrendo.

      Capisco cosa intendi, ma dobbiamo avere il coraggio di sezionare tutto con un bisturi e provare a trovare qualche risposta e qualche piccola verità.
      Poi, forse, possiamo provare a unire i famosi puntini con la matita.

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    25. man, cosa fai il permaloso? nel momento in cui affidi i tuoi pensieri (e la tua vita) al pubblico ti devi aspettare ogni sorta di critica. quando vado in banca, scopo o decido le vacanze non penso certo a te. in genere io provo poca simpatia per l'ecologismo. e da tempi non sospetti. mai votato per i verdi, per dire, neanche quando andavano di moda. di base, perchè predicano bene e razzolano male (in politica malissimo, se tu pensi che Ripa di Meana era dei loro). ma è l'umanità che non può essere ecologista. nessuno escluso. siamo talmente integrati con questo pianeta così come lo conosciamo che è impossibile esserlo. puoi fare la differenziata, puoi andare in bicicletta, puoi mangiare biologico, ma ongi giorno commettaimo (tutti) decine e decine di atti antiecologici. può piacerti, può non piacerti, ma è così. allora quando il vicino di casa mi bacchetta (una specie di stasi del condominio) perchè ho sbagliato il sacchetto della differenziata (io che differenzierò il 98% della mia munnezza) mi verrebbe da forzagli la porta di casa e vedere come vive lui....

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    26. x Francesco:
      Ovviamente qui c'è sempre stata libertà di critica.
      Fino ad un certo punto, i limiti esistono qui e anni addietro due o tre troll li avevano oltrepassati via via più ottenendo un adeguata risposta.
      Se c'è ampia possibilità di espressione mi aspetto però anche una qualità.
      Secondo, c'è anche altrettanta libertà di replica.

      Se scrivi pippo_è_tacchino io vorrei che tu lo argomentassi.
      Altrimenti non te la prendere se io replico che paperino_è_maiale.
      A questo punto non è un dialogo ma diventa un rozzo monologo.

      Quindi se scrivi "sei incoerente" senza alcunché non aspettarti che non ti risponda di pensare alle tue di incoerenze.
      Oggettivamente - non avendo tu argomentato - non ci sono le basi per nessun tipo di altra risposta.
      Vogliamo comunicare rudimentalmente per slogan? Va bene.

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    27. x nottebuia:
      Allora, se vogliamo usare il bisturi visto che con l'accetta è difficile pensare di lavorare su realtà complesse senza effetti collaterali indesiderati, bisogna lavorare col bisturi.
      Non solo, esistono diversi tipi di bisturi.
      Quindi il lessico deve diventare preciso.
      o - crescita
      o - crescita negativa
      o - stagnazione
      o - stabilità
      o - decrescita
      o - sviluppo
      o - sostenbilità
      o - resilienza
      o - autonomia
      o - sovranità

      NON sono sono la stessa cosa, sono concetti diversi.
      Altrimenti mettiamo in sala chirurgica il taglialegna con la motosega e il berretto "Più crescita per tutti" in testa e vediamo come esce il paziente.

      Aggiungo, inoltre, che esistono situazioni complesse in cui non solo la medicina non è sufficiente ma anche la chirurgia leggera non è sufficiente. Insomma, in situazioni gravi è necessaria la chirurgia invasiva.
      Crisi che si avvitano su se stesse non possono essere affrontate usando come terapie le cause che l'hanno generata.
      Anche questo è un concetto importante anche se va contro la caratterizzazione pavloviana della cognizione dei più.

      Elimina
    28. x Francesco:
      > è l'umanità che non può essere ecologista. nessuno escluso.

      Questo è il dilemma.
      La specie dipende dall'ambiente e ne dipende proprio per vivere (aria, ossigeno, spazio, acqua, cibo e poi tutte le altre risorse via via meno fondamentali e più complicate) e fa di tutto per distruggere ciò che ne garantisce la sopravvivenza.

      > siamo talmente integrati con questo pianeta
      Ecco, pensa allora a te che se integrato con te stesso, no!?
      Inizia ora a dare a fuoco ad un tuo braccio, poi iniettati nelle tue "falde" dei veleni, poi prendi parte dei piedi e li asfalti etc.
      Cosa ne è del tuo "corpo integrato" poi? Starai bene? male?

      > così come lo conosciamo che è impossibile esserlo.
      Ni

      > puoi fare la differenziata, puoi andare in bicicletta, puoi mangiare biologico, ma ongi giorno commettaimo (tutti) decine e decine di atti antiecologici

      Allora, il pianeta ha anche una capacità di recupero e di ricostituzione delle risorse e di biodegradazione.
      Solo che si superano questi limiti questa capacità prima cala gradualmente poi crolla.

      Io mi rifiuto di credere che tu non possa capire queste cose elementari.
      il cesso di casa tua e la fossa biologica o il depuratore possono gestire tot chili di cacca al giorno.
      Se ce ne metti dentro sei tonnellate al giorno ti trroverai in una situazione di merda.

      Se negate questi ovvie e banali fatti oggettvi finite ovviamente in una situazione di merda.
      L'ecologia, alla fine, è la scienza che cerca di mantenere in stato decente i luoghi e l'ambiente in cui si vive.
      La maggior parte delle persone fa esattamente il contrario, fa di tutto per peggiorare e degradare l'ambiente in cui si vive, sfancula chi fa presente loro che stanno facendo delle stronzate e poi, quando le sei tonnellate di merda hanno intasato il loro cesso, pretendono di usare se non prendere quello di casa tua.

      Ecco ancora una volta che (dis)etica, ecologia, (ir)responsabilità etc si sovrappongono.
      Se esisti e fai merda ciò è gestibile.
      Se in casa tua di merda se ne produce 6 tonnellate ciò è ingestible.

      Incoerenza ed ecologia c'entrano e non c'entrano.
      A me sembra ci sia logica e stupidità.

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    29. Infatti, essere contro la "crescita" a prescindere è a mio avviso sbagliato.

      Cercavo di dirti che crescere alimentando un acquisto folle in loop con una produzione altrettanto folle è un'immane stronzata.

      Aumentare la capacità produttiva di un agricoltore dotandolo di trattore, motozzappa, irrigatore non significa imporre di produrre e sprecare ad cazzum.
      Significa poter consentire tempo libero all'agricoltore e liberare altre persone a svolgere altre attività. Io non so nel Medioevo quanti insegnanti di Yoga, Tango, Pianoforte, Inglese, Fotografia ci fossero. Presumo nessuno.

      Ti piacerebbe avvalerti di una nuova tecnologia dentale di bio-ricrescita dei tuoi denti, piuttosto che l'avvitamento di una protesi nel tuo osso ?

      Tutte queste cose tu NON le fai decrescendo.

      Tra restare a casa per non inquinare (quindi decrescere) e trovare un mezzo non inquinante per andare a tango tu cosa preferisci?

      Siccome Einstain o James Watt non nascono ogni dodici anni, è necessario avere un settore industriale che lavora indefessamente per migliorare quello che c'è. E, per migliorare, c'è bisogno di crescere perchè servono investimenti.

      Se inizi a riflettere con più calma ti renderai conto che crescere è una scelta obbligata e che, casomai, ti rimane un'unica possibilità: convincere la gente a trovare un sentiero ragionevole, intelligente, sensato ed equilibrato per crescere.

      La deflazione porta invece alla violenza perché, quando troppa gente perde il lavoro, poi sono cazzi amari.

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    30. Io non risponderò fino a che non inizierai a utilizzare concetti precisi e a distinguere tra sviluppo e crescita.
      Non abbiamo, altrimenti, un linguaggio, un lessico in comune e un aborigeno e un lappone che ignorano l'uno la lingua dell'altro sprecano tempo.

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    31. La crescita è, in generale, l'aumento generale della ricchezza (e quindi del benessere) di una società. Ma è chiaro che anche il concetto stesso di "ricchezza" o di "benessere" sono molto relativi.

      Sei più ricco se hai un bicchiere d'acqua al Polo o nel Sahara ?

      Sei più ricco se hai un bosco ma non hai un tetto dove ripararti o se hai una immensa villa di cemento armato ma non esistono più alberi?

      E' altresì evidente che il mio benessere può essere leggere un libro e il tuo ballare un tango o viceversa, non importa. Certamente non coincidono e hanno anche costi diversi.

      Per questo, ti dicevo, occorre valutare costantemente e criticamente quale può essere un percorso di crescita (ossia di aumento generale della ricchezza e del benessere) razionale e sensato.

      E' certa però una cosa: se io decresco (cioè diminuisco il livello di ricchezza generale) in una fase di crisi economica e mi ritrovo con un esercito di disoccupati, credo che avrò un problema.
      Anche perché non potrò avere i mezzi per finanziare il lavoro necessario a trovare il modo di distruggere il pianeta o di fare nuove guerre per mangiare.

      Ti ho risposto?

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  3. Perfettamente d'accordo con te!! Aggiungo solamente che una legislazione in merito al tema totalmente aberrante come la nostra, frutto del peggiore cattolicesimo della DC di fine anni '70 e che prevede l'assegno di mantenimento a vita, non fa che stimolare le separazioni, al fine di garantirsi un vitalizio vita natural durante a favore del "beneficiario": logica consegunza, la rinuncia a cercarsi un lavoro da parte dello stesso.
    Solo i condannati in via definitiva all' ergastolo hanno condanne a vita, quindi io, che sono divorziato mio malgrado, mi sento equiparato ad un ergastolano, non avendo però commesso alcun reato, ma per aver avuto il semplice desiderio di avere una famiglia normale. A rischio di sembrare ingiusto e di beccarmi un mare di critiche dai lettori, non potrò che condizionare negativamente mio figlio nei confronti del matrimonio delle donne in genere, per cercare di metterlo in guardia ed evitargli le sofferenze del padre. E' una legittima forma di difesa che credo ogni padre dovrebbe avere nei confronti dei figli.

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    1. > logica consegunza, la rinuncia a cercarsi un lavoro da parte dello stesso

      Sì, i vitalizi sono una delle forme di assistenzialismo e ciò comporta che alcune persone non lavorino gravando sul lavoro e le fatiche di altri.

      > non potrò che condizionare negativamente mio figlio nei confronti del matrimonio delle donne in genere

      Uno dei motivi per cui ci sono sempre meno matrimoni è dovuto anche al fatto che sempre meno maschi vogliono correre il rischio di dover corrispondere dei vitalizi alle femmine che dovrebbero sposare nel caso in cui l'unione si ruppa.
      E' già così.
      Io stesso penso che non mi sposerò mai più e tanto meno avrò un figlio.

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  4. UomoCoso, tendi a fare un minestrone.

    La questione del mantenimento deriva da un passato in cui l'uomo era "pater familias" quindi aveva diritto di vita e di morte sugli altri membri della famiglia e allo stesso tempo delle responsabilità conseguenti il suo ruolo. Si tratta sempre dei tempi in cui i figli dei patrizi romani morivano in battaglia e Annibale coi loro anelli ci faceva una montagnetta. In tempi più recenti, le donne si occupavano della casa e con questa attività contribuivano al bilancio familiare. All'atto della separazione ovviamente rimanevano senza mezzi di sussistenza quindi la legge ha dovuto sostituire l'antica prassi di restituire la donna alla famiglia paterna (quindi ridiventava responsabilità del padre, previ accordi che evitassero faide tra i clan), con la prassi di accollare al marito (più o meno vita natural durante) il ruolo che originariamente era del padre.

    Riguardo i figli, la questione è differente, infatti i tuoi obblighi sono legati al sangue. Qualsiasi figlio biologico, nato in qualsiasi condizione, implica l'obbligo del mantenimento. In origine si distingueva poi tra figli legittimi (che ereditavano la terra) e i figli illegittimi (ai quali spettava solo una quota patrimoniale in denaro o bene equivalente). Prima ancora, solo il primo figlio legittimo ereditava la terra, al fine di non frazionare le proprietà. Inoltre, tutti i parenti in linea di sangue, sia del ramo materno che del ramo paterno, hanno il dovere di subentrare se il padre e/o la madre sono impossibilitati. Prego notare l'effetto distruttivo che avranno le leggi che cambiano il "dovere" con il "diritto".

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    1. Certamente queste erano condizioni storicamente valide,
      Ora le condizioni di vita delle portatrici di vagina sono radicamente mutate.
      Le femmine non sono più proprietà di un maschio (padre, fratello o marito), anche se qualche relitto sussiste.

      Onori e oneri. O entrambi o niente.

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  5. Riguardo la "corruzione", non è un problema. E' come il furto, entro certi limiti è un elemento fisiologico, come i furti o le truffe. In linea generale ogni Stato dovrebbe avere strumenti di indagine e repressione del crimine.

    Invece il concetto dei "diritti", sotteso allo Stato Sociale assurdo e disfunzionale che abbiamo in Italia, di cui le pensioni sono una delle tante emanazioni, è figlio del cattocomunismo.

    Con una differenza sostanziale: nella teoria cattolica il ricco, per fare ammenda e mercanteggiare la salvezza dell'anima con Dio, fa opere filantropiche e quindi prende sotto la sua ala paternalista il meno abbiente. Un esempio di questa logica lo trovi nel cimitero di Trezzo D'adda dove il padrone della azienda ha il suo mausoleo, attorno ci sono le cappelle dei dirigenti, attorno quelle degli impiegati e via via in cerchi concentrici fino agli operai. Le tutele di tutti dipendono dalla filantropia del padrone, nella vita e nella morte. Per contro il subordinato deve essere riconoscente, solerte e rispettoso.

    Invece nella teoria comunista il ricco è il "nemico di classe", quindi bisogna espropriargli le sue proprietà con l'uso delle armi per poi collettivizzarle. La collettivizzazione si traduce necessariamente nel conferimento di queste proprietà al Partito che assume il ruolo del padrone filantropo di cui sopra, per cui il sottoposto deve ancora essere riconoscente, solerte e rispettoso. Diciamo che le differenze sono due, l'uso delle armi e il rapporto più mediato tra il sottoposto e il padrone, dato che il padrone comunista non è una persona fisica ma un apparato burocratico impersonato di volta in volta da funzionari differenti.

    Da cui, nel cattolicesimo il ricco può fare qualsiasi cosa e poi mercanteggiare con le opere di bene. Nel comunismo il partito può fare qualsiasi cosa purché garantisca la "uguaglianza" del minimo vitale per tutti. In entrambi i casi il problema è che i "diritti" sono l'immagine speculare delle infamie che vengono compiute da una parte per diventare ricchi, dall'altra per creare e sostenere il potere del partito. In sostanza è una dualità che solo apparentemente ha una sua "etica" ma in realtà è esattamente il contrario e cioè una "non-etica".

    Leggo sopra che la "non-etica" è normale. Non è normale affatto. Chi la pensa cosi fa sfoggio di un cinismo codardo che in realtà è una fuga dalla realtà, cioè si assume la posa del "cinico disincantato" per non assumere nessuna responsabilità e per non dovere FARE NULLA.

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    1. Se io dico che un leader ha nei suoi attributi non quello di stare nella prima fila in battaglia ma di ritagliasi dei privilegi, tanto più grandi possibili, a danno delle persone che dovrebbe guidare, non so enunciando una legge fisica, sto enunciando UN PROGRAMMA. Non dico "è cosi", dico "deve essere cosi".

      Quando dico "deve essere cosi", posso sia essere leader e quindi non avere responsabilità e nello stesso tempo avere carta bianca, oppure posso essere sottoposto e non dovere prendere posizione, accomodarmi nel "flusso" e ritagliare a mia volta il mio utile.

      E' un mondo al contrario, spacciato come il "mondo reale".
      Rigetto questa idea.

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    2. Si, però se abbiamo un'etica, abbiamo poi necessità di scrivere DIRITTI, DOVERI leggi e codici, altrimenti tutto resta nell'ambito della soggettività individuale e della libera interpretazione.

      Sono un manager farabutto? Sono disprezzabile? Va bene, avrò anche il tuo disprezzo, ma se nessuno mi schiaffa in galera io vado avanti a riempirmi le tasche di soldi e voi vi trasferite a vivere sotto un ponte.

      Il cinismo, secondo me, consiste nel riconoscere che un mondo giusto senza bisogno di regole (perché sostenuto solamente dal grado evoluto delle intelligenze di singoli cittadini) noi NON LO VEDREMO.

      Voglio dire: io devo ribadire che uccidere è deprecabile, ma devo anche scrivere una legge che ne istituisca il reato, per poi punirlo.
      Certo, è chiaro che una legge non impedisce di uccidere. Nemmeno la prospettiva di andare in carcere.

      Teniamo conto di una cosa: fino a qualche secolo fa venivi punito con la pena di morte, e la comunità si assicurava che l'omicida smettesse di imporre la sua opinione sulla vita degli altri.

      Tolti gli esempi estremi (ma che dovrebbero chiarire i concetti di fondo), se creo una legislazione dove un manager può fare quello che gli pare, LUI LO FA. Tutto qui. E' cinismo?

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    3. Per te essere farabutti è una qualità essenziale del manager. Quello e la obbedienza pronta, cieca ed assoluta. Non puoi essere manager se non sei farabutto e se non esegui gli ordini. Da questa posizione non hai altro da aggiungere.

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    4. Ho detto sopra, il cinismo secondo me è una posa che serve a mascherare la necessità di non fare niente o la scusa per essere farabutti ed eseguire gli ordini. Scegli te, per me è irrilevante.

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    5. Lorenzo, il manager non è farabutto "secondo me". E' il contesto che fa emergere e premia una figura fatta così.

      Se voi mi dite (e lo stabilite per legge) che si può licenziare la gente in 5 minuti e che si possono delocalizzare i capitali, il padrone di un'azienda ci impiegherà esattamente cinque minuti a incaricare un manager che licenzi in massa il personale, e sposti i capitali in Romania.
      E ti dirò di più: se non lo facesse la sua azienda chiuderebbe, perché falcidiata dalla concorrenza che può vendere in Italia prodotti fatti all'estero a costi di manodopera inferiore.

      Lo ripeto: a me non piace questa realtà ma, almeno, credo di essere coerente con lo stabilire regole che la impediscano.

      Non è vero che non voglio far niente. Io voglio REGOLE, DIRITTI, DOVERI. Voglio uno Stato che che stabilisca confini, dazi agli ingressi, regolamenti merci, persone e capitali.

      Se imponessi alle banche di investire nelle IMPRESE (e non nei mercati dei capitali) allora vedresti emergere figure manageriali che non avrebbero da guadagnare nella speculazione, ma nella produzione.

      E via discorrendo.

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    6. Sì, putroppo il contesto marcio fa fuori i migliori.
      Se un'azienda delocalizza brutalmente e i consumatori continuano a scegliere stupidamente solo col criterio del prezzo minore, coloro che non delocalizzano sono fatti fuori dal mercato.
      Poi c'è ua giustizia (al peggio) perché i disoccupati non occupati sottoimpiegati schiavoimpiegati col portafoglio via via più magro e poi anoressico non acquisteranno più merci neppure del delocalizzato anche le vendeva ad un prezzo leggermente inferiore del concorrente sano.

      Le regole non sono solo precettive.
      Le regole più importanti, quelle assertive, costruttive, come quella del potere grandissimo di indirizzare il proprio reddito (una manica di idioti che avrebbero il coltello per il manico e che lo girano mettendo, il manico, nelle mani del venditore_a_prezzo_inferiore) col consumo eco-critico. Ovviamente richiede un po' di impegno, intelligenza, attenzione a qualità e bellezza, etc.
      Praticamente?
      Praticamente incompatibile con i grandi numero de il_bobbolo.

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  6. Il "patto generazionale" è l'ennesima balla colossale.

    Per sottoscrivere un patto ci vogliono almeno due parti. In questo caso è un "patto" sottoscritto da una parte sola.

    Volete voi pagare le pensioni delle generazioni precedenti, sapendo che questi non hanno contribuito adeguatamente o affatto, che le pensioni sono commisurate su stipendi fasulli (impiegati che diventavano dirigenti un mese prima del pensionamento) e sapendo che voi avrete delle tutele molto inferiori o anche nessuna tutela?

    Nessuno avrebbe sottoscritto il "patto". Perché non è un patto, è una truffa, una sopraffazione.

    Il meccanismo di tutto lo "Stato Sociale" è una truffa e una menzogna e TUTTI LO SAPEVANO, sia chi lo ha concepito, avviato e gestito che chi ne ha beneficiato. Si tratta di una spoliazione delle generazioni successive da parte delle generazioni precedenti. Come se mio padre avesse vissuto di fuoriserie, escort e casino, firmando cambiali a mio nome.

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    1. Riguardo il concetto della "legge".

      Se io faccio una legge che obbliga un motore a scoppio ad avere un rendimento del 98% significa che domani tutte le auto avranno quel rendimento? Mi sa di no.

      Non si crea l'universo con una "legge", tipo "e sia la luce e luce fu". E' l'ennesimo tratto infantile.

      In Italia abbiamo una sovrapproduzione di leggi E NELLO STESSO TEMPO la massima inefficacia delle leggi. Continuiamo a legiferare e a legiferare sul legiferare ma è tutto spreco di carta e inchiostro. Infatti, come già detto in passato, una legge non è che la formalizzazione del comune sentire. Se il comune sentire non corrisponde alla legge, la legge rimane un esercizio accademico.

      Pensare che si possa produrre una elite, i dirigenti della Nazione, come esito della Legge, non ha nessun senso.

      Oltre che l'impossibilità meccanica c'è il fatto che gli Italiani fingono di credere alle loro stesse menzogne perché gli conviene. GENERAZIONI hanno approfittato del "cattocomunismo" per mangiare e bere a sbafo. E adesso rimangono aggrappati agli "Ideali" solo perché ancora gli conviene, ciucciare finché si può.

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    2. Forse non sono stato sufficientemente chiaro: il cattocomunismo, quella che adesso si chiama impropriamente "sinistra", non è sinonimo di "cambiamento" e di "etica", tutto il contrario, è artefice e insieme conforme ai peggiori tratti caratteristici degli Italiani.

      Tutta la manfrina degli ideali e dei "diritti" è solo una finzione, una menzogna.

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