sabato 4 aprile 2015

Il pesce e la bicicletta

Pesce e bicicletta... :)
Mi viene ancora da ridere su questa provocazione di _rio: un uomo serve ad una donna o una donna ad un uomo, come una bicicletta a un pesce.
Eppure è proprio quella inutilità che porta allo stato di grazia dell'(inn)amore.
Un pesce che sorride come un... matto pedalando sulla bici.
Grandioso!
Nietzsche diceva del un caos dentro di sé per partorire una stella danzante.
A me_mi manca proprio quella bici, per quanto assurdo possa essere questa inutilità.
Il caos di un pesce in bicicletta.
Ormai son quasi quattro anni.
Lunedì _ana la tiziana verrà su, la porto a visitare un borghetto.
Ma oggi _tra è stata la bicicletta, la mia, in testa tutto il giorno.

17 commenti:

  1. Ma ce l'aveva d'oro _tra? Profumata di spezia d'oriente? :-)

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    1. Ha la testina bellina e pur la tettina birichina.
      :)

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  2. Nietzsche ne ha dette di cose, ma ancor piu' sua sorella che mise mano ai suoi appunti.

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    1. Dietro un grande filosofo c'è una grande sorella?!

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  3. Comunque è falso.
    Nella evoluzione della nostra specie le femmine sono diventate dipendenti dai maschi per via sia della gestazione che dell'allevamento della prole. Di conseguenza abbiamo evoluto dei meccanismi per cui i maschi sono portati a fornire supporto alle femmine e ai piccoli, mentre in altre specie se ne disinteressano. Uno dei trucchi evidenti è il fatto che le femmine umane non vanno in "estro" e, da una parte non manifestano segni esterni della ricettività, dall'altra sono recettive tutto l'anno.

    UomoCoso, in amicizia, hai abbastanza rotto con _tra, visto che non te ne fai una ragione, allora devi darti da fare, valla a cercare e mettila giù chiara e tonda, a quel punto o si conclude oppure ti prendi un'altra tranvata che speriamo ti esorcizzi.

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    1. Diciamo che tecnica e abbondanza di risorse hanno sparigliato parecchio questa sinergia e ciò ha pro e contro.
      Qui e ora direi che l'eros è più che mai caos ovvero pesci e biciclette!

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    2. Non hanno sparigliato nulla. Il fatto che ripetiamo una favola non la rende realtà. Uomini e donne continuano ad essere esattamente gli stessi di centomila anni fa.

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    3. A Milano la maggior parte delle persone vivono da sole.
      Sarà probanilmente una fase non lunga ma ora è così.
      Una ex collega "missiomaria laica" in Brasile diceva che là la maggioranza dei bambini (in strati sociali degradati?) non conosce il loro padre. Anche la famiglia è "culturale" non meno di quanto sia la non famiglia.

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    4. UomoCoso, se ti tagliano una gamba vivi lo stesso. Ma sei nato con due. Il fatto che oggi si faccia una cosa o non si faccia una cosa non significa che sia "normale" significa solo che si vive lo stesso. Pensala come vuoi, è anche vero che quando sei ad Alcatraz è meglio se ti fai piacere i Village People.

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    5. Tra le feroce degli islamici sunniti fondamentalisti c'è quella per l'imposizione della loro modello di famiglia in cui la donna è resa mezzo di produzione di prole per i maschi dei quali sono proprietà e per la crescita numerica della religione.
      E' un tentativo antimodernista di resistere all'allentamento dei vincoli culturali della famiglia, nel loro caso non è quella monogamica cristiana (con alcune eccezioni poligamiche) o ebraica ma quella poligamica islamica.
      Ma l'allentamento dei vincoli famigliari e la disgregazione della famiglia come piccolo gruppo per l'allevamento della prole NON avviene solo nelle società postmoderniste.
      Dove le società hanno meno vincoli, o più degrado (dipende dai punti di vista) la famiglia tende a scomparire. I maschi si accoppiano con le femmine e poi, molto spesso, spariscono.
      Desmond Morris e altri etologi hanno cercato di trovare una conferma biologica nel modello di famiglia ma sono tesi deboli.
      Matt Ridley in "La regina rossa" paragonava il modello degli homo a quello di alcune comunità di uccelli in cui le femmine cercano di cooptare i maschi nell'allevamento della prole. Ma questo modello ha un sacco di eccezioni, è un imprintig biologico debole per varie ragioni.

      Moltitudini di bambini che non conoscono il padre: non solo in Brasile: questa è la realtà di ampie parti dell'Africa, pure.
      Una moltitudini di ragazze madre che hanno più figli da uomini diversi.
      Il legame uomo-padre donna-madre è precario, labile.
      Il fatto che molti bambini non conoscano il padre non è certamente una cosa utile e tende a perpetuare il meccanismo di procreazione "senza famiglia" della specie.
      Come ecologista noto che questo può essere uno dei peggiori fattori di crescita della popolazione.
      In questo momento si stima che l'aumento di popolazione annuale (ca. 80 milioni di homo all'anno) corrisponda, appunto, alle gravidanze NON volute, indesiderate.

      Certamente parte di queste avvengono in società morali e culturali nelle quali contraccezione e aborto sono osteggiati ma anche nelle società caotiche, "afamigliari".
      In questo caso le comunità omosessuali non c'entrano granché.
      Anzi, se non fosse per certe hybris riproduttive egoico-compulsive (non molto dissimili da quelle di certi etero, riproduzione senza se e senza ma a spese dei piccoli che le subiscono) da un certo punto di vista le comunità omo sono ecologicamente virtuose, contribuendo a diminuire i folli tassi di crescita nei paesi in crescita/esplosione demografica ovvero a incrementare i tassi di di descrescita in quelli in cui le donne hanno meno di 2.1 figli a testa (tasso di stabilità demografica).

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    6. Nono, fai confusione.

      Il concetto di "responsabilità" richiede come pre-requisito che esista un sistema di premi e punizioni, cioè una autorità riconosciuta che ha il potere di applicare una "legge", a cui sei chiamato a "rispondere".

      Nel nostro caso gli obblighi parentali sono un derivata del sistema del clan, non della famiglia "atomica" per come la intendi sopra. Cioè i bambini non devono tanto conoscere il babbo, sono una parte del clan e come tali vengono gestiti. La responsabilità in questo caso è collettiva, infatti nella Legge italiana, che deriva da quella romana, se mio fratello non potesse o non volesse occuparsi dei figli, subentrerebbero obbligatoriamente i congiunti.

      Invece il meccanismo a cui accennavo a proposito di "maschio-femmina" è più semplice. Il maschio è attirato dalla femmina che esibisce dei segnali corporali. Ma se vuole concludere deve "corteggiare" la femmina e siccome non esiste la "stagione degli amori", il sesso diventa un meccanismo di relazione e di conseguenza anche il corteggiamento. In parole povere, se vuoi trombare devi portare qualcosa. Siccome per il maschio questo rappresenta un investimento e per l'ovvio motivo della discendenza genetica, scatta la reazione territoriale per cui oltre a portare qualcosa devi anche difendere la caverna.

      La tua fissa per gli aspetti riproduttivi la capisco poco perché oggi come oggi sono un problema tecnico. Invece non capisco come tu sottovaluti il fatto che lo aforisma de pesce e della bicicletta non viene dal vuoto, viene sempre dai tremendi anni '70, gli anni della apocalisse.

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  4. Eppure se ne son trovati di cappucci copri valvole da bici dentro giovani ricciole...

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    1. Frammenti di pllastichine dentro.gipvon sardine, pezzetti di sportine in panza a povere tartarughine.

      Rispondo con un frizzo che non è che abbia afferrato granché il tuo pensiero, Franco.

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    2. dentro giovin sardine...
      Refusi da scrittura da furbofono. Scusate.

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    3. .. era solo per confermare che un senso - per quanto perverso - possono trovarlo anche apparenti incompatibilità..

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  5. "Una donna senza un uomo è come un pesce senza bicicletta. La frase originale era: A woman needs a man like a fish needs a bicycle, e viene attribuita a Gloria Steinem (ma lei ne gira invece la maternità a Irina Dunn, e la data al 1970. La quale Irina Dunn l’avrebbe a sua volta parafrasata da un filosofo, che parlava dei rapporti fra l’uomo e Dio)"
    Non è farina del mio sacco, ma siccome ricordavo ciò sono andata a controllare in rete.
    La prima volta la ho letta nel 1976 su un poster all'interno di un consultorio AIED

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    1. Mi hai fatto un piccolo regalo con questo minilavoro di filologia.
      Grazie Vera.
      :)

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