mercoledì 8 aprile 2015

Poracci

Leggo di quanto sta succedendo nel campo profughi palestinese, di Yarmouk nei pressi di Damasco.
Poracci.
Non posso che provare un senso di umana empatia per 'sti palestinesi poracci. Buttati fuori dalla terra in cui erano e vivevano, morti nelle casupole sotto i bulldozer dei nazicoloni israeliani, da sempre ostaggio dei capricci dispotici di questo o quel governante o nazione araba o islamici. La Palestina era la parte colta, cosmpolita e laica del mondo arabo, prima del "trattamento" israeliano che finanziò il merdame di Hamas contro Al Fatah. Ora Hamas cozza col merdame nuovo, quello dell'Isis, fondamentalisti islamici in competizione. Questo testimonia ancora una volta che le guerre sono rivestite di giustificazioni "antropocentriche" quasi sempre insussistenti, uno strato di vernice leggero che nasconde un problema ecologico di insostenibilità. Qui, infatti, la competizione tra Hamas e Isis non ha alcun fondamento sul piano antropocentrico: non è conflitto tra etnie, non è un conflitto religioso, non è un conflitto tra nazioni (se assumiamo come unica quella araba), non è un conflitto linguistico. E' solo una guerra per le risorse, se volete sul piano antropocentrico il potere, su quello fisico, ecologico, reale per la risorsa territorio.
Ciò che ha fatto Israele in casa loro, dei palestinesi, del resto, è cosa stanno facendo gli islamici in Europa. Ci saranno campi profughi di spagnoli nei Paesi Bassi, o di veneti o trentini in Carinzia, di ossolani e varesotti in Ticino, di francesi in Svevia, stragi, fosse comuni, uccisioni di massa, carestie (tutta roba già successa in Bosnia poco tempo fa, non iniziate, voi tranquillisti, a pensar a strane congetture pessimiste). La Grande Catastrofe, Quella palestinese e quella europea.
Crescita demografica, invasioni, migrazioni, guerre. La foto (scattata il 31 gennaio 2014 proprio a Yarmouk, distribuzione di cibo!!) testimonia più di mille parole gli effetti del teratoma umano: qui non si vede il teratoma sionista israeliano che ha scacciato quello autoctono, eccolo qui.
Ecco i risultati.


28 commenti:

  1. Poveracci, hai detto bene. Non dev'esser facile vivere così, in una continua tensione.

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  2. i palestinesi hanno collezionato tanti di quegli errori in questi anni.... poi è chiaro che dispiace per quello che sta succedendo, ma nè più nè meno che per altre popolazioni civili....

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    1. ma quali errori scusa? quello di difendersi nell' unico modo che esista, solo che qui da noi fu chiamata Resistenza, la terrorismo solo perchè i sionisti detengono la maggior parte del potere in america...vorrei solo dire che è vergognoso quello che è accaduto ed accade...poi quando tutti i blogger " festeggiano la giornata della memoria" è veramente da vomito...questa cos'è? se non un genocidio di massa? qui però nessuno si espone. perchè sono "poveracci"...
      UOMO per una volta hai scritto un grande post. avresti potuto osare di più ma almeno sei obiettivo.

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    2. La Resistenza è una fandonia.

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    3. Enunciato questo fatto, Francesco penso si riferisca alla semplice constatazione che i Palestinesi non hanno rappresentato un problema solo per Israele ma anche per i Paesi arabi che li hanno accolti. Basti citare i casi lapalissiani di Libano e Giordania.

      Per altro, bisogna anche dire che i Paesi arabi hanno sempre fatto di tutto per evitare l'integrazione dei Palestinesi, sovente non concedendogli nessun diritto di cittadinanza, tanto che milioni di Palestinesi, pur essendo nati in un certo Paese e vissuti li ormai per generazioni, di fatto sono "apolidi".

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    4. poi S. se si parla di Israele io sono ancora più netto. è l'unica democrazia mediorientale, da parte mia verrà sempre difesa ad oltranza. erano altre le stgioni in cui andavo in giro con la spilletta dell'OLP. 'mo basta

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    5. > l'unica democrazia mediorientale

      Questo è uno dei classici casi in cui democrazia non significa niente. Ma veramente nulla.
      Vedi qui

      La democrazia NON è un valore in sé, è solo una forma di gestione del potere. Una cosa decisa democraticamente è buona? cattiva? sostenibile? insostenibile? ecologica? bella? brutta? impatta su altri? sul tempo?
      Cazzo vuol dire democratico? Nulla.
      Sono consapevole, peraltro, che qui si diventa "blasfemi" visto che si va a toccare uno dei vari feticci delle varie neoreligioni, in questo caso il democratismo demagogico ovvero il demagogismo democratico.

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    6. Evidenzio la strettissima connessione tra
      o - violenza migratoria
      o - crescita demografica
      o - credenze antropocentriche

      Come ecologista noglobal ferocemente contrario a crescita demografica e guerre migratorie uso proprio il caso della Palestina

      o - contro le menti sinistre che negano il problema e la violenza delle migrazioni proprio schiaffando sotto il loro naso la violenza della invasione teocratica sionista della Palestina e cosa succede quando vieni messo sotto numericamente e cosa succede quando questo avviene in un contesto di via via più grave insostenibilità e di tumore acccrescitivo senza se e senza ma.

      o - contro le menti maldestre che tifano negando loro stesse. La "destra" italica, a partire dalla Lega, fa il tifo per Israele a prescindere dimenticando che quello che l'Italia e l'Europa subiscono, lo tsunami migratorio e la merdosa islamizzazione in corso, è esattamente quello per cui, come ultras da stadio, come fondamentalisti, fanno il tifo per Israele contro coloro che ne hanno subito gli effetti.

      Che errori ha fatto la Palestina?
      Quello del tentare di sovrastare la crescita demografica da ritorno della diaspora di Israele con la crescita demografica.
      Della serie: mi taglio i coglioni per far dispetto a mia moglie.

      Del resto, quando si entra in una realtà di conflitto, la logica lascia il passo a qualsiasi strategia, anche suicida, che permetta di vincere il nemico.
      Se ci si mette nei loro panni, quali altre armi potrebbero avere contro Israle e il terrorismo teocratico di stato della colonizzazione progressica dei territori palestinesi?

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    7. UomoCoso la tua posizione è paradossale, non blasfema.

      Fino a qualche tempo fa tu potevi confrontare Israele con i Paesi arabi circostanti, quindi confrontavi una Nazione dove si tengono elezioni e dove esiste un Parlamento eletto con dittature ereditarie o monarchie sostenute da una rete di legami tribali.

      Oggi anche le dittature ereditarie e le monarchie sono sostituite da una situazione di guerra civile tra fazioni la cui composizione e le cui motivazioni per noi sono inaccessibili.

      Nessuna persona sana di mente, se dovesse scegliere, preferirebbe vivere in un Paese arabo invece che in Israele, per non parlare di vivere in Siria o in Libano.

      E comunque, non credo proprio che le famose "primavere arabe" siano finite a schifo per colpa di Israele, quindi in questo momento io penserei ad altro.

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    8. Ancora, le simpatie e il tifo, le parrocchie non solo NON risolvono i problemi ma ne sono quasi sempre causa.

      Anche io vivrei a Tel Aviv invece che a Gaza (io come antimodernista vivrei a Gerusalemme ma quella è una cloaca dei tre religiosismi colma di fanatici delle tre surperstizioni) ma ciò non toglie che l'acqua con cui mi farei la doccia sia stata rubata ai palestinese e che quell'isolato era un tempo un campo di olivi di contadini palestinesi.

      Aggiungo che .. mi ero dimenticato di dire che l'unica speranza che abbiamo come europei è che gli islamici arabi si facciano via via più guerra tra loro. Da questo punto di vista il conflitto tra sunniti e sciiti, ad esempio, è provvidenziale (ora non ricordo se Hamas filo iraniano e filo assadiano sia sunnita o sciita).

      In quanto a Israele, nel momento in cui dovesse cessare l'afflusso aberrante di risorse dall'esterno (peggio ancora dell'Italia) che permette di sostenerlo diventerebbe non diverso da altri luoghi in cui si manifesta il collasso da insostenibilità.

      Le primavere arabe sono fanfaluche sinistro-progressiste.
      Quando il_bobbolo ha di che vivere (e figliare conigliescamente) non fa alcuna rivoluzione.
      La rivoluzione si fa perché la panza è vuota.
      Vedere grafico qui del MIT su correlazione tra fame (prezzi del cibo) e disordini.

      Quello che avviene in Iraq, Siria, Palestina è solo una piccola anticipazione della bomba malthusiana egiziana.

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    9. UomoCoso, di speranze non ne abbiamo perché noi siamo masochisti quindi cerchiamo qualcuno che venga qui e ci faccia male. Chi cerca trova.

      Quando dico "noi" intendo "loro", è un discorso che ho già fatto allo sfinimento.

      La "primavera" serve a introdurre un parallelo meccanico con il '68 e con la "Resistenza" di cui sopra. Non è la "primavera araba" la fanfaluca, è la nostra primavera ad essere una fanfaluca e il resto viene di conseguenza.

      E' vero che la guerra si fa per la panza ma non consideri che anche dove c'è ricchezza spesso e volentieri si vive da imbecilli, prendi il caso degli emirati del petrolio, dove i soldi si spendono per fare rubinetti d'oro, grattacieli nel deserto e per finanziare il terrorismo integralista per dimostrare di essere si ricchi, dissoluti ma anche pii (un po' come da noi i ricchi finanziavano monasteri e cattedrali).

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    10. Sono tanti gli israeliani che se ne vanno via da israele e molti vengono a vivere in Europa sopratutto in Germania. Per il resto netanyhau sta cercando di invertire questo flusso convincendo sopratutto gli ebrei francesi a trasferirsi in Israele. Israele ha un problema demografico tra meno di 20 anni gli arabi diventeranno maggioranza

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    11. inoltre la sua economia è sostenuta dagli Usa se muoiono gli Usa muoiono pure loro ecco perchè sono contrari all'accordo del nucleare e al fatto che gli Usa strizzano l'occhio all'Iran. Anche l'arabia saudita è una tigre di carta, il petrolio è legato al dollaro se crepa il dollaro crepa anche il petrolio e loro soccombono da parte delle creature che hanno creato ovvero Isis e Al Quaeda e si frantumano in tanti staterelli. Si arriverà a una guerra in Medio Oriente ma anche in Europa, una guerra terribile.

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    12. > Israele ha un problema demografico tra meno di 20 anni gli arabi diventeranno maggioranza

      Israele, tra gli stati consumisti, ha uno dei tassi di crescita più alti. 2,62 figli per donna, molto più alto del tasso di stabilità che è 2.1 figli per donna.
      Il problema è interno a Israele, con la feccia religiosa che seppellisce con conigliate di figli i laici e intorno, con le popolazioni arabe che stanno esplodendo.
      Il fatto che sia circondato da tumori umani più aggressivi non mi sembra che possa spingere a rendere ragionevole lo spingere il tumore israeliano ad essere più aggressivo.
      Va bene che il marito vuole tagliarsi i coglioni per indispettire la moglie, ma se questa pensa di ricambiare prendendo un coltello da cucina e asportandosi un seno, non è che faccia una cosa granché intelligente.

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    13. A scuola ho chiesto perché, per una volta, in occasione della giornata della memoria non si invita una rappresentanza dei Testimoni di Geova in luogo di quella "tradizionale" della comunità ebraica, considerando che entrambi i gruppi furono colpiti alla stessa stregua. Il mio intervento è stato accolto come l'affermazione d'un Marziano, con reazioni che oscillavano tra la mancanza di comprensione di quel che stavo dicendo e la convinzione (senza fondamento) che si trattasse d'una battuta tanto per ridere.

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    14. il problema uomo è che la guerra in medio oriente è prima di tutto demografica.Vedesi la densità nella striscia di Gaza, come ha detto Diamond quando manca lo spazio le risorse si distribuiscono male ed è necessaria una guerra per riportare la popolazione nella giusta dimensione. Diamond fece l'esempio del Ruanda, che al di la della strumentalizzazione etnica era un regolamento dei conti demografico. La stessa cosa succederà in Palestina. Inoltre Oramai la potente Usa e Europa sono agli sgoccioli e non c'è la fanno a finanziare più israele paese che vive solo grazie alle risorse americane europee(la Germania finanzia ogni anno Israele)e alle potenti lobby ebraiche. Nel momento che il paese imploderà per non essere cancellato dalla cartina del medio oriente dovrà usare le atomiche o dovrà aumentare a dismisura il suo spazio territoriale tramite pulizie etniche.

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    15. x MrKeySmasher:
      Le mie vittime sono più poverine delle tue.
      Nonostante Israele si sente "popolo eletto" esso ha esattamente tutte le caratteristiche degli altri homo. Infatti essi negano e hanno sempre ostacolato il riconoscimento del genocidio armeno.
      Così si è arrivati ad una sorta di monopolio vittimistico degli ebrei.
      Un po' come la monopolizzazione furba e speculativa della Resitenza da parte dei comunisti, quando è noto ed arcinoto non solo che ci fu una resistenza cattolica, liberale, repubblicana, anarchica ma che molti episodi di resistenza attribuiti ai comunisti avevano avuto protagonisti persone che non erano affatto comuniste.
      Il problema è che quando il greggume si trova di fronte ad una novità che non sia dal masticato-imparatoamemoria-programmato pensa che sia roba matta.

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    16. x Michele Giovanelli:
      Assolutamente sì.
      In vicino e medio oriente si sta compiendo un ridimensionamento dell'impronta ecologica dovuta alla sua insostenibilità. La popolazione araba/islamica è decuplicata in poco tempo in territori che... sono e saranno sostanzialmente privi di risorse.
      Al di la della strumentalizzazione etnica (che non esiste, si tratta di fazioni e di bande di delinquenti della stessa etnia, ingua, religione, cultura) è un regolamento dei conti demografico.
      Anche per questo motivo la spaventosa crescita demografica da tsunami migratorio in Italia e in Europa è nefasta e deve essere combattuta con ogni mezzo.
      Se facessimo 2000 morti all'anno, supponiamo 1000 sui respingimenti armati e 1000 sulle condanne a morte dei clandestini espulsi e rientrati (v. qui ), non sarebbe nulla rispetto ai massacri e alle carneficine che ci aspettano a medio termine.
      Purtroppo lo spegnimento dei lumi della ragione e questi vari opinionismi religiosi, superstizioni (accoglientisti a_casa_tua coi_tuoi_soldi, con_la_tua_vita, buonisti, comunisti, gliobalisti, crescitisti, cattolici, panmixisti) non può che portare a situazioni sempre pià gravi e ad un peggioramento del sistema. Il medico pietoso fa la piaga puzzolente. Nulla di nuovo neppure da questo punto di vista.

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    17. Il problema Uomo è che i regimi incapaci di tutto il mondo per preservare lusso e benessere per pochi hanno bisogno di scaricare gli eccessi demografici verso l'esterno e di trovare capri espiatori continui verso l'esterno , la stessa cosa succede con i neri negli Usa. Il vittimismo è il sistema migliore per mantenere lo status quo perchè rassicura. L'islam, ma anche tutte le altre religioni, non è una religione ma un ideologia per attrarre sfigati.

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    18. Si potrebbe anche entrare in considerazioni sull'iniquità nella distribuzione delle risorse. Sono numerosi gli studi che indicano che quando la concentrazione delle risorse supera un certo limite tutta la società ha un rapido degrado.
      Persino i paesi più capitalisti (o meno dirigisti) conoscono il problema e hanno implementato regole di "demolizione" dei monopoli o delle concentrazioni quando superano un certo livello.
      Quindi, anche qui bisogna prendere atto della realtà dell'ingordigia, senza fanatiche e stupide pretese di ugualizzazione sinistroide e dall'altra parte cercare di governare il fenomeno quando diventa un problema di ingordigia destroide.

      Beh, su cosa siano le religioni, le risposte sono molteplici.
      Manipolazione, sfruttamento, tentativo di risposta alla dimensione morte, omologazione, controllo sociale, identità, mantenimento dello status quo o suo cambiamento.

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  3. Ci fossimo fatti i casi nostri quando era il momento, ora lì non si sarebbe a questo punto.
    Detto questo, come Francesco sono decisamente "dalla parte" di Israele e condivido grandemente che la Resistenza è una grande fandonia.

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    1. > Ci fossimo fatti i casi nostri quando era il momento, ora lì non si sarebbe a questo punto.

      Non ho capito.

      Io ho una maggior simpatia per la parte laica di Israele (non certo per la cacca ortodossa che cresce sempre più in esso) che per i palestinesi / arabi. La maggior parte degli israeliani laici sono sostanzialmente degli europei di religione ebraica, assai più vicini per cultura a noi degli arabi.
      Tu e Francesco non specificate le ragioni del vostro tifo/simpatia/vicinanza per/a Israele.

      Ciò non toglie assolutamente nulla alla gravità dei crimini commessi da Israele e alla nefanfezza, alla violenza delle migrazioni e delle colonizzazioni di massa a danno di popolazioni autoctone.

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  4. La democrazia come diceva gandhi è solo una dittatura mascherata da buone maniere. Per il resto la mancanza di risorse e l'accentramento di queste in una cerchia di elite crea una situazione da campo profughi globale.

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    1. La democrazia non è una dittatura, casomai è un regime aristocratico dove una casta di privilegiati decide per la maggioranza. La dittatura richiede la presenza di un autocrate che assuma su di se il potere assoluto.

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    2. Il senso era quello una dittatura di aristocratici, d'altro canto l'autocrate è spesso l'espressione di classi aristocratici

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    3. Sulla questione democrazia si potrebbe aprire un diario.
      Una democrazia che è locale, che non è in regime di rigida sostenibilità nello spazio e nel tempo, è demagogia adulterata.
      In Italia abbiamo una oligarchia castale che si spaccia per rappresentativa (come se un rappresentante potesse agire senza revoca anche immediata del delegante, tanto per dire la farsa che abbiamo messo in piedi).
      In ogni caso, come scritto qui
      , la democrazia non vuol assolutamente nulla.
      Facevo l'esempio che uno ha in mente una meta, devo andare da Trastevere a Piazza Venezia (contenuti) e non sceglie una linea che va a Tor Vergata perché c'è un Setra invece di un menarini.
      La democrazia è un mezzo: che scelte trasporta?

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    4. Non ci capiamo. Un regime aristocratico è quello del Senato romano. Che non era una dittatura, infatti si costituiva in Repubblica fino a quando:

      "Ottaviano era divenuto, di fatto, il padrone assoluto dello stato romano, anche se formalmente Roma era ancora una repubblica e Ottaviano stesso non era ancora stato investito di alcun potere ufficiale, dato che la sua potestas di triumviro non era stata più rinnovata: nelle Res Gestae riconosce di aver governato in questi anni in virtù del "potitus rerum omnium per consensum universorum" ("consenso generale"), avendo per questo motivo ricevuto una sorta di perpetua tribunicia potestas (certamente un fatto extra-costituzionale)."

      "Il senato gli conferì progressivamente onori e privilegi, ma il problema che Ottaviano doveva risolvere consisteva nella trasformazione della sostanza dei rapporti istituzionali, lasciando intatta la forma repubblicana. I fondamenti del reale potere vennero individuati nell'imperium e nella tribunicia potestas: il primo, proprio dei consoli, conferiva a chi ne era titolare il potere esecutivo, legislativo e militare, mentre la seconda, propria dei tribuni della plebe, offriva la facoltà di opporsi alle decisioni del senato, controllandone la politica grazie al diritto di veto. Ottaviano cercò di ottenere tali poteri evitando di alterare le istituzioni repubblicane e dunque senza farsi eleggere a vita console e tribuno della plebe ed evitando inoltre la soluzione cesariana (Giulio Cesare era stato eletto, prima annualmente e poi a vita dictator). La carica di dittatore gli fu infatti offerta, ma egli prudentemente la rifiutò:"

      "Nel 23 a.C. fu conferita ad Augusto, la tribunicia potestas a vita (che secondo alcuni gli era stata attribuita già dal 28 a.C.), la quale divenne la vera base costituzionale del potere imperiale: comportava infatti l'inviolabilità della persona e il diritto di intervenire in tutti i rami della pubblica amministrazione, e questo senza i vincoli repubblicani della collegialità della carica e della sua durata annuale. Particolarmente significativo fu il diritto di veto, che garantì ad Augusto la facoltà di bloccare qualunque iniziativa legislativa che considerasse pericolosa per la propria autorità. Nello stesso anno l'imperium di cui già godeva divenne imperium proconsolare maius et infinitum, in modo da comprendere anche le province senatorie: tutte le forze armate dello stato romano dipendevano ora da lui."

      "E ancora gli furono conferite nuove onorificenze negli anni a venire. Nel 12 a.C., quando il Pontefice massimo Lepido morì, Ottaviano ne prese il titolo divenendo il capo religioso di Roma."

      "Nell'8 a.C. fu emanata la Lex Iulia maiestatis, con cui per la prima volta venne punita l'offesa alla "maestà" dell'imperatore, in seguito foriera di conseguenze negative per tutto il periodo successivo. E per finire, nel 2 a.C., anno dell'inaugurazione del tempio di Marte Ultore e del Foro di Augusto, gli fu conferito il titolo onorifico di "Padre della patria" (Pater Patriae)."

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    5. Ho scritto male
      > Una democrazia che è locale, che non è in regime di rigida sostenibilità nello spazio e nel tempo, è ...
      -> Una democrazia che non è locale, che non è in regime di rigida sostenibilità nello spazio e nel tempo, è ...

      Ho letto molto velocemente.
      Diciamo che formalmente (ma certo non sostanzialmente) quella attuale è una (specie di) democrazia in forma (vagamente) rappresentativa.
      Trasformazione della sostanza dei rapporti istituzionali, lasciando intatta la forma repubblicana/democratica. Appunto.

      Ma la forma è poco.
      Senza la sostenibilità spazio tempo oltre che il locale anche una democrazia non è nulla, è demagogia o violenza (vedi, appunto, invasione migratoria di Israele sulla Palestina).

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