domenica 5 febbraio 2017

L'ombra del bastone

Avevo in mente solo il bastone di Raggio sul muro dell'osteria, e Raggio e sua moglie che aveva cagliato il mio bambino appena nato, e Maddalena Mora che si era fatto tirar fuori il bambino con un ferro da calza da una vecchia, e mio padre copato, e mia mamma morta sputando sangue, e la zia che beveva morta con le formiche in bocca, e  sua sorella col figlio a Milano, e mio fratello in prigione a Udine, e tutto quello che era andato male nella mia vita,come va male il formaggio coi vermi. Ce n'era abbastanza per andar via da questo mondo e non ridere più nianche dopo morti.
Il maggio peso che faceva inclinare il ramo verso la mia morte era che avevo copato il mio amico dopo avergli rovinato la vita e la famiglia. Ma lui era tornato per farmela pagare, e con ragione, perché i debiti si paga uno su l'altro con ragione.
p. 251

Venerdì ho finto la seconda lettura di questo romanzo di Mauro Corona. L'avevo divorato, una pagina dopo l'altra con quella foga che ti rendi conto che è troppo veloce che ci vorrà un secondo passaggio, per potersi fermare, a cogliere i particolari, a immaginare i paesaggi, gli interni, a immedesimarsi, un po', nei personaggi.
Mauro Corona utilizza lo stratagemma? narra la verità? dell'aver ricevuto da un signore che lo raggiunse a Erto il 27 novembre 2003, un diario scritto prima del suicidio, dal protagonista, Severino Corona detto Zino.
E' una storia commovente, toccante, di ambienti aspri, di vita grama e di emozioni vivissime, di passioni che travolgono, esplodono quando la severa morale che tenta di controllarle e reprimerle viene sconfitta dalla loro intensità. E' storia di povertà e di generosità grandissime, impensabili, oggi., storia di isolamento, di non riuscire a trovare 'na donna, di alcolismo, di morte presente tutti i mesi, di morte sul lavoro, di un tessuto sociale robusto e fitto, di solidarietà, di case tirate sul col lavoro comunitario di tutto un paese, di uccisioni per un senso di giustizia violata - e non giudicate, nella vostra vita agiata, quando una persona subisce, in precarietà così labile, un'ingiustizia, che rischia la vita, ecco allora che l'istinto di farsi giustizia proropompe. Pietà e ingenuità, come l'idea di uccidere il proprio figlio illegittimo, appena nato, e di conservarlo, come reliquia, in una forma di formaggio che poi verrà consegnata al prete. L'aborto e le mammane sono una presenza ricorrente per figli non voluto di tresche clandestine, bandite.
Sento l'anima della vita nelle nostre Alpi, ricordi e memorie vive di quando ero piccolo, osservavo le ultime retroguardie di una vita austera, contadina, alpina, aspra.

Allora tra di me veniva in mente quanto era povero e salvatico il mio paese, dove tutto era ripido e magro, compreso vacche, capre e persone. Lassù a Erto, era tutto magro di fatiche e di miseria, ma a me mi piaceva tanto in quella terra dove ero nato, anche se era poco e le vacche era scheletri e dava sì e no otto litri di latte a mungitura.
p. 224 - 225

La vita quotidiana è cornice di estremismi inconsapevoli. L'eros e la sua potenza sovversiva irrompe nella vita morigerata, porta a vita  e morte, a pulsioni catalizzate e rese parossistiche dalla severa morale. La religiosità che sconfina nel paganesimo animista, cerca una consolazione, un sollievo alla durezza della vita. C'è una sacralità della montagna, forse, come osserva l'autore, una fede di terrore, di sopravvivenza.  Una valanga irrompe su una processione (in un inverno rigido che aveva portato alla morte un paesano, un freddo che portava al suicidio per rogo della propria casa) mietendo altre due vittime. E' subito un movimento per costruire una piccola edicola dedicata alla Madonna, della Neve, appunto, a chiederLe un viatico attraverso le asperità della vita grama.
Ciò che m ha impressionato è l'intensità del vivere, oggi del tutto impensabile, nella nostra vita di agio e sicurezza. Il protagonista ha un senso morale spiccato che gli permette di donare un'intera latteria (caseificio) ad un giovane vedovo con tre figli. Vive il senso di rimorso per i crimini (avvelenamento dell'amico e socio con la belladonna), il senso di colpa per le relazioni amorose clandestine con le mogli di persone che gli erano state care. In finale, i momenti di tenerezza e intimità con la moglie del contadino, la lievità e la soavità di una carezza, di un volersi bene e di un voler bene, ad un'anima oltre che ad una femmina, di sentirsi voluti, sono toccanti.

Mauro Corona ha raccontato la sua anima, il suo sangue, l'humus della sua terra madre, ripida, erta, la fatica, i prati con l'erba buona, le foibe infernali,  i boschi e i monti di ciò che è vita e morte di lui, della sua gente.
Questo romanzo ha un alto valore anche dal punto di vista etnografico, perché fornisce uno spaccato assai preciso e ricco della vita rurale alpina alla fine del XIX secolo e per i primi due decenni del secolo scorso, su usi, pratiche, abitudini e cultura delle nostre genti.


L'ombra del bastone
Mauro Corona
Mondadori
Storie di uomini e montagne
Edizione speciale per RCS Media Group SpA


57 commenti:

  1. De gustibus... una lettura del genere per me sarebbe insopportabile. Il gusto lombrosiano di descrivere i mostri nei loro minimi dettagli, l'idea soprastante che tutto sia relativo, il distacco da entomologo che osserva gli insetti sotto la lente, tipico delle società decadenti.

    Siamo a tanto cosi dagli zombi americani.

    Eppure, gente che viveva più o meno nelle stesse condizioni descritte dal tuo libro in passato ha avuto il tempo di inventarsi ben altre epiche.

    Chissa come mai noi non siamo più capaci.

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  2. anche a sto giro Lorenzo ha ragione al 101%. Corona insopportabile ed anche inutile

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    1. Condivido anche io. Inutile, saccente, prosopopaico e in definitiva odioso.

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    2. Mi prenderei a calci in culo per avere commentato.

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    3. ti girano le palle che io e Ala la si pensi come te?

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    4. No mi girano le palle perché sono scemo e mi infilo in discussioni che so in partenza essere inutili, inconcludenti.

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  3. Non lo so.. bisognerebbe dedicarsi.. e, come Uomo, essere già predisposti mentalmente ad una lettura simile... nonjapossofa..

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    1. Io ho ancora qualche ricordo diretto e indiretto di quella vita. Quando saranno morti i nostri genitori, l'ultima generazione che visse la fine di quell'epica rurale, tutto finirà nell'oblio.

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    2. Ce li hai avuti solo te i genitori, i nonni e i bisnonni, UCoso.

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    3. Nervoso, stamani, Lorenzo.
      No, il problema della scomparsa di quella generazione, l'ultima capace di affrontare dei sacri-fici, è un problema generale.

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  4. Direi che lo jato tra cultura rurale e quella alpina in questo caso e i nostri tempi è del tutto evidente anche in questi commenti e il fatto che una persona che narra quei tempi non viene gradita.
    Perché la povertà se non la miseria che racconta fa paura ed, è, ciò verso cui stiamo andando con la frantumazione sociale a cui si sta lavorando, con l'innesto a forza di decine di milioni di xeno ostili che competeranno anche su un pezzo di pane secco.

    Narrare la miseria , non scrivo economica, forse ... ecco la miseria di consumismo qui, non certo la miseria spirituale e morale attuale perché il livello medio morale e dei saperi e delle conoscenze era straordinariamente più alto allora che ora, narrare la miseria può rendere odiosi.
    Certamente c'è una parte di similitudini o avversità personali ma io percepisco la stessa distanza che incontro tra le masse urbane e le genti (non si può più dire masse perché sono ridotte diciamo tra il 2% e l'8%, a naso, di media (ci sarebbe anche la pesca, a dire il vero) contadine è più ampio che mai.
    Corona, quindi sfancula i cretinismi della modernità liquida, si attira un sacco di antipatie.

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    1. UCoso, che ti piaccia una certa cosa, anche se per me è una perversione, è perfettamente lecito.

      Non è lecito che tu ma la venda come "normale" (prego controllare il significato del termine) e peggio ancora che tu me la venda come "superiorità intellettuale" secondo l'abitudine compagnuccia.

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    2. Francamente non capisco cosa intenda per perversione.
      Io ascoltavo i racconti di mia nonna ostetrica e poi anche di mia madre (ostetrica fino a che non ebbe noi figli) e c'erano una storia che non è certo la waltdisneyzzazione della realtà, termine molto efficace che prendo da te in prestito: esse entravano nelle case contadine, oltre a vivere una comunità contadina. E in quelle realtà c'era tutto, come ora, il buono e il cattivo, il bene e il male.
      Come dicono i buddisti, osservare la realtà, è straordinariamente importante.
      Altrimenti vuoi il kitsch, ovvero la negazione assoluta della merda che diventa una metamerda.

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    3. I "buddisti" che ti dicono di "osservare la realtà" (qui si aprirebbe la solita parentesi sulle puttanate orientaleggianti fondate sulla crassa ignoranza) e tu la "osservi" leggendo un racconto (che per te è una cronaca) e trovando dei collegamenti con le tue memorie dei racconti di mamma e nonna.

      UCoso, sei fuori, nello spazio profondo. Fossi solo tu, poco male.

      Ripeto, puoi dire qualsiasi cosa, fintanto che non cerchi di spacciarmi la "verità" e la "superiorità morale". Semplicemente perché non sei all'altezza.

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    4. Lorenzo, io non capisco. Stamani hai le palle girare e vuoi attaccare briga. Le puttanate sono nella tua testa, se le pensi e le scrivi.

      Modera i termini e circcostanzia altrimenti diventa cagnara, il "tu non vali un cazzo perché lo dico io" non va bene. Grazie.

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    5. Ti faccio un esempio di un meccanismo simile: l'epopea della "resistenza", fondata su libri e racconti, tutto falso e artefatto. In quel caso la "perversione" consiste nell'accreditare il PCI prima come "antagonista" e poi come "liberatore" dell'Italia dal "nazifascismo" e padre fondatore della Repubblica.

      Tutti i "partigiani" contemporanei avevano babbi/mamme/nonni/nonne/bisnonni/binsnonne antifascisti e partigiani che gli raccontavano la rava e la fava. Tutti dicono esattamente come te riguardo la "memoria" delle loro imprese che si perde con le nuove generazioni.

      La perversione del racconto che tu hai citato è palese ma per "vedere" una cosa bisogna che la luce colpisca la retina, si scatenino le reazioni elettrochimiche che noi non comprendiamo e che formano il PENSIERO. Qui c'è una difficoltà nel distinguere il reale dall'immaginario, sono esattamente la stessa cosa. E ci piace l'immaginario/reale con i mostri, gli zombi.

      Meno male che ci sono i "buddisti". Oddio.

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    6. Dai facciamo prima se ti dico che il tuo libro è una figata e che le tue considerazioni sono sensate. Scusa se non cito Osho.

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    7. Se il metodo della tradizione orale e della memoria degli avi, come dici tu, non va bene, puoi proporne uno di migliore.
      Qui non ho citato nel dettaglio i racconti di mia nonna (e poi di mia madre) e la loro posizione di osservatrici in qualche modo "privilegiate" in quanto, per il loro ruolo di co-ma(d)ri entravano nelle case contadine, ma non come ospiti nella stube (il soggiorno, nelle case contadine trentine e tirolesi) ma nella stanza matrimoniale, lavorando con il corpo (e anima e mente) delle donne contadine partorienti.
      Non va bene? Certamente puoi pensare che mi abbiano raccontato falsità, cose inverosimili o congetture o ...
      Prego, allora porta testimonianze e un metodo migliore che le smentisca.

      Tu hai letto il romanzo di Corona?
      Perché se sì, allora mi dici cosa c'è di inverosimile, di esagerato o di perverso.
      Se no stai facendo cagnara ideologica.

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    8. Qui non c'è nessun metodo. C'è un libro scritto da Tizio che tu hai letto e ci hai trovato dentro una tua "verità".

      Io non ho niente da dire fintanto che tu non prendi questa tua "verità" e me la proponi come se fosse "osservazione della realtà" e, siccome non basta, ci metti sopra anche il carico che chi la contesta è "intellettualmente inferiore".

      Ti ho fatto un esempio di un meccanismo esattamente analogo al tuo.

      Sopra ho scritto che padri, nonni e bisnonni non ce li hai avuti solo te. Io ho avuto i miei e i loro racconti mi tramandavano una vita grama ma completamente differente nelle premesse, nello svolgimento e negli esiti da quella descritta nel libro e che te assumi come "vera/autentica".

      Poi, ti potrei fare notare che non si inventa nulla nel febbraio del 2017, l'Umanità esiste da un po' di tempo. Le storie che si tramandano sono, appunto, tramandate. Ma bisogna prendersi la briga di leggere, di informarsi.

      Ma alla fine, il problema è quello che ho scritto, cioè che reale e immaginario sono la stessa cosa. Una cosa diventa vera solo perché lo dico io/tu/lui/lei.

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    9. > ci metti sopra anche il carico che chi la contesta è "intellettualmente inferiore"

      Dove avrei scritto questo?
      Io ho scritto che esiste uno jato che si sta ampliando tra la cultura rurale e le messe urbane che sono fuori da quel mondo da tempo.
      Questo fatto di cronaca rappresenta meglio di mille mie parole quanto sto descrivendo. Gli sciatori della domenica che vanno a sciare senza avere... delle catene in auto o non sapendole montare o contando che... ci sia il diritto (?) ad avere le strade spazzate e poi salate etc. etc.

      Certamente sono intellettualmente inadatti ad un ambiente, quello alpino, che NON è quello cittadino e questo lo dimostra. Del resto i sipiarietti e letteratura sulla goffaggine di alcuni "villani" in città da parte dei cittadini non mancano.

      Quindi, se non hai la coda di paglia, inutile inalberarsi sull'intellettualmente inferiore al quale, peraltro, non pensavo.
      Certo rimango dell'idea che Corona non incontri grandi simpatie quando martella sulla insipienza di certi usi di artificializzati, quando martella sul mondo storto.

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    10. Te sei abituato a parlare coi cretini.

      "... è del tutto evidente anche in questi commenti e il fatto che una persona che narra quei tempi non viene gradita."

      Tu non hai bisogno di pensare. Se tu pensassi prima, non scriveresti cretinate come quella sui "buddisti" e la realtà o la considerazione sopra sulla "persona che narra" che "non viene gradita".

      Invece di pensare agisci mettendo in pratica degli stereotipi, come un riflesso condizionato.

      Perché nel tuo intorno tutte queste cose sono "normali" (vedi significato etimologico). Peccato che il tuo intorno sia in se stesso una aberrazione o meglio, il risultato di un certo processo.

      E qui finisco perché siamo nella condizione del muto che dice al sordo che il cieco lo sta spiando.

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    11. Aggiungo un pensiero: in un romanzo vengono concentrati i fatti di oltre vent'anni di vita. Quindi non c'è da meravigliarsi se risulti poco realistico ma questo è un limite strutturale di ogni diario. Raramente, se per una scelta di osservazione e di memoria, in un diario riporti l'ordinario. Non ci sono pagine e pagine sulla mungitura o su come veniva falciato il prato. Piuttosto alcuni fatti extra-ordinari sul quanto attinente la latteria (caseificio nel lessico delle Alpi Orientali) oppure la falciatura.
      Tu però osservi alcuni di questi fatti come "perversioni". Un po' come se uno leggesse un qualsiasi quotidiano locale e assumesse che la cronaca nera sia l'ordinarietà. Ma l'ordinarietà come il mio viaggio odierno per venire al lavoro, non viene riportata in questo diario e neppure nel quotidiano locale.

      Non hai risposto alla domanda: hai letto o leggesti "L'ombra del bastone"?

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    12. La cretinate di buddisti.
      Ahaha
      Lorenzo, quando ti fai prendere dalla vis polemica perdi la testa.
      Tu osserva i tuoi antagonismi che non mancano. Tui fai menare dallo sventolio di un drappo rosso infuriandoti come un toro.
      Leggi buddista e non capisci più nulla inizi a scrivere di cretinate e puttanate (poi ciascuno, con un po' di pressione emotiva, esprime ciò che ha dentro, eh!?).

      Faccio notare, ancora, la tua fissazione contraria: non hai speso una parola su alcune parti del romanzo, che ho citato, come la costruzione comunitaria di una casa o l'episodio del dono del caseificio al vedovo con tre figli. Sei partito in resta con 'sta idea della "perversione".
      Beh, ognuno legge e pone l'attenzione su ciò che lo attira.

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    13. UCoso, io ci ho provato. Non ti posso salvare da te stesso. In bocca al lupo.

      Sentiti pure libero di considerarmi un coglione, a me non cambia nulla.


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    14. UUIC: "Certamente [le 'masse' urbanizzate] sono intellettualmente inadatti ad un ambiente, quello alpino, che NON è quello cittadino e questo lo dimostra."

      Per onore di realismo occorre anche puntualizzare che il montanaro dei tempi che furono non durerebbe un quarto d'ora nella stazione centrale della Milano dei nostri tempi. Anzi, mi spingo più in là: io stesso faticherei a superare l'ora.

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    15. Le città sono già degli inferni di etnie nemiche nelle quali, se sbagli luogo e ora, rischi l'incolumità. Non siamo ancora alle banlieue dei gioiosi fratelli islamici, ma zona Termnini a Roma o viale Padova sono già luoghi estremamente pericolosi in ampi intervalli della giornata.
      Si realizza così il "progresso" verso la distopia di Jena Plissken e la sua NYC e l'implosione sociale.

      Ah, ma è tutto così bello, l'accoglienza senza se e senza ma, gli arcobaleni, la crescita, ci pagano le pensioni, portatori di cultura, il progresso...
      Essi credono siamo tutti idioti.

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  5. Per la memoria ci sono pur sempre gli archivi.
    Per contro tra un po'torniamo alle mammane.
    Uno degli ultimi libri che ho regalato a mio padre era di Corona, sono contenta di averlo fatto, mi pare che qua nessuno è il Sapegno.

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    1. Gli archivi... ci sono fatti minuti, di vita quotidiana che sfuggono agli archivi. Negli archivi sarà stata registrato il battesimo di Zino Corona o di Raggio Martinelli ma non le volte in cui diventarono soci oppure quando il primo sfuggì all'attacco mortale del secondo che, nella foga di volerlo colpire col bastone, finì per cadere nella foiba.
      Nel racconto è scritto come la gran parte dei contratti avvenivano per stretta di mano e, se con una certa importanza, pestando una certa pietra (la faccio breve) in presenza di testimoni.

      Beh, purtroppo temo di sì. L'aborto finirà male per due motivi:
      o - il primo, pratico, per il collasso del sistema sanitario
      o - il secondo, ideologico, perché l'invasione e la frantumazione sociale spingeranno sempre più elettori (io sono tra quelli) a votare partiti identitari, sovranisti costi quel che costi, che, in genere (a mio avviso illogicamente) contrappongono all'islam la cattolicità. In ogni caso si tenderà ad una teocrazia e al fatto che le donne verranno ricacciate a far figli (e quindi, in questa prospettiva, certamente l'aborto verrà visto come In questa pagina avevo già accennato a questa assurdità (vedere qui).

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    2. Anche i fatti epocali sfuggono agli archivi.

      Quando gli Arabi conquistano Alessandria in Egitto per un qualche motivo che non sapremo mai prende fuoco la celeberrima Biblioteca che viene rasa al suolo con tutto il contenuto, ovvero tutto lo scibile umano noto fino a quel momento. Quando i Romani conquistano per l'ultima e definitiva volta Cartagine, la radono al suolo, cancellando l'intera civiltà cartaginese. Dei Celti/Galli sappiamo in pratica solo quello che ci riportano gli scrittori greci e latini.

      Insomma, citando l'incipit del film Bravehart:
      "Vi racconterò di William Wallace! Gli storici inglesi diranno che sono un bugiardo, ma a scrivere la storia sono gli stessi che hanno impiccato degli eroi."

      Moltiplicato per ogni volta che qualcuno ha sopraffatto qualcun altro. Ho fatto l'esempio più vicino a noi della finzione colossale della Resistenza. Ma tutta la produzione holliwoodiana sulle guerre americane è sostanzialmente propaganda.

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    3. E gli storici italiani diranno che sono un bugiardo ma non solo sul finire della guerra si sono commessi crimini orrendi ma chi li ha commessi è diventato un eroe, mentre chi è sopravvissuto tra i vinti o è stato processato come criminale oppure è stato angariato in tutti i modi.

      Cito il solito episodio da due soldi, visto da qui. Il Giorgio Bocca che scrive un libro sulle sue esperienza di partigiano e nel libro racconta di quando gli portano un ufficiale tedesco preso su un treno mentre tornava a casa in licenza, lo tiene un po' al campo come sguattero e poi, quando devono spostarsi, gli spara nella schiena. Sicuramente ci sarà un sacco di roba negli "archivi" riguardo questi atti di eroismo. Questi e tanti altri, in ogni epoca, per carità.

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    4. Più studio e mi documento e più scopro le nefandezze della resistenza comunista al confronto del quale i crimini politici dei fascisti sono... bagatelle.
      L'altro giorno, dentro l'ANPI è successo qualcosa, hanno ammesso che successe qualcosa a Porzus.
      Solo una purga delle decine, delle centinaia.
      Da qualche anno, il dieci febbraio è una giornata che ricorda altri crimini commessi dai "liberatori".
      Poi, sempre a oriente, in Carnia, potremmo ricordare il dramma dei cosacchi, gli stermini commessi dai kompagni stalinisti.
      Tutta roba accuratamente nascosta, omessa dall'ortodossia antifa per cretini.
      La morale dei rossi. Già.

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    5. Basti dire che perfino l'esecuzione sommaria di Mussolini è un evento relativamente oscuro. Chi ha deciso, come, dove e quando, chi ha trasmesso l'ordine, chi l'ha materialmente eseguito, come dove e quando. Periodicamente saltano fuori dicerie su "diari" e "documenti riservati", su "tesori", perfino su interi treni scomparsi e ritrovati.

      In tempi più recenti, basti pensare alla "stagione" degli "scontri di piazza" dove la gente moriva e ancora non si sa perché, chi, quando, come e dove, la "stagione" delle stragi, a cui sono seguiti processi infiniti con sentenze dai famosi "strascichi". Bisognerebbe contare i latitanti di tutti i tipi, generi e fogge espatriati dall'Italia sullo stile dei Nazisti in Sud America.

      E via via. Gli Archivi.
      Chissa se negli archivi ci sono i "video" delle interviste di Renzi, per dire.

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  6. Non ho mai letto nulla di Corona Mauro, però mi sono sempre chiesta:"Ma come cazzo fa a stare in montagna, con la neve, il gelo, il ghiaccio... in canottiera? A me per questa cosa sta simpatico, ogni tanto lo nomino pure, lo introduco nei discorsi. Non lo so Uomo, adesso non mi viene in mente un caso preciso in cui lo nomino, ma dico cose tipo:"Neanche Mauro Corona in canottiera sulla neve", in riferimento a cose, cose così, cose mie, cose. Basta, ciao! Ed anche oggi ho dato.

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  7. A proposito della "realtà" di cui UCoso, vi invito alla visione del celeberrimo film di Bertolucci. Non questo clip di Youtube, proprio il film, sempre se ce la fate. E' una sfida.

    Invece, per misurare il danno inflitto dalla montagna di cazzate sulla "saggezza orientale" accumulate a partire dalla fine degli anni '60, oltre il film di cui si è discusso in precedenza "Captain Fantastic", vi invito alla visione di questo blog (uno a caso, per altro, preso dal blogroll di Sara).

    CHiamatemi hidalgo don Quijote de la Mancha.

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    1. Scriverò una pagina sulla pellicola che ho visto sabato.
      Ora non riesco a vedere il brano e, tanto meno, la pellicola intera.

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    2. La "pellicola"... ah Signore.

      Youtube non ti manda a casa la bobina dentro una scatola cosi la metti nel proiettore ma ti trasmette via connessione di rete in un flusso di bit.

      E' solo un ripiego.
      In realtà le cose uno le dovrebbe già sapere per averle studiate a scuole e/o per averle lette sui libri per conto suo. E quando dico "le cose" intendo tutto quello che è stato scritto (in subordine scolpito e dipinto) dai tempi delle prime città in Mesopotamia ai giorni nostri. Cosi uno non si fa sorprendere dalla riscoperta continua dell'acqua tiepida (nemmeno calda).

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    3. Perché banalmente chi cerca la saggezza nel guru orientale non sa niente di casa sua.

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    4. Cerco di usare l'italiano, Lorenzo.
      Film vuol dire pellicola...
      Preferisci sequenza o flusso?

      > la saggezza nel guru orientale non sa niente di casa sua

      Qui abbiamo il problema che la nostra cultura politeistica, ellenistica o del nord, è stata rimpiazzata dal cristianesimo assai più rozzo, anche se non così rozzo come la merda che sta arrivando ora a milioni.
      Purtroppo questa riduzione al dio unico è stata un problema anche culturale, di riduzione all'ortodossia (cosa che peraltro di ripete ora, la grande deculturazione nelle parole di Renaud Camus, funzionale alla frantumazione, alla distruzione sociale utile alla sostituzione che garantisca la supremazia e lo sfruttamento dai neosoviet mondialisti, progressisti, ultracapitalisti).

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    5. Questa cosa è incommentabile, ma per davvero.

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    6. Eh no, caro il mio UCoso, mi inviti a nozze, sai che tra i miei difetti c'è il fatto che sono pedante de didascalico.

      Il "film" si riferisce al GIRATO, la fase in cui si acquisiscono le immagini. Si può fare ancora con una macchina "analogica" che usi la pellicola per motivi tecnici. Oppure con una camera "digitale" che usi un sensore che traduce la luce in bit che poi vanno in un file. Esattamente come la fotografia, che ancor oggi si fa su pellicola in certe condizioni e su file nella maggior parte dei casi.

      Il termine più appropriato per un film che vedi sul computer, sulla tavoletta o sul furbofono è "videoclip" (più preciso) o "video" (per estensione, il video è in realtà l'aggeggio che genera l'immagine, il display).
      Anche il termine "fotografia" è appropriato per le stampe o i negativi ma quelle che guardi su un display sono "immagini".

      Tra l'altro, esiste una conseguenza importantissima di quanto sopra. Mentre i film e le fotografie sono in rapporto 1:1 con quello che passa attraverso l'ottica della macchina, quindi sei sicuro che l'immagine corrisponde al "reale", al netto dei processi chimici che imprimono l'immagine sul supporto, per i "video" e le "immagini" manipolate con sistemi "digitali" non esiste nessun rapporto tanto che si può benissimo creare una immagine o parte di una immagine (idem per i video) aggiungendo, togliendo o modificando i bit che la costituiscono.

      Se tu volevi fare una foto di Topogigio prima dovevi fabbricare il pupazzo, oggetto fisico a forma di Topogigio e poi dovevi inquadrarlo nella lente della macchina.

      Adesso Topogigio lo disegni e lo "animi" con un software, tramite elaborazioni numeriche. In un punto qualsiasi della catena di macchine che servono per presentarti la "immagine" che tu vedi coi tuoi occhi.

      La "cultura politeistica" NON è stata rimpiazzata dal Cristianesimo, UCoso, come al solito straparli di cose su cui non hai riflettuto cinque minuti.

      Il Dio cristiano è formato da TRE entità, di cui DUE sono venerate separatamente, Dio padre e il Figlio Gesu.

      Subito sotto c'è la Vergine Maria.

      Sotto Maria ci sono i Santi che parei siano quasi DIECIMILA (se includiamo i Beati). Santi e Beati sono di importanza differente, a partire dagli Apostoli. Alcuni sono sia persone dei primordi del Cristianesimo o vissute in Oriente che allo stesso tempo trasposizione di divinità pagane (es. San Giorgio) altri sono persone realmente esistite di cui sono documentate parole e opere (es. Sant'Ambrogio).

      Infine ci sono gli Angeli (un Angelo annuncia a Maria che partorirà il figlio di Dio) e i Demoni, le "schiere celesti" e le "schiere infernali".

      Sotto tutto questo, non è mai cessato l'antichissimo culto degli antenati, i "penati" dei Romani, tanto che ci rechiamo sulle tombe dei nostri cari, con l'effigie, a svolgere varie funzioni.

      Il Cristianesimo è un capolavoro di sincretismo e TU NON LO CONSIDERI perché, come la maggior parte della gente, ricadi nel caso che ho detto sopra, ovvero NON SAI NIENTE del tuo mondo, della tua stessa eredità culturale.

      Poi non mi devo incazzare quando sbrodoli sulla Trilogia della Morte di Corona o sui "Buddisti" e compagnia cantante.

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    7. UCoso leggi la seconda parte che è importante.

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    8. Ah poi ho dimenticato di dire che il Cristianesimo, nato come setta eretica dell'Ebraismo (quindi pronti via ci sono due "tradizioni" una derivata dell'altra), si è subito frammentato in molteplici confessioni, scismi, eresie.

      Per esempio: Il Grande Scisma.

      Oppure: Lo Arienesimo.

      Eccetera eccetera.

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    9. Nota cruscantica.

      > Il termine più appropriato per un film che vedi sul computer, sulla tavoletta o sul furbofono è "videoclip" (più preciso)
      > o "video" (per estensione, il video è in realtà l'aggeggio che genera l'immagine, il display).
      > Anche il termine "fotografia" è appropriato per le stampe o i negativi ma quelle che guardi su un display sono "immagini".

      Noto, Lorenzo, un interesse per la precisione che va, questa volta, contro la "tradizione" nella quale, in italiano corretto (e, come osservi, anacronistico) si usa pellicola.
      Noto che quando sottolineavo che utilizzare il genere per declinare alcuni sostantivi (ingegnera, avvocata, sindaca, sia pur in forma corretta, invaditrice e non invasora, etc., ministra) tu ti inalberavi.

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    10. Sì, ci sono osservazioni che affermano che il cristianesimo sia... un po' politeista (o, perfino, tantrico nella divinizzazione mariana del femminile).
      Tra le altre cose la cacca wahabita e salafita che dilaga imputa, le stesse accuse al cristianesimo (ma anche alla confessione sciita dell'islam).
      Poi ci sono vaNota cruscantica.

      > Il termine più appropriato per un film che vedi sul computer, sulla tavoletta o sul furbofono è "videoclip" (più preciso)
      > o "video" (per estensione, il video è in realtà l'aggeggio che genera l'immagine, il display).
      > Anche il termine "fotografia" è appropriato per le stampe o i negativi ma quelle che guardi su un display sono "immagini".

      Noto, Lorenzo, un interesse per la precisione che va, questa volta, contro la "tradizione" nella quale, in italiano corretto (e, come osservi, anacronistico) si usa pellicola.
      Noto che quando sottolineavo che utilizzare il genere per declinare alcuni sostantivi (ingegnera, avvocata, sindaca, sia pur in forma corretta, invaditrice e non invasora, etc., ministra) tu ti inalberavi.

      Nel cristianesimo ci sono poi vari paradossi e illogicità che caratterizzano ogni religione, come il paradosso dell'unita/trinità di Dio.

      Ci sono anche dispute sulla qualificazione di religione "della mano destra", eccetera.

      I santi sono santi e non sono Dio, penso che sia insegnato anche nel catechismo base e così per angeli e arcangeli.

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    11. Per la nota cruscantica, in italiano ci sono parole latine, greche, germaniche, arabe, eccetera. Il mio nome è di origine latina e probabilmente viene dall'alloro o dalla città ominima, mio fratello si chiama Guido, che è un nome germanico.
      Molte parole inglesi arrivano dal latino attraverso il francese e ci tornano indietro con una pronuncia differente.

      Comunque, non ha senso usare traduzioni italiane di termini originati altrove, SOPRATTUTTO se la traduzione introduce un errore tecnico o una incomprensibilità. Tipo "file = raccoglitore" o "folder = "faldone".

      Il Cristianesimo è ovviamente politeista, c'è tutto un empireo di dei e sotto-divinità. Tanto che la Divina Commedia, oltre riprendere la tradizione greco-romana sulla discesa agli Inferi degli eroi, è strutturato per "gironi" e in tre livelli paradiso-purgatorio-inferno, ognuno con la sua popolazione specifica.

      Che è cosa buona e giusta, per la ragione che ho detto, ovvero che noi siamo figli dei Padri. Gli Arabi erano figli di nomadi del deserto, non avevano praticamente nessuna eredità da conservare.

      Michelangelo scolpisce la Pietà come gli antichi scolpivano Atena o Lacoonte.

      La faccenda dei paradossi non ha niente a che fare e non è specifica del Cristianesimo.

      I Santi non sono Santi, la loro santità emana da Dio e la loro funzione concreta è di "intercedere", oppure di operare miracoli. Ovvero, fungono da nostri rappresentanti presso Dio e usano poteri semi-divini per operare nel mondo, ovviamente se adeguatamente sollecitati. Esattamente come gli antichi dei e sotto-dei.

      I guerrieri cristiani per antica tradizione inalberano la Croce (che non rappresenta Dio ma il figlio fatto uomo o l'effigie della Vergine, divinità protettrice, oppure di un Santo guerriero che operi delle magie di guerra.

      Il catechismo non ha la funzione di mettere in rapporto l Cristianesimo con l'intorno, di farne una critica. Ha la funzione di insegnarti quello che devi sapere per la salvezza della tua anima. Ancora non c'entra niente col discorso di cui sopra.

      O stai dentro o stai fuori, non puoi saltare dentro e fuori a seconda di come ti fa comodo in una frase o l'altra.

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    12. > non ha senso usare traduzioni italiane di termini originati altrove,
      > SOPRATTUTTO se la traduzione introduce un errore tecnico o una incomprensibilità.
      > Tipo "file = raccoglitore" o "folder = "faldone"

      Mmh.
      Gli anglofoni inventano talvolta dei neologismi per indicare dei nuovi concetti o recuperano termini esistenti estendendone l'accezione, il significato.
      Perché non lo dovremmo fare noi, in italiano?

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    13. Perché non ti capisce nessuno se ti inventi delle parole. A meno che tu non ti chiami Boldrini e non sia un commissario politico.

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  8. A proposito di "note cruscantiche"...

    Visti i pruriti di certe cosiddette "alte cariche" dello Stato, perché non si rispolvera seriamente un po' della nostra tradizione più antica nella forma del vecchio genere neutro? Sindaco? Sindaca? E perché non sindacum e non se ne parla più?

    P.S. Ovviamente non è una proposta seria, vuole semplicemente fare il verso alle idiozie che ci vengono imposte quotidianamente dopo le stupide esternazioni antilinguistiche del Presidentum Boldrine. Eh, sì, Boldrine perché il maschile plurale Boldrini, nella versione transgenere femminile deve restare plurale, quindi Boldrine, non certo Boldrina.

    Nasce però un problema. Fassina non potrà più essere chiamato così perché evoca il genere femminile, epperò Fassino è un cognome già assegnato per un suo collega, per cui si rischia la confusione. La soluzione è a portata di mano: basta sottoporre Fassina a intervento di inversione sessuale cosicché, divenuto donna, possa conservare il suo nome attuale. Tutti felici, tutti contenti, anche perché Fassina essendo membro (ha, ha) attivo del PD sarà sicuramente entusiasta di poter usufruire in pieno diritto della sua nuova condizione.

    P.S. dimmi te se si deve andar dietro a certe stupidaggini, per di più pelosamente tendenziose, sparando stupidaggini ancor più idiote...

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    1. Sei i ruoli, ora, vengono ricoperti da femmine è bene che esista una loro declinazione di genere.
      Nessuno si scandalizza per ostetrico, ad esempio.
      La questione è di farlo bene.
      Non invasora ma invaditrice, ad esempio.
      Tra i due criteri
      o - rispetto della tradizione
      o - precisione
      in caso di conflitto opto per la seconda.
      Si tratta. comunque, di una pseudo scelta, perché la maggior parte delle volte si può declinare secondo genere.

      Sul neutro, direi che abbiamo un limite linguistico, non esistendo in italiano.
      I concetti che prescindono dal genere (ad esempio i sostantivi collettivi, come potrebbe essere sibling per "fratelli (e sorelle)" dovrebbero essere neutri, ad esempio.
      La lingua non è così rigorosa come dovrebbe.

      Per il resto, sorrido. :)

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    2. La lingua è più che rigorosa, è la gente ad essere cretina.

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    3. La lingua bisogna conoscerla. Se partiamo dal presupposto che tre quarti degli studenti universitari sono semi-analfabeti, si capisce anche perché gli stessi non abbiano problemi a storpiare verbi e sostantivi. Non solo da studenti, anche da professionisti, basta leggere il giornale.

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