domenica 12 febbraio 2017

Lion

Ho pianto per tutta la parte fnale della proiezione di Lion. Mi vergognavo, già.
Pensavo, durante l'intervallo, che una cosa bella dell'andare al cinema da solo è che alla fine puoi metabolizzare, puoi goderti la fase lirica, dopo il turbine emotivo, senza interrompere, senza dover parlare poi quelle domande che sono così che l'imbarazzo porta le persone a parlare.
Alla fine è apparsa una coppia due di gasisti dell'altro GAS e mi hanno salutato. Non ho potuto ignorarli. Ne è scaturito un nostro dibattito tutto originale, visto che lei - è la mia sensazione - era una dura della sinistra patavina e ancora sentivo la solita analisi marxista della società e anche un po' razzista alla fine perché la società indiana è ingiusta e ... E cosa? Vogliamo esportare loro il nostro modello?
Solo che io li spiazzo, passo da Terzani a quello che essi definiscono nazifascioleghista. Cosa vogliamo insegnare a loro!?!? Già l'internazionalismo.... Anche Andre Van Lysebeth, come tantrista, accusava gli induisti vedici di essere... peggio dei nazisti.
Colonna sonora perfetta per la storia, ho adorato lo sciogliersi dell'anima con quelle note di piano e forte.
Passano gli anni e alcune donne indiane hanno una bellezza che mi dà alla testa, che reggo a fatica.
E' una storia vera, quella di Saroo Brierley Munshi Khan (Sheru significa, in hindi, leone). Ritrovare le origini, cercando un piccolo villaggio indiano ricordandosi qualcosa di una stazione, più facile trovare un ago in un pagliaio.
Il legame dell'anima con la madre, un filo che non non dovrebbe MAI essere spezzato.


116 commenti:

  1. A me la "scoperta" di Google Earth ha fatto morire dalle risate... e se non avesse mangiato più indiano?.. il "legame dell'anima con la madre" se lo sarebbe bello che scordato... bah!

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    1. Ho sentito piu' volte storie estreme nella ricerca dei genitori biologici.
      UNa tanghera di origine basca si era confidata con me sulla ricerca di suo padre (che ingravido' sua madre e poi spari'). Forse ne avevo accennato qui (dovrei cercare).
      Nell'umanita' non ci sono regole ferre.
      Infine, anche quella storia, come tutto, puo' ottenere la tua fiducia o meno.

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  2. non andrei mai a vedere un film così. cioè, sapendo la storia. poi magari una volta dentro cambierei idea. che vuoi, son fatto così

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    1. Cosa non ti attira di quella storia?

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    2. Il curry (può essere che venga indicato con masala in hindi, se ricordo bene) non viene né citato né appare in tutta la storia.

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  3. Da quel poco che conosco la società indiana è molto più complessa della nostra e non mi piace.

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    1. Credo di condividerli Sara.

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    2. In India c'e' una societa' che si e' formata in millenni.
      Buona? cattiva? bella? brutta?
      Mi pare che sia un disquisizione sterile: gli indiani si autodeterminino senza supervisioni "occidentali".

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  4. Anche a me piace andare al cinema da sola così posso emozionarmi come cavolo voglio.

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    1. Quando sono apparsi _ico e la sua tipa ho avuto un momento di disapppunto. Non avevo alcuna voglia di parlare.
      Splendido avere il tempo di metabolizzare senza blablabla.

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    1. E' un discorso che ho già fatto. Posso ignorare l'India come posso ignorare tutte le altre stupidaggini che costituiscono la "modernità" storpia e fondamentalmente masochista in cui ci contorciamo.

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    2. Leggi che ho scritto sopra lorenzo

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    3. Francesco, tu sai che in Italia ogni 10km trovi prodotti tipici. Una volta non avevamo solo le ricette, avevamo anche le produzioni, verdure, carni, formaggi, qualsiasi cosa, centinaia di tipi e varietà differenti.

      Ma agli Italiani non si insegna, come agli Scozzesi, la memoria e l'amore per i Padri che poi è l'amore per se stessi. Si insegna IL CONTRARIO, ovvero il disprezzo di se stessi.

      Quindi eccoci col film sull'India, la saggezza orientale, UCoso che sbava per le "donne indiane" e il curry a tavola.

      Niente di tutto questo è casuale.

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  6. l'India per certi versi andrebbe presa come es. come la ricerca di se stessi e di forme superiori di pensiero tipo quelle che si ritrovano nei concetti spirituali, per le casta e per qualcosa'altro andrebbe mandata a cagare.

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    1. Una montagna di stupidaggini. L'India non ha niente da insegnarmi/ci/vi. Se ne parla perché è una moda che risale al fatto che per l'Inghilterra è stata l'equivalente delle Americhe per la Spagna.

      In Scozia hanno completamente dimenticato come vivevano e cosa mangiavano gli antenati però pensano che il "curry" sia un piatto tipico scozzese.

      E' tutto storto, tutto deformato, causa solito problema di ignoranza e disinformazione.

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    2. Beh, devo ammettere che l'India ridotta al curry... sì, è meglio dimenticarla.
      Ahah!

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    3. Nel caso in oggetto, tieni presente che l'Inghilterra applicò le stesse tattiche coloniali degli Spagnoli in America, che ebbero diversi effetti genocidi solo perché l'India non era un continente isolato.

      La "moda" è una complessità psichiatrica di colpa e Soros che mi viene male solo a pensarci, sorvoliamo. Ma sappi che c'è-

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    4. Lorenzo smettila di scrivere che le mie sono stupidaggini, sono cose alle quali tu non credi, e va mi va bene, ma altri magari ci credono e vi danno anche un senso nella loro ricerca interiore e di senso della vita.
      ....e tollera per una volta un'idea diversa dalla tua. Non ti succede nulla sai?

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    5. Le tue? Non c'è niente di "tuo", hai solo ripetuto per la ennesima volta il RISIBILE luogo comune della "saggezza orientale".

      Il luogo comune della "saggezza orientale" si fonda su due presupposti, primo la crassa ignoranza di altre "saggezze", in particolare di quelle a noi più prossime, secondo la pulsione masochistica di svilire quello che ci appartiene, la nostra eredità, per esaltare come "superiore" quello che appartiene ad altri.

      E' una tara, un handicap. La cosa triste è che è un handicap creato di proposito. Come dicevo altrove, ti hanno raccontato un sacco di frottole e tu le prendi per buone perché non hai alternativa, non conosci altro.

      In un altro post invitavo alla semplice visione del (tristemente) celebre film di Bertolucci su Siddartha. Andrebbe preceduto e seguito da una discussione su come distinguere la buascia di mucca dal cioccolato svizzero.

      Post Scriptun, di quello che CREDE la gente non mi importa niente. Fatti, non pugnette. I fatti sono li da vedere.

      Sul concetto di "tollerare", pfft, pessimismo e fastidio. Lavaggio del cervello col risultato del minus habens che crede di essere impegnato nella ricerca del Santo Graal. Non è il Graal, è un bidet.

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    6. Continui....la filosofia orientale esiste e funziona e ne ho avuto pure le prove di quanto possono migliorare la vita. Ovviamente non tutto ciò che si dice sull'India e l'Oriente ha un senso, ma altre cose si.
      Sei troppo materialista Lorenzo, non esiste solo ciò che tocchi e non esiste solo ciò che l'Occidente da per scontato.

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    7. Tu semplicemente non sai niente.

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    8. E quando dico che non sai niente intendo che non sai niente ne dell'Oriente ne dell'Occidente. Come almeno l'80% degli Italiani. Sei in buona compagnia.

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    9. Infatti io so solo quello che ho sperimentato sulla mia pelle con le metodologie e la medicina loro.

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    10. Quindi la mucca sa e capisce di medicina perché ha provato sulla sua pelle l'azione del veterinario. Una logica che non fa una piega.

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    11. Quindi neanche gli italici spaghetti sarebbero cinesi?

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    12. > gli italici spaghetti sarebbero cinesi?

      Ihihih

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    13. Assolutamente FALSO, è una leggenda metropolitana diffusa dagli Americani. La pasta italiana NON viene dalla Cina.

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    14. Nell'esterofilia cretina che è piuttosto diffusa ci saranno anche innamoramenti pregiudiziali per culture esotiche.
      Bisogna stare attenti nel non passare dall apadella del sì senza se e senza ma al buuttare via tutto senza se e senza ma.
      Essere antagonisti è un buon modo per farsi menare per il naso da altri.

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    15. Non bisogna fare nessuna attenzione. Non ci sono ne se ne ma. Tu quando hai mal di testa prendi l'aspirina, non fai meditazione trascendentale. Quando l'aspirina arriva in India, gli Indiani corrono a comprarla preferendola alla meditazione trascendentale.

      Ci sarebbe da studiare la Storia dll'India, quella vera, per capire la ragione per cui qui andiamo a comprare il Mac Pro da 2700 euro al pezzo e li bevono dalla proverbiale pozzanghera. Ma ancora, la Storia si preferisce o ignorarla o riscriverla, perché la "finzione" è tanto "più migliore".

      Quelli che provano a fare il percorso inverso, dalla aspirina alla meditazione, sono motivati dalle ragioni che ho detto, ignoranza di se stessi e lavaggio del cervello (da cui in ultima analisi odio per se stessi).

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    16. C'è da dire che ci sono anche TANTI Indiani che sono decisamente straricchi, quindi che almeno la si smettesse di raccontarci la frottola secondo la quale l'India sarebbe un Paese povero. Diciamo che ci sono tanti Indiani, e che tra loro una certa percentuale è costituita da Indiani poveri. Diciamo anche che sanare la situazione deprimente degli Indiani poveri è un dovere degli Indiani ricchi assai prima e assai più di quanto possa essere qualcosa che tocca qualsivoglia Italiano.

      Stesso discorso per la Libia, il Ghana, il Cile, la Birmania, l'Antartide e così via.

      Invece, fateci caso... "Dona 9 euro"...

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    17. Vedi, anche in Brasile ci sono dei quartieri di ultra-ricchi con il muro tutto attorno e le guardie armate. Ma non solo non puoi uscire, ti becchi comunque il virus portato dalle zanzare o il parassita dentro la verdura.

      E' meglio essere ultimo tra i Romani i primo tra i barbari? Come hanno scoperto i Beatles a suo tempo, un conto è andare in gita, un altro viverci.

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    18. Vero, ma ha a che fare con quel che ho scritto?

      Ah, anche da noi ci sono quartieri o financo singoli isolati lussuosi "barricati" in città mediamente pessime (direi anzi che è la realtà di fatto di ogni città italiana).

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    19. Io sono nato e vissuto nel quasi-ghetto, c'erano e ci sono ghetti peggiori. Ma non scherziamo, non c'è paragone. In Italia mica si bruciano i cadaveri a cielo aperto con due legnetti e poi si butta tutto nel fiume dove la gente va a "purificarsi".

      I Paesi "poveri", per esempio quelli dell'Africa da cui arrivano i poveri "profughi", sono ricchi in risorse naturali ma poveri in CULTURA.

      E qui torno a bomba sulle fandonie a proposito della "saggezza orientale". Banalmente, se fossero saggi, non affogherebbero nella loro stessa merda, non avrebbero le caste, eccetera eccetera.

      Ci dimentichiamo che il Comunismo ha preso piede la dove c'era appunto la più grande miseria culturale e quindi non esisteva di fatto una "borghesia" numericamente significativa , altro paradosso, come nella Cina di Mao giovane, quella delle Guardie Rosse e della Rivoluzione Culturale.

      Confrontare con la "modernità" del Giappone, ad esempio, che non viene dal dopoguerra americano ma era ovviamente precedente.

      E vabè si potrebbe continuare all'infinito.

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    20. Certo gli esempi che fai in merito all'India (che comunque non conosco per esperienza diretta) sono pessimi. Occorre però dire che se in Italia non si bruciano i cadaveri a cielo aperto con due legnetti è prassi seppellire rifiuti tossici nella stessa area ove pochi mesi dopo si sa che verrà costruita una scuola. Non si buttano (solitamente) i cadaveri in un fiume dove la gente va a purificarsi, però nel fiume ci si buttano tranquillamente scarichi fognari a più non posso, tanto che alla gente non viene neppure più in mente di farci il bagno, in quell' "acqua" (altro che purificarsi!). Il tutto nel contesto di una pletora di menzogne circa i "tangibili passi avanti compiuti negli ultimi cinquant'anni nel campo della tutela ambientale", menzogne che affermano che oggi la qualità dell'aria, dell'acqua, degli alimenti e via blaterando è molto migliore a quella di cinquant'anni fa. Nel frattempo, una marmotta incarta la cioccolata dopo averla frullata sulla cima d'un palo, mentre Banderas si intratteneva variamente con la sua Rosita.

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    21. Cioè tu davvero credi in quello che dici? No, perché è grave sul serio in caso.

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    22. Tra parentesi, posso affermare che la qualità dell'ambiente è drasticamente peggiorata negli ultimi cinquant'anni non perché l'ho letto su un libro, ma perché ricordo benissimo che nei primi anni '70, laddove l'acqua del Po digradava verso il "ghiaione" riducendosi a pochi millimetri di profondità, mi era impossibile non imbattermi in nugoli di avannotti; negli stessi anni, in una Lomellina nella quale le risaie erano letteralmente "infestate" dai girini e da rane di qualsiasi taglia, mi capitava abitualmente d'imbattermi, durante le prime giornate umide autunnali, in numerose raganelle che s'arrampicavano sui rami degli arbusti in riva alle "rogge" (in un paio di occasioni trovai perfino qualche tritone!), Valli a cercare oggi.

      Forse i cadaveri carbonizzati sarebbero una botta di salute, in confronto...

      Col che non intendo dire che l'India sia chissà quale bellezza ma, forse forse, prima di donare 9 euro per guarire i bimbi malati di Chissàdove converrebbe mettere a posto le cose che abbiamo sotto al naso e che fanno ammalare tutti noi. E che all'India ci pensino gli Indiani, che sono tanti, anzi troppi.

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    23. Alahambra, non è che ci credo, son cose che chiunque abbia più d'un minimo d'anni può constatare in prima persona confrontando l'esperienza d'allora con quella d'adesso. Altre appartengono al mondo dei ricordi di qualche altrui un po' più anziano o addirittura già deceduto, ammesso che si voglia dar fiducia a quelle persone e alle loro testimonianze (e, ammetto, non è sempre il caso).

      Poi... credimi, non credermi, fai come preferisci. Non è che cambi un gran che.

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    24. I rifiuti tossici si interrano anche in India, come e peggio che in Italia. Ci siamo dimenticati della strage di Bhopal, che uccise 2.259 persone, prego fare il confronto con l'ICMESA di Seveso.

      O forse pensi che tutti gli aggeggi che fabbricano nei Paesi emergenti per venderli qui vengano fabbricati in modo "sostenibile"?

      A questo proposito noto un altro fenomeno ricorrente, il ragionamento "o - o" invece del più ovvio "e - e", per esempio "si alla maria perché gli alcolici sono legali". L'errore di pensiero ridicolo è che la maria non sostituisce gli alcolici, SI SOMMA. Nel caso in oggetto, in India ci sono tutte le rogne dell'Italia del 2017, più tutte le rogne dell'Italia indietro nel tempo fino al neolitico, più le rogne specifiche dell'India. Infatti anche in Italia si bruciavano i morti in età antica, si smise quando divenne evidente che c'era più gente che alberi. Già i Romani sapevano che non era igienico cacare e orinare nel fiume da cui ci si abbevera, per non dire di buttarci dentro animali e persone, per cui avevano cura di raccogliere le acque sporche e convogliarle a valle e predisporre i cimiteri e le discariche fuori dall'abitato. Nella Milano della Peste si costruiva il Lazzaretto sempre fuori le mura, anche li col suo sistema di allontanamento degli scarichi.

      Riguardo al qualità ambientale, dal mio ghetto io ricordo il famoso nebbione, i fumi delle fabbriche tutto attorno casa e le punture di cortisone per l'asma che dovevo fare tutti gli anni. Oggi pesci e girini li trovi nel parco vicino casa mia, che al quel tempo era una discarica, ci sono anche le papere che razzolano e gli aironi che pescano.

      Inutile, settanta anni di cattocomunismo sono stati peggio della guerra atomica.

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    25. Faccio un altro esempio celeberrimo. In Brasile tempo fa un rigattiere è entrato illegalmente in un ospedale chiuso e ha portato via una macchina utilizzata per la radio terapia, che era li abbandonata.

      Arrivato nella sua bottega ha pensato di aprire a martellate il nocciolo dove ha trovato una polvere luminescente, tanto carina, che ha distribuito a familiari ed amici.

      Risultato, un tot di morti, un'area contaminata di YxZ in cui hanno dovuto scavare via un metro di terra e portarlo via.

      Mio zio buonanima mi raccontava di quando da ragazzo andava a raccogliere le scorie delle fonderie (vedi nebbione di cui sopra) per rivenderle. Altri andavano a raccogliere i rifiuti "umidi" nelle case, altri raccoglievano gli stracci, qualcuno perfino seguiva i cavalli e raccoglieva le loro deiezioni.

      A parità di miseria, il rigattiere italiano è comunque tot spanne sopra il rigattiere brasiliano, perché il contesto è completamente diverso. Nel Brasile contemporaneo ci sono cose come QUESTA MINIERA che da noi non si sono mai viste, nemmeno quando la schiavitù era legale duemila anni fa.

      In Italia i bambini andavano a lavorare nelle filande e poi nelle fabbriche, non andavano a grattare lo zolfo dentro i vulcani come capita oggi in certe località.

      Boh.

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    26. Non hai mica letto bene. Son più che consapevole che l'India ha la sua dose di schifezze. Quelle loro schifezze se le pippino gli Indiani e ci pensino in proprio; io so quel che devo pipparmi qui in Italia, ed è già fin troppo.

      Lo schifo ambientale che ricordi con buona memoria esisteva, lo so, ma era assai più confinato di quello attuale. Il tuo "ghetto" è assai meno esteso della Lomellina, così come il laghetto nel parco "risanato". Negli anni della nostra gioventù esistevano ampie zone (relativamente) sane e più ridotte aree devastate. Oggi la devastazione è diffusa, capillare. Per far credere il contrario si è inventato il meccanismo della "tutela localizzata" -- il territorio è mediamente un disastro, ma il parco xyz è un'oasi perfetta, dove puoi andare a passare in un angolo di paradiso una quantità di giornate direttamente proporzionale al tuo reddito. Quand'ero infante, per converso, potevo passare le mie giornate a mollo in una qualsiasi delle molteplici rogge a pochi passi da casa (ci andavo in bicicletta) senza spendere un centesimo. Potrei andarci anche oggi. A prendermi, a scelta, un tumore o il colera. Non prima di avere attraversato amene sequenze di capannoni paesaggisticamente assai caratteristici, adagiati su morbide distese di rumenta varia e capaci di donare quel senso di spaziosità, pace e libertà che solo il paesaggio attuale può offrire.

      Il nebbione era caratteristica peculiare del clima "nostrano" prima che iniziasse a prendere piede la strana situazione climatica che ci affligge. Anche quel nebbione era saturo di veleni in alcune zone, portatore di "umida ricchezza" in altre.

      Non mi stupisco dell'incredulità di Alahambra, che immagino non sia grande frequentatrice di ambienti naturali (non è un obbligo esserlo, anche se non guasta, e comunque potrei sbagliarmi sul suo conto), ma da te mi sarei aspettato un po' più concretezza, visto che se non ho capito male sei stato un discreto girovago e sei più o meno mio coetaneo.

      Comunque sia, lo ribadisco, credete e pensate quel che preferite. Nei fatti, non cambia molto.

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    27. Non so, ho girato un po' l'Italia e non mi ricordo che fosse meglio di ora. Ma per parlare con cognizione di causa, tanto più vogliamo generalizzare, tanto piu ci servono dati certi, non "sensazioni" e "opinioni".

      Io non ho mica detto che l'India ha la sua dose di schifezze, ho detto che ha la NOSTRA, più quelle che avevano i nostri antenati, più la sua peculiare. L'India è una specie di continente con regioni, climi, etnie, lingue, religioni, eccetera, tutto diverso.

      Il punto qui era la questione della "saggezza orientale" contrapposta al nostro limitato, sbagliato, perverso "pensiero/azione occidentale".

      Le mie obiezioni sono tre.
      1. bisogna conoscere l'India e la Storia dell'India, non fare riferimento alla sua versione "onirica/psichedelica" come quella dei Beatles.
      2. La storia recente dell'India è quella dell'impero coloniale inglese. Con tutte le conseguenze di feedback reciproco e i "sensi di colpa" associati al razzismo che è una invenzione ottocentesca, non a caso.
      3. bisognerebbe conoscere e capire quello che è successo nel Novecento, non solo le quattro scemenze del famoso ANTIFA. Io ho buttato li dei link a mo di suggerimento, poi chi vuole li segue e chi invece preferisce un "guru", peggio per lui.

      Riguardo il "credere", non so AlaCosa, nel mio caso non cambia perché io valgo uno, come il motto del M5S. Se fossi un "sinistrino", le mie parole sarebbero ripetute uguali identiche da milioni di altri droni, quindi farebbe differenza.

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    28. Eh va beh... servono i sottotitoli.
      Non è pensabile che tu dica che l'India non è un Paese povero o che tu paragoni i nostri ai loro problemi.
      A QUESTO non puoi credere. E la concretezza una volta di più sei tu che non la dimostri neanche per sbaglio.

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    29. Sarebbe un buon punto di partenza se ciascuno pensasse a "mettere a posto" quel che cade sotto al proprio sguardo. I Brasiliani "mettano a posto" il Brasile. I Calabresi "mettano a posto" la Calabria. I Marchigiani "mettano a posto" le Marche. A noi competa "mettere a posto" il luogo ove stiamo.

      In Italia s'è visto di tutto. Compresi i bambini che grattano lo zolfo. A meno che Pirandello sia stato un mitomane senza attendibilità.

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    30. Sui tre punti che hai elencato in merito alla nostra interpretazione della cultura indiana mi trovi d'accordo.

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    31. Alahambra, in India ci sono i poveri e ci sono i ricchi. Giustamente Lorenzo osserva che ci sono aree povere e aree ricche, anche da un punto di vista territoriale/fisico.

      Fintanto che in India ci sarà anche un solo Indiano ricco (peggio se schifosamente ricco), continuerò a ritenere che ai problemi dei poveri Indiani dovranno provvedere gli Indiani stessi, perché io devo per prima cosa occuparmi di me stesso e, se ha bisogno e se a mio insindacabile giudizio ritengo se lo meriti, del mio dirimpettaio.

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    32. Mi piacerebbe sapere che differenza c'è tra mio zio che raccoglie le ossa dalla pattumiera per rivenderle e lo zio del Lorenzo indiano che fa lo stesso, a parte la sfasatura di meno di cent'anni. Dove i "problemi" sono "nostri" e "loro" e perché non sono commensurabili.

      Io la vedo in maniera drammaticamente semplice. Nella antichità una tribù si presentava nella terra di un'altra tribù e se era più motivata e/o meglio equipaggiata o numericamente preponderante, i primi sottomettevano i secondi.

      I Paese Emergenti sono quelli che sono stati sottomessi dagli Europei nel periodo coloniale, o anche creati ex novo nello stesso modo/periodo. L'India è uno di questi. Il fatto che io neghi la "saggezza orientale" non è solo una questione di teorie e dottrine che vanno prima conosciute e poi confrontate, è anche questione pragmatica che chi ha più forza sottomette chi ne ha di meno, ergo chi ne ha di meno ha anche la "cultura" soccombente. Semplificando, chi vince alla fine ha ragione.

      Non è mica un caso che il Giappone non sia un Paese Emergente. Non è mai stato colonizzato dagli Europei perché non era appetibile (niente materie prime, contesto insulare) e perché, essendo omogeneo, opponeva una resistenza difficilmente superabile col solito trucco del "divide et impera".

      Faccio anche presente che i Beatles non sono mica andati in pellegrinaggio in un monastero giapponese. La ragione, oltre il feedback post coloniale di cui dicevo, è che nelle teste confuse dei "new age", il Giappone non era abbastanza "vergine" nella sua "diversità".

      Paradossale proprio perché l'India è stata sotto il dominio inglese, colonia inglese, dove l'esercito coloniale faceva stragi dei nativi un giorno si e l'altro pure. I "fachiri" che i loro nonni e bisnonni prendevano a fucilate senza farsi tanti problemi anzi ridicolizzandoli, i Beatles li hanno riscoperti come se fossero dei marziani.

      Con la Cina uguale pari pari. La Cina che abolisce i culti religiosi come "oppio dei Popoli" in ossequio alla ortodossia marxista e dove oggi, pur essendo ancora formalmente sotto il controllo del Partito Comunista, i commercianti per il gretto profitto vendono ai bambini il atte mescolato con la melammina, è l'origine del "Dao" di cui "Daoist" riverito da UCoso.

      Forse non mi sono spiegato, perché i Brasiliani mettano "a posto" il Brasile bisogna che percorrano le tappe che hanno percorso i nostri antenati, condensando duemila anni in un tempo più breve.

      E' questo il punto, non esiste nessuna "scorciatoia" spirituale che ti risana senza la tecnologia per fabbricare le aspirine.

      Inoltre, il Brasile, essendo debole, è sotto scacco dei forti, anche se non capita più con le cannoniere.

      A proposito di Pirandello, la miniera è un contesto completamente diverso dallo scalare le pendici del vulcano, entrarci dentro, raccogliere lo zolfo emesso dalla caldara e rifare il percorso all'indietro portando il sacco sulle spalle. Insisto, come ho detto, due miserie analoghe non sono comunque confrontabili perché il contesto è completamente diverso.

      D'altra parte, quando gli Europei arrivano nelle Americhe da noi era già l'Evo Moderno ma nelle Americhe erano ancora nel neolitico, non avevano nemmeno strumenti di bronzo, non conoscevano la ruota.

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    33. Bophal è stato un dono della multinazionale Union Carbide (la nazionalità è quella dello Stato Canaglia) agli indiani.

      Warren Anderson, ex amministratore delegato della Union Carbide all’epoca dell’incidente, accusato di essere uno dei principali responsabili di quanto accaduto e condannato a una pena quasi ridicola per la sua mitezza, non venne mai estradato dagli Stati Uniti.

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    34. Le multinazionali, UCoso, sono indifferenti come il batterio dell'antrace, vanno la dove c'è la ciccia. Ci sono qui, in India, negli U
      USA, ovunque.

      La differenza la fa, come ho detto, il contesto. In un contesto "debole", dove ci sono i "guru", le multinazionali spadroneggiano.

      Per inciso, come dicevo a proposito dell'acqua potabile, le fabbrichette della Brianza erano tutte delle piccole Union Carbide e rovesciavano tutto in terra e nell'aria. Il caso di Saveso è esemplare ma in realtà è sempre stato un fenomeno capillare.

      Torno a dire, al differenza la fa ogni singolo individuo, col suo bagaglio di scienza e coscienza. Mi sembra abbastanza ovvio che dovrebbero essere gli Indiani ad andare in pellegrinaggio all'estero e non viceversa.

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    35. Incenerire dei cadaveri...
      Direi che le nostre discariche aree (altrimenti noti come inceneritori che i vari furbastri hanno pensato di ridenominare come termovalorizzatori, la cretinite non ha limiti) che trasformano in aereosol centinaia di migliaia di materiali diversi, per quantità di milioni di tonnellate, non sono certo meglio, direi.

      Considerato la popolazione indiana del 2016, circa 1.3G persone, considerato che ne muoia, diciamo un settantesimo all'anno, per diciamo 60 kg di peso corporeo di media sono circa 1.1M di tonnellate di cadaveri inceneriti all'anno.

      Solo l'inceneritore di Brescia brucia 0,75M tonnellate (la popolazione della provincia di Brescia è un millesimo di quella indiana, circa).

      Nota a margine.
      Incenerire cadaveri è certamente meno inquinante che incenerire milioni di materiali diversi.

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    36. UCoso, anche te hai il difetto mentale del "o - o".

      A parte che le discariche ci sono anche in Asia, anzi, è notorio che mandiamo la parte dei nostri rifiuti.

      Il fatto è che le cose SI SOMMANO, non vanno in sottrazione. in India bruciano i cadaveri e IN ADDIZIONE hanno anche le discariche come e peggio delle nostre.

      L'inceneritore di cadaveri, fossi in te prima di scrivere mi informerei. Anche il mio essere didascalico ha un limite.

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    37. Dai ti aiuto: bruciare un cadavere è operazione costosa, serve o un forno particolare ad alta temperatura, oppure una grandissima quantità di combustibile, tipo una grande catasta di legna da ardere. A parte le difficoltà logistiche di trasportare e disporre la catasta di legna, è ovvio che, come nella nostra antichità, solo i ricchi se lo possono permettere. Gli altri o ricorrono a varie forme di inumazione (non necessariamente la sepoltura nel terreno) oppure bruciano con quello che trovano, da cui il cadavere rimane parzialmente incombusto.

      E' solo un dettaglio nella problematica dell'igiene delle aree abitate, delle fonti d'acqua, eccetera eccetera.

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    38. Sì, MKS, ciascun territorio e ciascuna popolazione si deve gestire le proprie grane.

      Il livello ambientale si deteriora e il deterioramento procede lustro dopo lustro.
      Bisognerebbe risalire all'ultimo anno di non deficit ecologico (a naso potrei dire seconda metà del XIX secolo).
      Non solo l'incapacità di biodegradare i rifiuti dell'attività antropica perché eccessivi in quantità rispetto alla capacità di assorbimento.
      Ma anche che col modernismo e la chimica industriale abbiamo prodotti milioni di nuove sostanze non biodegradabili.

      Ad esempio, sempre rimanendo nel campo delle discariche aeree (inceneritori) esse producono ogni giorno una piccola ma non così piccola quantità di diossine e furani.
      Giorno dopo giorno, ventiquattro ore al giorno.
      E' noto che, sostanzialmente, quei composti del cloro, non sono biodegradabili: si accumulano con una quantità che ha una funzione.

      (direi che è un processo chimico corrispondente a quello fisico della degradazione della plastica: gli oggetti si rompono in parti più piccole e particelle ma i polimeri complessi rimangono invariati e continuano ad accumularsi, disperndosi nell'ambiente, per poi tornare agli homo, ad esempio, che si cibano di cibi del mare di aninali i cui tessuti sono facriti, appunto, di tali particelle).

      Poi potremmo parlare, ad esempio, del degrado dei boschi (cresciuti in superficie ma, molto spesso, degradati in qualità).
      Gli stessi ambienti-parco sono così frammentati che questo è un problema in sé.
      Poi potremmo parlare del degrado delle superfici agricole (salinizzazione, perdita di fertilità, perdita di terreno organico/humus, accumulo di inquinanti etc.).

      La "superiorità" che Lorenzo avvoca è diventato un deficit ecologico che si accumula di anno in anno.

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    39. L'abnorme uso della plastica (per dirla alla Greenpeace la plastica è un problema senza soluzione) è arrivato in India relativamente di recente, non in ultimo con l'apertura di catene straniere di GDO.
      Prima, di fatto, l'India era un paese a rifiuti non biodegradabili quasi zero o molto basso.

      La nostra gestione dei cadaveri è una delle cose peggiori che possano esistere.
      Riusciamo ad essere ecocidi anche da morti.
      La tanatroprassi (alla quale segue il problema della tumulazione) farcisce i cadaveri di sostanze altamente inquinanti. Ritengo improbabile che sia peggio di un incenerimento, per quanto parziale.

      Le aree ad alta concentrazione antropica sono un problema anche da questo punto di vista.

      La tumulazione impedisce il processo ecologico di putrefazione e biodegradazione a sostanze concimanti per il terreno, etc. .

      Poi c'è la speculazione pure di edilizia funeraria.

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    40. UCoso, ma ci sei o ci fai?
      IMMAGINE

      Devo diffondermi oltre su un argomento banale?

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    41. La putrefazione (e il parziale incenerimento) sono
      o - un problema dal punto di vista della salute immediata in caso di luoghi che non siano isolati;
      o - sono una fase del tutto ecologica della biodegradazione dei cadaveri (terra siete e terra ritornerete).

      Ancora, un processo che sarebbe del tutto ecologico se la dimensione, la scala, i numeri fossero SOSTENIBILI, diventa un problema che... viene trasformato creando un problema di gravità e ordine superiore (tanatoprassi + tumulazione).

      Non puoi non affrontare la questione della decomposizione dei cadaveri.
      La scelta quindi è se
      o - gestire e come la putrefazione (inquinamento "organico" o batterico) (anzi, bisognerebbe adottare pratiche affinché essa sai più veloce e possibile, si pensi ad un "compostaggio" di cadaveri, invece di ostacolarla);
      o - evitare la putrefazione (sostituirla con un inquinamento "chimico").

      Si ripropone il noto problema della "igiene" domestica.
      Si è sostituito un possibile inquinamento "organico" (batterico) con
      o - un vasto insieme di veleni e sostanza tossiche utilizzate per la "pulizia" (di fatto una sostituzione di inquinamento organico con quello chimico);
      o - la destabilizzazione del sistema immunitario dovuta al crescere in ambienti organicamanete "asettici" o quasi.

      Qui e qui due documenti introduttivi che parlano del problema di ordine superiore nella nostra gestione dei cadaveri.

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    42. L'hai guardata l'immagine? Cosa ci vedi?

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    43. Resti di una pira, direi mal riuscita, suppongo di un rito funebre, un bambino che osserva, un bicchiere e una bottiglia di plastica in acqua, fiori, forse il resto di un torso, bambù. C'è altro ma non capisco cosa sia.
      E' stata bruciata o è rimasta plastica? Se no il resto non è un problema dal punto di vista ecologico ma di possibile inquinamento "organico". Ecco milioni di questi riti pesano ma il problema è che 1.3G dovrebbe essere la popolazione umana dal pianeta e non dell'India.
      Ci sarebbe posto per tumulazioni o roghi sostenibili in qualità e quantità.
      O forse mi è sfuggito qualcosa dell'immagine?

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  8. Ho visto il film e anch'io ho trovato splendida la colonna sonora e ho avuto dei momenti di commozione. L'India in tutta la sua cruda realta'e bellezza, le sue contraddizioni, i suoi tempi cosi' diversi. Tanti temi affrontati, la sopravviveza, la famiglia, l'amore, il richiamo della terra d'origine. Un film molto bello. Il fatto che la storia sia vera, pur nella sua incredibile assurdita', lo rende ancora piu' toccante.

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    1. Sì, direi una pellicola sobria e per questo ancora piu' toccante.
      Uno spaccato su una societa' che sono mille mondi. Molto piu'estremizzata della nostra, direi.
      Dalla ricchezza e dal consumismo piu' beceri, pacchiani (ricordate la famiglia indiana che organizzo' un matrimonio da milionate di euro in Puglia, di recente?), alla miseria dell'avere un metro quadrato di cartone sul quale dormire.

      Direi una pellicola che potrei rivedere per assaporarmi i dettagli persi nella tensione, nel turbine emotivo.

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    2. Vero..la scrna del pezzo di cartone regalato e conservato come fosse la cosa piu' preziosa e' davvero incredibile.

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  9. io non sono andata al cinema appositamente per non piangere come una fontana... però in tv me lo recupererò

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    1. Beh, al cinema, nello scuro, nessuno se ne accorge.
      Alla fine basta che tu stai seduta a vedere i titoli di coda (che la stragrande maggioranza delle persone schifa) e li lasci andare via...

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  10. Nessuno commenta il fatto che la gente e in particolare UCoso, pianga guardando un film?

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    1. Anch'io piango guardando film, certo non Lion.. ;)

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    2. Mi sembra un meccanismo affine a quelli che guardano i "film de paura" per cagarsi addosso. Una forma di masochismo, per due ragioni, primo, il film è finzione, artificio. Secondo, se anche fosse una "presa diretta" dal vero, non ci si può fare niente, infatti non mi risulta che UCoso vada a visitare i reparti di oncologia pediatrica per farsi un bel pianto davanti alla cruda realtà.

      Sul fatto dell'India, ho già detto.

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    3. > quelli che guardano i "film de paura" per cagarsi addosso

      Io sono andato a vedere quella pellicola senza saperne nulla come succede quasi sempre.
      Quindi non ho scelto quella pellicola per una presunta voglia di piangere.

      Sono andato in alcuni ospedali negli ultimi tempi, uscendone scosso, anche.

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    4. Dai UCoso, sei senz'altro un po' tonto ma non cosi tonto. Spero.

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    5. Non è questione di essere tonti.
      Lorenzo, tu non riesci ad accettare che esistono persone che hanno canali cognitivi e schemi psicologici diversi dai tuoi. Tu stesso riportasti, in un commento, una classificazione di alcuni schemi esistenziali caratteriali (uso questo termine quasi certamente improprio).

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    6. UCoso, qui si tratta di confondere la realtà con l'immaginario e di confondere l'immaginario con un prodotto industriale. Se tu avessi visto il film con una ripresa "backstage", cioè la stessa scena con dentro la macchina da presa, i tizi con i riflettori delle luci, il microfonista, eccetera, saresti rimasto indifferente perché ci avresti visto della gente che lavora, non un "dramma esistenziale".

      Si sa che le opere di fantasia richiedono la "sospensione del giudizio", devi fingere che esistano le astronavi o i mostri o che ne so. Ma un conto è sospendere il giudizio, un altro è piangere. Sopratutto se parliamo di adulti, non di bimbi o adolescenti.

      Possibile che andiamo avanti e andiamo indietro? Poi però non ti stupire se prendono la foto del bambino annegato nel contesto X e te la ripropongono nel contesto Y al fine di manipolare le persone.

      Al solito, UCoso, sei intrinsecamente incoerente.

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    7. Voglio dire UCoso, se te vai al cinema, guardi il film sugli Indiani e ti commuovi, allora è lecito guardare il barcone coi profughi al telegiornale e commuoversi.

      Se tu ignori la macchina da presa nel film, allora è lecito che il compagnuccio la ignori nel telegiornale.

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    8. Lorenzo, c'è ancora gente che piange confrontandosi con Leopardi, alcuni perfino con Petrarca. Su di me, specie in certe giornate, certe pagine di Chopin riescono ad avere un effetto travolgente a oltre centocinquant'anni dalla morte dell'autore. "2002, seconda odissea" mi coinvolge ogni volta che lo rivedo anche se so che è solo un'opera di fantasia. Non c'è davvero nulla di male, l'arte serve anche a quello.

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    9. Metti insieme cose eterogenee. Lasciamo da parte Leopardi che, a parte la sua persona, appartiene ad un genere e ad un'epoca che mi nausea. Chopin tu lo ascolti direttamente, qualsiasi cosa sia, va dallo strumento al tuo orecchio. Non indaghiamo perché un suono per te è "musica" e un altro è "biglia di vetro che cade su lastra di ferro".

      Il film non è il suono di uno strumento musicale, non è nemmeno canto e nemmeno poesia (l'ultima solleva il problema del "logos", saltiamo anche questo).

      Il film è un prodotto industriale, progettato a tavolino, finanziato all'interno di un business plan, realizzato con determinate tecnologie e impiego di manodopera e infine distribuito in certi luoghi con certi criteri. Ci sta che un film possa "emozionare" ma che l'emozione sia soverchiate è una regressione infantile, plain and simple.

      Non ho voglia di discutere il concetto di arte, butto li solo un suggerimento: il significato originario della parola era "sapere fare qualcosa con le mani", tipo "scolpire la pietra" o "disegnare su un muro", cioè era un mestiere. Per i Greci l'arte era una attività degradante proprio perché si faceva con le mani, era un lavoro, quindi adatta alle classi inferiori, agli ARTIgiani.

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    10. Anche questo e questo sono prodotti progettati a tavolino e finanziati all'interno di piani, realizzati con determinate tecnologie e impiego di abbondante manodopera (anche se non distribuiti, per la loro natura intrinseca).

      Un moto di commozione suscitato da pensieri, quand'anche indotti, non credo si possa definire "emozione soverchiante".

      Sui rapporti tra arte e artigianato avrei parecchio da dire, ma sarei troppo fuori tema. Tralascio.

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    11. Esattamente, io quando entro in una basilica guardo come è costruita, mica mi metto a piangere. E' una macchina.

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    12. Lorenzo, da quanto ho capito tu non ti sei mai innamorato e quindi neghi l'innamoramento.
      Ritieni risibile il fatto di abbandonarsi alle emozioni.
      Insomma, se volessi usare un'iperbole, neghi la parte emotiva dell'essere umano.
      Sarebbe come negare l'esistenza della Luna perché tu non ci sei mai andato.

      Fiabe, storie, leggende, film, drammi, arte, tutto sarebbe del tutto inutile, visto che, a tuo avviso, la dimensione emotiva (quindi quella simbolica, etc.) non esiste.

      Regressione infantile...
      Ma. Io ritengo che sia preoccupante una visione concettuale dell'esistenza che neghi la sfera emotiva.

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    13. Non ritengo risibile abbandonarsi alle emozioni, lo ritengo una regressione infantile, cioè il comportamento che ci si aspetta da bimbi e adolescenti, che è la ragione per cui sono sotto la tutela degli adulti.

      Non c'è bisogno di negare la parte emotiva come non c'è bisogno di negare i piedi. I piedi esistono, servono per stare in piedi e per spostarsi, vanno dove dico io, non vanno per conto loro.

      Sul fatto dello "innamoramento" ne abbiamo già discusso, per te innamorato significa voglia di scopare, che non è il senso contemporaneo della parola ma il senso arcaico, come ti ho già spiegato. Lo "amore" dal medioevo ad oggi si intende come "sentimento" legato allo spirito, al trascendente, col corollario del "disegno divino" a cui segue il sacramento del matrimonio, eccetera.

      Scusa se rido alla espressione "dimensione emotiva quindi quella simbolica". I simboli sono come il cartello "sosta vietata", io non mi emoziono nel vederlo, si tratta di una comunicazione del tutto razionale. Idem per la parola scritta, come ho detto e ripetuto alla nausea. Le emozioni NON SONO ESPRIMIBILI e quindi NON SONO COMUNICABILI. Tu puoi sollecitare una emozione nelle persone ma non puoi comunicare le tue. Puoi fare l'approssimazione attraverso il filtro razionale del linguaggio.

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    14. Forse non è chiaro provo a spiegarmi.

      La mamma cucina la torta. Tu senti l'odore della torta e ti fa venire l'acquolina in bocca. Adesso prova a descrivere l'odore e l'acquolina a Lorenzo. La descrizione è una approssimazione convenzionale, che è fondata sulla premessa LABILE che ci sia una corrispondenza entro parametri funzionalmente validi tra l'odore che senti tu e l'odore che sente Lorenzo davanti alla stessa torta, tra la acquolina che senti tu e quella che sente Lorenzo. Ma in realtà tu non stai comunicando le tue sensazioni, stai comunicando una astrazione, un concetto astratto, che sta a metà tra te e Lorenzo.

      Un po' come parlare coi delfini usando un linguaggio intermedio di simboli associati a concetti con una approssimazione funzionale accettabile. Non sai cosa pensa veramente il delfino, vedi che se esponi il triangolo lui va a prendere la scatola sul fondo della piscina.

      Non so se è chiaro.

      Riguardo le emozioni, le provano anche gli scarafaggi, accendi la luce, lo scarafaggio ha paura e corre a nascondersi. Questa è la funzione, la risposta automatica. Ed è evidente che la risposta automatica va bene per il contesto dove devi reagire SENZA PENSARE, in tutti gli altri contesti non va bene.

      Che uno assista ad un film e non riesca a distinguere il vero dal falso, quello si che è un problema.

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    15. > allora è lecito guardare il barcone coi profughi al telegiornale e commuoversi. 

      Ci sono sostanziali differenze:
      o - le migrazioni di massa sono tra i fenomeni più cruenti che esistano, sono tra i problemi più gravi, mettono in pericolo la vita fisica mia e di altri milioni di persone, l'ecologia già conciata assai male del pianeta e intero culture; nulla a che fare colla ricerca della propria madre naturale dalla quale ci si smarrì.
      o - l'invasione è il primo frutto avvelenato dell'esplosione demografica che ha tra le prime cause mentalità e culture violente; dai violenti ci difende con decisione, non li si accoglie come dei cretini masochisti; lo smarrimento di Saroo non è dovuto ad alcuna caratteristica culturale o di complotto di fatto ("vi conquisteremo coi ventri delle nostre donne" o di"nuovi mondi", "società aperte (sfasciate)" dei kompagni e dei neosoviet dei quali sono utili idioti) se non alla povertà e al lavoro infantile (Guddu abbandonò il fratellino perché questi era stanco ed egli doveva andare a lavorare). Prego notare che la mamma, era persona degna, povera se non misera, aveva due figli e non cinque, sei, dodici, etc. come succede nelle "culture" che poi ce li "donano".

      Non riesco a commuovermi affatto per ciò che è un pericolo, il risultato di atti e culture criminali (vedere, ad esempio, i vari "paradisi" arabi/islamici).

      Come è possibile che non notare queste differenze?!

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    16. UCoso, le tue sono chiacchiere inutili perché come al solito tu concedi a te stesso dei lussi che non concedi al prossimo.

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  11. Io mi annoio al cinema. In linea di massima mi annoio a star seduta senza interazioni.

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    1. Quando qualcuno interagisse con me oltre un certo limite (basso) al cinema, mi innervosisco (molto).

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  12. L'unica conoscenza che ho dell'India è quella che ricavo da questa testimonianza.

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    2. Visto che sei musicofilo, dovresti ricordare il pellegrinaggio dei Beatles.

      Ecco un ritratto della famigliola di milionari col guru.

      Sono quelle cose che a me fanno venire in mente i film di Pierino e la Supplente, Er Monnezza e cose cosi. Ma con somma tristezza, vedo che c'è ancora una quota consistente di popolazione che, complice l'analfabetismo studiato, prende queste pagliacciate tragicomiche sul serio.

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  13. Uno spettro avanza nel tuo blog UUIC...l'individuo che sa tutto lui. Ma che mangia costui? fogli di rancore, frustrazione,intolleranza sparsa a piene mani, aridità intellettuale e morale...ma il vicino della porta accanto quando lo incontra, lo saluta almeno? che brutta persona !

    Buona settimana UUIC...Piangere lava anche l'anima. E adesso via con le offese, insulti e mediocrità.

    insulti.

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    1. Scarto degli anni '70, pupazzo, barzelletta ambulante.

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    2. Daoist, Lorenzo utilizza la sua ruvida spazzola. E' un trattamento piuttosto brusco ma... ha del valore.
      Ritengo che sia sempre possibile, in questi spazi, ribattere con argomentazioni. Anche duramente.
      Supposto, appunto, di apprezzare un confronto rude e di avere il tempo per partecipare... alla pugna delle idee, delle argomentazioni.

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    3. Non ci può essere confronto col nulla, UCoso. Lo devi "rispettare".

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    4. Uomo sono daccordo sull'esprimere le proprie opinioni anche duramente, ma quando si offende deliberatamente l'interlocutore con nomignoli o si cerca di sminuire la sua opinione arrogandosi unilaeralmente il il diritto alla verita'(tipo:tu non cpaisci un cazzo e ho ragione io, so tutto io) non e'piu' uno scambio di opinioni ma una cosa dell'asilo. Il risoetto dell'altro, che possa piacere o meno, e' la prima regola del confronto. Poi ognuno e' libero di esprimere cio'che pensa, e soprattutto che sia almeno farina del suo sacco e non scopiazzato altrove, che la cultura del copia incolla siamo tutti capaci di farla. Rispetto, opinioni personali supportate da coniscenze vere e non presunte, accettare che anche l'opinione altrui, benche'diversa o anche opposta, ha un suo valore.

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    5. Qui Daoist ha espresso un suo tagliente giudizio su Lorenzo il quale ha risposto con gli interessi.

      Lorenzo, non di rado, ti comporti come se fossi una
      sorta di crociato che mena dei fendenti con la sua spada agli "infedeli".
      Le persone prima pazientano poi, come Daoist, esprimono le loro dure opinioni. Tu poi, come qui sopra, torni a usare la spada ancora più forte.
      La tua insofferenza per ciò che è esotico ti dà ai nervi, hai reazioni oltre le righe talvolta.
      Chi non è abituato al combattimento si indispettisce poi e reagisce con giudizi duri.

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    6. Se per te la parola "infedeli" è sinonimo di "bambagia tra le orecchie", allora si. Non sopporto perché non è un difetto congenito, è il risultato della macchina-per-il-lavaggio-del-cervello. La macchina non è stata costruita e non viene alimentata cosi per sfizio, esiste per farci tutti schiavi. E siccome io non vorrei essere schiavo, mi ribello.

      Esotico va bene. Come forse saprai io ho praticato per un decennio arti marziali giapponesi e mi sono premurato, invece di andare al cinema, di leggere e documentarmi per quanto possibile sul contesto da cui provengono.

      Dopo che mi sono documentato ho visto che anche li non abbiamo niente da imparare, se ci ricordiamo dei nostri antenati. Ma l'ho concluso a ragion veduta.

      A me i proverbiali Beatles che tornano nei luoghi dove i loro babbi e nonni hanno schiavizzato dei "selvaggi superstiziosi" a cannonate per diventare discepoli del guro e accedere ai misteri della "saggezza orientale", fanno ridere, anzi, prima rido e poi li/vi/ci compiango per quello che ho scritto sopra, il mix di ignoranza e di debbenaggine.

      Del resto noi ce ne freghiamo (cit.).

      Ah, postilla. Facciamo un esempio. Se tu vedessi il tuo vicino di casa che tiene aperta la porta mentre i ladri ti svaligiano la casa, che reazione avresti? Oltre le righe? Ecco. Non solo le più enormi stupidaggini hanno piena cittadinanza nel "senso comune", ce l'hanno anche nel tuo blog.

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  14. Devo andare a vederlo.
    Ma poi interrompo il mio nonpiangerealcinema che dura dal 2002...uhm...

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    1. Non piangi dal 2002 e vorresti riprendere con Lion?! Maddaiiiii

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    2. Beh, pare che io non sia l'unico, dunque.

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  15. Uomo ho visto anche io quel film, all'inizio ero titubante, sapevo mi avrebbe provocato forti emozioni, ed e' stato proprio cosi'. Non mi aspettavo di sentire frasi in lingua indiana. Interessante e' stato anche il rapporto tra lui e il fratello da piccoli. Dopo qualche giorno mi e' capitato di parlarne al telefono con mio padre, un po' mi sono meravigliata, lui era arrabbiato per la miseria, il pericolo, il degrado e il modo in cui hanno rappresentato l'India nel film. Strano, come si possa avere versioni completamente diverse del modo di vedere un film. Per lui offensivo, per me toccante.

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    1. Pensavo di segnalarti quella storia a casa tua oppure in privato.
      Sì, il rapporto con Guddu. Sono i fratelli papà o i fratelli zio. Dalla storia non si capisce se Saroo e Guddu fossero orfani o altro: in ogni caso il padre non appare.
      L'India è geograficamente un subcontinente e, dal punto di vista umano, è più popoloso dell'intera europa. E' una nazione in cui sono parlate molte lingue diversi (nella storia, l'hindi e il bengali sono citate espressamente).
      C'è di tutto e non potrebbe che essere così.
      Tuo padre forse avrà forse un ricordo romantico o idealizzato della sua patria?

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    2. Mio padre, il quale e' molto legato alle sue tradizioni, non gradisce tutti i film o documentari nei quali l'India viene vista da punto di vista della poverta'. Perche' questo non si associa alla sua mentalita'.
      Per lui che l'apparenza e' tutto, non e' accettabile. Idealmente per mio padre di fronte alle persone bisogna sempre fare "bella figura",significa che il matrimonio deve essere sontuoso e costoso, la casa deve essere grande e che si tratti del suo paese, o di lui,
      l' importante e' che il lato negativo non si veda mai. Questo riguarda anche i parenti.
      Anche se lui sa bene che esiste questo lato dell'India, secondo lui e' un lato che bisogna nascondere.

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    3. Avere un pensiero critico e oggettivo è difficile quando le questioni riguardano i propri affetti.
      Mi pare che "l'apparenza è tutto" sia un problema generale, non solo indiano. Ecco, anche in Italia abbiamo persone che mangiano cibo tossico, di merda per risparmiare e comprarsi il ferro (auto) fico (cito una sola categoria di beni posizionali per cretini).

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    4. l' importante e' che il lato negativo non si veda mai.

      L'abiura della elaborazione del lato oscuro genera mostri.

      ===

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  16. Per chi non ha la bambagia tra le orecchie, si potrebbe cominciare ad approfondire da qui, seguire i link, documentarsi e poi tirare le somme.

    Non che io ci creda veramente, perché è una variante del "sinistrismo" e quindi una malattia mentale. Comunque, fatti non foste eccetera.

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    1. Video, peccato che UCoso è più neoromantico, ottocentesco, più tipo da sepolcri di Foscolo e oppio del Vate. Prego notare l'incastro col film di cui si parlava tempo fa, "Capitan Fantastic" dei miei stivali.

      Prego altresi notare l'arietta da Vietnam che tira negli USA di Trump, annesso presepio della "resistenza". Corsi e ricorsi.

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    2. Ah dimanticavo Il festival di San Remo, prego notare la banalizzazione da ravioli primavera. Con la gambina alzata.

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    3. Sanremo è tutto attaccato, come la città, non come il santo... minchia ho corretto un tuttologo!!

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    4. Ti aspetto al prossimo commento con un significato che scrivi a mezzanotte.

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    5. I musical statunitensi mi hanno fatto SEMPRE cagare il cazzo, Hair compreso per il quale andava (e forse va ancora) pazza la madre di mio figlio.

      San Remo mi garba poco, sono troppo barbaro e snob per quella manifestazione canora.

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    6. Non ti deve piacere il musical, devi avere gli occhi per osservare la ICONOGRAFIA e la continuità della medesima.

      Oh signore.

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  17. E cosa? Vogliamo esportare loro il nostro modello?

    L'Occidente ha rinunciato all'egemonia etica, da tempo, in cambio del pluralismo global che è la propria fattiva deflagrazione interna.

    Esempio : su 64 donne qualificate per i Campionati Mondiali femminili di scacchi in Iran, con l'hijab ( il velo ) obbligatorio ( una evidente violenza personale verso chi musulmana non è ), [ solo 4 ] hanno boicottato la competizione perché contrarie a indossare il velo.

    Ho citato un caso tipico ( il velo islamico ), ma è un errore fissarsi sul “nemico esterno” : IL PROBLEMA E' ANZITUTTO NOSTRO, domestico, economico e culturale, ed alla radice, ammalato, moribondo fino alla demenza, sta il sentimento di appartenenza a una comunità che concettualmente non esiste più, siccome estesa a tutto il mondo ( parte dell'ideologia del Tutto, falsa, perché il Tutto è Nulla ).

    SE non metteremo ordine nelle faccende di casa nostra ( ma occorrono lucidità intellettuale e coraggio, e di entrambe ne vedo poca quantità, in giro ), non potremo pensare di tornare ad esercitare una egemonia pluri-secolare che va spegnendosi.

    Il Futuro dell'Occidente, senza una scossa, è il declino a precipizio;
    siamo mentecatti alla mercé dell'elemosina delle multinazionali, delle famiglie apolidi che ne sono proprietarie.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.