sabato 12 maggio 2018

I sette fratelli Govoni

Mio nonno trentino tirolese era contadino e socialista, persona di forti valori, probabilmente credente, certamente non devoto come era mia nonna, ostetrica. Io non mi capacito come nella loro vita di stenti per una famiglia pesantissima (setti figli, troppi per un podere così piccolo) riuscissero ad essere così generosi con altri messi peggio di loro. Mio nonno finì alcune volte in gattabuia perché era intelligente, critico, ingegnoso e non si capacitava delle falsità e di cose assurde che il Podestà del paese, di tanto  in tanto, propinava ai paesani. Sono passati ottant'anni e io mantengo spirito critico e indipendenza ma forse non sono così coraggioso nello smentire, nel picconare la merda sinistroide politicamente corretta che ci viene propinata da mane a sera.
Come scrissi in passato, come ex lombardo, venni a sapere proprio da gasisti, e da persone della lista civica, area "sinistra [parzialmente, NdUUiC] critica" della orribile manipolazione della resistenza eseguita, attuata e realizzata anche qui, proprio qui, dal P.C.I. . Presi atto ma non ero ancora conscio di tutto ciò.
La manipolazione delle masse è consistita anche in omissioni orribili. Io sono venuto di recente a sapere dell'ennesimo eccidio commesso dai partigiani comunisti delle brigate Garibaldi, l'eccidio di Argelato e dei sette fratelli Govoni.

Era l'11 maggio del 1945, venerdì

"alla spicciolata, poi sempre più numerosi arrivarono altri comunisti alla casa colonica di Emilio Grazia. Per ore nello stanzone dove erano rinchiusi tutti i prigionieri subirono un bestiale linciaggio, pugni, calci e colpi di bastone, furono seviziati, e coloro che non morirono per le torture furono strangolati. Nessuna delle vittime morì per arma da fuoco. I beni trovati in possesso degli uccisi, come accertato dalla magistratura, furono spartiti tra i partigiani. I corpi furono sepolti poco distante in una fossa anticarro. La ferrea legge dell'omertà dei partigiani comunisti impedì che si potessero conoscere i nomi delle decine di persone che seviziarono i fratelli Govoni. Dopo molti anni dai fatti, quando furono scoperti i corpi, si accertò che quasi tutte le ossa degli uccisi presentavano fratture ed incrinature.
Anni dopo, il partigiano Filippo Lanzoni disse con scherno alla madre dei sette fratelli uccisi Caterina Govoni, ancora alla ricerca del luogo in cui erano stati sepolti i figli:
«Cercali con un cane da tartufi»". 


Scrissi della orribile crimine dell'eccidio dei sette fratelli Cervi. Penso a mio nonno, caro Sander, sono fiero di te e della tua testa alta, del tuo animo nobile. Ma io non venni mai, e poi mai, della forse ancora più terribile storia dei sette fratelli Govoni. Alle scuole elementari, medie e superiori, mai una parola una su questi sette fratelli, sempre e solo gli altri sette fratelli.
Sono ancora miei quei sangue e quei nervi, lo scricchiolare delle ossa, dei crani sotto le sevizie dei partigiani comunisti della brigata "Paolo".
I vincitori hanno manipolato la storia, hanno omesso i loro crimini con forse ancora più diabolica sistematicità, considerato l'ammantarsi di valori contrari a ciò che agivano. Hanno aggravanti morali estremamente più pesanti,  e per la dissociazione e per la sistematicità nel plagio storico, nella manipolazione. Anche solo per questo è ancora più efferata, questa storia, per la corruzione etica e morale che dura tutt'oggi.
E' chiaro che quando sento le trombonate dell'anpi, delle barbarie nazifasciste, moti di nausea, di disprezzo e di odio sorgono spontanei: sono stati peggio dei fascisti e mi hanno manipolato!
Se volessimo contestualizzare, nel periodo storico, delle ingegnerizzazioni industrializzanti delle società (che ora è la sinistra mondialista, radical chic che attua con la Grande Sostituzione) allora questo vale anche per i fascisti, la storia NON ha due pesi  e due misure.
Anche la storia è un incredibilmente efficace filtro passamerda, dai quali sono passati indenni coloro che dopo i crimini che hanno commesso (la storia la vincono sempre coloro che sono più sistematicamente violenti, diabolici, quelli che eliminano e sopraffanno gli altri) sono ancora qui a trombonare, a collaborare alla frantumazione sociale, alla nuova shoah europea, alla im/de-portazione di moltitudini di invasori ostili, ad attarle contro le genti italiane ed europee.



28 commenti:

  1. Le ricerche si fanno citando le fonti. Il dopoguerra ha fornito l'occasione a dei balordi di macchiarsi di crimini orribili, d'altro canto queste morti non possono essere utilizzate per riabilitare il fascismo come mi pare vada di moda da un po' di tempo a questa parte.

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    1. Qui ci sono due problemi.
      Il primo è che si continua a menarla col fascismo quando il comunismo è stato oggettivamente peggio.
      Data questa premessa io mi chiedo come non viga in Italia come in altri paesi europei il reato di (ri)costituzione del partico comunista e di apologia del comunismo-
      La moda che vige dal dopoguerra è quella delle mezze verità a senso rosso unico. Francamente io mi sarei pure stufato.

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    2. Sara, l'hai fatta fuori dal vaso.
      Te dimmi dove leggi la "riabilitazione del Fascismo" quando qualcuno cita:

      "Le ricerche permisero il 24 febbraio 1951 il rinvenimento di altre due fosse comuni, con venticinque corpi non identificati in una e diciassette nella seconda a breve distanza, che vennero identificati quali vittime della seconda strage, tra i quali furono rinvenuti i resti dei fratelli Govoni. Il 29 febbraio 1951 si svolsero i funerali. Il processo, svoltosi a Bologna vide abbinate le due stragi in un solo procedimento, dato che gli imputati erano gli stessi. Il processo si concluse nel 1953 e riconobbe gli imputati coinvolti in diversi omicidi: ci furono quattro condanne all'ergastolo per Vittorio Caffeo, che era il commissario politico della brigata, per Vitaliano Bertuzzi, il vicecomandante, per Adelmo Benni, che faceva parte del tribunale partigiano che aveva comminato le condanne a morte, e per Luigi Borghi, che operò i sequestri; il comandante della brigata Marcello Zanetti non fu processato perché deceduto nel 1946."

      A cui segue:
      "... ma la giustizia comunque non poté fare il suo corso perché gli assassini furono fatti fuggire in Cecoslovacchia e di loro si perse ogni traccia"

      Qui si sta dicendo che ci furono dei crimini, ci furono dei processi (celebrati in un certo tipo di contesto, tra l'altro) e delle condanne e che il PCI nel frattempo aveva fatto espatriare i responsabili. Tutte cose di cui nel 2018 NESSUNO SA NIENTE, perché nessuna scolaresca mai è stata portata in pellegrinaggio sulle fosse comuni citate sopra.

      Fossi in te, conterei fino a cento ma evidentemente il gesto è condizionato.

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    3. Sara, un errore clamoroso che si fa SEMPRE è quello di non contestualizzare: il Novecento fu il secolo delle industrializzazioni esplicite, in grande, delle società.
      Ancora, lo strabismo (che non è affatto casuale) si riduce ai crimini dei regimi nazionalisti (socialisti fascisti). In confronto, i crimini dei regimi comunisti, che si inoltrarono fino agli anni settanta, si pensi solo ai khmer rossi in Cambogia, ad esempio, hanno ricevuto una irrisoria attenzione, nonostante, oggettivamente, siano stati di una ferocia e di un totalitarismo nettamente superiori.
      Allora, oggettivamente, la riduzione delle società a numeri, comporta poi la disumanizzazione.
      Ancora, se questo è vero, è vero per tutti. Non esiste alcuna disumanizzazione dipendente dal colore dell'ideologia: non è che i Cosacchi non siano stati genocidizzati perché i carnefici erano comunisti stalinisti, non è che gli armeni non siano stati gnocidizzati perché erano sullo stemma ottomano c'era la mezzaluna verde, non è che i vietnamiti non siano stati massacrati in casa loro a milioni perché gli invasori statunitensi li gratificavano di trattamenti all'agente arancio.
      Dunque, se vogliamo adottare un approccio storico, allora lo si fa anche per i fascisti.
      Solo che la storia (io direi la manipolazione) l'hanno scritta qui i - diciamo - cattocomunisti.
      E allora vai con le barbarie fasciste: mille mila citazioni dei fratelli Cervi, zero (0 in cifra) dei fratelli Govoni.
      Silenzio assordante e rimozione completa di quelle comuniste.
      Tutto questo con una faziosità e una sofisticazione, un adulterazione abnorme della narrazione.
      Il voler ergersi a moralmente superiori risulta essere un'ulteriore presa in giro, un insulto alle intelligenze.

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    4. Prego notare che la giustificazione retorica "i crimini nazifascisti sono stati peggio perché conseguenza di un'ideologia esplicitamente antisemita" ancora, è banale: la strage di milioni di contadini russi fu il risultato di una chiara posizione ideologica bolscevica antirurale nell'URSS, così come l'eliminazione di milioni di "borghesi" in Cambogia da parte di Pol Pot fu la conseguenze diretta di una ideologia antiborghese.
      Forse gli sciocchi si fermano alla ideologia razzista antisemita. Io no.

      Prego notare che l'ideologia razzista anti italiana permea profondamente tutta la sinistra ora in parte liberal radical chic e che l'ingegnerizzazione disumanizzante, alienante della società continua imperterrità.
      Basta leggere le affermazioni di certi nuovi gerarchi sacerdotali tipo Scalfari, Bonino, Manconi, Boldrini e capisci che siamo sempre lì.
      Ora il totalitartismo è rosso. Essendo soft, ancora più sottile, pervasivo, distrugge le difese immunitarie con dell'adulterazione moralisticheggiante . Una vera e propria SIDA sociale.

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    5. Cosi come nessuna scolaresca mai visiterà monumenti allo zio di De Gregori e al fratello maggiore di Pasolini, partigiani della brigata Osoppo, eliminati dai comunisti perché si opponevano agli ordini di affiancare le armate jugoslave nella occupazione del territorio italiano.

      Nelle parole di Sara, gesto inconsulto di "balordi", non freddo calcolo, ordini, mandanti, esecutori.

      Che poi è la stessa cosa che si dice delle stragi contemporanee operate dai fanatici islamisti, che sono sempre e comunque "accidenti" che "capitano" per mano di "balordi".

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    6. Beh, noi abbiamo le femministe di plastica boldriniane che vanno a salameccare, VELATE, gli invasori islamici misogini in moschea.
      Le visite storte di un mondo storto, per dirla alla Mauro Corona.

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    7. Ma anche censuriamo = amputiamo le statue di un museo ''italiano'', perché il sottanone iraniano #1 decise di farvi visita.
      Questo, beninteso, non è un buon motivo per bombardare la Persia in nome della ''esportazione della democrazia''.
      Ma l'episodio esplicitò la totale mancanza di dignità ed orgoglio dei ''nostri'' ''politici''.

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    8. io mi chiedo come non viga in Italia come in altri paesi europei il reato di (ri)costituzione del partico comunista e di apologia del comunismo-

      Sono Paesi dell'ex-blocco comunista e dell'Unione Sovietica, coma la Polonia e la Lettonia, dove è proibita anche la svastica.
      La ragione di base, è che gli ''italiani'' non hanno conosciuto il comunismo ruvido ma una versione al ragù, decisamente diversa.

      Cmq. ''fascismo'' e ''comunismo'' sono termini abusati.

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    9. > una versione al ragù

      Ahaha, muoro dalle risate! :)

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    10. la strage di milioni di contadini russi fu il risultato di una chiara posizione ideologica bolscevica antirurale nell'URSS

      Diciamo due cose.
      La modernizzazione ( di questo, si trattava ) della produzione agricola nell'Unione Sovietica venne veicolata attraverso la collettivizzazione delle risorse, ovvero i kolchoz.
      Tale trasformazione epocale trovò la maggiore resistenza nelle campagne ucraine, più arretrate ed abitate da contadini che, in non pochi casi, avevano combattuto la Guerra Civile dalla parte dell'Armata Bianca.
      Gli errori nell'esecuzione del piano, sommati ad una carestia che l'autorità centrale, causarono milioni di morti, dei quali 2 - 3 milioni in Ucraina, dove la tragedia viene chiamata ( mi sembra ) Holodomor ed è considerata genocidio.
      Ora, non ho approfondito l'argomento, ma delle gnagne ucraine mi fido, istintivamente, poco.

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    11. oggettivamente, la riduzione delle società a numeri, comporta poi la disumanizzazione.

      Anche io e te, e Sara e Lorenzo, nella nostra dimensione avatariana, dopo queste chiacchiere veniamo liofilizzati dal Sistema e diventiamo numeri.

      Non è ''disumanità'', è post-umanità.

      ===

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    12. * [ ... ] che l'autorità centrale non seppe/volle affrontare [ ... ].

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    13. > attraverso la collettivizzazione delle risorse, ovvero i kolchoz.

      Vado a memoria:
      o - la vera e propria collettivizzazione venne realizzata con i sovchoz
      o - una forma più blanda, cooperativa, venne realizzata con i kolchoz.

      Ancora, vado a memoria, i kolchoz che erano il 10% delle aziende agricole sovietiche (rispetto al rimanente 90% sovchoziano) forniva il 90% dei prodotti.
      Vado a memoria, eh, comunque un altro caso della legge di Pareto.
      Sul resto, nonzo: ignoro la storia delle mattanze comuniste di milioni di contadini "russi" o, se vogliamo astrarre (ucraini, bielorussi, etc.) "slavi".

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  2. Correzione: i conflitti (non la Storia) si vincono con la logistica. Chi ha più mezzi, vince.

    Questa considerazione tra le altre cose conferma che la "Resistenza" non ebbe alcuna parte negli eventi bellici da cui uscì l'Italia "liberata" dall'esercito tedesco e occupata da quello anglo-americano. Noi festeggiamo il 25 Aprile e questa è un'altra mistificazione perché la resa dei Tedeschi e delle milizie della RSI venne sottoscritta a Caserta il 29 Aprile e entrò ufficialmente in vigore il 2 Maggio.

    Il 25 Aprile è il giorno in cui (cito): "Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) – il cui comando aveva sede a Milano ed era presieduto da Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani (presenti tra gli altri il presidente designato Rodolfo Morandi, Giustino Arpesani e Achille Marazza) – proclamò l'insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti".

    Non so se è chiaro. Tre o quattro giorni prima che le forze tedesche stremate e le milizie RSI da loro dipendenti deponessero le armi, con Hitler circondato dai Russi nel bunker di Berlino, si suiciderà il 30 Aprile, i capoccia della "Resistenza" fecero l'eroico gesto di proclamare la "insurrezione generale".

    Questo incredibile eroismo e questo gesto altamente simbolico noi festeggiamo.

    Ma è tutto cosi, tutta una mistificazione. Togliatti torna in Italia dopo l'esilio nell'URSS e vende agli Italiani il sogno del "paradiso dei lavoratori", ben conoscendo per averla toccata con mano, l'Unione Sovietica di Stalin. I dirigenti del PCI, dal primo all'ultimo, fanno carriera per la stretta ortodossia e l'obbedienza cieca. Nello stesso momento i "compagnucci" che formano la manovalanza del Partito, approfittano per i famosi lavoretti e pensioncine e quelli più carogna per farsi una posizione. Esattamente come avevano fatto col Fascismo immediatamente precedente.

    Si potrebbe andare avanti all'infinito sia a misurare in grandezza che a misurare in profondità, tipo il caso delle due icone Fo e Rame, i quali negli "anni di piombo" avevano messo in piedi una struttura di appoggio economico, logistico e propagandistico per i "militanti" coinvolti in fatti di sangue, con la quale si provvedeva sia alla latitanza che a condizionare gli eventuali indagini e procedimenti giudiziari.

    Poi arriviamo a Solidarnosc e il papa polacco, i carri armati dell'Armata Rossa "riformista" che cannoneggiano i comunisti "ortodossi" asserragliati nel Parlamento e infine l'abbattimento del Muro. Sgomento, ci dobbiamo reinventare. Giù turbine di nomi di piante, via i dirigenti che presenziano col cappello in mano a cerimonie revisioniste e abbattimenti di statue nell'Est Europa. Non sapevamo, non ce l'avevano detto.

    Arriviamo dritti dritti al Renzi che si fa riprendere in video mentre fa il pippone sugli "ultimi" in camicia bianca, in uno scenario tipo aula scolastica, coi "giovani" seduti attorno che lo guardano deferenti.

    Sai perché tutte queste cose passano in cavalleria? Semplicemente perché E' COMODO.

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  3. Non intendo prendere posizione su una vicenda che non conosco. Indipendentemente dalle sfumature cromatiche delle casacche indossate, in questo tipo di eventi occorrerebbe sempre fare riferimenti chiari agli antefatti. Non capita mai, in nessun ambito, il che fa sospettare con buona ragione che da una parte e dall'altra il fine ultimo di tanta "memoria" sia la manipolazione degli ignari, sia che coloro che vengono scelti per farne dei "simboli" si chiamino Cervi o Govone (Govoni? anche il nome viene riportato in modo diverso a seconda delle fonti) o Pinco Pallino.

    Triste quando non puoi più fidarti d'altri che d'una manciata di persone vicine. Il cinismo indotto è una maledizione. Indurre il cinismo è un atto da maledetti.

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    1. Una tale con ruoli importanti nell'amministrazione del paese in cui risiedo, sempre il solio partito di maggioranza qui, mi racconta, in privato - come tu osservi, messer Pigiatasti, in privato le persone diventano sincere e raccontano e dicono cose "inaudite" - che, nel podere dove abitava, dopo le razzie di alcuni balordi (Sara li chiama così) fascisti, a paese in subbuglio per la fine della guerra, arriva un gruppo di partigiani.
      Uno di questi che doveva svuotarsi i coglioni, pretende una femmina utile all'uopo altrimenti avrebbe ammazzato un animale e buttato nel pozzo.
      Forse alcuni lettori non riescono a capire la gravità e della minaccia e delle conseguenze sulla quale essa basa la propria efficacia. Il "balordo" ottiene quel che vuole, ovvero stupra una delle famiglia.
      La tale mi dice che non può assolutamente raccontare nulla di quanto successe, si aprirebbero le cateratte della punizione divina degli dei dell'olimpo antifa.

      Quale conclusione?
      Che anche per i "balordi" si ricordano malefatte e crimini solo di quelli vestiti di neri, le "balordaggini" dei rossi sono... sparite.
      In quel caso, quali antefatti ci furono? Quale colpa aveva quella famiglia contadina?
      Nel caso degli eccidi da parte dei "liberatori" utilizzare due o tre ordini di grandezza superiori nella gravità dei fatti (un commento anonimo su un quotidiano in linea locale, di recente, ha scritto che in questa valle ci furono CENTINAIA di omicidi da parte dei comunisti di fatto semplicemente spariti).
      Prego notare, anche nel caso di Argelato, la collaborazione del PCI alla fuga dei pluriassassini, seviziatori e torturatori. Era il PCI di quel presidente dal "cognome partenopeo" che... beh, lasciamo perdere e stendiamo pietosi veli.

      Io ritengo che non sia corretto giudicare con i criteri attuali ciò che si commise allora ma che questo deve valere per tutte le parti, non solo per quella vincitrice che, anzi, ha/avrebbe l'obbligo e il dovere morale di essere meglio e non di essere peggio, come sto scoprendo di mese in mese.

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    2. L'equidistanza nelle valutazioni sarebbe un punto d'onore, ma sappiamo bene che onore e potere non collimano mai. Tanto che il potere sia di ordine "elevato" (chi muove i fili e tesse le trame "in grande stile"), quanto che il potere sia di "ordine spiccio" (vedi la vicenda della squallida violenza da cortile che hai testé riportato).

      Rimanendo sulla violenza "da cortile", non ritieni che un omicidio in stile faida eventualmente commesso in seguito a un atto del genere sarebbe moralmente comprensibile? Stanti i tempi e gli eventi che in quei tempi avevano regolarmente luogo, non è immaginabile che anche uno dei Govoni possa essere stato fomentatore di qualche motivo per avviare una faida

      Davvero, in quelle situazioni è difficile cogliere dove sta il torto e dove sta la ragione, non per altro, ma perché la Verità ci è ignota. Sospendo il giudizio sul caso particolare.

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    3. Secondo me questi discorsi mostrano chiaramente che ci sono delle LACUNE nel filo dei vostri pensieri.

      Primo, i "Fascisti".
      Qui si ragiona come se i "Fascisti" fossero alieni calati dal disco volante, mentre fino alla data dell'Armistizio i "Fascisti" erano tutti gli Italiani, comprese le Istituzioni dello Stato.

      L'armistizio fu una resa separata che l'Italia cercò di stipulare a dispetto dell'alleato tedesco, che però ne fu informato mesi prima. Come ho detto più volte, ai Tedeschi furono lasciate tre alternative, arrendersi insieme agli Italiani, cosa che probabilmente avrebbero considerato se non avessero avuto il problema del fronte russo, lasciare l'Italia agli Alleati senza colpo ferire, oppure contendere l'Italia, segnatamente il Nord dove erano localizzate le poche industrie italiane di qualche importanza.

      La assoluta follia fu che in sostanza chi stipulò l'Armistizio era consapevole di consegnare il centro-sud agli Alleati a scapito del Nord nel quale i Tedeschi si sarebbero NECESSARIAMENTE comportati non come alleati ma come invasori.

      In questa logica il fatto che i Tedeschi provvedessero a riorganizzare un regime fantoccio "Fascista" e ad affidargli compiti di milizia territoriale perché dopo l'Armistizio non vollero più reparti italiani in prima linea, fu un fattore positivo, che attutì per quanto possibile le conseguenze dello spostamento progressivo del fronte verso Nord e il peggioramento generale della situazione per i Tedeschi.

      Si citano spesso le tragedie di stragi compiute dai "nazifascisti", tipo Stazzena. Non ci rende conto di cosa significa una guerra moderna combattuta negli abitati. Avrebbe potuto essere molto ma molto peggio per l'Italia di come fu, basta vedere per confronto altri esempi, come la Guerra di Corea, con i morti (e gli scomparsi) non contati a migliaia ma a milioni.

      Per inciso, suggerisco a tutti la visione del film "Fury", che racconta le vicende dell'equipaggio di un carro armato americano durante gli ultimi giorni di guerra. Al netto di tutti vezzi "ollivudiani", vi da una vaga idea di come deve essere stato per la Germania, prima rasa al suolo dai bombardamenti e poi rastrellata dalle fanterie, sopratutto quelle che avanzavano da Est.

      Dopo esservi fatto il quadretto, aggiungeteci i "partigiani". In origine erano militari italiani sbandati, ovvero che avevano abbandonato per varie ragioni i loro reparti e si rifiutavano di essere arruolati nelle milizie della RSI (ovviamente cercavano anche di sfuggire alla deportazione in Germania). A questi si aggiunsero i ragazzi che venivano progressivamente chiamati alla Leva. All'inizio cercarono semplicemente di rimanere alla macchia, poi da una parte aumentò la pressione di chi li cercava e dall'altra cominciarono ad essere "supervisionati" dai servizi segreti alleati. Infine, arrivarono i "commissari politici" comunisti. La conseguenza fu che i "partigiani" erano una accozzaglia composita ma quelli di cui si tramandano le gesta erano i più anti-italiani. In questo consiste il paradosso, ovvero avere assegnato ai "partigiani" anti-italiani il ruolo di "padri della patria".

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    4. Vi prego di notare il filo conduttore della "anti-italianità".

      La prima occasione in cui in Italia si poterono sventolare bandiere nazionali senza essere automaticamente "fascisti" furono i mondiali dello '82.

      Nel 2018 le massime cariche dello Stato sostengono la necessità di abolire le Nazioni e quindi gli Stati per confluire in una unica "umanità", il meticciato di Scalfari, su cui vegliano le benevole Elite Apolidi, rappresentate da quegli organismi misteriosi che sono le ONG o le commissioni dell'ONU. Si, lo so che esiste un Parlamento Europeo ma vi farei presente che qui da noi tra le altre cose si sostiene la necessità di trasformare l'Italia da Repubblica parlamentare in Repubblica... boh, presidenziale? Perché il Parlamento non serve più a niente. Quindi la faccenda della "Europa" è, come da abitudine, una affermazione-negazione, è già morta prima di nascere perché se non devono esistere Nazioni e confini, anche la "nazione-Europa", che tra l'altro non sarà popolata di "europei" ma di "cittadini del mondo", dovrà essere scalzata da qualcosa di più grande e comprensivo.

      Quindi, il punto è che se prima la Storia veniva riscritta a beneficio del PCI che vagheggiava l'unione dell'Italia ai Paesi del "socialismo reale", l'universalismo proletario, adesso viene riscritta secondo la ideologia "liberal" a beneficio del "globalismo", del Nuovo Ordine Mondiale.

      Quindi quello che Sara sopra dice a proposito del "riabilitare il Fascismo" bisogna leggerlo in questa ottica. Il Fascismo storico ormai nessuno sa cosa sia stato, si parla però di "Fascismo" metaforico intendendo quello che con altri neologismi si definisce "sovranismo" o "populismo", ovvero semplicemente affermare l'identità nazionale.

      Questo è il babau, lo spaventapasseri. Non le camicie nere, che per inciso è la tenuta dei centri sociali, ironia della Storia. Il babau è ricordare la Storia europea. TUTTA la Storia.

      Quando qui si va a mettere in discussione la "Resistenza" è come se andassimo a ripercorrere, che ne so, le Guerre di Indipendenza. Il Corriere tiene in prima pagina per una settimana la marchetta "gli Italiani non esistono", da cui che senso può avere l'inno nazionale?

      Dai, unite i puntini.

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    5. "Bozza M5S-Lega, spread sale oltre i 140 punti.
      Milano peggiora: -1,5%, fanalino di coda in Europa "

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    6. Per cortesia, non divagate troppo dall'argomento.
      Lorenzo, 'sto commento sarebbe stato più appropriato qui (Verici contro base).

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    7. Boh, dove la vedi la divagazione. Sto dicendo che la "storia" (minuscolo) che hanno raccontato alla gente si fonda sulla idea della anti-italianità, che in principio significava subordinare gli Italiani al Comunismo sovietico e più di recente, con la sostituzione del Comunismo con i "liberal", subordinare gli Italiani alla "Europa" o allo "ONU", la cosiddetta "comunità internazionale".

      In questo penultimo commento sottolineavo che, se e quando gli Italiani provano a uscire dai ranghi, arriva prima l'avvertimento mafioso sotto forma di comunicato e poi arrivano le bastonate finanziarie.

      Ci siamo dimenticati che abbiamo visto governi dimettersi perché lo "spread" minacciava di mandare l'Italia in "default", ovvero lo Stato non poteva finanziare la Spesa raccogliendo liquidità coi Titoli e che il nostro spauracchio era la Grecia di Tispras, del quale non abbiamo più sentito nulla, sparito, dopo che si è presentato col cappello in mano dalle famose Elite.

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    8. Toh, ecco una altra notizia che ti sembrerà off-topic.
      Invece fa tutto parte del meccanismo, qualcuno ha licenza di fare qualsiasi cosa, qualcun altro deve chinare la testa e se prova a rialzarla, interviene il solerte "funzionario", su esposto di gruppi di avvocati, ONG, cooperative, parroci, eccetera.

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    9. Totalitarismo soft.
      Le persone con le quali parlo mi danno del matto.
      Infatti, il punto chiave è proprio il soft.
      Le cose "soft", travisate, sono molto più pericolose, proprio perché sfuggono alle cognizioni, ai sistemi immunitari.
      La dittatura del politicamente corretto.

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    10. Ma dove lo vedi il "soft"? Qui basta dire due parole un po' sopra le righe e si prendono condanne penali per anni di reclusione. Ma solo se le righe sono nella direzione del contropelo rispetto ai "democratici".

      Non c'è niente di soft nel concetto che "uccidere un fascista non è reato", che poi è l'argomento di questo post.

      Si, sono cambiati i tempi, adesso magari non ti torturano con tutta la tua famiglia per buttarti in un fosso ma il modo di pensare e di conseguenza di agire non è cambiato.

      Anche le mammole come Sara, l'automatismo porta il "bene" da una parte e il "male" dall'altra, contro ogni evidenza, semplicemente perché è la collocazione delle cose dell'universo, è uno stato necessario.

      Ho scritto un post sulla Web-serie "Cobra Kai". In gioventù simpatizzavo per il "buono" della storia ma adesso che sono vecchio sono tale e quale a Johnnie, non solo nei vezzi, ogni parola che dice è una perla di saggezza.

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